Prova delle sirene di mercoledì 1° febbraio 2023

Prova delle sirene di mercoledì 1° febbraio 2023

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni, in base alle istruzioni dell’Ufficio federale della protezione della popolazione, informa che mercoledì 1° febbraio 2023 è prevista in Ticino la prova annuale di verifica dei dispositivi di allarme alla popolazione. Saranno coinvolte nel test tutte le sirene della Protezione civile installate sul territorio cantonale, che diffonderanno l’Allarme generale e l’Allarme acqua. Quest’anno, a causa della guerra in Ucraina, la prova delle sirene potrebbe generare insicurezze e paure alle cittadine e ai cittadini ucraini presenti sul nostro territorio. Per questo motivo l’autorità federale ha elaborato un’informazione mirata in lingua ucraina.

Il programma della prova prevede dapprima l’attivazione delle sirene per l’Allarme generale (414 dispositivi); alle 13.30, 13.35, 13.45 e 13.55 sarà diffuso un suono continuo e modulato, dalla durata di 1 minuto. Ricordiamo che – nell’eventualità di un vero Allarme generale, – la popolazione deve ascoltare la radio, seguire le istruzioni delle autorità e informare i vicini.
Alle ore 14.20 ed alle ore 15.10, nelle zone a valle degli impianti di accumulazione (dighe), saranno in seguito attivate le sirene per l’Allarme acqua (128 dispositivi). In questo caso saranno diffusi 12 suoni continui e gravi (più cupi rispetto a quelli dell’Allarme generale), in sequenze di 20 secondi a intervalli di 10 secondi, per un totale di 6 minuti. In caso di vero Allarme acqua, la popolazione deve abbandonare immediatamente la zona a rischio e attenersi alle istruzioni delle autorità.
Trattandosi di prove di funzionamento del sistema, come di consueto non occorrerà intraprendere misure reali: il test serve a controllare lo stato delle installazioni, esercitare il personale ed informare la popolazione sui comportamenti corretti.
Con Alertswiss le informazioni relative alla prova annuale come pure tutte le informazioni e le raccomandazioni in caso di evento sono ora anche disponibili sul sito www.alertswiss.ch o scaricando gratuitamente la relativa applicazione, grazie alla quale ricevere sul proprio cellulare le informazioni.
Informiamo inoltre che accedendo al sito www.ti.ch/allarmi è possibile consultare i prospetti informativi “Allarme acqua – cosa fare, come reagire”, anche nelle versioni tradotte, come pure creare un affisso personalizzato, dove vengono riportati i punti di raccolta in caso di evento.
Sottolineiamo l’importanza di informare dell’evento le categorie più sensibili o che non hanno accesso autonomamente ai canali di informazione. In questo senso si inserisce l’informazione ai Comuni per il tramite delle Regioni di Protezione Civile e la traduzione del comunicato in ucraino. Informazioni che sono state pubblicate anche sulla pagina web  cantonale (www.ti.ch/ucraina) e sul canale Telegram dedicato (@ucrainaTi).
Il Dipartimento delle istituzioni si scusa per eventuali disagi e conta sulla comprensione di tutta la popolazione. Ulteriori informazioni possono essere consultate sui siti internet www.protpop.ch oppure richieste all’indirizzo di-spci@ti.ch.

“La presenza dell’esercito è un fattore di forza per il Ticino”

“La presenza dell’esercito è un fattore di forza per il Ticino”

L’impegno del Consigliere di Stato Norman Gobbi su questo fronte

La presenza in Ticino dell’esercito svizzero costituisce un punto di forza a livello strategico e a livello economico, offrendo molte opportunità. “In queste settimane partecipo a diversi grossi appuntamenti organizzati dall’esercito proprio qui nel nostro Cantone. Venerdì per esempio la Brigata Logistica 1 ha tenuto alla Gottardo Arena di Ambrì il suo Rapporto di Brigata con almeno mille partecipanti. Tra una decina di giorni invece a Locarno si terrà un seminario della Divisione Territoriale 3 della durata di 2 giorni e al quale dovrebbe partecipare anche il capo dell’esercito Thomas Süssli. Senza dimenticare che dal 10 al 14 marzo dopo 25 anni si terrà in Ticino l’esercizio di truppa durante il corso di ripetizione del gruppo artiglieria 49. Occasioni di incontri ad alto livello e presenza effettiva che non servono solo a dare visibilità momentanea al Ticino, ma che confermano come il nostro Cantone sia un elemento cardine della difesa nazionale. Per questo abbiamo la possibilità di mantenere e sviluppare tutte le infrastrutture e le attività, producendo un indotto economico non indifferente”, afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

All’inizio del 2020 su queste colonne lei ci aveva presentato il grosso contributo economico che l’esercito dà al Ticino. “Lo ricordo bene, anche perché dopo pochi giorni sarebbe scoppiata a livello globale la pandemia legata al COVID-19. In quei giorni di inizio febbraio il Dipartimento delle istituzioni, assieme ad altri uffici del Cantone, si stava preparando per affrontare una ipotetica situazione di emergenza, che divenne poi reale in pochissimo tempo. Quell’esperienza – come ho ricordato venerdì mattina ad Ambrì nel Rapporto della Brigata Logistica 1 – permise di capire ancora meglio il ruolo del nostro esercito, che visse la sua prima mobilitazione in tempo di pace e sostenne le attività di protezione della popolazione. Il Ticino venne aiutato concretamente. Così come concretamente ogni anno l’esercito produce una massa salariale in Ticino attorno ai 100 milioni di franchi, grazie alla presenza di 800 collaboratori/militari professionisti e ai posti di lavoro creati dall’indotto che ruota attorno alla presenza dei militari. A livello strategico, poi, è sempre più importante mantenere una presenza forte a sud del massiccio del San Gottardo, nella zona di frontiera con l’Italia e in generale con l’area mediterranea. La crisi internazionale con la guerra in Ucraina ci ha confrontati in modo evidente ai rischi che possono nascere anche sul nostro continente e quindi anche alla necessità di essere sempre pronti. Cosciente di tutti questi fattori il mio impegno è stato e sarà quello di assicurare sempre al Ticino una presenza importante del nostro esercito. E questo per avere un Cantone forte!”, conclude il Consigliere di Stato, Norman Gobbi.

(Immagine © div ter 3)

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 29 gennaio 2023 de Il Mattino

‘La Polizia farà la sua parte per ridurre la spesa pubblica’

‘La Polizia farà la sua parte per ridurre la spesa pubblica’

Lo ha detto Norman Gobbi durante l’annuale Rapporto di Corpo della cantonale. ‘Positivo il bilancio del 2022 e la capacità di adattamento’

L’attuale situazione delle finanze cantonali richiede importanti sforzi per ridurre la spesa. In questo esercizio, anche la Polizia cantonale sarà chiamata a fare la sua parte. A dirlo è stato il direttore del Dipartimento istituzioni (Di) Norman Gobbi durante l’annuale Rapporto di Corpo della Polizia cantonale, tenuto al centro della Protezione civile di Rivera. Un’operazione di contenimento della spesa – necessaria in seguito al mancato versamento dei contributi ai cantoni da parte della Banca nazionale – che, ha precisato Gobbi, «non dovrà avere ripercussioni sull’operatività e i servizi». L’appuntamento di Rivera ha coinvolto agenti, inquirenti e personale amministrativo. È stata l’occasione – hanno spiegato le forze dell’ordine – anche per ripercorrere e trarre un bilancio dell’ultimo anno di attività. Il direttore del Di ha anche ricordato la sempre attuale minaccia di carenza di energia e difficoltà di approvvigionamento. «Già nel 2014 ci si era esercitati su questo scenario, come anche su quello legato a una possibile pandemia, nell’ambito dell’Esercitazione della Rete integrata Svizzera per la sicurezza». Un test, ha sottolineato Gobbi, «che si è rivelato utile visto quanto successo negli ultimi anni, che hanno visto il Corpo della polizia cantonale in prima linea sia in ambiti di pianificazione che di condotta e di prevenzione». Durante il rapporto sono anche stati ricordati gli sforzi intrapresi per creare dei centri di competenza in risposta alle problematiche attuali: il contrasto alla violenza, in particolare quella domestica, e il cybercrimine.

Gobbi: ‘La Nuova Legge polizia permetterà di ottimizzare le prestazioni’
Per quanto riguarda la Nuova Legge di polizia, attualmente in consultazione, Gobbi ha spiegato che «permetterà di ottimizzare le prestazioni e le capacità di risposta nelle attività di polizia, adeguandosi al contesto moderno e adattandone i contenuti dopo la sua entrata in vigore, che risale al lontano 1989». Concludendo il suo intervento il consigliere di Stato ha sottolineato l’unità d’intenti tra il Dipartimento istituzioni e la Polizia cantonale «che ha permesso un ammodernamento generale su più fronti e la realizzazioni d’importanti progetti come la centrale comune d’allarme a Bellinzona, il centro di controllo veicoli pesanti a Giornico e una serie di progetti informatici che hanno reso più efficiente il lavoro dei collaboratori a ogni livello».

Cocchi: ‘Confrontati con compiti nuovi’
Il comandante Matteo Cocchi ha invece ringraziato il Corpo, che nel corso dell’anno «ha dimostrato una forte dose di adattamento, anche di fronte a compiti con cui non si era finora confrontato». Tra questi è stato citato il dispositivo di sicurezza pianificato e messo in campo in occasione dell’Ukraine Recovery Conference, svolto a Lugano lo scorso luglio con la presenza di diverse figure internazionali. «Si è trattato di un grande lavoro organizzativo in un contesto altamente variabile a causa della guerra in corso». Cocchi ha poi ricordato la necessità della collaborazione di tutti per far fronte alle sfide e continuare a garantire un alto livello di sicurezza». Per quanto riguarda la Nuova Legge di polizia, il comandante ha detto che «gli obiettivi e l’organizzazione del Corpo dovranno continuare a evolvere a una velocità sempre maggiore rispetto al passato». Questo «nell’ottica di prevenire i fenomeni criminali e non solo reprimerli al momento in cui si presentano».

Da www.laregione.ch

«Io un uomo senza cuore? La solita strumentalizzazione»

«Io un uomo senza cuore? La solita strumentalizzazione»

Da 12 anni in Consiglio di Stato e con tanta voglia di andare avanti a dirigere il Dipartimento delle istituzioni.
Anche se si lascia scappare un «mai dire mai».

Abbiamo intervistato Norman Gobbi: la sua azione politica, il suo modo di essere e di porsi.

Iniziamo con un tormentone ormai dimenticato da tutti ma sul quale lei puntava molto. Ricorda la riforma «Giustizia 2018 »? Siamo nel 2023, che fine ha fatto quel progetto? Lo possiamo considerare fallito?
«La riforma delle Autorità di protezione, il cui principio è stato approvato praticamente all’unanimità dal Parlamento e dal 77,5% del Popolo ticinese nonché in tutti i Comuni, rappresenta uno dei più importanti cantieri avviati anche grazie a “Giustizia 2018”. Siamo giunti a proporre una nuova Autorità giudiziaria con tanto di modifica della Costituzione cantonale accettata in modo convinto in votazione popolare lo scorso 30 ottobre, in un ambito molto delicato che tocca soprattutto le persone più fragili della nostra società. Un risultato frutto della condivisione e della partecipazione che il mio Dipartimento con la Divisione della giustizia ha costruito negli anni. In tal senso, gli approfondimenti dei Gruppi di lavoro appositamente costituiti con “Giustizia 2018” hanno fornito tutta una serie di indicazioni che sono state utili per interventi puntuali e per riforme importanti quali appunto quella relativa alle Autorità di protezione. Altre sono in fase di analisi, penso ad esempio alla riorganizzazione del settore della giustizia di pace. Un lavoro continuo, quindi, per una Giustizia e delle Istituzioni in evoluzione con l’obiettivo di rispondere in modo efficace ai nuovi bisogni della cittadinanza».

A proposito di sicurezza: oggi in Ticino abbiamo meno rapine e scippi di un tempo (sono cambiate le abitudini e si gira con meno contante). Il Ticino con Norman Gobbi è più sicuro?
«Lo dicono i dati: meno furti, meno rapine, meno incidenti della circolazione. Ma poi c’è una criminalità che trova sempre nuovi canali per delinquere. Penso alla criminalità internazionale, che spesso si muove sfruttando le nuove tecnologie. Il sentimento soggettivo di sicurezza in Ticino negli ultimi 10 anni è migliorato, grazie al lavoro delle Polizie. Ma non intendo, come ho dimostrato, sedermi sugli allori. Si deve sempre migliorare, sia in ambito di prevenzione, sia in ambito di repressione».

Un Cantone sicuro ma anche molto presidiato, specie sulle strade. Ma questa è prevenzione o repressione?
«Ricordo le critiche che si muovevano alla Polizia più di dieci anni fa: troppa gente in ufficio e troppo poche pattuglie sulle strade. Ero anch’io in qualità di deputato – tra coloro che condividevano questa opinione. Detto fatto: dalla mia elezione diverse cose sono cambiate e i risultati, come detto, ci sono. I cittadini e le cittadine si sentono sicuri e quindi anche più liberi quando sanno di essere protetti senza oppressione. La presenza delle pattuglie infonde questo sentimento di protezione e permette un rapido intervento in caso di bisogno».

Ci sono poi sempre i radar, amati da chi deve fare quadrare i conti pubblici e odiati da chi ne subisce l’azione sempre più invasiva. Gobbi oggi è amico o nemico dei radar?
«Gobbi sa che l’utilizzo dei radar non serve per fare cassetta, come semplicisticamente e demagogicamente si vuol lasciare intendere. Abbiamo condotto un monitoraggio a seguito di numerose segnalazioni da parte di cittadini e rappresentanti politici comunali in merito a controlli ritenuti “vessatori”. Tale analisi ha fatto emergere come la Polizia cantonale esegue circa un controllo all’anno per agente di gendarmeria, mentre le polizie comunali ne eseguono almeno tre per agente uniformato. Questi dati suggeriscono un utilizzo talvolta improprio di questi strumenti. È anche per questo motivo che ho scritto ai Municipi interessati per sottoporre il problema, con l’auspicio che attraverso il gruppo di lavoro “Polizia ticinese” si possa elaborare un insieme di misure preventive di controllo della velocità, che non si basi unicamente sui radar».

Sul finire di questa legislatura sta tornando in auge il tema della polizia unica. Lei da che parte sta? Alla fine questo concetto un po’ semplicistico non è fondamentalmente superato?
«Non è superato nella misura in cui in buona fede ci si interroga su quale possa essere la miglior soluzione per il Ticino. Per questo vedo di buon occhio la discussione politica in atto all’interno del Parlamento sulla mozione Ghisletta. In un’ottica stretta di ottimizzazione di risorse e finanze, una sola polizia sarebbe sicuramente più efficiente; occorre però tener conto anche delle particolarità ticinesi e dell’autonomia dei Comuni, valore altrettanto importante per me. Quanto facciamo oggi mi sembra porti a risultati soddisfacenti. Domani vedremo se ciò basterà,oppure se saremo chiamati a imboccare una strada con meno curve e meno in salita, obbligati anche da un uso ancor più parsimonioso dei soldi dei cittadini».

Rapporto Cantone- Comuni: il tavolo, aperto da anni, pare un po’ la montagna pronta a partorire il topolino. Ha ancora senso andare avanti?
« Se si riferisce a Ticino2020 allora posso dire che fermarsi ora quando siamo vicini al traguardo dopo innumerevoli sforzi sarebbe da incoscienti. Sul piatto porteremo qualcosa, a brevissimo: non un menu completo, ma pur sempre una chiara regolazione dei flussi finanziari e delle competenze su vari fronti. Se invece si riferisce ai rapporti a 360 gradi tra Cantone e Comuni, allora qui abbiamo fatto moltissimo. Grazie alle mie visite assieme ai responsabili della Sezione degli enti locali in ogni Comune, grazie ai Simposi Cantone- Comuni ( il 2 febbraio a Bellinzona si terrà il quarto Simposio), grazie alla Piattaforma Cantone-Comuni il dialogo è costante. Ciò aiuta a individuare soluzioni. Più in particolare il Dipartimento che dirigo ha avviato una serie di progetti (“ Buon Governo”, “ Democrazia viva”, “Responsabilità sociale dei Comuni”) che vogliono migliorare la partecipazione della cittadinanza, la conduzione e la gestione del Comune. Il tutto porterà nel prossimo quadriennio a proporre anche una revisione totale della Legge organica comunale ( LOC), ammodernandola e riconoscendo che i Comuni ticinesi sono differentemente strutturati tra loro. Perché Comuni più forti fanno un Cantone più forte ».

Da sinistra Gobbi viene considerato un po’ l’orco che fustiga coloro che chiedono un permesso di diversa natura, persone che cercano una mano tesa. Insomma, viene dipinto come un uomo senza cuore. Come risponde?
«È un’immagine strumentalizzata, questa dell’uomo senza cuore. Ci convivo da 12 anni. Il Dipartimento che dirigo influenza questa “visione”, perché siamo chiamati a far rispettare le leggi in ogni contesto. Anche in quello della politica d’asilo, definita da una legge federale voluta dal Popolo».

È in carica dal 2011, ma non intende mollare. L’entusiasmo per andare avanti (almeno?) altri 4 anni da dove arriva?
«Arriva dallo spirito di servizio nei confronti delle cittadine e dei cittadini ticinesi. Arriva dall’amore verso questo splendido Ticino, che vorrei sempre più protetto, sempre più valorizzato e sempre più svizzero. Arriva poi dalla volontà di difendere le nostre tradizioni, la nostra identità. E poi dal desiderio di portare a termine alcune realizzazioni che oggi sono sulla rampa di lancio».

Cambiare dipartimento dopo 12 anni. Ci ha mai pensato?
«Come tutti vedono a me piace questo Dipartimento. Siamo come la fanteria per un esercito e negli ultimi 3 anni siamo stati in prima fila a gestire anche le crisi più impegnative, COVID docet. Come detto ci sono ancora molti progetti – legati ai Comuni, legati alla Giustizia oppure alla Polizia e alle collaborazioni nella protezione della popolazione – che vorrei portare avanti. Mai dire mai, però… Cominciamo a essere rieletti il 2 aprile».

Leghista e tesserato UDC: come vede il duello tra Claudio Zali e Piero Marchesi?
«Aperto, con il mio cuore che batte per la continuità».

Cosa ne dice dello scivolone con quel «coglionazzi» espresso da Paolo Pamini? Come dice talvolta lei «ribollono le busecche»?
«Per me è già archiviato. Ognuno faccia le sue riflessioni anche se ricamarci troppo sopra mi sembra un’inutile esagerazione ».

Lei e Manuele Bertoli siete molto differenti. Ma c’è qualcosa che le mancherà del collega che in aprile lascerà il Governo?
«Siamo differenti, ma ugualmente cocciuti. Ribadisco: se dovessi essere rieletto mi mancherà la sua persona; quando si lavora assieme per 12 anni si stabiliscono rapporti personali stretti, al di là delle differenze di vedute puntuali e spesso anche accese. Spero che troveremo il tempo per nuovi incontri, più rilassati davanti a un buon piatto di risotto».

Intervista pubblicata nell’edizione di mercoledì 25 gennaio 2023 del Corriere del Ticino

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha concluso le visite nei Comuni  

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha concluso le visite nei Comuni  

Comunicato stampa

Si sono conclusi a Comano gli incontri del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi con i Comuni ticinesi per la legislatura corrente. La conoscenza reciproca, il dialogo, la salute della democrazia a livello locale e l’importanza di attivare e stimolare la comunità sono stati i temi al centro anche dei due appuntamenti con i Comuni di Porza e Comano. Il ciclo, iniziato nel 2018 a Stabio, ha permesso di incontrare l’80% dei Municipi. Le numerose suggestioni raccolte sono destinate a confluire nella revisione della Legge organica comunale, che sarà sviluppata durante la Legislatura cantonale 2023/2027 e negli altri progetti strategici quali il Buon governo e Democrazia Viva.  

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e dall’ispettore comunale Alberto Gamboni, ha incontrato i Municipi di Porza e Comano.
Durante l’incontro con il Municipio di Porza è emersa una certa difficoltà nel coinvolgere attivamente la popolazione alla vita associativa del Paese. Pur non mancando le occasioni di ritrovo organizzate nel corso dell’anno, molti cittadini preferiscono condurre una vita indipendente, limitandosi a cogliere le opportunità offerte da un territorio pregiato. L’Esecutivo, in una franca e costruttiva discussione, ha mostrato particolare interesse agli sforzi profusi dalla Sezione degli enti locali nell’ambito del progetto del Buon governo per dare un nuovo slancio vitale alla vita democratica delle realtà comunali.
Nel corso del secondo incontro, quello con il Comune di Comano, il Municipio ha illustrato le svariate attività che le associazioni presenti sul territorio propongono per la cittadinanza insieme al Comune. La comunità partecipa con entusiasmo alle iniziative promosse, rivolte in particolare alle molte famiglie che si sono stabilite nel corso degli anni. In quest’ottica l’esecutivo ha voluto investire strategicamente nella creazione di servizi ad hoc per i propri cittadini.
Si è quindi concluso l’ultimo ciclo di incontri della legislatura cantonale 2019/2023 voluto dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi per favorire la conoscenza reciproca tra il Cantone e i Comuni, promuovere il dialogo, raccogliere tutta una serie di segnalazioni degli enti locali, con l’impegno di verificarle e risolverle attraverso i servizi cantonali competenti.
Gli spunti di riflessione emersi nel corso delle visite nei Comuni confluiranno nei grandi progetti avviati dalla Sezione degli enti locali, tra cui la revisione della Legge organica comunale che tra le varie proposte di modifica rivedrà anche i compiti della SEL, estendendo ulteriormente le prestazioni offerte nel campo del supporto, a fianco della vigilanza istituzionale che resterà un compito primario.

Così gli anziani sanno cosa li minaccia

Così gli anziani sanno cosa li minaccia

Falsi operatori di Pro Senectute che cercano di infilarsi nelle case. Email con link trappola su cui i più distratti cliccano inguaiandosi. Telefonate nell’ora della pennichella in cui si annuncia l’incidente del figlio, chiedendo soldi per l’intervento chirurgico urgente. I truffatori giocano sempre più la carta delle emozioni per raggirare gli anziani ticinesi. Ne sono consapevoli le cinque associazioni che di recente hanno stretto un patto di collaborazione con la Polizia cantonale. L’alleanza è stata presentata lunedì pomeriggio a Bellinzona.  

Una fetta di popolazione fragile – Pro Senectute, Associazione ticinese per la terza età (ATTE), Generazione più, Generazioni & Sinergie, Associazione italiana Lugano anziani (AILA, legata all’Ospedale Italiano) si uniscono per fare prevenzione. Roberto Friedel, presidente di Generazione & Sinergie, ammette: «C’è una fetta di popolazione molto fragile. Vogliamo mandarle un messaggio. Farle capire che ci sono punti di riferimento a cui rivolgersi in caso di dubbio o difficoltà. Le truffe legate alla tecnologia sono sicuramente quelle più diffuse». 

La tecnologia che evolve – «Abbiamo deciso di coordinare i nostri incontri – aggiunge Laura Tarchini, portavoce di Pro Senectute –. Ne faremo diversi sparsi in tutto il territorio. La tecnologia evolve e quindi è normale che anche gli appuntamenti rivolti al pubblico vadano aggiornati».  

Gioco d’anticipo – Antonio Menghini, segretario cantonale di Generazione Più, evidenzia: «Il Ticino è un luogo sicuro. Ma la sicurezza non è mai troppa. Il percorso che vogliamo fare insieme alla polizia cantonale è mirato ad anticipare e a scongiurare eventuali disguidi. Giochiamo d’anticipo. Tanto per fare un esempio noi siamo già partiti a ottobre 2020 per spiegare agli anziani come funzionano i pagamenti QR».  

«Formiamo una corazza» – «Nel 2022 – dice Renato Pizzolli, portavoce della Polizia cantonale – c’è stato un aumento delle truffe del falso nipote. Sia a livello di cifre sia nell’intensità. E in generale occorre stare attenti all’avanzata della tecnologia. Attraverso l’informazione si può trovare una corazza. Vogliamo contribuire alla percezione di una sicurezza collettiva accresciuta. Desideriamo allertare, non allarmare. Questo è anche un modo per avvicinare la cittadinanza alla polizia. Per noi è importante raccogliere le paure della popolazione. La creazione di una rete di contatti con un mondo vicino agli anziani ci faciliterà il compito». 

La collaborazione – Paola Poggi, portavoce di AILA, conclude: «La polizia è un partner importante. Prima di tutto organizza con noi le giornate di sensibilizzazione e distribuisce flyer informativi. Inoltre ha sott’occhio il numero di denunce e il tipo di reati. D’altra parte noi invece rappresentiamo delle antenne ben presenti sul territorio e possiamo fornire alla polizia determinati feedback». 

(Immagine: Tio/20Minuti)

Da www.tio.ch

“Comuni più forti per un Cantone più forte”

“Comuni più forti per un Cantone più forte”

Il 2 febbraio a Bellinzona si terrà il 4° Simposio Cantone-Comuni rivolto a politici e amministratori dei due livelli istituzionali, ma aperto anche a rappresentanti dei partiti politici. “Il Simposio Cantone-Comuni è stato voluto per far incontrare e dialogare coloro che si occupano e hanno a cuore le sorti delle nostre istituzioni e il benessere delle cittadine e dei cittadini ticinesi” – afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi, che ha promosso 4 anni fa questa importante giornata. “Quest’anno il Simposio costituisce il primo atto del progetto “Democrazia viva”. Un progetto sviluppato dalla Sezione degli enti locali del Dipartimento delle istituzioni e che ha come obiettivo quello di rilanciare il nostro sistema di democrazia diretta, adeguandolo a una società che si muove in maniera diversa rispetto al passato. Alla luce delle esperienze che il Cantone e i Comuni, spesso assieme, hanno maturato di fronte alle crisi globali degli ultimi tre anni, si tratterà di capire come cogliere nuove opportunità anche dalle difficoltà. Un processo che permette alle istituzioni di essere resilienti e di rinnovarsi, sviluppando nuove capacità. Come quella di migliorare il coinvolgimento attivo della cittadinanza”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

“A partire dal 2018 ho voluto incontrare tutti i Municipi dei Comuni ticinesi. È un tour sicuramente impegnativo, ma che ha permesso al sottoscritto e ai miei funzionari della Sezione degli enti locali di toccare con mano le realtà che vivono i nostri Comuni. Oggi abbiamo una conoscenza maggiore delle dinamiche che affrontano gli amministratori, siano essi politici o funzionari, nel quotidiano svolgimento dei compiti. Da queste conoscenze, assieme ai risultati dei precedenti Simposi, sono scaturiti nuovi progetti portati avanti dalla SEL. L’obiettivo condiviso è quello di avere Comuni più forti e sempre meglio in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini. Un processo che non può più passare solo con l’aggregazione dei Comuni. Il progetto del “Buon Governo dei Comuni”, per esempio, vuole dare nuovi strumenti per proporre interventi concreti e voluti dalla popolazione. Le visite ai Municipi e i Simposi hanno avviato una positiva dinamica tra Comuni e Cantone. Ed è proprio quello che mi ero prefissato, convinto che solo con Comuni più forti potremo avere un Cantone più forte!”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Per iscriversi al 4° Simposio Cantone-Comuni (iscrizioni entro il 30 gennaio): www.ti.ch/eventisel

 

 

4. Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni

4. Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni propone una nuova edizione del Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni: si discuterà della capacità delle nostre istituzioni pubbliche di affrontare il cambiamento, sia esso dettato da emergenze o da modifiche strutturali della società. L’invito è rivolto a municipali, consiglieri comunali, autorità politiche cantonali, rappresentanti dei partiti politici, funzionari dell’Amministrazione cantonale e di quelle locali. L’evento si terrà giovedì 2 febbraio 2023, dalle 14.00, nell’Auditorium della Scuola cantonale di commercio a Bellinzona, e potrà essere seguito anche in diretta streaming sul sito web dell’Amministrazione cantonale all’indirizzo www.ti.ch/eventisel.  

Dopo il successo delle prime tre edizioni del Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni, il Dipartimento delle istituzioni propone un nuovo pomeriggio di riflessione. Verrà affrontato un tema d’attualità, ovvero quello della capacità delle istituzioni pubbliche di cogliere le opportunità portate dai cambiamenti, siano essi imprevisti e rapidi o annunciati. Pandemia, guerra in Ucraina e crisi energetica da un lato ed evoluzione demografica e cambiamenti climatici dall’altro, sono solo esempi di mutamenti con cui la classe politica comunale e cantonale è confrontata e a cui deve fornire delle risposte alla cittadinanza e al mondo economico. La resilienza non è però soltanto questo: un’istituzione pubblica può essere definita resiliente nella misura in cui riesce anche a cogliere le opportunità che si nascondono dietro i cambiamenti.
La domanda al centro dell’evento riguarderà le condizioni necessarie affinché un’istituzione pubblica possa veramente dirsi resiliente, in termini di approccio, di attitudine individuale, procedure e rimedi di diritto.
Il 4. Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni costituisce il primo atto del progetto «Democrazia viva», promosso sempre dal Dipartimento delle istituzioni. Un progetto che si prefigge l’obiettivo di rilanciare il nostro sistema di democrazia diretta, adeguandolo a una società diversa rispetto al passato e con nuove priorità.
Il Simposio si svolgerà nell’Auditorium della Scuola cantonale di commercio a Bellinzona, a partire dalle 14.00 di giovedì 2 febbraio 2023, e potrà essere seguito anche in diretta streaming. Il programma si divide in due parti, e prevede che i partecipanti – persone attive sia negli organi politici sia nelle Amministrazioni di Cantone e Comuni – siano dapprima orientati sui fattori che possono rendere un Comune più solido in tempo di crisi, anche grazie alla presenza di esperti che forniranno il loro punto di vista. Nella seconda parte del pomeriggio un momento di dialogo tra rappresentanti del Consiglio di Stato e dei Comuni consentirà di ipotizzare soluzioni condivise. L’esito finale delle riflessioni confluirà poi all’interno del progetto «Democrazia viva», per fornire a tutte le parti interessate – autorità comunali, cantonali, partiti politici e cittadinanza – strumenti che possano favorire e stimolare la partecipazione alla vita politica ai vari livelli.
La partecipazione al Simposio è gratuita, con iscrizione obbligatoria entro il 30 gennaio 2023 tramite il formulario pubblicato sul sito web www.ti.ch/eventisel, dove è pure consultabile il programma dettagliato del pomeriggio. 

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi prosegue le visite nei Comuni

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi prosegue le visite nei Comuni

Comunicato stampa

Proseguono gli incontri del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi con i Comuni ticinesi. La conoscenza reciproca, il dialogo, la salute della democrazia a livello locale e l’importanza di attivare e stimolare la comunità sono stati i temi al centro dei tre appuntamenti con i Comuni di Val Mara, Vico Morcote e Bissone. Il ciclo, iniziato nel 2018 a Stabio, proseguirà il 17 gennaio 2023 nel Luganese, continuando una campagna di incontro e scambio di informazioni che tocca ogni parte del Ticino.  

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, e dall’ispettore comunale Alan Lancetti ha incontrato i Municipi di Val Mara, Vico Morcote e Bissone.
Nel primo incontro, quello con il Comune di Val Mara, il Municipio ha illustrato gli sforzi profusi per mettere in funzione la nuova realtà comunale in seguito all’aggregazione che si è consolidata nell’aprile del 2022. Una delle grandi sfide del nuovo Comune è senza dubbio l’importanza di stimolare la comunità creando una nuova identità senza però cancellare le identità dei tre quartieri. Un punto sul quale l’Esecutivo sta lavorando è la costituzione delle commissioni di quartiere che vogliono essere ideate all’insegna della partecipazione dei cittadini.
Il Municipio di Vico Morcote ha invece evidenziato come i movimenti nella popolazione residente degli ultimi anni abbiano inciso sullo spirito comunitario del Paese. Sensibile a offrire momenti di incontro, di svago e di aggregazione ai propri cittadini, l’Esecutivo riconosce una difficoltà a tenere unito il tessuto comunitario.
Nell’ultimo incontro, quello con il Municipio di Bissone, l’accento è stato messo sull’importanza del coinvolgimento dei giovani all’interno della comunità, in quanto erediteranno un giorno la gestione della cosa pubblica. Una sfida per le Autorità comunali che devono ingegnarsi per proporre momenti d’incontro attrattivi per le nuove generazioni.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha evidenziato che grazie alle visite «possiamo rivedere il funzionamento della Sezione degli enti locali. Una delle nostre priorità è quella di fare in modo che le istituzioni siano al passo con i tempi, per offrire servizi appropriati a una cittadinanza sempre più esigente. In questo senso grazie agli spunti raccolti in questi incontri istituzionali possiamo calibrare le riflessioni in corso. Il nostro obiettivo è di estendere il mandato della Sezione oltre alla vigilanza e all’attività ordinaria».
Infine, il capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa ha preso atto con piacere della «consapevolezza dei Municipi di investire per creare una comunità solida e una cittadinanza attiva. Questo va oltre i compiti tradizionali dei Comuni, definiti dalla legge. Un Comune non può esistere senza una comunità viva. In questo senso la Sezione degli enti locali si sta impegnando per promuovere una serie di progetti – come il Buon governo – che consentono di rivoluzionare il modo di funzionare dei Comuni, per essere al passo con i tempi».