Coronavirus: nuove disposizioni per gli enti locali e per le Autorità amministrative cantonali e comunali e per le Autorità giudiziarie amministrative e civili

Coronavirus: nuove disposizioni per gli enti locali e per le Autorità amministrative cantonali e comunali e per le Autorità giudiziarie amministrative e civili

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha modificato due Decreti esecutivi riguardanti da un lato il funzionamento delle autorità comunali, consortili e patriziali, e dall’altro l’operato procedurale delle Autorità amministrative cantonali e comunali e delle Autorità giudiziarie amministrative e civili in tempo di emergenza epidemiologica da Covid-19. I due decreti aggiornano quelli del 20 marzo 2020 ed entrano in vigore il 20 aprile 2020.

Il Decreto esecutivo che riguarda gli enti locali stabilisce in particolare:

  • la sospensione sino al 25 maggio 2020 compreso dello svolgimento dei Legislativi comunali in seduta pubblica. Nel caso di assoluta urgenza – su oggetti di competenza del Legislativo – i Municipi continuano a poter disporre le misure e gli interventi necessari, che sottoporranno a posteriori al legislativo per ratifica a conclusione dello stato di necessità.
  • Per i lavori delle Commissioni del Legislativo – analogamente a quanto concesso ai Municipio – si inserisce la facoltà di sedute a distanza; vanno però applicate le modalità decisionali e di verbalizzazione previste dalla legge organica comunale, garantendo la riservatezza, la sicurezza e l’integrità dei dati.
  • Viene prorogato all’8 giugno 2020 il termine per la tenuta delle sedute costitutive dei Comuni con elezioni tacite.
  • Il termine per stabilire il moltiplicatore 2020 è posticipato al 30 giugno 2020.
  • Sono infine sospesi i termini fino al 31 maggio per la raccolta firme per le iniziative comunali in corso, così come quelli per la presentazione della domanda di referendum già in corso.

Il Decreto esecutivo sull’operato procedurale delle Autorità amministrative cantonali e comunali e delle Autorità giudiziarie amministrative e civili in tempo di emergenza epidemiologica da Covid-19 ha introdotto il 20 marzo 20220 in una prima fase di assoluta emergenza, delle importanti limitazioni all’emanazione di solo decisioni urgenti, inderogabili e necessarie per il buon funzionamento delle Autorità menzionate. Con le modifiche odierne il Consiglio di Stato ha definito la ripresa equilibrata dell’attività legata al sistema giudiziario cantonale, in un’ottica di efficienza e in maniera progressiva:18
Nell’ottica di una giustizia efficiente e adeguata nelle tempistiche decisionali a partire dal 20 aprile 2020 è quindi prevista la ripresa dell’attività della giustizia civile (Giudicature di pace, Preture e Tribunale di appello, camere civili, comprese Autorità di conciliazione in materia di locazione) con l’intimazione graduale di decisioni e la citazione alle udienze  (anche in videoconferenza, come da disposizioni federali), sopralluoghi, interrogatori, ecc., nel rispetto delle distanze sociali e delle norme igieniche accresciute.
Le attività ordinarie in ambito amministrativo, cantonale e comunale, restano sospese fino a domenica 26 aprile 2020 e limitate pertanto ai compiti essenziali e necessari per il buon funzionamento e riprenderanno, sempre in maniera graduale, a partire da lunedì 27 aprile 2020.
L’attività della giustizia penale, pure limitata ai servizi urgenti e inderogabili in questo periodo ma non oggetto di regolamentazione specifica, riprenderà gradualmente a partire da lunedì 20 aprile 2020.
I Decreti esecutivi sulle decisioni in ambito comunale, così come quello riferito alle misure sull’operato procedurale delle Autorità amministrative cantonali e comunali e delle Autorità giudiziarie amministrative e civili sono stati pubblicati sul sito web del Cantone alla pagina “Atti normativi e decisioni concernenti l’emergenza epidemiologica COVID-19”. Saranno inoltre pubblicati sul Bollettino ufficiale delle leggi.

l Governo abbassa il moltiplicatore d’imposta di Astano

l Governo abbassa il moltiplicatore d’imposta di Astano

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha fissato d’ufficio, anche per il 2020, il moltiplicatore d’imposta del Comune di Astano passando dal 130% del 2019 al 110%. Il Governo ha tenuto conto degli sforzi intrapresi dalle Autorità comunali per porre rimedio alla difficile situazione finanziaria del Comune, decidendo in via eccezionale di diminuire il moltiplicatore stanziando un aiuto supplementare.

Come noto, il Comune di Astano versa in una situazione finanziariamente critica, frutto di una serie di disavanzi che lo hanno condotto a erodere interamente il capitale proprio. Per questo motivo, lo scorso anno il Consiglio di Stato ha dovuto fissare d’ufficio il moltiplicatore d’imposta al 130%: una soluzione di compromesso tra quanto votato dal Legislativo di Astano (100%) e il moltiplicatore aritmetico necessario per chiudere in pareggio i conti comunali alla fine del 2019 (160%). Secondo i dati del preventivo 2020 il Comune dovrebbe applicare un moltiplicatore del 145%.

Tuttavia, il Consiglio di Stato ha tenuto conto degli sforzi intrapresi dal Municipio e dall’Assemblea comunale per migliorare la situazione finanziaria e in questo senso ha fissato il moltiplicatore d’imposta per l’anno 2020 al 110%. Per evitare un incremento del disavanzo del bilancio comunale ha pure concesso un contributo supplementare in base a quanto previsto dalla Legge sulla perequazione finanziaria intercomunale. Gli organi comunali di Astano dovranno pertanto impegnarsi a non stanziare nuovi crediti di investimento e a non prendere decisioni che portino ulteriori aggravi al conto economico del Comune rispetto al preventivo 2020.

“Soltanto se uniti ce la faremo!”

“Soltanto se uniti ce la faremo!”

L’impegno che accomuna i Comuni assieme al Cantone

“Lo sappiamo: per i Comuni il post crisi Coronavirus avrà conseguenze importanti. Ma la stessa cosa vale per il Cantone. Per questo occorrerà una stretta collaborazione tra i due livelli istituzionali, così da introdurre forme di sostegno coordinate, mirate, per non disperdere energie, ma soprattutto soldi”. Così si esprime il Consigliere di Stato Norman Gobbi, all’indomani di un incontro (rigorosamente in teleconferenza) con i principali Comuni e con l’Associazione che li rappresenta. “È confortante vedere due dinamiche nate in questa emergenza: da un lato l’impegno che gli amministratori comunali (siano essi politici o funzionari) hanno messo in campo in queste settimane. Hanno dimostrato grande vicinanza e prossimità con i cittadini. È il compito principale e bello che viene assolto dall’ente comunale, in quella ripartizione sussidiaria che governa il nostro sistema federalista. I Comuni sono protagonisti, sempre, del bene dei cittadini e in questo caso lo hanno dimostrato, nonostante le difficoltà. Non posso quindi che complimentarmi con tutti loro. Dall’altro lato i Comuni hanno dichiarato la volontà di fare fronte comune (mi si passi il bisticcio di parole) per affrontare anche il post crisi sanitaria, che diventa una crisi economico-finanziaria. È una sfida, quest’ultima, altrettanto impegnativa, se non di più, dell’emergenza sanitaria. Ma se si riuscirà a camminare uniti, come sembra intenzione di tutti, sarà meno difficile superare anche questa crisi”, afferma il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
“Il Cantone farà la sua parte. Lo abbiamo dimostrato sin dall’inizio di questa emergenza. Ma lo faremo proprio assieme ai Comuni e a tutti i partner sociali: dal padronato ai sindacati sino a giungere naturalmente ai partiti. Sarà un lavoro impegnativo, nessuno se lo nasconde. Se però vogliamo il bene del Ticino e della sua gente questa sarà l’occasione per dimostrarlo. Unità di intenti, che non vuol dire avere già in tasca la ricetta, ma costruzione delle migliori soluzioni e risposte ai problemi di chi lavora, delle nostre aziende, dei nostri artigiani, dei nostri giovani e dei nostri anziani. Abbiamo davanti tanto lavoro da fare. Le premesse a livello di impegno sono buone e mi fanno ben sperare. Poi spetterà a ogni partner dare il meglio. Mi conforta avere i Comuni sintonizzati. Uniti ce la faremo! Anzi: soltanto se uniti ce la faremo!”, conclude il consigliere di Stato Norman Gobbi.

Prove generali di partecipazione

Prove generali di partecipazione

Un progetto dell’Associazione dei Comuni Svizzeri

Marzio Della Santa, Capo della Sezione degli enti locali del Canton Ticino

Sono trascorsi solo due mesi dal 4 febbraio, quando, a Lugano, è andato in scena il secondo appuntamento organizzato per favorire il dialogo tra il Cantone e tutti gli attori attivi nei Comuni ma non solo. Tra i presenti Consiglieri di Stato, Gran Consiglieri, Sindaci, Municipali, Consiglieri comunali, Segretari comunali, funzionari e tecnici comunali, responsabili di case di riposo e di istituti scolastici nonché funzionari cantonali. Un grande successo in termini di partecipazione, di interesse mediatico e soprattutto di contatti attivati grazie all’evento.

Mentre traduco su un foglio di word i ricordi di quel giorno, quando la nostra normalità era davvero ordinaria, non posso che rimanere sorpreso ancora una volta di quanto sia affascinante il nostro sistema democratico. Il motivo è presto detto: abbiamo la fortuna di vivere in un Paese dove i cittadini sono davvero la linfa vitale della democrazia elvetica. Ognuno ha l’opportunità di essere parte integrante del processo decisionale, dal livello locale a quello federale.

La partecipazione ai nostri giorni
Malgrado il privilegio che viviamo a livello di partecipazione democratica, una serie di fattori, tra cui la crisi dei partiti e della politica tradizionale, l’individualismo dilagante, come tendenza a svalutare gli interessi o le esigenze della collettività, e la forte evoluzione dei mezzi di informazione, hanno portato i cittadini ad allontanarsi dalle istituzioni pubbliche, creando un vero e proprio divario. Nel caso del Ticino, le aggregazioni comunali hanno accentuato ulteriormente questa distanza. Per un Comune, la partecipazione attiva dei propri cittadini è l’ingrediente senza il quale il piatto della democrazia risulterebbe insipido, di conseguenza gli enti locali hanno oggi più che mai bisogno dell’impegno attivo della propria popolazione. Ma non va pure dimenticato che la capacità di coinvolgerla nella vita politica locale rafforza la coesione sociale e promuove uno scambio di idee, di visioni tra popolazione e Comune utili all’intera collettività. Ci troviamo nel nucleo di un altro principio civile che ci caratterizza: la responsabilità individuale. Laddove vi è dialogo e coinvolgimento reale dei cittadini, questi si sentono presi sul serio dalle loro istituzioni locali e si identificano maggiormente con il proprio Comune di residenza; con questi presupposti diviene naturale e anche indispensabile per il cittadino partecipare ai processi decisionali con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita sua e della comunità in cui risiede. È quindi chiaro che un forte legame sociale tra le istituzioni pubbliche locali e i cittadini consente di forgiare positivamente la vita nel Comune e di influire sul suo sviluppo e la sua legittimità.

L’approfondimento della funzione democratica
«Come coinvolgere il cittadino nei processi decisionali?»: da questo quesito sono stati impostati i lavori del pomeriggio di studio. Abbiamo voluto avviare una serie di piste di riflessione per scoprire, insieme a chi nei Comuni lavora, quella che mi piace definire la funzione democratica del Comune, ovvero «l’insieme delle pratiche che servono a coinvolgere i cittadini della collettività locale, attivandoli con ruoli e responsabilità diversi nel processo decisionale, portandoli a realizzare una politica locale». Negli altri tre seminari sono state discusse e approfondite le altre tre funzioni del Comune: quella politica, quella comunitaria e quella legata all’erogazione dei servizi.

Le conclusioni
Gli spunti emersi sono davvero interessanti. Anzitutto, si è percepito il bisogno di coinvolgere la popolazione nel processo decisionale, sin dalle sue fasi iniziali. Nella pratica questo come si potrebbe tradurre? Se un Comune promuove un progetto per la realizzazione di un nuovo istituto scolastico, uno degli edifici più simbolici per la comunità locale, che tocca molti cittadini da vicino, è bene che li coinvolga sin da subito. Come farlo? Presentando loro gli intenti, cercando di cogliere le aspettative, non solo scolastiche, della cittadinanza, capendo quali sono le perplessità, ma anche le certezze del progetto, i punti di debolezza come quelli di forza. In questo modo, prima che la proposta definitiva approdi sul tavolo del legislativo per l’approvazione, si sarà già tenuto conto del volere della popolazione. Questo non può che favorire l’accettazione del progetto.

In secondo luogo, è stata discussa la difficoltà riscontrata da tanti Comuni di trovare persone disposte a occupare una carica pubblica, e quindi a candidarsi come Municipali o Consiglieri comunali. Le elezioni del 2020, che sono state rimandate al prossimo anno, hanno evidenziato questo problema oggettivo e piuttosto diffuso. A detta dei partecipanti al seminario, la creazione di liste civiche sarebbe in grado di coinvolgere individui che i partiti politici non riuscirebbero altrimenti ad attirare. Questa potrebbe essere una via da percorrere, laddove la cultura politica locale lo permette, ma non sarebbe di sicuro la panacea di tutti i mali, anche per il rischio di personalismi all’interno delle liste.

Infine, la maggior difficoltà nel favorire la partecipazione dei cittadini la si riscontra nei Comuni più popolosi: un problema noto da tempo, che sapientemente alcune grandi realtà hanno iniziato ad affrontare con consapevolezza e determinazione. Ad esempio ripensando nella forma e nello scopo le vecchie Commissioni di quartiere e curando le relazioni con la popolazione che vive nei vecchi Comuni di una volta. Un tentativo che in città come Lugano e Bellinzona inizia a dare i propri frutti.

Quello che il Simposio ha fatto emergere non è tanto o solo la consapevolezza dell’esistenza di un malessere diffuso, quanto la voglia e la determinazione di cercare soluzioni efficaci, capaci di stimolare il cittadino consumatore di oggi a diventare cittadino attore di domani. Presto, appena l’emergenza sanitaria in corso ce lo consentirà, inizieremo ad approfondire gli spunti emersi durante l’evento di febbraio. Vogliamo nutrire questa nuova rete di contatti e insieme creare nuove opportunità di coinvolgimento della cittadinanza. Tutti insieme, partecipando attivamente, potremo definire e costruire il Comune di domani. Il Comune dei cittadini. Il nostro Comune.

La seconda edizione del Simposio sui rapporti tra il Cantone e i Comuni si è tenuta il 4 febbraio 2020. Al centro del dibattito, il ruolo che il Comune deve avere ai nostri giorni nel contesto istituzionale. 
Per maggiori informazioni sul Simposio, cliccare qui.

https://www.chgemeinden.ch/in-comune-it/blog/posts/testo-introduttivo-partecipazione-digitale-Kopie.php

L’aggregazione Val Mara prosegue senza Bissone

L’aggregazione Val Mara prosegue senza Bissone

Comunicato stampa

Dando seguito alla volontà dei comuni coinvolti, il Consiglio di Stato ha deciso l’esclusione del Comune di Bissone dal progetto di aggregazione con Arogno, Maroggia, Melano e Rovio. La procedura prosegue nel comprensorio dei quattro comuni e lo studio di aggregazione verrà adattato e aggiornato di conseguenza.

Il progetto aggregativo “Val Mara” è stato inizialmente avviato per volontà dei municipi di Arogno, Maroggia, Melano e Rovio, che nel novembre 2017 hanno presentato istanza di aggregazione, accolta dal Consiglio di Stato. Allora Bissone aveva deciso di non aderire allo studio, scelta rispettata dagli altri comuni e dal Governo.
In un secondo tempo il Municipio di Bissone ha cambiato orientamento, presentando istanza aggregativa con Arogno, Maroggia, Melano e Rovio, che il Consiglio di Stato, con l’accordo dei comuni, ha accolto il 22 agosto 2018.

L’apposita Commissione di studio ha allestito il proprio rapporto, presentato in fase di elaborazione ai rispettivi Consigli comunali e in cinque serate informative destinate alla popolazione.
Il rapporto finale è stato sottoscritto dalla Commissione il 9 dicembre 2019 e poi sottoposto ai Consigli comunali per il preavviso previsto dalla Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni (LAggr). Lo scorso 20 gennaio 2020 i cinque consigli comunali hanno discusso il rapporto e in seguito hanno preso posizione i rispettivi municipi. Il 14 febbraio 2020 l’intero incarto è stato trasmesso al Governo.
Da quest’ultimo risulta che il rapporto della Commissione di studio è stato preavvisato

  • favorevolmente dai consigli comunali di Arogno (18 sì, 1 no, 0 astenuti), Maroggia (16-4-0), Melano (20-1-0) e Rovio (12-6-1) e dai rispettivi Municipi,
  • negativamente dal Consiglio comunale di Bissone (4 sì, 13 no, 2 astenuti) e dal rispettivo Municipio.

Inoltre, il Consiglio comunale di Bissone, in aggiunta al preavviso a larga maggioranza contrario, ha adottato la seguente risoluzione politica:
Il Consiglio comunale, alla luce dello schiacciante risultato scaturito oggi dalla votazione, contrario all’aggregazione, chiede al Municipio di Bissone d’intraprendere i passi necessari nei confronti della Commissione di studio e del Consiglio di Stato, affinché il Comune di Bissone venga escluso dal progetto aggregativo e quindi dalle ulteriori fasi della relativa procedura, conformemente all’art. 6 cpv. 2 della Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni”.
Da parte loro, i municipi di Arogno, Maroggia, Melano e Rovio hanno chiesto al Consiglio di Stato di poter proseguire la procedura limitatamente ai loro quattro comuni, così come era stata avviata in origine.
Conformemente all’indirizzo di voler possibilmente privilegiare le scelte dei comuni in materia di aggregazioni e dando seguito alle richieste dei comuni, il Consiglio di Stato ha quindi deciso di far proseguire il progetto aggregativo senza Bissone, essendo riunite le condizioni di legge.
I rappresentanti di Arogno, Maroggia, Melano e Rovio nella Commissione di studio dell’aggregazione – sindaci e segretari comunali (con ruolo tecnico) – sono stati confermati come proposto dai rispettivi municipi e la Commissione è stata incaricata di adattare lo studio aggregativo al comprensorio dei quattro comuni per poi trasmetterlo al Consiglio di Stato.
La procedura aggregativa continua pertanto senza il Comune di Bissone, così come richiesto dalle autorità comunali.

Coronavirus: due decreti esecutivi per il buon funzionamento delle istituzioni

Coronavirus: due decreti esecutivi per il buon funzionamento delle istituzioni

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato nella sua seduta straordinaria di oggi due Decreti esecutivi che definiscono da un lato l’operato procedurale delle Autorità amministrative cantonali e comunali e delle Autorità giudiziarie amministrative e civili e dall’altro quello dell’organizzazione istituzionale dei Comuni (e per analogia anche dei consorzi e dei Patriziati) in tempo di emergenza epidemiologica da COVID-19.

La gravità della situazione attuale ha imposto l’adozione da parte del Governo di disposizioni urgenti, in modo da raggiungere l’obiettivo essenziale nell’attuale situazione di crisi di contenere la diffusione del virus Covid-19, tutelando anche la salute degli attori coinvolti nell’amministrazione della giustizia e nell’amministrazione cantonale e comunale.

Il primo Decreto – che entra oggi stesso in vigore – istituisce norme comuni di diritto cantonale che permettono all’Amministrazione cantonale e alle Autorità comunali (Municipi, Autorità regionali di protezione, ecc.) come pure alle Autorità giudiziarie (Giudici di pace, Preture, Tribunale di appello, ecc.) di riorganizzarsi con l’obiettivo di limitare l’attività in ambito di procedimenti amministrativi e civili alle decisioni urgenti, essenziali, inderogabili e importanti per garantire il buon funzionamento delle Amministrazioni cantonale e comunali in questo periodo particolare.

Al lato pratico, per i cittadini e i loro avvocati, che hanno una procedura in corso, significa che:

  • udienze, sopralluoghi e ogni altro atto procedurale che non sono essenziali, sono rinviati a dopo il 19 aprile 2020;
  • i termini di diritto cantonale pendenti oggi (reclami, ecc) sono sospesi fino al 19 aprile 2020 compreso e rinviati d’ufficio a data successiva;
  • le decisioni che rivestono carattere urgente e non prorogabile verranno emesse (misure cautelari, protezione degli adulti e dei minori, ipoteche legali, esecuzione delle misure di sicurezza come l’idoneità alla guida, ecc.);
  • le Autorità cantonali e comunali e le Autorità giudiziarie amministrative e civili si astengono in principio dal notificare decisioni non urgenti fino al 19 aprile;

Di principio, invitiamo la cittadinanza che dovesse avere un problema di natura giuridica a prendere contatto telefonicamente con i rispettivi rappresentanti legali o con le Autorità per quanto di loro competenza, in modo da valutare nel singolo caso se sussista o meno una necessità di intervento.

Il Consiglio di Stato rammenta inoltre che fino al 19 aprile 2020 compreso, ai debitori non potranno essere notificati atti esecutivi (precetti esecutivi, ecc.).

Ieri il Tribunale federale ha pure comunicato di aver sospeso fino al 19 aprile 2020 i termini che ha fissato nei propri procedimenti pendenti.

Inoltre oggi il Consiglio federale – analogamente a quanto deciso dal Governo cantonale – ha anticipato le ferie giudiziarie per i procedimenti civili e amministrativi, che tradizionalmente sono previste per Pasqua.

In questo contesto normativo in continua e rapida evoluzione, raccomandiamo alla cittadinanza la massima comprensione e il sostegno dei professionisti del settore, precisando che l’amministrazione della giustizia cantonale resta garantita.  

Con il secondo Decreto il Consiglio di Stato in particolare stabilisce:

  • sino al 19 aprile non si svolgeranno più assemblee e consigli comunali;
  • si permette ai municipali di svolgere le sedute di Municipio a distanza derogando ad alcune norme della Legge organica comunale (LOC) e alla prassi consolidata;
  • il Municipio può validamente deliberare qualunque sia il numero dei presenti se per l’emergenza causata da COVID-19 non può essere presente alla seduta la maggioranza assoluta dei membri;
  • il Municipio, il sindaco o qualsiasi altro municipale informano immediatamente il Consiglio di Stato in caso di rischio d’impossibilità di deliberare oppure se non possono essere garantiti i servizi essenziali alla popolazione per motivi legati all’epidemia.

Queste disposizioni valgono, per analogia, anche per le amministrazioni consortili e per i Patriziati. Per qualsiasi informazione gli enti locali potranno rivolgersi a partire da lunedì all’hotline a loro dedicata (091/814.17.04), oppure scrivere a comunicazione-sel@ti.ch .

Il Consiglio di Stato ringrazia i rappresentanti del potere giudiziario e l’Ordine degli avvocati per la collaborazione fornita. Esprime poi un ringraziamento e un incoraggiamento a tutti gli amministratori attivi negli enti comunali per la disponibilità che dovranno garantire nelle prossime settimane e mesi. Uno sforzo comune a favore di tutta la cittadinanza, in vista anche della ripresa quando la crisi sanitaria sarà superata.    

Coronavirus e ‘comunali’: ecco l’ipotesi che si fa strada

Coronavirus e ‘comunali’: ecco l’ipotesi che si fa strada

Da www.laregione.ch
Elezioni confermate, operazioni di spoglio ‘rallentate’, entrata in carica il 1° giugno o il 1° luglio. Parla il capo del Dipartimento istituzioni Gobbi

Elezioni comunali del 5 aprile “mantenute”, operazioni di spoglio “rallentate” affinché possano essere svolte nella massima sicurezza ed entrata  in carica degli eletti “il 1° giugno o il 1° luglio”. È questo lo scenario su cui Dipartimento istituzioni e Municipi paiono convergere. Se ne dovrebbe sapere di più domani.
“È l’ipotesi emersa dalle consultazioni che abbiamo avuto tra ieri e oggi”, dice, appena contattato dalla ‘Regione’, il direttore del Dipartimento Norman Gobbi. Spoglio rallentanto, nel senso “che i risultati dei Municipi potrebbero essere comunicati il lunedì sera, e non la domenica, e quelli degli organi legislativi comunali la sera successiva – spiega il consigliere di Stato -. Questo perché il tassativo rispetto delle direttive sanitarie allungherà inevitabilmente i tempi delle operazioni”. L’entrata in carica degli eletti avverrà invece non prima di due, tre mesi dopo la pubblicazione dei risultati.
“Ovviamente tutto dipenderà dall’evoluzione dell’epidemia in Ticino”, aggiunge Gobbi. “In ogni caso l’assunzione delle cariche non ci sarà subito perché Municipi, consigli e assemblee comunali uscenti devono garantire, in questo momento delicatissimo, il costante funzionamento degli enti locali”, sottolinea il capo del Dipartimento istituzioni.
Non sarebbe meglio rinviare le elezioni? “Il materiale di voto è già stato distribuito, c’è già chi ha votato per corrispondenza e per il voto al seggio verranno fatte osservare scrupolosamente le disposizioni di sicurezza, anche se molti elettori, penso, faranno capo al voto per corrispondenza data la situazione: no, allo stato attuale, rinviarle sarebbe molto più complicato”, risponde Gobbi. “L’importante  – prosegue il consigliere di Stato – è assicurare al cittadino la possibilità di esprimere le proprie preferenze. Se lo scenario indicato sarà confermato domani dal Consiglio di Stato, dal giorno successivo i competenti servizi del mio Dipartimento e la Cancelleria inizieranno a lavorare con i Comuni affinché ciò sia realtà. Sarebbe inoltre un messaggio positivo all’indirizzo della cittadinanza: un elemento di continuità ‘sicura’ in un periodo di grandi timori”.
Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi la prima seduta ordinaria del 2020 – la 53. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dai rappresentanti dei Comuni ticinesi.

La Piattaforma ha discusso lo stato di avanzamento della riforma istituzionale «Ticino 2020». Lo scorso 12 febbraio, il Comitato strategico ha concordato di procedere alla seconda fase del progetto, che dovrà concludersi entro fine anno e chiarire la fattibilità dei diversi scenari ipotizzati. L’obiettivo è di costruire uno scenario condiviso, per permettere al Consiglio di Stato di presentare il proprio messaggio al Parlamento entro la seconda metà del 2021.
In merito alla riforma fiscale delle imprese – e al Decreto legislativo che prevede la ripartizione di 13,5 milioni di franchi tra i Comuni ticinesi – il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha precisato che il Cantone effettuerà in autunno il versamento per il 2020. I rappresentanti dei Comuni hanno chiesto un’informazione puntuale a tutti gli enti locali sulla chiave di riparto dell’importo versato dal Cantone e sulle conseguenze a livello di forza finanziaria e per le future perequazioni.
La Piattaforma è stata poi informata anche sui lavori in corso per analizzare la procedura di incasso delle imposte ordinarie. Nei prossimi mesi il Gruppo di lavoro misto Cantone-Comuni consoliderà le proposte per migliorare la collaborazione: l’obiettivo è di presentare un rapporto al Consiglio di Stato. La Piattaforma è stata informata anche sull’intenzione del Cantone di contribuire alla realizzazione della rete internet a fibra ottica anche nelle zone periferiche.
Il Dipartimento della sanità e della socialità ha poi informato sull’avvio dei lavori per la Pianificazione integrata del settore anziani per il periodo 2021/2030: dopo il primo incontro, l’obiettivo è di giungere entro fine estate a consegnare le proposte da porre in consultazione.
Per quanto riguarda la riforma delle prestazioni complementari, in vista delle modifiche normative federali che entreranno in vigore il 1. gennaio 2021, è stata attirata l’attenzione in particolare sulle nuove regole previste in materia di riconoscimento delle spese per l’alloggio.
Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport ha in seguito fornito alcuni chiarimenti sulle tariffe orarie per i supplenti delle scuole comunali: è stato spiegato che il regolamento è stato di recente modificato, per tenere conto degli ultimi sviluppi legislativi.
Per quanto riguarda la riorganizzazione del settore della protezione del minore e dell’adulto, il Dipartimento delle istituzioni ha infine confermato che la bozza di Messaggio del Consiglio di Stato è attesa per la fine dell’estate 2020: a seguire, sarà avviata la consultazione esterna.
È stato infine comunicato che il Cantone sosterrà la partecipazione dei Comuni alla «Festa dei vicini», evento promosso nell’ambito del Programma di integrazione cantonale per stimolare la vita delle comunità locali.
La prossima seduta della Piattaforma è prevista per mercoledì 27 maggio 2020.

Per ulteriori informazioni riguardo alle consultazioni in corso: www.ti.ch/piattaformacc

Alcuni partiti si scannano, “ma io credo nei Comuni”

Alcuni partiti si scannano, “ma io credo nei Comuni”

Dopo la presentazione delle liste per le elezioni comunali

“Leggendo i giornali nelle ultime settimane deve dire che la preoccupazione per le sorti dei Comuni, in vista delle elezioni di aprile, non mi è mancata. Si è riferito spesso di liti all’interno dei partiti, in particolare dei due partiti di centro PLR e PPD, sulla costituzione delle liste. Diatribe spesso di carattere personale, non già sui temi, lotte di potere per chi osserva la realtà in modo distaccato. L’esempio di Lugano è solo uno, sicuramente il più eclatante vista l’importanza della città per tutto il Ticino. È evidente che qualcosa in questi partiti sta succedendo. Vedremo come si svilupperanno in futuro tali vicende e quali strascichi avranno sul risultato stesso delle elezioni”. A esprimersi così è il Consigliere di Stato Norman Gobbi, che in qualità di Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha particolarmente a cuore, come ancora evidenziato la scorsa settimana da queste colonne, i destini degli enti locali ticinesi. “Devo però aggiungere che se penso alle migliaia di persone che oggi in Ticino si mettono ancora a disposizione per entrare nei Municipi o nei Consigli comunali (è di lunedì la presentazione di tutte le liste nei Comuni, ndr) allora un po’ mi tranquillizzo. Resta il fatto che il sentimento di appartenenza e la disponibilità di impegnarsi per la cosa pubblica sono valori che vanno coltivati e in questo senso spero che chi governa gli enti locali se ne renda sempre più conto, sostenendo tutte quelle associazioni che permettono all’individuo di sentirsi parte di una comunità che va oltre sé stesso, rispettivamente coinvolgendo i cittadini con coraggio nei processi decisionali. Spero quindi che le cittadine e i cittadini di questo nostro Cantone abbiano sempre e ancora voglia di impegnarsi per il bene dei Comuni, che rimangono l’istituzione politica decisiva – in questo nostro sistema federalista – per lo sviluppo, il benessere e la qualità di vita dei ticinesi. In questi anni alla guida del Dipartimento delle istituzioni e prima quale consigliere comunale e municipale di Quinto ho potuto toccare con mano quanto sia necessaria e vitale l’attività dei nostri Comuni e il lavoro dei politici impegnati a questo livello. Chi fa politica nei Municipi e nei Consigli comunali deve avere la convinzione, come detto, di essere una persona molto importante. Rispondere ai bisogni della gente, quelli che ci toccano più direttamente, immaginare un futuro sempre migliore, impegnarsi per creare opportunità di lavoro, di svago, di qualità residenziale: ecco a cosa le migliaia di persone in lista devono aspirare. E tutti possono raggiungere questi obiettivi, anche perché, per dirla con Benedetto Croce “non abbiamo bisogno di chissà quali grandi uomini, abbiamo solo bisogno di più gente onesta”. Per questo dico GRAZIE a tutti coloro che hanno accettato di figurare sulle liste e di pensare al bene della comunità in cui vive”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.