Sicurezza sulle strade, anche durante il Natale!

Sicurezza sulle strade, anche durante il Natale!

Dal Mattino della domenica | Dicembre: l’atmosfera tipica del pe­riodo natalizio si fa strada nelle vie del Cantone. È il periodo nel quale le cene e gli aperitivi, con amici e colleghi d’ufficio, sono all’ordine del giorno. Tra un brindisi e l’altro però, si rischia spesso di alzare troppo il gomito. Pro­prio a una di queste cene alcune sere fa, ho sentito la preoccupazione di al­cuni dei miei commensali “speriamo che questa sera non ci siano blocchi della polizia. Forse ho esagerato con il vino”. Probabilmente una situa­zione nella quale ci siamo trovati in tanti almeno una volta. Una situazione però che rischia di mettere in pericolo sia chi decide di mettersi in marcia dopo aver bevuto qualche bicchierino di troppo ma anche gli altri utenti della strada. E allora come Consi­gliere di Stato responsabile della sicu­rezza e della polizia, ma anche come amico, ho voluto sensibilizzare i pre­senti. Purtroppo a volte è la cronaca, quella che leggiamo sui nostri giornali che ci ricorda i rischi che corriamo come utenti della strada disattenti. E mettersi alla guida in stato di ebbrezza non è mai una buona idea.

Ho voluto quindi ricordare che lo scorso anno, un quarto degli incidenti mortali in Ticino è stato causato da conducenti con un tasso alcolemico nel sangue troppo alto. È un dato che ci deve far riflettere, poiché questi in­cidenti possono, anzi devono, essere evitati! E qualcuno mi ha chiesto “Ma come?”. Il mio non è un invito a met­tere al bando cene e brindisi in com­pagnia. Sono il primo ad amare e a non voler rinunciare a un buon bic­chiere di merlot nostrano per brindare con gli amici. È quasi una tradizione nel nostro Cantone, alla quale nessuno vuole rinunciare soprattutto in occa­sione delle festività di Natale e Capo­danno.

Dopo un momento di festa basta orga­nizzarsi. Magari facendo a turni tra amici per chi rimane “astemio per una sera”, per essere sicuri di tornare a casa senza creare pericoli per se stessi ma soprattutto per gli altri. E come ul­tima ratio, se non ci sono alternative e non è possibile mettersi al volante, c’è la possibilità di rivolgersi a Nez Rouge. Attenzione però, non si tratta di un taxi dal costo ridotto! Si tratta invece di un ottimo servizio per il quale alcuni volontari si mettono a di­sposizione gratuitamente nei periodi festivi per portare a casa senza peri­colo chi ha alzato un po’ il gomito e non può guidare. Quest’anno il servi­zio, che da oltre vent’anni collabora con il mio Dipartimento e la Polizia cantonale, sarà attivo nei week-end di dicembre e per Capodanno.

La sicurezza dei ticinesi passa quindi anche dal comportamento dei condu­centi che circolano sulle nostre strade. Un aspetto che tengo sempre a sotto­lineare. In questo senso il mio Dipar­timento propone “Strade sicure”, un programma di promozione con cam­pagne di sensibilizzazione rivolte agli utenti della strada. I controlli della Po­lizia cantonale prima delle festività non hanno quindi l’obiettivo di “inca­strare” i conducenti. E proprio in que­st’ottica diventa fondamentale il lavoro che sto portando avanti con il mio Dipartimento nell’ambito della collaborazione tra la Polizia cantonale e le comunali. In generale per quel che concerne i controlli stradali l’obiettivo che vogliamo ottenere è quello di ren­dere i controlli sulle strade più effi­caci, distribuiti in maniera ottimale e coordinata sul territorio garantendo soprattutto un servizio che ci per­metta di viaggiare sulle nostre strade sempre più sicure.

Quella sera di alcuni giorni fa, rien­trando a casa con mia moglie alla guida dopo la cena con i miei amici, mi è capitato di incontrare una pattu­glia della polizia mentre effettuava alcuni controlli. Sul ciglio della strada, davanti alla propria vettura, un uomo sulla cinquantina era acca­sciato sull’asfalto: nulla di grave, stava dormendo. Gli agenti sul posto mi hanno raccontato che la sua auto procedeva sbandando lungo la car­reggiata e quindi l’hanno pronta­mente fermato. L’uomo non si reggeva in piedi e dopo aver impre­cato contro di loro si è addormentato. Era un serio pericolo per se stesso e per gli altri. Ho ringraziato i poli­ziotti per il lavoro che hanno svolto. Hanno contribuito a tenere al sicuro le nostre strade.

Ogni giorno nel mio lavoro con il mio Dipartimento m’impegno a fa­vore della sicurezza dei ticinesi. I no­stri agenti di polizia si adoperano per un Cantone più sicuro e accogliente, ma ognuno di noi deve prima di tutto fare la sua parte. Per me la sicurezza del nostro territorio passa anche dalla sicurezza sulle nostre strade. Diver­tiamoci quindi, ma non dimenti­chiamo i nostri limiti. Nel dubbio, lasciamo la macchina ferma. Festeg­giamo quindi la fine del 2016, rega­landoci un dicembre 2016 al sicuro anche sulla strada.

NORMAN GOBBI, CONSIGLIERE DI STATO E DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO DELLE ISTITUZIONI

Paradiso: Tutto da rifare, elezioni annullate

Paradiso: Tutto da rifare, elezioni annullate

Dal Corriere del Ticino | Norman Gobbi «È stata intaccata la sacralità del voto» – Il direttore del Dipartimento delle istituzioni è categorico: «La sentenza non sembra lasciare grandi margini d’appello»

Il caso di Paradiso rappresenta un unicum nel Ticino moderno. Che idea si è fatto, leggendo la decisione del Tribunale amministrativo, il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi? «La sentenza – ci spiega – non sembra lasciare grandi margini d’appello anche se non sta a me giudicare un’eventuale ricorso del Municipio di Paradiso al Tribunale federale». Gobbi sottolinea comunque come il Cantone aveva dato indicazioni chiare ai Comuni prima dell’appuntamento elettorale. «Abbiamo organizzato varie serate informative e anche realizzato un vademecum su come gestire i problemi. Ciò nonostante in alcuni Comuni sono state riscontrate mancanze da considerare comunque più che altro come delle bagatelle. Evidentemente quella di Paradiso è una situazione diversa. Si sono palesati gravi errori di procedura che hanno inficiato l’elezione e intaccato quella che secondo me è la cosa più importante in una democrazia: la sacralità del voto. Non si può vivere nel dubbio, leggendo la sentenza, che ci siano state crasse violazioni delle indicazioni cantonali». Un caso unico, si diceva, che comporta anche l’obbligo per il Municipio di limitarsi a portare avanti la semplice gestione corrente del Comune. E, essendo appunto un caso unico, non è ancora neppure completamente chiaro cosa questo significhi e chi deciderà cosa è gestione corrente e cosa no. «In realtà – spiega Gobbi – la sentenza mette dei paletti chiari: l’attività deve essere ridotta al minimo e la progettualità rallentata o fermata. E significa anche analizzare i messaggi già votati». La Sezione enti locali sarà dunque chiamata ad accompagnare il Comune in questo periodo. Ma il Municipio non potrà neppure concedere licenze edilizie? «Questo rientra nell’ordinarietà amministrativa trattandosi di decisioni tecniche più che politiche». «Una situazione analoga – spiega Elio Genazzi, responsabile proprio degli Enti locali – vale anche per i Comuni che non consegnano i preventivi. Situazioni simili, sì, anche se alla base ci sono motivi molto diversi». Per delle nuove elezioni a Paradiso si è valutata la data del prossimo 2 aprile (in concomitanza con le elezioni per la Grande Bellinzona e per il Comune di Riviera), ipotesi che ha però perso peso visto il ricorso del Municipio a Losanna.

Inferno elettorale a Paradiso

Inferno elettorale a Paradiso

Dal Giornale del Popolo | Il TRAM ha dato ragione al gruppo Lega/UDC/Indipendenti, annullando lo scrutinio dello scorso 10 aprile – Votazioni da rifare – Il sindaco Vismara: «Ci appelleremo al TF».

È una sentenza che ha messo il fuoco in Paradiso, quella emessa ieri dal TRAM: dando ragione al ricorrente Gruppo Lega/UDC/Indipendenti, annulla di fatto l’esito delle elezioni comunali dello scorso 10 aprile. Una sentenza clamorosa e, potrà sembrare
strano, anche una prima assoluta in Ticino. Tornando al 10 aprile di quest’anno, ricordiamo che il PLR a Paradiso aveva raggiunto la maggioranza assoluta con il 52,2% dei voti, seguito dal Gruppo Lega/UDC/Ind con il 21%, il PPD con il 14,8% e l’11,4% di PS e Verdi. Ma il Gruppo Lega/UDC/Ind aveva immediatamente segnalato delle irregolarità avvenute durante lo spoglio. In sostanza, il Gruppo aveva indicato («senza conoscere il risultato del voto, e dunque in buona fede», come osserva il TRAM), che alle operazioni di scrutinio dovevano essere presenti i delegati designati dai vari gruppi politici partecipanti alle elezioni. Ma così non è stato. «I ricorrenti – argomenta il TRAM – si lamentano di non essere stati preventivamente avvertiti che il 5 e l’8 aprile, ancora prima dell’apertura dei seggi, si sarebbe proceduto alla registrazione anticipata delle carte di legittimazione. Circostanza che non ha permesso loro di partecipare a questa attività, come invece previsto dalla legge». Insomma, «su un totale di 1.013 schede votate, almeno 781 sono state preparate per lo spoglio in modo irregolare», scrive il TRAM, e contate senza la presenza dei delegati. Ma il Gruppo contestava anche l’anomalia «riguardante le urne pervenute al seggio domenica 10 aprile, prive dei sigilli, e la chiave, che dovrebbe essere custodita in busta chiusa, si trovava nelle tasche della responsabile dell’Ufficio controllo abitanti». La sentenza del TRAM, anticipata dalla RSI, ha generato la reazione del sindaco di Paradiso Ettore Vismara, il quale ha convocato una seduta straordinaria di Municipio, laddove la maggioranza dei municipali ha deliberato un ricorso dell’Esecutivo al Tribunale federale. «Ribadisco che non ci sono state irregolarità importanti – dice Vismara – Ricorreremo al TF, anche perché sono molto sorpreso dalla sentenza emessa dal TRAM, arrivata dopo 6 mesi dal voto, quando l’assetto del nuovo Municipio è già piuttosto consolidato». Verdetto clamoroso, come detto, sfrecciato come un fulmine in Consiglio di Stato: «È una sentenza che non fa bene all’immagine delle nostre istituzioni – ci dice il consigliere di Stato a capo del DI Norman Gobbi – anche perché decreta la presenza di errori gravi di procedura. Si va quindi ad intaccare la sacralità del voto popolare alla base della democrazia. Dall’altro lato, ora, l’autorità cantonale dovrà seguire e accompagnare Paradiso in quanto autorità di vigilanza. Ma la sentenza ci richiama pure a una maggiore attenzione verso la formazione in questo campo, tenuto conto che altre piccole segnalazioni (di carattere decisamente meno grave) sono giunte da più Comuni. Occorre quindi maggiore professionalità a garanzia della nostra democrazia».

E ora che cosa succederà?
Come indicato dagli Enti locali, il Municipio di Paradiso dovrà ridurre le proprie attività al minimo indispensabile in attesa delle prossime elezioni, la cui data dovrà essere fissata dalla Cancelleria dello Stato. Elezioni che potrebbero avvenire il prossimo aprile in concomitanza con quelle per la Nuova Bellinzona e per Riviera ma, come ci spiega il cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri, tutto dipende da eventuali ricorsi: «Prima bisogna aspettare che passino i termini di ricorso, che scade il 16 gennaio. Se nessuno farà ricorso, questo termine potrà essere anticipato, in caso contrario bisognerà attendere la decisione del TF». I due futuri nuovi Comuni hanno tempo fino al 23 gennaio per presentare le liste dei candidati, una deadline che per Paradiso rischia di essere risicata, dato che in caso di ricorso (annunciato appunto da Vismara, ndr) sarà molto difficile includere Paradiso nella tornata elettorale del 2 aprile». Insomma, avanti con le marce ridotte.

Lega: «Lezione di democrazia»
Il presidente del Gruppo, Antonio Caggiano: «Non ci sono stati né vinti né vincitori… ma una lezione di democrazia da parte del TRAM. Quello che abbiamo contestato è la forma con cui la votazione è stata eseguita, non la sostanza. Sull’esito del voto non abbiamo mai puntato il dito e non lo faremo mai». Caggiano lunedì s’insedierà in Municipio, al posto dell’uscente Stefano Magnoli, che aveva dimissionato proprio a causa delle irregolarità avvenute durante lo scrutinio.

Valle Verzasca: riattivata la procedura di aggregazione

Valle Verzasca: riattivata la procedura di aggregazione

Comunicato stampa del Consiglio di Stato | Nella seduta odierna il Consiglio di Stato, dopo attenta valutazione, ha deciso di riattivare il processo aggregativo della Valle Verzasca. È stata ricostituita la speciale Commissione di studio che avrà il compito di aggiornare lo studio che definisce i contenuti del progetto di aggregazione per riportare al voto su questo importante tema i cittadini dei Comuni interessati.

Come preannunciato ai Municipi lo scorso 9 novembre, il Governo ha deciso di riattivare il processo di aggregazione dei Comuni di Brione Verzasca, Corippo, Cugnasco-Gerra (frazione di Valle), Frasco, Lavertezzo (frazione di Valle), Sonogno e Vogorno nel comune unico di Verzasca. Il progetto, in base a quanto stabilito dalla legge, includerà la separazione dei comparti di Valle dai rispettivi Comuni di Cugnasco-Gerra e di Lavertezzo.

Va ricordato che il precedente progetto aggregativo non aveva potuto essere concluso in seguito alla sentenza del Tribunale federale del 25 settembre 2015 che, in base alla legge in vigore a quel momento, aveva stabilito l’impossibilità di attuare la decisione del Gran Consiglio di scorporare in modo coatto la frazione di Lavertezzo Valle per attribuirla al nuovo Comune. Nel frattempo, come suggerito dal Tribunale federale, il Governo ha provveduto a completare la lacuna nelle norme cantonali modificando la Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni introducendo la possibilità di procedere alla separazione coatta di una frazione.

Dopo aver approfondito il tema, il Consiglio di Stato considera prematura ogni soluzione che veda uniti la Valle Verzasca e i vicini Comuni del Piano di Magadino. Il progetto del 2012 è quindi il più realistico e l’unico a dotare il potenziale nuovo Comune di un territorio compatto e unito e il solo in grado di raccogliere il consenso della maggioranza della popolazione interessata. Il consolidamento dell’intera Valle appare infatti l’unica variante capace di convincere la maggioranza della popolazione, come peraltro confermato in sede di votazione lo scorso 14 aprile 2013.

Alla base della decisione del Governo vi è la precaria situazione dei Comuni della Valle e l’esigenza di consolidare, senza ulteriori perdite di tempo, l’assetto istituzionale della Verzasca. Il Consiglio di Stato è pure fiducioso che i recenti contatti intrapresi fra i Comuni di Gordola, Cugnasco-Gerra e Lavertezzo sul futuro del comparto presente sul Piano di Magadino nell’ambito del Piano cantonale delle aggregazioni, possano favorire un’adesione al progetto di Verzasca anche da parte dei cittadini della frazione di Lavertezzo-Piano, che si erano in precedenza opposti alla separazione dalla loro frazione di Valle.

La Commissione costituita dal Governo, i cui rappresentanti sono stati designati dai
rispettivi Municipi, è composta da:

per il Comune di Brione Verzasca: Giovanni Scettrini, Vice Sindaco
per il Comune di Corippo: Claudio Scettrini, Sindaco
per il Comune di Cugnasco-Gerra: Michele Dedini, Vice Sindaco
per il Comune di Frasco: Fabio Badasci, Sindaco
per il Comune di Lavertezzo: Roberto Bacciarini, Sindaco
per il Comune di Sonogno: Renato Patà, Sindaco
per il Comune di Vogorno: Ivo Bordoli, Sindaco

La Commissione di studio, i cui lavori saranno accompagnati dal Capo della Sezione
degli enti locali Elio Genazzi e dai suoi collaboratori, dovrà indicativamente presentare il
proprio rapporto al Consiglio di Stato entro la fine del mese di marzo 2017.

Il Consiglio di Stato nomina Ryan Pedevilla capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione

Il Consiglio di Stato nomina Ryan Pedevilla capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione

Comunicato stampa del Consiglio di Stato | Il Consiglio di Stato ha nominato Ryan Pedevilla quale nuovo capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni; in questa posizione sostituirà Fabio Conti, il quale beneficerà della pensione.

In qualità di Capo sezione del militare e della protezione della popolazione, Ryan Pedevilla avrà il compito di dirigere la Sezione pianificandone, progettandone e coordinandone l’attività nei vari ambiti di competenza (affari militari, protezione civile, protezione della popolazione e servizi amministrativi).

Nato nel 1977 e padre di due figli, il nuovo capo sezione ha svolto studi in economia aziendale alla SUPSI di Manno, specializzandosi in seguito come ufficiale professionista dell’Esercito dapprima all’Accademia militare del Politecnico di Zurigo e frequentando in un secondo tempo negli Stati Uniti l’Engineer Captain’s Career Course a Fort Leonard Wood (Missouri). Dopo avere collaborato per dieci anni al Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport – maturando una solida esperienza nella condotta militare e nella formazione dei quadri – dal 2013 Ryan Pedevilla ricopre la funzione di sostituto e aggiunto capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione. Nell’Esercito svizzero ricopre inoltre il grado di tenente colonnello di Stato maggiore generale ed è attualmente Comandante del Battaglione di aiuto in caso di catastrofe 3.

Il Consiglio di Stato esprime un sentito ringraziamento a Fabio Conti per l’impegno e la dedizione profusi durante la sua pluriennale esperienza all’interno dell’Amministrazione cantonale e formula a Ryan Pedevilla i migliori auguri per la nuova sfida professionale.

Riforma Ticino 2020: il sito web è online

Riforma Ticino 2020: il sito web è online

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | La riforma Ticino 2020 – avviata ufficialmente lo scorso mese di giugno – è da oggi presente online all’indirizzo www.ti.ch/ticino2020. Si tratta di un sito web indirizzato a tutti coloro che, in pochi clic, vogliono scoprire questo progetto essenziale per il futuro dei rapporti fra Cantone e comuni.

A partire da subito, chiunque sia interessato a informarsi sulla riforma denominata Ticino 2020: per un Cantone al passo coi tempi può consultare la specifica pagina internet. Nella stessa sono riassunti l’impostazione della riforma, l’organigramma che assicura l’avanzamento dei lavori e le relative tempistiche. È inoltre inserita la rubrica delle domande frequenti (FAQ), utili a comprendere gli aspetti cruciali del progetto. Sono stati infine raccolti i documenti essenziali su cui si basa il progetto.

La disponibilità online delle informazioni rientra nella strategia del Dipartimento delle istituzioni, affinché l’attività dello Stato sia accessibile a tutti coloro che desiderano saperne di più. Il sito web sarà quindi aggiornato costantemente per conoscere, in ogni momento, lo stato dei lavori così come le soluzioni avanzate per risolvere i problemi che concernono la ripartizione dei compiti e dei flussi fra Cantone e comuni. Allo stadio attuale e fino al 2019 la riforma si concentrerà essenzialmente sull’analisi della situazione attuale e sulla definizione delle relative proposte di revisione. Dal 2020, invece, la riforma passerà alla sua attuazione concreta.

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni incontra gli aspiranti agenti della Scuola di polizia del V. circondario

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni incontra gli aspiranti agenti della Scuola di polizia del V. circondario

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha incontrato giovedì scorso a Bellinzona, nella sala del Gran Consiglio, gli allievi della Scuola cantonale di polizia; i 47 aspiranti agenti che hanno iniziato la loro formazione lo scorso 2 marzo e affronteranno gli esami federali nel mese di febbraio del prossimo anno.

Per i futuri agenti di polizia, il tradizionale incontro a Palazzo delle Orsoline ha costituito un’occasione privilegiata di confronto con il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, responsabile della sicurezza in Ticino. Gli aspiranti hanno quindi colto l’occasione per passare in rassegna, con le loro domande, le principali sfide che hanno visto impegnati il Dipartimento e la Polizia cantonale nel corso del 2016, a cominciare dalla gestione dei flussi migratori alla frontiera sud e dalla strategia di contrasto alle nuove forme di terrorismo.

Durante i 12 mesi di frequenza alla Scuola di polizia del V. circondario, gli aspiranti agenti affiancano alla formazione teorica anche alcuni periodi di pratica, con stage nelle polizie comunali e in quella cantonale. Il percorso formativo intende infatti fornire agli aspiranti agenti gli strumenti necessari a svolgere i compiti di crescente complessità ai quali saranno confrontati nella loro futura attività professionale. Nell’incontro odierno gli allievi si sono pertanto dimostrati molto informati e attenti all’attualità, chiedendo ad esempio al Consigliere di Stato come intenda dare seguito alla richiesta del Parlamento di segnalare le postazioni mobili per il controllo della velocità sulle nostre strade. Non sono mancate, infine, alcune domande di tipo personale, alle quali Norman Gobbi ha risposto con piacere.

In conclusione, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha rivolto agli allievi della Scuola di polizia i suoi migliori auguri, ricordando loro l’importanza del lavoro che svolgono quotidianamente gli agenti a favore della sicurezza di tutti i cittadini.

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Meno costi, più qualità e più posti di lavoro in Valle

Meno costi, più qualità e più posti di lavoro in Valle

Dal Mattino della domenica | Norman Gobbi ha presentato il nuovo Contact Center dell’Ufficio di esecuzione aperto a Faido

Le riforme del Dipartimento delle istituzioni
Quando sono entrato in Consiglio di Stato nel 2011 e ho assunto la carica di Direttore del Dipartimento delle istituzioni ho trovato un’Amministrazione cantonale dotata di molto potenziale ma con molto margine di manovra sul quale lavorare per migliorare il servizio che lo Stato può, e deve, offrire ai cittadini. Molta burocrazia e tanti meccanismi arrugginiti che si tramandavano da anni all’insegna del motto “abbiamo sempre fatto così”. Fortunatamente ho trovato anche collaboratori motivati e intraprendenti, con i quali è stato possibile iniziare a riflettere su come portare un po’ di rinnovamento e oliare gli ingranaggi di una macchina, quella amministrativa, che a volte fatica a stare al passo con i tempi. Una bella sfida, che ho deciso di raccogliere. Detto fatto quindi: ho riavviato una serie di riorganizzazioni interne che hanno toccato trasversalmente quasi tutti gli ambiti del mio Dipartimento: dalla Polizia cantonale, alla Sezione della circolazione passando per le Strutture carcerarie e dall’Ufficio della migrazione.

Un contatto privilegiato con i cittadini
Nel giro di quattro anni abbiamo anche introdotto una nuova modalità d’interazione con i cittadini che necessitano di entrare in contatto con l’Amministrazione cantonale: sono difatti tre i contact center aperti nel mio Dipartimento. Oltre a quello dell’Ufficio di esecuzione, in passato lo stesso servizio è stato realizzato all’interno della Sezione della circolazione e della Sezione della popolazione.
Di che cosa si tratta? Non bisogna farsi trarre in inganno dal nome confondendolo con il suo più noto cugino, il call center. L’attività del Contact Center è infatti molto più ampia della sola ricezione di tutte le telefonate in entrata. A Faido è stata centralizzata la ricezione della posta elettronica in entrata e vengono gestiti direttamente gli estratti esecutivi. Si tratta di una struttura che garantisce il contatto diretto e privilegiato con il cittadino e che consente di dar seguito in maniera efficace e tempestiva alle molteplici richieste che giungono a questi servizi.

La dislocazione dei servizi nelle zone periferiche
Il nuovo servizio inaugurato a Faido a inizio ottobre s’inserisce nella riorganizzazione generale dell’Ufficio di esecuzione, che persegue l’obiettivo di aumentare la qualità delle prestazioni erogate agli utenti e di ottimizzare l’utilizzo delle risorse a disposizione. Il progetto è parte integrante del pacchetto di misure per il riequilibrio delle finanze cantonali approvato dal Parlamento lo scorso mese di settembre. Questo nuovo servizio contribuirà infatti, assieme ad altre misure relative all’Ufficio di esecuzione, a raggiungere un risparmio di circa mezzo milione di franchi. Ma già oggi i risultati, in termini di qualità del lavoro, non mancano: in poco più di un mese vengono evase direttamente più del 70% delle chiamate in entrata sgravando i collaboratori delle altri sedi del settore dell’esecuzione presenti sul territorio. E proprio negli scorsi giorni qualcuno mi ha chiesto “Norman, ma perché proprio a Faido?”. La risposta è semplice: per garantire nuove opportunità di lavoro nelle zone periferiche. Infatti, se da una parte la macchina statale ha la necessità di rinnovarsi per rispondere alle esigenze della popolazione, dall’altra non bisogna dimenticare l’importanza di garantire alle regioni periferiche posti di lavoro. Un tema a me caro fin da quando sedevo sui tavoli del Parlamento. Allora avevo presentato una mozione per spostare l’Ufficio del registro di commercio in una zona periferica e da Consigliere di Stato l’ho fatto, portando l’Ufficio del registro di commercio a Biasca. Nei progetti promossi dal mio Dipartimento ho sempre avuto un occhio – se non due! – di riguardo nei confronti delle regioni periferiche. Tutti sostengono che le valli sono una risorsa preziosa? Allora occorre valorizzarle con i fatti. In quest’ottica, la riorganizzazione avrà delle ricadute positive su tutta la Leventina, con la creazione di nuovi posti di lavoro e il conseguente impulso socio-economico, fatto di vitalità e opportunità.
Perché il benessere dei cittadini ticinesi passa anche attraverso servizi pubblici di qualità. Ovunque.

Norman Gobbi,
Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Scuola di Polizia 2018: pubblicato il bando di concorso

Scuola di Polizia 2018: pubblicato il bando di concorso

Comunicato stampa della Polizia cantonale | La Polizia cantonale comunica che è oggi stato pubblicato sul Foglio ufficiale il bando di concorso per l’assunzione di nuovi aspiranti gendarmi per la Polizia cantonale, di nuovi aspiranti agenti per le Polizie comunali di Ascona, Bellinzona, Biasca, Chiasso, Giubiasco, Intercomunale del Piano, Locarno, Lugano, Mendrisio, Muralto-Minusio e Stabio nonché per la Polizia dei trasporti. I candidati seguiranno la Scuola di Polizia a partire dal 1. marzo 2018.

La formazione per gli aspiranti agenti di polizia comprende, oltre a una parte teorica,
anche un periodo di pratica con stage sia nei corpi comunali che all’interno della Polizia
cantonale. Questo percorso permette ai candidati di sviluppare le qualità richieste per
questa professione, e di prepararsi adeguatamente alla complessità del lavoro
quotidiano sul territorio.

Come di consueto, l’idoneità dei candidati sarà verificata mediante prove fisiche,
mediche, di cultura generale e psicologiche. La decisione sull’ammissione dei singoli
candidati alla Scuola di Polizia giungerà entro la fine del mese di ottobre 2017.
Le candidature vanno inoltrate entro il 31 dicembre 2016. Il bando di concorso e i
formulari possono essere scaricati dal sito internet della Polizia cantonale, all’indirizzo
www.ti.ch/polizia. Inoltre, è in programma un incontro informativo lunedì 19 dicembre
2016, dalle 19 alle 22, nell’Aula magna dell’Istituto Cantonale di Economia e Commercio
in viale Stefano Franscini 32 a Bellinzona.