“Il contact tracing ha una relativa stabilità, ma qualche episodio che avrei preferito non vedere, di festicciole e quant’altro, esistono e ci sono. Temo che nei prossimi giorni ci saranno di più. Ho l’impressione che ci sia una tendenza a sottoporsi meno al test. Soprattutto tra giovani che osservano meno le regole e questo porta a un rischio maggiore”.
17:10 – “Dottor Merlani si aspettava che si scendesse più in fretta?
“Da un lato non scende come vorremmo. Invece di continuare a scendere abbiamo un’inversione di tendenza e di crescita. Sono preoccupato, avrei preferito essere qui oggi per dire che forse avremmo potuto fare delle aperture per Natale. Questo non è possibile, i dati sono questi. Il Canton Ticino è ancora sotto monitoraggio, non possiamo permetterci adesso di abbassare la guardia”.
17:10 – Le domande
17:08 – Norman Gobbi: “Vie di mezzo non ce ne sono più”
“È la prima volta in cui la Svizzera si trova in una situazione in cui non si scende ma si stabilizza il numero dei contagi”, ha detto riprendendo la parola Norman Gobbi. “Queste misure sono l’antidoto alla chiusura totale. Perché di vie di mezzo non ce ne sono più”.
17:05 – Fate i test
“Non voglio più sentire ho fatto la febbre solo oggi, vediamo domani come va. Io ho avuto febbre per meno di 24 ore quando sono stato positivo, se non avessi fatto il test avrei anche potuto infettare il Consiglio di Stato”, ha spiegato Merlani. “La febbre è un sintomo per fare un test, la tosse, il raffreddore, il mal di testa. Vi sono tutta una serie di sintomi che portano a sottoporsi al test, il più rapidamente possibile”.
17:04 – Attenzione ai piani di protezione
“Non si esclude che se la situazione non dovesse andare meglio, si dovrebbero mettere in atto misure più restrittive”. Merlani si è poi concentrato sui piani di protezione: “Ci sono dei segnali che non sono stati seguiti come dovrebbero. O si seguono alla lettera i piani di protezione o sarà necessario reagire con misure più incisive”.
17:00 – Parla il medico cantonale
Giorgio Merlani ha spiegato come i numeri di oggi siano probabilmente “falsamente bassi”, perché il lunedì sono comunque sempre bassi, inoltre la neve può aver diminuito il numero di test fatti. Sul lungo termine “l’impressione è che siamo di nuovo in crescita”, ha spiegato Merlani. “Sappiamo che la crescita quando parte rischia di essere esponenziale. L’Rt ha di nuovo superato l’1, quindi siamo di nuovo in fase di crescita. È necessario mettere in atto delle misure, sperando che siano sufficienti”.
16:58 – “Scegliamo chi vedere”
Il periodo natalizio, ha spiegato De Rosa, ha ricordato come il Natale sia un momento di intensi scambi sociali. Abitudine che sono da cambiare. “Scegliamo chi vedere”, ha detto. Per questo ha invitato anche a scegliere metodi alternativi di incontro, virtuale o all’aperto.
16:57 – Impossibile contenere un’eventuale nuova ondata
“Non dobbiamo dimenticare che con questi numeri così elevati non vi sono i margini per assorbire un’eventuale nuova ondata”, ha aggiunto De Rosa. “Siamo consapevoli che la pandemia ha cambiato le nostre vite e che tutti sentiamo la stanchezza e magari anche la rabbia per questa situazione. Ma è importante tenere duro per non compromettere ciò che è stato fatto fino a ora”.
16:54 – Parla De Rosa
Il direttore del Dss, Raffaele De Rosa ha sottolineato come “ancora una volta siamo di fronte a una situazione difficile, a una situazione nuova”. Ora assistiamo a una stabilizzazione dei nuovi contagi. “Questa stabilizzazione porta con sé diversi aspetti problematici. Gli ospedalizzati oggi sono 352, esattamente come una settimana fa. Una pressione costante sul sistema sanitario che si aggiunge a ciò che gli ospedali si trovano già sempre a curare nel periodo invernale”.
16:53 – Il tampone non è invasivo
Norman Gobbi ha spiegato di aver fatto un tampone settimana scorsa dopo aver avuto dei contatti. “Il tampone non è invasivo. Se avete dei sintomi fatevi fare il tampone. È lo strumento migliore”.
16:51 – Un Natale diverso
“Un Natale diverso non significa peggiore”, ha detto Gobbi. Ma per questo è necessario trovare un senso di comunità. “Abbiamo già chiesto agli enti comunali e alle associazioni di riattivare servizi come quelli della consegna a casa degli acquisti. E il Consiglio di Stato invita tutti a seguire le regole per proteggere le fasce più deboli della popolazione”.
16:45 – Appello agli attori economici
Il Consiglio di Stato si rivolge agli attori economici. ”Durante questo weekend abbiamo svolto numerosi controlli nelle attività commerciali. Purtroppo già questo weekend abbiamo dovuto constatare una disattenzione sul numero di accessi per le attività commerciali. Per questo il Consiglio di Stato chiede il rispetto stretto di queste norme. Se chiediamo uno sforzo alla ristorazione, nell’ambito del commercio deve essere fatta la stessa cosa”. Alla Polizia cantonale e alle polizie comunali sarà dato mandato di controllare l’accesso ai centri commerciali, così come il rispetto dei piani di protezione.
16:41 – Orari di chiusura anticipato
“A partire da mercoledì, i bar e i servizi di bar dovranno chiudere alle 19. Per ridurre occasioni di incontro non strutturato”, ha spiegato Gobbi. “Le strutture della ristorazione dovranno chiudere alle 22 anziché alle 23 come finora”. Misura che vale anche per l’asporto, la consegna a domicilio, così come tutte le strutture ricreative: casinò, boowling, biliardi, locali erotici.
16:38 – Ciò richiede un intervento
“Vogliamo agire in maniera mirata e ponderata”, ha aggiunto Gobbi. “Sappiamo come dobbiamo comportarci, in questo senso: si confermano le misure già oggi in vigore, che sono già più restrittive di quelle federali”. A questo si sommano orari di chiusura anticipati per i bar, alle 19, e per i ristoranti, alle 22.
16:37 – Situazione di stallo
“I numeri non stanno più calando, ci troviamo in una situazione di stallo e per noi non è soddisfacente”, ha spiegato Norman Gobbi.
16:34 – Parla Norman Gobbi
“Il Consiglio di Stato ticinese si è riunito venerdì, mentre sabato ha parlato con Simonetta Sommaruga e Alain Berset”, spiega Gobbi. “È stata richiamata la responsabilità dei Cantoni nel gestire l’emergenza. Oggi alcuni Cantoni hanno reagito, altri hanno risposto picche”.