Elezioni comunali differite per la costituzione del nuovo Comune di Val Mara

Elezioni comunali differite per la costituzione del nuovo Comune di Val Mara

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, nella seduta del 25 novembre 2020, ha deciso il differimento delle elezioni comunali nei comuni di Maroggia, Melano e Rovio, nei quali quindi non si voterà il prossimo 18 aprile 2021. La data delle elezioni che sanciranno la costituzione del nuovo Comune di Val Mara verrà definitivamente fissata dopo la decisione del Gran Consiglio e la crescita in giudicato del decreto di aggregazione.

Dando seguito alle richieste dei rispettivi municipi, il Consiglio di Stato, ha infatti deciso il differimento delle elezioni comunali nei tre Comuni che confluiranno nel Comune di Val Mara.
Gli attuali organi resteranno quindi in carica in questi Comuni fino alla nascita del nuovo Comune.

La data delle elezioni differite sarà definitivamente decisa dal Consiglio di Stato dopo la crescita in giudicato del decreto legislativo di aggregazione.

‘Elezioni comunali, confermato il 18 aprile’

‘Elezioni comunali, confermato il 18 aprile’

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 27 novembre de La Regione

La Sezione enti locali scrive ai municipi. Della Santa: stiamo studiando le necessarie misure per garantire il regolare e corretto esercizio del voto

Nessun cambiamento per il momento: l’appuntamento del 18 aprile con le urne rimane. Lo ha comunicato l’altro ieri ai Comuni la Sezione enti locali: “Il Consiglio di Stato tiene inoltre a informare tutti i Comuni che non sono previste ulteriori proroghe per le prossime elezioni comunali, che si terranno dunque nel mese di aprile 2021, con una legislatura di 3 anni”. Vale a dire un anno in meno della legislatura regolare. L’accenno al rinnovo dei poteri locali è contenuto nella newsletter che dal Dipartimento istituzioni la Sel ha indirizzato a sindaci, municipali, segretarie e segretari comunali nel giorno in cui il governo ha annunciato l’estensione al 18 dicembre dei provvedimenti in vigore per contenere in Ticino la diffusione del coronavirus. A proposito quindi delle comunali, scrive ancora la Sezione, “fa pertanto sempre stato quanto indicato nel relativo Decreto esecutivo del 18 marzo 2020”. Decreto varato durante la prima ondata pandemica e nel quale il Consiglio di Stato segnalava che “le elezioni per il rinnovo dei Municipi e dei Consigli comunali per il periodo 2020-2024, previste domenica 5 aprile 2020, sono annullate e rinviate a domenica 18 aprile 2021”, poiché “la situazione di emergenza e il rispetto delle norme sanitarie adottate dalle autorità federali e cantonali non permetterebbero di eseguire regolarmente le operazioni di voto e di spoglio delle schede” e “le operazioni di spoglio necessiterebbero di tempi ben più estesi o dovrebbero essere differite”.
«So di alcuni Comuni che sollecitano una riflessione sulla data del prossimo 18 aprile, invitando a valutare l’ipotesi di un ulteriore rinvio delle comunali ad autunno: finora però non ci è giunta alcuna richiesta formale in tal senso – afferma, interpellato dalla ’Regione’, il responsabile della Sezione enti locali Marzio Della Santa -. In ogni caso, come abbiamo appena scritto ai Comuni, il governo conferma la data del 18 aprile 2021, non intravedendo sinora ragioni per rimandare nuovamente il rinnovo degli esecutivi e dei legislativi locali». Contrario a un possibile rinvio si dichiara intanto il Comitato della Conferenza dei sindaci del Malcantone, “convinto che rimandando per la seconda volta il diritto di voto, si toglie alla popolazione lo strumento più importante a favore della democrazia”, si legge in una nota firmata dal presidente, il sindaco di Vernate Giovanni Cossi.

’Agevolare il voto per corrispondenza e rendere sicure le operazioni di spoglio’
Riprende Della Santa: «Cancelleria dello Stato, Centro sistemi informativi e Sezione enti locali hanno fondamentalmente due obiettivi, che tengono conto del persistere della pandemia». Quello «di garantire lo svolgimento delle operazioni di spoglio nella massima sicurezza sanitaria per le persone che partecipano a questa fase, cosa che potrebbe comportare tempi un po’ più lunghi del normale per conoscere i risultati». E quello, continua il capo della Sel, «di agevolare il voto per corrispondenza, sostenendo per questo in maniera adeguata i Comuni». Concretamente? «Per esempio invitandoli a mettere l’affrancatura sulle buste per evitare che elettrici ed elettori debbano recarsi negli uffici postali per acquistare il francobollo. Stiamo comunque elaborando – aggiunge Della Santa – alcune proposte che verranno discusse con i Comuni e, se del caso, con la Posta. Come Sezione enti locali intendiamo inoltre, d’intesa con la Cancelleria, raccomandare alle formazioni politiche l’utilizzo, durante la campagna elettorale, di videoconferenze, social e altri canali per tenere i contatti con i propri affiliati». Insomma «stiamo ragionando su queste e altre misure che, anche in un ipotetico lockdown il prossimo aprile, consentano stavolta il regolare e corretto svolgimento delle elezioni comunali. Misure anche innovative che potrebbero accendere o riaccendere nei cittadini l’interesse per le istituzioni e la politica».
È intanto a tutt’oggi pendente al Tribunale federale il ricorso con il quale gli avvocati Fiorenzo Cotti, Annie Griessen Cotti e Pierluigi Zanchi hanno contestato in marzo la decisione governativa di annullamento e rinvio delle comunali programmate per lo scorso 5 aprile. Venticinque le pagine inoltrate a Mon Repos. “Siamo coscienti – scrivono fra l’altro i tre locarnesi – della delicata situazione in cui versano il Ticino e l’intera Confederazione (…), il presente ricorso va letto, soprattutto dal lettore esterno, dal pubblico, dal cittadino, come strumento per capire quali sono i limiti da porre al governo nell’utilizzo dello Stato di necessità”, che l’Esecutivo aveva dichiarato su tutto il territorio cantonale con la risoluzione dell’11 marzo. Si è in attesa del verdetto dei giudici di Losanna. E in particolare di conoscerne le motivazioni.

Visita di cortesia dell’Ambasciatrice del Perù

Visita di cortesia dell’Ambasciatrice del Perù

Comunicato stampa

Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha ricevuto oggi a Palazzo delle Orsoline Ana Rosa Maria Valdivieso Santa Maria, Ambasciatrice del Perù per la Svizzera.
L’incontro ha permesso di discutere alcuni argomenti di attualità.

La visita di cortesia dell’Ambasciatrice, accompagnata dal primo segretario Augusto Lamas Godoy, è stata l’occasione per discutere svariati temi di attualità in campo politico e sociale, dati gli intensi scambi che legano i nostri due Paesi. La Confederazione e il Perù hanno infatti concluso diversi accordi nel settore del libero scambio, della protezione degli investimenti, della doppia imposizione, dell’assistenza giudiziaria e della tutela dei beni culturali.
Il Presidente del Consiglio di Stato ha inoltre condiviso alcune informazioni sulle particolarità che distinguono il Ticino nel contesto culturale, politico e socio-economico svizzero, e discusso i progetti attuali e le sfide che attendono il Cantone. È stata infine dedicata particolare attenzione alla situazione della pandemia da coronavirus, che ha messo a dura prova i sistemi sanitari tanto in Europa quanto in America Latina. 

 

L’Udc chiede una sessione straordinaria

L’Udc chiede una sessione straordinaria

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 26 novembre 2020 de La Regione

Mentre i contorni del grave fatto di sangue avvenuto ieri a Lugano sono tutti ancora da definire, l’Unione democratica di centro (Udc) si porta avanti. Il partito infatti ha già chiesto di indire una sessione straordinaria del Consiglio nazionale incentrata sul terrorismo islamico a margine della sessione invernale di dicembre. Fra i temi che si vorrebbero affrontare, ha fatto sapere il capo del gruppo parlamentare democentrista Thomas Aeschi, vi è la revoca del passaporto ai cittadini con doppia nazionalità sospettati di jihadismo e il divieto per gli svizzeri radicalizzati di tornare in Patria.
La richiesta dovrà essere ora discussa e, eventualmente, approvata dall’Ufficio del Nazionale. In genere le sessioni straordinarie sono programmate il mercoledì dell’ultima settimana di sessione ordinaria, che a dicembre cadrebbe il 16, quando però è già prevista un’altra sessione straordinaria sul tema dell’accordo quadro con l’Unione europea. Anche questa chiesta dall’Udc.

Gobbi: ‘Più strumenti preventivi’
Dal canto suo, il presidente del governo ticinese Norman Gobbi si è rammaricato ieri al radiogiornale della Rts del fatto che il sistema legislativo non permetta di mettere determinati soggetti sotto controllo o in stato di fermo a titolo precauzionale. Secondo Gobbi, i direttori cantonali della Giustizia hanno già chiesto di rafforzare le leggi federali in questo senso, “in quanto si devono avere anche gli strumenti per intervenire nella prevenzione”.

Consiglio federale costernato
Intanto sull’accaduto si è espresso anche il Consiglio federale, che si è dichiarato costernato e ha espresso il proprio sostegno al Ticino. Lo ha dichiarato ieri il portavoce dell’esecutivo. André Simonazzi ha aggiunto che il governo si augura un pronto ristabilimento delle persone ferite. Già martedì in serata la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha contattato Gobbi per esprimergli solidarietà e sostegno. E proprio ieri si è tenuta online la seconda edizione del convegno organizzato dalla Rete integrata Svizzera per la sicurezza nel quadro dell’attuazione del Piano d’azione nazionale per prevenire e combattere la radicalizzazione e l’estremismo violento.

Covid, restrizioni almeno fino a prima di Natale

Covid, restrizioni almeno fino a prima di Natale

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 26 novembre 2020 de La Regione
Misure prolungate e più posti acuti negli ospedali 

Le restrizioni in atto in Ticino per contrastare la diffusione dell’epidemia da coronavirus sono state prolungate fino al prossimo 18 dicembre. Manifestazioni pubbliche e private continueranno ad avere limiti riguardo agli assembramenti: non più di 5 persone nello spazio pubblico. Numero di persone che sale a 30 per matrimoni, celebrazioni religiose, eventi culturali (cinema e teatri) e sport professionistico. Nulla di nuovo, quindi, rispetto a quanto viviamo quotidianamente da settimane. Norman Gobbi, presidente del Consiglio di Stato, durante un breve incontro con la stampa, ha ribadito che l’obiettivo del governo è quello di evitare un lockdown. «Si tratta di conciliare l’esigenza di preservare il sistema sanitario con quella dell’economia», ha affermato Gobbi invitando i centri commerciali, in vista del periodo natalizio, a rispettare i protocolli di sicurezza (distanza e disinfettante, ndr). In occasione degli acquisti natalizi, in particolare il Black Friday, verrà potenziato «il dispositivo di controllo di polizia riguardo il rispetto dei piani di protezione all’interno delle attività commerciali». Al riguardo Gobbi ha dichiarato che «in caso di mancato rispetto dei protocolli, verranno prese decisioni anche gravi».
Per rimanere alle conseguenze economiche negative del coronavirus, la prossima settimana il Consiglio di Stato approverà il messaggio per recepire nell’ordinamento ticinese la legislazione federale sui cosiddetti casi di rigore. Si tratta di misure di sostegno a favore di imprese e persone che hanno subito gravi perdite a seguito della situazione sanitaria. «Il messaggio verrà allestito dal Dipartimento delle finanze e dell’economia e darà una risposta a settori come quello congressuale o delle agenzie di viaggio», ha affermato Gobbi che ha comunque ricordato che gli aiuti (un terzo da parte del Cantone e due terzi della Confederazione) non saranno immediati. Si parla di marzo aprile del prossimo anno. Il limite inferiore di reddito per avere accesso agli aiuti, inoltre, è stato portato da 50mila a 100mila franchi. Un’asticella più severa che di fatto esclude piccoli imprenditori e lavoratori indipendenti.

Dispositivo sanitario, più letti e prestito di personale
Riguardo all’indice di riproduzione del virus comunicato dalla task-force federale, e che si attesta a 0,78, il Ticino, ha dichiarato il direttore del Dss Raffaele De Rosa, «avrà bisogno di più tempo per ridurre il numero dei contagi, tempo da concedere riguardo la strategia della responsabilità individuale e l’adesione a tale strategia da parte dei cittadini».
Potenziato, intanto, il dispositivo ospedaliero, con il numero di letti che passa da 600 a 630, e viene rimodellato il meccanismo di prestito di personale fra strutture sanitarie in caso di necessità. Perché la clinica Moncucco possa aumentare i letti in reparto acute e cure intense, è stato definito un supporto da parte delle cliniche Ars Medica e Sant’Anna e dalla clinica Santa Chiara di Locarno integrata anche nel dispositivo di accoglienza fino a una trentina di pazienti. Il colore della campagna di prevenzione rimane ‘rosso’. L’invito di De Rosa è quello di continuare nelle prossime settimane a limitare i contatti personali, mantenere le distanze, lavarsi frequentemente le mani e portare la mascherina. Infine un pensiero sulle imminenti festività natalizie (manca un mese esatto). Il prossimo 16 dicembre il Consiglio federale emanerà le disposizioni per le feste di fine anno. Non si sa se saranno più leggere rispetto alle attuali. Ad ogni modo «sarà un Natale particolare che inviterà a farci riflettere maggiormente sui valori della vita», ha commentato De Rosa che ha invitato i ticinesi, per le strenne di fine anno, a privilegiare prodotti della filiera corta. Un modo per sostenere l’economia locale.

 

Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 26 novembre 2020 del Corriere del Ticino

Nessun cambio di rotta Ma si pensa già al Natale
Misure cantonali prolungate fino al 18 dicembre, potenziati i posti letto e personale sanitario in prestito
Norman Gobbi: «Stiamo evitando un secondo lockdown» – Raffaele De Rosa: «Rafforzato il dispositivo ospedaliero»

Misure cantonali prolungate fino al 18 dicembre e un ulteriore adeguamento del dispositivo ospedaliero. Sono queste le principali novità comunicate ieri durante la conferenza stampa indetta dal Consiglio di Stato per fare il punto sulla situazione epidemiologica in Ticino, e a cui hanno presenziato il presidente del Governo Norman Gobbi e il direttore del Dipartimento della sanità e della socialità Raffaele De Rosa. Ma vediamole nel dettaglio.

Tendenze contrastanti
A esattamente nove mesi di distanza dal primo caso di COVID-19 registrato nel nostro cantone, Norman Gobbi ha rilevato che la situazione attuale è contraddistinta da un leggero rallentamento dei contagi. Questa tendenza, però, non si riflette sul numero delle ospedalizzazioni e dei decessi, motivo per cui il Consiglio di Stato ha deciso di prolungare fino al 18 dicembre le misure attualmente in vigore. «Rimaniamo vigili – ha rimarcato – la situazione rimane seria e non è il momento di abbassare la guardia, ma grazie alla collaborazione di tutti stiamo evitando un secondo lockdown».
Toccato anche il tema caldo della sperimentazione dei vari vaccini che continua a tenere banco. Un argomento «da accogliere con il dovuto equilibrio» secondo Gobbi, dando eco alle parole pronunciate dal consigliere federale Alain Berset in visita a Lugano settimana scorsa, il quale aveva rilevato «l’impossibilità di mettere in campo una distribuzione di massa non prima della fine dell’inverno». Volgendo lo sguardo alle prossime settimane, è stato inevitabile per Gobbi non riservare un pensiero alla vicinanza con le festività natalizie (il Consiglio federale prenderà decisioni in merito il prossimo 16 dicembre), invitando la popolazione a organizzarsi per tempo nell’acquisto dei regali per evitare assembramenti nei negozi e di tendere la mano ai commerci locali e ai piccoli esercenti.

Cliniche private in soccorso
Dal canto suo, Raffaele De Rosa ha illustrato il nuovo adeguamento del dispositivo ospedaliero. Nel dettaglio, la modifica riguarda in particolare il prestito di personale dalle altre cliniche private – come la clinica Santa Chiara di Locarno, l’Ars Medica e la clinica Sant’Anna – alla Clinica Luganese Moncucco nel caso in cui questa struttura avesse la necessità di aumentare ulteriormente i posti letto disponibili, sia nel reparto acuto che in quello di cure intense. Questo potenziamento «ha permesso di passare da 600 a 630 posti letto», ha spiegato De Rosa.

Coronavirus – Aggiornamento delle misure cantonali

Coronavirus – Aggiornamento delle misure cantonali

Comunicato stampa

Alla luce dell’attuale evoluzione epidemiologica nel nostro Cantone, il Consiglio di Stato ha deciso oggi di prolungare fino al 18 dicembre 2020 le misure attualmente in vigore nel nostro Cantone. Rimarranno quindi invariati i limiti previsti per assembramenti, manifestazioni pubbliche e private e attività sportive di gruppo. Il Governo ribadisce che la situazione rimane seria, soprattutto dal profilo del numero di ospedalizzazioni e rinnova quindi l’invito a tutta la società a mantenere alta la guardia, rispettando tutte le regole di comportamento per limitare la diffusione del virus.

La situazione nel Cantone Ticino rimane seria. Anche se il numero dei contagi ha subito un rallentamento del corso delle ultime settimane, il numero attuale di ospedalizzazioni rimane su livelli d’allerta. Come finora, sarà importante continuare a monitorare la situazione e valutarne l’evoluzione.  
Il Consiglio di Stato ha quindi ritenuto opportuno prolungare fino al 18 dicembre 2020 le misure attualmente in vigore che prevedono maggiori restrizioni rispetto al quadro federale per quanto riguarda gli assembramenti nello spazio pubblico, le manifestazioni pubbliche e private e le attività sportive di gruppo. I dettagli sull’applicazione delle misure sono descritte in una nota esplicativa aggiornata consultabile sulla pagina www.ti.ch/coronavirus.

Nella sua seduta odierna il governo ha pure approvato un ulteriore adeguamento del dispositivo ospedaliero, che regola in particolare il prestito di personale dalle altre cliniche private del cantone alla Clinica Luganese di Moncucco nel caso questa struttura avesse la necessità di aumentare ulteriormente i letti disponibili. Il colore della campagna di prevenzione rimane «rosso». Sarà importante continuare anche nelle prossime settimane a limitare i contatti personali, mantenere le distanze, lavarsi frequentemente le mani e portare la mascherina. In caso di sintomi – quali tosse, febbre, affanno, mal di gola, perdita di olfatto e gusto e dolori al petto – è importante restare a casa e chiamare il proprio medico, la guardia medica (091 800 18 28) o la hotline cantonale (0800 144 144). In questi casi, il test è gratuito.

Il Consiglio di Stato coglie l’occasione per lanciare un invito in vista del Black Friday e, più in generale, del periodo di avvicinamento al Natale. Momenti che notoriamente portano un grande numero di persone nei commerci. L’invito è di sostenere l’economia e i commerci ticinesi nel rispetto delle raccomandazioni di igiene personale e dei piani di protezione predisposti. Anche in questo ambito è importante che ognuno di noi faccia la propria parte. Il Governo invita a organizzarsi in anticipo per gli acquisti in modo da evitare concentrazioni nel corso delle ultime settimane prima di Natale.

Flyer

Il Consiglio federale dà ascolto al Ticino

Il Consiglio federale dà ascolto al Ticino

Promessi più aiuti economici agli ambienti toccati dalla pandemia.
“Aspettiamo le decisioni delle Camere”

Sono settimane difficili nella lotta al contenimento dei contagi al nuovo coronavirus. Ma le misure introdotte del Consiglio di Stato, accanto a quelle volute dell’autorità federale, negli ultimi giorni hanno dimostrato di essere efficaci per stoppare la curva ascendente. “Durante questa settimana un altro aspetto si è rivelato molto positivo – afferma il Presidente del Governo Norman Gobbi. Sto parlando del riconoscimento da parte del Consiglio federale di quanto il Ticino assieme agli altri Cantoni ha chiesto, ossia un maggior sostegno economico alle attività che soffrono di questa situazione. Occorre però ancora aspettare l’approvazione delle Camere e dunque bisogna essere prudenti. Tra le misure avanzate dal Consiglio federale sottolineo in particolare non solo agli aiuti aumentati di cui potranno beneficiare i lavoratori del mondo culturale e dello sport professionistico e semiprofessionistico, ma anche al sostegno potenziato per altre realtà economiche – definite “di rigore” – che fanno fatica a superare questi mesi difficili. La Confederazione porterebbe a 1 miliardo di franchi (mille milioni di franchi come ha sottolineato Ueli Maurer) questo aiuto e si accolla i ¾ della spesa (l’altro terzo rimane ai Cantoni). Sono gli interventi che avevamo chiesto. Ciò conferma che se si agisce uniti i Cantoni hanno una elevata forza contrattuale. E soprattutto dimostra quanto sia importante il nostro sistema federalista”.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi sviluppa altri due temi. Sentiamolo: “Berna, attraverso le parole del Consigliere federale Alain Berset giunto giovedì a Lugano, ha lodato l’impegno del Ticino sia nella prima fase della crisi in primavera sia per quanto sta facendo ora. L’esperienza ticinese è stata determinante per tutta la Svizzera, anche se nell’adeguamento del sistema sanitario il Ticino ha saputo far tesoro di ciò che era capitato in marzo e aprile, un po’ meno – mi pare di constatare – è avvenuto in altri Cantoni. Vuol dire anche che la determinazione dimostrata in primavera dal Governo ticinese per ottenere da Berna una finestra speciale di crisi legata alla situazione a sud delle Alpi era più che giustificata”.

Il secondo argomento tocca invece le questioni delle multe per chi trasgredisce agli obblighi voluti per diminuire i contagi, in particolare si pensa al mancato uso della mascherina dove invece è obbligatoria: “Sottolineo subito che per me intervenire con una multa rappresenta l’ultima ratio, nel senso che più importante è riuscire a convincere i cittadini sulla necessità di seguire determinate misure, perché ne va del bene di tutti. Detto questo, è chiaro che se quanto viene richiesto non trova accoglimento positivo allora bisogna giungere a una sanzione, sempre proporzionata comunque al caso. Finora non si può dare una multa come avviene, per esempio, per chi non si allaccia la cintura di sicurezza o parcheggia in zona vietata. Bisogna seguire una procedura detta “ordinaria”, ossia aprire un’inchiesta di polizia che viene valutata dalla Magistratura per giungere quindi a un eventuale decreto d’accusa. Procedura lunga che toglie l’effetto dissuasivo su coloro che hanno intenzione di non seguire le norme. Non sarà più così. Lo avevamo chiesto come Governo cantonale e come Direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia. Anche in questo caso – per fortuna – siamo stati ascoltati dal Consiglio federale. L’ultima parola anche qui però spetta al Parlamento, che ne dovrebbe discutere nell’ormai imminente sessione invernale”, conclude il presidente del Governo Norman Gobbi.

Alain Berset parla al Ticino: “Colpito dalla vostra professionalità. Non esitate a testarvi. Sarà un Natale diverso, ma…”

Alain Berset parla al Ticino: “Colpito dalla vostra professionalità. Non esitate a testarvi. Sarà un Natale diverso, ma…”

Da www.liberatv.ch

Il consigliere federale parla alla popolazione da Lugano: “Vaccino? Sì, ma non sarà a disposizione di tutti inizialmente”

Il consigliere federale Alain Berset ha reso visita al Ticino. Dopo una riunione con il Consiglio di Stato in corpore, Berset e il presidente del Governo Norman Gobbi hanno parlato alla popolazione dalla sala del Consiglio comunale di Lugano. L’incontro informativo è stato aperto dal discorso del sindaco Marco Borradori, che ha ringraziato Berset per la visita e la popolazione per lo sforzo fatto in questi mesi.

Norman Gobbi ha a sua volta ringraziato Berset “per la vicinanza mostrata al Ticino e ai ticinesi. Il federalismo si è dimostrato una volta di più vincente. Anche i Comuni e le città si sono dimostrati reattivi attraverso servizi di supporto e vicinanza. Il Ticino segue gli sviluppi della pandemia, al proprio interno e con un occhio attento a chi ci sta vicino. Noi abbiamo la necessità di confrontarci con la Confederazione, ma dobbiamo saper anche dialogare con Lombardia e Piemonte. Ora siamo in una fase delicata. E il Consiglio Federale ha dimostrato di saper ascoltare quelle che sono le richieste dei Cantoni. I risultati dopo queste prime settimane si vedono. I nuovi casi sono in diminuzione e oggi sono diminuite anche le ospedalizzazioni, ma il numero di decessi è ancora alto”.

Prendendo la parola, Berset ha ringraziato le autorità ticinesi per “l’accoglienza e la collaborazione continua in questi mesi. In Svizzera la situazione è stabile, ma comunque preoccupante e molto seria. La buona notizia è che il sistema ospedaliero sta reggendo grazie all’implementazione dei posti in terapia intensiva. Mi hanno particolarmente colpito l’organizzazione e la professionalità degli ospedali ticinesi. Siete messi molto bene. Faccio un appello alla popolazione: testatevi, testatevi e testatevi se avete sintomi. È davvero importante. Non esitate a fare il tampone qualora presentaste qualche sintomo. Evitate gli assembramenti e indossate la mascherina. La popolazione è stanca, ma serve pazienza perché i mesi invernali saranno tosti”. 

Esprimendosi sul vaccino, il consigliere federale ha ammesso che “abbiamo 13 milioni di dosi riservate per la Svizzera. Ma dovete sapere che non sarà, almeno inizialmente, a disposizione di tutti”. Quello a cui andiamo incontro “sarà un Natale diverso, come lo sono state le vacanze, la Pasqua e l’estate. Sarà un Natale diverso, ma lo festeggeremo. Onestamente mi preoccupa più la fine dell’anno”.

“Abbiamo imparato molto dal Ticino”

“Abbiamo imparato molto dal Ticino”

Da www.ticinonews.ch
In diretta la conferenza stampa da Lugano del Consigliere federale, accolto da Norman Gobbi a Palazzo Civico: “Acquistate 13 milioni di dosi di vaccino”
 
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Da www.tio.ch
«Dovremo passare l’inverno senza vaccino contro il Covid-19»
Il consigliere federale Berset è tornato in Ticino a distanza di otto mesi esatti dalla prima visita durante la pandemia. Ha lodato il sistema sanitario e ospedaliero del nostro cantone, ma alla popolazione ha ricordato: «Al primo sintomo andate a fare il tampone!».
https://www.tio.ch/ticino/attualita/1475480/covid-19-vaccino-ticino-cantone-federale****

Da www.cdt.ch

«I prossimi mesi saranno duri, e non ci sarà il vaccino per tutti»
https://www.cdt.ch/ticino/i-prossimi-mesi-saranno-duri-e-non-ci-sara-il-vaccino-per-tutti-AX3462406?_sid=mB5mNE8g

 

Il consigliere federale Alain Berset ha incontrato il presidente del Governo ticinese Norman Gobbi: «In Ticino ho visto una grande coesione e solidità, abbiamo imparato molto da voi, ma bisogna fare più test»

Il Consiglio di Stato ha incontrato oggi il consigliere federale Alain Berset. La visita del capo del Dipartimento federale dell’interno nel nostro Cantone ha permesso di fare il punto sulla situazione epidemiologica e sulle misure per frenare la diffusione del coronavirus in Svizzera. Il consigliere federale Alain Berset, giunto in mattinata in Ticino, ha visitato la Clinica Moncucco e l’ospedale Italiano, prendendo visione dell’organizzazione adottata per gestire i pazienti ticinesi affetti da coronavirus. Un incontro politico con il Consiglio di Stato è stato in seguito organizzato a Palazzo Civico.

Il sindaco di Lugano Marco Borradori accoglie i presenti: «Avervi qui è un segno tangibile della vicinanza del Cantone e della Confederazione alla popolazione, c’è un fattore che ci ha travolti positivamente: un’ondata di solidarietà che ci ha dimostrato come la nostra società civile sia coesa nel rispondere alle difficoltà. è un fatto che mi rende fiero di essere sindaco. Però abbiamo settori che stanno soffrendo moltissimo e sono preoccupati del loro futuro. Ci conforta la presenza del Consiglio federale, Lugano e il Cantone hanno bisogno degli aiuti della confederazione per andare avanti e abbiamo bisogno di una presenza viva per sentirci parte di un solo Paese».

Prende poi la parola il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, che pone l’accento sullo spirito federalista: «Il Ticino è l’unico cantone che lei ha visitato per ben due volte durante la crisi COVID. Una dimostrazione che la sua personalità ha permesso a tutta la Svizzera di affrontare con più tranquillità la crisi sanitaria. Durante la prima ondata non ci siamo fatti travolgere, grazie alle misure prese. Gli scenari peggiori non si sono manifestati, grazie all’impegno della popolazione, il dialogo e le soluzioni pragmatiche. È questa la forza della Svizzera: dialogo, confronto, valutazione e decisioni prese. In uno spirito federalista in cui il gioco di squadra è indispensabile. Il nostro cantone è stato in grado in marzo di affrontare la crisi nazionale. Siamo riusciti a far passare il messaggio al resto della Svizzera». Gobbi ha poi parlato dell’Italia: «Il Ticino continua a seguire con attenzione gli sviluppi della pandemia, con un occhio alla Confederazione e uno alle Regioni italiane, Lombardia e Piemonte. Da sempre infatti il Cantone deve saper confrontarsi anche oltre le frontiere di stato. Molti mal sopportano le nostre misure, ma attorno a noi gli Stati, dall’Austria alla Francia, stanno implementando misure più restrittive».

Il consigliere federale Alain Berset ha sottolineato il grande lavoro svolto in Ticino, dopo aver fatto visita alla clinica Moncucco e all’Ospedale italiano: «Questa è la terza volta per me in Ticino. Dall’inizio dell’anno ho avuto l’occasione di lavorare con Christian Vitta, Raffaele De Rosa, e ora sento una continuità governativa: questa è importante per affrontare una crisi del genere. A che punto siamo in questa seconda metà di novembre? La situazione è seria, non siamo più ottimisti come in estate. Il Ticino è stato tra i più colpiti all’inizio, ora è la Svizzera romanda la più in difficoltà, e le cure intense e il sistema sanitario restano sotto pressione ovunque. Il sistema però a livello svizzero, con i trasferimenti intercantonali, funziona e collabora. In Ticino ho visto una grande organizzazione, per garantire cure di qualità a tutti. Avete imparato parecchio in primavera. Siete messi bene, avete una grande solidità e siete molto efficaci. In Ticino c’è una grande coesione tra le autorità e questo permette di gestire meglio la crisi. La situazione è cambiata anche per quanto riguarda le tracciabilità. Ora c’è il materiale e il personale. Siete stati i primi toccati dal virus, avete avuto un ruolo chiave, abbiamo imparato tantissimo nello scambio con voi. I contatti con il Ticino in primavera erano molto frequenti, per trovare le soluzioni migliori. Nei prossimi mesi bisognerà stare attenti, con le temperature più basse e la popolazione sempre più stanca. È fondamentale rispettare tutte le nuove misure introdotte. La situazione è pesante e i mesi invernali saranno ancora più difficili. I test sono importanti per combattere la pandemia. Abbiamo l’impressione che non tutte le persone con sintomi si facciano testare: mi appello alle persone, fate i test senza indugio. Non dobbiamo rischiare di diffondere il contagio. Constatiamo che i test sono in diminuzione, ma di test ce n’è per tutti».

Berset ha poi parlato dei vaccini: «Non avremo il vaccino per tutti nei prossimi mesi: dovremo passare l’inverno senza il vaccino per tutta la popolazione. Dobbiamo cavarcela con le misure che conosciamo. A inizio marzo abbiamo individuato una strategia per acquistare il vaccino, oggi abbiamo 13 milioni di dosi riservate per la svizzera: in molti casi servono due dosi a testa. Le procedure per i vaccini sono le stesse che valgono per tutti i farmaci in Svizzera».