Discorso pronunciato in occasione della posa della prima pietra al Centro controllo veicoli pesanti di Giornico

Discorso pronunciato in occasione della posa della prima pietra al Centro controllo veicoli pesanti di Giornico

Gentili signore, egregi signori,

chi mi ha preceduto negli interventi ha già evidenziato i molti aspetti positivi che questa infrastruttura assume sia dal profilo della sicurezza stradale – con i controlli dei veicoli pesanti – sia sotto il profilo dei benefici per una regione che ha bisogno come il pane di nuovi posti di lavoro, di indotto e di opportunità. Senza sottacere il miglioramento ambientale, attraverso una riduzione delle emissioni inquinanti e il risanamento dei terreni inquinati.
Il sindaco di Giornico e il vice direttore di USTRA hanno ricordato anche alcuni punti critici che si sono affrontati per giungere a questa infrastruttura. Ma oggi – con la posa della prima pietra e dopo i lavori preparatori – imbocchiamo decisamente la corsia preferenziale.
Il Cantone ha fortemente voluto questo centro di controllo per i veicoli pesanti. Ha sostenuto con un credito di 5 milioni di franchi una struttura che compete alla Confederazione, conscio dell’importanza di poterla realizzare proprio qui, in Leventina. Se andiamo a rileggere il messaggio governativo dell’aprile 2016 e il relativo rapporto della commissione della gestione (redatto tra l’altro dall’attuale collega di Governo Raffaele De Rosa e da Michele Guerra) ben si comprende come quei 5 milioni di franchi fossero un segnale forte nei confronti dell’autorità federale, affinché i lavori iniziassero al più presto e con un intento “allargato”: quello cioè di offrire alla regione un centro vitale. Perché non di soli controlli vivrà questa infrastruttura.
Il centro multiservizi, nonché l’area di sosta impreziosiscono e rafforzano tutto il comparto. Così come il nuovo svincolo completo d’accesso alla regione, che porterà certamente un ulteriore valore aggiunto alla Bassa Leventina. È come se oggi posassimo la prima pietra di un’azienda che creerà – all’inizio – 40 posti pregiati di lavoro che diventeranno in seguito 52.
Sono certamente momenti da festeggiare ed è anche per questo che oggi ci ritroviamo qui.
Vi posso garantire che i servizi cantonali – Polizia in primis, accanto ai servizi del Dipartimento del territorio – stanno svolgendo tutti i lavori preparatori affinché il centro di controllo sia operativo con gli effettivi già debitamente formati, per non perdere tempo appena conclusi i lavori. Che tutti noi – come ha dichiarato il vice Direttore Biaggio – speriamo vengano ultimati per la fine del 2022. Maggior sicurezza sull’asse autostradale, benefici dal punto di vista ambientale e opportunità di lavoro e di indotto economico: tre effetti decisivi per tutto il Cantone e per la sua popolazione. E, come già sottolineato, nuove opportunità per una regione considerata periferica qual è la Leventina.
A nome del Consiglio di Stato auguro quindi a USTRA e a tutte le maestranze buon lavoro, in attesa che il centro di controllo per veicoli pesanti e tutta l’area multiservizi siano operativi.

(Immagine: www.astra.admin.ch)

Conferenza dei Capi di Governo Arge Alp 2020

Conferenza dei Capi di Governo Arge Alp 2020

Comunicato stampa

Si è tenuta mercoledì 30 settembre 2020 a Salisburgo (Austria) la 51a. Conferenza dei Capi di Governo di Arge Alp. Per il Cantone Ticino ha partecipato il Presidente del Governo Norman Gobbi.

I Capi di Governo di Arge Alp si sono riuniti oggi per la 51a Conferenza annuale, che quest’anno si è tenuta a Salisburgo (Austria), a conclusione dell’anno di presidenza austriaca.
Il Presidente del Governo Norman Gobbi, in rappresentanza del Cantone Ticino, ha avuto modo di confrontarsi con i suoi colleghi dei governi alpini su alcune tematiche di grande attualità.
I rappresentanti politici delle dieci regioni alpine, alcune delle quali particolarmente colpite dalla pandemia da Covid-19, si sono infatti chinati sulla necessità di approfondire ulteriormente la collaborazione transfrontaliera, dimostratasi fondamentale nel periodo acuto della pandemia. È stata in particolare sottoscritta all’unanimità da tutti i governi delle dieci regioni di Arge Alp una risoluzione atta a rafforzare la cooperazione fra le regioni di frontiera in ambito di pandemia. Tale risoluzione prevede, tra l’altro, lo scambio reciproco di apparecchi e materiale di protezione in caso di difficile reperibilità internazionale, l’accoglienza di pazienti che necessitano di cure intensive nelle zone di frontiera, nel caso di una saturazione momentanea delle strutture ospedaliere, lo scambio di migliori pratiche in ambito di comunicazione e prevenzione sanitaria, nonché una stretta collaborazione in caso di contat tracing internazionale e uno sforzo congiunto per migliorare la compatibilità delle applicazioni mobili di tracciamento dei contagi. Come riferito dal Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, il Cantone Ticino si impegnerà a coordinare un progetto che si prefigge di scambiare le migliori pratiche fra le regioni alpine nel settore della comunicazione e della prevenzione sanitaria. Le regioni Arge Alp sono infatti convinte che unire le forze e collaborare a progetti congiunti sia fondamentale per sconfiggere insieme la pandemia da Covid-19 che sta causando conseguenze importanti anche sull’economia e sul turismo dell’arco alpino. E a questo proposito la seconda convenzione sottoscritta è centrata sulla sostenibilità del turismo di qualità nelle regioni alpine e sugli sforzi congiunti in ambito di sviluppo di progetti legati al territorio regionale e alla mobilità sostenibile. Al termine della Conferenza ha avuto luogo il trapasso di presidenza, che sarà assunta fino a luglio 2021 dalla Regione Lombardia.    

Arge Alp
Della Comunità di Lavoro delle Regioni Alpine (ARGE ALP) fanno parte, nei quattro stati Germania, Italia, Austria e Svizzera, i seguenti cantoni/regioni/province: Baviera, Salisburgo, Tirolo, Vorarlberg, Lombardia, Alto Adige, Trentino, S. Gallo, Ticino e Grigioni. La popolazione complessiva ammonta a ca. 26 milioni di persone. Sito web: www.argealp.org

Tutti seduti e mascherati. Si riparte così

Tutti seduti e mascherati. Si riparte così

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 29 settembre 2020 del Corriere del Ticino
Il Cantone approva i piani di protezione dei tre club professionistici di punta.
Il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi sottolinea la collaborazione delle società «Hanno affrontato questa situazione di buzzo buono, senza mai mollare il disco o il pallone»

Ci siamo, oramai. Da giovedì, i grandi eventi saranno un po’ più grandi. Addio al limite di mille spettatori. Stadi e piste torneranno a riempirsi, previa autorizzazione cantonale. Eccolo, il gol che tutti stavano aspettando.
I piani di protezione di HC Ambrì Piotta, HC Lugano e FC Lugano sono stati accettati. Su base stagionale, in linea di massima. Poi, va da sé, le autorità potranno intervenire riducendo le capienze o, peggio, annunciando misure più drastiche se le condizioni quadro venissero meno. Intanto, però, le società sportive tirano un grande, grandissimo sospiro di sollievo. Banalmente, all’aumentare dei tifosi sugli spalti aumentano anche gli introiti.

Tante limitazioni
È tutto pronto, dunque. O quasi. Certo, non è stato facile arrivare ad un simile risultato: nello specifico, garantire una capienza pari ai due terzi dei posti a sedere. Non è stato facile considerando le caratteristiche della Valascia, della Cornèr Arena e di Cornaredo. Un risultato possibile grazie agli sforzi, importanti, dei club e all’operato di un gruppo creato ad hoc dal Consiglio di Stato. «Il nostro compito era quello di definire delle linee guida» ha sottolineato Luca Filippini, segretario generale del Dipartimento delle istituzioni e responsabile del gruppo di lavoro grandi manifestazioni. Linee guida o se preferite direttive uniformi. Nel gruppo sono rappresentati i Dipartimenti delle istituzioni, della sanità e della socialità, dell’educazione, della cultura e dello sport, delle finanze e dell’economia.
Dicevamo delle direttive. Ai club è stato chiesto di allestire un piano di protezione dettagliato e, parallelamente, di garantire il tracciamento dei contatti. A monte, affinché una partita possa disputarsi con oltre mille spettatori devono sussistere condizioni epidemiologiche buone. Allo stadio e in pista, infine, bisognerà adattarsi alla cosiddetta nuova normalità. Addio ai posti in piedi, obbligo della mascherina, obbligo di consumare cibi e bevande al proprio posto, nessun contingente previsto per i tifosi ospiti. Toccherà alle società punire le eventuali trasgressioni.

L’esperienza accumulata
Ecco, ma come si sono organizzati i club? Quali le modifiche attuate? Cosa dovranno aspettarsi i tifosi? «Noi abbiamo accumulato una certa esperienza durante l’estate» ha esordito Michele Campana, direttore generale del Football Club Lugano. «Ci siamo buttati alle spalle sette partite. L’ultima, contro il Lucerna, è stata una sorta di prova generale in vista di cosa succederà con i prossimi allentamenti. Gli spettatori, in generale, sono stati coscienziosi. La configurazione di Cornaredo in tre settori ha funzionato e, credo, funzionerà». Il piano già esistente non è stato modificato più di quel tanto: in totale, saranno 2.416 gli spettatori che potranno accedere allo stadio bianconero. Tutti gli abbonati, quindi, potranno esserci, mentre la società, a seconda dell’avversario, metterà in vendita fra gli otto e i novecento biglietti.
L’Ambrì, innanzitutto, ha puntato su una vera e propria campagna di sensibilizzazione. Spiegando, informando, cercando insomma il contatto diretto con i propri abbonati. La Valascia, al suo ultimo ballo prima di cedere il passo alla nuova pista, avrà un volto differente. «Passeremo da 6.500 a 3.100 posti, con varie modifiche ai flussi e agli accessi degli spettatori». Ecco, il pubblico non potrà interagire con le squadre in pista. Né prima, né dopo la partita. «Chiediamo soprattutto pazienza» ha concluso Mona. «Pazienza e capacità di adattamento. Non sarà facile, tante cose sono cambiate rispetto a prima».
Tanto alla Valascia quanto alla Cornèr i posti in piedi sono stati convertiti in tribune. «In questo senso ci tengo a ringraziare la Città di Lugano e la Protezione civile per l’aiuto fornitoci» ha detto il direttore operativo dell’HC Lugano Jean-Jacques Aeschlimann. I bianconeri hanno testato il loro piano sabato scorso, in occasione del derby amichevole. «Abbiamo capito quale strada percorrere» ha proseguito il dirigente. «Anche noi, come l’Ambrì, abbiamo creato una zona di interesse piuttosto estesa, entro la quale i nostri steward sensibilizzeranno i tifosi sull’uso della mascherina e su altri aspetti, come la registrazione dei dati personali». La nuova capienza sarà di 3.904 persone. «Per ogni settore avremo circa il 35 percento di posti liberi, il che ci permette di garantire un ottimo distanziamento. Apriremo la vendita libera di biglietti, quindi, cercando di rispettare questa percentuale».
Il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, in conclusione, ha speso parole al miele per le tre dirigenze: «Hanno dimostrato grande flessibilità nell’affrontare una situazione nuova, magari anche scoraggiante vedendo la riduzione dei posti. Ma l’hanno affrontata di buzzo buono, senza lasciare andare il disco o il pallone. C’è stato, inoltre, dialogo con le autorità. Il mondo dello sport, durante e dopo il lockdown, ha vissuto momenti di incertezza. L’obiettivo, adesso, è quello di tornare a vivere le nostre passioni. Ci vorrà capacità di adattamento, già soltanto nei percorsi di avvicinamento allo stadio. Mi dispiace per i ragazzini che non potranno aspettare i propri beniamini ai cancelli, ma bisogna tutelare la salute. Queste limitazioni sono lo scotto da pagare o, meglio, l’investimento affinché i campionati possano ripartire. Rispettare le regole significa mantenere in vita le attività sportive, anche a livello economico».

Il tracciamento
Ci siamo, oramai. Pazienza, capacità di adattamento e, non da ultimo, anche un po’ di savoir-faire sul fronte tecnologico. Già, perché andare allo stadio sarà un po’ come fare il check-in in aeroporto. HC e FC Lugano in tal senso si affidano alla nota piattaforma loggaTI, l’Ambrì Piotta invece sfrutterà Ticketcorner. Il tifoso, in ogni caso, dovrà registrare i suoi dati prima della partita quindi, armato di abbonamento e smartphone, grazie ad un apposito codice QR potrà accedere all’impianto. Per alcuni sembrerà complicato, ma in fondo è un piccolo sacrificio nel nome di una grande passione. Lo sport. Ci si vede giovedì.

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Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 29 settembre 2020 de La Regione

Ecco i numeri della nuova normalità
Da giovedì nello sport inizia la fase due: via il limite di mille spettatori. ‘Servirà pazienza’.
Dopo le parole ecco le cifre. Nel lunedì che precede l’avvio del campionato di hockey, ma pure una decina di giorni dopo l’inizio di quello del calcio, il Cantone ufficializza infine quanta gente potrà affollare (si fa per dire) le tribune ad Ambrì e a Lugano nella stagione della pandemia. Numeri impietosi: 3’100 posti alla Valascia – il 52% meno del solito, per capirci –, 3’904 alla Cornèr Arena e, fronte calcio, 2’416 a Cornaredo.
Numeri ufficializzati ieri pomeriggio in una conferenza stampa indetta dal Consiglio di Stato e dal Gruppo di lavoro “Grandi manifestazioni”, istituito a fine agosto per dare risposte agli organizzatori di eventi con oltre mille persone dopo la decisione adottata il 2 settembre dal Consiglio federale. «L’ordinanza federale parla chiaro – dice Luca Filippini, segretario generale del Dipartimento istituzioni –, e dice che sono occupabili due terzi dei posti disponibili. Pensando allo sport professionistico, cioè a calcio e hockey, per ottenere l’autorizzazione sono diverse le condizioni da rispettare. La prima è che ci siano soltanto posti a sedere, senza alcun contingente destinato ai tifosi ospiti. Poi, ogni spettatore dovrà indossare obbligatoriamente la mascherina, e nel caso in cui decidesse di rifocillarsi lo farà al proprio posto. In caso di trasgressioni spetterà all’organizzatore intervenire». In altre parole, sarà il club stesso a dover vegliare sul rispetto delle regole. «L’autorizzazione speciale che abbiamo rilasciato, di principio vale per tutta la stagione – puntualizza Filippini –. Naturalmente dopo una fase iniziale di rodaggio magari bisognerà ritoccare qualcosina, lavoro che eventualmente dovranno fare i club. Da parte nostra potremmo invece intervenire nel caso in cui la situazione pandemica dovesse peggiorare, o nel caso in cui le direttive non venissero rispettate». Nuova normalità, però, fa rima anche con nuove misure. A cominciare dalle due distinte zone delineate all’esterno di Valascia e Cornèr Arena, per entrare in tema hockey: la prima detta d’interesse, la seconda di responsabilità. «Ad Ambrì – spiega il direttore generale Nicola Mona – la zona d’interesse s’estende dalla zona dell’aeroporto, dall’hangar 5 per chi se ne intende, fino alla stazione ferroviaria. In questo spazio avverrà sostanzialmente una prima cernita, con i nostri steward e le nostre hostess che chiederanno ai tifosi, in maniera anche selettiva, se hanno con sé la mascherina e se hanno registrato i propri dati personali. Se invece non fosse il caso verrebbero dirottati all’infopoint, dove potrebbero acquistare la mascherina e registrare i propri dati personali nel sistema». All’interno della zona d’interesse si trova poi quella di responsabilità: «Vi si potrà accedere unicamente indossando la maschera protettiva», spiega Mona. Quanto alla registrazione dei dati personali, fondamentale per il tracciamento nel caso in cui si dovessero ricostruire i contatti in caso di contagio, Mona rivela che gli abbonati biancoblù «avranno due possibilità: registrarsi via internet sul sito di Ticketcorner, oppure farlo tramite l’applicazione da scaricare sul telefonino: il risultato sarà un codice QR (una sorta di codice a barre, ndr) che riporta nome, indirizzo e posto a sedere del tifoso in questione. Starà poi agli addetti alla sicurezza verificare la corrispondenza tra quei dati e quelli riportati sull’abbonamento». Abbonamento che arrischia di essere il solo modo per poter seguire le partite alla Valascia. «A oggi abbiamo venduto il 95% dei posti a disposizione tramite abbonamento – conclude –, e nelle prossime ore riapriremo la campagna così che anche le ultime tessere possano essere vendute».

‘Ci vorrà tempo per abituarsi’
A Lugano, invece, un primissimo indizio di ciò che succederà lo si è avuto sabato, al secondo e ultimo derby amichevole. «Diciamo che abbiamo avuto le prime indicazioni sulla strada intrapresa e capito ciò che c’è ancora da fare – dice Jean-Jacques Aeschlimann, direttore amministrativo del Lugano –. Il più grande cambiamento per il pubblico riguarda la gestione dei flussi e le differenti entrate: sono cose a cui servirà tempo per abituarsi, perché ci sono tifosi che fanno il medesimo percorso magari da vent’anni».
Alla Cornèr Arena, la zona di interesse si estenderà dall’ipermercato Resega fino alla fermata Tpl davanti al Cinestar. «Sarà il primo punto di contatto tra il personale appositamente istruito e i tifosi, che verranno informati su tutto ciò che devono sapere prima di entrare nella zona di responsabilità, dove si può accedere unicamente indossando la mascherina, e dove gli agenti della sicurezza si occuperanno di verificare che le direttive vengano scrupolosamente osservate». Tra cui quella riguardante il tracciamento. «Anche noi, come l’Fc Lugano, ci appoggiamo a LoggaTi.ch,
sito al quale gli abbonati devono annunciarsi una sola volta per tutta la stagione, per poi effettuare semplicemente la scansione del codice QR che troveranno all’entrata del loro settore allo stadio. Tuttavia, sabato al derby ci siamo accorti che questo cambiamento non è ancora stato recepito, pertanto vorrei fare un appello a tutti i nostri tifosi affinché effettuino la registrazione a casa loro, prima di arrivare in zona pista. E voglio ringraziare anticipatamente tutti per la pazienza che dovranno avere nei prossimi mesi. Nei confronti del nostro personale in particolare – conclude Aeschlimann –, che si prodiga per far sì che la gente possa venire alla pista in tutta sicurezza».

Campana: ‘I tifosi sono collaborativi’
Un filo meno complicata dovrebbe essere la gestione a Cornaredo. Anche perché l’Fc Lugano una prova generale già l’ha effettuata, per quanto ancora con mille spettatori, all’esordio in campionato contro il Lucerna. «Ne abbiamo tratto indicazioni positive – afferma il direttore generale Michele Campana –, in particolare per quanto riguarda l’atteggiamento dei tifosi, rivelatosi collaborativo e coscienzioso. Rispetto alle esperienze effettuate dalla ripresa dell’attività (24 giugno), la società bianconera ha deciso di non modificare il piano esistente. La configurazione dello stadio a tre settori rimarrà invariata, con due entrate dalla tribuna Monte Brè (897 posti ciascuno) e una dalla tribuna principale (622 posti). Tutti i circa 1’500 abbonati avranno dunque accesso allo stadio, i posti rimanenti (800-900) verranno messi in vendita secondo modalità che saranno comunicate nei prossimi giorni. Tutti gli spettatori dovranno registrarsi alla piattaforma loggaTi per permettere il checkin all’entrata nel proprio settore. Il Ristorante 1908 sarà invece accessibile solo agli spettatori della tribuna principale.

Filippini: ‘Restano le analisi dei rischi’

Pur se da piste e stadi spariranno temporaneamente i posti in piedi, il Cantone ribadisce che sul piano della gestione della sicurezza niente cambierà. «Come negli scorsi anni, anche quest’anno la polizia farà le sue analisi dei rischi, cercando di capire che piega potrebbe prendere la situazione alle partite – spiega Filippini –. In altre parole, questo lavoro di tipo preventivo da parte di polizia, Lega e club andrà avanti come d’abitudine. Tuttavia, ricordiamoci che attorno agli stadi ci sono zone in cui non si può arrivare senza mascherina, senza contare che a livello ticinese resta in vigore la proibizione di assembramenti sopra le trenta persone. Chi di dovere dovrà far rispettare tali misure».

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Da www.teleticino.ch

https://www.ticinonews.ch/sport/piani-approvati-da-giovedi-si-riparte-BA3244715

Piani approvati, da giovedì si riparte
Da giovedì stadi e piste potranno accogliere più di mille spettatori a partita. Tutto diverso dal periodo pre-Covid: 3’100 posti alla Valascia, 2’416 a Cornaredo e 3’904 alla Cornèr Arena

Non manca molto a giovedì primo ottobre. Gli amanti dello sport lo sanno: fra tre giorni stadi e piste potranno accogliere più di mille spettatori a partita. Ma non come eravamo abituati prima del Covid: i club hanno dovuto ottenere un’autorizzazione cantonale che include tante regole precise.

Grandi eventi, sì ma solo con regole precise
Si potranno organizzare grandi manifestazioni, è vero, ma le cose a cui tenere conto sono diverse. Nel caso specifico dello sport oltre ad essere muniti di un piano di protezione e ad avere una situazione epidemiologica favorevole, i club devono garantire la tracciabilità dei contatti e garantire il posto a sedere a tutti i tifosi. Ma non solo: sarà obbligatoria la mascherina e bibite e cibo si potranno consumare solo ed esclusivamente al posto. Inoltre, lo ricordiamo, non saranno ammessi i tifosi della squadra ospite. Oggi a Rivera il gruppo di lavoro “Grandi manifestazioni” ha presentato i piani di protezione nel dettaglio per Cornaredo, Cornèr Arena e Valascia. Quest’ultima, infatti, potrà accogliere 3’100 spettatori (riduzione del 52%), Cornaredo 2’416 e la Cornèr Arena 3’904.

Il compito di far rispettare le norme ai Club
Le criticità emerse dai piani sono essenzialmente tre: l’afflusso e il deflusso delle persone, l’esterno delle piste e degli stadi e il rispetto delle regole all’interno. Norman Gobbi, ai microfoni di Teleticino, ha sottolineato la responsabilità dei Club: “Sarà compito delle società gestire e punire le eventuali trasgressioni”. Ora che i piani sono stati approvati Gobbi specifica: “Le autorità continueranno a monitorare il virus per valutare se intervenire con ulteriori restrizioni”. “L’obiettivo era trovare un accordo, ma soprattutto un dialogo”, ha aggiunto.

“Positivo sperimentare”
Per l’FC Lugano, il direttore generale Michele Campana ha dichiarato: “È stato positivo sperimentare quest’estate un piano per mille persone, abbiamo riscontrato un comportamento ineccepibile dei tifosi”. “La configurazione dello stadio in tre settori rimarrà la medesima”, ha aggiunto.

“Contenti di ripartire ma ai tifosi chiedo rispetto”
Nicola Mona, direttore generale dell’Ambrì Piotta, ha commentato: “Conciliare grandi eventi con le misure di sicurezza non è un compito semplice”. Da una parte per l’HCAP, dunque, “significa un mancato ricavo in termini di biglietti”, dall’altro “siamo contenti di poter ripartire in questo modo”. Per i tifosi Mona sembra fiducioso: “Ultimamente tutti abbiamo imparato a convivere con questo virus, la mascherina fa parte del nostro assetto ordinario, ma quello che chiedo è i il rispetto delle regole e una certa dose di flessibilità e di rispetto”.“Tanta felicità”
“Proviamo un sentimento di felicità”, così Jean Jacques Aeschlimann, direttore operativo HC Lugano. “Fino a qualche mese fa non si pensava nemmeno di giocare”. Sulla particolarità del cashfree nelle piste spiega: “Abbiamo la fortuna di avere un partner che è riuscito a fare lo stadio tutto cashfree per evitare che la gente debba portare le banconote”.

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Da www.tio.ch

Alla pista e allo stadio in più di 1’000: i club sono pronti
Le società e il gruppo di lavoro “Grandi manifestazioni” hanno lavorato per garantire gli standard di sicurezza

Con la Super League che ha già consumato due giornate e l’hockey pronto all’ingaggio d’inizio della nuova stagione, il 1. ottobre è ormai alle porte e porterà con sé importanti novità relative ai grandi eventi. Previa autorizzazione cantonale – a questo proposito verrà sempre monitorata la situazione epidemiologica sul territorio -, gli impianti potranno infatti accogliere più di mille spettatori a partita. Nello specifico in piste e stadi si potranno occupare i 2/3 dei posti a sedere disponibili, con l’Ambrì pronto ad accogliere fino a 3’100 spettatori, l’HC Lugano fino a 3’904 e l’FCL fino a 2’416.
Nella conferenza stampa organizzata ieri a Rivera dal Consiglio di Stato e dal “Gruppo di lavoro Grandi manifestazioni” – creato appositamente per gestire la situazione e del quale è responsabile Luca Filippini, segretario generale del Dipartimento delle istituzioni -, sono stati presentati i piani di protezione degli impianti e ribaditi anche alcuni aspetti essenziali. Garanzia del tracciamento dei contatti, posti unicamente a sedere, uso obbligatorio della mascherina e consumo al posto di cibi e bevande, anche per favorire il distanziamento sociale.
Il dg dell’FCL Michele Campana, quello dell’Ambrì Nicola Mona e il direttore operativo del Lugano J.J. Aeschlimann hanno poi ribadito in coro l’importanza dell’igiene personale e del distanziamento, spiegando poi i sistemi che garantiranno la tracciabilità dei tifosi. Alla Cornèr Arena e a Cornaredo i fan dovranno registrarsi sulla piattaforma loggaTI, mentre alla Valascia per i dati personali ci si affiderà ad un’app di Ticketcorner.
Dopo aver ringraziato le società per la loro applicazione e flessibilità – come nel caso dei piani per gestire i flussi di persone e gli adattamenti agli impianti -, il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha poi voluto elogiare anche i tifosi, dimostratisi sin qui coscienziosi nei loro comportamenti.

Incontro tra i Governi del Cantone Ticino e del Cantone dei Grigioni e il Consigliere federale Ignazio Cassis

Incontro tra i Governi del Cantone Ticino e del Cantone dei Grigioni e il Consigliere federale Ignazio Cassis

Comunicato stampa

Nell’ambito di un apposito dialogo politico strutturato concernente la Svizzera italiana, il Consiglio di Stato del Cantone Ticino ha incontrato oggi a Bellinzona il Consigliere federale Ignazio Cassis, Capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e una delegazione del Consiglio di Stato del Cantone dei Grigioni, guidata dal Vicepresidente Mario Cavigelli.
L’incontro, svoltosi a Palazzo delle Orsoline, ha permesso di fare il punto della situazione su alcuni temi di interesse comune come la promozione del plurilinguismo e dell’italianità, la situazione legata alla diffusione del nuovo coronavirus e le relazioni transfrontaliere.  

Carnevali ed eventi sportivi:“Divertimento fa rima con sicurezza”

Carnevali ed eventi sportivi:“Divertimento fa rima con sicurezza”

Carnevali: si torna all’antico. È un po’ questo il succo del discorso, dopo la decisione del Governo cantonale, maturata assieme agli organizzatori dei principali Carnevali ticinesi. “Sì, si può effettivamente dire così – afferma il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. La situazione particolare che stiamo attraversando consiglia prudenza, attenzione e rispetto delle misure introdotte sia a livello federale sia a livello cantonale. Una responsabilità che è stata fatta propria dai responsabili dei principali carnevali ticinesi. Cosi in Ticino ci si limiterà – sempre che non intervengano fattori ancora più negativi – alla possibilità di organizzare le tradizionali risottate. Rispettando comunque sempre le regole della direttiva COVID e le misure introdotte dal settore GASTRO. Manteniamo qualcosa della nostra tradizione carnascialesca, aspettando tempi migliori, che tutti ci auguriamo arrivino almeno per il carnevale del 2022”.

Non si poteva fare di più? “Non abbiamo la sfera di cristallo per sapere quale sarà la situazione reale sul piano dei contagi da coronavirus nel mese di febbraio, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni. Ma sappiamo – vedendo un po’ ciò che sta avvenendo attorno a noi – che le condizioni possono cambiare anche rapidamente in senso peggiorativo. Quindi di fronte all’incertezza meglio scegliere la prudenza. Non rischiare, insomma, anche dal punto di vista economico. Imbarcarsi nell’organizzazione di eventi e manifestazioni in grande stile – come sono ormai divenuti diversi nostri carnevali, Rabadan in primis – con il pericolo poi di dover annullare tutto potrebbe davvero avere conseguenze negative sul piano economico”.

Ma la risottata in Piazza della Riforma, dove partecipano a volte anche 4mila persone, potrà ancora essere organizzata? “Sì. Visto però che la partecipazione facilmente potrebbe superare le 1’000 unità, ecco che questa risottata diventa una “grande manifestazione”, per la cui organizzazione occorre l’autorizzazione cantonale. Sotto la soglia dei mille partecipanti (o spettatori se parliamo di eventi sportivi e culturali) fissata dal Consiglio federale non occorre l’autorizzazione cantonale, ma chi organizza dovrà sempre avere un piano di protezione e discuterà direttamente con l’autorità comunale, competente in questi casi”, precisa Norman Gobbi.

“Vorrei sottolineare un aspetto molto positivo: la collaborazione costruttiva con i responsabili dei carnevali. E la stessa cosa sta avvenendo per esempio con i dirigenti dei tre club sportivi, FC Lugano, HCAP e HCL, che si stanno preparano al meglio per aumentare il numero di spettatori presenti alle partite dopo il 1. ottobre, con tutte le misure imposte da Berna e dalle rispettive Federazioni sportive nazionali. È una buona cosa, a garanzia di uno svolgimento in sicurezza per eventi che aggregano molti appassionati”, conclude il consigliere di Stato Norman Gobbi.

(Foto: www.rabadan.ch, Massimo Pedrazzini)

Permessi, Gobbi in Gran Consiglio: ‘Ripeto, niente di illegale’

Permessi, Gobbi in Gran Consiglio: ‘Ripeto, niente di illegale’

Da www.laregione.ch

Rispondendo alle interpellanze di Pronzini, Quadranti e Sirica il presidente del governo spiega come semmai la discussione è sull’apprezzamento della legge

Il Consiglio di Stato conferma che nessuna decisione è stata presa illegalmente, il tema di discussione è se l’apprezzamento della legge è stato troppo restrittivo o troppo largo.
Il presidente del governo e direttore del Dipartimento delle istituzioni risponde così in Gran Consiglio all’interpellanza dell’Mps Matteo Pronzini, del liberale radicale Matteo Quadranti e del socialista Fabrizio Sirica che chiedevano lumi sulle pratiche dell’Esecutivo in materia di rilascio dei permessi per stranieri e sui relativi controlli. Il tutto, lo ricordiamo, ha preso le mosse dalla trasmissione ‘Falò’ della Rsi andata in onda il settembre. Trasmissione che, rileva Gobbi, “ha trattato in modo confuso alcuni ambiti e veicolato un messaggio inesatto, facendo credere che la giurisprudenza fosse stata disattesa”. Sempre rispondendo, il presidente del Consiglio di Stato ricorda che, a mente del collegio, “in ambito di prassi relativa ai controlli non si pongono problemi di legalità”. Nessuno degli interpellanti si è dichiarato soddisfatto, anzi. Matteo Pronzini ha informato che presto procederà a un esposto alla magistratura sul tema, iniziativa cui ha dato il proprio sostegno anche Sirica. In conclusione, Gobbi ha anche informato sulla genesi del suo “ribollire le busecca“: «In alcuni casi ci è stato detto che dovevano tenere qui situazioni dove erano coinvolte persone condannate per pedofilia».

Debiti di Campione: ‘Dichiarazioni incoraggianti’

Debiti di Campione: ‘Dichiarazioni incoraggianti’

Da www.laregione.ch

Il presidente del Consiglio di Stato saluta con favore l’immediata disposizione del neosindaco dell’enclave Canesi di saldare gli scoperti con la Svizzera

“Prendiamo atto di questa dichiarazione, senz’altro incoraggiante”. È accolta con favore dal presidente del Consiglio di Stato ticinese la nota diramata in mattinata dal neoletto sindaco di Campione d’Italia su una delle prime disposizioni date: saldare i debiti con la Svizzera. “Auspichiamo da tempo che la situazione debitoria di Campione venga risolta una volta per tutte – osserva Norman Gobbi, da noi sentito –. Non mancheremo di comunicare l’avvenuto pagamento”.

Il direttore del Dipartimento delle istituzioni sottolinea che non mancheranno le occasioni d’incontro con il nuovo esecutivo dell’enclave, da due anni retto dal commissario prefettizio Giorgio Zanzi: “Per tutto quanto concerne le relazioni con Campione d’Italia avremo presto un’interlocuzione diretta con il nuovo sindaco e con la sua giunta per valutare tutte le richieste che saranno avanzate. Il Canton Ticino continuerà a lavorare con la massima disponibilità con Campione in nome della storica amicizia”.

Visita di cortesia dell’Ambasciatore del Brasile

Visita di cortesia dell’Ambasciatore del Brasile

Comunicato stampa

Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha ricevuto oggi a Palazzo delle Orsoline Evandro Didonet, Ambasciatore del Brasile per la Svizzera e il Liechtenstein. L’incontro ha permesso di discutere alcuni argomenti di attualità e ricordare i legami fra il nostro Cantone e la Repubblica federale brasiliana.

La visita di cortesia dell’Ambasciatore Evandro Didonet ha offerto l’occasione per condividere informazioni d’attualità in campo politico e sociale, e di analizzare le relazioni economiche a livello federale – dati gli intensi scambi che legano i due Paesi e che fanno del Brasile il primo partner commerciale della Confederazione nell’America Latina.
Come di consueto, il Presidente del Consiglio di Stato ha presentato alcune informazioni sulle particolarità che distinguono il Canton Ticino nel contesto culturale, politico e socio-economico svizzero, e discusso i progetti attuali e le sfide future.
L’attenzione è stata poi rivolta alla situazione della pandemia da coronavirus, che ha messo a dura prova i sistemi sanitari, tanto nel nostro Cantone quanto in Brasile.  

Carnevale 2021

Carnevale 2021

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha deciso che i festeggiamenti carnascialeschi saranno permessi unicamente in ambito gastronomico (risottate, ecc.) nel rispetto delle direttive COVID in vigore e delle normative applicate nel settore GASTRO.

Una prima decisione di principio di sospendere i grandi cortei e le serate danzanti per il carnevale 2021 era stata discussa e fatta propria dagli organizzatori dei maggiori carnevali ticinesi (Bellinzona, Chiasso, Biasca, Tesserete), comunicata al termine di un incontro con il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi e con lo speciale Gruppo di lavoro “Grandi manifestazioni” istituito dal Governo. La situazione legata alla diffusione del virus Covid-19 e le incertezze sullo sviluppo dei contagi aveva consigliato di annullare i grandi eventi legati ai principali carnevali che si sarebbero dovuti svolgere nei primi mesi dell’anno venturo.
L’incontro odierno, al quale ha preso parte pure “La Stranociada” di Locarno, svoltosi a Bellinzona ha permesso al Gruppo di lavoro “Grandi manifestazioni” di approfondire ulteriormente assieme ai responsabili dei maggiori carnevali ticinesi le criticità che una grande aggregazione di persone porta con sé in un contesto sanitario delicato.
Alla luce di queste riflessioni il Governo ha deciso di limitare i festeggiamenti in tutto il Cantone in occasione del Carnevale 2021, permettendo solo le risottate (o eventi gastronomici simili) che da sempre caratterizzano i carnevali popolari ticinesi. Tenendo però conto di precise restrizioni: varranno sia le direttive COVID sia le normative applicate al settore GASTRO (per esempio: clienti seduti, personale con la mascherina, tutte le disposizioni per il tracciamento, ecc.).
Nella sua decisione il Consiglio di Stato definisce inoltre che per gli eventi gastronomici che prevedono la presenza in contemporanea di più di mille persone (ad es. risotto in Piazza della Riforma a Lugano) va richiesta l’autorizzazione cantonale per “grandi manifestazioni” con relativo concetto di protezione (per le altre serve invece l’autorizzazione comunale). Inoltre, nei prossimi giorni il Governo chiederà ai colleghi grigionesi di coordinare l’applicazione di queste misure anche nelle regioni limitrofe del Cantone dei Grigioni, in modo da garantire in tutta la regione un’equivalente regolamentazione.
Infine, il Governo cantonale si riserva di introdurre ulteriori restrizioni a seguito dell’evoluzione pandemica e anche in tal caso non sono previsti indennizzi da parte dell’ente pubblico.

(Foto: www.rabadan.ch, Massimo Pedrazzini)