La fusione ‘una maratona da correre insieme’

La fusione ‘una maratona da correre insieme’

Pochi interventi durante la prima serata informativa

«Finanziariamente parlando siamo due zoppi, ma uno di noi ha la gamba sinistra che traballa e l’altro la destra. Non correremo mai come i più veloci ma almeno parteciperemo alla maratona senza cadere». È con quest’immagine che lunedì sera il sindaco di Bodio Stefano Imelli ha evidenziato la situazione finanziaria del suo Comune e di Giornico nell’ambito della serata informativa rivolta alla popolazione riguardo al progetto aggregativo dei due enti locali. All’appuntamento, tenutosi nella sala multiuso di Bodio, hanno preso parte un’ottantina di persone oltre ad autorità comunali, rappresentanti della Sezione degli enti locali e il direttore del Dipartimento delle istituzioni (Di) Norman Gobbi. Una serata che si è svolta senza particolari sussulti e con soltanto un paio di interventi da parte del pubblico. Illustrando la situazione dei Comuni, dopo la metafora podistica, Imelli ha evidenziato una particolare tendenza: ci sono anni in cui uno dei due Comuni chiude registrando degli utili e l’altro una perdita e anni in cui lo stesso Comune chiude con un disavanzo e l’altro con un avanzo. «Se allarghiamo la base fiscale, questi squilibri potranno diminuire e il Municipio potrà pensare anche a strategie di rilancio e non solo al contenimento della spesa». Una constatazione di fondo, evidenziata anche nel rapporto firmato il 15 maggio dalla Commissione aggregativa, che si basa sulla necessità della fusione tra i due Comuni dopo il tentativo fallito di varare l’unione a quattro con Personico e Pollegio, i cui abitanti nel novembre 2021 si sono espressi negativamente in votazione consultiva. I cittadini di Bodio e Giornico saranno chiamati a esprimersi in merito al nuovo progetto domenica 26 novembre e se la fusione verrà approvata la corrente legislatura verrà prolungata di un anno e le prime elezioni del nuovo Comune si terranno nell’aprile 2025. Il nuovo ente locale avrà 1’700 abitanti, si chiamerà Giornico e avrà sede amministrativa a Bodio. Il Municipio sarà formato da cinque membri e il Consiglio comunale da 25. Tra le perplessità emerse durante la serata vi è il fatto che la fusione potrà limitare l’autonomia dei Comuni; malcontento è stato espresso anche riguardo alla scelta del nome: «Si era trovato Sassi Grossi per l’unione a quattro ma a due questo nome non va più bene, peccato. Non trovo giusto aver scelto Giornico», ha osservato una cittadina. Il direttore delle Istituzioni, riguardo all’autonomia ha fatto presente che talvolta il Cantone è obbligato a porre dei limiti perché deve a sua volta sottostare a Leggi federali. Quanto al nome del nuovo ente locale Gobbi ha fatto presente che vi è un certo margine di manovra e a ha ricordato il caso del Comune Terre di Pedemonte che era nato inizialmente in votazione come Tre Terre ed era stato modificato in un secondo momento.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 27 settembre 2023 de La Regione

Qualità di vita locale: le assemblee dei cittadini a Losone e Tresa

Qualità di vita locale: le assemblee dei cittadini a Losone e Tresa

Comunicato stampa

La Sezione degli enti locali comunica che sabato 23 settembre 2023 e 30 settembre 2023 si terranno rispettivamente a Losone e Tresa due mattinate di lavoro tra Autorità politiche locali e cittadini nell’ambito del progetto “Bilancio partecipato della qualità di vita residenziale”.  

Si tratta di un’iniziativa del Dipartimento delle istituzioni, realizzata in collaborazione con SUPSI e ConsultaTI e promossa dall’Ufficio federale per lo sviluppo territoriale della Confederazione. L’intento è quello di portare le realtà comunali di Losone e di Tresa a riflettere sulla qualità di vita locale e sulla relativa sostenibilità. Per farlo è fondamentale che le rispettive comunità siano partecipi. Dal loro coinvolgimento scaturirà una maggiore consapevolezza e responsabilità individuale nei confronti delle politiche promosse dagli organi comunali.  

I dettagli del “Bilancio partecipato della qualità di vita residenziale”, parte integrante del più ampio progetto di “Buon Governo locale”, sono stati presentati nel corso della primavera ai cittadini dei due Comuni che in seguito sono stati invitati a rispondere a un sondaggio mirato per provare a tracciare il perimetro della qualità di vita residenziale. Nei prossimi due fine settimana le Autorità politiche locali e i cittadini discuteranno insieme alcuni risultati scaturiti dall’inchiesta e proveranno a formulare delle raccomandazioni utili a migliorare la qualità di vita e la relativa sostenibilità nelle due realtà comunali.   Il Dipartimento delle istituzioni invita i rappresentanti dei media a partecipare – integralmente o in parte – alle due mattinate per ricevere informazioni sul progetto direttamente dai protagonisti.   

L’appuntamento è per:

Sabato 23 settembre 2023
dalle ore 09:30 alle ore 13.00
a Losone
nella sede delle Scuole comunali  

e  

Sabato 30 settembre 2023
dalle ore 09:30 alle ore 13.00
a Croglio nella sede delle Scuole comunali  

 

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi una seduta ordinaria – la quarta del 2023 e la 67. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

In apertura, il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha presentato gli adeguamenti tecnici della Legge tributaria per l’anno 2024. I rappresentanti dei Comuni sono stati sensibilizzati sulla nuova imposizione speciale per le grandi aziende, sull’accordo fra Svizzera e Italia sulla fiscalità dei frontalieri e sul dovere di assistenza all’autorità fiscale per le società che svolgono compiti di carattere pubblico.
I membri della Piattaforma si sono poi confrontati su una serie di richieste formulate all’indirizzo del Consiglio di Stato e dell’Amministrazione cantonale. Sono in particolare state discusse le disposizioni sulle deleghe di competenze dal Legislativo al Municipio (art. 5a RALOC); la Sezione degli enti locali ha confermato la possibilità di ritoccare verso l’alto gli attuali limiti, nell’ambito di una delle prossime modifiche della legge.
La Cancelleria dello Stato ha poi fornito un’informazione in merito all’avamprogetto di regolamento di applicazione sulla comunicazione per via elettronica, nell’ambito di procedimenti amministrativi. Grazie all’entrata in vigore di questo atto, in futuro gli enti locali che lo desiderano potranno comunicare con la cittadinanza anche per via elettronica. I rappresentanti dei Comuni sono inoltre stati brevemente aggiornati in merito alla Strategia per la trasformazione digitale del Cantone Ticino: i lavori proseguono e una bozza del documento sarà completata nelle prossime settimane. Una procedura di consultazione, che coinvolgerà anche gli enti locali, è prevista nel corso dell’autunno.
Riguardo al progetto «Ticino 2020», è stato poi ricordato che lo scorso 20 luglio tutti i Comuni hanno ricevuto il Rapporto della Direzione di progetto: i Municipi sono ora invitati a esprimersi sulla diversa attribuzione dei compiti e suddivisione degli oneri, e su un nuovo modello di perequazione finanziaria. La fase di consultazione è in corso, ed è stato concordato di prorogarne la conclusione al 23 novembre.
Il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha in seguito informato in merito alla Tassa per l’utilizzo del suolo pubblico, in relazione alla distribuzione di energia elettrica. È stata anticipata l’intenzione di avviare una riflessione, insieme ai Comuni, su come il sistema dovrà essere adeguato alla nuova realtà, dettata dall’aumento dell’autoproduzione tramite pannelli fotovoltaici.
Il Dipartimento delle istituzioni ha poi aggiornato sui prossimi passi in vista della riforma delle Autorità di protezione. La Commissione giustizia e diritti del Gran Consiglio sta analizzando il messaggio del Governo; nel frattempo, è in fase di allestimento il disegno di Legge sulla procedura delle nuove Preture di protezione, che sarà poi messo in consultazione. Parallelamente, anche all’interno dell’Amministrazione cantonale sono stati avviati i lavori preparatori: sono ora previste discussioni con i Comuni interessati.
Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport ha infine fornito alcuni aggiornamenti sul messaggio governativo che delinea la nuova Legge delle scuole dell’obbligo. Anche in questo caso è prevista una consultazione fra i Comuni, che si aprirà nei prossimi giorni e si concluderà il 31 ottobre.
La prossima seduta della Piattaforma è prevista per mercoledì 29 novembre 2023.

Democrazia viva, viva la democrazia

Democrazia viva, viva la democrazia

Questo anno elettorale, che va dalle elezioni cantonali alle elezioni comunali, passando da quelle imminenti federali, riporta in primo piano il tema della partecipazione popolare e della fiducia verso le nostre istituzioni democratiche. Il barometro tende ormai da anni al brutto, tanto che ho già avuto modo di parlare di «democrazia in pericolo ». È un fenomeno che non riguarda solo il Ticino. Proprio per questo abbiamo l’obbligo di intervenire anche al nostro livello per tentare di invertire questa preoccupante tendenza. Lo possiamo fare con atti concreti che personalmente individuo su tre piani. Il primo piano è quello che chiamerei «strutturale» e ha una valenza culturale e politica di ampio respiro. La parola «democrazia» sarà quella più usata nei discorsi del 1.

Agosto. Giustamente, perché la nostra democrazia diretta è un vanto. Il sistema politico svizzero prevede che siano i cittadini a «fare lo Stato». E la partecipazione è condizione indispensabile. Senza questa tutto cade, tutto si ferma. Si tratta quindi in buona sostanza di seminare sul tessuto sociale cantonale quelle buone pratiche che permettano alla cittadinanza di ritornare attore protagonista della scena democratica. Partire dal primo livello, ossia dai Comuni, è essenziale, anzi, direi naturale. Con la Sezione degli enti locali abbiamo iniziato un lavoro assieme ad alcuni Comuni-pilota per aumentare la compartecipazione delle cittadine e dei cittadini alla costruzione e quindi alla realizzazione dei progetti che più stanno loro a cuore. Si tratta di un insieme di strumenti e procedure che servono ad assicurare un’adeguata conduzione politica del Comune, coinvolgendo i cittadini e gli attori economici presenti sul territorio per rispondere ai loro bisogni. Tutto questo confluirà in una proposta di modifica dell’attuale Legge organica comunale (LOC), riforma che rimane uno degli obiettivi di questa nuova legislatura per il Dipartimento delle istituzioni. Nello stesso tempo però, sempre grazie alla Sezione degli enti locali, il Governo ha accolto la nostra proposta di sviluppare il progetto «Democrazia viva», che agirà in modo sempre più incisivo su questo tema essenziale.

Il secondo piano è più «funzionale». Ritengo che per ravvivare l’interesse intorno alla politica, e quindi aumentare la partecipazione, anche un cambiamento del sistema elettorale sia indispensabile. Per questo all’inizio di quest’anno ho avviato la discussione in Consiglio di Stato sull’introduzione del maggioritario per l’elezione del Governo a livello cantonale e dei Municipi a livello comunale. Stiamo ora aspettando alcuni approfondimenti. Poi la discussione sarà rilanciata tra i partiti e soprattutto tra la cittadinanza.

Il terzo e ultimo piano è quello «personale ». È attraverso la testimonianza diretta che un messaggio passa. Così come il buon docente lo si riconosce perché crede nella missione educativa e formativa dei ragazzi e la esplicita portando tutto sé stesso in classe, così il politico – di ogni livello – può essere un buon politico se testimonia il suo impegno, spesso di milizia, nel prendere a cuore ogni tematica che porta a un miglioramento della qualità di vita di tutti coloro che compongono la comunità. La testimonianza diventa così un valore da imitare. Alla vigilia del 1. Agosto potremmo dunque – noi politici – prenderci questo impegno.

Opinione pubblicata nell’edizione di sabato 29 luglio 2023 del Corriere del Ticino

Aggregazioni Bodio-Giornico e Prato Leventina-Quinto in votazione consultiva il 26 novembre 2023

Aggregazioni Bodio-Giornico e Prato Leventina-Quinto in votazione consultiva il 26 novembre 2023

Comunicato stampa

La cittadinanza di Bodio e Giornico, così come quella di Prato Leventina e Quinto si esprimerà in votazione consultiva domenica 26 novembre 2023 sui progetti di aggregazione che coinvolgono i loro comuni. Il Consiglio di Stato ha infatti approvato i due studi allestiti dalle commissioni incaricate di formulare le proposte di aggregazione dei rispettivi comuni.

Nelle scorse settimane le commissioni di studio per l’aggregazione di Prato Leventina e Quinto e quella di Bodio e Giornico hanno consegnato al Consiglio di Stato le proprie proposte per la costituzione di due nuovi comuni, frutto dell’aggregazione delle rispettive collettività. Entrambe sono state accettate dal Governo che ha stabilito la data per le votazioni consultive nei due comprensori per il prossimo 26 novembre 2023, data già fissata per la consultazione sul progetto che coinvolge cinque comuni malcantonesi nell’aggregazione del nuovo Comune di Lema. A seconda dell’esito del voto, le elezioni comunali generali di aprile 2024 potranno essere prorogate dal Consiglio di Stato laddove il voto sarà positivo.  

Aggregazione Bodio-Giornico
Il progetto è nato dopo l’abbandono dell’ipotesi aggregativa che lo scorso anno ha coinvolto l’intera Bassa Leventina, ampiamente accolta a Bodio e Giornico ma nettamente respinta a Personico e Pollegio. Alla luce del risultato, i municipi di Bodio e Giornico hanno chiesto l’avvio di una procedura di aggregazione bilaterale tra i loro comuni, formalizzata nell’autunno 2022. Lo studio prevede che il nuovo Comune, che conta circa 1’700 abitanti, prenda il nome di “Giornico”, capoluogo dell’omonimo circolo e sia guidato da un municipio di cinque membri e da un legislativo composto da 25 persone, che potranno essere elette in base a due circondari elettorali corrispondenti agli attuali comuni. La proposta è stata preavvisata favorevolmente da entrambi i legislativi (Bodio: 11 sì, 2 contrari, 0 astenuti; Giornico: 18 sì, 1 contrario, 0 astenuti) e dai due municipi. Il Governo si è impegnato a sostenere l’aggregazione con un contributo complessivo di 3 milioni di franchi, di cui uno per consolidare la struttura di bilancio del futuro Comune. Il moltiplicatore iniziale prospettato è del 95%.  

Aggregazione Prato Leventina-Quinto
La procedura ha preso origine su stimolo del Consiglio comunale di Prato Leventina ed è stata avviata nel giugno 2022 dando seguito all’istanza dei due municipi. La proposta di Comune aggregato, nel quale risiedono circa 1’350 abitanti, prefigura un municipio di cinque membri e un consiglio comunale di 21 persone, con possibilità di istituire due circondari. Entrambi i consigli comunali (Prato: 12 sì, 0 contrari, 1 astenuto, mentre quello di Quinto di stretta misura: 9 favorevoli, 8 contrari, 0 astenuti) e i due municipi hanno dato preavviso favorevole al progetto. La denominazione del nuovo Comune proposta dalla Commissione, dopo aver esaminato diverse ipotesi, è “Quinto”. Ritenuto che nell’ambito dell’esame dello studio da parte dei legislativi, quello di Prato Leventina ha chiesto di sottoporre al voto anche il nome “Quinto-Prato”, richiesta cui i due municipi hanno in seguito aderito, il Governo ha deciso di far esprimere in via consultiva la cittadinanza anche sul nome del futuro Comune, scegliendo tra queste due alternative. Il Consiglio di Stato si è impegnato a riconoscere un sostegno finanziario di 1,7 milioni con un possibile aiuto complementare fino a mezzo milione di franchi per iniziative particolarmente significative dal profilo del progresso in ambito socio-economico e territoriale. Il moltiplicatore iniziale previsto è del 90%.  

Festa grande per la fine dei lavori all’Alpe Porcaresc

Festa grande per la fine dei lavori all’Alpe Porcaresc

Sabato 1° luglio il Patriziato Generale d’Onsernone ha ufficialmente inaugurato il nuovo Alpe Porcaresc, concludendo con una festa popolare il lungo iter di lavori sul più importante alpeggio onsernonese.
Per l’occasione erano presenti il consigliere di Stato Norman Gobbi, dei rappresentanti di fondazioni, enti e istituzioni che hanno contribuito all’opera e circa 300 amici di Porcaresc.
«Questa non è una giornata da dedicare ai ricordi, ma una giornata da ricordare, perché rivolta al futuro», ha detto il presidente del Patriziato Luca Speziali.
Dopo la benedizione dell’alpe e la dedica all’ex presidente del PGO Tarcisio Terribilini, scomparso prematuramente e vero e proprio motore dell’avvio del progetto di ristrutturazione, sono stati illustrati i principali interventi effettuati.
I lavori si sono svolti nell’arco di cinque stagioni, dal 2017 al 2022. Il progetto si è concentrato sulla ristrutturazione delle strutture esistenti, rispettando il paesaggio e le caratteristiche storico-architettoniche del sito.
Il progetto iniziale è stato modificato durante l’esecuzione, sempre guardando al futuro e allo sviluppo dell’attività alpestre. L’esempio migliore è quello legato al nuovo caseificio, una necessità emersa negli ultimi anni del progetto. L’impianto, uno dei più moderni in Ticino, permetterà all’Alpe di perpetrare la lunga e qualitativa tradizione casearia per i prossimi decenni. 

Da www.tio.ch

(Immagine: Patriziato generale di Onsernone)

Dai patriziati un manifesto per i rustici

Dai patriziati un manifesto per i rustici

L’assemblea dell’ALPA si è svolta a Biasca – I suoi membri vogliono rafforzare il proprio ruolo

I patriziati garantiscono stabilità e coesione custodendo l’identità ticinese, è stato detto sabato a Biasca, dove negli storici stabili delle officine ai piedi della cascata di Santa Petronilla si sono incontrati i rappresentanti dell’ALPA, l’alleanza che raggruppa circa 200 patriziati e 90’000 patrizi nel cantone.
Si è discusso di rafforzarne il ruolo, in collaborazione anche con gli enti regionali di sviluppo, per portare avanti un’annosa battaglia fortemente legata proprio all’identità ticinese e alla gestione del territorio, quella sui rustici.
I 142 delegati hanno sottoscritto un vero e proprio manifesto per promuovere il restauro. “Se non riusciamo a invertire la tendenza entro i prossimi dieci anni”- ha affermato ai microfoni della RSI il granconsigliere Aron Piezzi, membro del consiglio direttivo – “rischiamo di perdere uno dei nostri patrimoni”. Accanto al citato manifesto sono previste anche mozioni e iniziatiative parlamentari: si cerca il sostegno del Governo perché si attivi presso i cantoni alpini per promuovere una revisione della legge sulla pianificazione territoriale, di competenza federale.
Il capo del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha promesso attenzione nella promozione della specificità dello spazio alpino e della sua agricoltura e nella difesa della sua vitalità.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Dai-patriziati-un-manifesto-per-i-rustici-16312540.html

Servizio all’interno dell’edizione di sabato 10 giugno 2023 de Il Quotidiano

Ticino 2020 presentato ai Comuni «È un progetto di cultura politica»

Ticino 2020 presentato ai Comuni «È un progetto di cultura politica»

Molti i campi d’azione toccati dalla riforma, ma oltre agli aspetti finanziari a incidere maggiormente saranno due settori sensibili: anziani e scuola
Marzio Della Santa, capo sezione Enti locali: «È il miglior compromesso politico immaginabile su un tema tanto complesso»

«Ticino 2020 è solo in apparenza un progetto tecnico. In realtà è un progetto al 100% politico. Di cultura politica di questo cantone». Marzio Della Santa, capo sezione Enti locali, ha a lungo accompagnato la riforma Cantone-Comuni. Una riforma laboriosa, che ha dovuto superare numerosi ostacoli e il cui risultato finale non soddisfa appieno le parti. Banalmente, nel corso del tempo sono stati inseriti tanti paletti che non hanno permesso il raggiungimento completo dell’obiettivo finale: chiarire e semplificare i rapporti tra i due livelli istituzionali.

Ristabilire un principio
Negli ultimi sessant’anni, il Ticino dei Comuni ha cambiato pelle, ricorda Della Santa. «Si è assistito a un progressivo trasferimento di competenze dai Comuni al Cantone». Piccoli paesi che, non sapendo come far fronte alle nuove sfide amministrative, politiche e finanziarie, chiedevano a Bellinzona di riprendere o farsi carico di determinate responsabilità. Venendo però meno al principio di equivalenza, secondo cui «se è il Cantone a decidere una determinata politica, è giusto che se ne assuma anche l’intero onere», dice il capo sezione. Detto in altre parole: chi decide, deve assumere il costo delle proprie decisioni.

La spinta aggregativa che ha attraversato da nord a sud l’intero territorio ticinese negli ultimi 20 anni – si è passati da 245 Comuni ai poco più di 100 di oggi – ha però reso evidente la necessità di rimettere ordine fra le cose. Ma oramai bisognava muoversi in una realtà nuova, con differenze sempre più crescenti fra piccoli e grandi. «Un contesto che non ha certo facilitato il raggiungimento della totalità degli obiettivi», sottolinea Della Santa. «Ma aggiungo anche che neppure il Cantone, oggi, ha le stesse libertà di ieri. Prendiamo ad esempio il settore degli anziani, regolato da una legge a livello federale. Oggi, la risposta che si cerca di dare ai bisogni della società è talmente complessa che su alcuni grossi temi – come appunto gli anziani o la scuola – la competenza è quantomeno cantonale». Ticino 2020, dunque, è un compromesso. «Il miglior compromesso politico immaginabile su un tema tanto complesso». Anche alla luce della volontà – non prevista dal progetto originale ma inserita in un secondo momento – di rendere l’intero progetto finanziariamente neutro non solo per il cittadino, bensì anche per Cantone e l’insieme dei Comuni.

Meno direzioni, ma più solide
Riassumendo all’osso: il grosso delle competenze trasferite in esclusiva dagli enti locali al Cantone, riguarda flussi finanziari. «Ma si chiede ai Comuni, su altre questioni, come l’assistenza, di giocare comunque un ruolo in termini esecutivi. Più che altro per mantenere la prossimità al cittadino», spiega il capo sezione. «I veri compiti dati ai Municipi con la riforma, riguardano gli anziani e la scuola». Due settori molto sensibili, e che toccano da vicino la popolazione. «Per quanto riguarda la politica scolastica, bisogna essere consapevoli che la competenza, oggi, è del Cantone, visti anche gli accordi Harmos», premette Della Santa. «Detto questo, con Ticino 2020 la responsabilità esecutiva rimane condivisa fra i due livelli istituzionali. Tuttavia, ciò che il Cantone ha chiesto ai Comuni è di creare degli istituti di una dimensione tale da garantire le condizioni necessarie per un’istruzione di qualità».

La proposta comprende dei requisiti minimi da rispettare, come il numero delle sezioni (7), il numero di allievi (150) e il numero di abitanti serviti dal comprensorio (2.500). Se almeno due di questi criteri sono rispettati, allora verrà concessa la possibilità di disporre di un istituto scolastico comunale. È verosimile, quindi, che in futuro ci saranno meno istituti sul territorio cantonale, una cinquantina in tutto. «Ma ciò non si tradurrà necessariamente con meno sedi scolastiche », evidenzia Della Santa. «Il Comune inteso come autorità politica potrà infatti determinarsi a livello di localizzazione delle sedi scolastiche che fanno parte di quell’istituto». In pratica, verranno raggruppateuna o più sedi in comprensori più ampi. Cambierà dunque la mappa organizzativa. «Avremo meno direzioni, ma più solide. Scompariranno le forme consortili: i tre consorzi oggi esistenti in Ticino sono destinati a estinguersi, a vantaggio dei comuni-sede che potranno stabilire delle convenzioni con i paesi della zona.
Di conseguenza, all’interno del nuovo istituto bisognerà chiarire come ripartire i costi. Un Comune convenzionato, avendo i numeri, può anche decidere di mantenere aperta una sede anche quando razionalmente converrebbe centralizzare ». Tanto farà la coerenza politica dei Municipi, i quali dovranno riuscire nell’esercizio di equilibrare le finanze e l’attrattività del Comune. «In alcuni comprensori sarà necessario un vero dibattito locale sul tema», rileva Della Santa. «Per alcuni Comuni periferici il mantenimento di una sede scolastica non è solo una questione di attrattività, ma di sopravvivenza. Ciò detto, non si può sacrificare a oltranza la corretta istruzione degli adulti di domani. La comunità locale deve trovare il giusto equilibrio ».

Sei comprensori regionali
L’altro ambito sensibile toccato dalla riforma Ticino 2020 è il settore degli anziani. Un settore che, visti i dati sull’invecchiamento della popolazione, vedrà fortemente aumentare i bisogni. Non potendo modificare la chiave di riparto per garantire l’obiettivo di neutralità (i costi rimarranno all’80% a carico dei Comuni, mentre il Cantone continuerà a coprire il rimanente 20%, ndr), per il principio di equivalenza abbiamo voluto riconoscere maggiore autonomia decisionale ai Municipi». Il tutto si è tradotto nella creazione di 6 comprensori regionali (Mendrisiotto, Luganese, Malcantone e Vedeggio, Bellinzonese, Tre Valli e Locarnese e Valli) e di altrettante commissioni regionali, che dovranno discutere e decidere, per esempio, come ottimizzare l’offerta sul proprio territorio. «Sarà fondamentale, a questo proposito, la messa in rete delle strutture sociosanitarie comunali e private», spiega Della Santa. «Attraverso queste entità regionali, si è dunque voluto dare maggiore autonomia e responsabilità esecutiva ai Comuni ». Con la semplificazione e il raggruppamento degli attori attivi in questo settore, si creano le premesse per scongiurare il rischio di frammentazione, che avrebbe potuto pregiudicare il raggiungimento pieno degli obiettivi – molto importanti – della Pianificazione integrata 2021-2030.

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I prossimi passi
Durante l’estate arriveranno i dettagli

Misurare l’impatto
Giovedì sera, con l’ultimo appuntamento di Locarno, si sono concluse le quattro serate di presentazione del progetto ai Municipi. Successivamente, durante il mese di luglio, arriveranno – per ogni singolo Comune – i risultati dettagliati dell’impatto della riforma.

In vigore nel 2025
Una volta inviata tutta la documentazione, si aprirà la fase di consultazione, che si concluderà nel mese di ottobre.
I Comuni saranno chiamati a esprimersi sulla totalità del progetto Ticino 2020, non sulle singole aree toccate dalla riforma. Una volta valutate le proposte e le osservazioni, il Governo licenzierà il messaggio al Parlamento (la data prevista è aprile 2024). Il progetto, nelle intenzioni del Dipartimento delle Istituzioni, dovrebbe entrare in vigore a partire dal gennaio 2025.

Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 3 giugno 2023 del Corriere del Ticino

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi una seduta ordinaria – la terza del 2023 e la 66. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

I membri della Piattaforma si sono anzitutto confrontati su una serie di richieste formulate all’indirizzo del Consiglio di Stato e dell’Amministrazione cantonale.
È stato poi fornito un aggiornamento sul piano di misure, alcune delle quali già adottate, elaborate dal Gruppo di lavoro Cantone-Comuni per migliorare la gestione delle procedure di incasso delle imposte ordinarie. È stato ricordato che l’obiettivo è di ottenere benefici sia per il Cantone sia per i Comuni. Sono state inoltre fornite alcune indicazioni sulla riforma generale della Legge tributaria.
La Cancelleria dello Stato ha poi informato – attraverso la Delegata alla trasformazione digitale – sullo stato di avanzamento dei lavori per lo sviluppo di una Strategia digitale cantonale, delineandone i principali assi di intervento. La procedura prevede ora che siano designati due rappresentanti dei Comuni, per partecipare al Comitato politico della trasformazione digitale.  
In tema di appalti pubblici, sono stati in seguito discussi i primi risultati relativi all’applicazione da parte del Cantone del criterio della «Responsabilità sociale delle imprese» (CSR), come indicato dal Parlamento. È stato anticipato che una formazione ai tecnici comunali sarà impartita nel corso dell’autunno 2023: successivamente, anche i Comuni potranno dare avvio all’utilizzo del criterio CSR.
Riguardo al progetto «Ticino 2020», è stato ricordato il recente avvio della fase di informazione dei Comuni in merito ai contenuti del Rapporto della Direzione di progetto approvato dal Comitato strategico. Al termine delle quattro serate informative, aperte ai municipali e ai segretari comunali, prenderà avvio la fase di consultazione, il cui termine è stato fissato per il prossimo 20 ottobre.
Il Dipartimento delle istituzioni ha poi aggiornato sui prossimi passi in vista della riforma delle Autorità di protezione. In attesa delle decisioni del nuovo Parlamento cantonale sul progetto elaborato dal Consiglio di Stato, è stata ricordata la necessità di assicurare il pieno funzionamento delle attuali Autorità regionali.
La Piattaforma è stata infine orientata sulle modalità di coinvolgimento dei Comuni nella campagna di sensibilizzazione sul problema della violenza domestica. Dopo la prima serata pubblica organizzata lo scorso 21 marzo a Locarno, sono previsti appuntamenti anche a Lugano, Mendrisio e Bellinzona.
La prossima seduta della Piattaforma è prevista per mercoledì 13 settembre 2023.

Nuovo Comune di Lema: la votazione consultiva si svolgerà il 26 novembre 2023

Nuovo Comune di Lema: la votazione consultiva si svolgerà il 26 novembre 2023

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato il rapporto allestito dalla Commissione di studio per l’aggregazione dei comuni di Astano, Bedigliora, Curio, Miglieglia e Novaggio in un unico Comune denominato “Lema”. Lo studio è stato preavvisato favorevolmente da tutti i legislativi ed esecutivi coinvolti. La votazione consultiva è fissata per domenica 26 novembre 2023.

Lo scorso 11 aprile 2023 la Commissione di studio per l’aggregazione dei comuni di Astano, Bedigliora, Curio, Miglieglia e Novaggio ha trasmesso al Consiglio di Stato la propria proposta di Comune unico, denominato “Lema”, richiamando il noto monte di riferimento geografico per l’intero comprensorio. Il progetto è stato preavvisato favorevolmente dai cinque legislativi (le assemblee comunali di Astano e Miglieglia nonché i consigli comunali di Bedigliora, Curio e Novaggio), così come dai rispettivi esecutivi (la gerenza di Astano e i quattro municipi).  
I cinque comuni appartengono allo scenario “Malcantone Ovest” del Piano cantonale delle aggregazioni, che prevede la possibilità di aggregazioni a tappe successive all’interno del medesimo comparto, ragione per cui il progetto si inserisce con coerenza nella politica aggregativa cantonale e rappresenta, dopo la costituzione di Tresa, un ulteriore passo verso l’ipotesi di attuazione del precitato scenario.  
Lema, che conta una popolazione di circa 2’600 abitanti, verrà guidato nella prima legislatura da un Municipio di 7 membri e da un Consiglio comunale di 21 membri; in seguito farà stato il regolamento del nuovo Comune. Attraverso una serie di iniziative, il nuovo Comune si propone di rafforzare la qualità di vita residenziale, nell’asse della sostenibilità ambientale.  
Per favorire la nascita di Lema, il Consiglio di Stato ha confermato le misure di sostegno per un importo complessivo di 7,2 milioni di franchi così ripartiti:

  • 3,8 milioni a titolo di risanamento e consolidamento del bilancio iniziale
  • 1,0 milioni per il finanziamento di investimenti che favoriscano lo sviluppo del nuovo Comune
  • 0,4 milioni per le spese di riorganizzazione del nuovo Comune
  • 2,0 milioni quale aiuto agli investimenti ai sensi dell’art. 14 LPI per la realizzazione della casa comunale del nuovo Comune a Novaggio.   

Come auspicato dalla Commissione di studio, la votazione consultiva è stata fissata per domenica 26 novembre 2023. A seconda dell’esito del voto, le elezioni comunali di aprile 2024 potranno essere prorogate dal Consiglio di Stato nei comuni nei quali il voto sarà positivo, lasciando quindi in carica gli attuali organi.