«Al fronte nelle trattative»

«Al fronte nelle trattative»

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 18 maggio 2020 del Corriere del Ticino

Verso il 3 giugno / L’annunciata apertura delle frontiere da parte italiana ha sorpreso la Svizzera – Keller-Sutter: «Decisione unilaterale» Gobbi chiede che il Ticino faccia parte del gruppo che tratterà direttamente con Roma, e aggiunge: «Rimarranno centrali le valutazioni sanitarie»

Le frontiere, ancora loro, sempre loro. Il Ticino è anche questo, terra di frontiera. Naturale quindi se ne parli tanto. Naturale sia un tema centrale ora, con la pandemia di mezzo, con un’entità, la Lombardia, che di fatto ha rappresentato il focolaio di un intero continente. E noi lo sappiamo bene, ce ne siamo accorti insomma. Ecco allora che il nuovo decreto del Governo di Giuseppe Conte – approvato dopo ore di discussioni nella notte su sabato -, quello che prevede l’apertura delle frontiere per il prossimo 3 giugno, ha fatto da scintilla.

«Tra il dire e il fare…»
La prima a rispondere è stata Karin Keller-Sutter. Ai microfoni della SRF ha infatti spiegato: «Si tratta di una decisione unilaterale dell’Italia di cui prendo atto». La consigliera federale, ministra di Giustizia e Polizia, ha poi aggiunto: «La Svizzera deciderà autonomamente se consentire il rientro di persone provenienti dall’Italia. Abbiamo avuto contatti con l’Italia la settimana scorsa, ma non si è parlato di questa riapertura (al contrario di quanto fatto rispetto ad altri Paesi, Germania, Austria e Francia,
n.d.r.). È importante che ci coordiniamo in maniera stretta su questo tema con il Canton Ticino, che è stato molto colpito dalla pandemia». E il Ticino come ha preso questa notizia? Domanda da noi rivolta al presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi. «Ho subito capito che tra il dire e il fare ci sarebbe stato di mezzo il mare. Nel senso che per giungere a una reale definizione di questa apertura occorrerà ancora tempo e soprattutto lavoro, per stabilire i giusti termini di tale apertura con il coinvolgimento di Berna e del Ticino. Non per niente già nella giornata di sabato ho subito inviato al segretario di Stato, Mario Gattiker, la richiesta, in quanto Cantone direttamente coinvolto dalla decisione italiana, di poter far parte del gruppo che tratterà direttamente con Roma. E posso assicurare che il Governo ticinese opera con unità su questi aspetti. Lo abbiamo dimostrato durante tutta questa crisi».

«Fuga in avanti italiana»
Keller-Sutter è stata chiara: «Decisione unilaterale». Norman Gobbi prova a spiegare cosa ciò comporti: «In modo diplomatico posso rispondere che ogni nazione è libera di decidere e implementare le proprio decisioni. Certo, qui siamo di fronte a un passo che avrebbe dovuto necessariamente veder coinvolta oltre la Svizzera anche gli altri Paesi europei. Se è vero che i rapporti tra i nostri due Stati sono continui, è altrettanto vero che questa decisione è una chiara fuga in avanti italiana che Berna non aveva previsto in questi termini. Ma buttare benzina sul fuoco oggi non serve a nulla. Bisogna solo lavorare tenendo conto degli interessi ticinesi e svizzeri». Un Ticino che, a detta del consigliere di Stato, non sarebbe ancora pronto a un tale passo: «No, non lo siamo. La Svizzera non è pronta. Ma è normale che sia così e non voglio quindi dire che ci faremo trovare impreparati il 3 giugno. Verranno fatte tutte le valutazioni del caso; è già in programma un incontro con Roma proprio questa settimana. E se ne discuterà anche alla luce della situazione sanitaria dei due Paesi».

«Le iniziative ticinesi»
Già, perché chiudere o aprire una frontiera è una decisione politica, ma il rischio legato a tale decisione è sanitario. Ancora Gobbi: «Le valutazioni sanitarie dovranno continuare a rivestire un ruolo centrale, anche perché sappiamo che le frontiere sono state chiuse per determinati motivi e il Consiglio di Stato ticinese è stato il primo a chiedere questa misura. La loro riapertura dovrà essere analizzata affrontando questi motivi e se i nodi non dovessero essere sciolti, allora anche la riapertura dovrà essere impostata con certe condizioni. Oggi però non siamo ancora in grado di vedere tutte le implicazioni di questa riapertura». Il medico cantonale Giorgio Merlani, alla RSI: «La motivazione dal punto di vista economico è chiara, da quello sanitario, soprattutto vedendo l’evoluzione epidemiologica del Nord Italia, mi sembra un po’ un azzardo. Dal punto di vista sanitario è una decisione che sorprende». Il dossier è ancora da studiare nei minimi dettagli. «Le informazioni in nostro possesso, dopo la decisione di venerdì emersa in Italia, non sono ancora del tutto chiare – spiega Gobbi – Quindi sia per l’autorità federale che per quella cantonale è basilare capire con precisione quanto stabilito dal Governo italiano. E lo stiamo facendo in queste ore». Studiare il dossier per poi tornare a rivolgersi ai cittadini ticinesi, che in queste ultime settimane – dati i bisogni dell’economia nostrana – hanno registrato messaggi di sensibilizzazione su commercio e turismo interni. L’apertura della frontiera potrebbe giocare contro queste necessità. «I ticinesi hanno ben presente quale sia la situazione in Italia, quali sforzi abbiamo fatto da noi per contenere la crisi sanitaria e il pericolo che ancora si può correre, andando in Italia, così come in altre nazioni. Le iniziative promosse in Ticino per i ticinesi e per gli ospiti confederati mantengono intatto il loro significato e il loro valore».

Gobbi: “la situazione dall’altra parte non è così tranquilla”

Gobbi: “la situazione dall’altra parte non è così tranquilla”

Da www.ticinonews.ch

Il presidente del Consiglio di Stato espone i suoi dubbi riguardo alla possibile riapertura della frontiera italiana del 3 giugno

Durante la diretta del TgSpeciale di questa sera il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha parlato riguardo al desiderio di apertura da parte dell’Italia dichiarandosi stupito e un po’ preoccupato.

Desiderio dell’Italia di riaprire le frontiere
“Fino all’altro giorno sembrava ancora tutto limitato e ricordo che l’Italia ha avuto delle limitazioni molto più forti rispetto a noi e infatti, per quanto riguarda gli spostamenti nel territorio, per i cittadini c’erano molte più restrizioni. Questa liberalizzazione fatta in fretta con un decreto che non è chiaro nei suoi contenuti è stato deciso in modo unilaterale, senza essere coordinato con gli altri paesi. La settimana prossima avverranno le discussioni tra Svizzera e Italia”.

Preoccupazioni per questa riapertura
“I dati dell’epidemia in Lombardia, nelle province vicine e della metropoli di Milano non sono confortanti dal punto di vista sanitario e quindi le preoccupazioni che avevamo due mesi fa rimangono le stesse. La Svizzera ha potuto aprire i confini con Germania e Austria perché la situazione nei due paesi è simile a quella registrata in Svizzera, avendo quindi un tasso che non è paragonabile all’Italia e sicuramente nemmeno alla Lombardia.”

La questione è di competenza di Berna, ma voi che linea preferireste?
“Noi abbiamo chiesto di essere coinvolti nelle trattative bilaterali cosa che ci è stata confermata. Ricordo che anche se l’Italia procederà con la riapertura, dal lato svizzero potranno rimanere delle limitazioni. Anche per Austria e Germania ci sono ancora delle limitazioni: ci si può infatti spostare solo per motivi personali. L’apertura significa proporzionalità ed è quello che chiederemo come autorità cantonali.” 

Molti ticinesi hanno gioito alla riapertura italiana. Cosa si sente di dire ai nostri concittadini?
“Ricordiamoci cosa e successo due mesi fa in cui famiglie sono andate a trascorrere la settimana bianca in Trentino o nell’Alta Valtellina e sono tornate positive. Bisogna rendersi conto che la situazione dall’altra parte non è così tranquilla. L’invito è quello di essere ancora una volta prudenti e soprattutto di attendere decisioni definitive perché l’apertura non sarà comunque come quella che si aveva prima del coronavirus.”

Sembra che la mossa di Conte non sia soprattutto rivolta al turismo e non tanto al turismo degli acquisti
“Condivido ciò proprio perché è un vettore economico importante. L’Italia non mi sembra abbia fatto tanta promozione interna per dire agli italiani di restare in Italia. Questo trovo che sia un elemento che porti ad essere a favore di questa tesi. L’Italia dal punto di vista economico ne uscirà ben peggio rispetto al Ticino e alla Svizzera ed anche ai Paesi Mitteleuropei. Proprio per il fatto che le chiusure sono state più importanti, come anche le limitazioni; ed anche il sostegno da parte delle autorità ad aziende e individui è stato inferiore rispetto a quanto hanno potuto fare paesi come il nostro.”

La notizia della riapertura del 3 giugno allo stato attuale non significa che i ticinesi potranno andare senza problemi in Italia
“Questa credo che sia la lettura più corretta. Anche oggi gli svizzeri che volessero recarsi in Germania o Austria per i propri acquisti non lo possono fare quindi significa anche qui essere proporzionali perché il virus è ancora in circolazione.”

«Grenze zu Italien muss geschlossen bleiben»

«Grenze zu Italien muss geschlossen bleiben»

Da www.blick.ch
 
Öffnung am 3. Juni? Tessiner Gobbi bleibt skeptisch
Italien will die Einreise für Ausländer ab 3. Juni wieder erlauben, die Schweiz sucht nun das Gespräch. Der Tessiner Regierungspräsident Norman Gobbi will vorerst aber keine Grenzöffnung. Italien öffnet seine Grenzen wieder. Ab 3. Juni ist die Einreise für Ausländerinnen und Ausländer wieder erlaubt. Zudem sollen dann Reisen zwischen den Regionen in Italien wieder erlaubt sein, wie die Regierung in Rom beschlossen hat.
Im Tessin ist die Reaktion auf den Entscheid zurückhaltend. «Im Moment ist die Lage noch unklar», betont der Tessiner Regierungspräsident Norman Gobbi (43, Lega). Das Tessin habe keinen offiziellen Bescheid erhalten. Er begrüsse aber die Haltung der Schweiz, die Grenze vorerst nicht zu öffnen. «Schliesslich ist Italien von der Pandemie stark betroffen.»
Seines Wissens habe Italien bislang ohnehin nur Grenzöffnungen für EU-Bürger angekündigt, so Gobbi. Für Schweizerinnen und Schweizer ändert der Entscheid also nichts. «Wir müssen mit dem Bund schauen, wie die Lage zu beurteilen ist», sagt Gobbi. «Eine Frage ist, ob zusätzliche Massnahmen und Kontrollen an der Grenze nötig sein werden.»
Il 3 giugno, che rompicapo

Il 3 giugno, che rompicapo

Da www.rsi.ch/news

Svizzera-Italia, Gobbi: “Preoccupati”
L’Italia vuole aprire i confini il 3 giugno. I timori del presidente del Governo sono sulle conseguenze che potrebbe avere sulla situazione epidemiologica nel Cantone

Sul fronte ticinese l’ipotesi di una riapertura delle frontiere italiane è una sorpresa solo in parte. Il presidente del Governo, Norman Gobbi, è preoccupato per le conseguenze che questa apertura potrebbe avere sulla situazione epidemiologica nel cantone. “La situazione non è chiara. Non abbiamo ancora il testo definitivo del decreto. E dovremo capire quale tipo di misure mantenere al confine. Perché in Italia la situazione si sta calmando, ma è ancora molto più calda rispetto a quella di Svizzera, Austria o Germania”, dice ai microfoni della RSI. 
La Svizzera, che sabato ha aumentato gli allentamenti con Germania e Austria e che prevede l’apertura totale delle frontiere anche con la Francia il 15 giugno prossimo, ha fatto sapere che saranno necessari nuovi colloqui bilaterali. “Conosciamo bene la difficoltà a ricostruire i contatti in caso di nuovi contagi e questo evidentemente ci preoccupa”, aggiunge. 
Per l’Italia non si tratta ancora di un provvedimento definitivo, perché manca ancora l’approvazione ufficiale del Decreto della presidenza del Consiglio, a cui spetta illustrare tutti i dettagli, specificando ad esempio se l’apertura del 3 giugno varrà solo per stati UE, se comprenderà i Paesi Schengen o se si intende aprire a nazioni anche fuori dall’Europa.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Svizzera-Italia-Gobbi-Preoccupati-13044186.html

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Da www.tio.ch

Reazioni contrastanti alla riapertura della frontiera italiana. Il governo prende tempo. Dalla Lega voci critiche: «Non si riapre niente». Gobbi: «Non abbiamo ancora visto il decreto»

Chi esulta, e chi si preoccupa. La notizia della riapertura della frontiera italo-svizzera (solo da parte italiana, per ora) sta suscitando reazioni ed emozioni contrastanti in Ticino.
La data del 3 giugno, va detto, è da prendere con le pinze in assenza di un’intesa bilaterale tra Berna e Roma. Ma le prese di posizione non sono tardate ad arrivare, da questa parte del confine. 

La consigliera federale Keller Sutter ha subito messo le mani avanti, precisando che la decisione è stata «presa in modo autonomo dall’Italia» e che la Svizzera «deciderà autonomamente se consentire il rientro di persone provenienti dall’Italia».
Come non detto. Sui social è scattato il giubilo di quanti scalpitano per recarsi oltre confine a fare acquisti, o a visitare familiari e affetti (su Facebook si sono costituiti anche dei gruppi ad hoc). Ma non manca chi esprime preoccupazione per un possibile aumento dei contagi. Tra questi, sui social spicca il consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega). «La Svizzera non deve in alcun modo piegarsi o farsi influenzare» scrive il municipale luganese su Facebook. «Non si apre niente, ed anzi bisogna ridurre il flusso di frontalieri selezionando chi può entrare e chi no».
Toni più pacati – ma sulla stessa linea – dal consigliere di Stato leghista Norman Gobbi, che alla Rsi si è detto «preoccupato» per le conseguenze epidemiologiche in Ticino. «In Italia la situazione si sta calmando, ma è ancora molto più calda rispetto a quella di Svizzera, Austria o Germania» ha ricordato. Il Ticino andrà coinvolto nella ricerca di una soluzione, ha assicurato il Consiglio federale. E al momento dal governo di Bellinzona – di cui Gobbi è presidente di turno – arriva un invito alla prudenza. «La situazione non è chiara» ha aggiunto il direttore del Dipartimento istituzioni. «Non abbiamo ancora il testo definitivo del decreto. E dovremo capire quale tipo di misure mantenere al confine». 
Dichiarazioni esultanti invece arrivano dall’Italia. Il senatore del PD Alessandro Alfieri, varesino, ha parlato di «una buona notizia per tante famiglie che vivevano da mesi separate dal confine Italo svizzero e per l’economia di frontiera, duramente colpita dal lockdown». Le prime avvisaglie di una spinta italiana alla riapertura erano già arrivate giovedì, in realtà. E a calmare gli animi ci ha pensato, ieri, la Segreteria di Stato della migrazione (Seco), che ha precisato come da questa settimana sono possibili – a seguito di accordi bilaterali – spostamenti in Germania e Austria, ma «soltanto per andare a trovare parenti o familiari». Quindi non per turismo o per acquisti. Ulteriori aperture sono previste verso Francia, Germania e Austria a partire dal 15 giugno. Ma l’Italia – e il Ticino – resta un capitolo a parte. 

Sanzionati Sindaco e Municipali del Comune di Gambarogno

Sanzionati Sindaco e Municipali del Comune di Gambarogno

Comunicato stampa

Nelle scorse settimane il Consiglio di Stato, quale Autorità di vigilanza sui Comuni, ha sanzionato con un ammonimento i membri del Municipio di Gambarogno. La sanzione è da ricondurre all’agire del Municipio relativamente ad un sorpasso di spesa di 810 mila franchi per l’ampliamento e la manutenzione del Centro sportivo comunale, non approvato dal Consiglio comunale. La risoluzione non è ancora diventata definitiva, essendo aperti i termini di ricorso al TRAM.

Nel 2014 il Consiglio comunale di Gambarogno ha approvato un credito pari a 2,8 milioni di franchi per ampliare ed eseguire una serie di lavori di manutenzione straordinaria al Centro sportivo comunale.
Durante l’esecuzione dei lavori sono subentrate modifiche progettuali, che hanno comportato maggiori oneri. Sono stati disposti interventi non originariamente previsti nel progetto iniziale e integrati altri che il Consiglio comunale aveva deciso di non realizzare. Infine non è stata rispettata la tempistica prevista dalla legge per sottoporre a posteriori al Consiglio comunale la richiesta di credito suppletorio.
Interpellato a posteriori, in una seduta del giugno 2019, il Consiglio comunale non ha avallato l’agire municipale e non ha pertanto ratificato i maggiori oneri di fr. 810’000.–.
Nel frangente l’operato municipale non è stato in linea con le disposizioni della Legge organica comunale. Il Consiglio di Stato ha quindi deciso di emanare un ammonimento nei confronti di tutti i membri del Municipio, pur sottolineando che gli interventi non erano stati criticati dal profilo della qualità e dell’opportunità e che le relative spese sono sostenibili finanziariamente per il Comune.
L’Esecutivo è stato invitato a essere in futuro rigoroso e coerente nel rispettare le procedure previste dalla Legge organica comunale che coinvolgono il Consiglio comunale.
Con una risoluzione di questi giorni il Governo ha infine concluso la pratica, approvando parzialmente d’ufficio il credito suppletorio e rinviando alcune spese non ancora effettuate ad una nuova eventuale decisione del Consiglio comunale.

Presentato il progetto “Vivi il tuo Ticino”

Presentato il progetto “Vivi il tuo Ticino”

Comunicato stampa

È stato presentato oggi “Vivi il tuo Ticino”, un importante progetto sviluppato con l’obiettivo di incentivare la stagione turistica estiva.

Dopo aver già adottato diverse misure urgenti a favore del settore turistico ticinese – come la sospensione dell’incasso delle rate dei mutui concessi ai sensi della Legge sul turismo (LTur), la cessione dei crediti per sussidi LTur agli istituti bancari, la sospensione della riscossione della tassa esercizi pubblici per l’anno 2020 e altre misure – il Consiglio di Stato, per il tramite e su iniziativa del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE), ha sviluppato delle nuove misure per incentivare la stagione turistica estiva.
In questo senso è nato, in collaborazione con BancaStato e con l’Agenzia Turistica Ticinese (ATT), il progetto “Vivi il tuo Ticino”. Quest’ultimo si compone di due prodotti distinti, denominati “Soggiorna in Ticino” e “Gusta il Ticino”, per il periodo che va dal 22 giugno al 30 settembre 2020.
Grazie al prodotto “Soggiorna in Ticino” i cittadini residenti nel nostro Cantone potranno pernottare in tutte le strutture ricettive beneficiando di uno sconto del 20%, così come beneficiare dei vantaggi legati a Ticino Ticket.
Attraverso, invece, il prodotto “Gusta il Ticino”, la popolazione maggiorenne residente in Ticino potrà beneficiare di un buono di 25 franchi da consumare cenando presso qualsiasi ristorante.
A questi sconti se ne possono aggiungere altri di partner che vorranno partecipare al progetto, sia per l’iniziativa “Soggiorna in Ticino” che per quella denominata “Gusta il Ticino”. Per quanto riguarda, ad esempio, BancaStato, la sua clientela privata potrà usufruire di uno sconto supplementare del 20% per i pernottamenti e di un buono supplementare di 50 franchi per una cena.
Il progetto “Vivi il tuo Ticino”, la cui gestione operativa sarà curata dall’ATT con il supporto del DFE, ha un costo complessivo di circa 6.2 milioni di franchi, finanziati da BancaStato con circa 2 milioni di franchi del proprio budget “marketing”; il rimanente costo andrà ad incidere, a dipendenza dell’andamento dei conti del Gruppo, sulla distribuzione dell’utile da riversare al Cantone nel 2021.
Si calcola che il progetto “Vivi il tuo Ticino” avrà un indotto di circa 20 milioni di franchi a favore del settore turistico ticinese. In questo modo sarà possibile realizzare un duplice obiettivo: contribuire, da un lato, al rilancio delle strutture ricettive e della ristorazione, e far sì, dall’altro lato, che i ticinesi riscoprano le bellezze del proprio territorio, diventandone in maniera ancora più consapevole dei veri e propri ambasciatori.
Nelle prossime settimane seguiranno indicazioni più dettagliate sul progetto.
La conferenza stampa – a cui hanno partecipato, oltre al Presidente del Governo Norman Gobbi e al Consigliere di Stato e Direttore del DFE Christian Vitta, anche il Presidente della Direzione generale di BancaStato Fabrizio Cieslakiewicz e il Direttore dell’ATT Angelo Trotta – è infine stata l’occasione per anticipare i primi dettagli di quella che sarà la campagna di marketing verso la clientela svizzera, tradizionale bacino di riferimento del settore turistico ticinese. Turisti che potranno continuare a beneficiare anche del Ticino Ticket, prodotto che s’intende consolidare e rendere ancora più allettante.

Il settore turistico ticinese
Secondo lo Studio sull’impatto economico del turismo pubblicato nel 2015 dal DFE, il settore rappresenta circa l’11% del PIL, dà lavoro a oltre 22’000 persone e crea un valore aggiunto lordo di 2.1 miliardi di franchi.
I pernottamenti alberghieri annuali sono circa 2.4 milioni, mentre i pernottamenti totali sono circa 8.2 milioni.
Distanti ripartiamo: continuiamo a proteggerci

Distanti ripartiamo: continuiamo a proteggerci

Comunicato stampa

Lo Stato Maggiore Cantonale di Condotta (SMCC), a fronte delle nuove riaperture previste in data odierna, raccomanda di continuare a rispettare le regole di distanza fisica e di igiene accresciuta per proteggere se stessi e gli altri, con particolare riguardo per le categorie più vulnerabili. Per garantire un’informazione univoca e aggiornata a tutta la popolazione, si invitano gli enti pubblici e privati a ritirare il materiale informativo delle ultime settimane e a sostituirlo con le indicazioni aggiornate divulgate dal Cantone e dalla Confederazione.

Con l’entrata in vigore della seconda fase delle misure di allentamento annunciate dalla Confederazione oggi, lunedì 11 maggio, possiamo ripartire. In questa fase la campagna di sensibilizzazione cantonale prosegue con il messaggio “Mi proteggo, ti proteggo”, ribadendo l’importanza del rispetto di semplici regole di igiene accresciute e di sicurezza. Con gli spostamenti e le riaperture delle attività aumentano, infatti, i contatti sociali. In questo nuovo contesto è dunque ancora più importante mantenere alta la guardia, continuare proteggersi e a per proteggere gli altri, mantenere la distanza fisica, lavarsi frequentemente le mani e usare la mascherina se non è possibile tenersi a distanza durante un contatto prolungato.  Le nuove raccomandazioni cantonali per l’utilizzo delle mascherine suggeriscono l’uso di mascherine protettive in caso di contatti prolungati e laddove le distanze fisiche non possono essere garantite. Nei casi in cui il contatto è breve e le distanze sono garantite, la mascherina non ha utilità. Quando invece la distanza non può essere garantita durante brevi contatti, o in caso di contatti prolungati garantendo la distanza, la mascherina può essere utile.  

La distanza fisica di sicurezza minima è 2 metri. Il tempo considerato come breve è per contatti inferiori ai 15 minuti. Incrociarsi (ad esempio all’entrata di un negozio o attraversando la strada) non costituisce un contatto. Le disposizioni valgono sia in ambiente interno sia in ambiente esterno. Sono fatte eccezioni a queste raccomandazioni per il personale socio-sanitario, le persone che presentano sintomi, le persone particolarmente vulnerabili, le persone ammalate e chi lavora in ambiti professionali con direttive igieniche settoriali. In caso di sintomi influenzali ricordiamo di non recarsi al Pronto soccorso e di contattare il proprio medico di famiglia.  

Lo SMCC comunica che un servizio minimo di aiuto a domicilio continua a essere garantito almeno per tutto il mese di maggio. Essere informati sull’evoluzione epidemiologica è altrettanto importante: tutti gli ultimi aggiornamenti sono disponibili sul sito www.ti.ch/coronavirus e sui canali social del Servizio di promozione e valutazione sanitaria del DSS (https://www.facebook.com/promozionedellasalute e https://www.instagram.com/promozione_salute/).  

Si ricorda inoltre che è sempre a disposizione l’hotline per il Canton Ticino e per il Grigioni italiano al numero 0800 144 144 attiva dalle 7.00 alle 22.00 e l’hotline dell’Ufficio federale della sanità pubblica al numero 0041 58 463 00 00 attiva 24 ore su 24.