Comuni e Cantone costruiscono il “Ticino 2020” insieme

Comuni e Cantone costruiscono il “Ticino 2020” insieme

Le considerazioni dopo la nascita di Tresa

Eppur si muove… La grande riorganizzazione istituzionale/territoriale dei Comuni prosegue. Proprio questa settimana il Gran Consiglio ha approvato l’aggregazione dei Comuni di Croglio, Monteggio, Ponte Tresa e… Sessa con la creazione del nuovo comune di Tresa. Storia un po’ particolare quella di questa fusione, con il voto consultivo del dicembre 2018 che aveva visto i cittadini di Sessa dire no al progetto, la conseguente decisione del Governo che coerentemente ha proposta una fusione solo con i tre Comuni che avevano votato sì, la petizione lanciata a Sessa che chiedeva invece di rientrare nel nuovo Comune di Tresa e la successiva scelta del Gran Consiglio – che in ultima analisi decide sulle aggregazioni – di includere Sessa, per un’aggregazione in forma coatta, ma forte delle numerosissime firme raccolte dalla petizione.
Ci avviciniamo così a grandi passi al numero di 100 Comuni in Ticino, quando due decenni fa si era partiti da 245! Sullo sfondo poi vi è il Piano cantonale delle aggregazioni, che prefigura una serie di scenari “ma che potranno vedere la luce – sottolinea il capo del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – solo se dal basso, ossia tra la cittadinanza interessata, verrà dato l’impulso per intraprendere nuove forme di aggregazioni tra Comuni. Un’impostazione dalla quale il Dipartimento delle istituzioni e il Consiglio di Stato non vogliono transigere, coscienti che il successo per una nuova realtà istituzionale che dovesse nascere sta nel convinto sostegno e dunque impegno dei cittadini coinvolti. Solo se davvero si crede nella bontà di una proposta e nelle opportunità che potrebbero vedere la luce, un’aggregazione porterà ad avere Comuni attivi e dinamici”.
Comuni forti, autonomi e propositivi, come quelli che già sono nati e come quelli che ancora mantengono un buon potenziale, sono alla base di una più ampia riorganizzazione e suddivisione dei compiti tra Cantone e Comuni, in quella riforma che viene denominata Ticino 2020. “Stiamo definendo questa riforma in stretta collaborazione con i Comuni – e qui voglio sottolineare l’ottimo rapporto instaurato tra le parti. Il principio su cui poggia Ticino 2020 e quello di affidare al livello istituzionale più confacente (Comuni o Cantone) i compiti e dunque anche le risorse per svolgere nel miglior modo i servizi che il cittadino richiede, utilizzando al meglio le risorse finanziarie a disposizione. Un’analisi a 360 grandi che rende dinamico – e non vissuto solo a parole – il nostro federalismo. Un lavoro appassionante per le visioni che apporta, ma anche per il certosino impegno necessario a tradurre nella realtà queste visioni.”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Visita di cortesia dell’Ambasciatore d’Italia a Berna

Visita di cortesia dell’Ambasciatore d’Italia a Berna

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha incontrato oggi a Palazzo delle Orsoline il nuovo Ambasciatore della Repubblica Italiana a Berna, Silvio Mignano, accompagnato dal Console generale a Lugano Mauro Massoni e dal Primo Segretario e Responsabile per il settore economico e commerciale, Vincenzo Savina.
La visita ufficiale ha permesso una prima presa di contatto fra il Governo ticinese e l’Ambasciatore Silvio Mignano, entrato in carica lo scorso mese di giugno.
Nel corso dell’incontro sono state affrontate alcune questioni ritenute prioritarie nell’ambito delle relazioni tra Svizzera e Italia come la situazione di Campione d’Italia e l’accordo sulla fiscalità dei lavoratori frontalieri.

Tresa, il nuovo Comune che segna un confine

Tresa, il nuovo Comune che segna un confine

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 16 ottobre 2019 del Corriere del Ticino

Il Gran Consiglio ha dato il via libera all’aggregazione a quattro nonostante il voto negativo di Sessa, ribaltato da una petizione. Non era mai successo.
Una fusione coatta, ma «sui generis». Così è stata definita in Parlamento l’aggregazione nel nuovo Comune di Tresa anche di Sessa, dove la votazione consultiva per l’unione con Croglio, Monteggio e Ponte Tresa aveva dato esito negativo per una manciata di voti. Ma alla fine una petizione sottoscritta dai cittadini ha avuto un ruolo decisivo nel cambiare il risultato.
Il deputato Omar Balli ha sottolineato: «È una primizia nel panorama delle aggregazioni».

Sessa può abbracciare Tresa
Gran Consiglio decreta la nascita della nuova realtà istituzionale includendo il paese che alle urne aveva detto no. È stata decisiva anche la petizione raccolta dopo la vittoria dei contrari – Adesso in Ticino il Comune più piccolo per estensione è Muralto

C’è stato un battesimo ieri a Palazzo delle Orsoline. Il Gran Consiglio ha dato il via libera alla costituzione del Comune di Tresa, che unirà Croglio, Monteggio, Ponte Tresa e Sessa. Malgrado il voto popolare negativo di Sessa, che ha portato a un’aggregazione coatta, il Parlamento ha accettato la fusione a quattro con 69 sì, 5 no e 14 astenuti. Ad aver annunciato parere positivo sono stati Lega, PLR, PS e Verdi, mentre il PPD si è diviso fra favorevoli e astenuti. No di Più Donne. Ad aprire la discussione è stato Omar Balli (Lega), relatore del rapporto della Commissione Costituzione e leggi, che ha proposto l’aggregazione a quattro. «La maggioranza dei cittadini del comprensorio ha votato a favore e Croglio e Monteggio hanno detto sì pur sapendo che per loro il moltiplicatore d’imposta sarebbe aumentato dall’80% all’85%. Non è da tutti». Questo per dire che il consenso per il progetto di fusione era forte, nonostante il voto negativo di Sessa». Un responso infausto a cui però, ha concluso Balli, «è seguita una petizione pro aggregazione che ha raccolto il 55% degli iscritti a catalogo, cifra che supera i voti contrari nella votazione consultiva: una primizia per le aggregazioni».

«Coatta, ma sui generis»
Dunque è stata una fusione coatta ma «sui generis», come ha ricordato Marco Bertoli (PLR). «L’autodeterminazione è un valore fondamentale, ma non inalienabile. In talune circostanze è giusto privilegiare un bene superiore. La soluzione a quattro ha un pregio maggiore di quella a tre». Invece il PPD al momento del voto si è diviso. Maurizio Agustoni ha affermato che «il nostro partito è convinto della bontà del progetto. Però siamo contrari a qualsiasi fusione coatta per ragioni diverse dall’impossibilità di un Comune di continuare a camminare sulle proprie gambe, che non è il caso di Sessa. Tuttavia da sollecitazioni raccolte sul territorio, abbiamo maturato la convinzione che c’è un sufficiente consenso». Quanto al parere del PS, Nicola Corti ha sostenuto che «questa fusione lascia aperta una possibilità di scelta a chi oggi non sa barcamenarsi per il futuro, cioè le autorità di Astano».

«Garantiremo buoni servizi»
Secondo il democentrista Piero Marchesi, che è anche il sindaco di Monteggio e il principale referente politico del progetto aggregativo, «Tresa saprà garantire buoni servizi, un’amministrazione preparata e una prossimità che, grazie agli sportelli e alle commissioni di quartiere, porterà questi servizi alla popolazione, di cui sapremo cogliere le esigenze».

La medusa di Stephani
Il progetto ha avuto il sostegno anche dei Verdi, espresso in modo irrituale da Andrea Stephani, che ha mostrato la foto di una caravella portoghese. «È una sorta di medusa, che in realtà è un sifonoforo, ovvero non un solo animale, bensì quattro organismi diversi, specializzati e necessari alla sopravvivenza del super individuo». Il parallelismo con Tresa è evidente. Avrà quattro poli (Croglio scuola, Ponte Tresa istituzioni, Monteggio cura del territorio, Sessa cultura e svago). Più Donne invece, per bocca di Tamara Merlo, ha espresso un voto negativo alla fusione coatta, pur sostenendo che avrebbe accettato la proposta del Governo, ovvero la fusione a tre. Ciò nondimeno proprio il consigliere di Stato Norman Gobbi ha ricordato che «comunque il progetto a quattro è nato dal basso, dalla popolazione e non dal Cantone. Inoltre il Tribunale Federale ha confermato che il Gran Consiglio in materia di aggregazioni ha un ampio margine discrezionale, a differenza del Governo».

Si sposta un primato
La nascita di Tresa riduce di tre il numero di Comuni ticinesi (attualmente sono 115). Oltre a ciò, va ricordato che Ponte Tresa era il Comune più piccolo del Ticino per estensione territoriale (0,41 kmq). Il primato ora passa a Muralto (0,62 kmq).

Incontro annuale tra i Governi cantonali di Ticino e Uri

Incontro annuale tra i Governi cantonali di Ticino e Uri

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha incontrato ieri, martedì 1. ottobre 2019, il Consiglio di Stato del Canton Uri. La riunione annuale fra i due Governi ha permesso di affrontare alcuni argomenti di comune interesse nell’ambito dei trasporti, dell’energia, della cultura e della formazione.

Il «Dazio Grande» di Prato (Leventina), ha ospitato ieri pomeriggio il tradizionale incontro di lavoro tra i Consigli di Stato dei Cantoni Ticino e Uri.
I due Governi – sotto la guida del Presidente Christian Vitta e del Landamano Roger Nager – si sono confrontati su numerosi temi di comune interesse.
Sono in particolare state affrontate questioni di attualità nell’ambito dei trasporti, dell’energia, della cultura e della formazione.
Al termine dell’incontro di lavoro, i due Esecutivi hanno poi raggiunto la pista di ghiaccio della Valascia per assistere al primo derby stagionale tra l’Hockey club Ambrì Piotta e l’Hockey club Lugano.

Il Governo fissa il moltiplicatore d’imposta 2019 di Astano

Il Governo fissa il moltiplicatore d’imposta 2019 di Astano

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha fissato d’ufficio il moltiplicatore d’imposta del Comune di Astano per l’anno 2019 al 130%. Questa decisione annulla di fatto la risoluzione dell’Assemblea comunale del 27 maggio 2019 che si era invece determinata a favore di un moltiplicatore d’imposta pari al 100%. L’intervento del Cantone si è reso necessario in ragione del mancato rispetto della LOC da parte dell’Assemblea di Astano e per evitare il dissesto finanziario di una realtà comunale in evidente difficoltà.
Il Comune di Astano versa in una situazione finanziariamente critica, frutto di una serie di disavanzi che lo hanno condotto ad erodere interamente il capitale proprio. In base a quanto stabilito dalla Legge organica comunale (art. 178 cpv. 2 LOC), l’Assemblea comunale avrebbe dovuto aumentare di conseguenza il moltiplicatore di imposta. Non avendo dato seguito, a tre riprese, a questo obbligo, è toccato al Consiglio di Stato, in base al capoverso 3 dell’art. 178 LOC, sostituirsi al Legislativo comunale e fissare il moltiplicatore di Astano per il 2019 al 130%, soluzione di compromesso tra quanto votato dal Legislativo di Astano (100%) e il moltiplicatore aritmetico necessario per chiudere in pareggio i conti del comune alla fine del 2019 (160%).
La norma in questione è in vigore dal 1.1.2017 ed è specificata dall’art. 29 del Regolamento sulla gestione finanziaria e sulla contabilità dei comuni (RGFCC). Essa si prefigge di recuperare in 4 anni il capitale proprio negativo di un comune, evitando una spirale di risultati che potrebbero portare al dissesto finanziario. Il Consiglio di Stato confida non di meno che i comuni abbiano a reagire con misure adeguate ben prima che il capitale proprio sia del tutto esaurito.
Nel caso di Astano, il Governo valuta come la situazione sia in definitiva di carattere strutturale, risolvibile in modo definitivo da un processo di aggregazione del Comune. In tal senso confida che il Municipio di Astano intraprenda prioritariamente i passi necessari in questa direzione, l’unica che potrebbe garantire un futuro istituzionale adeguato al Comune malcantonese. In quest’ottica il Governo si impegnerà nei prossimi mesi a incentivare la procedura aggregativa con gli strumenti a sua disposizione.

(immagine: www.astano.ch)

Terrorismo: via il passaporto al reclutatore

Terrorismo: via il passaporto al reclutatore

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 12 settembre 2019 del Corriere del Ticino

La Segreteria di Stato della migrazione ha revocato la cittadinanza all’agente di Argo 1 accusato di proselitismo.
È la prima volta che accade in Svizzera – Era stato condannato per aver favorito due foreign fighter del Luganese.

Per la prima volta la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha revocato il passaporto svizzero a un uomo condannato per legami con il terrorismo islamico. E non è una persona qualunque: si tratta infatti dell’ex agente di sicurezza della Argo 1, Ümit Y., conosciuto anche come «il reclutatore». Classe 1984 e cittadino svizzero di origine turca con la doppia nazionalità, nel 2017 l’uomo è stato dichiarato colpevole dal Tribunale penale federale di Bellinzona per violazione della legge che vieta i gruppi terroristici Al Qaeda ed ISIS. Un caso questo senza precedenti in Ticino e che non aveva mancato di suscitare clamore scoperchiando una realtà che, fino ad allora, si pensava risparmiasse il nostro territorio. Una realtà fatta di proselitismo, di giovani luganesi convertiti all’estremismo islamico e foreign fighter che dal nostro cantone raggiungevano l’Iraq o la Siria pronti a morire per la jihad sotto le bombe della coalizione internazionale.

Una visione radicale
Il caso era scoppiato il 22 febbraio 2017 quando Ümit Y. era stato arrestato a Lugano, in un blitz che aveva impiegato una centinaia di agenti. Finito davanti alla Giustizia, l’uomo è stato riconosciuto colpevole di proselitismo per il Fronte al-Nusra (affiliato ad Al Qaeda), nonché di aver inneggiato alla jihad e aver aiutato due foreign fighter a raggiungere il Medio Oriente. Azioni che avevano portato i giudici a emettere una condanna di 2 anni e mezzo, di cui 6 mesi da scontare. Al momento del processo, però, l’uomo aveva già scontato 6 mesi in carcere e dopo pochi giorni dalla sentenza era di nuovo a piede libero. Due, come detto, i principali atti di accusa. Da un lato in merito all’attività di proselitismo durante la quale avrebbe trasmesso la sua visione radicale dell’Islam. Numerosi i casi emersi durante il processo a Bellinzona: in un’occasione una donna di Como gli aveva chiesto l’approvazione per partire a combattere mentre un’altra persona avrebbe espresso la medesima volontà. Un terzo uomo sarebbe invece passato da una visione moderata a una radicale. Più complesso il discorso riguardante il supporto fornito a due foreign fighter mai tornati dal fronte: Oussama Khachia (il «jihadista di Pregassona», dato per morto in Siria) e Ylan B. (un 26.enne di Molino Nuovo morto in Iraq nel 2015). Ümit Y. avrebbe ospitato per due giorni Oussama e la moglie nella casa in Turchia, facendo sembrare la trasferta una vacanza tra coniugi per confondere le acque. A Ylan invece, l’ex agente di sicurezza avrebbe fornito indicazioni sui mezzi pubblici per raggiungere il fronte, consegnandogli 100 franchi.

«Condotta di grave pregiudizio»
Un caso intricato insomma, che ha però un finale chiaro: la revoca della cittadinanza svizzera. Un passo, questo, che la Segreteria di Stato della migrazione può compiere nei confronti di «una persona che possiede anche la nazionalità di un altro Stato e qualora la sua condotta sia di grave pregiudizio agli interessi, e quindi alla sicurezza, della Svizzera», si legge in una nota della SEM. Gravi crimini commessi appunto nel quadro di attività terroristiche o di estremismo violento. Nel caso specifico, la SEM «ritiene che i suddetti requisiti siano soddisfatti, come testimonia il lungo periodo da passare dietro le sbarre inflitto all’uomo. Questi, insieme al passaporto, perde anche la cittadinanza cantonale e comunale».

«Decisione determinante»
Una decisione che il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi ha commentato su Facebook: «Il Consiglio di Stato, su proposta del mio Dipartimento, ha dato seguito alla proposta della SEM per la revoca della cittadinanza svizzera, cantonale e comunale di una persona condannata in via definitiva per appartenenza ad un’organizzazione terroristica. La decisione del Cantone Ticino – secondo la recente modifica legislativa – è infatti stata vincolante e determinante al passo compiuto dalla SEM, il primo mai avvenuto a livello elvetico». La decisione non è ancora passata in giudicato e l’uomo ha dunque la possibilità di ricorrere dinanzi al Tribunale amministrativo federale. In giugno, il Consiglio federale aveva affermato che una decina di binazionali sospettati di aver partecipato all’estero ad attività nell’ambito del terrorismo erano stati identificati. V.M.

Segretari giudiziari anche in aula

Segretari giudiziari anche in aula

Servizio all’interno dell’edizione di mercoledì 11 settembre 2019 di TG di Teleticino

http://teleticino.ch/il-tg/non-e-un-cerotto-YN1690515

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Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 12 settembre 2019 de La Regione

Dal governo il messaggio definitivo per il pp in più.
Maggiori competenze ai collaboratori dei magistrati Potenziamento del Ministero pubblico: sulle misure ora la parola al Gran Consiglio

Spetta ora al Gran Consiglio pronunciarsi sui provvedimenti per rafforzare organico e azione della Procura. Conclusasi intorno alla metà di agosto la consultazione sulle misure proposte dal Dipartimento istituzioni, il Consiglio di Stato ha varato ieri il messaggio definitivo. Confermando, spiega il governo stesso in una nota, gli elementi principali del potenziamento del Ministero pubblico prospettati dalla bozza di messaggio che il Dipartimento aveva sottoposto al parere del Consiglio della magistratura, degli uffici giudiziari, della Polizia cantonale e dell’Ordine degli avvocati. Ossia: un procuratore pubblico in più, da inserire nel gruppo di pp impegnato nelle inchieste sui reati economico-finanziari, e l’assegnazione di competenze decisionali ai segretari giudiziari, stretti collaboratori dei magistrati inquirenti, per quel che concerne il cosiddetto penale minore. Con una novità, che è frutto della consultazione: nell’ambito dei procedimenti contravvenzionali e previa autorizzazione del procuratore generale, i segretari giudiziari dovrebbero poter non solo emanare decreti d’accusa o di abbandono, ma anche – aggiunge l’Esecutivo nel messaggio appena licenziato – “rappresentare il Ministero pubblico nelle sedi giudiziarie competenti”. Dovrebbero dunque poter, ad esempio, sostenere l’accusa in tribunale (Pretura penale) in caso di opposizione o redigere ricorsi.
Tutto questo parlamento permettendo, dato che il passaggio da ventuno procuratori – pg compreso – a ventidue e l’attribuzione di competenze decisionali ai segretari giudiziari richiedono una modifica della Legge sull’organizzazione giudiziaria. Prima di approdare al plenum del Gran Consiglio, il messaggio verrà esaminato e discusso dalla commissione Giustizia e diritti.

‘Continuità nella gestione delle procedure delegate’
Tornando ai possibili futuri compiti dei segretari giudiziari, l’obiettivo, sottolinea il governo nel messaggio, è di “sgravare i procuratori pubblici dalla responsabilità dei procedimenti contravvenzionali di natura bagatellare per i quali la pena comminata è esclusivamente la multa”. Questi procedimenti “costituiscono circa il 10 per cento delle entrate annuali del Ministero pubblico (pari a circa 1’200 incarti), casistica di competenza in particolare della Sezione di polizia”, ovvero della squadra di pp dedita alle inchieste su tutti gli illeciti non finanziari. Il governo propone pertanto di conferire al procuratore generale “la facoltà di autorizzare singoli segretari giudiziari – solo quindi quelli che saranno ritenuti idonei – ad assumersi la responsabilità dei procedimenti esclusivamente contravvenzionali, in luogo dei rispettivi procuratori pubblici”. Singoli segretari, poiché, scrive il Consiglio di Stato, “non tutti i segretari giudiziari, per assenza di specifica formazione (accademica), potranno infatti essere autorizzati dal procuratore generale ad agire autonomamente”.
Insomma, il nuovo articolo di legge confezionato dal governo “permetterà a singoli segretari giudiziari di dirigere il procedimento penale nei casi contravvenzionali e meglio: condurre le indagini, trasmettere le citazioni, emanare i decreti di non luogo a procedere, sospendere o abbandonare il procedimento penale, emanare i decreti d’accusa, promuovere l’accusa”. E, per l’appunto, “rappresentare il Ministero pubblico nelle sedi giudiziarie competenti, redigere atti ricorsuali, risposte, osservazioni a reclami ecc.”. Nel messaggio si sottolinea che “l’estensione della delega alla rappresentanza del Ministero pubblico nelle sedi giudiziarie competenti a giudicare l’eventuale impugnativa derivante da una decisione di archiviazione del procedimento contravvenzionale (tramite decreto di non luogo a procedere, decreto d’abbandono o di sospensione) o di opposizione a un decreto d’accusa, discende dall’evidente opportunità di continuità nella gestione delle procedure delegate, nell’ottica di una gestione efficiente ed efficace del procedimento”. Secondo il Consiglio di Stato “appare difatti evidente la necessità che a seguire l’incarto sia la persona che lo ha istruito sin dal principio, piuttosto che indurre un procuratore pubblico a riprenderlo, con un dispendio di tempo e risorse non trascurabile”. A questi segretari giudiziari, osserva dal Dipartimento istituzioni la responsabile della Divisione giustizia Frida Andreotti, «si darebbe così anche la possibilità di crescere professionalmente». Afferma il direttore del Dipartimento Norman Gobbi: «Ho preso atto con soddisfazione del fatto che il pg Andrea Pagani ha nel frattempo introdotto un sistema di monitoraggio del lavoro dei singoli procuratori e questo per una gestione efficace dell’ufficio».

Polo aviatorio della Riviera, luce verde da Berna

Polo aviatorio della Riviera, luce verde da Berna

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 11 settembre 2019 de La Regione

Luce verde dalla Confederazione sulla prevista trasformazione dell’aerodromo di Lodrino da militare a civile con la creazione del Polo tecnologico dell’aviazione della Riviera (Pavir). Come riportato ieri dal ‘CdT’ online, Armasuisse con una lettera inviata nei giorni scorsi ha accolto quasi tutte le richieste inviatele lo scorso inverno dal Municipio di Riviera allora guidato da Raffaele De Rosa poi eletto in Consiglio di Stato e al quale è poi subentrato il vicesindaco Alberto Pellanda. Il quale ieri ha incontrato una delegazione del Consiglio di Stato formata dal presidente del governo Christian Vitta e dal ministro delle Istituzioni Norman Gobbi accompagnati da diversi funzionari. La lettera giunta da Berna consente ora a Cantone e Comune di affrontare le fasi successive per la concretizzazione del Pavir. Da una parte il Municipio – che lo scorso marzo ha già ottenuto dal Consiglio comunale lo stanziamento di 220mila franchi necessari alla costituzione della Riviera Airport Sa chiamata a gestire il polo – dovrà chiedere al Cc i 910mila franchi già indicati per poter esercitare il diritto di superficie valido 99 anni (Berna ha escluso, ricordiamo, la vendita). Dall’altra il CdS chiederà al Gran Consiglio di confermare l’annunciato aiuto cantonale pari a 3 milioni: 2,6 serviranno a finanziarie adeguamenti infrastrutturali e manutenzioni straordinarie degli immobili; 520mila franchi saranno destinati alla trasformazione da militare in civile. Il Municipio nella sua lettera di febbraio aveva caldeggiato la riduzione del tasso d’interesse dal 3 al 2,5%; richiesta respinta ma siccome il valore dello scalo col passare del tempo si è notevolmente abbassato, l’interesse annuo non sarà di 67mila franchi ma di 33mila; confermato inoltre che i primi cinque anni saranno gratuiti, che dal quinto al decimo anno il prezzo sarà dimezzato e che dopo il primo decennio di attività le parti potranno disdire il contratto qualora il Polo non dovesse risultare finanziariamente sano. Interpellato dalla ‘Regione’, il sindaco Pellanda si dice fiducioso: «Ruag ha confermato di rimanere qui e le ditte presenti anche. Altre hanno già dimostrato interesse e inoltre s’insedierà il Centro di competenza per droni, lo Swiss Drone Base Camp».

Licenziato il Messaggio di potenziamento del Ministero pubblico

Licenziato il Messaggio di potenziamento del Ministero pubblico

Comunicato stampa

Nella seduta odierna, il Consiglio di Stato ha licenziato il Messaggio volto al potenziamento del Ministero pubblico con un/a procuratore pubblico ordinario/a supplementare e all’estensione delle competenze decisionali attribuite ai segretari giudiziari. Misure tese a rispondere alle esigenze della Magistratura, nell’ottica della garanzia del buon funzionamento della giustizia penale cantonale.
Il Governo – a seguito della procedura di consultazione svoltasi nel corso dell’estate – ha confermato il principio di potenziamento del Ministero pubblico con un/a procuratore pubblico ordinario/a supplementare, licenziando il rispettivo Messaggio governativo di modifica della Legge sull’organizzazione giudiziaria. La proposta governativa – che recepisce le indicazioni del procuratore generale circa l’importante evoluzione dell’attività nel settore economico-finanziario e la relativa complessità di trattazione degli incarti – verte sull’attribuzione al Ministero pubblico di un/a procuratore pubblico ordinario/a supplementare che andrà a supportare l’attività della Magistratura inquirente nel contesto dei reati economico-finanziari. Il/la procuratore pubblico aggiuntivo/a sarà coadiuvato/a da un/a segretario/a giudiziario/a e da un/a collaboratore/trice con compiti amministrativi, che andranno quindi a costituire una nuova “colonna” all’interno del Ministero pubblico.
Nel Messaggio è parimenti confermata la proposta di estensione delle competenze decisionali attribuite ai segretari giudiziari del Ministero pubblico, segnatamente nell’ambito delle contravvenzioni. Una proposta che mira a sgravare l’attività dei procuratori pubblici, attivi in particolare nella sezione di polizia, responsabilizzando i loro stretti collaboratori giuristi. Spetterà al procuratore generale autorizzare puntualmente l’estensione delle competenze nei confronti dei segretari giudiziari.
Queste misure, rammentiamo, sono accompagnate da alcuni interventi puntuali. Tra questi si richiama la decisione del Governo che a inizio luglio ha potenziato il Ministero pubblico con tre segretari giudiziari aggiuntivi, direttamente attribuiti al procuratore generale. Essi supporteranno l’attività dell’autorità giudiziaria in particolar modo nel settore dei reati economico-finanziario, rispondendo altresì anche all’introduzione della nuova figura del perito contabile presso l’Ufficio dei fallimenti, contestualmente alla lotta contro gli abusi fallimentari.
Il potenziamento complessivo del Ministero pubblico si aggiunge ai potenziamenti decisi negli scorsi mesi dal Consiglio di Stato per quanto attiene all’organico del Tribunale di appello in particolare, a dimostrazione della volontà del Governo – e per esso del Dipartimento delle istituzioni – di fornire una risposta chiara alle esigenze della Magistratura, nell’ottica della garanzia del buon funzionamento della giustizia cantonale.

Imposta di circolazione: “Aumento contenuto per le auto più vecchie”

Imposta di circolazione: “Aumento contenuto per le auto più vecchie”

Da www.ticinonews.ch

Il direttore del DI ha spiegato la nuova formula. “Pensata per favorire le automobili a basso impatto ambientale”

Come noto, lo scorso mese di giugno il Consiglio di Stato ha approvato il nuovo sistema di calcolo per l’imposta di circolazione. L’intenzione del Governo, tenendo conto delle tempistiche legate all’iter parlamentare e all’evasione delle iniziative popolari penenti (l’invito dell’Esecutivo è quello di considerare il nuovo testo di legge come controprogetto all’iniziativa “Per un’imposta di circolazione più giusta” e di respingere invece l’iniziativa “Gli automobilisti non sono bancomat”, ndr), è di potere applicare il nuovo sistema di calcolo a partire dal 1. gennaio 2020. 
La formula di calcolo, lo ricordiamo, prevede la somma della massa a vuoto del veicolo moltiplicata per un coefficiente fisso pari a 0.11 e delle emissioni di CO2 moltiplicate per un coefficiente variabile.
Nel frattempo è però montata la polemica su un’imposta che andrebbe a colpire nel portafogli i proprietari di auto vecchie e poco potenti. Polemica che ha spinto il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi a prendere posizione sul tema.
“Il nuovo calcolo per l’imposta di circolazione delle automobili nasce con molteplici obiettivi, tra cui figura quello della semplificazione della formula, la volontà di creare una base di calcolo più solida e prevedibile, favorire le automobili a basso impatto ambientale e soprattutto eliminare quelle grandi differenze di importo che, in alcuni casi, penalizzavano fortemente determinate tipologie di vetture nel confronto con gli importi pagati in altri Cantoni”, ha ribadito in un post su Facebook.
Gobbi ha in seguito spiegato che le automobili più datate sono, “come prevedibile in virtù del progresso tecnologico”, maggiormente inquinanti rispetto agli stessi modelli sviluppati e commercializzati in tempi più recenti.
“La crescente sensibilità ecologica ha visto tutti gli attori concordi nel considerare le emissioni (il CO2) quali criterio principale per il calcolo della nuova imposta di circolazione. Alcune automobili, in particolare le più recenti e meno inquinanti, vedranno quindi ridursi l’imposta di circolazione rispetto al metodo di calcolo attuale, il tutto per favorire – nella scelta di un’automobile – l’acquisto di un modello o di una motorizzazione maggiormente rispettosa dell’ambiente”.
“Ovviamente nell’elaborazione della nuova formula abbiamo rilevato che alcune automobili più datate sarebbero state confrontate con un incremento dell’imposta di circolazione – ha proseguito – Tuttavia un rapido confronto tra modelli equivalenti ma distanti tra loro anche oltre una decina d’anni ha messo in evidenza che la differenza d’importo annuale tra gli stessi si assesta di regola a non più di qualche centinaio di franchi”.
“L’aumento delle vetture più anziane, che in alcuni casi arriva appunto a qualche decina di franchi al mese (ma sono anche molti i casi in cui l’importo resta pressoché invariato o, addirittura, diminuisce), non è tale da “costringere” i proprietari di vetture più datate a cambiarle con una vettura più nuova (e del resto la differenza di valore tra una vettura con oltre dieci anni a una “nuova” non giustificherebbe tale scelta e da un punto di vista economico). La nuova formula è invece stata pensata affinché, qualora un conducente si trovi confrontato nella scelta di acquisto per una vettura, indipendentemente dal valore e dall’età dell’auto, venga incentivato nell’acquisto di quella più rispetto dell’ambiente”, ha concluso il Consigliere di Stato.