Equipaggiamento in moto, non solo casco in testa!

Equipaggiamento in moto, non solo casco in testa!

Comunicato stampa

Proteggere la testa con il casco è ormai divenuta da anni una buona abitudine, ma lo stesso non si può certamente dire per il resto del corpo di molti motociclisti. Troppo sovente, in particolare sul breve tragitto casa lavoro, l’equipaggiamento di taluni centauri lascia molto a desiderare, inconsapevoli dei rischi di incidenti e cadute in cui potrebbero incorrere. Per questo motivo è di estrema importanza dotarsi dell’equipaggiamento adeguato. Casco, giacca, pantaloni, guanti e stivaletti appropriati dovrebbero sempre essere indossati, anche per pochi chilometri.

Nel 2018 in Ticino sono stati constatati ben 411 incidenti con il coinvolgimento di un motoveicolo. In 249 occasioni hanno comportato il ferimento da lieve a grave di centauri e/o passeggeri. Parte dei ferimenti è sicuramente dovuto alla scarsa attenzione all’equipaggiamento, non corretto o non sufficientemente adeguato alle circostanze.
Chi circola in moto è maggiormente soggetto a cadute rispetto agli altri utenti della strada. Le due ruote hanno infatti una maggior probabilità di incorrere in un incidente con il conseguente risultato della caduta a terra del centauro. Strisciare sul manto stradale con una maglietta o una giacca leggera provoca delle abrasioni estremamente dolorose. Ne consegue che l’abbigliamento dovrebbe essere sempre curato e adeguato cosi da evitare, oltre alle abrasioni, pure le ferite agli arti.
Solamente giacca e pantaloni in materiale resistente alle abrasioni causate dallo sfregamento sull’asfalto nonché stivaletti da motociclista con gambali alti e parti rinforzate offrono una vera e propria protezione. Pure importanti i guanti poiché in caso di caduta, le mani sono le più esposte alle ferite. Protezioni per la schiena, gomiti e ginocchia dovrebbero inoltre completare l’equipaggiamento del motociclista. Non bisogna neppure dimenticare gli inserti riflettenti, sia che siano inseriti in un gilet protettivo o applicati direttamente sulla giacca, in quanto bisogna rendersi visibili agli altri utenti della strada.
Il casco di protezione deve essere sempre ben pulito così come la visiera che deve permettere una buona visione del campo stradale. In caso di caduta o di urto sul casco è necessario farlo controllare per verificare che possa ancora garantire una buona protezione. In caso contrario bisogna sostituirlo.
La motocicletta è una passione non priva di pericoli. Purtroppo gli incidenti capitano quando meno ce lo aspettiamo. Prepariamoci e proteggiamoci quindi per tempo!

“Tuer la liberté des Suisses n’améliore pas la sécurité dans l’UE”

“Tuer la liberté des Suisses n’améliore pas la sécurité dans l’UE”

Da www.rts.ch

Parmi les conseillers d’Etat, Norman Gobbi (Lega/TI) nage à contre-courant dans la campagne de votation du 19 mai. Contrairement à la majorité de ses colleguès, il est opposé à la loi qui vise un meilleur contrôle des armes en circulation.

Dans cette directive qui s’adapte aux mesures anti-terroristes édictées par l’Union européenne (UE), l’élu de la Lega dénonce une attaque frontale contre la souveraineté de la Suisse. “Cette modification de la loi est exigée par une directive de l’UE. Or, dans notre pays, on a bâti toutes nos plus belles réalisations sur la liberté individuelle, une valeur aujourd’hui mise en cause”, fustige-t-il au micro de La Matinale mercredi.

“En Suisse, l’attitude est celle de la confiance envers les citoyens, y compris les chasseurs, tireurs et collectionneurs d’armes, une approche qui n’est pas celle de l’UE. Une modification de la loi n’amènerait pas plus de sécurité en Suisse et en Europe, elle tuerait en revanche la liberté individuelle des Suisses”, souligne le Tessinois, qui pratique lui-même le tir sportif.

“Je réfute cette mise sous pression”

Dans ce scrutin, le maintien de la Suisse dans l’accord de Schengen-Dublin représente l’un des arguments principaux pour le oui. La Suisse est en effet tenue d’adapter sa législation sur les armes si elle veut rester dans l’alliance des Etats Schengen et Dublin. En cas de “non” le 19 mai, la coopération prendrait fin automatiquement après six mois.

“Je réfute cette façon de faire de l’UE, ses clauses guillotine, la mise sous pression. On ne peut pas avaler tout ce qui vient de Bruxelles”, conteste Norman Gobbi.

Les fusillades de Paris n’ont pas été perpétrées avec des armes venues de Suisse, mais avec des armes illégales, illustre-t-il. “Ce n’est pas en mettant en cause les bons citoyens suisses qu’on va améliorer cette situation.”

“Pas dans l’intérêt de l’UE”

Devant la menace d’une exclusion des accords Schengen-Dublin, l’élu léguiste affiche sa confiance. “La Suisse a toujours trouvé des solutions”, avance-t-il, s’appuyant sur le fait qu’une expiration pourrait être évitée si tous les Etats de l’UE et la Commission européenne acceptent, dans un délai de 90 jours suivant le vote – de faire une concession à la Suisse. “Ce n’est pas du tout dans l’intérêt de l’UE d’éjecter la Suisse”, estime-t-il encore.

L’UDC, avec les milieux du tir, est le seul parti à prôner le non dans les urnes le 19 mai.

https://www.rts.ch/play/tv/redirect/detail/10372446

Anche nel 2018 incidenti in diminuzione

Anche nel 2018 incidenti in diminuzione

Comunicato stampa

Lo scorso anno la Polizia cantonale e le polizie comunali sono intervenute per la constatazione di 3’752 incidenti (-3% rispetto al 2017), di cui 772 con conseguenze per le persone (-2%), per un totale di 722 feriti leggeri (-3), 206 feriti gravi (-14) e 15 morti (+6) in altrettanti incidenti (di cui 3 in autostrada o semi-autostrada). Due incidenti su tre avvengono all’interno delle località, quelli più gravi si registrano tuttavia fuori località. Il coinvolgimento di pedoni è relativamente stabile da alcuni anni, con un centinaio di incidenti e altrettanti ferimenti, un terzo dei quali in modo grave. Dopo le modifiche alla Legge federale sulla circolazione stradale degli ultimi anni, la verifica delle tratte critiche della rete cantonale è svolta annualmente in collaborazione con il Dipartimento del Territorio, con la proposta di interventi mirati anche di carattere strutturale.

I controlli preventivi restano una delle principali attività del V° Reparto Gendarmeria stradale, affiancati da numerosi impieghi sul fronte della coordinazione (segnaletica, manifestazioni), dell’autorizzazione alla circolazione e della formazione all’utenza. Le maggiori cause di incidenti sono facilmente identificabili e permangono legate al fattore umano: distrazione, inosservanza del diritto di precedenza, velocità e stato fisico alterato. L’interno degli abitati resta il settore con il maggior numero di sinistri, mentre quelli più gravi si registrano fuori località. Le due categorie più a rischio sono i pedoni e i veicoli a due ruote. La metà degli investimenti di pedoni avviene lontano dai passaggi pedonali ma comunque all’interno delle località, mentre il fenomeno emergente delle e-bike è aggravato dall’aumento delle loro immatricolazioni.

Le verifiche sui veicoli pesanti hanno raggiunto le 13’036 ore superando per il secondo anno il mandato dell’Ufficio federale delle strade (USTRA). Nello specifico settore del rispetto dell’Ordinanza lavoro e riposo sono stati esaminati 1’341 conducenti (di 889 autocarri, 238 minibus e 95 torpedoni).

I controlli di velocità della Polizia cantonale con apparecchi radar mobili e laser sono stati 419 (334 nel 2017), di cui 264 in abitato, 82 fuori abitato e 73 in autostrada. Su 285’548 veicoli controllati il 4,82% era in infrazione (con 466 revoche di licenza). Gli apparecchi fissi e semi-stazionari hanno controllato 17,6 milioni di veicoli di cui lo 0.95% in infrazione (con 2’603 revoche). Con l’obiettivo di rendere più sicure le aree di cantiere posizionate sull’autostrada sono stati effettuati diversi controlli che hanno confermato come i conducenti non percepiscano il potenziale pericolo e non adeguano la velocità. Nei 117 giorni di attività sono stati denunciati al Ministero pubblico 345 conducenti di cui 14 pirati della strada. Quest’ultima categoria, per l’intero anno, ha fatto registrare 27 denunce, 16 in più rispetto al 2017.

Le verifiche sull’abuso di alcol al volante, dopo il picco dello scorso anno (9’736 nel 2017) conseguente all’introduzione dell’etilometro probatorio, sono state 8’105 (1’609 a seguito di un incidente, 301 su autisti professionisti), ma con un’efficacia cresciuta dal 8.8% al 10.6% (858 casi positivi). È invece in netto aumento l’uso di medicamenti e sostanze psicoattive, fra cui la canapa light.

Nel corso del 2018 sono stati 35 gli interventi del Gruppo incidenti per sinistri gravi con in totale 9 persone decedute e 21 ferite. Da sottolineare che il carico di lavoro è importante e conseguentemente le ore dedicate a questa specifica attività sono numerose. Per questo tipo di constatazione del sinistro sul terreno è necessario, a dipendenza della complessità del caso, un lasso di tempo che va dalle 4 alle 5 ore di lavoro.

Riflessioni d’inizio quadriennio

Riflessioni d’inizio quadriennio

Dell’apprezzato discorso del presidente del Tribunale d’Appello Mauro Mini durante la cerimonia d’insediamento del Governo per la legislatura 2019-2023 mi ha colpito in modo particolare una parola, un concetto, ripreso più volte: semplificazione. Mini ha voluto individuare una linea direttrice – la semplicità -, chiedendo a noi cinque “governanti” di applicarla nel lavoro che siamo chiamati a svolgere a favore dei cittadini assieme all’amministrazione cantonale.
Faccio pienamente mio questo auspicio, perché sono convinto che mai come oggi (ma il discorso valeva ieri e varrà domani) i Ticinesi si aspettano di ricevere dai servizi dello Stato una mano sicura, ferma, che non tradisce e che garantisce quel che promette. Una mano che in primo luogo dia a tutti la possibilità di avere gli strumenti migliori per lavorare, per crearsi una famiglia, per beneficiare del nostro territorio, rispettandolo. Quelle “condizioni quadro” che sostengono la responsabilità individuale del “fare”. È un obiettivo prioritario e che può essere raggiunto se in primis l’amministrazione cantonale saprà andare “verso” i cittadini e non “contro” i cittadini. Dovrebbe essere una cosa normale e vi garantisco che l’amministrazione agisce con questa finalità. Ma nello stesso tempo sono cosciente che non sempre quanto viene fatto o richiesto è percepito positivamente dai Ticinesi. Non per nulla Mini ha voluto fare questo richiamo. La parola “semplificazione”, che deve venir declinata con la parola “efficacia”, aiuta subito a togliere molti paletti. In questo senso il collegio governativo dovrà operare a partire dalla definizione delle Linee direttive che caratterizzeranno il lavoro del Consiglio di Stato durante tutta la legislatura.

Il quadriennio che si è appena inaugurato vedrà in Parlamento la presenza di un maggior numero di deputati rappresentanti di formazioni politiche d’opposizione. È senz’altro un bene che il Legislativo svolga anche il suo ruolo di pungolo nei confronti dell’azione del Consiglio di Stato, oltre a quello di avanzare proposte e di controllare che la macchina statale funzioni correttamente. Sarà “semplice” che ciò avvenga? No, se da una parte (Legislativo) e dall’altra (Esecutivo) interpreteranno i propri differenti ruoli in un’ottica fine a se stessa, magari con uno spirito da campagna elettorale permanente, e non invece per affrontare gli aspetti e i problemi che davvero coinvolgono le cittadine e i cittadini del nostro Cantone. Che sono poi legati, per esempio, alla creazione e alla difesa di posti di lavoro per i residenti, al contenimento delle spese per la cassa malati, a creare comunità locali (i Comuni) in grado di assicurare nella prossimità i servizi ai propri cittadini al miglior costo, o a mettere a disposizione un sistema scolastico di qualità per far crescere i nostri figli, dando loro le migliori opportunità, senza dimenticare la politica fiscale che tocca direttamente le nostre tasche. 

Si apre per Governo e Parlamento una stagione nuova, rispetto a quanto abbiamo dovuto affrontare a inizio legislatura nel 2011 e nel 2015: si partirà con una situazione finanziaria decisamente migliore. Anche in questo caso mi auguro che possa davvero essere più “semplice” fare politica. Ma lo sarà solo nella misura in cui sia in Consiglio di Stato, sia nei partiti e quindi in Parlamento, si riescano a definire priorità condivise da una larga maggioranza, e soprattutto con idee chiare e progetti forti. Non dovessimo riuscire ad approfittare di questa buona congiuntura avremmo davvero buttato alle ortiche una grande occasione. Di tutto questo sono pienamente cosciente ed è per questo che porterò – semplicemente – il mio impegno per cogliere ogni opportunità.

 

Norman Gobbi,

Consigliere di Stato

Ringraziamento

Ringraziamento

Grazie alle Cittadine e ai Cittadini Ticinesi! La fiducia che ci avete accordato in queste elezioni sarà lo stimolo per lavorare nei prossimi quattro anni. Grazie soprattutto alle candidate, ai candidati e a tutte le persone attive in ogni angolo del Cantone: voi siete la forza di questo Movimento e il motore per la nostra attività politica.

Norman Gobbi  e Claudio Zali

Seduta costitutiva del Consiglio di Stato

Seduta costitutiva del Consiglio di Stato

Comunicato stampa

Al termine della cerimonia d’insediamento per la Legislatura 2019-2023, il Consiglio di Stato ha tenuto la propria seduta costitutiva, durante la quale è stato designato l’Ufficio presidenziale per l’anno 2019/2020.
A rivestire la carica di Presidente del Governo sarà Christian Vitta, mentre quale Vicepresidente è stato nominato Norman Gobbi.

Nel corso della seduta costitutiva è stata discussa anche l’attribuzione dei Dipartimenti, che si presenta come segue:

Dipartimento delle istituzioni
Direttore – Norman Gobbi
Supplente – Claudio Zali
Dipartimento della sanità e della socialità
Direttore – Raffaele De Rosa
Supplente – Manuele Bertoli
Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport
Direttore – Manuele Bertoli
Supplente – Christian Vitta
Dipartimento del territorio
Direttore – Claudio Zali
Supplente – Raffaele De Rosa
Dipartimento delle finanze e dell’economia
Direttore – Christian Vitta
Supplente – Norman Gobbi
Controllo cantonale delle finanze
Direttore – Norman Gobbi

Il Consiglio di Stato terrà la sua prima seduta ordinaria mercoledì 17 aprile 2019.

 

Da www.rsi.ch/news

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Il-nuovo-Governo-%C3%A8-servito-11640574.html

Un 2018 impegnativo per la Sezione reati economico finanziari

Un 2018 impegnativo per la Sezione reati economico finanziari

Comunicato stampa

L’attività d’indagine della Sezione reati economico finanziari (REF), che si occupa degli incarti più complessi in materia, anche nel 2018 ha toccato gran parte delle attività presenti in Ticino dei settori economici terziario e secondario. Lo scorso anno la sezione ha proceduto a 17 arresti (14 nel 2017) mentre a fine anno le inchieste ancora aperte ammontavano a 252 (-8%). Sono state inoltre effettuate 177 perquisizioni, sia domiciliari sia presso uffici di varia natura, nonché 444 interrogatori di persone coinvolte a vario titolo nei procedimenti penali. Le nuove inchieste affidate alla REF sono invece state 146.

In Svizzera i reati economici e finanziari noti all’autorità di perseguimento penale sono valutabili al 15% di quelli realmente commessi sul territorio. Per questo motivo non è possibile azzardare un’analisi circa la loro evoluzione. I reati maggiormente denunciati rimangono la falsità in documenti, la truffa, l’appropriazione indebita, l’amministrazione infedele e il riciclaggio di denaro, spesso combinati fra loro.

Tutte le principali attività del settore economico terziario presenti in Ticino (bancario, fiduciario, assicurativo privato e pubblico, commerciale, servizi sanitari, amministrazione pubblica e assicurazioni sociali) sono state oggetto di inchieste. Anche il settore economico secondario, in particolare quello dell’edilizia, ha comportato denunce per illeciti in particolare per tutta una serie di gravi violazioni nella gestione di società e per abusi nei confronti dei lavoratori. Nell’ambito dei reati fallimentari, grazie all’attenzione posta già a partire dal 2015, si constatano sempre più segnalazioni, anche da parte di privati. La maggior parte delle inchieste ha una connotazione transfrontaliera, sia perché il Ticino è una piazza finanziaria di primaria importanza a livello nazionale e internazionale, sia per il forte legame geografico col polo metropolitano lombardo. Si riscontrano numerosi abusi commessi attraverso società di capitali svizzere (SA o Sagl), in particolare la non osservanza delle norme imposte dal Codice delle obbligazioni. Spesso queste irregolarità iniziano già dal giorno della loro costituzione e si protraggono sull’arco di tutta l’esistenza della persona giuridica fino al suo scioglimento, sovente causato dal fallimento. Fra le violazioni si rileva frequentemente la fittizia capitalizzazione della società e la connessa cessione di mantelli giuridici, gravi lacune nella sua organizzazione (quali l’assenza del consiglio d’amministrazione o di un valido domicilio legale), gravi violazioni nella tenuta o addirittura l’inesistenza di una vera e propria contabilità, violazioni nelle norme sul diritto del lavoro in particolare nelle coperture assicurative ai dipendenti (AVS, assicurazione contro gli infortuni, assegni familiari, assicurazione maternità, ecc.), al pagamento di un salario usuale secondo i parametri svizzeri, il non riversamento delle trattenute salariali e dell’imposta alla fonte. Molti illeciti sono attuati con l’intento di sottrarsi al pagamento delle imposte e delle tasse: infatti si assiste spesso alla presenza di conti annuali falsi con l’omessa registrazione di parte dei ricavi o la creazione di finti costi. Questo causa i reati di frode fiscale e di truffa in materia di tasse che, nei casi più gravi, costituisce pure il reato preliminare al riciclaggio di denaro. Gli autori di questi illeciti variano da semplici sprovveduti che non conoscono le basi del diritto svizzero fino a scaltri personaggi che agiscono intenzionalmente per proprio tornaconto. Nel settore assicurativo si possono annoverare alcune inchieste nei confronti di dipendenti di case per anziani che per anni si sono appropriati illecitamente di denaro. Queste strutture presentano somme di bilancio e di conto economico importanti, al pari di una media azienda, e possono celare una serie di illeciti sventabili solo attraverso regolari e rigorosi controlli di plausibilità.

Per quanto riguarda la messa in circolazione di moneta falsa i casi trattati hanno raggiunto quota 32 per un totale di 252 banconote/monete di cui 33 relative a euro mentre 219 a franchi. In relazione alla falsificazione dei franchi la moneta più colpita è stata quella da CHF 5 con un sequestro di 195 pezzi. Per quanto riguarda la moneta europea la banconota maggiormente falsificata è quella da 50 euro, con 17 banconote sequestrate. In particolare la falsificazione degli euro è generalmente di buona fattura poiché effettuata da tipografie ben attrezzate e riconducibili a organizzazioni criminali. Per contro la qualità della falsificazione dei franchi è generalmente scarsa, trattandosi quasi sempre di fotocopie a colori di banconote.

A slowUP anche «Strade Sicure» e «Rifletti»

A slowUP anche «Strade Sicure» e «Rifletti»

Comunicato stampa

Anche quest’anno il Dipartimento delle istituzioni sarà presente alla manifestazione SlowUP Ticino che avrà luogo domenica 14 aprile nel Sopraceneri. Lo stand informativo delle campagne di prevenzione «Strade Sicure», curata dalla Polizia cantonale, e del progetto «Rifletti» sarà situato nel punto di ritrovo del Centro Migros di Sant’Antonino.

Anche questa edizione di slowUP Ticino si svolgerà su un percorso di 50 chilometri tra i due poli principali di Bellinzona e Locarno. Si tratta di un tracciato chiuso al traffico motorizzato, che i partecipanti potranno percorrere gratuitamente in bicicletta, sui pattini, a piedi o con qualsiasi altro mezzo rigorosamente privo di motore.
La presenza della Polizia cantonale e del progetto «Strade Sicure» nonché della campagna «Rifletti» è prevista nello stand informativo collocato nel piazzale del Centro Migros a Sant’Antonino; sarà proposta un’attività ludica e di agilità con le biciclette, che permetterà ai bambini di migliorare la padronanza dei loro mezzi a due ruote. Personale esperto sarà inoltre a disposizione di grandi e piccini, per fornire consigli di prevenzione. Inoltre sarà pure possibile partecipare al gioco di realtà virtuale della campagna “Made visible” e alcune hostess intratterranno i partecipanti con giochi e gadget ideati per ricordare agli utenti della strada di essere sempre ben visibili.
La sicurezza stradale è da sempre uno degli obiettivi strategici portati avanti dal Dipartimento delle istituzioni e la prevenzione è lo strumento prioritario per ridurre gli incidenti stradali e per migliorare la sicurezza. In quest’ottica la presenza sul territorio a manifestazioni di portata cantonale come slowUP con le campagne informative è fondamentale per raggiungere il maggior numero di persone.
Ulteriori informazioni possono essere ottenute consultando il sito www.slowup.ch.

Ripartire in moto in tutta sicurezza

Ripartire in moto in tutta sicurezza

Comunicato stampa

Prudenza e padronanza del proprio mezzo sono alla base di una guida sicura, in particolare quando si circola con scooter e motociclette, complice il ritorno della bella stagione. Al fine di sensibilizzare gli utenti delle due ruote motorizzate, il progetto del Dipartimento delle istituzioni Strade sicure sostiene i corsi post-formazione destinati ai motociclisti.
Passata l’ultima nevicata, è tempo di rimettersi in sella alla propria moto. Ad inizio stagione la Polizia cantonale consiglia di eseguire sempre un controllo, sia del veicolo sia dell’equipaggiamento. Anche chi usa lo scooter per tragitti prevalentemente cittadini è opportuno che si attenga a delle semplici regole per non rischiare di iniziare la stagione con un incidente.
Eseguire un controllo del veicolo: verificare lo stato dei freni e degli pneumatici e assicurarsi che la catena sia correttamente in tensione e lubrificata permette di partire in tutta sicurezza.
Occhi aperti e buon senso: applicare i concetti di guida difensiva e di prudenza, guidando nel pieno rispetto delle regole.
Essere ben visibili: indossare sempre un abbigliamento ben visibile, verificare che il vestiario sia pulito e che i catarifrangenti sulle protezioni non siano coperti, sporchi o molto usurati. Per poter essere subito riconoscibili poi, è importante mantenere sempre accese le luci anabbaglianti. Inoltre un casco pulito e in perfetto stato è essenziale per la sicurezza del conducente.
Attenzione anche nel traffico cittadino: manovre brusche, sorpassi non consentiti e il mancato rispetto delle regole aumentano il rischio d’incidenti e… non accorciano la strada!
Il progetto Strade sicure invita quindi tutti i motociclisti e scooteristi a rimettersi in discussione e ad aggiornarsi. Al fine di consolidare queste capacità e le tecniche di guida si consiglia di seguire dei corsi post-formazione appositamente pensati per gli utenti delle due ruote motorizzate. Un elenco dei corsi è disponibile sul sito internet del Consiglio svizzero della sicurezza stradale (CSS): https://www.vsr.ch/it/organizzatori-di-corsi.html.

Governo, la radiografia del voto: così De Rosa ha stracciato Beltraminelli. Zali: 14’000 crocette in meno

Governo, la radiografia del voto: così De Rosa ha stracciato Beltraminelli. Zali: 14’000 crocette in meno

Da www.liberatv.ch

Il ministro PPD sconfitto perde oltre 10’000 preferenziali. Farinelli meglio di Bertoli nel voto personale

Quasi 11’000 voti di distacco, 10’810 per la precisione. Un oceano di preferenze separa Raffaele De Rosa da Paolo Beltraminelli. Il che si traduce in un trionfo per il neo Consigliere di Stato e in una bocciatura senza appello per il ministro uscente. Il giudizio dei ticinesi, insomma, è stato durissimo nei confronti di Beltraminelli. Assai più severo, in rapporto a un paragone richiamato da molti nelle ultime ore, di quello che fu emesso nei confronti di Marina Masoni, quando venne estromessa dal Governo a favore di Laura Sadis.

Raffaele De Rosa, come certifica il distacco, ha battuto il suo avversario in ogni casa politica. A cominciare da quella pipidina, dove l’ex deputato ha vinto con 2’309 voti rispetto all’uscente. Abissale anche il distacco nelle preferenze esterne: 16’107 a 7’606. Totale: 8’501 voti di vantaggio. Così suddivisi nei principali bacini di voti. De Rosa ha staccato Beltraminelli di quasi 2’000 voti in casa Lega, di’1’700 nel PLR, di 1’300 dai socialisti. Circa 3’000 voti in più rispetto al rivale gli sono arrivati dalla scheda senza intestazione.

Al netto del lieve calo della partecipazione, l’ormai ex ministro Beltraminelli, se guardiamo le preferenze secche, nel 2015 aveva ottenuto 25’868 voti, mentre ieri le preferenze totali sono state 15’427: ovvero 10’441 crocette in meno.

L’altra notizia di giornata riguarda il caso Zali. Il ministro del Territorio, arrivato primo quattro anni fa, è stato battuto sia dal collega di lista Norman Gobbi che dal liberale radicale Christian Vitta.

Il distacco complessivo tra Gobbi e Zali è stato di 4’623 voti. Il ministro delle istituzioni ha costruito il suo vantaggio dalla lista Lega-UDC, dove il divario tra i due è di 2’211 preferenze (e qui si può supporre che siano soprattutto voti democentristi, il secondo partito di Gobbi). Più o meno lo stesso distacco lo si registra sul totale dei voti esterni: 2’412.

Gobbi ha battuto Zali con i preferenziali del PLR (+1’110 voti rispetto al collega), con quelli del PPD (+866) e quelli della scheda senza intestazione (+948). Il ministro del Territorio ha superato Gobbi – ma di troppi pochi voti – nel PS (321 voti) e nei Verdi (167).

Interessante il raffronto rispetto a quattro anni fa. Sempre tenendo presente il calo dei votanti e il risultato negativo della lista Lega-UDC, se consideriamo i preferenziali secchi, si nota come Gobbi abbia ottenuto lo stesso numero di crocette, 42’050 nel 2015, contro i 42’184 di ieri. Zali, per contro, quattro anni fa aveva totalizzato 51’817 voti, mentre domenica si è fermato a 37’561. Ballano oltre 14’000 preferenziali in meno.

Un’ultima curiosità legata ai voti personali: a livello di crocette Alex Farinelli batte Manuele Bertoli con 25’927 voti contro i 23’008 del ministro socialista.

Per quanto riguarda, infine, le liste gli elettori più generosi sono stati quelli del PLR con 25’941 voti dati all’esterno, seguiti dai leghisti con 22’501, dai socialisti 19’940 e dai pipidini con 16’615.