Un “Canaletto” in sicurezza tra Italia e Svizzera

Un “Canaletto” in sicurezza tra Italia e Svizzera

Un dipinto raffigurante una veduta del Canal Grande di Venezia attribuito alla Scuola del celebre pittore Antonio Canal detto il Canaletto, ma che potrebbe essere anche opera del grande maestro, è stato consegnato oggi dalla Polizia cantonale presso il Centro di cooperazione di polizia e doganale (CCPD) di Chiasso ai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Monza, affinché possa essere riconsegnato al legittimo proprietario. 

L’opera d’arte, oggetto di una appropriazione indebita risalente al 2005, era stato sequestrato nel maggio del 2010 a Chiasso nell’ambito di una domanda di assistenza giudiziaria internazionale nei confronti di diverse persone, per titolo di associazione per delinquere, truffa, ricettazione e riciclaggio. 

Accertato come anche in Svizzera tali persone erano sospettate di aver commesso dei reati, una procedura autonoma era stata aperta dal Ministero Pubblico del Canton Ticino. Presso uno spedizioniere di Chiasso e in una abitazione secondaria a Maroggia erano stati messi sotto sequestro diversi dipinti di artisti famosi, fra i quali opere di Picasso, El Greco, Tintoretto, Toulouse-Lautrec, Goya, Gino Rossi, Canaletto ed altri. 

A distanza di oltre un decennio, accertato come il dipinto fosse oggetto di una appropriazione illecita e cresciute in giudicato le varie sentenze delle autorità italiane e svizzere, è stato quindi formalmente dissequestrato a favore del legittimo proprietario.

Convenzioni di polizia quasi a tetto

da la Regione del 10 marzo 2016

Se all’inizio dello scorso settembre erano una settantina, oggi sono 108 i Comuni che hanno ottenuto l’OK del Consiglio di Stato alle convenzioni che traducono in realtà la nuova legge.

Se all’inizio dello scorso settembre erano una settantina, oggi sono più di cento: 108 per la precisione. Tanti sono i Comuni che hanno ottenuto l’ok del Consiglio di Stato alle loro convenzioni stipulate in esecuzione delle disposizioni della LcPol, la Legge sulla collaborazione tra la Polizia cantonale e le Polcomunali. Secondo quest’ultima, gli enti locali che non hanno un Corpo di polizia ‘strutturato’ (minimo cinque agenti più il comandante) devono stringere una convenzione con il Comune polo della regione di Polizia comunale alla quale appartengono. Oppure, sempre all’interno della regione, con il Comune che dispone di una polizia strutturata. Questo nel rispetto di un principio introdotto dalla LcPol: tutti i Comuni contribuiscono al finanziamento dei costi legati alla sicurezza. Una volta approvati dai legislativi comunali interessati, gli accordi finiscono sotto la lente della Sezione enti locali (Sel), che li sottopone poi al governo per la ratifica. Ebbene, segnala il Dipartimento istituzioni in una nota, “attualmente sono 108” i Comuni le cui convenzioni hanno ricevuto dal Consiglio di Stato luce verde. “Due” Comuni sono in attesa della ratifica: si tratta, stando a nostre informazioni, di Rovio e Arbedo-Castione. Per quanto riguarda il primo, la convenzione è con Mendrisio. Nel caso di Arbedo-Castione, l’accordo è con Bellinzona. All’appello manca “un solo Comune”, il quale, fa sapere il Dipartimento, “deve ancora portare a termine la procedura”. Il Comune in questione è Moleno.

L’operazione convenzioni sta dunque per concludersi. Anche perché, ricorda il Dipartimento con riferimento ai Comuni della Verzasca, “dopo l’annullamento da parte del Tribunale federale del decreto legislativo di aggregazione”, nel dicembre 2015 la Sel “ha ratificato l’accordo transitorio di collaborazione” fra il Corpo di polizia strutturata del Piano, con sede a Gordola, e i Comuni di “Brione Verzasca, Corippo, Frasco, Sonogno e Vogorno”. In merito alle Tre Valli, il Dipartimento rammenta che il Municipio di Biasca “ha licenziato il messaggio relativo alla convenzione con il Cantone concernente le modalità di collaborazione e di conduzione del posto di polizia misto”, dove operano insieme agenti della Polcantonale e agenti comunali.

Collaborazione tra Polizia cantonale e Polizie comunali: aggiornamento

Collaborazione tra Polizia cantonale e Polizie comunali: aggiornamento

In attesa del rinnovo dei poteri comunali il prossimo 10 aprile, il Dipartimento delle istituzioni ha informato nei giorni scorsi i Comuni membri della Conferenza consultiva sulla sicurezza in merito allo stato di avanzamento della riforma che ha interessato le Polizie comunali e la loro collaborazione con la Polizia cantonale. In particolare, è stato fornito un aggiornamento sulle convenzioni fin qui ratificate dal Governo negli 8 poli regionali.
Si rammenta che il 1. settembre 2015 è entrata a regime la Legge sulla collaborazione fra la Polizia cantonale e le Polizie comunali (LCPol), che mira a migliorare il coordinamento degli interventi garantendo maggiore efficacia operativa e un’ancora più vasta copertura di intervento sull’intero territorio cantonale.
Attualmente, sono 108 i Comuni che hanno ottenuto la ratifica della propria convenzione dal Consiglio di Stato, mentre 2 Comuni hanno già presentato un’istanza alla Sezione degli enti locali e di ricevere il via libera. Un solo Comune deve invece ancora portare a termine la procedura.
Per quel che concerne i Comuni della Verzasca, dopo l’annullamento da parte del Tribunale federale del Decreto legislativo di aggregazione del Comune, il 2 dicembre 2015 la Sezione degli enti locali ha ratificato l’accordo transitorio di collaborazione tra la Polizia «del Piano» e i Comuni di Brione Verzasca, Corippo, Frasco, Sonogno e Vogorno. Infine, non vi sono novità sostanziali per quanto riguarda le Tre Valli: come già annunciato negli scorsi mesi, il Municipio di Biasca ha licenziato il messaggio relativo alla Convenzione con il Cantone concernente le modalità di collaborazione e di conduzione del Posto di polizia misto.
Queste, in sintesi, le ultime convenzioni stipulate dai Comuni:
Regione I – Il Consiglio di Stato ha ratificato la convenzione tra il Comune-polo di Chiasso e i Comuni di Balerna, Morbio Inferiore, Novazzano e Vacallo.
Regione II – Il Consiglio di Stato ha ratificato le convenzioni tra il Comune-polo di Mendrisio e i Comuni di Coldrerio e Stabio.
Regione III – Il Consiglio di Stato ha ratificato la convenzione tra il Corpo intercomunale denominato «Polizia del Vedeggio» e i Comuni di Isone, Lamone, Torricella-Taverne, Mezzovico-Vira, Cadempino, Monteceneri e Bedano.
Regione V – Il Consiglio di Stato ha ratificato la convenzione tra il Comune-polo di Bellinzona e i Comuni di Preonzo, Gorduno, Lumino, Monte Carasso, Sementina, Claro e Gnosca.
Regione VI – Il Consiglio di Stato ha ratificato la convenzione tra la Polizia comunale denominata «del Piano» e il Comune di Brione sopra Minusio.
Il prossimo incontro della Conferenza consultiva sulla sicurezza si terrà venerdì 3 giugno 2016.

Caso eccezionale

Caso eccezionale

Da La Regione del 8 marzo 2016

Camion di traverso sul Ceneri. Caos. Ticino spezzato in due. Tutto per una nevicata sì straordinaria, ma ampiamente prevista. Un’emergenza ben gestita? «Esistono sempre margini di miglioramento. Tuttavia – risponde il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi – è stato un evento eccezionale. E ci sono stati agenti che hanno lavorato ore e ore sotto la neve per ripristinare la circolazione». Tra questi, quelli che avrebbero dovuto bloccare il camion prima della rampa del Ceneri. «Il veicolo è stato fermato dalla Polizia cantonale. Quando ha visto passare gli spazzaneve è però ripartito di sua iniziativa». Nessun ‘mea culpa’? «La situazione è stata gestita impiegando i mezzi a disposizione. Ricordo poi che siamo il cantone più motorizzato e, malgrado l’annuale opera di prevenzione e sensibilizzazione, c’è chi decide di mettersi al volante anche se non adeguatamente equipaggiato. In tali situazioni – conclude Gobbi – ognuno dovrebbe limitare i suoi movimenti. Ho rimproverato pure mia madre che si era messa in strada». «Sono state messe in campo – rileva dal canto suo il capo del Dipartimento del territorio Claudio Zali – tutte le forze disponibili per lo sgombero della neve. Poi è capitata una giornata storta». Una giornata storta durante la quale è nuovamente emersa «la debolezza strutturale del nostro sistema viario». Ma non ci si è ‘svegliati tardi’ con gli spazzaneve? «No. È stato – ricorda Zali – un evento intenso. Con le forze a disposizione, ostacolate anch’esse dai problemi viari, non siamo riusciti a fare meglio».

Centro di pronto intervento di Mendrisio: contributo del Cantone per gli spazi destinati alla Polizia cantonale

Centro di pronto intervento di Mendrisio: contributo del Cantone per gli spazi destinati alla Polizia cantonale

Il Governo ha licenziato oggi il messaggio che propone uno stanziamento di 13,4 milioni di franchi per realizzare gli spazi destinati alla Polizia cantonale nel futuro Centro di pronto intervento del Mendrisiotto. Il credito consentirà di procedere all’acquisto degli spazi all’interno dello stabile – secondo la formula della proprietà per piani – e di progettare ed eseguire i lavori necessari che saranno ultimati nel corso del 2020.
L’insediamento della Polizia cantonale all’interno del Centro di pronto intervento di Mendrisio – dove opereranno i reparti della Gendarmeria e della Polizia giudiziaria, in collaborazione con la Polizia comunale – si inserisce nella strategia portata avanti dal Dipartimento delle istituzioni negli ultimi anni il cui obbiettivo è di accrescere la sicurezza aumentando il presidio delle forze dell’ordine sul territorio.
Grazie alla nuova collocazione, gli agenti avranno a disposizione spazi adeguati alle loro esigenze e i cittadini del Mendrisiotto potranno così contare su una presenza costante e rafforzata nonché su una migliore distribuzione della Polizia cantonale a sud del nostro Cantone. L’opera è progettata e realizzata in stretta collaborazione con la Città di Mendrisio e prevede la condivisione di alcune attività, in particolare nella gestione dell’utenza e nelle attività di condotta grazie ad un’unica centrale operativa e alla creazione di un unico sportello.
Il Centro di pronto intervento di Mendrisio permetterà in particolare di:
– migliorare la distribuzione degli agenti nel Sottoceneri, creando una nuova sede per i Reparti di pronto intervento, in sostituzione della sistemazione transitoria e inadeguata di Chiasso;
– contrastare l’incremento della criminalità nel Mendrisiotto, grazie a un Centro regionale che assicuri maggiori risorse nell’ambito della sicurezza;
– aumentare il supporto al Corpo guardie di confine federale nella fase di intervento – fermo di persone colpite da mandati di cattura, ricerche, ecc. – con l’avvicinamento della sede di polizia ai valichi utilizzati per l’ingresso clandestino;
– favorire la collaborazione e le sinergie con la Polizia comunale e gli altri enti di Pronto intervento presenti nel centro, a garanzia di un impiego coordinato e razionale;
– predisporre spazi logistici adeguati per la gestione dei fermi di polizia, incrementati notevolmente con l’introduzione del nuovo Codice di procedura penale;
– razionalizzare le risorse disponibili – personale, apparecchiature, investimenti – garantendo la presenza sull’arco delle 24 ore e riducendo i tempi di intervento;
– accrescere l’integrazione delle forze dell’ordine nel tessuto sociale, la conoscenza del territorio e la presenza capillare sul terreno.

Il progetto del Centro di pronto intervento di Mendrisio sarà costruito in due tappe, eseguite consecutivamente. In quest’ottica, l’insediamento della Polizia cantonale è previsto al termine della seconda fase realizzativa; insediamento che consentirà ai circa 60 agenti che occuperanno gli spazi di essere operativi 24 ore su 24.

Il Centro di pronto intervento rappresenta quindi un ulteriore passo avanti per le forze dell’ordine, che, grazie a una sistemazione logistica al passo coi tempi e in posizione strategica, saranno in grado di garantire alla popolazione del Mendrisiotto più sicurezza sul territorio e – di riflesso – una migliore qualità di vita. Un tassello fondamentale nella strategia globale di aumento della sicurezza dell’intero Cantone e di tutti i cittadini, che costituisce e costituirà sempre uno degli obiettivi prioritari del Governo.

Al via una campagna di sensibilizzazione per combattere i nuovi pericoli della strada

Al via una campagna di sensibilizzazione per combattere i nuovi pericoli della strada

Il sempre più diffuso utilizzo dei telefonini di nuova generazione durante i tragitti in automobile o con altri mezzi di trasporto aumenta il rischio di disattenzione da parte dei conducenti: nell’ambito del programma di prevenzione «Strade più sicure», il Dipartimento delle istituzioni e la Polizia cantonale – in collaborazione con le Polizie comunali e la Zurigo assicurazioni – avvieranno quindi da oggi un’azione di prevenzione che si protrarrà sino a primavera.
Sulla rete stradale ticinese si sono verificati durante lo scorso anno 4.026 incidenti della circolazione, con 12 decessi (+50% rispetto al 2014) e 227 feriti gravi. Dati preoccupanti, che impongono di mantenere alta la prevenzione e di combattere contro i nuovi pericoli della strada, fra i quali spicca l’uso dei telefonini di nuova generazione al volante. Questa infrazione è infatti sempre più frequente: uno studio nazionale del 2011 mostrava che il 40% dei conducenti telefona quando guida, il 30% scrive o legge messaggi e il 50% inserisce la destinazione nel navigatore solo quando sta già viaggiando. In Ticino, l’utilizzo del cellulare senza dispositivo «mani libere» è la seconda causa di infrazioni del codice stradale – con 3.998 le persone multate nel 2015 solo dalla Polizia cantonale.
La campagna di sensibilizzazione promossa dal Dipartimento delle istituzioni e dalla Polizia cantonale – in collaborazione con le Polizie comunali e la Zurigo assicurazioni – prevede quindi una serie di misure informative e interventi sul territorio per incentivare l’utilizzo dei dispositivi «mani libere» da parte dei conducenti, ma non solo. L’intento è infatti anche di rendere attenti pedoni e ciclisti sui pericoli che corre chi attraversa la strada o pedala osservando lo schermo del telefonino o indossando cuffie che isolano dai rumori e dai suoni del traffico. La campagna di sensibilizzazione si rivolge quindi a tutti gli utenti della strada, ma si concentra sui giovani conducenti tra i 18 e i 24 anni, poiché solo il 40% dei neopatentati percepisce l’uso del cellulare alla guida come un intralcio alla sicurezza stradale – un valore addirittura in diminuzione rispetto agli ultimi anni.
Scrivere un breve SMS o scattarsi un «selfie» a 100 km/h equivale a guidare a occhi chiusi per 400 metri, e nei pochi secondi in cui lancia un’«app» un conducente procede a zig zag, come se fosse sotto l’influsso dell’alcool. Il Dipartimento delle istituzioni, la Polizia cantonale e le Polizie comunali ricordano perciò che l’impiego del cellulare alla guida è ammissibile solo quando il veicolo è parcheggiato. La multa ordinaria ammonta a centro franchi ma in determinati casi può arrivare anche a 600 franchi o alla pena detentiva, a seconda del grado di pericolo che l’automobilista ha creato. In caso di incidenti provocati da violazioni particolarmente gravi, il pacchetto di misure «Via Sicura» prevede inoltre che l’assicuratore eserciti il regresso dalle proprie prestazioni.

I nuovi agenti dichiarano fedeltà alla Costituzione e alle leggi

I nuovi agenti dichiarano fedeltà alla Costituzione e alle leggi

47 in totale gli agenti delle polizie comunali e della Cantonale, 9 i diplomati della Scuola agenti di custodia SAC 2015

Ha avuto luogo questo pomeriggio presso il Palazzo dei Congressi a Lugano la cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte degli agenti diplomati alla Scuola cantonale di polizia SCP 2015 (26 della Polizia cantonale e 21 delle Polizie comunali) e della Scuola agenti di custodia SAC 2015 (9 nuovi agenti). Presenti le autorità cantonali, luganesi e delle forze di polizia.

Scuola agenti di custodia SAC 2015

Cavalieri Selene – L’Abbate Stefano – Negro Andrea – Papale Gian Luca – Pierin Fabio – Rocca Francesco – Velievski Sabri – Weiss Michel – Zukanovic Ferhad.28

Polizia cantonale

Abate Patrick – Armanini Sonny – Bandettini Dario – Beneventi Benny-Ben – Betar Maverick – Bialik Stefan – Bianchi Elia – Boo Simone – Bottelli Nico – Culap Marko – Da Dalt Mattia – Gago Ruben – Galante Aldo – Grisetti Milo – Keller Lars – Kurz Giorgio – Lovatti Loris – Markic Ante – Moscaroli Antonella – Quattrone Davide – Rusconi Nicola – Valsecchi Elia – Vërshefci Valdet

Polizia cantonale PG

Büyükdag Adam – Grandi Andrea

Polizia comunale Lugano

Calderoni Simone – Fassora Aris – Peyer Jean-Philippe – Vladisavljevic Blagisa

Polizia comunale Bellinzona

Botta Simone

Polizia comunale Mendrisio

Ferreira Correia Diego – Leoni Mosè – Russbach Mattia

Polizia comunale Chiasso

Karrer Pascal

Polizia comunale Locarno

Debernardi Joel – Demaldi Ian – Morais da Silva Patrick

Polizia comunale Ceresio nord

Pagano Antonio

Polizia comunale Muralto-Minusio

Balenovic Dejan – Parackal Vinod

Polizia comunale Losone

Gehrig David

Polizia comunale Ascona

Francetti Loran

Polizia comunale Torre di Redde

Cordonier Michel

Polizia comunale Malcantone Ovest

Ambrosetti Flavio

 

Novità sul centro di controllo

Novità sul centro di controllo

Da LaRegione del 25 febbraio 2016, una mia intervista a cura di Simonetta Caratti

Nuovo passo per il centro di controllo dei Tir a Giornico: il Governo vuole contribuire al risanamento del terreno. Intanto la ‘Stradale’ è in affanno.

Merci pericolose su Tir, bloccati prima del San Gottardo; autisti assonnati obbligati a fermarsi; Tir coi freni assenti… Ogni settimana la Polizia stradale toglie dall’autostrada potenziali camion-bomba in un Ticino attraversato, ogni giorno, da circa 3’000 camion. Solo il 4% dei 600mila transiti annui viene controllato da una Polizia stradale in affanno: nel 2015 non ha rispettato il mandato della Confederazione che impone di controllare 12mila Tir l’anno. Siamo sotto del 25%. Si può fare meglio? Risponde il capo del Dipartimento istituzioni, Norman Gobbi che anticipa novità sul centro di controllo del traffico pesante a Giornico.

Perché la Stradale non riesce a rispettare il mandato federale?

Facciamo i controlli, ma effettivamente non siamo riusciti a raggiungere la quota fissata dal mandato federale. Non si tratta però di una volontà politica. Anzi, la ritengo una situazione preoccupante, perché comporta pure un mancato guadagno dovuto a una prestazione non effettuata. Una situazione alla quale l’ufficiale responsabile deve trovare una soluzione migliorando la pianificazione del suo settore.

Ma ci sono le condizioni o gli agenti della Stradale vengono deviati su altri compiti invece di controllare i Tir?

Come tutti gli agenti del Corpo sono chiamati ad adempiere numerosi compiti di polizia, che effettivamente sono accresciuti: cito ad esempio la sicurezza alle manifestazioni sportive. A breve si terrà pure un processo per terrorismo al Tribunale federale, dove dovremo investire diverse risorse. I compiti aumentano. E malgrado ciò, c’è chi dice che abbiamo troppi agenti!

Meno radar e più verifiche dei Tir?

È compito dell’ufficiale responsabile del reparto pianificare al meglio le attività, mettendo al centro la sicurezza sulle strade. Posso solo rimarcare che riceviamo di frequente reclami di autotrasportatori locali che lamentano troppi controlli ai Tir. Va trovato il giusto equilibrio.

Da tempo si discute del centro di controllo del traffico pesante a Giornico: ad Erstfeld c’è da 5 anni, in Ticino non si è perso troppo tempo?

Si tratta di una situazione complessa per la quale il Consiglio di Stato si è attivato al fine di favorire questo importante progetto. Il governo presenterà prossimamente un messaggio per sciogliere il nodo dei costi di risanamento del terreno, sul quale sarà edificato il nuovo centro di controllo. Si propone una partecipazione del Cantone.

Più sicurezza nel Mendrisiotto grazie al Centro di pronto intervento

Dal Mattino della Domenica del 22bfebbraio 2016

Un progetto che s’inserisce nella strategia volta ad aumentare la sicurezza sul territorio

Tutti i cittadini del Mendrisiotto, tutti i Momò, sanno benissimo cosa significa quando parlo dell’importanza di garantire la sicurezza sul territorio. Questo poiché, rispetto ad altre zone del Cantone, questa regione è maggiormente esposta a fenomeni come ad esempio il frontalierato dei furti, che toccano purtroppo da vicino i cittadini. Fenomeni che vanno combattuti con forza alfine di rendere il nostro Cantone ancora più sicuro e di conseguenza i cittadini più tranquilli. Negli ultimi anni è stata portata avanti dal Dipartimento delle istituzioni da me diretto una strategia che persegue l’obiettivo di accrescere la sicurezza nell’intero Cantone, aumentando il presidio del territorio. Dal rafforzamento della Polizia cantonale, sia in termini di uomini che di mezzi, alla regionalizzazione della Gendarmeria – con il I° Reparto situato proprio nel Mendrisiotto e attivo 24 ore su 24 –, volta a riportare gli agenti sul terreno, passando per il miglioramento della collaborazione tra le forze dell’ordine. Questi i pilastri di questa strategia che ha permesso di ottenere dei risultati positivi. Ma la guardia non deve mai essere abbassata, anzi: occorre infatti continuare a lavorare affinché sia garantita una sempre maggior sicurezza ai cittadini, ogni giorno.

Il reparto della Gendarmeria del Mendrisiotto è al momento situato a Chiasso, in attesa di trasferirsi nel nuovo Centro di pronto intervento di Mendrisio, per il quale il Municipio del Comune ha di recente stanziato un credito di oltre 20,5 milioni di franchi per la realizzazione della seconda parte del progetto. Il Centro di Pronto intervento sarà sostenuto anche dal Governo, dato che lo stesso ospiterà la Polizia cantonale, permettendo di riunire sotto un unico tetto quest’ultima insieme alla Polizia comunale, ai Pompieri e alla Protezione civile. Una vicinanza che consentirà quindi di accrescere la sicurezza nel Mendrisiotto grazie ad una migliore e più efficace collaborazione tra i diversi partner. Il progetto in questione rappresenta un tassello fondamentale della politica di sicurezza intrapresa negli ultimi anni. Un segnale concreto da parte delle Autorità, in questo caso specialmente rivolto a tutti i cittadini del Mendrisiotto, che a giusta ragione chiedono maggior sicurezza e un miglior presidio della loro splendida regione.

Il nuovo Centro di pronto intervento di Mendrisio rappresenterà un chiaro punto di riferimento per tutto il Popolo Momò. Un punto di riferimento visibile sul territorio, che avvicinerà pure le Istituzioni al cittadino, dimostrando a quest’ultimo che le Autorità lavorano e collaborano insieme alfine di garantire la sua sicurezza. Un aspetto, quello della vicinanza delle Istituzioni nei confronti della cittadinanza, che ho sempre messo al centro della politica intrapresa in questo ambito in qualità di Direttore del Dipartimento delle istituzioni. Questo poiché ritengo che la sicurezza sia un bene primario per il quale tutti noi siamo chiamati a fornire il nostro contributo: dalle Autorità fino ai cittadini che, come non mi stancherò mai di ripetere, costituiscono delle preziose sentinelle sul territorio. Avanti così dunque, per una sempre maggior sicurezza del Mendrisiotto, dell’intero Ticino e di tutti i Ticinesi!

«Strade più sicure»… anche a Carnevale

«Strade più sicure»… anche a Carnevale

Il Dipartimento delle istituzioni comunica che anche per l’edizione 2016 del Carnevale Rabadan di Bellinzona sarà raddoppiata l’offerta del servizio di trasporto Nez Rouge, nell’ambito del programma di prevenzione «Strade più sicure». Accanto all’abituale postazione in partenza dalla Città turrita, nelle sere di giovedì 4, venerdì 5 e sabato 6 febbraio saranno inoltre a disposizione equipaggi supplementari alla stazione FFS di Lugano.

L’offerta speciale curata da Nez Rouge a Lugano è pensata per le persone che parcheggiano al «Park and Rail» della stazione FFS per recarsi al Carnevale bellinzonese con il treno, e che al ritorno nel Sottoceneri – per qualunque motivo – non si sentono di guidare l’automobile. Il servizio sarà in funzione nelle prime tre serate del Rabadan, dall’una di notte alle sei del mattino. Per approfittare del servizio basterà scaricare la App gratuita o chiamare il numero di telefono 0800 802 208.

L’iniziativa, promossa da «Strade più sicure», mira a ridurre il rischio di incidenti stradali durante il periodo del Carnevale, sensibilizzando in particolare i conducenti sull’importanza di non mettersi al volante se per qualsiasi motivo – stanchezza, alcool o semplicemente perché non si sentono sicuri – non sono più in grado di padroneggiare il veicolo. Non va mai dimenticato che la guida in stato di ebbrezza rappresenta tuttora la seconda causa di incidenti stradali nel nostro Cantone e la principale causa di mortalità tra i giovani conducenti; ciò, malgrado i positivi risultati ottenuti sul piano nazionale nell’ultimo decennio grazie alle modifiche normative – l’abbassamento tasso alcolemico massimo consentito alla guida, dallo 0.8‰ allo 0.5‰, ha infatti permesso di ridurre del 40% il numero di incidenti.

Le cifre sull’attività dell’associazione senza scopo di lucro Nez Rouge – a vent’anni dalla sua nascita – mostrano d’altra parte il crescente gradimento dei ticinesi per questa offerta: sono quasi mille gli utenti che hanno beneficiato del servizio gratuito di accompagnamento a domicilio durante tutto lo scorso anno, per un totale di oltre 24.500 chilometri percorsi. Nel solo dicembre 2015 i servizi effettuati sono aumentati del 59%, rispetto allo stesso mese del 2014; sono state riaccompagnate il 43% di persone in più, malgrado una riduzione del numero di volontari disponibili rispetto all’anno precedente. In netta crescita (+67%) anche le distanze coperte da Nez Rouge nel periodo festivo: gli equipaggi hanno infatti percorso 3.044 km in più di quelli effettuati un anno prima.

Proprio per il volume crescente della sua attività, l’associazione resta alla costante ricerca di nuovi volontari, in particolare nel periodo del Carnevale, per rispondere alle numerose richieste. Chi fosse interessato può annunciarsi all’indirizzo di posta elettronica info@nezrougeticino.ch.