Segretari giudiziari anche in aula

Segretari giudiziari anche in aula

Servizio all’interno dell’edizione di mercoledì 11 settembre 2019 di TG di Teleticino

http://teleticino.ch/il-tg/non-e-un-cerotto-YN1690515

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Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 12 settembre 2019 de La Regione

Dal governo il messaggio definitivo per il pp in più.
Maggiori competenze ai collaboratori dei magistrati Potenziamento del Ministero pubblico: sulle misure ora la parola al Gran Consiglio

Spetta ora al Gran Consiglio pronunciarsi sui provvedimenti per rafforzare organico e azione della Procura. Conclusasi intorno alla metà di agosto la consultazione sulle misure proposte dal Dipartimento istituzioni, il Consiglio di Stato ha varato ieri il messaggio definitivo. Confermando, spiega il governo stesso in una nota, gli elementi principali del potenziamento del Ministero pubblico prospettati dalla bozza di messaggio che il Dipartimento aveva sottoposto al parere del Consiglio della magistratura, degli uffici giudiziari, della Polizia cantonale e dell’Ordine degli avvocati. Ossia: un procuratore pubblico in più, da inserire nel gruppo di pp impegnato nelle inchieste sui reati economico-finanziari, e l’assegnazione di competenze decisionali ai segretari giudiziari, stretti collaboratori dei magistrati inquirenti, per quel che concerne il cosiddetto penale minore. Con una novità, che è frutto della consultazione: nell’ambito dei procedimenti contravvenzionali e previa autorizzazione del procuratore generale, i segretari giudiziari dovrebbero poter non solo emanare decreti d’accusa o di abbandono, ma anche – aggiunge l’Esecutivo nel messaggio appena licenziato – “rappresentare il Ministero pubblico nelle sedi giudiziarie competenti”. Dovrebbero dunque poter, ad esempio, sostenere l’accusa in tribunale (Pretura penale) in caso di opposizione o redigere ricorsi.
Tutto questo parlamento permettendo, dato che il passaggio da ventuno procuratori – pg compreso – a ventidue e l’attribuzione di competenze decisionali ai segretari giudiziari richiedono una modifica della Legge sull’organizzazione giudiziaria. Prima di approdare al plenum del Gran Consiglio, il messaggio verrà esaminato e discusso dalla commissione Giustizia e diritti.

‘Continuità nella gestione delle procedure delegate’
Tornando ai possibili futuri compiti dei segretari giudiziari, l’obiettivo, sottolinea il governo nel messaggio, è di “sgravare i procuratori pubblici dalla responsabilità dei procedimenti contravvenzionali di natura bagatellare per i quali la pena comminata è esclusivamente la multa”. Questi procedimenti “costituiscono circa il 10 per cento delle entrate annuali del Ministero pubblico (pari a circa 1’200 incarti), casistica di competenza in particolare della Sezione di polizia”, ovvero della squadra di pp dedita alle inchieste su tutti gli illeciti non finanziari. Il governo propone pertanto di conferire al procuratore generale “la facoltà di autorizzare singoli segretari giudiziari – solo quindi quelli che saranno ritenuti idonei – ad assumersi la responsabilità dei procedimenti esclusivamente contravvenzionali, in luogo dei rispettivi procuratori pubblici”. Singoli segretari, poiché, scrive il Consiglio di Stato, “non tutti i segretari giudiziari, per assenza di specifica formazione (accademica), potranno infatti essere autorizzati dal procuratore generale ad agire autonomamente”.
Insomma, il nuovo articolo di legge confezionato dal governo “permetterà a singoli segretari giudiziari di dirigere il procedimento penale nei casi contravvenzionali e meglio: condurre le indagini, trasmettere le citazioni, emanare i decreti di non luogo a procedere, sospendere o abbandonare il procedimento penale, emanare i decreti d’accusa, promuovere l’accusa”. E, per l’appunto, “rappresentare il Ministero pubblico nelle sedi giudiziarie competenti, redigere atti ricorsuali, risposte, osservazioni a reclami ecc.”. Nel messaggio si sottolinea che “l’estensione della delega alla rappresentanza del Ministero pubblico nelle sedi giudiziarie competenti a giudicare l’eventuale impugnativa derivante da una decisione di archiviazione del procedimento contravvenzionale (tramite decreto di non luogo a procedere, decreto d’abbandono o di sospensione) o di opposizione a un decreto d’accusa, discende dall’evidente opportunità di continuità nella gestione delle procedure delegate, nell’ottica di una gestione efficiente ed efficace del procedimento”. Secondo il Consiglio di Stato “appare difatti evidente la necessità che a seguire l’incarto sia la persona che lo ha istruito sin dal principio, piuttosto che indurre un procuratore pubblico a riprenderlo, con un dispendio di tempo e risorse non trascurabile”. A questi segretari giudiziari, osserva dal Dipartimento istituzioni la responsabile della Divisione giustizia Frida Andreotti, «si darebbe così anche la possibilità di crescere professionalmente». Afferma il direttore del Dipartimento Norman Gobbi: «Ho preso atto con soddisfazione del fatto che il pg Andrea Pagani ha nel frattempo introdotto un sistema di monitoraggio del lavoro dei singoli procuratori e questo per una gestione efficace dell’ufficio».

Polo aviatorio della Riviera, luce verde da Berna

Polo aviatorio della Riviera, luce verde da Berna

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 11 settembre 2019 de La Regione

Luce verde dalla Confederazione sulla prevista trasformazione dell’aerodromo di Lodrino da militare a civile con la creazione del Polo tecnologico dell’aviazione della Riviera (Pavir). Come riportato ieri dal ‘CdT’ online, Armasuisse con una lettera inviata nei giorni scorsi ha accolto quasi tutte le richieste inviatele lo scorso inverno dal Municipio di Riviera allora guidato da Raffaele De Rosa poi eletto in Consiglio di Stato e al quale è poi subentrato il vicesindaco Alberto Pellanda. Il quale ieri ha incontrato una delegazione del Consiglio di Stato formata dal presidente del governo Christian Vitta e dal ministro delle Istituzioni Norman Gobbi accompagnati da diversi funzionari. La lettera giunta da Berna consente ora a Cantone e Comune di affrontare le fasi successive per la concretizzazione del Pavir. Da una parte il Municipio – che lo scorso marzo ha già ottenuto dal Consiglio comunale lo stanziamento di 220mila franchi necessari alla costituzione della Riviera Airport Sa chiamata a gestire il polo – dovrà chiedere al Cc i 910mila franchi già indicati per poter esercitare il diritto di superficie valido 99 anni (Berna ha escluso, ricordiamo, la vendita). Dall’altra il CdS chiederà al Gran Consiglio di confermare l’annunciato aiuto cantonale pari a 3 milioni: 2,6 serviranno a finanziarie adeguamenti infrastrutturali e manutenzioni straordinarie degli immobili; 520mila franchi saranno destinati alla trasformazione da militare in civile. Il Municipio nella sua lettera di febbraio aveva caldeggiato la riduzione del tasso d’interesse dal 3 al 2,5%; richiesta respinta ma siccome il valore dello scalo col passare del tempo si è notevolmente abbassato, l’interesse annuo non sarà di 67mila franchi ma di 33mila; confermato inoltre che i primi cinque anni saranno gratuiti, che dal quinto al decimo anno il prezzo sarà dimezzato e che dopo il primo decennio di attività le parti potranno disdire il contratto qualora il Polo non dovesse risultare finanziariamente sano. Interpellato dalla ‘Regione’, il sindaco Pellanda si dice fiducioso: «Ruag ha confermato di rimanere qui e le ditte presenti anche. Altre hanno già dimostrato interesse e inoltre s’insedierà il Centro di competenza per droni, lo Swiss Drone Base Camp».

Licenziato il Messaggio di potenziamento del Ministero pubblico

Licenziato il Messaggio di potenziamento del Ministero pubblico

Comunicato stampa

Nella seduta odierna, il Consiglio di Stato ha licenziato il Messaggio volto al potenziamento del Ministero pubblico con un/a procuratore pubblico ordinario/a supplementare e all’estensione delle competenze decisionali attribuite ai segretari giudiziari. Misure tese a rispondere alle esigenze della Magistratura, nell’ottica della garanzia del buon funzionamento della giustizia penale cantonale.
Il Governo – a seguito della procedura di consultazione svoltasi nel corso dell’estate – ha confermato il principio di potenziamento del Ministero pubblico con un/a procuratore pubblico ordinario/a supplementare, licenziando il rispettivo Messaggio governativo di modifica della Legge sull’organizzazione giudiziaria. La proposta governativa – che recepisce le indicazioni del procuratore generale circa l’importante evoluzione dell’attività nel settore economico-finanziario e la relativa complessità di trattazione degli incarti – verte sull’attribuzione al Ministero pubblico di un/a procuratore pubblico ordinario/a supplementare che andrà a supportare l’attività della Magistratura inquirente nel contesto dei reati economico-finanziari. Il/la procuratore pubblico aggiuntivo/a sarà coadiuvato/a da un/a segretario/a giudiziario/a e da un/a collaboratore/trice con compiti amministrativi, che andranno quindi a costituire una nuova “colonna” all’interno del Ministero pubblico.
Nel Messaggio è parimenti confermata la proposta di estensione delle competenze decisionali attribuite ai segretari giudiziari del Ministero pubblico, segnatamente nell’ambito delle contravvenzioni. Una proposta che mira a sgravare l’attività dei procuratori pubblici, attivi in particolare nella sezione di polizia, responsabilizzando i loro stretti collaboratori giuristi. Spetterà al procuratore generale autorizzare puntualmente l’estensione delle competenze nei confronti dei segretari giudiziari.
Queste misure, rammentiamo, sono accompagnate da alcuni interventi puntuali. Tra questi si richiama la decisione del Governo che a inizio luglio ha potenziato il Ministero pubblico con tre segretari giudiziari aggiuntivi, direttamente attribuiti al procuratore generale. Essi supporteranno l’attività dell’autorità giudiziaria in particolar modo nel settore dei reati economico-finanziario, rispondendo altresì anche all’introduzione della nuova figura del perito contabile presso l’Ufficio dei fallimenti, contestualmente alla lotta contro gli abusi fallimentari.
Il potenziamento complessivo del Ministero pubblico si aggiunge ai potenziamenti decisi negli scorsi mesi dal Consiglio di Stato per quanto attiene all’organico del Tribunale di appello in particolare, a dimostrazione della volontà del Governo – e per esso del Dipartimento delle istituzioni – di fornire una risposta chiara alle esigenze della Magistratura, nell’ottica della garanzia del buon funzionamento della giustizia cantonale.

Imposta di circolazione: “Aumento contenuto per le auto più vecchie”

Imposta di circolazione: “Aumento contenuto per le auto più vecchie”

Da www.ticinonews.ch

Il direttore del DI ha spiegato la nuova formula. “Pensata per favorire le automobili a basso impatto ambientale”

Come noto, lo scorso mese di giugno il Consiglio di Stato ha approvato il nuovo sistema di calcolo per l’imposta di circolazione. L’intenzione del Governo, tenendo conto delle tempistiche legate all’iter parlamentare e all’evasione delle iniziative popolari penenti (l’invito dell’Esecutivo è quello di considerare il nuovo testo di legge come controprogetto all’iniziativa “Per un’imposta di circolazione più giusta” e di respingere invece l’iniziativa “Gli automobilisti non sono bancomat”, ndr), è di potere applicare il nuovo sistema di calcolo a partire dal 1. gennaio 2020. 
La formula di calcolo, lo ricordiamo, prevede la somma della massa a vuoto del veicolo moltiplicata per un coefficiente fisso pari a 0.11 e delle emissioni di CO2 moltiplicate per un coefficiente variabile.
Nel frattempo è però montata la polemica su un’imposta che andrebbe a colpire nel portafogli i proprietari di auto vecchie e poco potenti. Polemica che ha spinto il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi a prendere posizione sul tema.
“Il nuovo calcolo per l’imposta di circolazione delle automobili nasce con molteplici obiettivi, tra cui figura quello della semplificazione della formula, la volontà di creare una base di calcolo più solida e prevedibile, favorire le automobili a basso impatto ambientale e soprattutto eliminare quelle grandi differenze di importo che, in alcuni casi, penalizzavano fortemente determinate tipologie di vetture nel confronto con gli importi pagati in altri Cantoni”, ha ribadito in un post su Facebook.
Gobbi ha in seguito spiegato che le automobili più datate sono, “come prevedibile in virtù del progresso tecnologico”, maggiormente inquinanti rispetto agli stessi modelli sviluppati e commercializzati in tempi più recenti.
“La crescente sensibilità ecologica ha visto tutti gli attori concordi nel considerare le emissioni (il CO2) quali criterio principale per il calcolo della nuova imposta di circolazione. Alcune automobili, in particolare le più recenti e meno inquinanti, vedranno quindi ridursi l’imposta di circolazione rispetto al metodo di calcolo attuale, il tutto per favorire – nella scelta di un’automobile – l’acquisto di un modello o di una motorizzazione maggiormente rispettosa dell’ambiente”.
“Ovviamente nell’elaborazione della nuova formula abbiamo rilevato che alcune automobili più datate sarebbero state confrontate con un incremento dell’imposta di circolazione – ha proseguito – Tuttavia un rapido confronto tra modelli equivalenti ma distanti tra loro anche oltre una decina d’anni ha messo in evidenza che la differenza d’importo annuale tra gli stessi si assesta di regola a non più di qualche centinaio di franchi”.
“L’aumento delle vetture più anziane, che in alcuni casi arriva appunto a qualche decina di franchi al mese (ma sono anche molti i casi in cui l’importo resta pressoché invariato o, addirittura, diminuisce), non è tale da “costringere” i proprietari di vetture più datate a cambiarle con una vettura più nuova (e del resto la differenza di valore tra una vettura con oltre dieci anni a una “nuova” non giustificherebbe tale scelta e da un punto di vista economico). La nuova formula è invece stata pensata affinché, qualora un conducente si trovi confrontato nella scelta di acquisto per una vettura, indipendentemente dal valore e dall’età dell’auto, venga incentivato nell’acquisto di quella più rispetto dell’ambiente”, ha concluso il Consigliere di Stato.

“I rapporti con l’Italia saranno più difficili”

“I rapporti con l’Italia saranno più difficili”

Da www.ticinonews.ch
Norman Gobbi sul cambio di Governo: “Il Ticino perderà interlocutori che conoscevano bene le realtà di confine”

L’Italia ha un nuovo Governo. Dopo un mese di polemiche, trattative serrate e votazioni on line, le elezioni anticipate paiono definitivamente scongiurate: sarà Conte Bis. Un Esecutivo di cui faranno parte il movimento 5 stelle, il partito democratico, Liberi ed uguali. L’esperienza leghista, almeno per il momento, è dunque consegnata alla storia. Ma quel che succede al di là della frontiera può avere un certo peso anche a casa nostra. Secondo il direttore del dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, interpellato da TeleTicino, la perdita degli interlocutori leghisti complicherà i rapporti tra Svizzera ed Italia.
“C’erano persone a livello di Ministero e sottosegretari che conoscevano molto bene le realtà di confine. Molti provenivano dalle Province di Como e Varese” spiega il Consigliere di Stato. “Mancando questi interlocutori, dobbiamo riallacciare le discussioni. Avevamo dei contatti diretti che ci permettevano di anticipare e sensibilizzare su certi problemi, soprattutto la questione di Campione, che rimarrà ancora irrisolta. Se il Governo italiano non vorrà seguire quanto proposto, come per esempio posticipare l’entrata di Campione nello spazio doganale europeo e italiano, ci saranno gravi conseguenze per i campionesi e per noi, che dovremo rivedere determinati accordi e risolvere la questione finanziaria”.
Tra i vari fronti ancora aperti non c’è soltanto Campione d’Italia, ma anche quell’accordo fiscale che da anni giace impolverato sui tavoli della politica. Dato per morto a più riprese ormai sono in pochi a crederci ancora. Tra di loro sicuramente non figura Norman Gobbi

http://teleticino.ch/il-tg/i-rapporti-saranno-piu-difficili-NI1648690

 

 

Il Governo sospende il progetto aggregativo Cevio-Rovana

Il Governo sospende il progetto aggregativo Cevio-Rovana

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, dando seguito alla richiesta dei comuni, ha deciso di sospendere il progetto di aggregazione dei comuni della Val Rovana con Cevio e di sciogliere la Commissione di studio istituita nel 2016. Questo, nell’attesa di poter verificare l’esistenza delle condizioni favorevoli a un accordo, dopo le comunali del 2020.
Nel luglio del 2016 il Consiglio di Stato ha ufficialmente dato avvio al progetto di aggregazione dei comuni della Val Rovana con Cevio, costituendo la Commissione di studio composta da rappresentanti dei municipi di Bosco Gurin, Campo Vallemaggia, Cerentino, Cevio e Linescio. La Commissione ha allestito un proprio rapporto nel 2018, sottoponendolo per esame preliminare alla Sezione degli enti locali.
Il Governo, preso atto dei contatti nel frattempo intercorsi tra la Commissione e il Dipartimento delle istituzioni, ha constatato che le richieste finanziarie formulate dalla Commissione sono sensibilmente distanti da quanto può essere ragionevolmente ipotizzato per questa aggregazione.
Pur con il riguardo – anche finanziario – che sempre è riconosciuto alle regioni discoste, come concretamente verificabile alla luce delle numerose aggregazioni realizzate, aspettative come quelle finora prospettate in questo caso sono del tutto inconciliabili con un realistico impegno cantonale. La procedura avviata nel luglio 2016 è pertanto sospesa e la Commissione di studio è sciolta, come peraltro richiesto dalla Commissione stessa.
Il Governo auspica che i futuri amministratori locali dei comuni del comprensorio possano attivare nuovamente la procedura sulla base di presupposti più attuabili, dopo il rinnovo dei poteri comunali del prossimo aprile 2020, ritenuto che il percorso aggregativo è in primo luogo nell’interesse delle comunità coinvolte e delle prospettive regionali nel contesto di oggi.

(immagine da www.cevio.ch)

Polizia cantonale: nominato il nuovo Capo Area della Gendarmeria

Polizia cantonale: nominato il nuovo Capo Area della Gendarmeria

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha nominato il cap Marco Zambetti, attuale responsabile del Reparto Giudiziario 2, alla funzione di nuovo Capo Area della Gendarmeria. Dal 1° gennaio 2020 subentrerà al tenente colonnello Decio Cavallini, che passerà al beneficio della pensione al termine della sua brillante carriera professionale nella Polizia cantonale.
Marco Zambetti, classe 1968, è entrato nel Corpo della Polizia cantonale nel 1989 e ha fatto parte della Gendarmeria sino al 1998. Dal 1. settembre 1998 opera in seno alla Polizia giudiziaria, area nella quale ha maturato una notevole esperienza, quale inquirente e responsabile, nel servizio antidroga e nei commissariati locali. Dal 1. dicembre 2010 è Ufficiale responsabile del Reparto giudiziario 2. Nel 2014 ha rivestito per 9 mesi, parallelamente alla sua attività professionale in seno alla Polizia cantonale, il ruolo di Direttore ad interim delle Strutture carcerarie Cantonali. Le competenze acquisite negli anni di servizio in ambito operativo, gestionale, di accompagnamento a importanti progetti legislativi e nella conduzione di svariate operazioni di Polizia, potranno costituire un sicuro valore aggiunto nel suo nuovo ruolo di Capo Area della Gendarmeria.
Il Consiglio di Stato formula i migliori auguri al neo nominato ed esprime i ringraziamenti più sentiti al tenente colonnello Decio Cavallini, che passerà al beneficio della pensione il prossimo 31 dicembre. Assunto in Polizia cantonale il 1. dicembre 1984 quale Ufficiale aggiunto con il compito di dirigere i Reparti speciali, Cavallini è stato in seguito responsabile della Sezione Comando, unità specializzata della Polizia cantonale. Dal marzo 1993 è stato promosso al grado di capitano e nel 1999 è stato chiamato a dirigere l’allora Gendarmeria del Sopraceneri. Dall’ottobre 2001 ha ricoperto la funzione di Capo di Stato Maggiore, dove ha diretto numerose e importanti operazioni di Polizia fino al 2003. Nell’ottobre 2005 è stato promosso al grado di maggiore e dal gennaio 2007 ricopre la funzione di Capo Gendarmeria. Nel gennaio 2012 è stato promosso al grado di Tenente colonnello. Attualmente ricopre pure la funzione di Presidente dei Capi Gendarmeria in seno al concordato romando di Polizia (RBT) e nell’arco della sua carriera è stato membro di diverse commissioni a livello nazionale.

Marco Zambetti

Italia, crisi sentita in Ticino

Italia, crisi sentita in Ticino

Da www.rsi.ch/news

Alcuni dossier aperti rimarranno in sospeso.
La collaborazione con la Lombardia può comunque continuare

La crisi italiana conclamata mercoledì con le dimissioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha ripercussioni anche in Ticino.
Alcuni dossier aperti tra Svizzera e Italia rimarranno dunque in sospeso. In particolare, quello legato all’accordo fiscale sui frontalieri. “Questa interruzione della continuità verso Roma da parte del Governo lombardo sicuramente interrompe anche questi passi che si erano compiuti su questo fronte, ma anche su altri, penso in particolar modo anche all’altro dossier che è molto caldo, perché non è sul confine, ma proprio all’interno del nostro territorio che è il caso di Campione d’Italia sul quale c’eravamo più volte confrontati con loro”, ha sottolineato il consigliere di Stato Norman Gobbi.
Ma non ci sono solo notizie negative, la collaborazione con il Governo lombardo, che non decade con quello centrale, continua, ha affermato Gobbi. “L’importate per noi è continuare a lavorare con la regione Lombardia e risolvere i problemi puntuali nell’ambito delle nostre competenze, ma di continuare anche a lavorare nella risoluzione di oggetti, che non sono nostre competenze, ma che vorremo sottoporre ai rispettivi Governi nazionali”.

Il Canton Ticino alla Fête des Vignerons 2019

Il Canton Ticino alla Fête des Vignerons 2019

Comunicato stampa

Il Ticino si appresta a vivere da protagonista l’edizione 2019 della Fête des Vignerons: sabato 27 luglio a Vevey (VD) è infatti in programma la giornata speciale dedicata al nostro Cantone. Per l’occasione sono state ideate numerose attività, che culmineranno in una parata con circa 600 persone attraverso la città, per giungere nei pressi dell’arena allestita direttamente sul lago Lemano.
Il 27 luglio 2019 il Cantone Ticino parteciperà alla prossima edizione della Fête des Vignerons con una «Giornata cantonale», i cui contenuti sono stati anticipati nel corso della conferenza stampa lo scorso 13 maggio. Il Consiglio di Stato, con questa presenza ufficiale, omaggerà la tradizione identitaria svizzera e renderà onore al contributo ticinese a questo grande evento: come noto, il regista Daniele Finzi Pasca ha creato, con Julie Hamelin Finzi, lo spettacolo al quale ruota la Fête des Vignerons 2019, del quale sarà anche regista.
Il nostro Cantone sarà rappresentato a Vevey da una delegazione istituzionale, mentre Ticino Turismo proporrà diverse attività di promozione del nostro territorio all’interno di uno spazio espositivo, con momenti folcloristici e musicali e un ampio spazio dedicato al settore vitivinicolo ticinese. Anche l’associazione Ticinowine sarà presente, all’interno del padiglione nazionale di Swiss Wine. Va infine ricordata l’iniziativa della rassegna gastronomica «Sapori Ticino», che ha creato la «Maison Ticino» nella quale saranno proposte alcune eccellenze culinarie del nostro territorio.

Premio “Comune innovativo 2020”: 12 comuni in concorso con 21 progetti

Premio “Comune innovativo 2020”: 12 comuni in concorso con 21 progetti

Comunicato stampa congiunto DECS/DI

Il 30 giugno 2019 si è conclusa la fase di raccolta delle candidature dell’edizione 2020 del premio “Comune innovativo”. Al concorso hanno preso parte 12 Comuni ticinesi che hanno presentato un totale di 21 progetti nelle due sezioni previste dalla competizione, ovvero “Comunità SMART” e “Innovazioni in Comune”. La proclama-zione dei vincitori avverrà nel mese di febbraio del 2020.
La Sezione degli enti locali (SEL) e l’Istituto della formazione continua (IFC), in collabora-zione con l’Ordine degli ingegneri e degli architetti del Cantone Ticino (OTIA), esprimono soddisfazione per il buon interesse dimostrato dagli enti locali al concorso “Comune inno-vativo”. Sono stati infatti 21 i progetti presentati da 12 Comuni ticinesi: nello specifico 13 candidature sono state inoltrate nella sezione generale “Innovazioni in Comune” (rivolta ai progetti organizzativi) mentre 8 iniziative sono state invece proposte nella sezione “Comu-nità SMART” (dedicata all’utilizzo delle nuove tecnologie).
La buona adesione alla competizione testimonia l’impegno costante dei Comuni ticinesi nel cercare di trovare soluzioni innovative per soddisfare i bisogni della comunità e al con-tempo conferma la sensibilità delle realtà locali nell’identificare progetti all’avanguardia per assolvere i propri compiti istituzionali e migliorare la propria organizzazione.
I vincitori del concorso saranno decretati in occasione della seconda edizione del Simposio Cantone-Comuni che avrà luogo nel corso del mese di febbraio del 2020.

Elenco dei progetti candidati al premio “Comune innovativo”

 

 

Titolo

Comune

Sezione del concorso

Comunità SMART

Innovazioni in Comune

1 Incentivare il ripopolamento Acquarossa

 

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2 Pubblicazione su Acquarossa Acquarossa  

X

3 Aula nel Bosco Bioggio  

X

4 Bar baretto nel Parco Bioggio  

X

5 Servizio di trasporto dedicato alle persone anziani per l’aiuto alla spesa Bioggio  

X

6 Sportello zanzara tigre Bioggio  

X

7 Re-innovation for re-population Blenio, Acquarossa  

X

8 Sportello lavoro Cadenazzo  

X

9 Apiario didattico Capriasca  

X

10 Lugaggia Innovation Community Capriasca

X

 
11 Record management e archiviazione elettronica Locarno  

X

12 Piattaforma eGov Lugano  

X

13 Rinnovo scuola elementare Massagno

X

X

14 Revisione immagine turistica Melide

X

 
15 SmartxME Mendrisio

X

 
16 SoernGO Sorengo  

X

17 App Comune di Stabio Stabio

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18 Archiflow Stabio

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19 Instagram Stabio

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20 Sportello elettronico Stabio

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21 Ufficio eneregia Stabio  

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