Temperature in Sella

Temperature in Sella

I 50 ciclisti hanno percorso 90 km arrivando a destinazione attorno alle 16.
Domani il gruppo si recherà a Martigny.

I 50 ciclisti che partecipano al progetto climatico-sportivo ‘Temperature in sella’ oggi, 21 luglio, hanno effettuato una vera e propria tappa di montagna che da Airolo li ha portati a Visp nel Canton Vallese. Prima della partenza, il consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi ha fatto visita ai partecipanti, augurando loro un buon viaggio in direzione della destinazione finale di La Brévine, nel canton Neuchâtel. La giornata è stata impegnativa visto il dislivello percorso dai 1’200 metri di Airolo ai 2’478 metri del passo della Novena. In ogni caso, grazie alla forza di volontà tutti e 50 i partecipanti hanno raggiunto la vetta della Nufenen entro mezzogiorno. Un gruppo che è assai eterogeneo con partecipanti appena maggiorenni fino ai più anziani che superano i 75 anni. Lasciata la Svizzera italiana con una giornata soleggiata e una temperatura gradevole anche in quota la delegazione ha raggiunto Ulrichen per una breve pausa. Nel pomeriggio il gruppo si è poi diretto in direzione di Visp raggiungendo la fine della seconda tappa di 90 km attorno alle 16. Domani è prevista la terza tappa, una giornata che da Visp porterà i partecipanti a Martigny, sempre nel canton Vallese.
Ricordiamo che nell’ambito del progetto ‘Temperature in sella’ 50 ciclisti della Svizzera italiana e del Giura neocastellano sono partiti dal Comune più caldo della Svizzera (Grono) per raggiungere la Siberia della Svizzera (La Brévine). Sono previste cinque tappe per un totale di circa 400 km.

Da www.laregione.ch

Metti un freno ai furti di biciclette

Metti un freno ai furti di biciclette

Comunicato stampa

La Polizia cantonale torna a porre l’accento su quelli che sono i principali accorgimenti per evitare che la propria e-bike o bicicletta siano oggetto di furto. La campagna si articolerà anche attraverso una serie di iniziative che nelle prossime settimane vedranno gli agenti impegnati nelle nostre valli per fornire alla popolazione locale e ai turisti consigli puntuali e flyer di prevenzione.

Le cifre parlano chiaro: in Ticino oltre l’80% dei furti di veicoli riguarda delle biciclette e a far gola ai ladri sono sempre di più quelle elettriche o di alta gamma. Se da un lato infatti le statistiche degli ultimi anni indicano una diminuzione dei furti di quelle tradizionali (dagli 818 casi registrati nel 2017 si è passati ai 406 del 2020), dall’altro le e-bike scomparse hanno registrato una vera e propria impennata. Dati alla mano, se quattro anni fa il rapporto era di un furto di bicicletta elettrica ogni dieci furti di velocipedi, l’anno scorso si è attestato a circa uno su quattro per un totale di oltre un centinaio di e-bike sottratte. Una tendenza frutto del successo crescente di questo genere di mezzi che ancora una volta dimostra l’importanza di ribadire le raccomandazioni per non finire tra le vittime dei ladri di biciclette. A tal fine, a partire da metà agosto e per tutto il mese di settembre, la Polizia cantonale ha previsto un’azione mirata dove verranno forniti consigli puntuali e distribuiti flyer di prevenzione.
Di seguito quelli che sono i principali accorgimenti per evitare sgradite sorprese:

– Assicurate ogni volta la vostra bicicletta con un meccanismo di chiusura di qualità, incatenandola inoltre a una rastrelliera o a una costruzione fissa.
– Se possibile, lasciatela in un luogo sorvegliato o in un locale che può essere chiuso a chiave.
– Rimuovete (o fissate) qualsiasi accessorio costoso.
– Quando comprate un lucchetto per bicicletta cercate la qualità e non (solo) il prezzo. Prendete in considerazione anche le nuove possibilità tecniche come la localizzazione GPS.
– Se parcheggiate la bicicletta nei locali o nel cortile, assicuratevi che i cancelli del giardino e gli ingressi di casa siano ben chiusi per rendere difficile l’accesso ai ladri.
– Annotate il numero di telaio, la marca e il colore (conservando una fotografia della bicicletta).
– Potete anche marcare e decorare la vostra “due ruote”: una bicicletta personalizzata è meno attraente per i criminali ed è anche più facile da ritrovare.
– Conservate la fattura originale per poterla consegnare, in caso di furto, alla polizia.

In caso di furto è importante notificarlo prima possibile alla polizia. Per formalizzare la denuncia è necessario compilare l’apposito formulario, disponibile anche online al seguente link 
https://www4.ti.ch/di/pol/sportello/denunce-online/denunce-online/, stampandolo e presentandolo con gli allegati richiesti in un posto di polizia.
Ulteriori informazioni sul sito della Prevenzione svizzera della Criminalità: https://www.skppsc.ch/it/temi/furto/.

Vaccino, sono già oltre 600 le iscrizioni tra i più giovani

Vaccino, sono già oltre 600 le iscrizioni tra i più giovani

Nella sola giornata di venerdì si sono annunciati in 400
Ryan Pedevilla: «Non ci aspettavamo una reazione così immediata»
Per convincere gli adulti indecisi si valuta un sistema per scegliere l’appuntamento

Le autorità sanitarie lo hanno detto chiaramente: l’obiettivo non è vaccinare il maggior numero di adolescenti, ma offrire uno strumento di protezione in più per chi lo desidera. E, dati alla mano, questa possibilità è stata ben accolta. «Finora si sono registrati in 633 nella fascia dai 12 ai 15 anni. Di questi, 600 hanno già ricevuto un appuntamento, mentre 33 persone sono in attesa», conferma Ryan Pedevilla, capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione. Nella sola giornata di venerdì, quando cioè è stata aperta ai giovanissimi la possibilità di annunciarsi, sono state sfiorate le 400 richieste. «Non ci aspettavamo una reazione così immediata. Questo indica che molte famiglie erano in attesa del via libera per poter immunizzare i propri figli», dice Pedevilla. Diverse le ragioni che possono aver influito sull’adesione. «Alcuni hanno patologie per le quali il pediatra ha raccomandato la vaccinazione. Ma si tratta di una minoranza. Molti, invece, hanno deciso di iscriversi perché vivono a stretto contatto con una persona considerata a rischio, per esempio con un sistema immunitario debole. Alcuni vogliono giocare d’anticipo in vista della ripresa della scuola, in modo da evitare le quarantene, o desiderano proteggersi maggiormente dalla malattia e dalle sue conseguenze a lungo termine».

Un dispositivo particolare
Le somministrazioni a Giubiasco del preparato di Pfizer – l’unico, finora, ad aver ricevuto il via libera da Swissmedic per i giovanissimi – inizieranno il 4 di agosto e saranno organizzate ogni mercoledì pomeriggio e il sabato. «Per loro – ribadisce Pedevilla – è stato messo a punto un dispositivo particolare: al Mercato coperto sarà presente anche un pediatra e si dovrà arrivare accompagnati dal proprio rappresentante legale». In futuro una  modifica del sistema informatico permetterà di scegliere il proprio appuntamento selezionando giorno e data. Questo agevolerà non solo i genitori, che potranno organizzarsi meglio per accompagnare i propri figli, ma anche tutte le persone indecise e che ancora non si sono annunciate per la vaccinazione.

Dimezzate le somministrazioni
Nelle ultime settimane la campagna di vaccinazione ha subito un rallentamento. In Ticino, ma anche in Svizzera. Se prima il nostro cantone viaggiava a un ritmo di 20-25 mila somministrazioni alla settimana, ora sono 13 mila. E la prossima settimana scenderanno a 10 mila. «Osserviamo chiaramente l’effetto delle vacanze, che incidono sulla campagna vaccinale. Siccome avere una sola dose non porta alcun vantaggio negli spostamenti, molti preferiscono aspettare di rientrare dalle ferie per prenotare la vaccinazione. In tutti i casi, mediamente registriamo ancora 200 iscrizioni al giorno», prosegue Pedevilla. In totale, finora le persone vaccinate completamente sono oltre 165.000, ovvero il 46,7% della popolazione. Mentre circa 200.000 persone hanno ricevuto una sola dose. Diverso il tasso di adesione tra le categorie: «Tra gli over 55 siamo attorno all’80%, mentre scende al 72% tra gli over 45. Infine, tra gli over 16 è al 55%».

I contagi crescono
L’invito rimane quello di annunciarsi al più presto. Anche perché le forniture di vaccino continuano ad arrivare e i tempi di attesa si sono ridotti notevolmente. «I quantitativi di Moderna rimangono importanti, con consegne regolari. Questo significa che chi si annuncia oggi può ricevere l’appuntamento in pochi giorni». Diverso il discorso per Pfizer, le cui consegne sono numericamente più contenute. «A Giubiasco per ottenere un appuntamento bisogna attendere qualche settimana». Intanto, sul fronte epidemiologico si fa sentire l’impatto della variante Delta. Ieri sono stati segnalati in Ticino 49 nuovi contagi dopo il fine settimana. A titolo di paragone, una settimana fa i casi di infezione dopo il weekend erano stati 37. Negli ospedali sono ricoverati sette pazienti, due dei quali in terapia intensiva. Anche a livello nazionale il numero dei casi è in aumento. Ieri sono stati segnalati 1.560 contagi, a fronte degli 822 di lunedì scorso. Cifre in rialzo anche per le ospedalizzazioni: 29 attualmente, mentre lo scorso weekend erano state 8.

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 20 luglio 2021 del Corriere del Ticino

Intanto il biglietto nominale infiamma il tifo organizzato

Intanto il biglietto nominale infiamma il tifo organizzato

Fa discutere la scelta del FC Sion di introdurre la misura a fini sanitari – Gobbi: «In futuro potrebbe essere uno strumento per contrastare il tifo violento»

Certificato COVID e controllo d’identità, dunque. Queste le condizioni per entrare negli stadi a partire da domenica. Ma c’è anche chi si è spinto oltre, introducendo l’uso del biglietto nominale.

In questo senso si è mosso il canton Vallese che per l’inizio della stagione al Tourbillon ha imposto la misura, già applicata, per esempio, in Italia, in Inghilterra e nelle competizioni UEFA.
Una prima a livello svizzero bacchettata dalla stessa Swiss Football League (SFL) e che non ha mancato di suscitare il disappunto del tifo organizzato elvetico. «Per solidarietà con la curva del FC Sion e per manifestare la propria contrarietà ideologica contro la misura, 
molte tifoserie organizzate a livello svizzero resteranno fuori dagli stadi», commenta ancora Campana. In Ticino al momento una simile misura non è prevista, ha spiegato al Corriere del Ticino il consigliere di Stato Norman Gobbi: «Oggi il certificato COVID rende il biglietto nominale superfluo. In futuro, invece, potrebbe essere una misura su cui riflettere per lottare contro il tifo violento».

Settore ospiti blindato
Ma c’è un altro tema sensibile che tocca i club romandi e che sta infiammando il mondo del calcio svizzero. Ovvero la chiusura dei settori ospiti decisa in chiave sanitaria. A Ginevra aprirà solo in settembre. A Losanna si farà il punto in agosto. A Sion si parla di misura provvisoria. Per gli ultrà, invece, è l’ultima provocazione di un sistema che sta sfruttando la pandemia per controllare il tifo organizzato. «A Lugano non vogliamo tenere chiusi i settori ospiti a meno che non vi sia un problema di ordine pubblico », spiega Campana. «Siamo in contatto con la polizia cantonale e con i responsabili delle tifoserie. L’idea, anche per domenica prossima, è di non limitare la presenza del tifo organizzato zurighese». Più in generale, conclude il direttore del FC Lugano, «piuttosto che introdurre biglietti nominali o chiudere il settore ospiti per poi avere in città tifosi che creano problemi, sarebbe forse meglio trovare soluzioni all’insegna del dialogo».

Meno sfumata la posizione del consigliere di stato Norman Gobbi: «Quando, durante l’ultima stagione, si giocava con il pubblico presente, gli oneri per le autorità e per le società sportive sono stati pressoché annullati dall’assenza dei gruppi organizzati della tifoseria avversaria ». Ma, chiediamo, potrebbe essere una via percorribile anche in Ticino sull’esempio romando? «È una valutazione che dovremo fare con i club. Personalmente sono a favore».

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 20 luglio 2021 del Corriere del Ticino

(Foto: www.fclugano.com)

“Sezione femminile” alla Stampa per le donne in esecuzione di pena

“Sezione femminile” alla Stampa per le donne in esecuzione di pena

Norman Gobbi: “Soluzione pragmatica per un problema che oggi tocca una decina di persone”

Se ne era discusso durante l’ultima seduta di Gran Consiglio a fine giugno: per le detenute si sta trovando una soluzione all’interno della Stampa. È lo stesso Consigliere di Stato Norman Gobbi a spiegarci la soluzione trovata. “Il numero di donne dietro le sbarre, purtroppo, è aumentato in questi anni. Ciò ha posto dei problemi al nostro Cantone, anche perché le Strutture carcerarie cantonali hanno sempre un tasso di occupazione assai elevato, vista la posizione geografica del Ticino che confina con l’Italia. Il fatto che ci siano donne in esecuzione di pena richiede soluzione flessibili. Sinora, oltre ad appoggiarci a carceri femminili in altri Cantoni, alcune detenute erano accolte alla Farera, ossia il carcere di chi è in attesa di giudizio. La soluzione verrà trovata all’interno della Stampa. Saranno create quattro celle dedicate alle donne. Un comparto che si innesterà nel carcere penale maschile, ma che sarà totalmente autosufficiente, quindi impermeabile dal profilo sonoro e visivo, permettendo alle detenute di svolgere le loro attività senza mai entrare in contatto con i detenuti di sesso maschile”, afferma il direttore del Dipartimento delle istituzioni.

Nel recente passato si era parlato di trasformare la struttura al Navaraz di Taverne-Torricelle, già istituto per ragazzi, poi struttura di esecuzione di fine pena, e in seguito utilizzato per uffici cantonali e corsi di polizia. “Un’ipotesi che abbiamo ventilato – precisa Norman Gobbi – ma che si è scontrata anche con la volontà di realizzare in futuro il nuovo carcere penale cantonale. Oggi si propone una soluzione pragmatica, dai costi relativamente contenuti, che consentirebbe alle detenute di svolgere tutte le attività previste all’interno di un carcere. Oltre a seguire una formazione nell’ottica della risocializzazione per evitare il pericolo di recidiva – formazione che non è mai venuta a mancare anche nella situazione attuale – il lavoro nei vari laboratori, così come fanno i detenuti di sesso maschile. Finanziariamente la riconversione dell’ex carcere aperto di Taverne-Torricella quale sezione di un carcere femminile non è più praticabile”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Biglietti nominali, ora ci pensa anche il Ticino

Biglietti nominali, ora ci pensa anche il Ticino

Dopo il Sion, anche il Losanna riflette sulla possibilità di introdurre il biglietto nominale per i tifosi che vogliono accedere allo stadio. Un provvedimento che va oltre ovviamente al certificato Covid deciso a livello federale. Il Ticino potrebbe fare la stessa cosa? I colleghi dello sport lo hanno chiesto al direttore delle istituzioni, Norman Gobbi.

“Credo che siano iniziative che devono rispondere a diverse necessità”, commenta Gobbi. “La scelta di Sion è dettata dagli scontri a margine di una partita e sicuramente ha segnato il fatto che nell’ultima stagione senza ospiti non ci sono stati problemi di ordine pubblico dentro e fuori gli stadi”, aggiunge. “Fare una scelta del genere permetterebbe alle autorità di non impiegare le forze dell’ordine e ai club di risparmiare sulle misure di sicurezza e di investire sui giovani”.

Ad ogni modo ora ci sono il Covid e il Certificato. Quest’ultimo permetterà di accedere allo stadio alle persone vaccinate, a chi possiede un test negativo o chi attesta di essere guarito dalla malattia. Insomma, una sorta di sostitutivo al biglietto nominale. “In questo caso il controllo nominativo ci sarà perché per poter fare ingresso negli stadi bisognerà presentare i dati che chiede la Confederazione e saranno registrati su una banca dati per 14 giorni”.

Comunità di Lavoro Regio Insubrica

Comunità di Lavoro Regio Insubrica

Comunicato stampa

Incontro
Gran Consiglio Repubblica e Cantone Ticino
Consiglio Regionale Lombardia
Consiglio Regionale Piemonte

Si è tenuto oggi a Mezzana (Cantone Ticino), presso la sede della Comunità di lavoro, un incontro tra i rappresentanti del Gran Consiglio della Repubblica e Cantone Ticino e dei Consigli Regionali di Lombardia e Piemonte.
Alla presenza del Consigliere di Stato del Cantone Ticino Norman Gobbi, hanno partecipato per il Gran Consiglio la Prima Vice Presidente Luigina La Mantia e il deputato Claudio Franscella; per il Consiglio Regionale della Lombardia la Vice Presidente Francesca Brianza e il Presidente della Commissione Speciale Rapporti tra Lombardia e Confederazione Svizzera Roberto Mura; per il Consiglio Regionale del Piemonte il Presidente della VII Commissione Consiliare Riccardo Lanzo e il Componente III Commissione Consiliare Domenico Rossi.

Sono stati passati in rassegna diversi temi di particolare attualità e rilevanza per il territorio di riferimento, in particolare lo sviluppo della mobilità dell’area e la tutela dell’ambiente, e il rilancio economico e in particolare turistico della regione dei tre laghi, per il quale la Comunità di Lavoro è impegnata nell’organizzazione della Giornata di promozione dei laghi insubrici, prevista a ottobre 2021, e degli Stati Generali di Turismo e Cultura dell’Insubria, previsti nella primavera del 2022.

Per quanto concerne la tutela dell’ambiente sono stati segnalati i progressi della qualità delle acque, in particolare del Lago di Lugano, grazie in particolare ai progetti sviluppati nell’ambito del Patto per la Lombardia e di “Acqua Ceresio”, progetto realizzato nel quadro del Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg. È stato tuttavia evidenziato, come riferito dai recenti rapporti di Legambiente, come vi siano ancora alcune criticità sul lato italiano del Lago di Lugano e Lago Maggiore che richiedono adeguati interventi da parte delle rispettive Autorità.

I rappresentanti dei parlamenti cantonale e regionali hanno sottolineato l’importanza delle opere in favore della mobilità transfrontaliera, sia essa a carattere regionale o internazionale. In questo ambito si saluta il completamento di Alptransit su suolo svizzero con l’apertura, il 4 settembre 2020, del tunnel di base del Monte Ceneri che favorisce sia la mobilità regionale che internazionale e in particolare il trasferimento del traffico merci e passeggeri dalla strada alla rotaia. I rappresentanti dei parlamenti oggi riuniti concordano sulla necessità di attivarsi in modo coordinato affinché le competenti Autorità possano contribuire all’accelerazione delle tappe per la realizzazione del corridoio europeo TEN-T Reno-Alpi, tenendo conto anche dell’importante apporto del NextGeneration EU.

Inoltre, si è preso atto dei risultati relativi alla diagnostica territoriale elaborata dall’istituto BAK Economics di Basilea, adottata dal Comitato di Sorveglianza del Programma Interreg il 31 maggio scorso, che servirà da riferimento per l’elaborazione della prossima Programmazione Interreg 2021 – 2027. In questo ambito i rappresentanti dei parlamenti hanno sottolineato il ruolo essenziale della programmazione Interreg per lo sviluppo di progetti di portata transfrontaliera a beneficio dei cittadini di tutta la regione dei laghi prealpini, ad esempio in ambiti quali la mobilità integrata e sostenibile, la competitività delle imprese, la tutela del patrimonio naturale e culturale, i servizi a favore delle comunità e la governance.

Infine le parti si sono mutualmente aggiornate sugli sviluppi legati alla pandemia da Covid-19 ai due lati della frontiera e delle misure di contenimento della stessa, evidenziando l’importanza di una stretta collaborazione tra gli Stati vicini nella gestione delle dinamiche transfrontaliere, in particolare per una regione fortemente integrata dal punto di vista economico e delle comunità come quella tra il Cantone Ticino e le vicine Province lombardo-piemontesi.

Donne ed Esercito: “Binomio che si rafforza”

Donne ed Esercito: “Binomio che si rafforza”

L’impegno del Dipartimento delle istituzioni per aumentare il numero di soldatesse

Per il terzo anno consecutivo il numero di donne che iniziano la scuola reclute in Svizzera è in crescita. “È un dato incoraggiante. Il fatto che l’aumento del numero di ragazze si confermi su tre anni è positivo. Significa che l’interesse rimane costante” afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “L’Esercito vuole dare sempre più la possibilità alle donne di seguire una formazione in ambito militare. Oggi la componente femminile è ancora largamente minoritaria. In luglio a livello nazionale, per la scuola reclute estiva sono entrate in servizio 243 donne su un totale di 11.500 giovani che hanno iniziato la scuola. Le ragazze svolgono la scuola reclute su base volontaria. In questo senso si può dare ancora più valore al loro impegno. Stiamo lavorando affinché il numero di soldatesse possa progredire anche in futuro”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni.

Che cosa state facendo per aumentare questo numero? “La sensibilizzazione è il fattore determinante, tenuto conto che per le ragazze non vige l’obbligo del servizio militare. Per questo vengono organizzate giornate informative e ogni giovane di 18 anni riceve a casa una lettera d’invito. In Ticino l’attività è coordinata dalla Sezione del militare e della protezione della popolazione con buoni risultati. E mi piace sottolineare che a livello svizzero il nostro Cantone è al terzo posto sulla percentuale di ragazze che partecipano a queste giornate informative. Davanti a noi solo il Canton Neuchâtel e il Canton Glarona, che proprio nel 2020 ha realizzato una ottima performance. L’obiettivo posto a livello svizzero è quello di raggiungere il 20% delle potenziali 18enni. Tutti i Cantoni sono molto al di sotto di questo obiettivo. In Ticino ci stiamo avvicinando al 10% e come detto siamo i terzi migliori in Svizzera. Ne deve passare ancora di acqua sotto i ponti affinché si riesca a centrare l’obiettivo. Personalmente però sono ottimista”, precisa Norman Gobbi.

Quali sono i motivi di questo ottimismo? “In primo luogo ogni anno miglioriamo la nostra percentuale. Stiamo facendo un lavoro continuo e in profondità, per cui prevedo un coinvolgimento sempre maggiore di giovani ragazze. Inoltre abbiamo visto, con la crisi pandemica, che le opportunità di intervento per le donne non mancano e questo soprattutto nell’ambito della Protezione civile. La disponibilità di molte ragazze verso un servizio volontario a favore di tutta la popolazione è stato buono. Il loro intervento è stato apprezzato dalla gente. C’è un altro fattore che vorrei sottolineare: sempre di più attraverso il servizio militare si riceve una formazione utile anche nella vita professionale e si sta migliorando la collaborazione tra l’esercito e l’ambito accademico”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

(Immagine: https://www.mediathek.admin.ch/)

Il Gruppo Grandi Eventi incontra i club in vista della ripresa dei campionati professionistici di calcio e di hockey  

Il Gruppo Grandi Eventi incontra i club in vista della ripresa dei campionati professionistici di calcio e di hockey  

Comunicato stampa

Il Gruppo Grandi Eventi, istituito dal Consiglio di Stato nel 2020 per accompagnare l’organizzazione di eventi a cui partecipa un alto numero di persone, ha incontrato i dirigenti dell’HC Ambrì Piotta, dell’HC Lugano e del FC Lugano, nonché dell’HCB Ticino Rockets in vista della ripresa dei rispettivi campionati, previsti per fine luglio (calcio) e inizio settembre (hockey). La riunione è servita per fare il punto della situazione e per definire le linee direttive sulla presenza del pubblico durante gli incontri sportivi, così come voluto dal Consiglio federale dopo le sue decisioni del 23 giugno scorso.

Durante l’incontro, promosso dal Dipartimento delle istituzioni, il coordinatore del Gruppo Grandi Eventi Luca Filippini ha avuto modo di presentare ai club professionistici cantonali le disposizioni previste per la ripresa dei relativi campionati. Il Consiglio federale ha deciso che per le partite di calcio e di hockey non vi saranno limitazioni sul numero di spettatori, ma che gli stessi per accedere agli stadi dovranno essere in possesso del Certificato COVID valido (disposizione in vigore per le persone con 16 anni o più). Si ricorda che il Certificato COVID viene rilasciato alle persone vaccinate completamente, guarite dalla malattia oppure dopo aver conseguito un risultato negativo a un test. Inoltre, sempre per poter rispettare quanto stabilito dalle autorità, le squadre professionistiche ticinesi dovranno presentare un piano di protezione da sottoporre per approvazione alle autorità cantonali, sulla scorta di quanto già fatto nel recente passato.

Al termine della proficua riunione di lavoro le parti, allineandosi con quanto espresso dal Consiglio federale, hanno condiviso l’importanza per il pubblico di sottoporsi alla vaccinazione, che rappresenta lo strumento migliore per poter godere degli spettacoli sportivi e al contempo il mezzo più adeguato per una protezione generalizzata contro il COVID-19 anche nei prossimi mesi.   

Riorganizzazione del settore esecutivo e fallimentare: Mascia Gregori Al-Barafi nominata Ufficiale cantonale dell’Ufficio di esecuzione

Riorganizzazione del settore esecutivo e fallimentare: Mascia Gregori Al-Barafi nominata Ufficiale cantonale dell’Ufficio di esecuzione

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha nominato la signora Mascia Gregori Al-Barafi quale Ufficiale cantonale presso l’Ufficio di esecuzione. A partire dal 1. agosto 2021 entrerà quindi in funzione la nuova organizzazione del settore esecutivo e fallimentare della Divisione della giustizia, in un’ottica di efficacia ed efficienza.

Il settore esecutivo e fallimentare ha conosciuto in questi ultimi anni un’importante riforma organizzativa, approvata dal Parlamento nel 2019. A partire da agosto diverrà quindi operativa anche la nuova Sezione di esecuzione e fallimento della Divisione della giustizia che si occuperà, per il tramite del capo sezione, avv. Fernando Piccirilli, di coordinare, in una visione strategica e di maggiorata efficienza, i due settori esecutivo e fallimentare. Con la nomina della lic. iur. Mascia Gregori-Al Barafi ad Ufficiale dell’Ufficio di esecuzione cantonale e la prevista designazione dell’attuale Ufficiale dei fallimenti del Sottoceneri e coordinatore cantonale del settore fallimentare lic. iur. Silvio Bottegal ad Ufficiale cantonale dei fallimenti, la riorganizzazione formale giunge quindi a termine.

Mascia Gregori Al-Barafi, dopo aver ottenuto la licenza in diritto all’Università di Berna, ha acquisito una pluriennale esperienza in posizioni di rilievo presso l’Amministrazione federale e cantonale (presso il Tribunale penale federale di Bellinzona, la Divisione principale dell’imposta sul valore aggiunto e il Ministero pubblico del Canton Ticino), maturando rilevanti competenze che verranno ora messe a servizio della Divisione della giustizia.

Il Consiglio di Stato si congratula con la signora Mascia Gregori Al-Barafi e le formula i migliori auguri per questa nuova sfida professionale all’interno dell’Amministrazione cantonale.