Editoriale apparso sul “Giornale del Popolo” di mercoledì 5 novembre 2014:
Editoriale apparso sul “Giornale del Popolo” di mercoledì 5 novembre 2014:
Servizio di (C) TeleTicino
Il Dipartimento delle istituzioni conferma l’avvenuta partenza volontaria dalla Svizzera dei padri genitori e dei due bambini scolarizzati dal Comune di Gambarogno. Contrariamente a quanto pubblicato oggi sul quotidiano La RegioneTicino, contro i due bambini e rispettivi padri di origine ecuadoriana e al beneficio di una carta di soggiorno spagnola, non è stata ordinata nessuna espulsione coercitiva o consegnato un “foglio di via”.
La strumentalizzazione a mezzo stampa della vicenda inerente la scolarizzazione dei bambini ecuadoriani con passaporto spagnolo nel Comune di Gambarogno permette di osservare come la campagna in vista delle prossime elezioni cantonali sia ormai entrata nel vivo, e come alcune forze politiche cerchino di sfruttare queste occasioni per fare propaganda, dipingendomi come “l’orco cattivo” del Canton Ticino.
Attuazione dell’iniziativa «Contro l’immigrazione di massa». Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha partecipato oggi pomeriggio a Berna a una seduta della Commissione istituzioni politiche del Consiglio Nazionale (CIP-N), nell’ambito dei lavori di attuazione del nuovo articolo costituzionale 121a, legato alla votazione popolare del 9 febbraio scorso sull’iniziativa «Contro l’immigrazione di massa».
Da ieri l’Ufficio della migrazione dispone di uno specifico settore giuridico, il quale, tra gli altri suoi compiti, avrà quello di ricevere le segnalazioni di eventuali irregolarità o di violazioni alle normative sugli stranieri provenienti sia dall’Amministrazione cantonale sia dai Comuni. È la Sezione della popolazione a informare i Municipi di questa novità con una circolare.
Il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni: “Più agenti per migliorare la sicurezza nelle zone di confine. E continueremo con le operazioni di polizia”. Con l’esplosione dell’immigrazione clandestina di questi mesi, tutta Europa si sta confrontando con il tema della sicurezza. Specialmente in Ticino, porta d’accesso per i clandestini che dall’Italia si dirigono verso Nord.
Il delegato cantonale Francesco Mismirigo promuove “l’approccio realistico” del consigliere leghista
Vi ringrazio per l’invito a partecipare ancora una volta a un dibattito così importante. Per parlare di integrazione oggi farò riferimento a una città che negli ultimi anni ha continuato a ridefinirsi: Lugano. Una nuova Città, dapprima polo urbano e finanziario, poi nel 2004 con l’unione di Gandria, Città di frontiera, ed ora anche Comune almeno in parte di Valle, con le ultime aggregazioni. Un esempio dove aggregare significa garantire nuove opportunità di sviluppo alle periferie e quindi integrazione di più identità territoriali e culturali.
Con l’esplosione dell’immigrazione clandestina di questi mesi, tutta Europa si sta confrontando con il tema della sicurezza. Specialmente in Ticino, porta d’accesso per i clandestini che dall’Italia si dirigono verso Nord. Sfide che vedono molto impegnate le autorità ticinesi, che si stanno adoperando per coordinare al meglio le risorse disponibili, come spiega il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi.