Aggregazione tra Bedano e Gravesano: istituita la Commissione di studio

Aggregazione tra Bedano e Gravesano: istituita la Commissione di studio

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato l’istanza di aggregazione inoltrata dai Municipi di Bedano e Gravesano e ha istituito la Commissione di studio incaricata di elaborare il progetto aggregativo.

Dando seguito all’istanza per l’avvio di uno studio di aggregazione sottoscritta il 13 novembre 2018 dai Municipi di Bedano e di Gravesano, il Consiglio di Stato ha nominato in data odierna l’apposita Commissione incaricata di allestire lo studio aggregativo ai sensi della Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni.

Il Governo valuta con favore l’iniziativa promossa dai comuni di Bedano e Gravesano, che si inserisce in modo coerente nell’approccio indicato dal Piano cantonale delle aggregazioni (PCA), recentemente approvato dal Consiglio di Stato e ora all’esame del Gran Consiglio. Il PCA predilige infatti le iniziative provenienti dal basso, orientate al consolidamento istituzionale e al rafforzamento dell’organizzazione e del servizio alla cittadinanza. La proposta coinvolge due comuni confinanti appartenenti al comprensorio Malcantone Est definito nel PCA, che prevede la possibilità di realizzare gli scenari in tappe successive, ed è pertanto pienamente in linea con gli orientamenti cantonali in tema di aggregazioni.

La Commissione di studio, i cui rappresentanti sono stati designati dai rispettivi Municipi, è composta da:

Per il Comune di Bedano:
Dario Fraschina, sindaco Silvio Vassalli, vice sindaco Michele Panarelli, municipale
per il Comune di Gravesano:
Maurizio Anghileri, sindaco Tiziana Meregalli, vice sindaco Juri Rotta, municipale

e dai rispettivi segretari comunali, Curzio Sasselli (Bedano) e Graziano Cremona (Gravesano), questi ultimi con ruolo tecnico.
La Commissione potrà avvalersi del supporto di consulenti esterni e costituire gruppi di lavoro su temi specifici.
Il contatto con il Dipartimento delle istituzioni verrà assicurato dalla Sezione degli enti locali.

Dissimulazione del volto,il Governo approva le modifiche di legge

Dissimulazione del volto,il Governo approva le modifiche di legge

Comunicato stampa
Il Consiglio di Stato ha approvato una modifica alla Legge cantonale sull’ordine pubblico e alla Legge sulla dissimulazione del volto negli spazi pubblici, allineandosi alle indicazioni del Tribunale federale.
I due testi di legge prevedono ora un elenco più completo di eccezioni al divieto di coprirsi il viso in pubblico, una pratica che deve essere ammessa in particolare nel caso di manifestazioni di carattere politico o per motivi commerciali o pubblicitari.
Lo scorso 20 settembre il Tribunale federale aveva accolto parzialmente due ricorsi, limitatamente al tema delle eccezioni al principio del divieto di coprirsi il viso in pubblico, invitando il Cantone Ticino a completare le proprie norme. Per rendere compatibile la legislazione cantonale con i diritti costituzionali delle libertà di riunione e opinione e della libertà economica, il Tribunale federale ha giudicato necessario ampliare l’elenco delle eccezioni. Il Tribunale federale è dell’opinione che le norme vigenti non conferiscono alle autorità un margine sufficiente nella loro applicazione e ha pertanto chiesto – anche per ragioni di sicurezza giuridica – di completare e precisare l’elenco di eccezioni.
Alla luce di queste indicazioni, il Consiglio di Stato ha completato l’elenco delle eccezioni contenuto nelle due leggi, in modo da evitare un divieto troppo rigido e difficile da attuare e che talvolta potrebbe sfociare in una restrizione inammissibile delle libertà di riunione e opinione e della libertà economica. È stato così incluso nel testo normativo, in modo esplicito, il permesso di coprirsi il volto durante manifestazioni politiche o per motivi commerciali o pubblicitari, quando non sono messi in pericolo l’ordine e la sicurezza pubblici.
Con questa modifica il Cantone fornisce ai Comuni un testo chiaro, più semplice da applicare nella realtà quotidiana. Il Governo ritiene inoltre di avere risposto adeguatamente ai dubbi contenuti nei ricorsi, redigendo un nuovo testo legale sufficientemente completo e non soggetto a equivoci.