Tradizione: A Vevey si parlerà anche dialetto

Tradizione: A Vevey si parlerà anche dialetto

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 14 maggio 2019 del Corriere del Ticino

Il canton Ticino sarà ospite d’onore il 27 luglio alla Fête des vignerons con uno spettacolo firmato Daniele Finzi Pasca
Il regista: «Esibizione ricca di emozioni e magia»
Norman Gobbi: «Evento eccezionale che omaggia la nostra storia»

Il Ticino è pronto a scrivere un pezzo di storia. Il 27 luglio il nostro cantone sarà infatti ospite d’onore alla Fête des vignerons, la manifestazione patrimonio dell’UNESCO che dal 1797 celebra il settore vitivinicolo e che ogni 25 anni anima la cittadina di Vevey, nel canton Vaud, attirando oltre mezzo milione tra appassionati e curiosi. «È un evento eccezionale e per il Ticino è un onore poter prendere parte a una manifestazione che omaggia la tradizione e la storia della Confederazione», ha rimarcato il vicepresidente del Governo Norman Gobbi. Una presenza rossoblù che, nell’ambito dei festeggiamenti in programma dal 18 luglio all’11 agosto, metterà in evidenza «l’amore del nostro cantone per il suo territorio e l’importanza di prendersi cura della propria terra», ha continuato il direttore delle Istituzioni sottolineando come «quest’amore passa anche dal saper coniugare tradizione e innovazione».

Dietro l’atmosfera
Ma questa 12. edizione della Fête des vignerons vedrà il nostro cantone giocare un ruolo ancor più importante. Sì perché lo spettacolo che contraddistingue la manifestazione porta la firma di uno dei maggiori artisti ticinesi: Daniele Finzi Pasca. «Racconteremo il lavoro di quegli uomini che, per tutto l’anno, si impegnano per far crescere la vigna in una rappresentazione ricca di emozione e magia», ha spiegato il regista che non ha voluto svelare troppo dello spettacolo promettendo però di «far immergere lo spettatore in un’esperienza sensoriale fatta di musica e luci. Abbiamo lavorato molto a questo progetto perché volevamo capire cosa c’è dietro a questa febbre che, tutto d’un tratto, esplode e per un mese trasforma Vevey. Insomma è un’atmosfera unica: basta pensare che nove mesi dopo la Fête des vignerons si registra un decisivo incremento demografico nella cittadina». Ironia a parte, a fungere da fil rouge della rappresentazione saranno un nonno e la sua nipotina, Julie, che accompagneranno gli spettatori alla scoperta delle tradizioni legate alla vigna. «La Fête des vignerons è cambiata rispetto al passato – ha aggiunto Finzi Pasca – ed è tuttora in evoluzione. Abbiamo quindi voluto presentare uno spettacolo che fosse, insieme, tradizione e innovazione. Per far sì piacere ai tradizionalisti, ma anche per saper affascinare i più giovani. Perché sono loro, sono le prossime generazioni che saranno chiamate a portare avanti questa tradizione». Uno spettacolo che si preannuncia «effervescente» e che vedrà 5.500 attori darsi il cambio sul palco di un’arena «ancora più grande rispetto al passato e capace di accogliere 20.000 spettatori. Un’arena – ha annunciato creatore artistico – che rappresenta anche una prima mondiale dal momento che il pavimento sarà interamente ricoperto di uno strato di LED capace di illuminare e far danzare i figuranti sulla luce».

Un’amicizia confederale
Detto dello spettacolo, la presenza del nostro cantone sulle rive del Lemano raggiungerà il suo culmine il 27 luglio, quando appunto «una delegazione ticinese sfilerà assieme a rappresentanti dei Cantoni della Svizzera centrale. Una scelta questa che vuole rimarcare l’amicizia confederale che ci lega», ha spiegato il cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri precisando inoltre come per l’intera durata della manifestazione «saranno molteplici gli appuntamenti e gli eventi che metteranno in risalto le peculiarità del nostro cantone quale terra vitivinicola». Una vetrina unica dove non mancherà «Sapori Ticino che, in collaborazione con Ticino Turismo, proporrà le eccellenze nostrane alla Maison Ticino», ha aggiunto il cancelliere.

In attesa di dare il via alla manifestazione,a sottolineare l’importanza della presenza ticinese alla Fête des vignerons è stato anche François Margot, presidente e abate della Confrérie des vignerons, che ha evidenziato il legame che unisce Vaud e Ticino. «Forse non sembra – ha affermato – ma il canton Vaud è molto vicino al Ticino e condivide con voi molti valori. Ecco perché siamo contenti della vostra presenza ad un evento storico ed eccezionale. Un evento capace di unire tutti i cantoni attorno ad una manifestazione culturale che è diventata parte integrante delle nostre radici. Non ho problemi a dirlo: questo appuntamento è diventato un tassello chiave della nostra identità». E di identità ha parlato anche Milena Folletti, vicedirettrice della RSI, che ha precisato come l’emittente «sarà presente per riportare i volti e le emozioni non solo del Ticino, ma di tutta la Svizzera» grazie anche a una serie di documentari dedicati a chi, del vino, ne ha fatto la propria passione. «Vogliamo portare oltralpe l’imprenditorialità della Svizzera italiana quando si parla di vino – ha precisato Folletti – mostrare a tutti l’eccellenza che caratterizza il nostro territorio».

Servizio all’interno dell’edizione di lunedì 13 maggio 2019 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11757788

Il Ticino partecipa alla Fête des Vignerons 2019

Il Ticino partecipa alla Fête des Vignerons 2019

Comunicato stampa

Il Ticino ha presentato oggi i contenuti della propria presenza all’edizione 2019 della Fête des Vignerons, in programma dal 18 luglio all’11 agosto a Vevey (VD), durante la quale anche il nostro Cantone parteciperà per rendere omaggio alla tradizione e alla cultura identitaria svizzera. Diverse sono le attività in programma, con il coinvolgimento degli operatori turistici e del settore vinicolo. Daniele Finzi Pasca ha inoltre fornito alcune anticipazioni sul grande spettacolo del quale è curatore e regista.

Il 27 luglio 2019 il Cantone Ticino parteciperà alla prossima edizione della Fête des Vignerons con una giornata cantonale, i cui contenuti sono stati anticipati nel corso della conferenza stampa. Il Consiglio di Stato, rappresentato oggi dal Vicepresidente Norman Gobbi, intende con questa presenza ufficiale omaggiare la tradizione identitaria svizzera. Nel corso dell’incontro informativo sono stati illustrati – da parte del Presidente e Abate della Confrérie des Vignerons, François Margot – i contenuti della manifestazione, dal punto di vista storico e culturale. Daniele Finzi Pasca, il creatore, con Julie Hamelin Finzi, della Fête des Vignerons 2019 e regista dello spettacolo, ha fornito alcune anticipazioni sui contenuti dello spettacolo e della rappresentazione artistica. La RSI ha infine presentato i dettagli della copertura mediatica dell’evento da parte del servizio pubblico radiotelevisivo, che dedicherà particolare attenzione alla giornata ticinese.
Il Canton Ticino sarà presente a Vevey con una rappresentanza istituzionale con attività di promozione turistica coordinate da Ticino Turismo all’interno di uno spazio espositivo, con momenti folcloristici e musicali e con attività di promozione del settore vitivinicolo ticinese; a questo scopo, va menzionata la presenza di Ticinowine all’interno del padiglione nazionale di Swiss Wine. Va ricordata inoltre un’iniziativa della rassegna gastronomica «Sapori Ticino», che darà vita alla «Maison Ticino», per promuovere alcune eccellenze del nostro territorio.
L’Abate e Presidente della Confrérie des Vignerons François Margot si rallegra della bella presenza del Cantone Ticino a Vevey durante la Festa. Si felicita pure che la scelta del ticinese Daniele Finzi Pasca quale creatore dello spettacolo abbia permsso di rinforzare i legami confederali e di mostrare che la Svizzera è ricca di creatori di fama internazionale capaci di tenere viva la tradizione per un pubblico contemporaneo.

Sempre più pressione su Lauber

Sempre più pressione su Lauber

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 13 maggio 2019 de La Regione
Le reazioni in Ticino

(…)

Il Ticino è sede di una delle antenne del Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) presenti sul territorio nazionale. «In questi anni la collaborazione del nostro Cantone con Lauber e con la Procura federale in generale è stata sempre buona, se non ottima – premette il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, da noi interpellato –. Mi dispiace della situazione venutasi a creare e in ogni caso bisognerà dimostrare che ciò che si rimprovera a Lauber sia qualcosa di effettivamente problematico. Ora, il primo che può fare chiarezza è lo stesso Lauber, il quale ha comunque sempre riservato una certa attenzione al Ticino. La recente promozione di una ticinese, la procuratrice federale capo Dounia Rezzonico, a responsabile della Divisione criminalità economica del Ministero pubblico della Confederazione ne è una dimostrazione».

Detto questo, prosegue Gobbi, «occorrerebbe semmai riflettere sull’intero sistema di perseguimento penale federale, sulla sua organizzazione. Se guardiamo all’attività, alla produttività del Ministero pubblico della Confederazione, qualche domanda è senz’altro lecito porsela». Non sono certo tanti i casi di competenza della Procura federale che finiscono sotto la lente dei giudici, quantomeno in tempi ragionevolmente brevi. «A conti fatti – riprende Gobbi –, non sarebbe stato meglio quando si trattò di riformare il Ministero pubblico della Confederazione fissare un accordo quadro con i Cantoni per rendere più incisivo il perseguimento di determinati reati?».

Guardie Svizzere del Papa: “Un esempio per i giovani”

Guardie Svizzere del Papa: “Un esempio per i giovani”

Alcune considerazioni del Consigliere di Stato Norman Gobbi dopo la visita a Roma
Recarsi a Roma, visitare il Vaticano, partecipare alle funzioni religiose rappresenta per ogni cattolico un momento particolare. “ Sì, è il sentimento che ho provato lo scorso fine settimana – ci dice il Consigliere di Stato Norman Gobbi. Questa volta, però, c’erano due fattori ulteriori che hanno creato un ambiente ancora più toccante: il giuramento delle Guardie Svizzere del Papa e il fatto con il Canton Ticino per la prima volta fosse l’invitato d’onore a questa cerimonia”.  Gobbi faceva parte della delegazione ticinese. “Il programma allestito in tale circostanza ha permesso davvero di entrare meglio in contatto con una realtà, quella delle Guardie Svizzere, che suscita sempre ammirazione. La dedizione totale di questi giovani svizzeri alla causa del Papa è encomiabile. Tra coloro che hanno prestato quest’anno il giuramento il 6 maggio c’erano anche tre ticinesi. Da qui la presenza a Roma di tante persone giunte dal Ticino con le quali si è potuto scambiare opinioni, ma soprattutto emozioni”. La delegazione ticinese, oltre ai rappresentati del Governo, era formata anche da deputati in Gran Consiglio, come il vice presidente Daniele Caverzasio, da parlamentari a Berna, come la consigliera nazionale Roberta Pantani, dal comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e da autorità militari.
Il rapporto tra il Corpo delle Guardie Svizzere e il nostro Cantone è diventato ancora più stretto da quando una parte della formazioni dei giovani alabardieri viene svolta presso la Scuola cantonale di Polizia. “Si tratta di quattro settimane molte intensive – sottolinea il capo del Dipartimento delle istituzioni – nelle quali le guardie svizzere affinano e rafforzano la loro formazione, così da essere meglio preparati nei compiti che dovranno svolgere in Vaticano a protezione del Papa. Durante gli incontri ufficiali, il comandante del Corpo delle Guardie Svizzere ha sottolineato la professionalità dei corsi e i benefici di tale formazione, ringraziando per la collaborazione e le competenze che il Ticino ha saputo mettere in campo. Personalmente ritengo che questo tipo di collaborazione abbia rafforzato le capacità organizzative in ambito formativo della nostra Polizia cantonale, portando quindi benefici anche al nostro Corpo. Per questo, oltre ad aver favorito tale soluzione, sosterrò con convinzione anche in futuro i rapporti con il comando delle Guardie Svizzere” .
Cartoline dal Vaticano…

Cartoline dal Vaticano…

Da www.liberatv.ch

Il comandante Matteo Cocchi racconta l’impegno della Polizia per le Guardie del Papa

Lunedì scorso, 6 maggio, anniversario del Sacco di Roma, avvenuto il 6 maggio del 1527, il comandante della Polizia cantonale, Matteo Cocchi, ha partecipato, insieme a una delegazione di politici e rappresentanti delle istituzioni ticinesi, alla cerimonia di giuramento delle nuove Guardie Svizzere Pontificie.

Comandante, immaginiamo che il viaggio al Vaticano sia stato un’occasione per rinsaldare ulteriormente la collaborazione tra Polizia cantonale e Guardie Svizzere avviata nel 2016…
Certo, la cornice dell’edizione 2019 del Giuramento, della quale il Ticino era Cantone ospite, ha rivestito una particolare valenza anche alla luce dell’attività di collaborazione tra la nostra Polizia cantonale e la Guardia Pontificia Svizzera, collaborazione che oggi si può definire consolidata. I differenti moduli di formazione che si sono svolti negli ultimi anni in Ticino, sotto la direzione e la supervisione di istruttori del nostro Corpo, è riconosciuta come altamente professionale. Un fattore sottolineato in modo ufficiale da parte del Comandante della Guardia, Christoph Graf, nel corso dei festeggiamenti, e che sicuramente costituisce per noi un motivo di soddisfazione. Un ringraziamento va a coloro che negli anni hanno creduto in questo progetto, che grazie allo spirito propositivo che ci contraddistingue, ha raggiunto lo scopo di ulteriormente affinare talune attività nell’ambito della sicurezza del Santo Padre.

Una collaborazione che coinvolge anche il comando della Forze Speciali dell’Esercito. Come vi coordinate?
La collaborazione con l’Esercito e in particolare il Comando delle Forze Speciali di stanza al Monte Ceneri, ci permette di poter effettuare tutte le attività di addestramento sulla piazza d’armi di Isone. Luogo ideale per i contenuti che vengono trattati sull’arco delle 4 settimane di corso. Ma la collaborazione non è legata solo a questa attività: si estende ad altri ambiti formativi a conferma gli ottimi rapporti affinati negli anni tra Esercito e Polizia. Questo gioco di squadra ci permette di poter usufruire di infrastrutture moderne e funzionali.

Chi segue la carriera di Guardia pontificia può trovare sbocchi futuri nella Polizia cantonale?
Certo, nei nostri ranghi ci sono diversi agenti che hanno prestato servizio in Vaticano. Pur non costituendo un corridoio preferenziale, l’esperienza acquisita nella Guardia Svizzera Pontificia, è sicuramente un valore aggiunto alle qualità richieste ad un agente di Polizia. Disciplina, valori, senso del dovere e predisposizione particolare ad attività fuori dal comune, sono alcuni degli elementi che possono ben rientrare nel profilo di un gendarme.

Ci sono altri progetti futuri nell’ambito della collaborazione?
Per quanto riguarda la formazione di base, si può affermare che quanto messo in campo è da considerarsi come un caposaldo della formazione delle future Guardie Pontificie. A conferma di ciò, attualmente il Comando di Roma sta affinando un ulteriore progetto in collaborazione con la Sezione formazione della Polizia cantonale allo scopo di allineare i concetti formativi, erogati in Ticino, anche al resto degli alabardieri. Attività questa che si può indentificare come “continua” e che permetterà quindi in futuro di introdurre novità tecniche e tattiche relative all’impiego di Polizia. Accorgimenti che potranno essere aggiornati proprio in ragione dell’evoluzione che si rileva anche in questo importante ambito.

Nella foto (LiberaTV) Cocchi insieme al sergente istruttore Guillaume Favre che annualmente segue le reclute durante i corsi svolti in Ticino.

Definita la data della votazione consultiva per l’aggregazione tra Collina d’Oro e Muzzano

Definita la data della votazione consultiva per l’aggregazione tra Collina d’Oro e Muzzano

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato lo studio di aggregazione tra i comuni di Collina d’Oro e Muzzano, che rientra negli scenari indicati dal Piano cantonale delle aggregazioni (PCA). Nel progetto è stato aggiornato l’aspetto che riguarda l’organizzazione del servizio di polizia comunale, per il quale si prevede ora l’accorpamento della polizia strutturata di Collina d’Oro nella Polizia Ceresio Sud. La votazione consultiva è stata fissata per domenica 20 ottobre 2019, in concomitanza con le elezioni federali.
La Commissione di studio per l’aggregazione di Collina d’Oro e Muzzano ha trasmesso al Consiglio di Stato la propria proposta di aggregazione nel mese di maggio dello scorso anno. A seguito delle prospettate evoluzioni relative all’organizzazione del servizio di polizia locale, il Consiglio di Stato ha in seguito chiesto alla Commissione un aggiornamento dello studio aggregativo su questo aspetto. La futura organizzazione prevede ora, invece dello svolgimento in proprio del servizio di polizia indicato nello studio, l’integrazione del Corpo di polizia di Collina d’Oro in quello di Ceresio Sud, tramite accordo con il Comune di Paradiso. L’intesa è in fase avanzata di elaborazione.
Lo studio aggregativo è accompagnato dai preavvisi favorevoli dei due municipi, allestiti come prevede la legge dopo aver sentito i rispettivi consigli comunali, il cui parere non è vincolante. Questi ultimi hanno espresso preavviso favorevole a Collina d’Oro (unanimità) e contrario di stretta misura a Muzzano (10 favorevoli, 11 contrari).
La proposta di aggregazione, conforme agli scenari contenuti nel Piano cantonale delle aggregazioni (PCA) attualmente al vaglio del Gran Consiglio, concretizza la volontà politica dei due municipi di consolidare i rapporti tra gli attuali comuni per una maggiore efficienza nella gestione delle risorse territoriali, umane e finanziarie del comprensorio.
Con l’aggregazione di Collina d’Oro (4’911 abitanti a fine 2017) e Muzzano (812) si propone di far nascere un nuovo Comune dal nome “Collina d’Oro”, con una popolazione di quasi 6’000 abitanti e oltre 3’000 posti di lavoro. La prospettata situazione finanziaria del nuovo Comune si presenta come solida, con risorse fiscali ben superiori alla media cantonale e moltiplicatore d’imposta molto favorevole, che al 65% garantirebbe un equilibrio stabile e un autofinanziamento annuo di circa 3,8 milioni di franchi. Alla luce di tale positiva situazione, non sono previsti supporti finanziari da parte del Cantone.
Lo studio prevede che il nuovo Comune di Collina d’Oro venga amministrato da un municipio di 7 membri e da un consiglio comunale di 35, con possibilità di istituire circondari elettorali corrispondenti alle giurisdizioni dei comuni originari (Agra, Carabietta, Gentilino, Montagnola e Muzzano).
La votazione consultiva avrà luogo domenica 20 ottobre 2019, in concomitanza con le elezioni federali.

Riorganizzazione del settore della protezione del minore e dell’adulto: pubblicato un concorso pubblico per una nuova funzione

Riorganizzazione del settore della protezione del minore e dell’adulto: pubblicato un concorso pubblico per una nuova funzione

Comunicato stampa

La Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni informa che venerdì 3 maggio 2019 è stato pubblicato il bando di concorso pubblico per la posizione di Collaboratore/trice scientifico/a incaricato/a presso la Direzione della Divisione della giustizia, con il compito di coadiuvare quest’ultima nell’ambito del progetto di riorganizzazione del settore della protezione del minore e dell’adulto.
Proseguono i lavori della Divisione della giustizia contestualmente al progetto di riorganizzazione del settore della protezione del minore e dell’adulto. In quest’ottica, è in corso la mappatura dei costi e dei ricavi finanziari delle attuali sedici Autorità regionali di protezione, demandata dal Consiglio di Stato a una società di revisione esterna, mentre ad inizio anno il Governo ha istituito il Gruppo di progetto con il compito di approfondire la “cantonalizzazione” amministrativa delle Autorità regionali di protezione, il cui funzionamento è oggi di competenza comunale, all’interno dell’Amministrazione cantonale. Parimenti, continuano gli incontri della Divisione della giustizia, unitamente alla Camera di protezione del Tribunale di appello, Autorità di vigilanza del settore, con i Comuni sede delle Autorità regionali di protezione a seguito delle ispezioni congiunte terminate nel corso del 2018, tesi infine a rafforzare a corto termine l’operatività delle Autorità regionali di protezione.
La Direzione di questo importante progetto di riorganizzazione è di spettanza della Divisione della giustizia, che potrà avvalersi in tal senso di una risorsa dedicata per la quale il 3 maggio 2019 è stato aperto un bando di concorso pubblico nella funzione di Collaboratore/trice scientifico/a incaricato/a sino al 31 dicembre 2020. Questa nuova figura avrà il compito di coordinare e coadiuvare, d’intesa con la Direttrice della Divisione della giustizia, il progetto di “cantonalizzazione” delle Autorità regionali di protezione e del riordino del settore della protezione del minore e dell’adulto. La medesima coordinerà e fungerà in particolare da punto di riferimento per l’attività dei Sottogruppi di progetto tematici e/o Gruppi di lavoro che verranno costituiti su impulso del Gruppo di progetto principale. Inoltre, fungerà altresì da punto di riferimento per quanto attiene al settore della protezione del minore e dell’adulto – con riguardo ai molteplici attori interessati da questo settore sensibile –, anche nell’ambito dell’attività corrente della Divisione della giustizia.
A livello di requisiti, per la posizione posta a concorso si ricerca una persona con formazione accademica completa rilasciata da un’università svizzera, preferibilmente in economia aziendale, diritto, informatica o ingegneria gestionale, che disponga di esperienza nella gestione di progetti. Capacità analitica e orientata al risultato, attitudine all’ascolto e alla mediazione, affidabilità e spirito di iniziativa, come pure ottime capacità redazionali, sono altri aspetti che si rivelano essenziali per la posizione posta a concorso.
Tutte le informazioni attinenti alle condizioni e ai requisiti per partecipare al concorso pubblico, aperto sino al 17 maggio 2019, sono consultabili alla pagina web dell’Amministrazione cantonale www.ti.ch/concorsi.

Vaticano a tinte rosse e blu

Vaticano a tinte rosse e blu

Da www.rsi.ch/news

Il Ticino ospite d’onore della cerimonia di giuramento delle 23 nuove guardie svizzere pontificie

Il Vaticano si è tinto di rosso e blu, lunedì mattina, in occasione della cerimonia di giuramento delle 23 nuove guardie svizzere pontificie. Per l’occasione, era presente una delegazione guidata dal presidente del Consiglio di Stato ticinese, Christian Vitta.
Presenti, tra gli altri, anche i Cantori della Turrita, che hanno accompagnato la funzione all’altare della Cattedra della Basilica di San Pietro.
Il giuramento delle nuove guardie svizzere si svolgerà nel tardo pomeriggio nel cortile di San Damaso, per commemorare la morte dei 147 soldati elvetici caduti in difesa del Papa Clemente VII nel Sacco di Roma (1527) proprio nel cortile del Palazzo Apostolico.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Vaticano-a-tinte-rosse-e-blu-11730863.html

 

E adesso diamo ai ticinesi più libertà e meno imposte

E adesso diamo ai ticinesi più libertà e meno imposte

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi fissa alcuni obiettivi per i prossimi quattro anni
L’ho detto durante la campagna elettorale: uno degli obiettivi principali per questo nuovo quadriennio è garantire ai Ticinesi maggiore libertà. Negli ultimi anni, assieme ai collaboratori del Dipartimento e con l’appoggio dei colleghi di Governo, abbiamo dato a questo Cantone un elevato grado di sicurezza, in un contesto locale e internazionale per niente facile.
Dare più libertà significa innanzitutto alleggerire il peso di una burocrazia invasiva e snellire quelle procedure amministrative che troppo spesso impastoiano cittadini e imprese. È un fronte sul quale già ho avuto modo di intervenire, ma si può fare di più. Anzi: si deve fare di più! Perché se si vuole che il Ticino cresca e che il benessere dei residenti aumenti dobbiamo sostenere e non penalizzare il singolo cittadino nella sua attività privata, così come le aziende nelle loro pratiche per investire, assumere e proporre nuovi progetti.

Automobilisti… più liberi
Fare degli esempi rende più facile la comprensione di quanto dico. Prendiamo la Sezione della circolazione e in particolare il servizio che si occupa delle immatricolazioni. È tra gli sportelli più sollecitati dell’intera amministrazione cantonale. E soprattutto sui tratta di un servizio che coinvolge tutti i Ticinesi in possesso di un’auto o di una moto. La continua crescita di pratiche – e nonostante gli sforzi dei collaboratori – ha provocato un aumento dei tempi di attesa per chi si recava a Camorino. In media le pratiche giornaliere (tra settembre 2017 e marzo 2018) erano 736, con tempi d’attesa di 40 minuti, ma che potevano in alcuni casi e momenti salire sopra l’ora e venti minuti. Una situazione non più sostenibile ai miei occhi e che ci ha spinti ad adottare misure incisive con l’obiettivo di far scendere a 20 minuti i tempi medi di attesa e a 40 minuti quelli massimi. Oggi possiamo dire non solo di aver raggiunto l’obiettivo, ma di averlo migliorato: nel mese di marzo i tempi di attesa sono stati mediamente di 10 minuti! I vantaggi per privati e garagisti sono quindi evidenti.

Ceto medio… più leggero
Allo stesso tempo il mio impegno verrà sviluppato assieme ai colleghi di Governo, per portare stimoli e trovare soluzioni che vadano nella direzione proprio di migliorare il contatto tra cittadino e amministrazione, così da rendere virtuoso il rapporto Stato-economia-cittadini. Per virtuoso si intende favorire l’iniziativa e la responsabilità individuale, con lo Stato in un ruolo sussidiario, ossia di sostegno a quanto le persone, le aziende e le società residenti in Ticino promuovono. Proprio questa settimana il Consiglio di Stato ha preso posizione sul tema federale in votazione il 19 maggio prossimo riguardante la riforma fiscale e il risanamento dell’AVS. Abbiamo detto sì perché vediamo benefici importanti sul breve e medio termine per le aziende e un aiuto quasi immediato al finanziamento del fondo per l’AVS, così che possa essere sempre in grado di erogare la rendita agli anziani ogni inizio mese. Inoltre a livello fiscale questa riforma lascia ai Cantoni un margine di manovra interessante. Ed è proprio qui che il Ticino farà la sua parte e io spero che si riesca a migliorare le condizioni fiscali dei cittadini residenti, che pagano le imposte. Su questo punto andrà il mio impegno, che non riguarda solo le aziende o la tassazione dei contribuenti più facoltosi, ma che sarà incentrato soprattutto a favore del ceto medio: è tempo e ora di intervenire positivamente per quei cittadini che sono la colonna portante della nostra società!