Tradizione: A Vevey si parlerà anche dialetto

Tradizione: A Vevey si parlerà anche dialetto

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 14 maggio 2019 del Corriere del Ticino

Il canton Ticino sarà ospite d’onore il 27 luglio alla Fête des vignerons con uno spettacolo firmato Daniele Finzi Pasca
Il regista: «Esibizione ricca di emozioni e magia»
Norman Gobbi: «Evento eccezionale che omaggia la nostra storia»

Il Ticino è pronto a scrivere un pezzo di storia. Il 27 luglio il nostro cantone sarà infatti ospite d’onore alla Fête des vignerons, la manifestazione patrimonio dell’UNESCO che dal 1797 celebra il settore vitivinicolo e che ogni 25 anni anima la cittadina di Vevey, nel canton Vaud, attirando oltre mezzo milione tra appassionati e curiosi. «È un evento eccezionale e per il Ticino è un onore poter prendere parte a una manifestazione che omaggia la tradizione e la storia della Confederazione», ha rimarcato il vicepresidente del Governo Norman Gobbi. Una presenza rossoblù che, nell’ambito dei festeggiamenti in programma dal 18 luglio all’11 agosto, metterà in evidenza «l’amore del nostro cantone per il suo territorio e l’importanza di prendersi cura della propria terra», ha continuato il direttore delle Istituzioni sottolineando come «quest’amore passa anche dal saper coniugare tradizione e innovazione».

Dietro l’atmosfera
Ma questa 12. edizione della Fête des vignerons vedrà il nostro cantone giocare un ruolo ancor più importante. Sì perché lo spettacolo che contraddistingue la manifestazione porta la firma di uno dei maggiori artisti ticinesi: Daniele Finzi Pasca. «Racconteremo il lavoro di quegli uomini che, per tutto l’anno, si impegnano per far crescere la vigna in una rappresentazione ricca di emozione e magia», ha spiegato il regista che non ha voluto svelare troppo dello spettacolo promettendo però di «far immergere lo spettatore in un’esperienza sensoriale fatta di musica e luci. Abbiamo lavorato molto a questo progetto perché volevamo capire cosa c’è dietro a questa febbre che, tutto d’un tratto, esplode e per un mese trasforma Vevey. Insomma è un’atmosfera unica: basta pensare che nove mesi dopo la Fête des vignerons si registra un decisivo incremento demografico nella cittadina». Ironia a parte, a fungere da fil rouge della rappresentazione saranno un nonno e la sua nipotina, Julie, che accompagneranno gli spettatori alla scoperta delle tradizioni legate alla vigna. «La Fête des vignerons è cambiata rispetto al passato – ha aggiunto Finzi Pasca – ed è tuttora in evoluzione. Abbiamo quindi voluto presentare uno spettacolo che fosse, insieme, tradizione e innovazione. Per far sì piacere ai tradizionalisti, ma anche per saper affascinare i più giovani. Perché sono loro, sono le prossime generazioni che saranno chiamate a portare avanti questa tradizione». Uno spettacolo che si preannuncia «effervescente» e che vedrà 5.500 attori darsi il cambio sul palco di un’arena «ancora più grande rispetto al passato e capace di accogliere 20.000 spettatori. Un’arena – ha annunciato creatore artistico – che rappresenta anche una prima mondiale dal momento che il pavimento sarà interamente ricoperto di uno strato di LED capace di illuminare e far danzare i figuranti sulla luce».

Un’amicizia confederale
Detto dello spettacolo, la presenza del nostro cantone sulle rive del Lemano raggiungerà il suo culmine il 27 luglio, quando appunto «una delegazione ticinese sfilerà assieme a rappresentanti dei Cantoni della Svizzera centrale. Una scelta questa che vuole rimarcare l’amicizia confederale che ci lega», ha spiegato il cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri precisando inoltre come per l’intera durata della manifestazione «saranno molteplici gli appuntamenti e gli eventi che metteranno in risalto le peculiarità del nostro cantone quale terra vitivinicola». Una vetrina unica dove non mancherà «Sapori Ticino che, in collaborazione con Ticino Turismo, proporrà le eccellenze nostrane alla Maison Ticino», ha aggiunto il cancelliere.

In attesa di dare il via alla manifestazione,a sottolineare l’importanza della presenza ticinese alla Fête des vignerons è stato anche François Margot, presidente e abate della Confrérie des vignerons, che ha evidenziato il legame che unisce Vaud e Ticino. «Forse non sembra – ha affermato – ma il canton Vaud è molto vicino al Ticino e condivide con voi molti valori. Ecco perché siamo contenti della vostra presenza ad un evento storico ed eccezionale. Un evento capace di unire tutti i cantoni attorno ad una manifestazione culturale che è diventata parte integrante delle nostre radici. Non ho problemi a dirlo: questo appuntamento è diventato un tassello chiave della nostra identità». E di identità ha parlato anche Milena Folletti, vicedirettrice della RSI, che ha precisato come l’emittente «sarà presente per riportare i volti e le emozioni non solo del Ticino, ma di tutta la Svizzera» grazie anche a una serie di documentari dedicati a chi, del vino, ne ha fatto la propria passione. «Vogliamo portare oltralpe l’imprenditorialità della Svizzera italiana quando si parla di vino – ha precisato Folletti – mostrare a tutti l’eccellenza che caratterizza il nostro territorio».

Servizio all’interno dell’edizione di lunedì 13 maggio 2019 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11757788

Guardie Svizzere del Papa: “Un esempio per i giovani”

Guardie Svizzere del Papa: “Un esempio per i giovani”

Alcune considerazioni del Consigliere di Stato Norman Gobbi dopo la visita a Roma
Recarsi a Roma, visitare il Vaticano, partecipare alle funzioni religiose rappresenta per ogni cattolico un momento particolare. “ Sì, è il sentimento che ho provato lo scorso fine settimana – ci dice il Consigliere di Stato Norman Gobbi. Questa volta, però, c’erano due fattori ulteriori che hanno creato un ambiente ancora più toccante: il giuramento delle Guardie Svizzere del Papa e il fatto con il Canton Ticino per la prima volta fosse l’invitato d’onore a questa cerimonia”.  Gobbi faceva parte della delegazione ticinese. “Il programma allestito in tale circostanza ha permesso davvero di entrare meglio in contatto con una realtà, quella delle Guardie Svizzere, che suscita sempre ammirazione. La dedizione totale di questi giovani svizzeri alla causa del Papa è encomiabile. Tra coloro che hanno prestato quest’anno il giuramento il 6 maggio c’erano anche tre ticinesi. Da qui la presenza a Roma di tante persone giunte dal Ticino con le quali si è potuto scambiare opinioni, ma soprattutto emozioni”. La delegazione ticinese, oltre ai rappresentati del Governo, era formata anche da deputati in Gran Consiglio, come il vice presidente Daniele Caverzasio, da parlamentari a Berna, come la consigliera nazionale Roberta Pantani, dal comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e da autorità militari.
Il rapporto tra il Corpo delle Guardie Svizzere e il nostro Cantone è diventato ancora più stretto da quando una parte della formazioni dei giovani alabardieri viene svolta presso la Scuola cantonale di Polizia. “Si tratta di quattro settimane molte intensive – sottolinea il capo del Dipartimento delle istituzioni – nelle quali le guardie svizzere affinano e rafforzano la loro formazione, così da essere meglio preparati nei compiti che dovranno svolgere in Vaticano a protezione del Papa. Durante gli incontri ufficiali, il comandante del Corpo delle Guardie Svizzere ha sottolineato la professionalità dei corsi e i benefici di tale formazione, ringraziando per la collaborazione e le competenze che il Ticino ha saputo mettere in campo. Personalmente ritengo che questo tipo di collaborazione abbia rafforzato le capacità organizzative in ambito formativo della nostra Polizia cantonale, portando quindi benefici anche al nostro Corpo. Per questo, oltre ad aver favorito tale soluzione, sosterrò con convinzione anche in futuro i rapporti con il comando delle Guardie Svizzere” .
Vaticano a tinte rosse e blu

Vaticano a tinte rosse e blu

Da www.rsi.ch/news

Il Ticino ospite d’onore della cerimonia di giuramento delle 23 nuove guardie svizzere pontificie

Il Vaticano si è tinto di rosso e blu, lunedì mattina, in occasione della cerimonia di giuramento delle 23 nuove guardie svizzere pontificie. Per l’occasione, era presente una delegazione guidata dal presidente del Consiglio di Stato ticinese, Christian Vitta.
Presenti, tra gli altri, anche i Cantori della Turrita, che hanno accompagnato la funzione all’altare della Cattedra della Basilica di San Pietro.
Il giuramento delle nuove guardie svizzere si svolgerà nel tardo pomeriggio nel cortile di San Damaso, per commemorare la morte dei 147 soldati elvetici caduti in difesa del Papa Clemente VII nel Sacco di Roma (1527) proprio nel cortile del Palazzo Apostolico.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Vaticano-a-tinte-rosse-e-blu-11730863.html

 

Indebitato e in assistenza, via il permesso

Indebitato e in assistenza, via il permesso

Da www.ticinonews.ch

Il Tribunale federale ha confermato la revoca dell’autorizzazione di soggiorno di un cittadino italiano

Negli scorsi giorni il Tribunale federale (TF) aveva annullato la revoca dei permessi di soggiorni di una famiglia francese che versava in una situazione finanziaria disastrosa in quanto tutelata dall’accordo della libera circolazione delle persone (ALC).

In quel caso il padre aveva accumulato precetti esecutivi per un totale di 1,2 milioni di franchi e attestati di carenza di beni per quasi mezzo milione ma per i supremi giudici losannesi non era abbastanza per giustificare la revoca dei permessi di domicilio e dimora di cui beneficia la famiglia. Citando l’Accordo sulla libera circolazione delle persone, il TH aveva rammentato che il diritto di rimanere in Svizzera accordato ai cittadini dell’Unione europea può essere limitato soltanto per motivi di ordine, sicurezza e sanità pubblici che vanno interpretati in modo restrittivo.

Altrettanto fortunato, però, non è stato un cittadino italiano domiciliato in Ticino e a carico dell’assistenza pubblica per più di 170’000 franchi. Il 1° dicembre 2004 l’uomo era stato posto a beneficio di un permesso di dimora per svolgere un’attività lucrativa indipendente (gerente di un’edicola) e 5 anni dopo aveva ottenuto un permesso di domicilio. Il 12 dicembre 2014, la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni lo aveva formalmente ammonito siccome dal maggio 2012 dipendeva dall’aiuto sociale e dall’aprile 2012 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) anticipava gli alimenti ai figli, avuti dalla sua ex moglie.

Constatato che era ancora a carico dell’assistenza pubblica, il 12 giugno 2015 la Sezione della popolazione gli aveva revocato il permesso di domicilio di cui disponeva assegnandogli un termine per partire. Tale decisione era stata confermata su ricorso sia dal Consiglio di Stato (4 maggio 2016) che dal Tribunale amministrativo ticinesi (5 marzo 2018). L’uomo si era quindi rivolto al Tribunale federale domandando l’annullamento della revoca del suo permesso di domicilio, lamentando un contrasto con l’ALC.

Il TF ha però ritenuto che il richiamo all’ALC da parte del ricorrente non è lecito in quanto egli ha perso lo statuto di lavoratore autonomo senza più riacquistarlo e, non avendo maturato il diritto alla pensione e non essendo stato colpito da inabilità permanente al lavoro, non può invocare il diritto di rimanere in Svizzera sancito dall’ALC stesso. I giudici hanno infatti concluso che l’uomo non ha mai iniziato un’attività lavorativa pur avendo sottoscritto, nel novembre 2016, un nuovo contratto di locazione per un’edicola.

La sua dipendenza dall’assistenza è stata infine ritenuta “considerevole” mentre la sua permanenza in Svizzera è stata “caratterizzata da anni di inattività così come da una lunga dipendenza dall’aiuto sociale e dall’accumulo di debiti rispettivamente di 61 attestati di carenza beni, quindi da un’integrazione che è tutt’altro che esemplare e riuscita”.

 

Importanti nomine nell’Amministrazione cantonale

Importanti nomine nell’Amministrazione cantonale

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha proceduto ad alcune importanti nomine nell’Amministrazione cantonale. L’attuale capo della Sezione della popolazione (SP) del Dipartimento delle istituzioni, Thomas Ferrari, diventerà dal 1. luglio capo Area della Polizia giudiziaria. Il Governo ha quindi scelto Silvia Gada quale nuovo capo della SP, nominando Dunja Valsesia nel ruolo di aggiunto. In sostuzione di Silvia Gada, Roberto Valaperta è stato nominato capo della Sezione della formazione industriale, agraria, artigianale e artistica della Divisione della formazione professionale del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport.
Il nuovo capo della Polizia giudiziaria Thomas Ferrari, classe 1977, si è laureato in giurisprudenza all’Università di Zurigo, ottenendo sempre a Zurigo il brevetto di avvocato nel 2004. Tra il 2005 ed il 2016 ha poi maturato un’importante esperienza nel settore bancario. Negli ultimi 3 anni ha coordinato la riorganizzazione dell’Ufficio della migrazione. Esperienze che costituiranno un valore aggiunto nel suo nuovo ruolo, in particolare nell’ambito della lotta alla media e grande criminalità anche nei reati economico-finanziari, sfida sulla quale Dipartimento delle istituzioni, Polizia e Magistratura intendono sempre più concentrare le proprie forze.
Per sostituire Thomas Ferrari alla testa della Sezione della Popolazione, a partire dal 1. luglio, il Consiglio di Stato ha scelto Silvia Gada. La nuova responsabile ha ottenuto il Master professionale in gestione della formazione per dirigente di istituzioni formative dell’Università della Svizzera italiana. Dal 2005 è capo della Sezione della formazione industriale, agraria, artigianale e artistica sotto la Divisione della Formazione professionale del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, e fa parte di numerose Commissioni federali nell’ambito della formazione. Grazie a questa sua esperienza e alla profonda conoscenza del mondo economico, professionale e dei Comuni la Sezione della popolazione potrà ancor meglio interagire con le aziende e gli enti locali. Per sostituire Silvia Gada, il Consiglio di Stato ha scelto Roberto Valaperta, attuale direttore del Centro professionale tecnico di Lugano-Trevano.
Il Consiglio di Stato ha inoltre recentemente riconosciuto la necessità di dotare la Sezione della popolazione – che comprende l’Ufficio dello stato civile e l’Ufficio della migrazione ed occupa oltre 140 collaboratori – di un aggiunto al caposezione. Per svolgere questa funzione è stata scelta l’avv. Dunja Valsesia, attualmente collaboratrice scientifica presso il Settore giuridico dell’Ufficio della migrazione. Diplomata in giurisprudenza all’Università di Zurigo, ha ottenuto il brevetto di avvocato nel 2010 e ha lavorato per l’ufficio giuridico della Polizia cantonale dal 2014 al 2018, prima di passare all’Ufficio della migrazione.
Il Consiglio di Stato formula i migliori auguri ai neo nominati ed esprime i ringraziamenti più sentiti al tenente colonnello Flavio Varini, che passerà al beneficio della pensione il prossimo 1. luglio. Assunto in Polizia cantonale il 1. marzo 1987, ha ricoperto per alcuni anni la funzione di ingegnere capo Servizio prima di essere nominato ufficiale, con la funzione di responsabile dei Servizi tecnici e logistici del corpo. Dal maggio 1993 ha poi assunto la funzione di Delegato di Polizia a Locarno e successivamente anche a Bellinzona, e dall’ottobre 2001 ha diretto la Polizia giudiziaria, ottenendo nel 2012 la promozione al grado di Tenente colonnello.

Firmata una Convenzione tra Dipartimento delle istituzioni e RSI

Firmata una Convenzione tra Dipartimento delle istituzioni e RSI

Comunicato stampa
Oggi, lunedì 18 marzo, a Bellinzona il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il Comandante della Polizia cantonale nonché capo dello Stato Maggiore Cantonale di condotta (SMCC), Matteo Cocchi, e il Direttore della radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RSI), Maurizio Canetta, accompagnato per l’occasione da Giuseppe Gallucci, responsabile Finanze e Amministrazione, hanno firmato una convenzione relativa a un mandato di prestazioni alla RSI che agirà in supporto dello SMCC.
In caso di eventi maggiori la comunicazione da parte delle Istituzioni assumeun’importanza centrale sia dal punto di vista operativo sia dal punto di vista strategico. Alfine di fornire un’informazione puntuale, corretta e trasparente è dunque necessario poter contare su di una struttura e su mezzi all’avanguardia, capaci di rispondere adeguatamente alle necessità. Per questo motivo lo SMCC si è dotato da alcuni anni di una cellula di comunicazione gestita dal Servizio comunicazione e media della Poliziacantonale e rafforzata dall’apporto degli specialisti della comunicazione della Cancelleriadello Stato e di tutti i Dipartimenti dell’Amministrazione cantonale. Inoltre, a livellotecnologico ci si può avvalere della piattaforma informativa Alertswiss che permette di fornire informazioni puntuali e mirate in caso di eventi straordinari.
Grazie a questa convenzione, la struttura esistente sarà ulteriormente rafforzata dalla collaborazione di personale specializzato della RSI che garantirà il personale e i mezzi tecnici necessari per la redazione, la produzione e la divulgazione di messaggi istituzionali e informativi dello Stato maggiore cantonale di crisi. L’accordo costituisce unrafforzamento importante e determinante rispetto a quanto già in atto con i comunicati di emergenza ICARO, che utilizzano il canale radiofonico per la divulgazione di informazioni di carattere urgente quali allerte e allarmi alla popolazione. Infatti, grazie aquesta collaborazione l’offerta comunicativa potrà utilizzare per la trasmissione deicontenuti i canali multimediali e la televisione.
Grazie a questa convenzione, da parte del Dipartimento delle istituzioni si rinnova ed evidenzia la fiducia nella professionalità e nella competenza del personale RSI e al contempo si intende istituzionalizzare quanto già avviene in casi particolarmente gravi ed’urgenza. Un’unione d’intenti per raggiungere l’obiettivo di garantire la sicurezza, anchesoggettiva, della popolazione fornendo in tempo reale le informazioni necessarie alla cittadinanza.
Accordo quadro: Il Consiglio di Stato dice NO

Accordo quadro: Il Consiglio di Stato dice NO

Da www.ticinonews.ch

Il Governo si oppone alla proposta di accordo quadro istituzionale tra Svizzera e Unione Europea

Il Consiglio di Stato ha preso posizione sulla consultazione indetta dalla Conferenza dei Governi cantonali (CdC) sulla proposta di accordo quadro istituzionale tra Svizzera e Unione Europea.
Il Governo ticinese, allo stadio attuale, è contrario al progetto a causa di lacune soprattutto rispetto alla posizione dei Cantoni, e in particolare a quella del Ticino, per quanto concerne le misure di accompagnamento alla libera circolazione, la direttiva sulla libera circolazione dei cittadini dell’UE e gli aiuti di Stato.

Il Governo segnala che il progetto di accordo quadro istituzionale posto in consultazione dal Consiglio federale è gravato da diverse lacune e di conseguenza vi si oppone.
Da una prospettiva ticinese, risulta inaccettabile l’indebolimento delle attuali misure di accompagnamento all’Accordo sulla libera circolazione delle persone, in particolare la norma degli otto giorni.

In tema di aiuti statali, il Consiglio di Stato considera inoltre particolarmente problematico il «quadro regolamentare orizzontale» previsto a tutela del buon funzionamento del mercato interno.
Questa soluzione intacca i fondamenti stessi del federalismo e le competenze dei Cantoni in diversi ambiti cruciali come fiscalità, aiuti regionali, aiuti all’insediamento di aziende e garanzie per le banche cantonali.

Il Governo ticinese esprime infine preoccupazione in merito all’approvazione – attualmente in corso all’interno dell’UE – del regolamento che coordina i sistemi di sicurezza sociale.
La ripresa della direttiva da parte della Svizzera avrebbe conseguenze estremamente pesanti per la Confederazione e per il Cantone Ticino, istituendo l’obbligo di versare indennità ai lavoratori frontalieri disoccupati. Il tema ha un’importanza capitale per la Svizzera e il Ticino, poiché – oltre a provocare svariate centinaia di milioni di franchi di costi supplementari per le casse della Confederazione – la misura aumenterebbe ulteriormente la pressione sul nostro mercato del lavoro, rendendolo ancora più attrattivo per la manodopera italiana.

“Un progetto inaccettabile, ci sono dei limiti oltre ai quali non si può andare – ha commentato il presidente del Governo Claudio Zali – Una decisione storica.
È la prima volta che il Consiglio di Stato bocca un tema europeo in consultazione”.

Il Consiglio di Stato incontra i rappresentanti dell’Esercito svizzero e della realtà accademica ticinese

Il Consiglio di Stato incontra i rappresentanti dell’Esercito svizzero e della realtà accademica ticinese

Palazzo delle Orsoline ospiterà domani un incontro strategico tra Consiglio di Stato, Esercito svizzero e rappresentanti di USI e SUPSI, per gettare le basi di una futura collaborazione in ambito formativo. Al termine dell’incontro è prevista la firma di un Concordato.
Il Governo – rappresentato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi (Direttore del Dipartimento delle istituzioni) e dal Consigliere di Stato Manuele Bertoli (Direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport) – incontrerà nella mattinata di domani, martedì 12 marzo 2019, le delegazioni del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), dell’Università delle Svizzera italiana (USI) e della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI).
L’incontro, voluto dal Comandante di Corpo Daniel Baumgartner, Capo Comando Istruzione dell’esercito, mira a creare un contatto tra Esercito svizzero, autorità e realtà universitaria ticinese, gettando le basi per instaurare relazioni proficue in ambito formativo. Per questo, al termine dell’incontro sarà firmato un Concordato («Memorandum of Understanding») che conterrà i principi generali per una futura collaborazione.
L’Esercito svizzero sarà rappresentato dal Divisionario e Capo dello Stato maggiore dell’esercito Claude Meier e dal Signor Mauro Rossi (progetti Comando Istruzione). Gli istituti universitari ticinesi saranno invece rappresentati dalla signora Dr. Monica Duca Widmer, Presidente del Consiglio USI, da Boas Erez, Rettore dell’USI, dal Presidente del Consiglio SUPSI Alberto Petruzzella e dal Direttore generale SUPSI Franco Gervasoni.

18. Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza

18. Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza

Il punto sullo stato dei lavori inerenti il progetto “Polizia ticinese”, sulla Legge sulla polizia e sui costi relativi alla Scuola di polizia sono stati i temi al centro della 18. Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza, che ha avuto luogo oggi pomeriggio a Bellinzona.
L’incontro odierno ha come di consueto permesso un confronto fra i principali attori istituzionali incaricati di garantire la sicurezza nel nostro Cantone. Alla riunione hanno partecipato il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, i municipali responsabili in materia di polizia dei Comuni-Polo e i rappresentanti delle forze dell’ordine, cantonale e comunali. Da notare l’entrata nella Commissione del Procuratore generale Andrea Pagani, in sostituzione dell’uscente Antonio Perugini.
È stato poi proposto l’aggiornamento del progetto “Polizia ticinese”. Nel prossimo futuro, ci si occuperà della ridefinizione della suddivisione dei compiti in base ai nuovi principi che sono allineati a quelli di Ticino2020.
I partecipanti alla riunione sono poi stati informati sullo stato di avanzamento della Legge sulla polizia: attualmente in consultazione interna, dovrebbe approdare in Consiglio di Stato e successivamente in Gran Consiglio entro fine 2019.
È stato fatto il punto anche per quanto attiene alla Legge sulle attività private di investigazione e di sorveglianza. Attualmente il disegno di legge e il regolamento sono in consultazione interna.
Infine, è stato affrontato il tema dei costi degli agenti comunali alla Scuola di polizia (SCP), confermato a 50’000 franchi per ogni aspirante alle stesse condizioni come per le SCP 2018 e 2019. A partire dalla SCP 2020 la durata della formazione sarà di 2 anni, con il secondo anno posto sotto la responsabilità dei Corpi di appartenenza.
La Conferenza consultiva tornerà a riunirsi venerdì 18 ottobre 2019.