Visita alla Imerys Graphite & Carbon di Bodio

Visita alla Imerys Graphite & Carbon di Bodio

Il Dipartimento delle istituzioni informa che il Consigliere di Stato Norman Gobbi, nella serie di incontri volti a meglio conoscere il tessuto imprenditoriale ticinese delle regioni periferiche, si è recato giovedi scorso in visita alla Imerys Graphite & Carbon di Bodio, un centro di competenza mondiale specializzato nella produzione di grafite sintetica, un minerale che si adatta benissimo alla sostenibilità ambientale e alle più moderne tecnologie per l’ottima conducibilità elettrica.

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni si è intrattenuto con l’Ing. Edo Rossetti, Direttore e responsabile della produzione di Bodio e il Dott. Davide Cattaneo, già Direttore della Business Unit Graphite & Carbon di Imerys e attuale Direttore dello Sviluppo Industriale e Innovazione della stessa divisione del gruppo. Con loro si è presa conoscenza dell’attività dell’azienda, caratterizzata da un forte orientamento al cliente grazie a una generazione di prodotti altamente personalizzati. La produzione di Bodio viene venduta nei cinque Continenti, con un tasso di esportazione del 99%.

Fondata nel 1908 con il nome Officine del Gottardo, per iniziativa dell’Ing. Agostino Nizzola, per essere poi acquisite dalla Lonza nel 1924 e svilupparsi successivamente come Timcal nel 1994 e scalare le classifiche internazionali diventando leader nel settore della ricerca, produzione e commercializzazione di grafite sintetica, dallo stesso anno è un’azienda del gruppo francese Imerys, già Imetal. Nel 1999 lo stabilimento di Bodio è stato trasformato nella sede manageriale, di ricerca e di sviluppo e di marketing di tutta la divisione Imerys Graphite & Carbon, con succursali in Germania, Belgio, Canada, Cina e Giappone. I prodotti sono venduti in tutto il mondo, anche in Cina che è il primo produttore mondiale di grafite naturale. In molte batterie dei cellulari, in molte pile alcaline, nei computer e negli elettrodomestici troviamo la grafite sintetica prodotta a Bodio; ciò che dimostra l’alta competitività sviluppata in oltre 100 anni di storia dell’azienda.
Nella sede di Bodio lavorano 223 collaboratori di 16 nazionalità diverse.

L’occasione è stata inoltre propizia per visitare gli stabilimenti produttivi e per approfondire quanto le interazioni Stato-imprenditoria possano essere ulteriormente migliorate al fine di facilitare l’attività imprenditoriale nelle zone periferiche del nostro Cantone. Già presente con materiali a base di carbonio per le batterie agli ioni di litio sul mercato delle automobili ecologiche e ibride, oggi l’azienda sta già pensando alle auto elettriche del domani e, pur con tutte le incertezze del mercato, ha in programma molti investimenti, sperando in condizioni quadro maggiormente favorevoli.

Combattenti europei in Siria­e Irak: un pericolo per noi

Combattenti europei in Siria­e Irak: un pericolo per noi

Lavorare in profondità per consolidare la nostra sicurezza.

La cronaca mon­diale di questa setti­mana è stata stra­volta dalla brutale strage di Parigi e dagli eventi che so­no seguiti che han­no fatto oltre una ventina di morti. La Francia, quinta potenza mondiale a livello militare-strategico, è stata colpita nel suo cuore. Un fatto che solleva diversi dubbi sulla reale ca­pacità di controllare i cosidetti ‘fo­reign fighters’, ossia europei e stranieri residenti in Europa che si recano per combattere nei territori oggetto di conflitti armati in cui l’ISIS è coinvolta, ma non solo. Dubbi più che legittimi, dopo quanto indicato dal ministro degli Interni italiano Angelino Alfano…

Lo scorso 17 dicembre, il ministro francese degli Interni Bernard Caze­neuve ha indicato al Parlamento tran­salpino che il numero di francesi e di stranieri residenti in Francia coinvolti, attivi o che si sono resi nei territori di conflitto in Siria ed in Irak sono circa 1’200: la cifra più alta d’Europa, ma solo al terzo posto se il numero viene riportato in base alla popolazione resi­dente. Infatti, il record va al Paese che più di tutti ha accolto numerosi siriani e migranti provenienti dal Medio Oriente: la Svezia, con oltre 30 com­battenti per milione di abitanti. Il paese scandinavo è seguito da un’altra na­zione che ha spalancato le sue porte alla migrazione da questi territori, il Belgio, con oltre 25 combattenti per milione di residenti. La Francia si situa in terza posizione, evidentemente per la sua importante popolazione resi­dente, con circa 20 combattenti per mi­lione di persone che vi risiedono.

La Svizzera, secondo le recenti indica­zioni, registra 62 persone che si sono recate nei territori di combattimento. Questo ha come indicatore quasi 8 combattenti per milione di abitanti. Una realtà, la nostra, significativa­mente sotto controllo, visto che co­munque il nostro Paese non rientra negli obiettivi primari dei ‘lupi solitari’ jihadisti, così pure negli obiettivi di ISIS. Ciò non deve però far abbassare la guardia, ma al contrario! Occorre es­sere sempre vigili e inoltre rafforzare quanto prima gli strumenti legislativi, in particolare la Legge federale sul ser­vizio informazioni della Confedera­zione (i nostri 007) e la Legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomuni­cazioni. Oggi la Svizzera non può rac­cogliere informazioni preventive su potenziali persone pericolose per la no­stra sicurezza interna e quella di altri paesi; un’amara eredità dell’affare delle schedature di 25 anni fa che ora do­vremo superare dal punto di vista poli­tico federale, per la nostra sicurezza. Invece, la revisione della Legge sulla sorveglianza delle telecomunicazioni permetterà di verificare anche il traf­fico via social media e app, penso in particolare a Whatsapp e Skype. Gra­zie a questi ulteriori strumenti sarà pos­sibile ridurre il rischio in maniera importante, nella consapevolezza che il rischio zero non potrà tuttavia mai esistere.

Un fatto particolare mi ha però scon­certato: il numero indicato dall’Italia dei suoi ‘foreign fighters’. In Parla­mento e ai media, il ministro Angelino Alfano ha comunicato che la cifra dei combattenti provenienti dall’Italia è di 53 persone, ossia inferiore a quelli re­gistrati in Svizzera. Ciò significa che l’Italia conta 0.8 ‘foreign fighters’ per milione d’abitanti, ossia un decimo ri­spetto a quelli che sarebbero presenti nel nostro Paese! Mi permetterete qual­che fiero dubbio su questo numero, te­nuto anche conto di come la vicina Penisola abbia ormai perso il controllo della sua immigrazione e che le porte del Mediterraneo abbiano portato in Italia un buon numero di migranti anche da questi territori in guerra. E questi fatti, dal punto di vista della no­stra sicurezza, non sono per nulla con­fortanti, giustificando quindi ancor di più un urgente intervento a livello le­gislativo da parte del Parlamento fede­rale nell’adozione delle nuove norme delle due predette leggi. Ma non solo. L’ubicazione del nostro Cantone im­pone l’intensificazione dei controlli, in particolare alla frontiera, attività pre­ventiva di sorveglianza che sicura­mente verrà rafforzata in primis nell’ambito dell’immi- nente svolgi­mento del Word Economic Forum a Davos e successivamente riproposta in occasione dell’Esposizione Universale che si terrà a Milano a partire dal pros­simo maggio, evento che farà confluire a pochi chilometri dalla nostra frontiera oltre 20 milioni di visitatori. Anche la Polizia cantonale, responsabile per la sicurezza su suolo ticinese, si è spesa in questa settimana nella sensibilizza­zione di tutto il personale e degli enti preposti alla sicurezza attivi nel nostro Cantone, in modo da poter intervenire ed anticipare possibili situazioni parti­colari che dovessero presentarsi. Il Cantone e la Confederazione sono quindi vigili nel presidio del nostro ter­ritorio dopo quanto occorso a Parigi. Per la sicurezza di tutti noi.

Norman Gobbi

‘La nuova legge per un efficace lavoro di intelligence’

‘La nuova legge per un efficace lavoro di intelligence’

«Non possiamo certo militarizzare le redazioni e ogni luogo sensibile»: la lotta al terrorismo «passa quindi necessariamente da un performante lavoro di intelligence, sul piano internazionale come su quello nazionale». ll tragico fatto di Parigi «dovrebbe indurre il parlamento federale a sbloccare, finalmente, la Legge sul servizio informazioni».

Intelligence, ma la sicurezza totale non esiste

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La strage ad opera di due estremisti islamici avvenuta poche ore fa a Parigi risuona ancora nelle nostre orecchie e le immagini della brutalità offuscano ancora il nostro sguardo, spesso disattento, ma in questo caso scosso dalla terribile imprevedibilità dell’accadimento. Un evento che scuote l’Europa, esattamente come lo fece il massacro del 1972 alle Olimpiadi di Monaco di Baviera ad opera di estremisti palestinesi.

La Polizia cantonale festeggia

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Oggi a Bellinzona, in un clima di collegialità e cordialità, presso il Tribunale penale federale, si è svolta la cerimonia annuale della Polizia cantonale. Presenti all’evento il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il sindaco di Bellinzona Mario Branda e il presidente del Tribunale Penale Federale Daniel Kipfer.

Ticino: le catastrofi ci insegnano ad essere pronti

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Le situazioni di emergenza causate dal maltempo di quest’autunno ci hanno dimostrato quanto anche il nostro Cantone possa essere esposto a rischi, e allo stesso tempo ci hanno permesso di constatare quanto il nostro sistema di intervento funzioni bene grazie alla dedizione di donne e uomini, capaci e volenterosi, che si sono impegnati su più fronti per portare soccorso alle persone colpite dalle disgrazie e ridurre i conseguenti disagi.

Il Cantone si fa “social”: la Polizia cantonale su Facebook

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Dal primo dicembre 2014 otto servizi dell’Amministrazione cantonale sono coinvolti in un progetto sperimentale, approvato dal Consiglio di Stato, che prevede la gestione di profili ufficiali su due piattaforme sociali (facebook e twitter). Questa nuova offerta si aggiunge agli attuali strumenti per la comunicazione fra istituzioni e cittadinanza e mira a comunicare in maniera più diretta, veloce e trasparente con le cittadine e i cittadini, che avranno anche la possibilità di porre domande e dialogare con i servizi.