Tifo: se calcio e violenza vanno a braccetto

Tifo: se calcio e violenza vanno a braccetto

Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 6 luglio 2019 del Corriere del Ticino
 
L’analisi delle partite di Super League e Challenge League della scorsa stagione ha rilevato disordini nel 46% dei casi Paul Winiker: «Troppi problemi avvengono fuori dallo stadio» – Norman Gobbi: «In Ticino abbiamo già fatto molto»
Il mondo del calcio ha un problema, e si chiama violenza fuori e dentro gli stadi. Secondo uno studio pubblicato ieri, basato per la prima volta su tutte le partiti di Super League e Challenge League di un’intera stagione (2018/2019), ovvero 457 incontri, nel 46% dei casi sono stati rilevati disordini. In sostanza, in Svizzera la violenza è presente in quasi la metà dei match del calcio professionistico. «Il 46% è troppo», ha spiegato Paul Winiker, consigliere di Stato lucernese e membro della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDCGP), nel commentare i dati presentati in conferenza stampa a Berna. Secondo Winiker, per affrontare il problema, sarà necessario verificare se le misure previste dal Concordato intercantonale anti-hooligan debbano essere adattate. Entro il primo trimestre del 2020 è atteso un primo rapporto in questo senso, ma Winiker ha precisato che bisognerà agire prima e quindi, nel frattempo, le misure già esistenti dovranno essere applicate con maggiore fermezza e in modo più omogeneo.
Ricordiamo che, proprio in questo senso, la consigliera federale Viola Amherd, in collaborazione con l’Associazione Svizzera di Football (ASF) e la Swiss Football League (SFL), ha presentato martedì scorso le tre priorità del suo Dipartimento contro la violenza durante le partite di calcio. Priorità che prevedono di «emanare in modo coerente i divieti di accedere agli stadi», «migliorare la collaborazione tra i club e le autorità» e infine di «verificare i certificati dei club nell’ambito della sicurezza». A tal proposito, ieri il segretario generale della CDCGP Roger Schneeberger ha spiegato che i divieti di accesso saranno emanati il prima possibile e l’obbligo di presentarsi in Polizia verrà applicato in modo più rigoroso. Inoltre, ha sottolineato Schneeberger, il processo di identificazione e di sanzione dei tifosi violenti sarà intensificato e armonizzato a livello intercantonale.
 
Materiale pirotecnico
Dai dati presentati ieri è inoltre emerso che negli stadi il problema principale riguarda il materiale pirotecnico: durante la stagione 2018/2019, il 44,6% delle infrazioni era infatti legato al suo utilizzo. Tuttavia, ha voluto evidenziare Paul Winiker, la maggior parte delle violenze e dei danni materiali avvengono al di fuori dello stadio, a margine della partita. In particolare lungo il percorso dall’impianto sportivo alle stazione, spesso teatro di cortei dei tifosi. Il presidente della SFLHeinrich Schifferle, a questo proposito, ha spiegato che in futuro i treni speciali destinati ai tifosi non potranno più avere finestrini che si possono aprire, per evitare che vengano lanciati oggetti dal convoglio in corsa. L’introduzione di biglietti nominali e personalizzati, invece, è in fase di studio ma al momento non sembra essere una valida alternativa, ha fatto capire il presidente della SFL.

Registrati 1.579 supporter
A fine giugno di quest’anno, il registro degli hooligan (HOOGAN) conta 1.579 persone. Tra le misure messe in atto figurano 573 divieti di accesso allo stadio, 371 divieti di perimetro e in venti casi vi è l’obbligo di presentarsi in un posto di polizia. Tra i casi maggiormente citati e perseguiti vi sono infrazioni della legge sugli esplosivi (289 casi), violazione del divieto di coprirsi il volto (225) e violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari (135).

«Semplificare le misure»
Nel nostro cantone la questione ha fatto parecchio discutere e ha visto in particolare attivo il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, per trovare delle soluzioni per combattere il fenomeno. Gobbi ha infatti elaborato lo scorso anno una serie di misure che i club sportivi sono stati chiamati a implementare entro la fine della stagione: due delle quali – il rafforzamento della video sorveglianza e il vincolo licenza sportiva-sicurezza – sono in linea che le priorità proposte dalla consigliera federale Viola Amherd. Un Ticino precursore in questo ambito? «Sì, io stesso – ci spiega Norman Gobbi – come ha fatto il consigliere di Stato lucernese Paul Winiker oggi (ieri per chi legge, nrd.), diversi mesi fa ho chiesto una valutazione del Concordato intercantonale anti-hooligan, proprio per verificare se questo strumento sia efficace nel reprimere un fenomeno presente nel calcio svizzero». Con quale obiettivo? «L’obiettivo generale è di rafforzare le misure ed evitare di dover fare troppi scalini per tenere i violenti fuori dagli stadi. In quest’ambito dovremo cercare di semplificare le misure: penso soprattutto all’obbligo di presentarsi in Polizia. Ci vuole sempre troppo tempo per attuare questo genere di misure. È necessario, altrimenti si fa solo il gioco dei violenti, e non l’interesse dello sport. E poi – prosegue Gobbi – se penso alla realtà ticinese, al Comunale, al Riva IV o a Cornaredo, è necessario sottolineare che all’interno dello stadio grossi problemi non ce ne sono mai stati. È invece il tragitto tra la stazione e lo stadio a rappresentare un grosso problema. E qui sarà necessario anche l’aiuto delle ferrovie». Serve una maggiore collaborazione tra autorità, club e ferrovie? «Sì, deve essere un gioco di squadra il più ampio possibile. Evidentemente il gioco principale devono farlo le federazioni e, se posso permettermi, quella di calcio a differenza di quella dell’hockey ha un po’ sottovalutato il fenomeno cercando di portare dei piccoli correttivi. Ma sappiamo che i problemi principali li abbiamo riscontrati nel calcio e non nell’hockey». E il Ticino a che punto si trova? «Abbiamo già fatto molto. Penso in particolare al rafforzamento della video sorveglianza per poter identificare i violenti ed essere sicure della loro identità: perché spesso è il modo in cui cercano di nascondersi alla giustizia».

Tifo violento, sì ai controlli d’identità per le partite a rischio

Tifo violento, sì ai controlli d’identità per le partite a rischio

Da www.ticinonews.ch

Raggiunto un accordo con HC Lugano e HC Ambrì-Piotta. Gobbi: “In Ticino casi gravi non ce ne sono più stati”

Dopo gli ennesimi episodi di violenza negli stadi svizzeri, la ministra Viola Amherd ha avanzato ieri il suo piano anti-hooligan, un tema decisamente caldo anche in Ticino.
Per i club ticinesi, però, non dovrebbe cambiare molto. Due delle tre misure anti hoolingan proposte ieri – il potenziamento della videosorveglianza negli stadi e il rafforzamento del vincolo licenza sportiva-sicurezza – sono già state implementate a livello cantonale. “La videosorveglianza è stata rafforzata alla Corner Arena, alla Valascia e allo stadio di Cornaredo.
La sicurezza interna è un obbligo già imposto, non solo dagli organi di polizia ma anche da quelli di sicurezza”, ha dichiarato il consigliere di Stato Norman Gobbi ai microfoni di TeleTicino.
Nuova, per contro, la misura che impone alle società sportive di procedere di fronte a casi concreti al divieto d’entrata senza tentennamenti. Per legge, infatti, non serve il giudizio di un tribunale.
“È una novità, ma caldeggiata dal sottoscritto già un anno fa – ha spiegato Gobbi – Ci rendiamo conto come l’attuale strumentario di misure (il divieto d’accesso allo stadio, d’area e l’obbligo d’annuncio in posto di polizia, ndr) richiede troppo tempo ed è troppo garante nei confronti delle persone che devono essere subito allontanate dagli stadi”.
Il giro di vite chiesto a livello federale dalla ministra dello Sport giunge dopo una stagione calcistica segnata da diversi episodi di violenza che hanno portato alla sospensione di due partite a Lucerna e Sion. Più positivo, per contro, il bilancio in Ticino dove la riforma del direttore del DI, portata avanti dopo i fatti della Valascia del gennaio 2018, sembra aver dato i suoi primi frutti.
“Casi gravi non ce ne sono stati”, ha commentato Gobbi. “E questo grazie al potenziamento della videosorveglianza e al maggiore flusso di informazioni tra club e autorità”.
Passi avanti anche per la controversa misura del controllo dell’identità all’entrata, invisa a tutte le società sportive del Cantone.
In primis all’Ambri Piotta, che un anno fa prese posizione ufficiale con una nota stampa. Nelle scorse settimane è infatti stato trovato un accordo con HCL e HCAP:
“C’è stato un incontro con i due club ticinesi e con il responsabile della sicurezza della Lega nazionale, i quali ci hanno mostrato le misure che saranno implementate per migliorare i controlli. Abbiamo anche concordato l’introduzione dell’obbligo di identificazione degli ospiti presenti nelle partite a rischio in modo da ridurre i pericoli ed evitare che le persone segnalate entrino illegalmente”, ha concluso Gobbi.

http://teleticino.ch/il-tg/si-ai-controlli-d-identita-per-le-partite-a-rischio-XJ1380321

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Servizio all’interno dell’edizione di mercoledì 3 luglio 2019 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11939438

 

 

 

Entrata in funzione del nuovo capo della Polizia giudiziaria

Entrata in funzione del nuovo capo della Polizia giudiziaria

Il nuovo capo della Polizia giudiziaria, maggiore Thomas Ferrari, è entrato in funzione oggi come previsto al momento della sua nomina da parte del Consiglio di Stato. Gli onori di casa sono stati fatti dal Comandante Matteo Cocchi e dagli altri membri della Direzione della Polizia cantonale. In agenda durante la prima giornata di lavoro anche il consueto rapporto mensile di coordinamento tra la Polizia cantonale e il Ministero Pubblico. Il maggiore dirigerà l’Area della Polizia giudiziaria, segnatamente i Commissariati e le Sezioni specialistiche.
Thomas Ferrari, classe 1977, si è laureato in giurisprudenza all’Università di Zurigo, ottenendo sempre a Zurigo il brevetto di avvocato nel 2004. Tra il 2005 ed il 2016 ha poi maturato un’importante esperienza nel settore bancario. Negli ultimi 3 anni è stato a capo della Sezione della Popolazione, unità amministrativa presso la quale ha in particolare portato a termine la riorganizzazione dell’Ufficio della migrazione. Esperienze che costituiranno un valore aggiunto nel suo nuovo ruolo poiché anche la Polizia cantonale deve considerare l’evoluzione della società moderna, sempre più dinamica pure per quanto riguarda la sicurezza.

Prevenzione motociclisti: guidare in sicurezza sui passi alpini

Prevenzione motociclisti: guidare in sicurezza sui passi alpini

Comunicato stampa
Dopo il successo riscontrato lo scorso anno, il Dipartimento delle istituzioni, nell’ambito del progetto “Strade Sicure”, e il V° reparto della Gendarmeria stradale della Polizia cantonale ripropongono una giornata di prove pratiche dedicate alla sicurezza dei motociclisti. In questo senso, sabato 6 luglio 2019 agenti esperti accompagneranno in moto gli amanti delle due ruote sul passo del Lucomagno. La giornata prevede la partenza dal Centro Sci Nordico Campra di Olivone dopo una breve parte teorica incentrata sui consigli per affrontare un determinato percorso e sulle ultime modifiche introdotte nel settore. Al mattino il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi porterà il suo saluto ai partecipanti.
Il Dipartimento delle istituzioni intende sensibilizzare i motociclisti sul fatto che il superamento dell’esame pratico di guida non tramuta da subito i conducenti in esperti. In tal senso, seguire periodicamente nuovi corsi di perfezionamento è una scelta responsabile e cruciale per ogni amante delle due ruote che tenga alla propria sicurezza e a quella degli altri utenti della strada.
Proprio in quest’ottica si inserisce l’appuntamento organizzato il prossimo 6 luglio in Valle di Blenio, che prevede anche la presenza di un apposito stand informativo al Centro Sci Nordico Campra con informazioni utili sul progetto “Strade sicure” e sulla campagna nazionale “Rifletti”, entrambe curate dal Dipartimento delle istituzioni.
Il ritrovo è previsto alle 9.00 al Centro Sci Nordico Campra di Olivone. Da lì, i partecipanti saranno accompagnati da motociclisti esperti della polizia fino al Passo del Lucomagno, i quali durante il percorso forniranno ai partecipanti le nozioni di base e pratici consigli da applicare in questi particolari contesti di guida.
È possibile iscriversi alla giornata fino a venerdì 5 luglio 2019 consultando il sito www.ti.ch/strade-sicure.

Firmata una convenzione tra Ticino e Uri per la gestione degli interventi nel tunnel del San Gottardo

Firmata una convenzione tra Ticino e Uri per la gestione degli interventi nel tunnel del San Gottardo

Comunicato stampa

Nelle scorse settimane il Canton Ticino e il Canton Uri hanno siglato un nuovo accordo amministrativo per la gestione degli interventi di polizia nella galleria del San Gottardo, entrato in vigore retroattivamente dal 1. maggio 2019. Si tratta del consolidamento della proficua collaborazione tra le forze dell’ordine dei due cantoni costruita nel corso degli anni.
La nuova convenzione è stata ratificata dai Consiglieri di Stato Norman Gobbi e Dimitri Moretti (responsabile del Dipartimento di sicurezza del Canton Uri) e dai Comandanti delle due Polizie cantonali, Matteo Cocchi e Reto Pfister.
Il nuovo accordo, che sostituisce il precedente siglato il 1. ottobre 2011, definisce i diritti e i doveri dei due Cantoni nello svolgimento delle attività di polizia all’interno del tunnel del San Gottardo. In particolare la gestione del traffico, l’avviso di allarme e l’impiego dei mezzi di primo intervento in caso di incidente vengono garantiti dalla Centrale operativa della Polizia cantonale urana.
Inoltre la convenzione – oltre a definire le competenze finanziarie e giuridiche – prevede che a entrambi i Cantoni spettino la sorveglianza e il controllo del traffico, l’attuazione delle direttive finalizzate alla salvaguardia e al mantenimento della sicurezza stradale, la sorveglianza dello stato delle strade e della segnaletica dal profilo della sicurezza del traffico.
Come sottolineato dal Consigliere di Stato urano Dimitri Moretti “l’accordo rappresenta un ulteriore passo avanti nell’ottima collaborazione tra le due Polizie cantonali, che permette di garantire il miglior servizio di polizia possibile all’interno della galleria del San Gottardo”.
Da parte sua il Consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi ha evidenziato che “il tunnel del San Gottardo rappresenta un punto nevralgico dell’asse tra il sud e il nord Europa, pertanto i due Cantoni limitrofi al massiccio hanno l’onore e l’onere di garantire un servizio di polizia di qualità, a favore della sicurezza stradale di tutto il Paese”.

 

Le Polizie della Svizzera e la Prevenzione Svizzera della Criminalità si associano per promuovere la prevenzione informatica

Le Polizie della Svizzera e la Prevenzione Svizzera della Criminalità si associano per promuovere la prevenzione informatica

Comunicato stampa

Il 17 giugno 2019 sarà avviata la campagna nazionale di prevenzione delle cyber-truffe dal titolo “E lei? Avrebbe detto di sì?”. Le polizie svizzere e la Prevenzione Svizzera della Criminalità (PSC) uniscono le loro forze per sensibilizzare la popolazione sui comportamenti corretti da adottare in Internet.
Lunedì 17 giugno, i quattro concordati delle polizie svizzere (RBT, PKNW, ZPKK, ostpol), Zurigo e la PSC lanceranno una campagna nazionale di prevenzione volta a sensibilizzare la popolazione sui potenziali rischi presenti in Internet.
In quest’ambito, a scadenza trimestrale saranno diffusi sui media sociali dei video dalla durata di circa un minuto ognuno. In quest’ambito saranno diffusi dei video sulle reti sociali, ognuno della durata di circa un minuto, a scadenza trimestrale. Nel 2019, i tre temi trattati saranno: le truffe sulle piattaforme di inserzioni (www.skppsc.ch/truffe-informatiche), la truffa romantica (Romance scam) e i “muli del denaro” (Money Mule).
Anche nel 2020 proseguirà la diffusione dei video che affronteranno altri tipi di truffe. Parallelamente, diverse azioni di sensibilizzazione saranno promosse nei cantoni (campagne d’affissione, distribuzione di cartoline postali, articoli di fondo pubblicati sui siti dedicati alla prevenzione, conferenze, ecc.).

“E lei? Avrebbe detto di sì?”
Questa nuova campagna metterà in luce la dicotomia fra il comportamento dei cittadini nella vita reale e in Internet. In una stessa situazione, il modo di agire della maggior parte delle persone sembra infatti essere diverso quando
naviga in Internet rispetto a quanto avviene nella vita “reale”. Certi atteggiamenti danno spesso luogo ad una cyber-vittimizzazione, con conseguenze finanziarie e psicologiche molto pesanti. L’obiettivo di questa campagna è anche di trasmettere quattro consigli generali sui comportamenti di base da adottare in Internet per minimizzare il rischio di essere o diventare vittima di un truffatore.
- Non fidatevi mai di una persona che conoscete solamente in Internet!
- Non trasmettete mai password e copie o scansioni di documenti ufficiali come passaporto, licenza di condurre, ecc.!
– Non divulgate mai foto intime o informazioni personali!
– Non versate mai acconti se non siete sicuri dell’affidabilità del vostro interlocutore!

Questo coordinamento nazionale si rivela necessario, in ragione del crescente aumento dei casi di criminalità informatica nel corso degli anni. Infatti, anche se le cyber-truffe non sono ancora rilevate in modo specifico dall’Ufficio federale di statistica (UST) e dalle polizie, le statistiche nazionali 2018 evidenziano un aumento delle truffe del 23%, gran parte del quale è ascrivibile alle cyber-truffe. Inoltre, le indagini giudiziarie a seguito di denunce da parte di numerose vittime sono spesso complesse a causa dell’internazionalità di Internet.

(Immagine da https://www.skppsc.ch)

Legge sulla prostituzione, il Consiglio di Stato approva le norme di attuazione

Legge sulla prostituzione, il Consiglio di Stato approva le norme di attuazione

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 7 giugno 2019 de La Regione

Sessantuno articoli che definiscono ‘in maniera chiara’ pure le competenze delle varie autorità
Norme in vigore dal prossimo 1° luglio

Ora c’è anche il Regolamento. Quello della nuova Legge sull’esercizio della prostituzione in Ticino. Lo ha approvato nella seduta dell’altro ieri il Consiglio di Stato. Legge e Regolamento entreranno in vigore il prossimo 1° luglio. Sessantuno articoli (il testo esce oggi sul Bollettino ufficiale delle leggi), il Regolamento, spiega il governo, “definisce in modo chiaro le autorità competenti per l’applicazione” delle nuove norme volte a regolamentare il mondo del sesso a pagamento. Il Dipartimento istituzioni sarà responsabile dell’attuazione della legge; il Dipartimento sanità e socialità per le disposizioni in materia di igiene, salute pubblica e prevenzione sanitaria; il Dipartimento finanze ed economia degli aspetti legati alla fiscalità (“Trattenuta e versamento dell’imposta forfettaria”). Ai Municipi, prosegue la nota del Consiglio di Stato, spetterà invece “il compito di verificare la conformità strutturale del locale erotico e degli appartamenti non soggetti ad autorizzazione in riferimento alle normative edilizie e pianificatorie”. Il governo ha inoltre stabilito in modo preciso “i doveri della figura del gerente responsabile del locale erotico”. Nelle prossime settimane i servizi del Dipartimento istituzioni informeranno “compiutamente e in maniera trasparente tutti gli attori toccati dalla nuova legge”. Legge la cui entrata in vigore era prevista inizialmente al 1° gennaio di quest’anno. Nella seduta dello scorso 28 novembre il Consiglio di Stato ha però deciso di posticiparne l’introduzione al 1° luglio: “In questo modo il Gruppo di lavoro ha potuto definire una serie di aspetti pratici legati in particolare alla difesa della salute pubblica, all’aiuto alle persone nella condizione di sfruttamento e alla lotta alla tratta di esseri umani come previsto da alcuni articoli della nuova legge”.

Negli ultimi anni la realtà della prostituzione in Ticino sembra tuttavia essersi nel frattempo ridimensionata. E ciò in particolare dopo l’operazione di magistratura e polizia denominata ‘Domino’. «Anche dopo la presentazione nel 2013 del primo messaggio sulla nuova legge, Dipartimento e polizia hanno dimostrato operativamente, anche a chi ha tentato di fare di quella prima proposta normativa un terreno di battaglia partitica nonché elettorale, che il vero e unico obiettivo era quello di aumentare i controlli su uno specifico ambito professionale, che ricordo è legale ma che come noto è esposto a una serie di pericoli», dichiara alla ‘Regione’ il consigliere di Stato e direttore delle Istituzioni Norman Gobbi. Il quale non ha dubbi: «La nuova legge si giustifica ed è necessaria per evitare di tornare a una situazione in cui alcuni si sentivano in diritto di fare tutto». Aggiunge Gobbi: «Si danno poi importanti strumenti ai Comuni per regolamentare dal punto di vista pianificatorio l’esercizio della prostituzione e questo è proprio per rispondere alle preoccupazioni delle comunità locali». Il Regolamento «è molto dettagliato e stabilisce, in modo assai chiaro, le competenze delle varie autorità e declina dal punto di vista operativo gli articoli della nuova legge».

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Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 6 giugno 2019 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11850860

Entrata in vigore della legge sulla prostituzione: il Governo approva il Regolamento

Entrata in vigore della legge sulla prostituzione: il Governo approva il Regolamento

Comunicato stampa

Nella sua seduta odierna il Consiglio di Stato ha approvato il nuovo regolamento sull’esercizio della prostituzione che definisce una serie di aspetti pratici relativi all’entrata in vigore dell’omonima legge, prevista il 1. luglio 2019.
Lo scorso 28 novembre il Governo aveva deciso di posticipare la data di entrata in vigore delle nuove disposizioni legislative concernente l’esercizio della prostituzione – inizialmente prevista per il 1. gennaio 2019 – al 1. luglio 2019.
In questo modo il Gruppo di lavoro ha potuto definire una serie di aspetti pratici legati in particolare alla difesa della salute pubblica, all’aiuto alle persone nella condizione di sfruttamento e alla lotta alla tratta agli esseri umani come previsto da alcuni articoli della nuova legge (art. 16-18).
Il Regolamento, composto da 61 articoli, definisce l’attuazione pratica delle nuove disposizioni stabilite nella legge. In particolare il Consiglio di Stato ha definito in modo chiaro le autorità competenti per l’applicazione del nuovo testo di legge e del relativo regolamento: il Dipartimento delle istituzioni è responsabile dell’attuazione della legge, il Dipartimento della sanità e della socialità per le disposizioni in materia di igiene, salute pubblica e prevenzione sanitaria, il Dipartimento delle finanze e dell’economia degli aspetti legati alla fiscalità (trattenuta e versamento dell’imposta forfettaria). Ai Municipi spetta invece il compito di verificare la conformità strutturale del locale erotico e degli appartamenti non soggetti ad autorizzazione in riferimento alle normative edilizie e pianificatorie. Inoltre il Governo ha pure stabilito in modo preciso i doveri della figura del gerente responsabile del locale erotico.
Nelle prossime settimane i servizi del Dipartimento delle istituzioni provvederanno a informare compiutamente e in maniera trasparente tutti gli attori toccati dalla nuova legge.

 

Riparte “Acque sicure”

Riparte “Acque sicure”

Da www.rsi.ch/news

Partita la campagna di prevenzione che per il 2019 propone alcune novità tra cui un concorso a premi

La campagna 2019 del programma di prevenzione “Acque sicure”, presentata venerdì mattina dal Dipartimento istituzioni, propone alcune novità. In particolare saranno posati nuovi cartelli per segnalare alcune zone di pericolo e si cercherà di coinvolgere nella sensibilizzazione anche i bagnanti con uno speciale concorso a premi.

Con l’avvicinarsi della bella stagione, durante la quale le rive di fiumi e laghi ticinesi diventano meta prediletta di residenti e turisti, il Dipartimento diretto da Norman Gobbi, intende, anche quest’anno, attirare l’attenzione dei bagnanti sulle regole che permettono di evitare comportamenti a rischio e incidenti.

Norman Gobbi ha ricordato che “garantire la sicurezza per persone e beni è un compito essenziale dello Stato”. Proprio in quest’ottica il Dipartimento delle istituzioni nel corso degli anni ha sviluppato un concetto di sicurezza a 360 gradi, nel quale rientrano anche le campagne di sensibilizzazione come “Acque sicure”.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Riparte-Acque-sicure-11826626.html

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Da www.tio.ch

Nove morti in un anno. Simulata la tragedia nell’acqua

Prove di salvataggio durante la presentazione della nuova campagna “Acque Sicure”. Ma l’obiettivo è evitare che i soccorsi debbano intervenire»

Nove morti di cui cinque direttamente in acqua e quattro in seguito a un incidente / infortunio. È con queste cifre che la polizia lacuale ha presentato la nuova campagna di prevenzione “Acque Sicure”. La presentazione ha avuto luogo in Valle Verzasca, dove tutto ebbe inizio con la campagna “Fiumi Sicuri” all’inizio di questo millennio.

«Solo nella zona di Aquino abbiamo avuto 86 interventi, 18 morti e, a memoria, negli ultimi 25 anni soltanto una ragazza è riuscita ad uscire indenne dalla cascata dell’Orrido», indica Marcel Luraschi, Sergente Maggiore Capo della Polizia Lacuale. «Qui c’è l’unico punto in cui si pensa di poter attraversare il fiume in tranquillità. Purtroppo il fondale è viscido, ci sono molte alghe e la possibilità di aderenza, anche con scarpe è minima».

«Una maestosa bellezza come questa può nascondere dei rischi mortali», sottolinea a sua volta il Consigliere di Stato Norman Gobbi. «L’obiettivo è di evitare che i soccorsi debbano intervenire. La prevenzione è necessaria perché il Ticino è da sempre meta di turisti, ma anche i ticinesi usufruiscono di montagne, corsi d’acqua e laghi».

https://www.tio.ch/ticino/attualita/1372664/nove-morti-in-un-anno-simulata-la-tragedia-nell-acqua