Il Governo risponde alla consultazione sulla revisione della Legge federale sulla circolazione stradale

Il Governo risponde alla consultazione sulla revisione della Legge federale sulla circolazione stradale

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha inviato al Consiglio federale la risposta alla consultazione riguardante la revisione parziale della Legge federale sulla circolazione stradale (LCStr). Oltre a prevedere modifiche per favorire la promozione delle tecnologie ecologiche, per adattare la legislazione sulla guida autonoma e sull’uso delle e-bike, la revisione introduce novità nell’ambito degli articoli che riguardano il programma di sicurezza stradale “Via sicura”, dando seguito alle richieste formulate dal Parlamento federale.

Il Governo ticinese ha sostanzialmente accolto positivamente le novità legislative proposte dal Consiglio federale attraverso la revisione parziale della Legge federale sulla circolazione stradale. Sul programma di sicurezza stradale “Via sicura”, voluto nel 2012 per ridurre gli incidenti stradali e potenziare la sicurezza stradale, il Consiglio di Stato si è espresso favorevolmente ai principali cambiamenti finalizzati a rendere più eque le misure in materia di guida spericolata. Tra questi il maggiore potere discrezionale dato alle autorità esecutive e ai tribunali. I giudici in tal modo possono tener maggiormente conto delle circostanze del caso concreto e stabilire la sanzione più idonea, in linea con la giurisprudenza del Tribunale federale. Viene così eliminato l’automatismo attraverso il quale oggi per un eccesso di velocità che porta alla soglia della “pirateria stradale” sussiste il reato stesso. La revisione prevede che bisognerà esaminare caso per caso. Viene inoltre eliminata la pena detentiva minima di un anno: per tali casi il giudice potrà infliggere anche solo una pena pecuniaria analogamente a quanto previsto per il reato di messa in pericolo della vita altrui. Viene invece mantenuto il limite superiore della pena di quattro anni e con esso il carattere di crimine attribuito alla guida spericolata. 

Tra le misure previste per questo reato vi è poi quella – di carattere amministrativo che va a sommarsi a quella penale – riguardante il numero minimo di mesi di revoca della licenza di condurre, oggi fissato a 24. Il Consiglio federale propone di scendere a 6 mesi. Nella sua risposta il Consiglio di Stato, pur ritenendo che 24 mesi sono eccessivi, ha valutato che il passaggio ai 6 mesi significherebbe sminuire la portata del reato, nonché correre il rischio di un ridimensionamento “a cascata” delle altre infrazioni minori. In questo senso – analogamente ad altri Cantoni – il Governo propone quindi come misura minima per i “pirati della strada” 12 mesi. A mente del Consiglio di Stato tale scelta tiene conto delle finalità del progetto di sicurezza stradale “Via sicura” e nello stesso tempo attenua una misura considerata eccessivamente dura.

Incontro conviviale tra il Consiglio di Stato e il Municipio di Mendrisio.

Incontro conviviale tra il Consiglio di Stato e il Municipio di Mendrisio.

Da www.mendrisio.ch

Oggi, a palazzo comunale, il Municipio di Mendrisio ha accolto il Consiglio di Stato del Cantone Ticino.
Giunti a Mendrisio in occasione della sessione del Gran Consiglio al Centro manifestazioni mercato coperto, i membri del Governo ticinese sono stati invitati dall’Esecutivo cittadino a una riunione conviviale.
L’incontro è stato molto apprezzato dalle parti che hanno così potuto discutere – brevemente ma efficacemente – alcuni temi di carattere generale, quali la situazione dettata dalla pandemia con le conseguenti ripercussioni economiche e territoriali, riferite in special modo alla nostra regione.

Coronavirus – Adattamento delle disposizioni cantonali

Coronavirus – Adattamento delle disposizioni cantonali

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha preso atto delle misure annunciate oggi dal Consiglio federale per fronteggiare la diffusione del coronavirus in Svizzera, e ha adattato le disposizioni cantonali. Il Governo ticinese saluta con favore l’aumento del contributo finanziario della Confederazione a sostegno dei settori economici colpiti dall’effetto delle restrizioni.

L’aggiornamento delle disposizioni in vigore a livello nazionale, annunciato oggi pomeriggio dal Consiglio federale, ha imposto l’adattamento delle norme in vigore da mercoledì 9 dicembre in Ticino. Le principali misure aggiuntive che entrano in vigore in Ticino, a partire da domani, riguardano pertanto:

  • Obbligo di chiusura alle 19 anche per i ristoranti (per i bar già in vigore)
  • Obbligo di chiusura delle attività commerciali nelle domeniche e nei giorni festivi
  • Divieto di manifestazioni (salvo alcune eccezioni)
  • Divieto di attività culturali con più di 5 persone (per lo sport non professionistico la limitazione era già in vigore)

Va sottolineato che la situazione epidemiologica in Ticino al momento non permette al Cantone di applicare deroghe all’obbligo di chiusura dei ristoranti. A questo proposito, il Governo considera problematico considerare l’incidenza media svizzera quale parametro di riferimento per concedere ai Cantoni la facoltà di deroga: questa scelta potrebbe infatti innescare effetti indesiderati come una minore propensione dei Cantoni a invitare la popolazione a ricorrere ai test.

Al di là dei punti citati in entrata, rimangono valide le disposizioni cantonali annunciate dal Consiglio di Stato a inizio settimana, ed entrate in vigore a partire da mercoledì 9 dicembre. Va ricordato in particolare che, per cene e feste private, il numero massimo di partecipanti è fissato a 5 persone. Inoltre, va ricordato che gli impianti di risalita potranno regolarmente rimanere in esercizio, nel rispetto dei piani di protezione. Viste le chiusure domenicali delle attività commerciali decretate dal Consiglio federale, il Consiglio di Stato invita la popolazione ticinese a pianificare attentamente i propri acquisti natalizi, evitando i momenti di punta e gli assembramenti.

Il Governo ticinese saluta positivamente l’intenzione annunciata dal Consiglio federale di ampliare le possibilità di sostegno alle imprese, ma sottolinea l’esigenza di concretizzare a breve il programma di aiuti per i casi di rigore, in modo da evitare conseguenze irreparabili per gli operatori economici del nostro Cantone. Un messaggio governativo sarà presentato prima di Natale, per permettere l’applicazione dell’ordinanza federale.

Il Consiglio di Stato ribadisce la criticità di introdurre cambiamenti normativi troppo frequenti e a diversi livelli istituzionali che generano insicurezza fra la popolazione e gli operatori economici. In questo senso, il Governo ritiene problematica l’intenzione del Consiglio federale di prevedere ulteriori misure già nel corso della prossima settimana.  

Flyer

«Si scia, ma con la testa»

«Si scia, ma con la testa»

Nel fine settimana apriranno molte piste ticinesi – Incontro fra autorità e gestori degli impianti
Mauro Pini: «Ci sentiamo appoggiati in tutto e per tutto dal Cantone, ora chiedo agli utenti di rispettare le regole»

Cantone e responsabili degli impianti sciistici si sono riuniti per fare chiarezza a poche ore dall’apertura di molti comprensori. Una bella notizia per tutti gli amanti degli sport invernali, certo, ma che non deve essere letta come un lasciapassare per la libertà totale e sfrenata. Bisognerà seguire le regole, perché altrimenti si andrà incontro a un doppio danno: da un lato di immagine (le foto delle funivie strapiene e delle persone ammassate in coda a Zermatt e Verbier hanno fatto il giro dell’Europa), dall’altro – banalmente – economico. Infatti, se si verificassero troppe situazioni da «curt bandida» le autorità non avrebbero altra scelta: chiudere tutti gli impianti ticinesi. Hai voglia poi a riaprirli. Serve disciplina, quindi, perché sgarrando si rischia di colpire tutti.

Molta incertezza
Dipartimento delle istituzioni e responsabili delle stazioni sciistiche si sono incontrati mercoledì. Sono stati valutati i piani di protezione voluti dal Consiglio federale, sono state fatte richieste da un lato come dall’altro, per trovare un punto di incontro per l’ottenimento della necessaria autorizzazione. «Un incontro molto importante» il commento di Mauro Pini, direttore di Valbianca SA. «C’è molta insicurezza fra i gestori, soprattutto alla luce delle polemiche scoppiate nelle scorse settimane. Per fortuna fra le singole stazioni sciistiche e il Cantone si è creata una buonissima intesa. Le autorità hanno formulato delle richieste puntuali, valutando nel contempo i nostri piani di protezione. Ci sentiamo appoggiati in tutto e per tutto. Ovviamente saremo noi gestori i responsabili: dovremo far sì che tutto funzioni alla perfezione, che non ci siano intoppi. Altrimenti, spiace dirlo, ci andranno di mezzo tutti». Ecco che quindi si torna al concetto della responsabilità individuale. Uno dei concetti cardine per frenare gli effetti della pandemia. «Bisogna assolutamente far passare il messaggio che non si tratta di un gioco» prosegue Pini, rivolgendosi agli sciatori. «Tutti possono sbagliare, certo, ma bisogna remare nella stessa direzione. Ne va della possibilità stessa di continuare a sciare in Ticino questo inverno. È stato fatto un lavoro immenso da parte dei gestori per rendere possibile tutto questo. Ebbene, non gettiamo tutto alle ortiche». Per rendere la situazione più gestibile e meno pericolosa in quanto ad assembramenti, i comprensori ticinesi hanno studiato delle soluzioni pratiche – che verranno verificate dalle autorità – che permetteranno di sciare in sicurezza. Quasi tutta la ristorazione sarà «off limits», e quindi chiusa. Ci saranno apposite segnaletiche nei pressi degli impianti di risalita, mentre numerose stazioni hanno scelto di aprire le piste solamente agli abbonati stagionali. «Il Cantone ci ha effettivamente consigliato una partenza soft» rileva ancora Pini. «Ciò permetterà a tutti, clienti e personale, di abituarsi alle nuove misure». Presenti sulla neve anche dei collaboratori che avranno il compito di far rispettare le regole. «Non saranno dei poliziotti, ma avranno il compito di sensibilizzare e informare gli utenti» garantisce Pini. Da parte sua, Luca Filippini, segretario generale del Dipartimento delle istituzioni e presidente del Gruppo di lavoro Grandi manifestazioni, fa sapere che «nel corso dell’incontro il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha spiegato cosa deve fare ogni singola stazione sciistica per poter aprire prima del 22 dicembre». In questo senso sarà necessaria un’autorizzazione cantonale. La richiesta andrà presentata oggi, corredata dal piano di protezione che si intende adottare. «Rispetto all’ordinanza del 4 dicembre non abbiamo richiesto misure supplementari», aggiunge Filippini.

Oggi, lo ricordiamo, il Consiglio federale farà chiarezza anche sui punti di ristoro.

(Immagine: www.bedrinadalpe.ch)

Sci, tra chiarezza e incognite

Sci, tra chiarezza e incognite

Servizio all’interno dell’edizione di mercoledì 9 dicembre 2020 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Sci-tra-chiarezza-e-incognite-13668139.html

Il Cantone ha assicurato il suo sostegno ai responsabili degli impianti di risalita, che dovranno occuparsi di far rispettare le misure

Sabato in Ticino inizierà la stagione dello sci alpino. Nonostante la certezza portata dall’abbondante nevicata, le incognite sono molte.
Mercoledì, i responsabili degli impianti hanno incontrato le autorità cantonali, che hanno assicurato il loro sostegno e fatto chiarezza sull’imminente apertura delle stazioni invernali.
“Oggi abbiamo spiegato quali sono i passi da fare per poter ottenere le autorizzazioni cantonali”, spiega il presidente del Governo Norman Gobbi. “I piani di protezione dovranno essere applicati in maniera rigorosa per evitare le scene che abbiamo visto Oltre Gottardo”.
Toccherà dunque ai gestori degli impianti assicurarsi che le misure vengano rispettate. “Quello che abbiamo capito è che la responsabilità è al 100% nostra”, riassume il direttore di Valbianca Mauro Pini, per il quale “ognuno di noi deve e farà il possibile per fare questo sforzo”.
Tra le altre preoccupazioni, c’è anche la questione della ristorazione sulle piste alla domenica. Ci si chiede poi quello che potrebbe essere annunciato a Berna il 18 dicembre. Forse una limitazione dell’affluenza se non saranno rispettati i piani di protezione?
“Facciamo parte di quelle stazioni che hanno una concessione federale, pertanto non possono farci chiudere, o dovranno dimostrarlo, perché i bus e i treni sono pieni e non c’è nessun controllo”, reagisce il proprietario degli Impianti turistici Bosco Gurin Giovanni Frapolli.
Garanzie e rassicurazioni non ce ne sono. Si può solo fare appello alla responsabilità individuale e alla capacità dei gestori degli impianti, confrontati a una situazione nuova anche per loro.

Lösung im Streit um Bahnverkehr mit Italien

Lösung im Streit um Bahnverkehr mit Italien

Da www.nzz.ch

Aufgrund italienischen Auflagen wollten die SBB kurzerhand alle Züge nach Italien einstellen. Verkehrsministerin Simonetta Sommaruga hat sich bei ihrer Amtskollegin für eine rasche Lösung eingesetzt. Bereits am Abend verkünden die SBB eine neue Regelung.

Eine Medienmitteilung der SBB vom Dienstag sorgte für grosse Aufregung. SBB und Trenitalia stellen am Donnerstag alle grenzüberschreitenden Verbindungen zwischen der Schweiz und Italien auf unbestimmte Zeit ein. Sowohl der Tessiner Regierungspräsident Norman Gobbi als auch der Präsident der Region Lombardei Attilio Fontana kritisierten die Einschränkung auf der Schiene scharf. Sie stören sich vor allem daran, dass damit den italienischen Grenzgängern die Ein- und Ausreise in die und aus der Schweiz erschwert wird.
Inzwischen wurde eine Lösung gefunden, wie die SBB am Mittwochabend auf Anfrage der Nachrichtenagentur Keystone-SDA mitteilten. Eurocity-Züge verkehren weiterhin zwischen der Schweiz und Italien, allerdings in reduzierter Zahl. Im Regionalverkehr mit den Tilozügen wird das Reisen komplizierter. Grenzgänger, die zum Arbeiten ins Tessin reisen, müssen in Chiasso umsteigen. Darauf haben sich die beiden Länder und ihre Bahnbetriebe geeinigt.
Am Mittwoch hatte Bundespräsidentin Simonetta Sommaruga mit der italienischen Transportministerin Paola De Micheli über die Situation im grenzüberschreitenden Bahnverkehr gesprochen. Beide Seiten seien an einer raschen Lösung interessiert, teilte Sommaruga nach dem Gespräch über Twitter mit.
Auslöser für die Unterbrechung der Bahn ist ein Dekret der italienischen Regierung. Dieses enthält neben Reiserestriktionen strenge Auflagen für die Transportunternehmen. So muss bei jedem Reisenden vor dem Grenzübertritt die Körpertemperatur durch das Bahnpersonal gemessen werden. Bei Fieber muss das Zugspersonal dem Passagier die Weiterfahrt verweigern. Ebenfalls müssen die Reisenden einen negativen Corona-Test vorweisen, der innert 48 Stunden vor der Einreise erfolgt ist, sowie ein Formular, in welchem der Zugpassagier den Reisezweck deklariert. Beide Papiere müssen die Bahnunternehmen an die italienischen Behörden weitergeben. Schliesslich müssen die SBB ihre Auslastung um 50 Prozent reduzieren.

SBB: «Kontrollen auf kurzen Strecken kaum möglich»

Die SBB sehen sich nicht in der Lage, diese Auflagen zu erfüllen. «Unser Personal ist nicht ausgebildet für Temperaturmessungen», sagt die Sprecherin Ottavia Masserini. «Auch können wir nicht jedes einzelne Formular der Zugpassagiere überprüfen und mit den italienischen Behörden abgleichen.» In Italien, wo der Zugang zu den Perrons meist kanalisierter ist als in der Schweiz, dürften solche Kontrollen einfacher zu handhaben sein. Wie die ausgehandelte Lösung aussieht, ist nicht im Detail bekannt.
Laut den SBB müsste das Personal die Kontrollen auf der Strecke vom Grenzübergang Chiasso bis zum ersten Bahnhof in Italien vollziehen und Passagiere, welche die Auflagen der italienischen Behörden nicht erfüllen, dort aus dem Zug weisen. «Das ist auf solchen kurzen Strecken kaum möglich», sagt Masserini. Sie betont, dass es sich bei der Einstellung der grenzüberschreitenden Verbindungen nicht um einen Alleingang der SBB handle. Man sei stets in Kontakt mit den italienischen Partnern gestanden. Dem Vernehmen nach wurde der Entscheid der SBB auch im Einvernehmen mit Trenitalia getroffen.

BLS-Strecke Brig–Domodossola nicht betroffen

Vorerst nicht betroffen von den hohen Auflagen der italienischen Regierung für den grenzüberschreitenden Verkehr bleibt die Strecke von Brig nach Domodossola. «Wir haben keine Signale von den piemontesischen Behörden erhalten, dass wir zusätzliche Auflagen erfüllen oder unser Angebot einschränken müssen», sagt Stefan Dauner, Sprecher des Bahnunternehmens BLS, welches die Regionallinie betreibt. Man stehe aber in täglichem Kontakt mit der zuständigen Agenzia della mobilità piemontese (AMP). Die Behörde erachte die Strecke von Brig nach Domodossola als wichtigen Service public für die italienischen Grenzgänger, die in der Schweiz einer Arbeit nachgingen.
Offensichtlich legen nicht alle Regionen das Dekret der italienischen Regierung gleich aus. Dem Vernehmen nach sind solche Dekrete, die teilweise in kurzer Zeit aufgesetzt werden, nicht immer bis ins letzte Detail präzis, was Spielraum für Interpretationen lässt.

Coronavirus – Personale dell’Esercito a supporto del sistema sanitario ticinese

Coronavirus – Personale dell’Esercito a supporto del sistema sanitario ticinese

09Comunicato stampa

Come avvenuto durante la fase primaverile della pandemia, il Consiglio di Stato ha richiesto e ottenuto un ulteriore supporto di personale dell’Esercito per il sistema sanitario ticinese, visto che l’attuale situazione di forte pressione potrebbe protrarsi per diversi mesi.

Se durante la prima ondata il numero di persone ospedalizzate in Ticino – dopo il picco, giunto a fine marzo – è diminuito quasi con la stessa rapidità con cui era aumentato, la situazione attuale è caratterizzata da una stabilizzazione dei ricoveri a livelli però molto elevati, pari a circa l’85% del livello massimo raggiunto a primavera. La seconda ondata pandemica sta dunque comportando una pressione elevata e prolungata sul sistema sanitario del nostro Cantone, con un aumento notevole del carico di lavoro per il personale di cura.

Alla luce di queste tendenze, il Consiglio di Stato ha considerato una serie di misure per alleviare il sistema sanitario ticinese. Il Governo si è tra l’altro rivolto all’Ufficio federale della protezione della popolazione, chiedendo che – come avvenuto nella scorsa primavera – il Ticino possa beneficiare di un ulteriore supporto dell’Esercito e dei suoi militi, in particolare per i due ospedali acuti di riferimento COVID ticinesi, la Clinica Luganese Moncucco e l’Ospedale Regionale di Locarno.

Ieri è giunta conferma che la richiesta è stata accolta nella misura di un contingente di 18 militi, che si aggiungeranno agli attuali 12 già attivi presso l’Ospedale Regionale di Locarno, per una durata di 30 giorni. Questo sostegno permetterà, in particolare, di alleviare parzialmente i turni e il carico di lavoro del personale sanitario, confrontato anche con le assenze di operatori posti in isolamento o in quarantena.

Bar chiusi alle 19, ristoranti alle 22

Bar chiusi alle 19, ristoranti alle 22

Da www.rsi.ch/news
 

In Ticino nuova stretta da mercoledì: anche per locali notturni ed erotici, casinò, bowling, tombole. Prorogate tutte le altre misure
Il Governo ticinese ha deciso di inasprire le misure per combattere la diffusione del coronavirus. A partire da mercoledì 9 dicembre tutti i bar dovranno chiudere alle 19.00, tutti i ristoranti (take away compresi) alle 22.00. Sempre alle 22.00 dovranno chiudere anche le case da gioco e gli altri locali notturni (bowling, locali erotici, tombole…). L’obiettivo è quello di ridurre i contatti nel periodo prenatalizio.

Il presidente del Governo, Norman Gobbi, ha poi confermato che le attuali misure (limite assembramento a 5 persone, divieto di attività sportive di gruppo con più di 5 partecipanti, limite di 30 persone per celebrazioni religiose, eventi culturali e sport professionistico) rimarranno in vigore.

La situazione in Ticino resta preoccupante
“La situazione pandemica in Ticino è e resta preoccupante: i contagi non diminuiscono e il numero di ospedalizzati rimane elevato.” ha sottolineato Norman Gobbi durante la conferenza stampa a Bellinzona.

Appello ai commercianti: “Troppa gente, troppe infrazioni alle regole”
“Durante il weekend abbiamo svolto diversi controlli anche nelle attività commerciali, molto sollecitate in questo periodo. La Confederazione ha ulteriormente limitato l’accesso ai negozi, ma purtroppo già questo fine settimana abbiamo riscontrato infrazioni per le superfici commerciali. Per questo faccio appello nuovamente ai commercianti affinché si impegnino in questo senso, così come fanno altri ambiti, ad esempio la ristorazione”.

Aumentano i controlli della polizia
Gobbi ha pure sottolineato che verranno aumentati i controlli: “È stato dato mandato alla polizia di verificare attentamente i piani di protezione in tutti gli ambiti economici”.

“Un Natale diverso”, vademecum per le feste
Nell’ambito della campagna di prevenzione e in vista delle vacanze di Natale, il Consiglio di Stato ha inoltre deciso di diffondere alcune indicazioni sui comportamenti corretti da tenere. Li ha illustrati il direttore del DSS Raffaele De Rosa. In particolare il “Governo invita le cittadine e i cittadini a pianificare con attenzione le proprie attività sociali nelle prossime settimane. La priorità sarà di ridurre il numero di contatti personali, e la loro frequenza, a una cerchia stretta di amici e famigliari. Sarà importante riflettere sulle modalità di incontro e se possibile trovare metodi alternativi per festeggiare a distanza: una passeggiata anziché incontri al chiuso, un brindisi all’aperto o un aperitivo natalizio virtuale. Questo permetterà di non esporre i nostri familiari, gli anziani e le persone vulnerabili, a un possibile contagio e di trascorrere in serenità il periodo natalizio. Anche per gli acquisti natalizi, l’indicazione delle autorità è di programmare con cura i propri spostamenti e di evitare i momenti di maggiore affollamento”.

Merlani: “RT di nuovo sopra 1 e contagi in crescita. Testatevi ai primi sintomi”
Il medico cantonale ticinese Giorgio Merlani dopo aver tracciato il quadro epidemiologico con le cifre relative a contagi, decessi e ospedalizzazioni, ha nuovamente invitato i cittadini a testarsi senza esitazioni, anche in presenza di sintomi blandi. “Non voglio più sentire frasi come ‘ho fatto la febbre solo un giorno, vediamo come va’, è davvero fondamentale fare l’esame a qualsiasi sintomo, anche singolo, riconducibile al coronavirus.” Merlani ha pure spiegato che l’ultimo indice di trasmissione RT calcolato ha di nuovo superato il valore di 1, “quindi siamo di nuovo in una situazione di crescita dei contagi”.

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Da www.ticinonews.ch

Bar chiusi alle 19, ristoranti alle 22

Il Consiglio di Stato ha deciso: i bar aperti fino alle 19, mentre i ristoranti fino alle 22, così come gli altri locali notturni
Bar chiusi alle 19. Ristoranti, casinò, locali erotici e altri locali notturni dovranno chiudere alle 22. Inoltre le altre misure già in vigore sono state prolungate fino al 23 dicembre, è questa in sintesi quanto presentato oggi dal Consiglio di Stato . La decisione è stata presa dopo che venerdì Alain Berset ha chiesto ai Cantoni di intervenire nel caso i numeri della pandemia non stiano scendendo.
Norman Gobbi, presidente del Consiglio di Stato, ha spiegato che ora “vie di mezzo non ce ne sono più”. Se il governo dovesse imporre nuove misure sarebbe la chiusura generalizzata. “Questo è l’antidoto alla chiusura totale”.
Il medico cantonale, invece, ha spiegato come i numeri attualmente mostrano una stabilizzazione, se non già una risalita. L’indice di trasmissione Rt, infatti, è risalito sopra l’1.


LE MISURE NEL DETTAGLIO

Bar
Da mercoledì 9 dicembre, le strutture che non offrono servizio di cucina (inclusi i caffè, i tea-room e i pub ai sensi dell’art. 7 punto 2 RLear), sono tenuti a chiudere alle 19.00. La regola si applica anche a quelli annessi alle panetterie-pasticcerie, alle stazioni di servizio e ferroviarie, alle case e sale da gioco, ai locali erotici, ai campeggi e sulle piste nei comprensori sciistici.

Ristoranti
I ristoranti, cioè le strutture che servono pasti cucinati in proprio da personale dedicato (inclusi gli snack-bar, le osterie, i grotti, i canvetti, le trattorie, le birrerie ai sensi dell’art. 7 punto 1 RLear), possono invece rimanere aperti fino alle 22. Dalle 19 possono servire bevande esclusivamente in accompagnamento ai pasti.

Alle 22 chiudono anche:

take away, kebab, drive in e tutte le strutture che servono cibo d’asporto. Casinò, case da gioco (incluse sale da bowling, bigliardo, tombola e da gioco in generale) i locali erotici e altri locali notturni. Tra le 22 e le 6 è vietato pure l’esercizio della prostituzione a domicilio e nelle camere d’hotel.

LA DIRETTA

17:27 – La conferenza stampa è conclusa

17:17 – Negli ultimi mesi ci sono stati oltre 200 decessi, significa che il virus è più aggressivo?
“Abbiamo avuto 350 decessi durante la prima ondata, circa 250 attualmente. L’impressione dai dati è che il tasso di mortalità sia un po’ più basso, per due aspetti: si testa molto di più, soprattutto nelle case anziani. A livello ospedaliero, non esiste una terapia specifica, ma c’è più esperienza con i farmaci che si possono usare. Quindi l‘impressione è che la mortalità sia un po’ scesa”.

17:17 – Chiudendo i bar alle 19 non c’è il rischio di trasferire le feste nelle case private?
“Sappiamo che esiste un fenomeno di sostituzione, ma la riflessione è che non il 100% di chi avrebbe fatto festa si troverà comunque a fare festa. Rispettivamente all’interno delle case, dove è impossibile controllare in maniera incisiva, i numeri dovrebbero essere un po’ più contenuti. Quindi ci sono dei pro e dei contro, questa è una delle preoccupazioni, ma ci aspettiamo più benefici che non rischi”.

17:14 – Non valeva la pena seguire i Cantoni romandi che hanno scelto la linea dura un mese fa?
“Questo paragone viene sempre fatto, proprio perché la discesa dei Cantoni romandi è stata importante come lo fu quella del Ticino nella prima ondata”, ha risposto Norman Gobbi. Ma i numeri dei Cantoni romandi, un mese fa erano molto diversi, ha aggiunto. “Siamo in una decrescita troppo lenta, ma prima non c‘è stato un aumento esponenziale come quello che c’è stato in Romandia”.
 
17:11 – Il contact tracing ha rilevato un maggior numero di contatti per le persone positive?

“Il contact tracing ha una relativa stabilità, ma qualche episodio che avrei preferito non vedere, di festicciole e quant’altro, esistono e ci sono. Temo che nei prossimi giorni ci saranno di più. Ho l’impressione che ci sia una tendenza a sottoporsi meno al test. Soprattutto tra giovani che osservano meno le regole e questo porta a un rischio maggiore”.

17:10 – “Dottor Merlani si aspettava che si scendesse più in fretta?
“Da un lato non scende come vorremmo. Invece di continuare a scendere abbiamo un’inversione di tendenza e di crescita. Sono preoccupato, avrei preferito essere qui oggi per dire che forse avremmo potuto fare delle aperture per Natale. Questo non è possibile, i dati sono questi. Il Canton Ticino è ancora sotto monitoraggio, non possiamo permetterci adesso di abbassare la guardia”.

17:10 – Le domande
17:08 – Norman Gobbi: “Vie di mezzo non ce ne sono più”
“È la prima volta in cui la Svizzera si trova in una situazione in cui non si scende ma si stabilizza il numero dei contagi”, ha detto riprendendo la parola Norman Gobbi. “Queste misure sono l’antidoto alla chiusura totale. Perché di vie di mezzo non ce ne sono più”.

17:05 – Fate i test
“Non voglio più sentire ho fatto la febbre solo oggi, vediamo domani come va. Io ho avuto febbre per meno di 24 ore quando sono stato positivo, se non avessi fatto il test avrei anche potuto infettare il Consiglio di Stato”, ha spiegato Merlani. “La febbre è un sintomo per fare un test, la tosse, il raffreddore, il mal di testa. Vi sono tutta una serie di sintomi che portano a sottoporsi al test, il più rapidamente possibile”.

17:04 – Attenzione ai piani di protezione
“Non si esclude che se la situazione non dovesse andare meglio, si dovrebbero mettere in atto misure più restrittive”. Merlani si è poi concentrato sui piani di protezione: “Ci sono dei segnali che non sono stati seguiti come dovrebbero. O si seguono alla lettera i piani di protezione o sarà necessario reagire con misure più incisive”.

17:00 – Parla il medico cantonale
Giorgio Merlani ha spiegato come i numeri di oggi siano probabilmente “falsamente bassi”, perché il lunedì sono comunque sempre bassi, inoltre la neve può aver diminuito il numero di test fatti. Sul lungo termine “l’impressione è che siamo di nuovo in crescita”, ha spiegato Merlani. “Sappiamo che la crescita quando parte rischia di essere esponenziale. L’Rt ha di nuovo superato l’1, quindi siamo di nuovo in fase di crescita. È necessario mettere in atto delle misure, sperando che siano sufficienti”.

16:58 – “Scegliamo chi vedere”
Il periodo natalizio, ha spiegato De Rosa, ha ricordato come il Natale sia un momento di intensi scambi sociali. Abitudine che sono da cambiare. “Scegliamo chi vedere”, ha detto. Per questo ha invitato anche a scegliere metodi alternativi di incontro, virtuale o all’aperto.

16:57 – Impossibile contenere un’eventuale nuova ondata
“Non dobbiamo dimenticare che con questi numeri così elevati non vi sono i margini per assorbire un’eventuale nuova ondata”, ha aggiunto De Rosa. “Siamo consapevoli che la pandemia ha cambiato le nostre vite e che tutti sentiamo la stanchezza e magari anche la rabbia per questa situazione. Ma è importante tenere duro per non compromettere ciò che è stato fatto fino a ora”.

16:54 – Parla De Rosa
Il direttore del Dss, Raffaele De Rosa ha sottolineato come “ancora una volta siamo di fronte a una situazione difficile, a una situazione nuova”. Ora assistiamo a una stabilizzazione dei nuovi contagi. “Questa stabilizzazione porta con sé diversi aspetti problematici. Gli ospedalizzati oggi sono 352, esattamente come una settimana fa. Una pressione costante sul sistema sanitario che si aggiunge a ciò che gli ospedali si trovano già sempre a curare nel periodo invernale”.

16:53 – Il tampone non è invasivo
Norman Gobbi ha spiegato di aver fatto un tampone settimana scorsa dopo aver avuto dei contatti. “Il tampone non è invasivo. Se avete dei sintomi fatevi fare il tampone. È lo strumento migliore”.

16:51 – Un Natale diverso
“Un Natale diverso non significa peggiore”, ha detto Gobbi. Ma per questo è necessario trovare un senso di comunità. “Abbiamo già chiesto agli enti comunali e alle associazioni di riattivare servizi come quelli della consegna a casa degli acquisti. E il Consiglio di Stato invita tutti a seguire le regole per proteggere le fasce più deboli della popolazione”.

16:45 – Appello agli attori economici
Il Consiglio di Stato si rivolge agli attori economici. ”Durante questo weekend abbiamo svolto numerosi controlli nelle attività commerciali. Purtroppo già questo weekend abbiamo dovuto constatare una disattenzione sul numero di accessi per le attività commerciali. Per questo il Consiglio di Stato chiede il rispetto stretto di queste norme. Se chiediamo uno sforzo alla ristorazione, nell’ambito del commercio deve essere fatta la stessa cosa”. Alla Polizia cantonale e alle polizie comunali sarà dato mandato di controllare l’accesso ai centri commerciali, così come il rispetto dei piani di protezione.

16:41 – Orari di chiusura anticipato
“A partire da mercoledì, i bar e i servizi di bar dovranno chiudere alle 19. Per ridurre occasioni di incontro non strutturato”, ha spiegato Gobbi. “Le strutture della ristorazione dovranno chiudere alle 22 anziché alle 23 come finora”. Misura che vale anche per l’asporto, la consegna a domicilio, così come tutte le strutture ricreative: casinò, boowling, biliardi, locali erotici.

16:38 – Ciò richiede un intervento
“Vogliamo agire in maniera mirata e ponderata”, ha aggiunto Gobbi. “Sappiamo come dobbiamo comportarci, in questo senso: si confermano le misure già oggi in vigore, che sono già più restrittive di quelle federali”. A questo si sommano orari di chiusura anticipati per i bar, alle 19, e per i ristoranti, alle 22.

16:37 – Situazione di stallo
“I numeri non stanno più calando, ci troviamo in una situazione di stallo e per noi non è soddisfacente”, ha spiegato Norman Gobbi.

16:34 – Parla Norman Gobbi
“Il Consiglio di Stato ticinese si è riunito venerdì, mentre sabato ha parlato con Simonetta Sommaruga e Alain Berset”, spiega Gobbi. “È stata richiamata la responsabilità dei Cantoni nel gestire l’emergenza. Oggi alcuni Cantoni hanno reagito, altri hanno risposto picche”.
 
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Da www.liberatv.ch
Coronavirus, chiusura anticipata per ristoranti e bar.
Gobbi: “Situazione preoccupante”. Merlani: “Fate il tampone”
Il presidente del Governo: “La situazione di stallo è pericolosa. Testarvi è importantissimo”. De Rosa: “Scegliamo chi vedere”

Le autorità cantonali sono tornate a informare la popolazione in merito alle nuove misure anti-Covid in Ticino. Al momento informativo organizzato a Palazzo delle Orsoline hanno preso parte il presidente del Governo Norman Gobbi, il Medico cantonale Giorgio Merlani e il direttore del DSS Raffaele De Rosa.
 

La cronaca della conferenza:

“Situazione preoccupante”
Gobbi: “La situazione in Ticino è preoccupante. Ci troviamo in una fase di stallo in cui ricoveri e contagi non diminuiscono. Significa che la pressione sul sistema sanitario rimane. Il Governo si è riunito venerdì e sabato ha incontrato Berset e Simonetta Sommaruga. È stata richiamata la responsabilità dei Cantoni. Alcuni Cantoni hanno reagito e altri hanno risposto picche. La percezione è quindi differente. Sabato, è stato riconosciuto al Ticino il ruolo di Cantone più esperto nella gestione della pandemia”.

Ecco le nuove misure
Gobbi: “La situazione di stallo è pericolosa perché se dovesse ripartire la curva si ripartirà dall’alto. Se dovesse impattarsi a livello di ricoveri rischia di vanificare l’obiettivo di non mandare in default il sistema ospedaliero. Sabato abbiamo ribadito la volontà di agire in maniera graduale e ponderata. Il Ticino ha già vissuto dei momenti difficili, ma in questa fase dobbiamo ricordarci come dobbiamo comportarci. Ecco il motivo delle nuove misure. Ribadiamo la conferma della misure in vigore attualmente fino al 23 dicembre. Inoltre, avverrà un maggiorato e più severo controllo dei piani di protezione. Sarà mandato alla polizia Cantonale e comunale di far rispettare i piani di protezione nei ristoranti ed esercizi pubblici. In aggiunta, abbiamo chiesto di poter attuare nuove misure. Da mercoledì 9 dicembre, i bar e i servizi dovranno chiudere alle 19:00. I ristoranti dovranno chiudere alle 22:00 anziché alle 23:00. Questo orario varrà anche per tutte le strutture ricreative, compresi i locali erotici”. 

Le regole per i negozi
Gobbi: “Il Governo ricorda che per il settore del commercio mercoledì entreranno in vigore anche le nuove disposizioni decise dal Consiglio federale, in particolare per quanto concerne il numero massimo di clienti. In questo ambito, il Consiglio di Stato ribadisce l’obbligo di rispettare le prescrizioni relative ai piani di protezione, segnatamente i limiti di capienza, l’uso della mascherina e l’offerta alla clientela di disinfettante per le mani”.

“Fate il tampone”
Gobbi: “Fate il tampone è fondamentale. Per la vostra sicurezza e per quella di chi vi sta vicini. Ve lo dico con il cuore: se avete dei sintomi, fatevi fare il tampone!”.

“Scegliamo chi vedere”
De Rosa: “L’analisi dei numeri dei prossimi giorni sarà molto importante. La stabilizzazione dei dati è problematico. Penso al numero di ospedalizzati con una pressione costante sul sistema sanitario. Questa fase di stress sul sistema ospedaliero sarà lunga e dobbiamo impegnarci tutti per aiutare e sostenere infermieri e medici. Non dobbiamo dimenticare che con numeri così elevati non ci sono margini per assorbire un’eventuale nuova ondata. Il Governo ha richiesto il supporto dell’Esercito a sostegno della rete ospedaliera. Siamo consapevoli che la pandemia ha cambiato le nostre vite, ma è importante tenere duro ora per non compromettere tutto. Sappiamo come comportarci. In questi giorni prima di Natale è fondamentale il comportamento di tutti. Queste, di solito, sono settimane molto frenetiche. Scegliamo chi vedere, limitiamo i contatti a una ristretta cerchia di persone. Immaginiamo nuove forme di incontro per non esporre i nuovi familiari a un rischio di contagio”.

“Siamo di nuovo in crescita”
Merlani: “I numeri del lunedì, di solito, sono i più bassi della settimana. L’impressione è che siamo di nuovo in crescita. È necessario mettere in atto delle contromisure rapidamente per avere un impatto determinante sul numero dei nuovi contagi. Se così non sarà, non possiamo escludere ulteriori misure più restrittive. Come ha ribadito il presidente, è fondamentale sottoporsi al test. È davvero importante, non sappiamo più come ripeterlo”. 

Nuove misure previste in Ticino

Nuove misure previste in Ticino

Servizio all’interno dell’edizione di domenica 6 dicembre 2020 de Il Quotidiano

https://rsi.ch/play/tv/redirect/detail/13660642

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Da www.liberatv.ch

Da domani nuove misure anche in Ticino, lo ha annunciato Gobbi
Il nostro Cantone raccoglie il monito di Berset: “Perché la situazione è preoccupante sia a livello nazionale che ticinese, anche se spaventare maggiormente Berna sono i cantoni della Svizzera tedesca”

Il Ticino fa parte del novero dei Cantoni rimproverati da Berset e Sommaruga di non fare abbastanza per combattere il Covid. “O fate qualcosa o interveniamo noi”, sarebbe stato il monito. E a Bellinzona sono pronti a muoversi, come svela Norman Gobbi alla RSI. “Il Ticino comunque non resta a guardare. Siamo pronti per prendere, da domani, nuove misure. Perché la situazione è preoccupante sia a livello nazionale che ticinese”, ha detto. Anche se ha sottolineato che le maggiori preoccupazioni di Berna sono per i Cantoni svizzero tedeschi dove i contagi salgono, mentre da noi si vive una fase di stallo.

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Da www.cdt.ch

In vista nuove misure per il Ticino?

Oggi si riunisce il Consiglio di Stato e non è un mistero che da questa riunione potrebbero scaturire ulteriori strette

Le parole di Gobbi
A questo proposito, oggi il Consiglio di Stato ticinese si riunirà in seduta a Bellinzona. Non è un mistero che – da questa riunione – potrebbero scaturire ulteriori strette alle misure già in atto in Ticino. Sabato, infatti, Norman Gobbi aveva dichiarato al nostro giornale che «come Consiglio di Stato manteniamo alta la guardia: la protezione del nostro sistema sanitario resta prioritaria». Il presidente del Governo aveva poi aggiunto: «Se a breve termine si dovesse assistere a una stagnazione dei contagi a livelli eccessivi siamo pronti ad agire con nuove misure. E ciò anche in vista di un Natale sì diverso ma che puntiamo a rendere il più normale possibile rispetto al quadro attuale. Non vogliamo ad ogni modo farci travolgere dagli eventi, preferendo analizzare giorno per giorno la situazione».