“Severi ma giusti” per chi schiaccia sul gas

“Severi ma giusti” per chi schiaccia sul gas

Revisione della legge su “Via sicura”                                                                

Questa settimana il Consiglio di Stato ha risposto alla consultazione avviata da Berna sulla revisione della legge federale sulla circolazione stradale. Oltre a prevedere modifiche per favorire la promozione delle tecnologie ecologiche, per adattare la legislazione sulla guida autonoma e sull’uso delle e-bike, la revisione introduce novità nell’ambito degli articoli che riguardano il programma di sicurezza stradale “Via sicura”. “Con questa revisione anche l’autorità federale dà ascolto finalmente alle critiche sulla sproporzione tra le severe pene per chi compie reati nell’ambito della circolazione stradale e chi infrange il codice penale in tanti altri settori”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “È giusto essere rigorosi verso chi mette in pericolo la propria vita e quella degli altri utilizzando l’auto. Ma occorre essere proporzionali. Con l’entrata in vigore delle nuove misure legate a “Via sicura” erano sorte oggettive disparità. Una severità che ha comportato molti problemi. Ora i cambiamenti rendono più eque le misure in materia di guida spericolata”. Qual è a suo giudizio il miglioramento più importante proposto dal Consiglio federale? “Soprattuto il maggior potere discrezionale dato alle autorità. I giudici possono quindi tenere maggiormente conto delle singole circostanze di ogni caso e stabilire la sanzione più idonea. Questo non vuol dire che se la revisione verrà accolta dal Parlamento federale si cancellano le sanzioni e le pene. No, ma il giudice avrà un giusto margine d’apprezzamento per non emettere pene fatte con la fotocopiatrice. Ogni caso infatti può avere delle specificità e delle criticità differenti che oggi non vengono prese in considerazione”. Quali sono le altre novità? “Per esempio – sottolinea Gobbi – viene eliminata la pena detentiva minima di un anno per chi supera un certo limite di velocità che raggiunge la soglia della “pirateria stradale”. In questi casi l’autorità potrà infliggere anche solo una pena pecuniaria, analogamente a quanto si fa con il reato di messa in pericolo della vita altrui”. Solo allentamenti delle pene dunque. Così l’effetto dissuasivo va a farsi benedire. “No, non è così. L’effetto dissuasivo rimane un cardine di questa legge. A dimostrazione di ciò, la pena massima di 4 anni viene mantenuta e con essa anche il carattere di “crimine” attribuito alla guida spericolata”, puntualizza il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, che conclude: “Le camere federali hanno ora la possibilità di aggiustare un quadro legislativo che aveva provocato giustamente molte perplessità e reazioni. Per il Consigliere di Stato che investe molte risorse sul piano della prevenzione – tenuto conto dell’importanza di salvare il maggior numero di vite e quindi di ridurre gli incidenti stradali – si tratta di un passo necessario e benvenuto. 

I comprensori sciistici in Ticino restano aperti. “Siamo soddisfatti di quanto deciso da Berna”

I comprensori sciistici in Ticino restano aperti. “Siamo soddisfatti di quanto deciso da Berna”

Da www.liberatv.ch

In alcune giornate sarà possibile ritrovarsi in dieci, ma si invita alla prudenza.
Gobbi: “Il Governo ha tenuto il passo per tutto il periodo”.
Il Cantone era pronto a intervenire se non fosse stato d’accordo con quanto scelto da Berna

Gobbi: “Misure più strette rispetto a Berna”

“Dopo le comunicazioni del Consiglio Federale sulle misure decretate oggi e da applicare dal 22 ringrazio i colleghi che sono con me. La situazione è sempre critica, anche se al venerdì abbiamo avuto il minor dato di contagi, quando di solito era il più alto. Ma la notizia non può lasciarci tranquilli, anche se potrebbe essere un preludio degli effetti delle misure, prima cantonale con la riduzione degli orari di chiusura di bar e ristoranti e poi con l’allineamento di Berna. Purtroppo non è sufficiente e la stagnazione delle ultime settimane, con un aumento settimana scorsa, ci preoccupa e ha bisogno altre misure”.

“Siamo pronti a prendere misure. Ne abbiamo discusso mercoledì, nell’ottica di decidere oggi. Stamattina abbiamo ipotizzati alcuni scenari in attesa delle scelte federali, per non avere cacofonia, decidendo magari mercoledì per dover cambiare. Abbiamo visto un disallineamento tra le comunicazioni, che non ha aiutato la comprensione delle misure: bisogna essere chiari nella comunicazione e allineati, per affrontare questo periodo decisivo, con la frenesia di chi non ha ancora finito gli acquisti di Natale e la tranquillità con un periodo che ci richiama a essere fermi e prudenti, oltre che a ricercare gli affetti”.

“Abbiamo preso atto delle decisioni di Berna, anche se alcuni punti saranno da chiarire, penso agli aiuti, per la ristorazione e l’albergheria che saranno colpiti e anche per le attività sportive e del tempo libero”.

“Ci allineiamo quanto deciso dalla Confederazione e confermiamo le misure più restrittive con delle eccezioni per i giorni delle festività natalizie”.

“Assembramenti vietati per più di 5 persone, nei luoghi pubblici, più restrittiva di quella federale, ma confermata. Le riunioni a casa possono essere di 5 persone, ancora come adesso. Ma il 24, il 25, il 26, il 31 e il 1o gennaio potranno esserci al massimo 10 persone, ci allineiamo a Berna aumentando la capacità e riconoscendo il bisogno delle famiglie di riunirsi”.

“Restano possibili le riunioni e le assemblee politiche. Le celebrazioni religiose possono avvenire con al massimo 30 persone, misura più restrittiva di Berna. Ma per le celebrazioni del 24 e 25 dicembre è consentita una partecipazione fino a 50 persone con il rispetto delle misure”.

“Anche i locali erotici e notturni devono restare chiusi, è vietato l’esercizio della prostituizione”.

“Il 6 gennaio i negozi e le strutture pubbliche devono restare chiusi”.

“Ai gestori dei negozi e centri commerciali è ribadito l’obbligo di rispettare i piani di protezione che saranno più stringenti, soprattutto a livello di numero di persone che potranno essere all’interno, come deciso da Berna”.

“Raccomandazione e obbligo di mantenere la mascherina se non ci sono le distanze”.

“Sconsigliato a chi ha patologie pregresse di frequentare luoghi con tanta gente, pensiamo per esempio ai centri commerciali. Chiediamo a chi è a rischio di andare nei negozi e anche negli alimentari nella fascia mattutina, fino alle 10, semmai di far uso degli aiuti di chi garantisce le consegne a domicilio, come comuni e associazioni. Chi vuole o deve viaggiare resta attiva l’hotline cantonale”.

“Le disposizioni entrano in vigore martedì 22 dicembre sino al 22 gennaio”.

“Chiediamo a tutti di essere prudenti su più fronti. Nell’ambito degli acquisti natalizi, pianificandoli per tempo, evitando l’ultimo momento. Anche nelle attività all’aperto, che è ammessa, ma non esente da rischi”.

“Pensando alla protezione della popolazione, con regimi di apertura e chiusura attorno a noi, come l’Italia, abbiamo deciso di chiedere all’autorità federali la chiusura dei valichi secondari per poter meglio controllare i principali. In Italia ci saranno delle limitazioni che da noi sono impensabili, numerosi cittadini italiani sono venuti da noi a godere delle nostre libertà: d’altro canto, devono garantire anche il rispetto del paese dove arrivano”.

“Sottolineo l’impegno di tutti noi Consiglieri di Stato, con le riunioni straordinarie oltre agli impegni dei dipartimenti. Lo abbiamo fatto rispettando tutte le sensibilità. Ringraziamo i nostri collaboratori e il Dottor Merlani per ringraziare tutti gli operativi al fronte. Il Governo è riuscito a tenere il passo e il gioco di squadra, è il nostro compito, ringrazio dunque i miei colleghi, abbiamo lavorato insieme e per voi per proteggere la popolazione e mantenere un equilibrio fra le varie necessità”.

“Per i comprensori sciistici avevamo chiesto criteri oggettivi per evitare mobilità. Abbiamo chiesto ai nostri comprensori di privilegiare i clienti locali e di ridurre la capacità. Vorremmo anche maggior presenza sulle piste di pattugliatori, perchè se qualcuno si fa male ha bisogno di un ricovero, per cui serve sensibilizzazione. Stanno camminando sulle uove, che rischiano di rompersi”. 

Coronavirus – Disposizioni cantonali per le festività

Coronavirus – Disposizioni cantonali per le festività

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato saluta positivamente le misure annunciate oggi dal Consiglio federale per fronteggiare la diffusione del coronavirus in Svizzera, e ha adattato le disposizioni cantonali. Il Governo ticinese condivide la decisione di inasprire il quadro normativo per il periodo delle festività, con l’obiettivo di ridurre sensibilmente il numero di nuovi contagi e di ospedalizzazioni. La decisione odierna crea un quadro normativo uniforme, chiaro e con una prospettiva temporale adeguata. Il Governo manterrà in ogni caso misure cantonali più restrittive rispetto al quadro federale. Accanto a queste disposizioni, il Consiglio di Stato auspica che a livello federale si faccia chiarezza sugli aiuti economici a sostegno dei settori colpiti. Da parte sua il Governo ticinese presenterà settimana prossima il messaggio governativo sui casi di rigore con aiuti previsti nell’ordine di 75 milioni di franchi.

Il Consiglio di Stato prende atto con favore dell’inasprimento deciso dalla Confederazione: la soluzione presentata dal Consiglio federale ha il pregio della chiarezza fornendo alla popolazione regole univoche sul territorio nazionale per tutto il periodo delle festività.

Le disposizioni a livello federale per il periodo fra il 22 dicembre e il 22 gennaio, annunciate oggi pomeriggio, comprendono in particolare:

  • Chiusura di bar e ristoranti (inclusi quelli nei comprensori sciistici), ad eccezione di mense aziendali, mense scolastiche della scuola dell’obbligo e ristoranti degli alberghi (riservati agli ospiti).
  • Chiusura degli impianti sportivi e per il benessere, mentre la pratica dello sport all’aperto è consentita in gruppi di non più di cinque persone nonché a bambini e giovani fino ai 16 anni.
  • Chiusura delle strutture per la cultura e il tempo libero, con la possibilità di svolgere attività culturali in piccoli gruppi.
  • Ulteriore riduzione della capienza nei negozi, oltre alla conferma delle chiusure obbligatorie tra le 19 e le 6, la domenica e nei giorni festivi.
  • Queste regole sono inoltre accompagnate dall’invito alla popolazione a restare a casa, riducendo il più possibile i contatti sociali e rinunciando a viaggi e spostamenti non strettamente necessari.

In Ticino rimarranno inoltre in vigore le seguenti misure più restrittive rispetto al quadro normativo federale:

  • Assembramenti fino a un massimo di 5 persone negli spazi pubblici.
  • Incontri privati fino a un massimo di 5 persone con eccezioni per il 24, 25, 26, 31 dicembre e il 1° gennaio dove il limite sarà di 10 persone.
  • Servizi d’asporto e consegna a domicilio permessi fino alle 22.00.
  • Celebrazioni religiose, ammesse fino a 30 persone con eccezione il 24 e 25 dicembre dove saranno autorizzate fino a 50 persone se garantiti adeguati piani di protezione.
  • Le domeniche, gli altri festivi e il 6 gennaio 2021 i negozi e le strutture accessibili al pubblico rimarranno chiusi come previsto dalle disposizioni federali

Accanto a queste disposizioni, il Consiglio di Stato auspica che a livello federale si faccia chiarezza sugli aiuti economici a sostegno dei settori colpiti. Da parte sua il Governo ticinese presenterà settimana prossima il messaggio governativo sui casi di rigore con aiuti previsti nell’ordine di 75 milioni di franchi.
In vista delle imminenti festività, il Consiglio di Stato rivolge alla popolazione un pensiero di gratitudine per gli sforzi dimostrati in questi mesi nell’applicare le raccomandazioni sanitarie e nel rispettare le regole emanate dalle autorità. Nell’auspicio che si tratti dell’ultima grande festività che dovremo vivere sotto restrizioni così severe, il Governo invita quindi tutti a un ultimo sforzo a favore del bene comune e dei nostri operatori sanitari.
Il Consiglio di Stato rinnova inoltre l’invito restare a casa il più possibile e a limitare i contatti sociali nel corso di tutto il periodo natalizio. Invita anche la popolazione a pianificare per tempo gli acquisti e di evitare gli orari di forte concentrazione di persone. In questo senso saluta positivamente anche le nuove limitazioni di capienza per negozi e commerci.

Dal Ticino a Berna tre richieste sul Covid

Dal Ticino a Berna tre richieste sul Covid

Da www.ticinonews.ch

Il Consiglio di Stato si è espresso sugli scenari proposti dal Consiglio federale. Gobbi: “Sì al meccanismo, ma non basta”
È partita oggi la risposta del Consiglio di Stato ticinese agli scenari proposti da Berna per contenere i contagi. Il meccanismo proposto, ovvero un sistema graduale di pacchetti da introdurre a seconda della gravità della situazione, convince il Governo, ma alcuni aspetti vanno chiariti. Inoltre, i cinque ministri hanno formulato tre rivendicazioni: dichiarare lo stato di situazione straordinaria, porre delle limitazioni sul trasporto pubblico e introdurre un sistema di controllo alle frontiere. Rivendicazioni che sono state spiegate nel dettaglio dal presidente del Governo Norman Gobbi ai colleghi di Teleticino.

Le misure cantonali: proroga o inasprimento?
In attesa delle decisioni del Consiglio federale, restano in vigore le misure cantonali fino al 23 dicembre. Misure che potrebbero essere rinnovate o inasprite. “Il Consiglio di Stato si riserva di decidere nei prossimi giorni sulle misure da introdurre gradualmente, come fatto finora” precisa Gobbi. “In questi giorni vedremo l’effetto delle misure decise la scorsa settimana”.

https://www.ticinonews.ch/ticino/dal-ticino-a-berna-tre-richieste-sul-covid-FB3571052

Il Governo risponde alla consultazione sulla revisione della Legge federale sulla circolazione stradale

Il Governo risponde alla consultazione sulla revisione della Legge federale sulla circolazione stradale

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha inviato al Consiglio federale la risposta alla consultazione riguardante la revisione parziale della Legge federale sulla circolazione stradale (LCStr). Oltre a prevedere modifiche per favorire la promozione delle tecnologie ecologiche, per adattare la legislazione sulla guida autonoma e sull’uso delle e-bike, la revisione introduce novità nell’ambito degli articoli che riguardano il programma di sicurezza stradale “Via sicura”, dando seguito alle richieste formulate dal Parlamento federale.

Il Governo ticinese ha sostanzialmente accolto positivamente le novità legislative proposte dal Consiglio federale attraverso la revisione parziale della Legge federale sulla circolazione stradale. Sul programma di sicurezza stradale “Via sicura”, voluto nel 2012 per ridurre gli incidenti stradali e potenziare la sicurezza stradale, il Consiglio di Stato si è espresso favorevolmente ai principali cambiamenti finalizzati a rendere più eque le misure in materia di guida spericolata. Tra questi il maggiore potere discrezionale dato alle autorità esecutive e ai tribunali. I giudici in tal modo possono tener maggiormente conto delle circostanze del caso concreto e stabilire la sanzione più idonea, in linea con la giurisprudenza del Tribunale federale. Viene così eliminato l’automatismo attraverso il quale oggi per un eccesso di velocità che porta alla soglia della “pirateria stradale” sussiste il reato stesso. La revisione prevede che bisognerà esaminare caso per caso. Viene inoltre eliminata la pena detentiva minima di un anno: per tali casi il giudice potrà infliggere anche solo una pena pecuniaria analogamente a quanto previsto per il reato di messa in pericolo della vita altrui. Viene invece mantenuto il limite superiore della pena di quattro anni e con esso il carattere di crimine attribuito alla guida spericolata. 

Tra le misure previste per questo reato vi è poi quella – di carattere amministrativo che va a sommarsi a quella penale – riguardante il numero minimo di mesi di revoca della licenza di condurre, oggi fissato a 24. Il Consiglio federale propone di scendere a 6 mesi. Nella sua risposta il Consiglio di Stato, pur ritenendo che 24 mesi sono eccessivi, ha valutato che il passaggio ai 6 mesi significherebbe sminuire la portata del reato, nonché correre il rischio di un ridimensionamento “a cascata” delle altre infrazioni minori. In questo senso – analogamente ad altri Cantoni – il Governo propone quindi come misura minima per i “pirati della strada” 12 mesi. A mente del Consiglio di Stato tale scelta tiene conto delle finalità del progetto di sicurezza stradale “Via sicura” e nello stesso tempo attenua una misura considerata eccessivamente dura.

Incontro conviviale tra il Consiglio di Stato e il Municipio di Mendrisio.

Incontro conviviale tra il Consiglio di Stato e il Municipio di Mendrisio.

Da www.mendrisio.ch

Oggi, a palazzo comunale, il Municipio di Mendrisio ha accolto il Consiglio di Stato del Cantone Ticino.
Giunti a Mendrisio in occasione della sessione del Gran Consiglio al Centro manifestazioni mercato coperto, i membri del Governo ticinese sono stati invitati dall’Esecutivo cittadino a una riunione conviviale.
L’incontro è stato molto apprezzato dalle parti che hanno così potuto discutere – brevemente ma efficacemente – alcuni temi di carattere generale, quali la situazione dettata dalla pandemia con le conseguenti ripercussioni economiche e territoriali, riferite in special modo alla nostra regione.

Coronavirus – Adattamento delle disposizioni cantonali

Coronavirus – Adattamento delle disposizioni cantonali

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha preso atto delle misure annunciate oggi dal Consiglio federale per fronteggiare la diffusione del coronavirus in Svizzera, e ha adattato le disposizioni cantonali. Il Governo ticinese saluta con favore l’aumento del contributo finanziario della Confederazione a sostegno dei settori economici colpiti dall’effetto delle restrizioni.

L’aggiornamento delle disposizioni in vigore a livello nazionale, annunciato oggi pomeriggio dal Consiglio federale, ha imposto l’adattamento delle norme in vigore da mercoledì 9 dicembre in Ticino. Le principali misure aggiuntive che entrano in vigore in Ticino, a partire da domani, riguardano pertanto:

  • Obbligo di chiusura alle 19 anche per i ristoranti (per i bar già in vigore)
  • Obbligo di chiusura delle attività commerciali nelle domeniche e nei giorni festivi
  • Divieto di manifestazioni (salvo alcune eccezioni)
  • Divieto di attività culturali con più di 5 persone (per lo sport non professionistico la limitazione era già in vigore)

Va sottolineato che la situazione epidemiologica in Ticino al momento non permette al Cantone di applicare deroghe all’obbligo di chiusura dei ristoranti. A questo proposito, il Governo considera problematico considerare l’incidenza media svizzera quale parametro di riferimento per concedere ai Cantoni la facoltà di deroga: questa scelta potrebbe infatti innescare effetti indesiderati come una minore propensione dei Cantoni a invitare la popolazione a ricorrere ai test.

Al di là dei punti citati in entrata, rimangono valide le disposizioni cantonali annunciate dal Consiglio di Stato a inizio settimana, ed entrate in vigore a partire da mercoledì 9 dicembre. Va ricordato in particolare che, per cene e feste private, il numero massimo di partecipanti è fissato a 5 persone. Inoltre, va ricordato che gli impianti di risalita potranno regolarmente rimanere in esercizio, nel rispetto dei piani di protezione. Viste le chiusure domenicali delle attività commerciali decretate dal Consiglio federale, il Consiglio di Stato invita la popolazione ticinese a pianificare attentamente i propri acquisti natalizi, evitando i momenti di punta e gli assembramenti.

Il Governo ticinese saluta positivamente l’intenzione annunciata dal Consiglio federale di ampliare le possibilità di sostegno alle imprese, ma sottolinea l’esigenza di concretizzare a breve il programma di aiuti per i casi di rigore, in modo da evitare conseguenze irreparabili per gli operatori economici del nostro Cantone. Un messaggio governativo sarà presentato prima di Natale, per permettere l’applicazione dell’ordinanza federale.

Il Consiglio di Stato ribadisce la criticità di introdurre cambiamenti normativi troppo frequenti e a diversi livelli istituzionali che generano insicurezza fra la popolazione e gli operatori economici. In questo senso, il Governo ritiene problematica l’intenzione del Consiglio federale di prevedere ulteriori misure già nel corso della prossima settimana.  

Flyer

«Si scia, ma con la testa»

«Si scia, ma con la testa»

Nel fine settimana apriranno molte piste ticinesi – Incontro fra autorità e gestori degli impianti
Mauro Pini: «Ci sentiamo appoggiati in tutto e per tutto dal Cantone, ora chiedo agli utenti di rispettare le regole»

Cantone e responsabili degli impianti sciistici si sono riuniti per fare chiarezza a poche ore dall’apertura di molti comprensori. Una bella notizia per tutti gli amanti degli sport invernali, certo, ma che non deve essere letta come un lasciapassare per la libertà totale e sfrenata. Bisognerà seguire le regole, perché altrimenti si andrà incontro a un doppio danno: da un lato di immagine (le foto delle funivie strapiene e delle persone ammassate in coda a Zermatt e Verbier hanno fatto il giro dell’Europa), dall’altro – banalmente – economico. Infatti, se si verificassero troppe situazioni da «curt bandida» le autorità non avrebbero altra scelta: chiudere tutti gli impianti ticinesi. Hai voglia poi a riaprirli. Serve disciplina, quindi, perché sgarrando si rischia di colpire tutti.

Molta incertezza
Dipartimento delle istituzioni e responsabili delle stazioni sciistiche si sono incontrati mercoledì. Sono stati valutati i piani di protezione voluti dal Consiglio federale, sono state fatte richieste da un lato come dall’altro, per trovare un punto di incontro per l’ottenimento della necessaria autorizzazione. «Un incontro molto importante» il commento di Mauro Pini, direttore di Valbianca SA. «C’è molta insicurezza fra i gestori, soprattutto alla luce delle polemiche scoppiate nelle scorse settimane. Per fortuna fra le singole stazioni sciistiche e il Cantone si è creata una buonissima intesa. Le autorità hanno formulato delle richieste puntuali, valutando nel contempo i nostri piani di protezione. Ci sentiamo appoggiati in tutto e per tutto. Ovviamente saremo noi gestori i responsabili: dovremo far sì che tutto funzioni alla perfezione, che non ci siano intoppi. Altrimenti, spiace dirlo, ci andranno di mezzo tutti». Ecco che quindi si torna al concetto della responsabilità individuale. Uno dei concetti cardine per frenare gli effetti della pandemia. «Bisogna assolutamente far passare il messaggio che non si tratta di un gioco» prosegue Pini, rivolgendosi agli sciatori. «Tutti possono sbagliare, certo, ma bisogna remare nella stessa direzione. Ne va della possibilità stessa di continuare a sciare in Ticino questo inverno. È stato fatto un lavoro immenso da parte dei gestori per rendere possibile tutto questo. Ebbene, non gettiamo tutto alle ortiche». Per rendere la situazione più gestibile e meno pericolosa in quanto ad assembramenti, i comprensori ticinesi hanno studiato delle soluzioni pratiche – che verranno verificate dalle autorità – che permetteranno di sciare in sicurezza. Quasi tutta la ristorazione sarà «off limits», e quindi chiusa. Ci saranno apposite segnaletiche nei pressi degli impianti di risalita, mentre numerose stazioni hanno scelto di aprire le piste solamente agli abbonati stagionali. «Il Cantone ci ha effettivamente consigliato una partenza soft» rileva ancora Pini. «Ciò permetterà a tutti, clienti e personale, di abituarsi alle nuove misure». Presenti sulla neve anche dei collaboratori che avranno il compito di far rispettare le regole. «Non saranno dei poliziotti, ma avranno il compito di sensibilizzare e informare gli utenti» garantisce Pini. Da parte sua, Luca Filippini, segretario generale del Dipartimento delle istituzioni e presidente del Gruppo di lavoro Grandi manifestazioni, fa sapere che «nel corso dell’incontro il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha spiegato cosa deve fare ogni singola stazione sciistica per poter aprire prima del 22 dicembre». In questo senso sarà necessaria un’autorizzazione cantonale. La richiesta andrà presentata oggi, corredata dal piano di protezione che si intende adottare. «Rispetto all’ordinanza del 4 dicembre non abbiamo richiesto misure supplementari», aggiunge Filippini.

Oggi, lo ricordiamo, il Consiglio federale farà chiarezza anche sui punti di ristoro.

(Immagine: www.bedrinadalpe.ch)

Sci, tra chiarezza e incognite

Sci, tra chiarezza e incognite

Servizio all’interno dell’edizione di mercoledì 9 dicembre 2020 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Sci-tra-chiarezza-e-incognite-13668139.html

Il Cantone ha assicurato il suo sostegno ai responsabili degli impianti di risalita, che dovranno occuparsi di far rispettare le misure

Sabato in Ticino inizierà la stagione dello sci alpino. Nonostante la certezza portata dall’abbondante nevicata, le incognite sono molte.
Mercoledì, i responsabili degli impianti hanno incontrato le autorità cantonali, che hanno assicurato il loro sostegno e fatto chiarezza sull’imminente apertura delle stazioni invernali.
“Oggi abbiamo spiegato quali sono i passi da fare per poter ottenere le autorizzazioni cantonali”, spiega il presidente del Governo Norman Gobbi. “I piani di protezione dovranno essere applicati in maniera rigorosa per evitare le scene che abbiamo visto Oltre Gottardo”.
Toccherà dunque ai gestori degli impianti assicurarsi che le misure vengano rispettate. “Quello che abbiamo capito è che la responsabilità è al 100% nostra”, riassume il direttore di Valbianca Mauro Pini, per il quale “ognuno di noi deve e farà il possibile per fare questo sforzo”.
Tra le altre preoccupazioni, c’è anche la questione della ristorazione sulle piste alla domenica. Ci si chiede poi quello che potrebbe essere annunciato a Berna il 18 dicembre. Forse una limitazione dell’affluenza se non saranno rispettati i piani di protezione?
“Facciamo parte di quelle stazioni che hanno una concessione federale, pertanto non possono farci chiudere, o dovranno dimostrarlo, perché i bus e i treni sono pieni e non c’è nessun controllo”, reagisce il proprietario degli Impianti turistici Bosco Gurin Giovanni Frapolli.
Garanzie e rassicurazioni non ce ne sono. Si può solo fare appello alla responsabilità individuale e alla capacità dei gestori degli impianti, confrontati a una situazione nuova anche per loro.

Lösung im Streit um Bahnverkehr mit Italien

Lösung im Streit um Bahnverkehr mit Italien

Da www.nzz.ch

Aufgrund italienischen Auflagen wollten die SBB kurzerhand alle Züge nach Italien einstellen. Verkehrsministerin Simonetta Sommaruga hat sich bei ihrer Amtskollegin für eine rasche Lösung eingesetzt. Bereits am Abend verkünden die SBB eine neue Regelung.

Eine Medienmitteilung der SBB vom Dienstag sorgte für grosse Aufregung. SBB und Trenitalia stellen am Donnerstag alle grenzüberschreitenden Verbindungen zwischen der Schweiz und Italien auf unbestimmte Zeit ein. Sowohl der Tessiner Regierungspräsident Norman Gobbi als auch der Präsident der Region Lombardei Attilio Fontana kritisierten die Einschränkung auf der Schiene scharf. Sie stören sich vor allem daran, dass damit den italienischen Grenzgängern die Ein- und Ausreise in die und aus der Schweiz erschwert wird.
Inzwischen wurde eine Lösung gefunden, wie die SBB am Mittwochabend auf Anfrage der Nachrichtenagentur Keystone-SDA mitteilten. Eurocity-Züge verkehren weiterhin zwischen der Schweiz und Italien, allerdings in reduzierter Zahl. Im Regionalverkehr mit den Tilozügen wird das Reisen komplizierter. Grenzgänger, die zum Arbeiten ins Tessin reisen, müssen in Chiasso umsteigen. Darauf haben sich die beiden Länder und ihre Bahnbetriebe geeinigt.
Am Mittwoch hatte Bundespräsidentin Simonetta Sommaruga mit der italienischen Transportministerin Paola De Micheli über die Situation im grenzüberschreitenden Bahnverkehr gesprochen. Beide Seiten seien an einer raschen Lösung interessiert, teilte Sommaruga nach dem Gespräch über Twitter mit.
Auslöser für die Unterbrechung der Bahn ist ein Dekret der italienischen Regierung. Dieses enthält neben Reiserestriktionen strenge Auflagen für die Transportunternehmen. So muss bei jedem Reisenden vor dem Grenzübertritt die Körpertemperatur durch das Bahnpersonal gemessen werden. Bei Fieber muss das Zugspersonal dem Passagier die Weiterfahrt verweigern. Ebenfalls müssen die Reisenden einen negativen Corona-Test vorweisen, der innert 48 Stunden vor der Einreise erfolgt ist, sowie ein Formular, in welchem der Zugpassagier den Reisezweck deklariert. Beide Papiere müssen die Bahnunternehmen an die italienischen Behörden weitergeben. Schliesslich müssen die SBB ihre Auslastung um 50 Prozent reduzieren.

SBB: «Kontrollen auf kurzen Strecken kaum möglich»

Die SBB sehen sich nicht in der Lage, diese Auflagen zu erfüllen. «Unser Personal ist nicht ausgebildet für Temperaturmessungen», sagt die Sprecherin Ottavia Masserini. «Auch können wir nicht jedes einzelne Formular der Zugpassagiere überprüfen und mit den italienischen Behörden abgleichen.» In Italien, wo der Zugang zu den Perrons meist kanalisierter ist als in der Schweiz, dürften solche Kontrollen einfacher zu handhaben sein. Wie die ausgehandelte Lösung aussieht, ist nicht im Detail bekannt.
Laut den SBB müsste das Personal die Kontrollen auf der Strecke vom Grenzübergang Chiasso bis zum ersten Bahnhof in Italien vollziehen und Passagiere, welche die Auflagen der italienischen Behörden nicht erfüllen, dort aus dem Zug weisen. «Das ist auf solchen kurzen Strecken kaum möglich», sagt Masserini. Sie betont, dass es sich bei der Einstellung der grenzüberschreitenden Verbindungen nicht um einen Alleingang der SBB handle. Man sei stets in Kontakt mit den italienischen Partnern gestanden. Dem Vernehmen nach wurde der Entscheid der SBB auch im Einvernehmen mit Trenitalia getroffen.

BLS-Strecke Brig–Domodossola nicht betroffen

Vorerst nicht betroffen von den hohen Auflagen der italienischen Regierung für den grenzüberschreitenden Verkehr bleibt die Strecke von Brig nach Domodossola. «Wir haben keine Signale von den piemontesischen Behörden erhalten, dass wir zusätzliche Auflagen erfüllen oder unser Angebot einschränken müssen», sagt Stefan Dauner, Sprecher des Bahnunternehmens BLS, welches die Regionallinie betreibt. Man stehe aber in täglichem Kontakt mit der zuständigen Agenzia della mobilità piemontese (AMP). Die Behörde erachte die Strecke von Brig nach Domodossola als wichtigen Service public für die italienischen Grenzgänger, die in der Schweiz einer Arbeit nachgingen.
Offensichtlich legen nicht alle Regionen das Dekret der italienischen Regierung gleich aus. Dem Vernehmen nach sind solche Dekrete, die teilweise in kurzer Zeit aufgesetzt werden, nicht immer bis ins letzte Detail präzis, was Spielraum für Interpretationen lässt.