“Nuove misure se sarà necessario”

“Nuove misure se sarà necessario”

Il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi commenta l’invito di Alain Berset ai Cantoni a introdurre nuove misure
Alain Berset lo ha ripetuto molte volte in conferenza stampa: i cantoni che hanno numeri critici devono introdurre nuove misure e correggere la rotta, in caso contrario dovrà intervenire la Confederazione. Il Ticino attualmente è il Cantone con i numeri peggiori e per questo a sud delle Alpi ci si è sentiti chiamati in causa.

Lunedì si riunirà il Governo
Norman Gobbi, intervenuto al Tg di Teleticino, ha però sottolineato come “nelle ultime settimane abbiamo riscontrato una diminuzione, prima marcata e ora più lieve dei contagi” e come le “il Ticino oggi abbia misure più restrittive rispetto ad altri Cantoni”. Un esempio è la Svizzera orientale, dove la mancanza di misure, se non quelle federali, ha portato a un aumento dei casi. Il Consiglio di Stato, ha però aggiunto Gobbi, ritiene la situazione sempre “preoccupante” e per questo si è riunito due volte questa settimana e lo farà ancora lunedì. “Siamo pronti a prendere nuove misure se fosse necessario, proprio per correggere questa curva e permettere a tutti di vivere un Natale diverso ma un po’ più normale”, ha spiegato il presidente, che però ha ripetuto: “Ma se sarà necessario”.

“Si rispettino i piani, o pagano tutti”
Parlando poi di stazioni sciistiche, Gobbi ha spiegato che a gestire le autorizzazioni sarà il Gruppo grandi eventi, che sarà chiamato a valutare i piani di protezione. Piani che, però, sarà importante soprattutto rispettare. Sugli impianti, sulle piste, ma anche nell’ambito della gastronomia. “Qui il richiamo che faccio, proprio perché abbiamo visto alcune disattenzioni anche nell’ambito di esercizi pubblici, è di fare attenzione”, ha sottolineato il consigliere di Stato. “Proprio perché il comportamento sbagliato di taluni, siano essi i gerenti oppure la clientela, poi magari potrebbe comportare strette sulle misure che non toccano solo quell’individuo o quel locale ma toccheranno tutta la collettività”.

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Da www.rsi.ch/news

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Evoluzione-dei-casi-da-monitorare-13656676.html

Evoluzione dei casi da monitorare
Norman Gobbi: le autorità ticinesi analizzeranno i dati e decideranno settimana prossima se imporre nuove restrizioni

Le autorità ticinesi terranno sott’occhio l’evoluzione dei contagi prima di prendere decisioni su nuove limitazioni per frenare la diffusione del coronavirus. Lo ha detto Norman Gobbi dopo le nuove misure e raccomandazioni annunciate da Berna, sottolineando come nel cantone sono già in vigore misure più restrittive di quelle imposte dalla Confederazione.
In caso di uno stallo o un aumento dei nuovi contagi sarà necessario prendere delle misure restrittive in modo da poter godere di un Natale diverso ma più vivibile, ha sottolineato il consigliere di Stato.
Gobbi ha poi rinnovato l’appello a rispettare le norme in vigore per frenare il numero dei casi, perché le nuove misure andrebbero a pesare su tutti.

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Da www.cdt.ch

Gobbi: «Se necessario pronti ad agire»

Il presidente del Consiglio di Stato commenta le esortazioni giunte da Berna: «Lunedì ci riaggiorneremo alla luce dei nuovi contagi, ma non vogliamo farci travolgere dagli eventi»
Alain Berset non ha fatto nomi. L’esortazione del consigliere federale, rivolta a quei Cantoni dove il numero dei contagi non vuole calare (e anzi cresce), sembra tuttavia chiamare in causa il Ticino. «Effettivamente siamo gli ultimi in classifica in termini di incidenza del coronavirus, ma viviamo comunque una fase di discesa» precisa il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. «Una discesa che è stata marcata nelle scorse settimane, mentre negli ultimi giorni si è assistito a uno stallo. Altri cantoni stanno invece conoscendo un aumento dei casi: penso alla Svizzera orientale e ad esempio a San Gallo, dove ci si è sempre adeguati alle direttive della Confederazione senza adottare restrizioni aggiuntive di competenza cantonale».
A livello ticinese, ricorda quindi Gobbi, l’approccio è stato diverso. «Con misure più severe sul piano degli incontri privati e degli eventi pubblici, per i quali ricordo valgono i limiti di 5 e 30 persone a fronte delle 10 e 50 fatte valere dal Consiglio federale».

«Quanto attivismo…»
La situazione, tuttavia, non lascia tranquilla né Berna né Bellinzona. «Perciò come Consiglio di Stato manteniamo alta la guardia: la protezione del nostro sistema sanitario resta prioritaria» ribadisce Gobbi. Per poi chiarire: «Se a breve termine si dovesse assistere a una stagnazione dei contagi a livelli eccessivi siamo pronti ad agire con nuove misure. E ciò anche in vista di un Natale sì diverso ma che puntiamo a rendere il più normale possibile rispetto al quadro attuale. Non vogliamo ad ogni modo farci travolgere dagli eventi, preferendo analizzare giorno per giorno la situazione. Per questa ragione lunedì ci riaggiorneremo e se del caso pianificheremo ulteriori interventi». Una considerazione, questa, che il presidente del Governo ticinese avanza al netto dell’«attivismo federale» palesato ieri e che – aggiunge Gobbi – «sarebbe stato altrettanto gradito nella prima fase della pandemia, la scorsa primavera».

«Vocazioni diverse»
E a proposito del pressing da parte del Consiglio federale. Nelle parole di Berset è parso di cogliere un plauso all’azione radicale intrapresa dai Grigioni, dove bar e ristoranti sono stati chiusi per due settimane. «Questo Cantone vuole salvare Natale e Capodanno, conscio della sua vocazione per il turismo invernale» indica Gobbi: «Un discorso che non vale per il Ticino, che in questo periodo – soprattutto nelle città – non fa così affidamento sul comparto in questione. Di qui la necessità di un approccio differenziato».

Stazioni di risalita sotto esame
Di impianti di risalita ne sono ad ogni modo presenti diversi anche a sud delle Alpi. Un po’ come successo a ottobre con i grandi eventi sportivi, spetterà ai Cantoni dare o meno il via libera a queste attività. Oggi, Norman Gobbi autorizzerebbe le stazioni ticinesi ad aprire? «Da un lato – spiega il nostro interlocutore – andranno valutati i piani di protezione delle singole realtà. Dall’altro farà stato l’evoluzione epidemiologica sul nostro territorio. Come sono rilasciate, queste autorizzazioni ad operare possono infatti essere revocate alla luce di dati negativi. Insomma, di scolpito nella pietra non c’è nulla, serviranno flessibilità e analisi puntuali. Sono però certo della professionalità degli operatori del settore».

La Lombardia e la zona gialla
In continuo divenire non è solamente la situazione entro i confini nazionali. Per dire: in Italia la Lombardia dovrebbe diventare presto zona gialla. Con tutte le conseguenze del caso per chi vi risiede e magari lavora in Ticino. «Con questo scenario oltre frontiera si godrà indubbiamente di una maggiore libertà» rileva Gobbi: «Questo potrebbe per certi versi essere fonte di preoccupazione. Allo stesso tempo però è risaputo che sotto Natale tornerà un regime alquanto restrittivo. Detto ciò, credo che l’obiettivo comune, nostro e della regione lombarda, sia di promuovere atteggiamenti prudenti sul piano degli spostamenti e nonostante il prospetto “liberi tutti” dall’11 al 21 dicembre».

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Da www.laregione.ch

Norman Gobbi: ‘Non sarà una carta bianca’
Il Gruppo grandi eventi si occuperà delle autorizzazioni per gli impianti di risalita.
Ma l’aspetto preponderante saranno i piani di protezione

«Il consiglio di Stato ha l’obiettivo strategico di permettere un Natale diverso sì, ma più normale rispetto alla situazione attuale. Quindi la prossima settimana agiremo in questa direzione anche perché occorre trovare delle soluzioni anche a situazioni particolari». Così il presidente del governo Norman Gobbi sulle direttive emanate del Consiglio federale sull’apertura degli impianti di risalita. «L’autorità federale ha richiamato l’attenzione dei cantoni sulle misure anti-Covid». «Misure – continua Gobbi – che in Ticino sono più restrittive. Pensiamo agli assembramenti pubblici e privati: 5 contro i 10 previsti dalla Confederazione o i 30 per gli eventi, contro i 50». Il consiglio di Stato, spiega ancora Gobbi, monitora regolarmente la situazione qualora questa situazione dovesse peggiorare. 
Per quanto riguarda invece gli impianti di risalita nei comprensori sciistici, «l’apertura fatta dalla Confederazione è un’apertura che va gestita in maniera corretta». Dovranno essere rilasciate delle autorizzazioni e l’organo che se ne occuperà sarà il Gruppo grandi eventi. «Questa autorizzazione non sarà una carta bianca. Per gli impianti di risalita, come in generale per qualsiasi attività economica, l’impegno principale è il rispetto dei piani di protezione. E vigileremo su questo», aggiunge Gobbi facendo intendere che non si tollereranno errori. «Insomma, il comportamento sbagliato di un gestore, di un esercente, ma anche di  singoli individui rischia di pesare su tutti», conclude Gobbi.
Visita di cortesia dell’Ambasciatore della Repubblica francese

Visita di cortesia dell’Ambasciatore della Repubblica francese

Comunicato stampa

Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha ricevuto oggi a Palazzo delle Orsoline Frédéric Journès, Ambasciatore della Repubblica francese per la Svizzera. L’incontro ha permesso di discutere alcuni argomenti di attualità.

La visita di cortesia dell’Ambasciatore, accompagnato dalla Prima segretaria dell’Ambasciata Grenadine Révérand, ha offerto l’opportunità di discutere svariati temi di attualità in campo politico e sociale, con particolare attenzione alle dinamiche transfrontaliere.

Il Presidente del Consiglio di Stato ha inoltre condiviso alcune informazioni sulle particolarità che distinguono il Ticino nel contesto culturale, politico e socio-economico svizzero, e discusso i progetti attuali e le sfide che attendono il Cantone. È stata infine dedicata particolare attenzione alla situazione della pandemia da coronavirus, che sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari di tutta Europa e – anche in vista del periodo natalizio – pone diverse sfide alla cooperazione fra Paesi confinanti.

 

Cdm e Ministero pubblico, la lettera del governo

Cdm e Ministero pubblico, la lettera del governo

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 3 dicembre 2020 de La Regione

Procedura preavvisi del Consiglio della magistratura per le nomine e riforma della Procura

Procedura preavvisi, l’Esecutivo scrive al parlamento: propone ‘un’ampia riflessione’ sul Consiglio della magistratura. E chiede di essere coinvolto nella riforma della Procura.
“Quanto all’auspicio della Commissione giustizia e diritti circa la procedura di allestimento dei preavvisi del Consiglio della magistratura indicato nel rapporto 30 novembre 2020, il governo intende promuovere nel corso del mese di gennaio 2021 con il potere legislativo e il potere giudiziario una più ampia riflessione che tenga conto delle problematicità emerse in questi mesi sulle modalità operative del Consiglio della magistratura. Una riflessione che dovrà tra l’altro ritenere quale solido spunto di raffronto la specifica raccomandazione del Consiglio d’Europa sui giudici concernente l’indipendenza, l’efficacia e la responsabilità”. Si conclude così, con parole cariche di significato, la lettera del Consiglio di Stato all’indirizzo del Gran Consiglio dopo che la commissione parlamentare ‘Giustizia e diritti’ ha parzialmente sconfessato l’agire del Cdm, il Consiglio della magistratura, nella tormentatissima procedura di rinnovo delle cariche in seno al Ministero pubblico.
La lettera è stata discussa e approvata ieri in governo alla luce dei due documenti usciti lunedì dalla riunione della ‘Giustizia e diritti’. Il primo è il rapporto con il quale la maggioranza della commissione propone al plenum del Gran Consiglio, in vista della sessione del 14, la nomina dei diciannove procuratori pubblici uscenti, inclusi quindi (ed è il motivo per cui il Plr non ha firmato) i cinque ‘bocciati’ dal Consiglio della magistratura, che sollecitano un ulteriore mandato decennale e degli otto aspiranti pp giudicati idonei dal gruppo di esperti, nonché la rielezione del procuratore generale in carica. Rapporto nel quale la ‘Giustizia e diritti’, presieduta dal popolare democratico Luca Pagani, spiega pure le ragioni del ripescaggio dei procuratori la cui rielezione è stata preavvisata negativamente dal Cdm con valutazioni, anche sul piano personale, dai toni insolitamente duri (la commissione parlamentare scrive di “non” aver riscontrato “elementi sufficientemente solidi a sostegno di una non rielezione, vista in particolare l’assenza di precedenti avvertimenti formali o sanzioni disciplinari, ritenuto altresì che i dati statistici forniti non appaiono particolarmente dirimenti”) e nel quale auspica che la procedura per l’allestimento dei preavvisi da parte del Consiglio della magistratura “sia regolamentata in modo più dettagliato”. Del resto le polemiche non sono mancate, come quelle innescate dalla decisione del Cdm di rifiutare ai cinque pp l’accesso agli atti su cui si sarebbero basati i preavvisi negativi (li ha trasmessi solo in seguito al parere giuridico dell’ex presidente del Tribunale federale Claude Rouiller, interpellato dalla ‘Giustizia e diritti’) o dalla non verbalizzazione delle audizioni davanti al Consiglio della magistratura. C’è di più. Nel medesimo rapporto la ‘Giustizia e diritti’ considera necessaria “l’introduzione di riforme a livello di Ministero pubblico, in particolare per un più efficace controllo interno”.
Da qui, e siamo al secondo documento varato l’altro ieri, la risoluzione elaborata dalla commissione e sottoposta all’approvazione del Gran Consiglio, nella quale la ‘Giustizia e diritti’ chiede di poter approfondire, con l’eventuale consulenza di uno o più periti ‘indipendenti’, la situazione e suggerire correttivi organizzativi e normativi.

‘Riorganizzazione del Ministero pubblico, ma con il coinvolgimento dei tre poteri’
Nella missiva al parlamento il Consiglio di Stato afferma di condividere la necessità di riorganizzare il Ministero pubblico. Ricorda così il messaggio che ha licenziato lo scorso settembre in cui propone fra l’altro di attribuire all’autorità giudiziaria un procuratore ordinario in più e competenze decisionali ai segretari giudiziari nei procedimenti contravvenzionali. Il messaggio è tuttora pendente in commissione ‘Giustizia e diritti’, dove a un certo punto i liberali radicali hanno suggerito, con un’iniziativa, l’assegnazione al Ministero pubblico di quattro sostituti pp.
Il governo esprime dunque “piena condivisione dell’obiettivo della proposta di risoluzione commissionale”: chiede tuttavia che “all’auspicata riforma del Ministero pubblico partecipino i tre poteri dello Stato”. Aggiunge: “Ritenendo la genesi del processo riorganizzativo, l’Esecutivo cantonale, per il tramite del preposto Dipartimento (quello delle Istituzioni, ndr.), è a disposizione per coordinare la riorganizzazione, che potrà certo essere avvalorata anche dalla consulenza di esperti”. Peraltro nel 2015 il gruppo di lavoro designato dal Consiglio di Stato per la riforma dell’intero sistema giudiziario ‘Giustizia 2018’, coordinato dall’allora procuratore generale John Noseda e composto fra gli altri dall’attuale direttrice della Divisione giustizia (Dipartimento istituzioni) Frida Andreotti e dall’avvocato Renzo Galfetti, aveva prospettato alcune modifiche legislative per rafforzare la vigilanza del pg sull’attività dei procuratori.
Riguardo poi alla richiesta della commissione di una chiara regolamentazione della procedura di redazione dei preavvisi del Cdm, il governo, come scritto, intende promuovere con il coinvolgimento del Gran Consiglio e del potere giudiziario “una più ampia riflessione che tenga conto delle problematicità emerse in questi mesi sulle modalità operative del Consiglio della magistratura”.

Gobbi: necessario un lavoro di squadra per uscire dalle difficoltà
Il governo, insomma, non intende restare alla finestra. «Solo con un lavoro di squadra nell’interesse delle istituzioni, si può uscire dalle difficoltà, individuando gli opportuni rimedi sia in ambito organizzativo sia in quello normativo – dice alla ‘Regione’ il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, capo del Dipartimento istituzioni –. Il potere giudiziario deve godere della massima credibilità e autorevolezza. Solo così può avere l’indispensabile fiducia delle cittadine e dei cittadini».

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Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 3 dicembre 2020 de Il Quotidiano
Magistrati, la lettera del Governo
https://rsi.ch/play/tv/redirect/detail/13650715

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi la quarta seduta ordinaria del 2020 – la 56. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

I membri della Piattaforma si sono anzitutto confrontati sulla crisi sanitaria legata al coronavirus, concentrandosi sulla risposta delle istituzioni alle conseguenze economiche e sociali della pandemia. Sono state discusse brevemente le proposte emerse dai gruppi di lavoro Cantone-Comuni, istituiti alla fine della fase di «lockdown» della scorsa primavera, e la Piattaforma ha preso in esame le attività intraprese durante la fase autunnale della crisi sanitaria.
In merito alle elezioni comunali del 18 aprile 2021, il Consiglio di Stato ha precisato che l’obiettivo è di incentivare il voto per corrispondenza, in modo da ridurre il rischio di contagio. Anche le operazioni di spoglio saranno adattate per rispettare pienamente le norme di sicurezza sanitaria, ed è stato anticipato che la comunicazione dei risultati potrebbe avvenire in ritardo rispetto al passato.
L’Associazione dei Comuni ticinesi ha inoltre chiesto di verificare se sia necessario creare una base legale per raccogliere alcuni dati personali della popolazione (numeri di telefono e indirizzi e-mail), vista l’esigenza di comunicare rapidamente emersa durante la pandemia.
Per quanto riguarda la riforma istituzionale «Ticino 2020», i gruppi di lavoro stanno rispettando il proprio programma di sedute, proseguite in questi mesi con la formula della videoconferenza. È stato anticipato che le discussioni sui settori «anziani» e «scuole comunali» entreranno nel vivo presumibilmente all’inizio del prossimo anno. Il termine per la consegna dello studio di fattibilità rimane per ora fissato al 18 aprile 2021.
La Cancelleria dello Stato ha poi informato la Piattaforma sul progetto di un’offerta di supporto ai Comuni da parte del Centro di competenza in materia di commesse pubbliche. Un sondaggio, svolto nel mese di ottobre, ha indicato che fra gli enti locali esiste un bisogno di consulenze puntuali, specialmente per le Amministrazioni che non dispongono di un servizio giuridico interno. Le analisi si concentreranno ora sulla fattibilità di un progetto strutturato per creare un servizio di consulenza a disposizione di Comuni, Patriziati e altri enti che sottostanno alla LCPub.
In merito alla riorganizzazione del settore della protezione del minore e dell’adulto, il Dipartimento delle istituzioni ha confermato che il messaggio del Consiglio di Stato sarà posto in consultazione esterna entro la fine dell’anno.
La prossima seduta ordinaria della Piattaforma è prevista per mercoledì 3 marzo 2021.

Elezioni comunali differite per la costituzione del nuovo Comune di Val Mara

Elezioni comunali differite per la costituzione del nuovo Comune di Val Mara

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, nella seduta del 25 novembre 2020, ha deciso il differimento delle elezioni comunali nei comuni di Maroggia, Melano e Rovio, nei quali quindi non si voterà il prossimo 18 aprile 2021. La data delle elezioni che sanciranno la costituzione del nuovo Comune di Val Mara verrà definitivamente fissata dopo la decisione del Gran Consiglio e la crescita in giudicato del decreto di aggregazione.

Dando seguito alle richieste dei rispettivi municipi, il Consiglio di Stato, ha infatti deciso il differimento delle elezioni comunali nei tre Comuni che confluiranno nel Comune di Val Mara.
Gli attuali organi resteranno quindi in carica in questi Comuni fino alla nascita del nuovo Comune.

La data delle elezioni differite sarà definitivamente decisa dal Consiglio di Stato dopo la crescita in giudicato del decreto legislativo di aggregazione.

‘Elezioni comunali, confermato il 18 aprile’

‘Elezioni comunali, confermato il 18 aprile’

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 27 novembre de La Regione

La Sezione enti locali scrive ai municipi. Della Santa: stiamo studiando le necessarie misure per garantire il regolare e corretto esercizio del voto

Nessun cambiamento per il momento: l’appuntamento del 18 aprile con le urne rimane. Lo ha comunicato l’altro ieri ai Comuni la Sezione enti locali: “Il Consiglio di Stato tiene inoltre a informare tutti i Comuni che non sono previste ulteriori proroghe per le prossime elezioni comunali, che si terranno dunque nel mese di aprile 2021, con una legislatura di 3 anni”. Vale a dire un anno in meno della legislatura regolare. L’accenno al rinnovo dei poteri locali è contenuto nella newsletter che dal Dipartimento istituzioni la Sel ha indirizzato a sindaci, municipali, segretarie e segretari comunali nel giorno in cui il governo ha annunciato l’estensione al 18 dicembre dei provvedimenti in vigore per contenere in Ticino la diffusione del coronavirus. A proposito quindi delle comunali, scrive ancora la Sezione, “fa pertanto sempre stato quanto indicato nel relativo Decreto esecutivo del 18 marzo 2020”. Decreto varato durante la prima ondata pandemica e nel quale il Consiglio di Stato segnalava che “le elezioni per il rinnovo dei Municipi e dei Consigli comunali per il periodo 2020-2024, previste domenica 5 aprile 2020, sono annullate e rinviate a domenica 18 aprile 2021”, poiché “la situazione di emergenza e il rispetto delle norme sanitarie adottate dalle autorità federali e cantonali non permetterebbero di eseguire regolarmente le operazioni di voto e di spoglio delle schede” e “le operazioni di spoglio necessiterebbero di tempi ben più estesi o dovrebbero essere differite”.
«So di alcuni Comuni che sollecitano una riflessione sulla data del prossimo 18 aprile, invitando a valutare l’ipotesi di un ulteriore rinvio delle comunali ad autunno: finora però non ci è giunta alcuna richiesta formale in tal senso – afferma, interpellato dalla ’Regione’, il responsabile della Sezione enti locali Marzio Della Santa -. In ogni caso, come abbiamo appena scritto ai Comuni, il governo conferma la data del 18 aprile 2021, non intravedendo sinora ragioni per rimandare nuovamente il rinnovo degli esecutivi e dei legislativi locali». Contrario a un possibile rinvio si dichiara intanto il Comitato della Conferenza dei sindaci del Malcantone, “convinto che rimandando per la seconda volta il diritto di voto, si toglie alla popolazione lo strumento più importante a favore della democrazia”, si legge in una nota firmata dal presidente, il sindaco di Vernate Giovanni Cossi.

’Agevolare il voto per corrispondenza e rendere sicure le operazioni di spoglio’
Riprende Della Santa: «Cancelleria dello Stato, Centro sistemi informativi e Sezione enti locali hanno fondamentalmente due obiettivi, che tengono conto del persistere della pandemia». Quello «di garantire lo svolgimento delle operazioni di spoglio nella massima sicurezza sanitaria per le persone che partecipano a questa fase, cosa che potrebbe comportare tempi un po’ più lunghi del normale per conoscere i risultati». E quello, continua il capo della Sel, «di agevolare il voto per corrispondenza, sostenendo per questo in maniera adeguata i Comuni». Concretamente? «Per esempio invitandoli a mettere l’affrancatura sulle buste per evitare che elettrici ed elettori debbano recarsi negli uffici postali per acquistare il francobollo. Stiamo comunque elaborando – aggiunge Della Santa – alcune proposte che verranno discusse con i Comuni e, se del caso, con la Posta. Come Sezione enti locali intendiamo inoltre, d’intesa con la Cancelleria, raccomandare alle formazioni politiche l’utilizzo, durante la campagna elettorale, di videoconferenze, social e altri canali per tenere i contatti con i propri affiliati». Insomma «stiamo ragionando su queste e altre misure che, anche in un ipotetico lockdown il prossimo aprile, consentano stavolta il regolare e corretto svolgimento delle elezioni comunali. Misure anche innovative che potrebbero accendere o riaccendere nei cittadini l’interesse per le istituzioni e la politica».
È intanto a tutt’oggi pendente al Tribunale federale il ricorso con il quale gli avvocati Fiorenzo Cotti, Annie Griessen Cotti e Pierluigi Zanchi hanno contestato in marzo la decisione governativa di annullamento e rinvio delle comunali programmate per lo scorso 5 aprile. Venticinque le pagine inoltrate a Mon Repos. “Siamo coscienti – scrivono fra l’altro i tre locarnesi – della delicata situazione in cui versano il Ticino e l’intera Confederazione (…), il presente ricorso va letto, soprattutto dal lettore esterno, dal pubblico, dal cittadino, come strumento per capire quali sono i limiti da porre al governo nell’utilizzo dello Stato di necessità”, che l’Esecutivo aveva dichiarato su tutto il territorio cantonale con la risoluzione dell’11 marzo. Si è in attesa del verdetto dei giudici di Losanna. E in particolare di conoscerne le motivazioni.

Visita di cortesia dell’Ambasciatrice del Perù

Visita di cortesia dell’Ambasciatrice del Perù

Comunicato stampa

Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha ricevuto oggi a Palazzo delle Orsoline Ana Rosa Maria Valdivieso Santa Maria, Ambasciatrice del Perù per la Svizzera.
L’incontro ha permesso di discutere alcuni argomenti di attualità.

La visita di cortesia dell’Ambasciatrice, accompagnata dal primo segretario Augusto Lamas Godoy, è stata l’occasione per discutere svariati temi di attualità in campo politico e sociale, dati gli intensi scambi che legano i nostri due Paesi. La Confederazione e il Perù hanno infatti concluso diversi accordi nel settore del libero scambio, della protezione degli investimenti, della doppia imposizione, dell’assistenza giudiziaria e della tutela dei beni culturali.
Il Presidente del Consiglio di Stato ha inoltre condiviso alcune informazioni sulle particolarità che distinguono il Ticino nel contesto culturale, politico e socio-economico svizzero, e discusso i progetti attuali e le sfide che attendono il Cantone. È stata infine dedicata particolare attenzione alla situazione della pandemia da coronavirus, che ha messo a dura prova i sistemi sanitari tanto in Europa quanto in America Latina.