Un passo per tre obiettivi: futuro nuovo Ospedale regionale di Bellinzona, rivitalizzazione fiume Ticino e acquisto dell’Infocentro di Pollegio  

Un passo per tre obiettivi: futuro nuovo Ospedale regionale di Bellinzona, rivitalizzazione fiume Ticino e acquisto dell’Infocentro di Pollegio  

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, nella sua ultima seduta, ha approvato il credito di 16’060’000 franchi necessario all’acquisto dei terreni in zona Saleggina a Bellinzona. Tale acquisizione permetterà di avviare l’iter di progettazione del nuovo comparto dell’Ospedale regionale di Bellinzona e la sistemazione idraulica e la rivitalizzazione integrale del Fiume Ticino. Il credito accolto dal Governo consentirà inoltre di acquistare l’Infocentro di Pollegio.

Si tratta di un’operazione su tre fronti che parte dall’acquisizione di 5 particelle alla Saleggina in territorio di Bellinzona per un totale di oltre 214mila metri quadrati. Una superficie – l’unica ritenuta adeguata per le esigenze manifestate dalla direzione dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) in ottica nuovo ospedale regionale – oggi di proprietà della Confederazione (Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport). Attualmente l’Esercito la utilizza quale piazza d’esercizio, in particolare per le truppe sanitarie e altre unità attive in Ticino. Il Dipartimento delle istituzioni ha quindi avviato le trattative con la Confederazione per trovare un’area sostitutiva da mettere a disposizione dell’Esercito. Dopo gli approfondimenti del caso il terreno è stato individuato a Pollegio nella zona dove sorge l’Infocentro. I fondi in questione sono di proprietà di AlpTransit Gottardo SA (ATG) e si sviluppano su una superficie di 124’200 metri quadrati. Le complesse trattative tra tutte le parti in gioco consentono oggi – se il Gran Consiglio approverà il messaggio adottato dal Consiglio di Stato – di mettere quindi il terreno della Saleggina a disposizione dell’EOC per pianificare la realizzazione del futuro ospedale regionale di Bellinzona, così come all’Esercito di continuare la sua attività.

Ma la mediazione svolta dal Dipartimento delle istituzioni ha permesso di raggiungere altri qualificanti obiettivi. La Città di Bellinzona, da subito interessata a questa trattativa per l’importanza di mantenere sul proprio territorio l’ospedale regionale, ha potuto inserire anche la progettazione definitiva – in collaborazione con il Consorzio correzione fiume Ticino e il Dipartimento del Territorio – della sistemazione del Fiume Ticino, Parco fluviale Saleggina e Boschetti. Ciò permetterà ampliamenti dell’ambito fluviale, così da rendere più sicuro il territorio, aumentandone il valore ecologico e la disponibilità per la popolazione. Inoltre con l’acquisizione da parte dell’Esercito dei terreni di ATG a Pollegio, il Consiglio di Stato è riuscito a garantire un futuro all’Infocentro raggiungendo gli obiettivi fissati negli anni passati ed evitando quindi la demolizione della struttura che verrà destinata a un uso polivalente: formazione degli addetti alla protezione della popolazione; laboratorio alimentare a gestione privata (con inclusa una mensa); spazi amministrativi e spazi per attività espositive e socioculturali.

Il costo per l’acquisizione delle 5 particelle per un totale di 214’246 metri quadrati ammonta a 13’582’702 franchi. I costi per l’acquisto dell’Infocentro (135mila franchi) e per la sua sistemazione e riconversione ammontano in totale a 1’152’060 franchi, mentre verranno investiti altri 1’220’057 franchi per la riqualifica di 10’000 m2 in zona agricola, qualità SAC (597’393 franchi per lo smaltimento di materiale inquinato – importo detratto dal prezzo d’acquisto – e il rimanente per garantire la qualità SAC).        

Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza

Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza

Comunicato stampa

Discusse l’organizzazione e le modalità operative di collaborazione messe in atto dai vari Corpi di polizia ticinesi, sotto la responsabilità della Polizia cantonale, nell’ambito della prima fase della Pandemia legata al COVID19, nonché l’istituzione di un Gruppo di lavoro Cantone-Comuni relativo all’impiego di sistemi di videosorveglianza.

L’incontro odierno ha favorito il confronto tra i principali attori istituzionali responsabili della sicurezza nel nostro Cantone. Alla riunione erano presenti il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il procuratore generale Andrea Pagani, i capodicastero sicurezza dei Comuni-Polo e i rappresentanti delle forze dell’ordine cantonale e comunali.

La situazione sanitaria legata al COVID-19, che stiamo vivendo in questo periodo, ha caratterizzato parte dei temi all’ordine del giorno. In quest’ambito si è discusso della eventuale modalità di lavoro che le forze di Polizia ticinesi potrebbero mettere in campo in caso di un ulteriore peggioramento della situazione. Questo basandosi sulle esperienze vissute tra marzo e giugno scorsi. In particolare, oltre alla presentazione della struttura organizzativa aggiornata dello Stato Maggiore Cantonale di Condotta e dello Stato Maggiore di Polizia, è stata condivisa e confermata l’importanza a livello operativo di un’unica condotta e di una pianificazione centralizzata, agevolata da una regolare attività di comunicazione tra i partner di Polizia dislocati sul territorio cantonale.  

Indirettamente correlato al tema della pandemia, è stato pure discusso il condono dei contributi finanziari per coprire parte degli impieghi di mantenimento dell’ordine che i club sportivi sono tenuti a versare per quanto riguarda la stagione agonistica 2019/2020, interrotta anzitempo. Il Governo e i Comuni coinvolti hanno approvato il condono non volendo pesare ulteriormente sulle casse dei club sportivi, già particolarmente colpite da un punto di vista finanziario in questo difficile momento.

Si è inoltre discusso sullo stato della modifica della Legge di Polizia concernente la competenza anche per le Polizie comunali di utilizzare i sistemi di videosorveglianza mobile (bodycam-dashcam). È stato proposto di costituire un gruppo di lavoro Cantone-Comuni per questa attività di sorveglianza pubblica, alfine di chiarire tutti gli aspetti legati all’impiego anche da un punto di vista del rispetto della protezione dei dati. Per quanto riguarda il tema specifico dell’utilizzo della strumentazione bodycam-dashcam, è stato deciso di implementare un progetto pilota, gestito dalla Polizia cantonale in collaborazione con la Polizia Città di Lugano.

Infine, sono state fornite informazioni sull’avanzamento dei lavori del Gruppo di lavoro Polizia Ticinese.

La Conferenza consultiva tornerà a riunirsi venerdì 5 marzo 2021.       

Agenti di sicurezza privata: rispetto della legge e parità di trattamento

Agenti di sicurezza privata: rispetto della legge e parità di trattamento

Comunicato stampa

A margine della risposta fornita dal Governo sull’interpellanza inoltrata lo scorso 27 settembre, il Dipartimento delle istituzioni tiene a evidenziare come la prassi messa in atto dal Servizio armi, esplosivi e sicurezza privata della Polizia cantonale sia conforme al diritto e garantisca l’equità di trattamento.

Contrariamente a quanto sostenuto degli interpellanti, la decisione (temporanea) di non rilasciare autorizzazioni ai cittadini italiani, risiede nel fatto che l’autorità ticinese è impossibilitata a verificare il possesso di uno dei requisiti posti dalla legge, conformemente al diritto e alla giurisprudenza. Ciò, oltre a perseguire gli scopi di legge, assicura la parità di trattamento: si vuole evitare che un cittadino italiano possa ricevere l’autorizzazione solo perché il Servizio armi, esplosivi e sicurezza privata non ha accesso alle informazioni necessarie, verifiche che, invece, avvengono sui cittadini svizzeri.

La Legge sulle attività private di investigazione e sorveglianza evidenzia come le persone che desiderano lavorare in questo contesto debbano dimostrare “buona condotta”. Per la verifica di tutti i requisiti necessari è fondamentale poter accedere alle banche dati di polizia, poiché le informazioni contenute nell’estratto del casellario giudiziale e/o nell’estratto dei carichi pendenti non sono sufficienti a dimostrare l’idoneità della persona.

Per gli istanti residenti in Svizzera (siano essi svizzeri o stranieri, residenti ininterrottamente da più di 5 anni) le informazioni sono già in possesso del Servizio, mentre per i cittadini italiani (siano essi residenti in Italia o residenti in Svizzera da meno di 5 anni) dall’inizio di quest’anno il Centro di cooperazione di Polizia e Doganale di Chiasso (CCPD) non fornisce più le informazioni. Questo cambiamento è legato a un’interpretazione sui limiti dell’Accordo internazionale in vigore che mette in difficoltà la Dirigenza italiana del CCPD, impedendo loro di trasmettere le informazioni richieste dal Servizio. A questo riguardo, si sottolinea che già da alcuni mesi il Dipartimento delle istituzioni e i funzionari del Servizio stanno cercando un dialogo con l’autorità italiana per cercare di risolvere la situazione nell’interesse, in primis, dei cittadini italiani.    

Votazioni consultive: il bilancio del Dipartimento delle istituzioni

Votazioni consultive: il bilancio del Dipartimento delle istituzioni

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni ha preso atto del risultato delle votazioni consultive odierne per le aggregazioni dei Comuni di Bedano e Gravesano nonché di Arogno, Maroggia, Melano e Rovio.
Due progetti aggregativi di opportunità e fortemente voluti dalle autorità politiche locali. Nelle prossime settimane l’esito delle urne sarà analizzato dalla Sezione degli enti locali e il Governo formulerà una proposta all’attenzione del Gran Consiglio.

Per quel che concerne l’aggregazione tra Bedano e Gravesano, il Dipartimento delle istituzioni riconosce l’esito della consultazione popolare odierna, che segna l’abbandono del progetto fortemente voluto dalle autorità politiche. Alla luce del risultato, i due Comuni continueranno a operare con l’assetto attuale. Gravesano rinnoverà i propri organi in occasione delle elezioni comunali dell’aprile 2021, mentre a Bedano resteranno in carica gli organi attuali, avendo proceduto lo scorso aprile con le elezioni tacite.
Il Dipartimento delle istituzioni approfondirà nelle prossime settimane il risultato del voto e presenterà al Governo una proposta di messaggio che definirà l’abbandono definitivo del progetto.
Nel caso dei quattro Comuni di Arogno, Maroggia, Melano e Rovio, il Dipartimento delle istituzioni ha invece preso atto della decisione popolare su un progetto nel quale le quattro realtà politiche hanno creduto.
Non avendo ottenuto l’unanimità dei Comuni del comprensorio, prossimamente sarà necessario analizzare i diversi scenari tenuto conto delle condizioni di legge.
In quest’ottica, in base ai margini concessi dalla Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni e dopo aver sentito il parere della Commissione di studio e dei quattro Municipi interessati, il Dipartimento delle istituzioni sottoporrà le proprie valutazioni al Consiglio di Stato, il quale presenterà una proposta al Gran Consiglio.
Inoltre, unicamente nei Comuni nei quali la consultazione ha dato esito positivo (Maroggia, Melano e Rovio), il Governo valuterà – sentiti i rispettivi Municipi – di prolungare la legislatura degli organi in carica, prescindendo quindi dal rinnovo previsto il prossimo mese di aprile.
Infine, si rammenta che la cittadinanza era anche chiamata a scegliere il nome del futuro Comune tra “Val Mara” e “Basso Ceresio”. La maggioranza dei votanti e dei Comuni ha optato per il nome Val Mara. 

“Razionalità e fermezza ma senza creare panico”

“Razionalità e fermezza ma senza creare panico”

Il lavoro del Governo per contenere i contagi da Covid-19

“L’immagine del passo del montanaro vale oggi tanto quanto ieri. La strada che stiamo percorrendo è in salita e pericolosa. Sappiamo che non possiamo correre, pena il rischio di cadere e di farci male. Non possiamo nemmeno stare fermi, ma – come il buon camminatore – dobbiamo mantenere un passo regolare per essere sempre in sicurezza e con la garanzia di giungere alla meta. Nella lotta contro il coronavirus il Governo si muove proprio in questo modo”. Così si esprime il presidente del Governo Norman Gobbi, in un momento in cui la pressione mediatica per l’aumento dei casi di contagio si è fatta più insistente.

Il Consiglio di Stato ticinese ha dimostrato sinora una buona capacità di intervento. “Sono i dati a confermarlo, sottolinea Gobbi. Siamo stati i più colpiti in febbraio, marzo e aprile e abbiamo adottato le misure che ci hanno permesso di salvare il nostro sistema sanitario, mantenendo la capacità di cura di tutti gli ammalati e abbassando la curva dei contagi sino ad azzerarla. Dopo un’estate molto favorevole, il mese di ottobre si è aperto con un innalzamento dei contagi e subito siamo intervenuti, anche se la situazione ticinese è ben migliore rispetto a molti altri Cantoni. La Germania proprio per questo non ha incluso il Ticino nella lista delle aree a rischio, come invece fatto per 8 Cantoni. Abbiamo dovuto far chiudere i locali notturni (discoteche e simili); abbiamo dovuto imporre restrizioni a tutto l’ambito della ristorazione; abbiamo dovuto rendere obbligatorio l’uso della mascherina nei negozi, nei grandi magazzini e in tutti gli spazi pubblici. Oltre a tutte le altre misure già attive. L’obiettivo è chiaro: contenere i contagi non solo per non stressare il sistema sanitario, ma anche per preservare la capacità lavorativa di tutte le persone attive nelle aziende, sia pubbliche che private”.

Lei lo ha detto più volte: non possiamo giungere a un secondo lockdown. “E lo confermo. Oggi siamo in grado di seguire con molte più conoscenze le modalità di “movimento” del virus. Anche la sua virulenza – che esperti di fama mondiale affermano sia più contenuta – viene meglio affrontata. Sappiamo che lo strumento del contact tracing in Ticino funziona ed è indispensabile. L’autorità politica ha l’obbligo di soppesare tutte le variabili a sua conoscenza per giungere alle decisioni più opportune a favore della popolazione. È quanto abbiamo fatto e stiamo facendo, muovendoci, appunto, con il passo del montanaro. E applicando un’autonomia cantonale che finora ha dato, come detto, buoni risultati. Ma oggi rimane ancora indispensabile il richiamo alla responsabilità individuale. I comportamenti di ognuno di noi hanno una conseguenza diretta sulla nostra economia e sul nostro sistema sanitario. Dobbiamo esserne coscienti, applicando quindi le misure che vengono richieste, prime fra tutte l’igiene personale e il distanziamento fisico. Facciamolo tutti assieme con grande responsabilità”, conclude il presidente del Governo Norman Gobbi. 

“Non possiamo più comportarci come prima”

“Non possiamo più comportarci come prima”

Da www.ticinonews.ch

Norman Gobbi parla dell’obbligo in vigore da lunedì delle mascherine e della situazione nel nostro Cantone

Da lunedì entrerà in vigore nel Cantone l’obbligo delle mascherine negli spazi chiusi aperti al pubblico. Questo provvedimento si aggiunge a quello della mascherina obbligatoria nelle scuole postobbligatoria, confermato sempre oggi dal DECS. Il Presidente del Consiglio di Stato, intervistato da Teleticino, ha parlato di questa decisione, del coordinamento intercantonale contro il coronavirus, di sport, di case anziani, e dei possibili sviluppi futuri. Ricordando che: “Già in primavera avevamo capito che i nostri comportamenti devono cambiare”.

Da lunedì dunque entra in vigore l’obbligo di mascherine al chiuso?
“Esatto, è un ulteriore misura che abbiamo preso come Governo cantonale dopo quelle delle scorse settimane, che ricordo erano comunque molto più avanti rispetto ad altri cantoni che avevano registrato nelle ultime settimane un aumento esponenziale dei casi. Per esempio, a Zurigo oggi sono passati da 348 a oltre 700 casi. Noi siamo al momento siamo ancora ben al di sotto di questi numeri, anche in proporzione alla popolazione residente. L’obbiettivo non è di limitare ma di contenere il virus allo scopo di limitare il numero di quarantene che impattano sulla vita sociale ed economica di questo paese oltre a non sollecitare troppo le strutture sanitarie, che sono l’anello centrale della struttura”.

In questo modo seguite le sollecitazioni fatte anche oggi dalla Conferenza dei direttori cantonali della sanità di coordinare un’azione comune tra i vari Cantoni evitando. A vostro modo di vedere in questo modo sarà più efficace la lotta al coronavirus?
La lotta al coronavirus è efficace se i cittadini di questo paese partecipano a queste misure facendole proprie. Dal disinfettarsi regolarmente le mani, evitare gli assembramenti e mettere la mascherina quando c’è troppa gente e non è possibile tenere le distanze. Ricordiamoci che il virus è comunque presente. L’obiettivo dei cantoni invece è quello di dimostrare che il federalismo funziona: penso alla riunione di stamattina fatta in videoconferenza dai direttori della sanità pubblica, che hanno voluto coordinare fra loro diverse misure allo scopo di dimostrare alla popolazione e alla Confederazione che i Cantoni sono in grado di applicare delle misure. Il Cantone dei Grigioni lo ha già comunicato stamattina, noi lo abbiamo deciso oggi pomeriggio; altri cantoni andranno a definirlo durante il fine settimana. Vogliamo anche fare il gioco di squadra nella lotta al contenimento del virus, ma soprattutto evitare che si propaghi troppo velocemente. Lo abbiamo visto recentemente nel canton Svitto che a risentire sono le strutture sanitarie”.

Avete anche confermato la chiusura dei locali notturni, delle discoteche aggiungendo quella per i locali erotici. Ci sono altre novità per la ristorazione?
“Abbiamo fatto un passo a favore degli avventori. Negli esercizi pubblici abbiamo deciso che chi entra solo a bere un caffè per un tempo limitato, entra con la mascherina, si siede ma non deve notificare i suoi dati. Questo penso sia un aspetto positivo a favore di chi negli scorsi giorni ha segnalato la necessità di uno sgravio amministrativo, penso a Gastro Ticino. L’obiettivo non è rallentare la vita quotidiana, ma rallentare il virus. Questa nuova norma permette ai cittadini di continuare nella normalità, a patto di mantenere la corretta attenzione. Infatti la notifica permette il tracciamento. È importante mantenere la responsabilità individuale perché anche il tracciamento in questi giorni è stato fortemente sollecitato. Sotto la lente degli epidemiologi ci sono anche gli eventi privati come i matrimoni, le cene o le feste che sempre più spesso si trasformano in focolai peggiorando la situazione del tracciamento dei contatti“.

In questo senso ci sono novità in Ticino?
“Rimangono in vigore le norme attuali, in Ticino non abbiamo avuto focolai importanti e credo che sia da ascrivere al buon comportamento della nostra popolazione. Importante è fare attenzione proprio in quelle situazioni. Se penso anche al mondo sportivo, nell’occhio del ciclone in questi ultimi giorni, non penso che i contatti avvengano all’interno degli spogliatoi o durante la pratica dello sport ma è soprattutto dopo o prima l’attività sportiva. È in questi momenti che bisogna richiamare la responsabilità individuale, applicare i piani di protezione: ogni singola azione ha un effetto. Magari non direttamente sul sistema sanitario, ma per esempio se metto una squadra in quarantena sfalso comunque un campionato. Lo abbiamo visto in questi giorni che alcune squadre non potranno giocare creando un problema organizzativo, anche per i tifosi che vogliono godere della loro passione. In più sono giornate di lavoro che vengono bruciate. Se si possono evitare queste “bruciature” dal punto di vista economico e sociale, si può anche evitare una bruciatura molto più grave, quella del sistema sanitario”.

Molti si complimentano con il governo per aver preso questa decisione che molti sembra aspettassero. Riguardo allo sport, alcuni si chiedono se non sia il caso di fermarlo.
“In questo momento lo sport non è un problema: lo abbiamo visto nei grandi eventi, non abbiamo nessuna prova che in quelle situazioni ci siano stati dei contagi. Proprio nel dimostrare che si può convivere con questo virus, rispettando le semplici regole di igiene accresciuta, alla fine, si concorre al raggiungimento di più obiettivi: quello di evitare il confinamento, che sia personalmente che come membro del governo, non vogliamo più avere in Canton Ticino. Ma per non averlo dobbiamo comportarci correttamente. Questo è l’elemento centrale in questa discussione. Poco fa sono passato di fianco a un matrimonio a Palazzo civico a Bellinzona: sono situazioni che possono continuare se gestite correttamente. Ovvio che non è la grande festa che tutti vorremmo fare, ma lo abbiamo capito già in primavera che i nostri comportamenti devono cambiare. Durante l’estate abbiamo avuto belle occasioni per stare assieme ma adesso dobbiamo capire che non possiamo più comportarci come prima”.

Un altro tema delicato è quello delle case anziani. Si sono appena aperte le porte di queste strutture dopo un lungo periodo e con un grande sospiro di sollievo, adesso c’è il rischio che che si scelga di richiudere le porte?
“L’ambito delle case anziani è sempre stato sensibile, di quelli maggiormente sotto la lente d’attenzione da parte dell’autorità in particolar modo del Medico cantonale. Qui si tratta di rispettare i piani di protezione che tutelano sia gli ospiti che gli operatori e che chiedono a chi arriva dall’esterno maggior cura. Importante è seguire le regole perché come detto poco fa c’è sempre una conseguenza ai nostri comportamenti. Bisogna rispettare in maniera stretta tutte le regole e se c’è un dubbio rinunciare ad una visita, proprio a tutela dei nostri cari. Se necessario l’ufficio del Medico cantonale prenderà ulteriori misure ma in questo momento non ci sono state richieste”.

Per quanto riguarda gli obblighi introdotti da lunedì, ci saranno dei controlli? Se sì come verranno effettuati, sono previste delle sanzioni in caso di non rispetto?
“Io spero di non mai dover dare troppe sanzioni e spero che chi opera sul territorio non debba mai troppo intervenire. Questo vorrebbe dire che la popolazione di questo cantone ha fatto proprie le misure volute dal governo. L’obiettivo è far proprie queste misure e penso anche ai gestori dei vari locali: abbiamo avuto diverse segnalazioni di mancato rispetto delle normative previste, in questo caso spetta anche al cliente chiedere il rispetto; il comportamento sbagliato di un collaboratore può mettere in difficoltà gli avventori e da cliente, pur comportandomi correttamente, rischio di essere messo in quarantena per il comportamento sbagliato di qualcun altro. È il gioco di squadra che deve funzionare”.

«Sorpresa e preoccupazione per lo scontro istituzionale»

«Sorpresa e preoccupazione per lo scontro istituzionale»

Da www.cdt.ch

L’Ordine ticinese degli avvocati si è espresso sulla bufera che ha coinvolto in queste settimane la Giustizia
Gianluca Padlina: «L’auspicio è che le istituzioni coinvolte trovino il bandolo della matassa per tornare a lavorare con serenità»

«Abbiamo preso atto con sorpresa e preoccupazione della situazione che si è venuta a creare in seno alla Magistratura e dello scontro istituzionale tra il Consiglio della Magistratura e la Commissione giustizia e diritti». Così, al termine della consueta conferenza stampa annuale dell’Ordine degli avvocati del Cantone Ticino (OATI), il presidente Gianluca Padlina si è espresso sulla bufera che ha travolto in queste ultime settimane la Magistratura ticinese. «Fino ad ora – ha ricordato Padlina – non ci siamo espressi perché l’Ordine non è coinvolto in questa vicenda, così come non è parte, ovviamente, della procedura» che porta all’elezione dei magistrati. In questo delicato momento, dunque, l’auspicio dell’OATI è «che le istituzioni coinvolte trovino il bandolo della matassa per far sì che tutti gli organismi della Giustizia siano in grado di iniziare il nuovo anno potendo operare serenamente». E sull’accesso agli atti (riguardanti i cinque procuratori pubblici preavvisati negativamente dal Consiglio della Magistratura) negato alla Commissione, Padlina ha affermato: «Non essendo parte della procedura, ci risulta difficile dare una nostra posizione. A titolo personale, però, posso dire che i pareri espressi da diversi professionisti del settore sulla stampa (ndr. favorevoli a dare gli atti alla Commissione), sono piuttosto condivisibili». Padlina ha poi aggiunto che anche le fughe di notizie sono preoccupanti: «Che informazioni personali escano in questa maniera è qualcosa che crea un certo sconcerto». Insomma, concludendo Padlina ha evidenziato che si tratta di «situazioni che non fanno bene alla Magistratura», ed è quindi «un bene che vanga fatta una riflessione al riguardo».

L’assemblea
Detto della stretta attualità, la conferenza stampa di ieri è avvenuta, come di consueto, in occasione dell’assemblea generale ordinaria dell’OATI. «Un’assemblea – ha rimarcato il presidente – del tutto particolare». Per la prima volta l’OATI vista la situazione sanitaria l’ha organizzata in videoconferenza, e non in presenza. E proprio attorno al digitalizzazione è ruotata la prima riflessione di Padlina: «La necessità di affrontare la sfida della digitalizzazione è ormai divenuta oltremodo impellente e richiama necessariamente un’assunzione di responsabilità a tutti i livelli per poter essere affrontata con successo. Per il Consiglio dell’OATI si tratta e si tratterà di una priorità». E in questo senso, riguardo al progetto lanciato a livello federale «Justitia 4.0», Padlina si è augurato che «possa andare avanti rapidamente» e che «anche a livello cantonale si faccia tutto quanto possibile».

Nell’anno segnato dalla pandemia, Padlina ha poi voluto sottolineare «gli ottimi rapporti di collaborazione con il Dipartimento delle istituzioni e con la Divisione della giustizia». Rapporti che «si sono rivelati particolarmente importanti durante la fase più acuta dell’epidemia, quando il Consiglio dell’ordine è stato consultato a più riprese, ma ha anche avuto la necessità di interagire con le autorità cantonali e federali per segnalare tutta una serie di problematiche che andavano via via manifestandosi». E sempre sul tema pandemia, riguardo al diritto d’urgenza applicato dal Consiglio di Stato durante la fase più acuta, il presidente ha evidenziato che, «anche se oggi è ancora troppo presto per stilare un bilancio, a posteriori una riflessione sarà necessaria per capire se il quadro normativo è adeguato. È una situazione che non si verificava dalla seconda guerra mondiale, e sarà quindi importante fare una riflessione a tutti i livelli».

Edilizia ed accordo quadro
Il presidente dell’OATI è poi tornato sul progetto di revisione della Legge edilizia che a lungo ha impegnato l’Ordine: Abbiamo constatato «con piacere il fatto che una parte importante delle nostre osservazioni sono poi state effettivamente riprese. L’auspicio ora è quello che con il concorso di tutti gli attori coinvolti alcuni punti del progetto di revisione possano essere opportunamente rivisti».

Infine, guardando al futuro, riguardo all’accordo quadro con l’Unione europea Padlina ha rimarcato che, «al di là della discussione di fondo sulla necessità e sull’opportunità di procedere alla sottoscrizione di un simile accordo, è indiscutibile che per tutti gli attori della Giustizia costituirebbe una vera e propria rivoluzione rispetto alla situazione attuale. Questo non foss’altro che per la necessità di dover familiarizzare ed iniziare ad operare con nuove fonti del diritto. L’OATI monitorerà attentamente l’evolversi della situazione».

Sezione della circolazione: per gli utenti mascherina obbligatoria

Sezione della circolazione: per gli utenti mascherina obbligatoria

Comunicato stampa

La Sezione della circolazione informa che – dando seguito al proprio piano di protezione pandemico – è stata introdotta l’obbligatorietà dell’uso della mascherina per l’accesso allo stabile amministrativo di Camorino.
La misura è già effettiva da lunedì 12 ottobre ed è stata accolta in modo positivo dall’utenza. Una maggiore protezione voluta per la forte affluenza che si riscontra agli sportelli.
L’uso della mascherina è caldamente raccomandato anche per coloro che si presentano per un collaudo, così come per un esame teorico.
In questa circostanza si rinnova l’invito agli utenti a voler fare ricorso allo sportello online della Sezione della circolazione (www.ti.ch/circolazione) per il disbrigo delle pratiche.
Si tratta – come è evidente – della modalità più sicura e che garantisce rapidità nell’ottenimento dei documenti.

Contro ogni violenza sulle donne

Contro ogni violenza sulle donne

Comunicato stampa

Il 25 novembre 2020 ha luogo la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’Assemblea delle Nazioni Unite nel 1999. In tale occasione il Cantone Ticino intende promuovere e incoraggiare le iniziative che mirano a sensibilizzare l’opinione pubblica e la popolazione sulla violenza domestica e in generale sulla violenza contro le donne.

Promuovere e facilitare l’organizzazione e il coordinamento di eventi promossi da enti esterni, associazioni e privati che condividono gli obiettivi di sensibilizzazione e informazione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: è quanto il Cantone si prefigge attraverso il Coordinamento istituzionale violenza domestica.£
Verranno pertanto attuate come iniziative di supporto l’allestimento di un volantino informativo sulla Giornata e l’apertura di una sezione nel sito istituzionale dedicato alla violenza domestica (www.ti.ch/violenza) in cui saranno segnalate e calendarizzate le iniziative proposte sul territorio cantonale. A questo scopo, sarà possibile comunicare la propria iniziativa al coordinamento istituzionale (e-mail violenzadomestica@ti.ch) a partire dal 15 ottobre 2020.
Due saranno invece le iniziative promosse direttamente dal Cantone.
La prima si terrà mercoledì 25 novembre 2020 alle 18.00 alla Biblioteca cantonale di Bellinzona (prenotazione obbligatoria a: bcb-segr.sbt@ti.ch), e prevede una discussione attorno al volume Relazioni brutali. Genere e violenza nella cultura mediale, in cui è analizzato il rapporto tra la violenza contro le donne e alcuni dei vettori culturali più incisivi. La discussione sarà aperta dal Consigliere di Stato Norman Gobbi e coinvolgerà una delle autrici dello studio, Sveva Magaraggia, professore associato nell’Università degli Studi di Milano Bicocca, e due interlocutrici attente alla realtà locale, la storica e formatrice Lisa Fornara e la giornalista Francesca Mandelli.
L’altra iniziativa si svolgerà il giorno precedente, martedì 24 novembre, a Lugano. Partendo da un punto di riferimento centrale per le vittime di violenza domestica – il Consultorio della Casa delle donne a Lugano – verrà proposto alle donne partecipanti un percorso pedonale attraverso alcune zone della città. La passeggiata urbana mira a coinvolgere le donne nella definizione degli spazi urbani ponendo in luce dalla prospettiva di genere i punti forti e i punti deboli dei medesimi. In questo modo viene affrontato indirettamente ma in maniera incisiva il tema dell’insicurezza e del rischio di molestie vissuto dalle donne specie in alcuni luoghi e momenti. Soprattutto viene rivendicato il diritto alle donne di (ri)appropriarsi dello spazio pubblico dopo il confinamento forzato nello spazio domestico dovuto alla pandemia. Sarà possibile presentare poi alle autorità della città una sintesi delle proposte e delle richieste formulate, affinché siano pensati e realizzati spazi e loro utilizzi coerenti con le esigenze emerse (informazioni di dettaglio su questo evento si possono richiedere direttamente a Chiara Orelli Vassere, Coordinatrice istituzionale violenza domestica, 091 8143232).

Entrambe le iniziative si terranno a dipendenza dell’evoluzione della situazione epidemiologica e ritenuto che i posti saranno limitati nel rispetto delle misure di protezione.

“Più sicurezza informatica, più crescita economica”

“Più sicurezza informatica, più crescita economica”

In Ticino martedì è giunto il Delegato svizzero alla sicurezza informatica, Florian Schütz, ospite del Gruppo di lavoro istituito dal Consiglio di Stato Cyber Sicuro. Ma di chi si tratta e quali scopi ha avuto questa visita? Lo abbiamo chiesto al Presidente del Governo Norman Gobbi. “Schütz è l’esperto che deve coordinare gli interventi sulla sicurezza informatica a livello svizzero in ambito pubblico e privato. Una figura di riferimento, dunque. Lo abbiamo invitato affinché potesse parlare soprattutto con il mondo economico dell’importanza degli interventi da mettere in atto per proteggere le infrastrutture informatiche da eventuali attacchi e criticità connesse proprio con l’uso della tecnologia, nello scambio di informazioni e dati in un mondo globalizzato”.

Può già fare un bilancio di questo incontro? “Come detto – afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi – l’invito era rivolto in particolare alle nostre aziende, anche se era aperto a tutti. E il mondo economico ha risposto in modo positivo. Il tema della sicurezza informatica è fondamentale, vista l’era della digitalizzazione in cui siamo immersi. L’evoluzione delle tecnologie digitali in rapporto alla sicurezza dei dati e delle infrastrutture critiche, in previsione della nuova legge sulla protezione dei dati svizzera (LPD) prevista per il 2021, ha imposto importanti cambiamenti e investimenti nel campo della sicurezza informatica. Schütz, e con lui anche il delegato del Consiglio federale per la Rete integrata Svizzera per la sicurezza, André Duvillard, ha evidenziato la bontà del lavoro che viene svolto in Ticino in questo ambito, Cantone considerato all’avanguardia”.

Un bell’attestato dunque… “Tra i fattori che rendono un territorio appetibile per le imprese – sottolinea Norman Gobbi – vi è sicuramente quello legato alla sicurezza. Un punto che mi sta particolarmente a cuore e che vede il Governo molto attento e attivo. Sicurezza a 360 gradi a protezione delle persone e dei beni di queste persone. L’economia ha bisogno di questa sicurezza. Non per niente all’incontro ha partecipato anche il collega Vitta, responsabile del Dipartimento delle finanze e dell’economia. Il Gruppo Cyber Sicuro voluto dal Consiglio di Stato agisce proprio per creare una rete di informazione e di sensibilizzazione a favore di ogni cittadino e di ogni istituzione – pubblica e privata – confrontata con le criticità della sicurezza informatica. Vogliamo che vi sia una forte coscienza su questo tipo di sicurezza e vogliamo dare i supporti e le conoscenze per affrontare e risolvere eventuali problemi. Le aziende ticinesi sono ben attrezzate, segno che si muovono nella giusta direzione. Nella convinzione che investire in questo settore è essenziale per la crescita e la stabilità dell’azienda stessa”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.