Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni: proposte alcune modifiche

Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni: proposte alcune modifiche

Il Consiglio di Stato ha deciso di sottoporre al Gran Consiglio il messaggio che propone alcune modifiche alla Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni (LAggr). L’obiettivo è di rendere possibile la separazione coatta di una frazione o parte di un Comune per aggregarla in un nuovo Comune.

Proponendo l’inserimento di un nuovo articolo 9a e l’adattamento degli articoli 2b, 5 e 6 della Laggr, il Governo ha seguito l’indicazione rilasciata dal Tribunale federale nella sentenza dell’agosto del 2015 riguardo al progetto di aggregazione che interessava la Valle Verzasca. La massima istanza, proprio per l’assenza di una base legale sufficiente, aveva infatti accolto il ricorso del Comune di Lavertezzo, contrario alla separazione dalla sua frazione di valle e alla sua inclusione – insieme ai territori vallerani del Comune di Cugnasco-Gerra – nel progetto aggregativo che interessava le località verzaschesi di Brione Verzasca, Corippo, Frasco, Sonogno e Vogorno.

«La polenta fatta da lucernesi non sarà la stessa cosa»

«La polenta fatta da lucernesi non sarà la stessa cosa»

Da GdP.CH l Oltre alla delusione per la scelta del catering per l’inaugurazione di AlpTransit, si è discusso di lavoratori distaccati e chiusura dei valichi commerciali. Il capo del Governo Gobbi e la consigliera nazionale Pantani. (foto Crinari)

Al consueto incontro tra la deputazione ticinese alle Camere e il Governo, in preparazione della sessione federale primaverile, a tenere banco sono stati diversi temi, dai lavoratori distaccati alle dogane commerciali.

A fare le veci di Merlini – assente per malattia – era presente la vice presidente della deputazione, Roberta Pantani (Lega), che ha sottolineato come uno dei punti focali per il Ticino, durante la prossima sessione delle Camere, sarà quello relativo alla Legge sui lavoratori distaccati, con un inasprimento del tetto massimo delle sanzioni da 5mila a 30mila franchi per chi infrange le regole.

Abusi dei distaccati

«Il tema – ha ricordato Pantani – sarà in discussione il 1. marzo al Nazionale. Si tratta di misure importanti, che potranno aiutare l’economia ticinese». Opinione ribadita anche dal capo del Governo Norman Gobbi, che ha sottolineato come questo tema confermi «il buon lavoro di squadra svolto». «Se oggi possiamo dire che raggiungeremo qualcosa in più nell’ambito della lotta agli abusi che danneggiano la nostra economia locale – ha detto Gobbi – è perché è stata portata avanti una manovra su più fronti da parte dei nostri deputati alle Camere, cercando anche di presentare diversi atti parlamentari, coordinati con il Consiglio di Stato».

I valichi commerciali

Un altro tema caldo per il Ticino è quello della paventata chiusura del valico commerciale di Ponte Tresa, un tema affrontato in mattinata dalla deputazione, come ha confermato Roberta Pantani: «Abbiamo ricevuto già diverse prese di posizione, queste misure saranno in consultazione fino al 18 marzo, quindi abbiamo un po’ di tempo per inoltrare le nostre osservazioni. Abbiamo deciso che ne parleremo con il consigliere federale Maurer, in un incontro previsto il 9 marzo».

«Delusi per il catering»

Disappunto è invece stato espresso da Norman Gobbi, in merito alla scelta del catering per l’inaugurazione di AlpTransit. «Il CdS si è mosso per tempo – ha spiegato Gobbi – e ha segnalato la nostra disponibilità nell’offrire prodotti ticinesi. Siamo delusi e già il 3 febbraio scorso abbiamo espresso questo sentimento in una lettera in cui ricordavamo l’importanza politica di riconoscere il ruolo del catering al Ticino».

«Farci preparare il risotto e la polenta da svizzero tedeschi non sarà la stessa cosa» – ha aggiunto Gobbi – che ha anche ribadito l’importanza di «vigilare affinché l’Ufficio federale dei trasporti promuova il nostro territorio e i prodotti ticinesi» per un’opera che in ogni caso avrà «ricadute economiche rilevanti per il Ticino».

Clausola di salvaguardia

Un cenno infine, anche alla clausola di salvaguardia. «Stiamo lavorando attivamente dietro le quinte, presentando il modello ai deputati e agli alti funzionari dell’amministrazione federale per preparare il terreno in vista della presentazione ufficiale del modello. Per coinvolgere le Camere federali, sarà indispensabile il lavoro della deputazione».

(MS)

http://www.gdp.ch/cronache/ticino/la-polenta-fatta-lucernesi-non-sara-la-stessa-cosa-id110843.html

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

 

17La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi a Bellinzona la prima seduta del 2016 – la 37. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal Cancelliere dello Stato Giampiero Gianella e dal capo della Sezione enti locali Elio Genazzi, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi. La riunione ha consentito di affrontare alcuni temi di particolare attualità.

Il Consiglio di Stato – come anticipato durante l’ultima riunione della Piattaforma – ha anzitutto fornito alcune indicazioni di massima sulla manovra finanziaria di rientro per il periodo 2017/2019. È stato confermato che il piano di intervento riguarderà sia le uscite sia le entrate – per un impatto di circa 180 milioni di franchi sui conti del Cantone, a partire dal 1. gennaio 2017 – e che i suoi contenuti verranno presentati nel prossimo mese di aprile, dopo il rinnovo dei poteri comunali.

Per quanto riguarda le misure che interessano gli enti locali, il Consiglio di Stato ha anticipato che l’operazione avrà un impatto finanziario neutro per l’insieme dei Comuni; l’obiettivo di fondo è che la manovra risulti coerente e coordinata con il riordino di flussi e competenze previsto dalla riforma istituzionale «Ticino 2020».

È stato quindi deciso di rinviare alla prossima riunione della Piattaforma la discussione sul Rapporto strategico sul progetto «Ticino 2020»; le parti hanno comunque colto l’occasione per esprimere preliminarmente la loro soddisfazione per la solidità del lavoro presentato dal Gruppo di lavoro allargato.

Legge sulla protezione della popolazione

Il Dipartimento delle istituzioni ha quindi fornito alcune indicazioni sulla revisione parziale della Legge sulla protezione della popolazione, in particolare nella gestione delle situazioni di emergenza. Sono stati presentati la nuova struttura dello Stato maggiore cantonale – che prevede una responsabilità accresciuta per la Polizia cantonale – e i compiti che, a livello locale, saranno assegnati ai responsabili per l’approvvigionamento economico comunale. È stato chiarito che il cambiamento normativo non avrà conseguenze finanziarie per i Comuni.

Altri argomenti

Il Consiglio di Stato ha aggiornato i rappresentanti dei Comuni sulla revisione della Legge cantonale sui pompieri. Nel corso dell’anno il progetto dovrebbe essere portato a conclusione.

Il Dipartimento della sanità e della socialità ha fornito alcuni aggiornamenti in merito all’afflusso e alla gestione dei richiedenti l’asilo sul territorio cantonale. È stato chiarito che la situazione per il Cantone rimane al momento sotto controllo, come negli ultimi mesi. Occorrerà continuare a vigilare sulle quote di attribuzione dei rifugiati al Ticino, e mantenere un alto grado di prontezza per reagire a eventuali repentini cambiamenti, che potrebbero mettere sotto pressione in particolare i Cantoni di frontiera. È stata attirata l’attenzione sull’incremento negli arrivi di minorenni non accompagnati, e sulla necessità di assicurarne la scolarizzazione.

La Piattaforma ha infine preso atto delle conseguenze – per i docenti degli istituti comunali – della modifiche alla Legge sugli stipendi dei dipendenti cantonali e dei docenti, approvate dal Gran Consiglio nell’ambito del preventivo 2016 del Cantone. È stata approvata la comunicazione che verrà trasmessa a tutti i Municipi e ai Consorzi interessati, con l’invito ad applicare le modifiche normative.

I rappresentanti dei Comuni hanno inoltre chiesto e ottenuto una proroga generalizzata a fine agosto 2016 del termine per esprimersi in merito alla Legge sulla protezione delle acque.

La prossima seduta della Piattaforma è prevista per mercoledì 16 marzo.

Il risanamento del Gottardo tra miti e leggende

Il risanamento del Gottardo tra miti e leggende

Un mio articolo d’opinione pubblicato su LaRegione del 10 febbraio 2016

Nelle ultime settimane si è infiammato il dibattito sul tema del risanamento del tunnel autostradale del San Gottardo. Non poteva essere altrimenti per un massiccio mitico che risveglia da sempre forti emozioni nell’animo dei cittadini svizzeri e in particolare di noi ticinesi, poiché “la via delle genti” rappresenta un pilastro imprescindibile della coesione nazionale. Benché sia naturale e salutare che il dibattito politico si sviluppi attorno a due schieramenti opposti e parecchio agguerriti, è fondamentale che l’analisi politica – e di conseguenza il voto – si concentri su fatti certi e accertabili, senza lasciarsi trascinare da racconti di fantasia.

La prima leggenda, vero e proprio cavallo di battaglia dei contrari al risanamento, profetizza che lo stesso aumenti la capacità della galleria autostradale e con essa il traffico sulle strade. Ma questo non accadrà! La Costituzione svizzera e le nostre leggi, infatti, lo proibiscono. Come previsto dalle attuali norme di sicurezza sia stradali che ferroviarie, i veicoli viaggeranno finalmente su una sola corsia all’interno dei due tunnel separati fisicamente (chi di noi non ha mai gettato uno sguardo preoccupato sulla corsia in senso contrario?). Io stesso, abitando alle radici del San Gottardo, sarei il primo a oppormi a strade e autostrade maggiormente trafficate, e come me molti altri concittadini, leventinesi e non. Se poi le future generazioni vorranno modificare la capacità della galleria, dovranno lanciare un’iniziativa popolare, raccogliere le firme necessarie e ottenere poi la maggioranza di consensi della popolazione e dei Cantoni. Verrebbe da dire: è il sistema elvetico, bellezza! Il nostro segreto, la nostra grande forza. Per questo mettere in dubbio la certezza di questa procedura significa svilire l’essenza stessa della nostra – invidiata – democrazia diretta.

La seconda leggenda narra che votare “no” al risanamento migliorerà la situazione viaria nel Sottoceneri. Anche questo però non accadrà! Le code e gli intasamenti giornalieri sulle strade del Mendrisiotto e del Luganese sono direttamente legati al traffico interno e transfrontaliero, che negli ultimi dieci anni è raddoppiato fino a raggiungere oltre 50mila veicoli al giorno. A questo proposito il Consiglio di Stato si sta impegnando per cercare soluzioni volte a diminuire il traffico a sud del Ticino, ben consci che il problema non giunge dal San Gottardo.

La leggenda numero tre sostiene che, in fondo, “la situazione non è grave come ci dicono, il risanamento del San Gottardo non è necessario”. Chi lo afferma probabilmente sottovaluta che un’infrastruttura realizzata negli anni 70 del secolo scorso non può più garantire gli attuali standard di sicurezza. I fatti dicono infatti che servono interventi sostanziali, da eseguire comunque al più tardi entro il 2035. In politica occorre tuttavia essere pragmatici e previdenti, anticipando gli eventi proprio perché è lo stesso Ufficio federale delle strade che sottolinea come sia sufficiente un incidente grave per generare un incendio che da solo potrebbe accelerare il sensibile peggioramento infrastrutturale, imponendo un brusco anticipo della chiusura totale. Bocciare il progetto del Consiglio federale significa spingere il nostro Cantone nelle mani dell’incertezza.

Leggenda numero quattro, “ça va sans dire”, i soldi. In termini finanziari, i contrari hanno escogitato alternative miracolose, in grado di farci risparmiare parecchi soldi. In realtà, invece, costruire un secondo tunnel significa investire 2,8 miliardi di franchi per una soluzione definitiva – quindi lungimirante – ai futuri risanamenti, necessari ogni 30-40 anni. L’“autostrada viaggiante”, per contro, ci farebbe spendere 1,7 miliardi per ogni risanamento, poiché dovrà essere ricostruita a nuovo e poi smantellata. Una soluzione inefficiente e precaria con notevoli ripercussioni, soprattutto sul nostro territorio.

Infine, quinta e ultima leggenda, che si potrebbe definire la “leggenda tecnologica” delle soluzioni perlomeno futuristiche come i “guardrail retrattili” e i veicoli autonomi, in grado fra pochi anni di risolvere i problemi di sicurezza dell’attuale tunnel. In questo contesto non possiamo però permetterci di giocare con ipotesi tecnologiche che attualmente non danno sufficienti garanzie. Relativizzare l’esigenza di separare i due sensi di marcia continua a costare vite umane. Dal 1980 a oggi nella galleria autostradale del Seelisberg i morti registrati con l’utilizzo monodirezionale dei due tunnel sono 3, contro i 36 morti del San Gottardo.

Da sempre mi batto per la sicurezza del cittadino, quando egli è nella sua abitazione così come quando è alla guida di un veicolo. Il tunnel di risanamento è quindi la soluzione migliore per il Ticino e per la Svizzera. Sfatiamo dunque queste leggende, che minano la vera e solida storia del nostro Paese e del nostro Cantone incarnata dal nostro San Gottardo. Per questo motivo, il sottoscritto e il governo vi invitano il prossimo 28 febbraio a votare un convinto “sì” al risanamento del San Gottardo (e allo smantellamento dei miti).

Nuova Bellinzona:licenziato il messaggio che propone l’aggregazione dei 13 Comuni favorevoli

Nuova Bellinzona:licenziato il messaggio che propone l’aggregazione dei 13 Comuni favorevoli

Il Consiglio di Stato ha approvato il messaggio che propone l’aggregazione dei Comuni di Bellinzona, Camorino, Claro, Giubiasco, Gnosca, Gorduno, Gudo, Moleno, Monte Carasso, Pianezzo, Preonzo, Sant’Antonio e Sementina nel nuovo Comune di Bellinzona.

Lo scorso 18 ottobre 2015, diciassette Comuni dell’agglomerato di Bellinzona si sono espressi in votazione consultiva sul progetto relativo alla costituzione di un’unica nuova città. Tredici di questi hanno accolto l’aggregazione, mentre quattro di loro – Arbedo- Castione, Cadenazzo, Lumino e Sant’Antonino – l’hanno respinta.

Il Messaggio governativo propone l’aggregazione dei 13 comuni che hanno aderito al progetto illustrando i motivi per i quali questa soluzione è conforme a tutti i requisiti posti dalla Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni. In particolare in quanto il comprensorio è territorialmente coerente, non necessita in questo momento di essere esteso ad ulteriori comuni e perché la soluzione proposta non si discosta sostanzialmente dal progetto votato.

L’aggregazione dei 13 comuni favorevoli riunisce tutti gli elementi necessari a realizzare una città solida, articolata, integralmente promossa dal basso e fondata quindi sulla volontà locale. Un progetto ritenuto estremamente importante per l’assetto istituzionale dell’intero Cantone.

Prima della votazione, il Governo aveva definito un aiuto cantonale di 52,6 milioni di franchi per l’aggregazione dei 17 comuni, da rivedere in caso di aggregazione parziale. Considerato che i 13 comuni favorevoli includono la sostanza dell’agglomerato e andranno a costituire il polo urbano di riferimento per i progetti strategici di valenza regionale e cantonale nel Bellinzonese, di cui beneficeranno anche i quattro comuni che non vengono aggregati, i sostegni vengono confermati come segue:

– 5,0 milioni di franchi per risanare i bilanci di Moleno e Gorduno (previsti 5,0 mio);
– 20,6 milioni per compensare il calo del contributo di livellamento (previsti 22,6 mio);
– 4,0 milioni per le spese di riorganizzazione del nuovo Comune (previsti 5,0);
– 20,0 milioni per investimenti a favore dello sviluppo sociale e culturale del nuovo Comune (previsti 20,0 mio).

In totale l’insieme degli aiuti ammonta a 49,6 milioni di franchi, per poter dare progettualità alla nuova città e a tutta la regione del bellinzonese. La diminuzione rispetto a quanto prospettato nel progetto originario deriva dal ricalcolo sui contributi perequativi, senza impatto negativo per il nuovo Comune, nonché dalla riduzione di un milione di franchi del contributo di riorganizzazione.

L’entrata in funzione del nuovo Comune, con l’elezione del Municipio e del Consiglio comunale, avverrà dopo la crescita in giudicato della decisione del Gran Consiglio. Tenuto conto del calendario, le elezioni comunali differite per la costituzione del nuovo Comune di Bellinzona verranno fissate per domenica 2 aprile 2017, rispettivamente domenica 30 aprile 2017 per l’elezione del sindaco, riservati referendum e procedure ricorsuali.

Macroregione alpina, parla Norman Gobbi

Macroregione alpina, parla Norman Gobbi

Da Cdt.ch l Il presidente del Consiglio di Stato è intervenuto in Slovenia a nome della Svizzera nel quadro del progetto che coinvolge sette Nazioni europee

Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi è intervenuto oggi a Brdo (Slovenia) alla prima assemblea generale della Strategia per la macroregione alpina (Eusalp), presentando la posizione dei Cantoni elvetici sul nascente progetto di sviluppo economico e sociale che coinvolge sette Nazioni europee e 48 regioni dell’arco alpino.

Il Presidente del Governo ticinese – accompagnato per l’occasione dal Cancelliere dello Stato Giampiero Gianella e dal Delegato per i rapporti transfrontalieri Francesco Quattrini – ha partecipato all’assemblea generale di Eusalp come unico delegato della Conferenza dei Governi dei Cantoni alpini, e ha preso posizione a nome di tutti i 26 Cantoni della Confederazione.

Nel suo intervento, ha anzitutto sottolineato la pertinenza dei tre ambiti di intervento sui quali si basa la Strategia Eusalp: la Crescita economica e l’innovazione, la mobilità e la connettività, e l’ambiente e l’energia. Il Presidente del Consiglio di Stato ha quindi chiesto – a nome dei Cantoni elvetici – che le prossime fasi di elaborazione della strategia accordino un ruolo centrale ai temi dello sviluppo economico e dei collegamenti per il trasporto di merci e persone, con riferimento all’imminente apertura della galleria di base del San Gottardo e all’importanza del completamento dei collegamenti a Nord e a Sud della Svizzera.

È stato inoltre posto l’accento sull’esigenza che le relazioni fra le regioni alpine e le confinanti aree metropolitane siano organizzate in base al principio della solidarietà – in un’ottica di partenariato paritario – e sull’importanza di salvaguardare le competenze dei Cantoni e delle Regioni, secondo le loro specificità.

Per quanto concerne la governanza di Eusalp, Gobbi ha ribadito l’importanza dell’approccio dal basso che pone Paesi, Regioni e Cantoni su un piano di uguaglianza decisionale.

http://www.cdt.ch/ticino/cantone/147487/macroregione-alpina-parla-norman-gobbi

Norman Gobbi presidente della Regio insubrica

Norman Gobbi presidente della Regio insubrica

Questa mattina a Mezzana sono stato nominato Presidente della Regio insubrica. Carica che assumerò fino al mese di giugno. Di seguito il testo integrale del comunicato stampa ufficiale.

Comunicato stampa
In un clima cordiale e collaborativo si è tenuta questa mattina a Mezzana (Cantone Ticino) la prima riunione dell’Ufficio Presidenziale e del Comitato Direttivo della Comunità di lavoro Regio Insubrica dopo l’entrata in vigore l’11 dicembre scorso della nuova Dichiarazione d’Intesa e del nuovo Regolamento Finanziario.
Considerato che di norma il Presidente di turno viene nominato nel mese di giugno in occasione dell’Assemblea generale, si è deciso che il Presidente del Consiglio di Stato del Cantone Ticino, Norman Gobbi assuma la carica sino a tale data per poi passare le consegne ad un rappresentante delle due Regioni per il periodo 2016/2017.
Si è preso atto con piacere che la Regione Piemonte sarà rappresentata in Ufficio Presidenziale dal Vice Presidente Aldo Reschigna, mentre la Regione Lombardia dall’Assessore post EXPO e città metropolitana, Francesca Brianza.

Due tunnel per un Paese più unito

Dal Corriere del Ticino di martedì 12 gennaio 2016 un mio articolo d’opinione sul risanamento del tunnel del San Gottardo

Il motto «Unus pro omnibus, omnes pro uno» – impresso sulla cupola di Palazzo federale – accompagna la Svizzera da oltre sette secoli, fin dalla lotta dei Cantoni fondatori del 1291. In occasione del tradizionale incontro con i consiglieri di Stato della Svizzera, avvenuto qualche giorno fa a Interlaken, il Ticino ha voluto ribadire questo messaggio di unione e di solidarietà, nella speranza che echeggi attraverso il Paese anche il 28 febbraio, quando ci esprimeremo sul risanamento del tunnel autostradale del San Gottardo.
Il San Gottardo va risanato. Su questo punto non vi sono dubbi. La costruzione di un secondo tunnel scelta da Consiglio federale e Parlamento – dopo lunga e minuziosa analisi di tutte le varianti – è l’unica che evita al Ticino un isolamento di quasi tre anni dal resto della Svizzera. Questo elemento, da solo, dovrebbe bastare per convincere non solo i cittadini ticinesi, ma anche tutti i concittadini svizzeri. Nessun cantone, infatti, accetterebbe mai di restare senza un collegamento stradale con il resto della nazione. Senza il secondo tunnel, verrebbe messa a rischio pure la coesione nazionale del nostro Paese, per la quale il Ticino – minoranza linguistica e culturale – gioca un ruolo fondamentale.
Non dobbiamo poi dimenticare che la costruzione di un secondo tubo è anche l’unica soluzione che permette realmente di accrescere la sicurezza nella galleria, eliminando il rischio di scontri frontali che negli ultimi anni hanno causato ancora troppi incidenti. La separazione delle direzioni di marcia – non solo sulle autostrade ma anche nei tunnel ferroviari – è cruciale per la sicurezza dei viaggiatori. Un aspetto, quest’ultimo, che sarebbe pericoloso relativizzare e che al contrario deve essere messo al centro delle decisioni sull’avvenire del San Gottardo. Un elemento fondante del nostro Paese, che incarna i valori sui quali la Svizzera – la nostra Patria – è stata forgiata.
Sostenere questo progetto è quindi un gesto di solidarietà confederale, ma anche un gesto di responsabilità nei confronti delle future generazioni. La variante di risanamento scelta dal Governo federale è infatti sostenuta da una serie di vantaggi concreti e indiscutibili. La costruzione di una seconda galleria monodirezionale offre il migliore rapporto tra costi e benefici, poiché è l’unica utile anche per i risanamenti futuri, che saranno necessari ogni 30-40 anni. Non da ultimo, ogni anno l’economia di tutta la Svizzera fa transitare attraverso il tunnel del San Gottardo merci per un valore di oltre 9 miliardi di franchi; pensare che con il tunnel chiuso questo flusso possa scorrere senza intoppi è irrealistico e irresponsabile.
Il Governo del Canton Ticino ha quindi rivolto ai membri di tutti gli altri Esecutivi cantonali un chiaro invito a sostenere il tunnel di risanamento del San Gottardo e a ribadire la forza del sistema federalista svizzero, anche il 28 febbraio prossimo. Due tunnel. Una Svizzera.

Capodanno con Norman Gobbi

Capodanno con Norman Gobbi

Da RSI.CH l Incontro con il presidente del Governo ticinese

Il 2015 è stato probabilmente l’anno di Norman Gobbi, un po’ per la candidatura al Consiglio federale, per la riconferma in Consiglio di Stato o semplicemente per il suo modo di interpretare il ruolo di presidente del Consiglio di Stato.

In occasione del tradizionale incontro di Capodanno, Massimiliano Herber l’ha incontrato a Palazzo delle Orsoline. L’intervista andrà in onda stasera al Quotidiano, nel video qui sopra – in esclusiva www.rsi.ch/news – il blob di quello che invece non vedrete…

http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Capodanno-con-Norman-Gobbi-6627988.html

Un astronauta che parte per lo spazio

Un astronauta che parte per lo spazio

Da Cdt.ch – Il 2015 è agli sgoccioli e il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ripercorre in questa intervista concessa al Corriere del Ticino il suo anno: da cittadino, da candidato in campagna per le cantonali, da presidente e da candidato al Consiglio federale. Di tutto un po’ sui passati 12 mesi vissuti, dice lui, «come un astronauta che parte per lo spazio». Gobbi getta anche un occhio all’anno che verrà: il 2016 sarà contraddistinto dalla sfida delle finanze cantonali con la manovra da 180 milioni di franchi che giungerà in primavera. Raddrizzare le finanze è possibile o impossibile? «Si tratta di un’impresa titanica, ma non impossibile. Lo dobbiamo ai cittadini e alle future generazioni».

Fine anno, è tempo di bilanci. Tracci quello del Consiglio di Stato che presiede dal mese di aprile.
«Sono stati mesi intensi e con un’agenda politica molto ricca. È stato fondamentale definire subito le priorità della legislatura, dove spicca il risanamento finanziario volto a riequilibrare le risorse disponibili rispetto ai bisogni a cui rispondere. Un obiettivo per il quale si rende pure necessaria una revisione dei compiti dello Stato. Nella politica, come nello sport, è importante partire bene e penso che il nuovo Governo abbia cominciato con lo spirito giusto. Come presidente dell’Esecutivo ho portato alcune mie peculiarità nella gestione delle sedute: sono pragmatico e ritengo essenziale trovare delle soluzioni alle diverse questioni. I cittadini ticinesi hanno bisogno di risposte concrete».

E se dovesse dare anche la pagella al Gran Consiglio, quale sarebbe il giudizio?
«Naturalmente i primi mesi sono di “assestamento” a seguito dei rapporti di forza emersi dopo le elezioni, ma sono convinto che in futuro si troveranno più punti d’intesa per lavorare insieme per il bene della cittadinanza. Ho visto un Parlamento pronto all’ascolto e consapevole delle sfide cruciali cui il Ticino è confrontato. Sfide che in taluni casi necessitano di guardare oltre gli steccati di partito, mettendo al centro i bisogni e le preoccupazioni della popolazione. Solamente in questo modo, quando tutti gli attori “remano” nella stessa direzione, si può lavorare costruttivamente insieme per raggiungere obiettivi comuni».

A livello di Governo cosa ha funzionato alla perfezione?
«Siamo riusciti a fare gioco di squadra, a cominciare dalla definizione delle priorità di legislatura. In qualità di presidente ho giocato la mia parte cercando di creare momenti per “fare gruppo” anche fuori dalla sala del Consiglio di Stato, come i pranzi dopo le sedute oppure i momenti informali come ad esempio la visita alla sagra di San Martino».

E cosa, invece, merita qualche aggiustamento in vista del 2016?
«Riprendo nuovamente una metafora sportiva: l’importante sarà “non mollare!”. Di ostacoli sul nostro cammino ne incontreremo sicuramente molti, ma, restando uniti e continuando a fare gioco di squadra, sono certo che riusciremo ad affrontare al meglio le sfide future».

Le elezioni cantonali non hanno prodotto scossoni, solo il cambio di una persona. Cosa è mutato nei rapporti interni dalla gestione di Laura Sadis a quella di Christian Vitta?

«Ognuno naturalmente porta in Consiglio di Stato le sue peculiarità e le sue idee, come ha fatto il collega Christian Vitta in questi suoi primi mesi all’interno del Governo. Christian Vitta era in Parlamento da molti anni e conosceva quindi già molto bene i dossier importanti, a cominciare dalle questioni legate alle finanze pubbliche».

È in arrivo la manovra da 180 milioni per raddrizzare le finanze cantonali. Ma lei ci crede davvero?
«Certo. Si tratta di un’impresa titanica ma non impossibile. È giunto il momento di invertire la tendenza e di chiederci finalmente, in maniera seria e costruttiva, quali sono i compiti che lo Stato deve garantire per offrire un servizio sempre più di qualità. In questo modo si valorizzerebbe la progettualità nei diversi settori d’intervento. Lo dobbiamo ai nostri cittadini ma lo dobbiamo soprattutto alle generazioni future, sulle quali ricadranno le scelte che compiamo oggi».

Il prossimo anno sarà quello della prova del nove per la classe politica ticinese?
«Direi proprio di sì. Ci attendono sfide importanti e ognuno dovrà fare la sua parte. Solamente insieme, attraverso sforzi comuni, potremo infatti costruire il Ticino di domani su solide fondamenta. Un Ticino che oggi deve guardare in avanti con ottimismo e con la voglia di cambiare».

Veniamo al suo spirito leghista. Non teme che il vostro sposare la verve tassaiola (ad esempio con la tassa di collegamento) finirà per portare alla ribellione dei vostri elettori?
«Lo spirito e i valori della Lega sono rimasti quelli del 1991 ma naturalmente oggi alcune circostanze sono cambiate. Dal 2011 il nostro movimento ha la maggioranza relativa in Consiglio di Stato ed è quindi chiamato a prendere delle decisioni anche di Governo. In ogni caso credo che la miglior risposta siano i risultati ottenuti nelle elezioni del mese di aprile (ndr. la Lega ha ottenuto quasi il 28% dei voti), che dimostrano quanto i cittadini abbiano apprezzato il nostro lavoro all’interno dell’Esecutivo».

Ma è consapevole che non tutti i leghisti (seppur rimasti silenti) condividono la tassa sui posteggi?
«Quello che so è che il movimento in Gran Consiglio ha appoggiato compatto il progetto di Claudio Zali, dando prova di grande maturità. Naturalmente, l’unanimità su tutte le questioni è un’utopia, in politica come nella vita».

A volte la vita di un politico è appesa ad un filo che, d’un botto, diventa un cavo d’acciaio. Alla vigilia delle cantonali c’è chi la dava in difficoltà. E poi…
«Questa è la politica: una bellezza! (ndr. ride). Ogni uomo politico è cosciente dell’incertezza che regna a ogni tornata elettorale. Io ho sempre cercato di mettere al centro del mio operato progetti concreti, ascoltando le preoccupazioni dei cittadini. Penso che i 73.540 voti personali ottenuti ad aprile siano anche in questo caso la risposta migliore».

Da consigliere di Stato indicato a rischio non rielezione a candidato al Consiglio federale. Come ha vissuto gli ultimi otto mesi?
«Come un astronauta che parte per lo spazio! (ndr. ride). La vita è bella proprio perché sa regalarti nuove e inaspettate sorprese. Sono stati mesi intensi e molto stimolanti. È stato un grande onore rappresentare la Svizzera italiana nella corsa al Consiglio federale. Purtroppo, il Parlamento federale ha deciso altrimenti, ma torniamo a casa tutti più forti: è stata un’esperienza unica e arricchente».

Le bocce sono ormai ferme. Cosa le ha insegnato quell’esperienza?

«Ho avuto la possibilità di incontrare e conoscere molte persone e di confrontarmi su tantissimi temi federali e internazionali in maniera approfondita. Ho portato, in quelle settimane, la voce della Svizzera italiana, della minoranza italofona, a Berna e durante le audizioni con i gruppi parlamentari ho illustrato le peculiarità del nostro Cantone che ci rendono unici rispetto al resto della Svizzera e che richiedono soluzioni specifiche».

Alla vigilia di Natale i negoziatori italo-svizzeri hanno parafato l’accordo fiscale. Forse era meglio procedere come lei aveva indicato, ovvero ribaltare quel tavolo, punto e basta?
«Di sicuro ci sono dei punti che hanno disatteso le aspettative del Ticino, ribaditi più volte dal Governo, come ad esempio l’aver fissato il tetto massimo dell’imposizione dei lavoratori frontalieri al 70% mentre il Consiglio di Stato puntava inizialmente al 100% e in subordine all’80%. Al momento è ancora prematuro dare giudizi in merito. Ci sono alcuni elementi, come il libero accesso al mercato e la questione black list, che dovranno essere ancora approfonditi. Quando conosceremo tutti i contenuti potremo valutare la situazione e nel contempo quali eventuali misure adottare per raggiungere gli obiettivi del nostro Cantone».

A proposito di tensioni tra Ticino-Berna-Roma. Intende sospendere la richiesta del casellario giudiziario oppure no, è meglio mantenere la misura di polizia?
«Nell’ultima seduta dell’anno del Consiglio di Stato ho donato ai colleghi la “strenna natalizia” (ndr. ride). Infatti, ho portato sul tavolo del Governo il bilancio sulla misura straordinaria relativa alla richiesta dell’estratto del casellario giudiziale e del certificato dei carichi pendenti ai cittadini UE/AELS che richiedono un permesso di dimora B o di lavoratore frontaliere G. Nel documento viene illustrato l’impatto della misura dal profilo della sicurezza e dell’ordine pubblico, mettendo in evidenza i casi per i quali grazie alla misura e alla conoscenza dei precedenti penali del richiedente, si sono negati la concessione o il rinnovo del permesso. Ora il dossier è in mano ai colleghi che avranno tempo di leggerlo e di esporre le loro osservazioni nel nuovo anno».

Faccia un augurio ai ticinesi per il 2016.
«Auguro a tutte le cittadine e ai cittadini ticinesi di continuare a mantenere la voglia di crescere e di combattere per l’amore del nostro territorio».

Gianni Righinetti