Сотрудничать в сфере машиностроения будут Свердловская область и швейцарский регион Тичино

 Сотрудничать в сфере машиностроения будут Свердловская область и швейцарский регион Тичино

Da apiural.ru l Протокол о намерениях по сотрудничеству между Свердловской областью и регионом Швейцарской Конфедерации, а именно кантоном Тичино подписали сегодня Евгений Куйвашев и президент госсовета Тичино Норман Гобби. Об этом АПИ сообщили в департаменте информационной политики губернатора Свердловской области.

Документ призван содействовать расширению взаимовыгодного торгово-экономического сотрудничества, определению и реализации совместных инвестиционных проектов, установлению деловых связей между хозяйствующими субъектами регионов. Содействие будет осуществляться на основе дружбы, взаимного уважения и доверия, говорится в документе.

По словам Евгения Куйвашева, наиболее перспективным направлением сотрудничества региона с предприятиями Тичино может стать реализации инвестиционных проектов в сфере машиностроения, в частности, станкостроения, в области химической и фармацевтической промышленности. Именно эти отрасли в экономике Тичино являются ведущими.

«Сегодня Тичино может предложить все, что есть в Швейцарии – от финансовой сферы до производства инновационной продукции», – сказал со своей стороны Норман Гобби.

По мнению сторон, подписание протокола станет отправной точкой качественно нового этапа партнерства Свердловской области и Тичино.

http://www.apiural.ru/news/politics/120309/

В Первоуральск с визитом прибыла делегация из Швейцарии

В Первоуральск с визитом прибыла делегация из Швейцарии

Da pervo.ru l Первоуральске встретили официальную делегацию кантона Тичино Швейцарской Конфедерации.

Президента Государственного совета кантона Тичино Нормана Гобби, канцлера Джампьетро Джанелла, советника президента Арона Кампоново, директора управления экономики Стефано Рицци и других официальных лиц встречали депутаты Первоуральской городской Думы Наталья Воробьева и Светлана Титова.

Но прежде по традиции гостям предложили отведать хлеба-соли. Первоуральский каравай пришелся гостям по вкусу. Заинтересовала делегатов и история памятного места их встречи. Ее рассказала Светлана Титова. В следующий свой визит в Свердловскую область, заверили швейцарцы, обязательно посетят Первоуральск, уже наметили места, которые должны обязательно увидеть собственными глазами – Первоуральский Новотрубный завод и музей истории ПНТЗ. Такое решение было принято не случайно, ведь каждый делегат получил в подарок от первоуральских депутатов книгу о становлении трубной промышленности Урала.

– Наши территории близки, даже по климатическим особенностям. Я живу на высоте 1400 метров, и в Швейцарии сейчас идет снег, так что уральская погода нас не испугала, – уверяет Норман Гобби.

В подтверждение своих слов швейцарец, улыбаясь, демонстрирует теплые руки – «горячие руки Альпийских гор».

Собираясь в обратный путь, президент государственного совета кантона Тичино приглашает первоуральцев с ответным визитом и благодарит за радушный прием.

Стоит отметить, что целью визита делегации в Свердловскую область стало обсуждение вопросов экономического и культурного сотрудничества между Свердловской областью и кантоном Тичино.

– Мы хотим развивать экономические и культурные связи между нашими территориями, которые находятся на большом расстоянии друг от друга, но благодаря личным контактам становятся ближе друг к другу, – заметил Норман Гобби, – Тичино предлагает хорошую базу для коммерции, жизни, торговли, сотрудничества.

Протокол о намерениях о сотрудничестве между Свердловской областью и регионом Швейцарской делегации, к слову, был подписан. Документ призван содействовать расширению сотрудничества и определению совместных инвестиционных проектов. Вполне возможно, что один из проектов будет развиваться именно на территории Первоуральска.

http://www.pervo.ru/pervouralsk/politika/34068-vsled-za-kitayskoy-delegaciey-v-pervouralsk-pribyli-gosti-iz-shveycarii.html

Centro di pronto intervento di Mendrisio: contributo del Cantone per gli spazi destinati alla Polizia cantonale

Centro di pronto intervento di Mendrisio: contributo del Cantone per gli spazi destinati alla Polizia cantonale

Il Governo ha licenziato oggi il messaggio che propone uno stanziamento di 13,4 milioni di franchi per realizzare gli spazi destinati alla Polizia cantonale nel futuro Centro di pronto intervento del Mendrisiotto. Il credito consentirà di procedere all’acquisto degli spazi all’interno dello stabile – secondo la formula della proprietà per piani – e di progettare ed eseguire i lavori necessari che saranno ultimati nel corso del 2020.
L’insediamento della Polizia cantonale all’interno del Centro di pronto intervento di Mendrisio – dove opereranno i reparti della Gendarmeria e della Polizia giudiziaria, in collaborazione con la Polizia comunale – si inserisce nella strategia portata avanti dal Dipartimento delle istituzioni negli ultimi anni il cui obbiettivo è di accrescere la sicurezza aumentando il presidio delle forze dell’ordine sul territorio.
Grazie alla nuova collocazione, gli agenti avranno a disposizione spazi adeguati alle loro esigenze e i cittadini del Mendrisiotto potranno così contare su una presenza costante e rafforzata nonché su una migliore distribuzione della Polizia cantonale a sud del nostro Cantone. L’opera è progettata e realizzata in stretta collaborazione con la Città di Mendrisio e prevede la condivisione di alcune attività, in particolare nella gestione dell’utenza e nelle attività di condotta grazie ad un’unica centrale operativa e alla creazione di un unico sportello.
Il Centro di pronto intervento di Mendrisio permetterà in particolare di:
– migliorare la distribuzione degli agenti nel Sottoceneri, creando una nuova sede per i Reparti di pronto intervento, in sostituzione della sistemazione transitoria e inadeguata di Chiasso;
– contrastare l’incremento della criminalità nel Mendrisiotto, grazie a un Centro regionale che assicuri maggiori risorse nell’ambito della sicurezza;
– aumentare il supporto al Corpo guardie di confine federale nella fase di intervento – fermo di persone colpite da mandati di cattura, ricerche, ecc. – con l’avvicinamento della sede di polizia ai valichi utilizzati per l’ingresso clandestino;
– favorire la collaborazione e le sinergie con la Polizia comunale e gli altri enti di Pronto intervento presenti nel centro, a garanzia di un impiego coordinato e razionale;
– predisporre spazi logistici adeguati per la gestione dei fermi di polizia, incrementati notevolmente con l’introduzione del nuovo Codice di procedura penale;
– razionalizzare le risorse disponibili – personale, apparecchiature, investimenti – garantendo la presenza sull’arco delle 24 ore e riducendo i tempi di intervento;
– accrescere l’integrazione delle forze dell’ordine nel tessuto sociale, la conoscenza del territorio e la presenza capillare sul terreno.

Il progetto del Centro di pronto intervento di Mendrisio sarà costruito in due tappe, eseguite consecutivamente. In quest’ottica, l’insediamento della Polizia cantonale è previsto al termine della seconda fase realizzativa; insediamento che consentirà ai circa 60 agenti che occuperanno gli spazi di essere operativi 24 ore su 24.

Il Centro di pronto intervento rappresenta quindi un ulteriore passo avanti per le forze dell’ordine, che, grazie a una sistemazione logistica al passo coi tempi e in posizione strategica, saranno in grado di garantire alla popolazione del Mendrisiotto più sicurezza sul territorio e – di riflesso – una migliore qualità di vita. Un tassello fondamentale nella strategia globale di aumento della sicurezza dell’intero Cantone e di tutti i cittadini, che costituisce e costituirà sempre uno degli obiettivi prioritari del Governo.

Visita e firma di un accordo di collaborazione Ticino-Sverdlovsk

Visita e firma di un accordo di collaborazione Ticino-Sverdlovsk

Negli scorsi giorni una delegazione ticinese guidata dal Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi si è recata su invito del Governatore Yevgeny Kuyvashev della Regione di Sverdlovsk ad Ekaterinenburg (Federazione russa) per una visita di contatti politici, economici e culturali, durante la quale il Presidente del Governo ticinese e il Governatore hanno siglato un accordo che mette le basi per future collaborazioni.

Ad accompagnare il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi è stata una delegazione composta dal Cancelliere dello Stato Giampiero Gianella, dal Direttore della Divisione economia Stefano Rizzi, dal Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda elettrica Ticinese Giovanni Leonardi, dal direttore della Swissminiatur Dominique Vuigner e dal coordinatore ai rapporti con la regione dell’Oblast di Sverdlovsk, avv. Aron Camponovo, incaricato dal Presidente del Consiglio di Stato in quanto conoscitore della realtà locale. La delegazione ha potuto inoltre avvalersi della consulenza e del supporto organizzativo del Console generale di Russia a Berlino, Kostantin Nefedov, già console a Berna, con il quale il Dipartimento delle istituzioni intrattiene rapporti di collaborazione.

Pierre Helg, ambasciatore della Confederazione elvetica presso la Federazione russa, ha accolto la delegazione nella sua residenza a Mosca prima del trasferimento ad Ekaterinenburg. L’incontro è stato proficuo e si è svolto alla presenza Consigliere d’Ambasciata nonché Capo degli Affari Amministrativi Pierre Chabloz e del responsabile dello «Swiss business hub» Yves Morath. È stata così colta l’occasione per rivisitare – e riconsiderare in prospettiva – le esperienze maturate nel corso di precedenti visite e scambi culturali ed economici.

Durante l’incontro protocollare nella residenza presidenziale «Sevastyanov» ad Ekaterinenburg, la Delegazione ticinese ha incontrato unitamente al Governatore, la Presidente del Legislativo regionale Lyudmila Babushkina, il Ministro regionale dell’economia Andrej Sobolev e il Presidente della Camera di commercio ed industria degli Urali Andrei Besedin. I Presidenti hanno scambiato opinioni sulle rispettive regioni, ponendo l’accento sui fattori accomunanti e sulle possibilità di cooperazione tra un territorio ricco di materie prime e attività industriali e un Cantone che vuole affrontare in modo attivo le sfide che lo attendono, nell’ambito di un riassetto strategico delle proprie attività economiche e finanziarie. Dopo la sigla dell’accordo di collaborazione, i Presidenti si sono scambiati doni di cortesia, per lasciare poi spazio ad una più ampia discussione su temi economici.

Un ulteriore momento simbolico, fortemente apprezzato dal Governatore e dai media locali, si è svolto a Verkhnyaya Pyshma con il dono da parte della Swissminiatur di Melide al «Museo della storia tecnica militare degli Urali» di una riproduzione in miniatura La Gloria del monumento ai caduti dell’armata del Generalissimo Suvorov posto ad Andermatt presso il Ponte del Diavolo.
Sempre a Verkhnyaya Pyshma la delegazione ticinese ha incontrato il Direttore generale Andrei A. Kozitsyn della UMMC-Holding, azienda con oltre 90mila impiegati attiva internazionalmente nell’estrazione del carbone, nella produzione di acciaio e materiali da costruzione, nella lavorazione di rame, zinco e metalli preziosi e in attività di genio civile ed edile, aerospaziale e agricolo. L’incontro è stato seguito da una suggestiva visita agli imponenti stabilimenti di raffinazione dei metalli preziosi e lavorazione del rame.

La delegazione ha visitato il Centro presidenziale Boris Eltsin ad Ekaterinenburg, che ripercorre la storia russa nel XX. secolo e in particolare l’inizio degli anni Novanta, che videro il collasso dell’Unione sovietica a causa della deficitaria economia comunista e la lotta per il cambiamento e la libertà. Una trasformazione che ebbe uno dei propri protagonisti in Boris Eltsin, che iniziò la sua carriera politica proprio ad Ekaterinenburg, quale Governatore della Regione di Sverdlovsk. Eltsin si impegnò in prima persona nella realizzazione delle attese riforme e nel difendere la democrazia da eventuali colpi di Stato.

La delegazione si è poi recata a Pervouralsk, luogo in cui è localizzata la colonna che funge da spartiacque tra i Continenti europeo ed asiatico. La visita ha messo a dura prova la Delegazione ticinese e il Comitato d’accoglienza delle autorità locali, guidato dalla Presidente del Legislativo comunale Natalya Vorobjova, a causa di una bufera di neve con venti glaciali.

I proficui contatti intrecciati rappresentano l’ideale premessa per l’avvio di concreti rapporti economici, che dovranno fare leva sulle complementari competenze e potenzialità. A questo scopo, è già stata concordata l’organizzazione di un ulteriore missione commerciale per concretizzare le vie di cooperazione ora aperte. Ciò, anche sulla base dell’accordo di collaborazione in materia di sostegno alla promozione economica del Cantone e all’internazionalizzazione delle aziende ticinesi, sottoscritto nel 2012 da Consiglio di Stato e Camera di commercio e dell’industria del Cantone Ticino. Tale accordo prevede che – per le attività di promozione delle esportazioni – la leadership nei rapporti bilaterali resti nelle mani dell’economia privata per il tramite della Camera di Commercio quale associazione-mantello dell’economia ticinese, con il supporto istituzionale del Cantone. La CC-TI, quale centro di competenze dell’export in Ticino, sostiene infatti l’internazionalizzazione delle aziende attraverso i suoi servizi interni che – in stretta collaborazione con Switzerland Global Enterprise – garantiscono consulenze, formazione e sostegno in occasione di missioni commerciali all’estero.
Si ricorda infine che, per promuovere l’internazionalizzazione delle aziende, la nuova legge per l’innovazione economica prevede la concessione di contributi per mandati di consulenza a Switzerland Global Enterprise (SGE) volti a realizzare analisi di mercato, ricerca di partner di vendita, organizzazione di missioni esplorative e analisi della regolamentazione e della legislazione del mercato (www.ti.ch/internazionalizzazione).

Onorato di vivere in Ticino l’ex console di Svezia

Onorato di vivere in Ticino l’ex console di Svezia

Cerimonia per l’insediamento della nuova console di Svezia Elisabeth Borella, che succede a Stefan Widegren, nella foto con l’ambasciatore di Svezia Magnus Hartog.

Cerimonia in grande stile al LAC di Lugano per la designazione di Elisabeth Borella di Mendrisio a console onorario di Svezia. Borella, nata a Uppsala e in Ticino da diversi decenni, afferra il testimone lasciatolole dopo 6 anni di attività da Stefan Widegren. Più di un centinaio di persone – tra cui diverse decine di consoli di altri Paesi – hanno partecipato all’incontro che ha avuto la sua parte culminante nel discorso dell’ambasciatore svedese a Berna Magnus Hartog-Holm. L’ambasciatore ha parlato degli importanti rapporti tra la Svizzera, Ticino e Svezia (non a caso anche a Lugano esiste la camera di commercio elvetico-svedese) e ha elogiato il lavoro svolto dal predecessore di Borella. “È stato un esempio – ha spiegato l’ambasciatore – di quanto un console onorario può fare per promuovere gli interessi svedesi fuori dai propri confini”. Hartog-Holm ha poi consegnato a Widegren una medaglia d’oro (con l’effige del re di Svezia) per i servizi resi.

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, anche i sindaci di Lugano e Mendrisio (Marco Borradori e Carlo Croci) e il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. Borradori ha portato i saluti della Città, presentato il LAC, e sottolineato gli stretti rapporti che esistono tra i due Paesi. Il sindaco ha anche ricordato l’arrivo, nel 2008 (durante gli europei di calcio), della nazionale di svedese a Lugano. Molto toccante il discorso di Widegren, con cui l’ormai ex console si è congedato dai suoi concittadini. Un discorso iniziato con un omaggio al Ticino. “È un privilegio poter vivere in questo luogo. Non solo per la sua bellezza, che è tra le maggiori d’Europa, ma anche per il fatto di trovarsi in mezzo a realtà straordinarie come la Svizzera e l’Italia”. Svizzera e Svezia, ha continuato Widegren “hanno molto in comune. Sono due nazioni di grande successo che però sono arrivate ai vertici internazionali in due modi diversi. Per questo dobbiamo continuare a dialogare e a scambiarci idee. Assieme ce la faremo meglio».

La Svezia è però anche una grande nazione di hockey (è ormai storica la finale dei campionati del mondo 2013 in cui la nazionale scandinava sconfisse la nostra rappresentativa per 5-1). Tra gli ospiti non poteva dunque mancare la presidentessa dell’Hockey Club Lugano, Vicky Mantegazza. E proprio parlando di disco su ghiaccio Widegren ha ricordato l’arrivo, alla Resega, del Mora IK, battuto per l’occasione (3-2) dai bianconeri.

Littering, con le multe sarà così

Littering, con le multe sarà così

Da LaRegione di martedì 1.marzo 2016 un’intervista al già Segretario generale del Dipartimento delle istituzioni sul tema del littering

La nuova Legge sull’ordine pubblico e le norme municipali, le spiegazioni del Dipartimento

Santini: i Comuni avranno comunque potere di apprezzamento, per esempio in caso di recidiva

Quale fine faranno le attuali ordinanze municipali contro il littering una volta che entrerà in vigore la riformata legge cantonale sull’ordine pubblico (Lorp), la quale assegna ai Comuni la competenza di multare anche coloro che “sporcano, imbrattano o in altro modo insudiciano il suolo o beni pubblici”? «Siccome il diritto superiore, nella fattispecie la legge cantonale, prevale su quello inferiore, le normative locali decadranno o perlomeno andranno riviste per renderle conformi, qualora non lo siano, alla nuova Lorp», dice alla ‘Regione’ l’avvocato Guido Santini , segretario generale del Dipartimento istituzioni sino a un paio di settimane fa (sarà in pensione da aprile), ma su incarico del consigliere di Stato Norman Gobbi ancora responsabile del dossier. «Per quel che riguarda in particolare l’ammontare delle sanzioni pecuniarie, faranno quindi stato – aggiunge Santini – le disposizioni del regolamento di applicazione della Lorp».

Quel regolamento il cui progetto è stato messo in consultazione nel dicembre scorso dal Dipartimento dopo il sì parlamentare, il mese prima, all’ampia revisione della Legge sull’ordine pubblico e alla normativa sul divieto di celare il viso negli spazi pubblici (bandito pure il burqa). Ebbene, per le multe comminate per “imbrattamento di beni pubblici” il testo confezionato dal Cantone prospetta la seguente forchetta: da 200 a 500 franchi. Il Municipio di Lugano considera l’importo massimo troppo basso: suggerisce allora di portarlo da 500 a 1’000 franchi. Che sarebbe comunque molto al di sotto del massimo previsto dalle disposizioni cittadine del settembre 2014 su littering e vandalismi: “Le infrazioni alle norme della presente Ordinanza sono punibili con la multa fino a 10’000 franchi, ritenuto un importo minimo di 500 franchi per le infrazioni che hanno come oggetto beni culturali”. Il tetto di 10mila franchi è contemplato da altre ordinanze municipali, per esempio, per restare alle città, quelle di Bellinzona e Mendrisio.

«Anzitutto – tiene a puntualizzare Santini a proposito della presa di posizione di Lugano – il regolamento che abbiamo posto in consultazione afferma che gli esecutivi locali “applicano, di principio, i seguenti importi di multa”. Di principio. E ciò allo scopo di avere, come auspicato altresì dal Gran Consiglio, un’unità di prassi sull’intero territorio ticinese per l’applicazione, anche, della norma contro il littering, ora ancorata a una legge cantonale». Ossia alla nuova Lorp. «Quanto alla forchetta da noi proposta, ci siamo basati – continua il già segretario generale del Dipartimento, che sta valutando le osservazioni inoltrate in merito al progetto di regolamento – sull’esperienza e la giurisprudenza della magistratura penale alla quale nell’ambito delle contravvenzioni spetta il perseguimento delle infrazioni all’odierna Legge sull’ordine pubblico. Competenza, questa, che quando la riforma entrerà in vigore passerà ai Comuni». Santini evidenzia poi un’altra disposizione della bozza di regolamento: «La disposizione secondo cui in caso di recidiva, di condizioni economiche agiate o di particolari condizioni personali dell’autore dell’infrazione, gli esecutivi comunali possono applicare – esercitando così il loro potere di apprezzamento – importi di multa superiori a quelli indicati in linea di principio, fino al massimo previsto dalla Lorp e dalla Legge sulla dissimulazione del volto». Ovvero sino a 10mila franchi. «Alla luce dell’esito della consultazione, chiariremo questo e altri aspetti nel definitivo rapporto esplicativo concernente il regolamento – fa sapere Santini —. Il Cantone organizzerà pure degli incontri informativi con le polizie comunali».

Lavoro E Maroni difende l’albo antipadroncini

Lavoro E Maroni difende l’albo antipadroncini

Dal Corriere del Ticino di mercoledì 2 marzo 2016

Per il presidente della Regione Lombardia la Legge ticinese sulle imprese artigianali «non è discriminatoria» Norman Gobbi al vertice di Milano: «Ho ribadito che la richiesta del casellario giudiziale rimane in vigore»

L’albo antipadroncini? «Non è discriminatorio». Ad affermarlo non sono state, una volta di più, le autorità ticinesi, ma nientemeno che il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. Tanto vituperata nelle scorse settimane sul versante italiano – con tanto di missive del ministro degli esteri Paolo Gentiloni a Berna e Bruxelles per verificarne la legalità –, la Legge sulle imprese artigianali (LIA) è in effetti stata difesa nell’ambito dell’incontro tenutosi ieri a Milano tra lo stesso Maroni e il presidente del Governo Norman Gobbi. Un vertice, questo, che nonostante i temi spinosi all’ordine del giorno e le scintille degli scorsi mesi tra i due leghisti ha portato dunque a delle parziali schiarite.

Pur dicendosi preoccupato «perché ciò comporterà costi aggiuntivi per le nostre imprese e rende più difficile la loro vita in Canton Ticino», Maroni ha come detto compreso le ragioni alla base dell’albo: «Se lo considerassi discriminatorio o punitivo per le imprese lombarde, interverrei per chiederne la cancellazione immediata. Ma qui parliamo di una decisione che serve a garantire la correttezza nelle prestazioni professionali e lavorative». Un passo verso il Ticino chiaramente apprezzato da Gobbi: «Il nostro obiettivo è quello di tutelare il mercato dalla concorrenza sleale e di aumentare il livello qualitativo dell’offerta garantendo pari condizioni alle ditte interessate. Sia svizzere sia italiane». Oltretutto, ha ricordato, «le procedure per le aziende ticinese intenzionate a lavorare in Italia sono ben più complicate di quelle adottate nel nostro cantone». Ma la novità in quest’ambito, oltre al citato beneplacito lombardo, è però un’altra: la questione verrà affrontata anche in sede di Regio Insubrica con l’istituzione di un tavolo di monitoraggio sugli effetti dell’attuazione della LIA. E questo, ha sottolineato Maroni «per vedere come affrontare e come risolvere insieme i problemi». Mentre Gobbi ha rilevato come «ognuno nella difesa dei propri interessi, ma in un clima di dialogo e non di guerra aperta, avremo la possibilità di eventualmente valutare casi di discriminazione».

E a proposito di Regio Insubrica. Al presidente del Governo ticinese abbiamo chiesto se il nodo delle quote non pagate è infine stato sciolto: «Allarme rientrato» ci ha confermato, parlando di «un cambio qualitativo evidente» a seguito del riassetto istituzionale della comunità di lavoro che ha visto le Regioni assumersi i costi delle Province. Per Maroni due altri problemi da discutere a livello di Regio – «collaborando tra regioni perché gli uni contro gli altri non funziona» – saranno quindi l’innalzamento a 1,5 metri del livello del lago Maggiore e l’inquinamento del Ceresio. «Queste sono decisioni che devono essere prese di comune accordo così come quella che riguarda la navigazione dato che ci sono tariffe differenziate che favoriscono qualcuno e penalizzano qualcun altro».

Ma a Milano si è parlato anche di altri dossier scottanti. Come quello relativo agli accordi fiscali tra Svizzera e Italia. Al proposito Maroni si è limitato a chiarire di aver informato il Governo italiano dato che l’argomento attiene più al confronto fra Italia e Svizzera, che non a quello fra Lombardia e Ticino. E anche Gobbi ha rilevato come in quest’ambito gli interessi siano divergenti e i margini di manovra interni: «Maroni – ha comunque precisato il consigliere di Stato – ha un problema da risolvere, e cioè la parità di trattameno fiscale dei suoi cittadini». E intanto, restando in tema, ieri la neocostituita Associazione frontalieri Ticino ha annunciato una nuova manifestazione di protesta che si terrà il 2 aprile a Lavena Ponte Tresa.

Altro dossier mai veramente digerito da Maroni, la richiesta obbligatoria del casellario giudiziale per il rilascio dei permessi B (dimora) e G (per frontalieri). Ieri se ne è discusso solo marginalmente. «Da parte mia – ci ha spiegato Gobbi – ho ricordato le finalità del provvedimento in termini di sicurezza e il passo fatto dal Governo verso l’autorità federale e la Lombardia sospendendo la richiesta del certificato dei carichi pendenti». Mentre per quanto concerne il casellario il direttore delle Istituzioni ha ribadito che «la misura rimane in vigore», aggiungendo di non aver presentato a Maroni il relativo bilancio distribuito a Natale ai colleghi di Governo.

E sempre a proposito di sicurezza sul tema della chiusura dei valichi secondari Maroni ha affermato di aspettarsi «leale collaborazione e comune intento di risolvere i problemi quando e dove si presentano». Mentre sollecitato sulla linea ferroviaria internazionale Stabio-Arcisate ha rassicurato: «Siamo intervenuti risolvendo alcuni problemi e consentendo ai cantieri di riprendere. L’opera sarà regolarmente conclusa nel 2017».

Canton Ticino e Regione Lombardia: incontro ufficiale

Canton Ticino e Regione Lombardia: incontro ufficiale

Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha incontrato oggi a Milano il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. La riunione ha permesso di riaffermare i cordiali e costanti rapporti istituzionali e di affrontare diversi temi di comune interesse, secondo lo spirito della Dichiarazione d’intesa tra i due territori.

I Presidenti di Ticino e Lombardia hanno tenuto oggi il primo degli incontri bilaterali che a cadenza annuale – come previsto dall’accordo firmato a Como il 16 giugno 2015 – permetteranno di valutare lo stato della cooperazione istituzionale. All’incontro hanno preso parte, per il Cantone, anche il Cancelliere dello Stato Giampiero Gianella e il Delegato cantonale per i rapporti transfrontalieri e internazionali Francesco Quattrini. In un clima cordiale e franco, i Presidenti si sono informati su vari temi e progetti di comune interesse regolati dalla Dichiarazione d’intesa, tra i quali le infrastrutture e la mobilità transfrontaliera, la sicurezza, la navigazione e la gestione delle acque italo-svizzere. In generale, sono stati sottolineati i forti vincoli tra Ticino e Lombardia, auspicando un rafforzamento del dialogo e della collaborazione.

La riunione ha inoltre consentito di discutere anche alcuni temi d’attualità, come il rinnovo dell’Accordo sulla fiscalità dei lavoratori frontalieri del 1974, le chiusure notturne di alcuni valichi doganali secondari e la recente modifica normativa che ha introdotto in Ticino un albo delle imprese artigianali, in vigore dallo scorso 1. febbraio. A quest’ultimo proposito, la Regione Lombardia ha preso atto del carattere non discriminatorio della misura; è stato ad ogni modo concordato che la Regio Insubrica servirà da luogo di discussione e monitoraggio del tema.

I presidenti hanno infine posto l’accento sull’importanza di mantenere un dialogo costante, in particolare grazie alle istituzioni transregionali di cui Ticino e Lombardia fanno parte, come il Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Svizzera 2014/2020 (Interreg), la Comunità di lavoro Regio Insubrica – di cui la regione Lombardia è diventata recentemente membro – e la Strategia per la Macroregione alpina (Eusalp), ufficialmente lanciata il 25 gennaio scorso in Slovenia.

Le rassicurazioni hanno pagato

Le rassicurazioni hanno pagato

Da LaRegione del 29 febbraio 2016

«Un sì del Ticino alla Svizzera. Un sì della Svizzera al Ticino. Un sostegno reciproco per rinsaldare quell’amore che ci lega e che passa anche da una votazione di questo tipo». Una votazione che ha visto quasi il sessanta per cento dei ticinesi allinearsi alla posizione del Consiglio di Stato. Il quale negli scorsi mesi si è lungamente speso – salamini compresi – a favore della costruzione di un secondo tunnel autostradale al Gottardo. «Era importante – spiega il presidente dell’esecutivo Norman Gobbi alla ‘Regione’ – far comprendere al resto del Paese che il governo, il Gran Consiglio e la deputazione cantonale alle Camere federali sostenevano questo progetto». Un progetto che alla luce del risultato di ieri pare aver «offerto quelle garanzie di cui i ticinesi hanno bisogno».

Una garanzia su tutte: il traffico non aumenterà, nonostante l’apertura di un secondo tunnel.

Sì. Oltre all’articolo costituzionale, ora pure il decreto legislativo afferma a chiare lettere che non ci sarà e non ci potrà essere un aumento della capacità sotto il Gottardo. Una rassicurazione che ha portato il Consiglio di Stato a sostenere un risanamento che rispetta il volere dei ticinesi, i quali in passato si sono espressi chiaramente contro l’iniziativa Avanti e a favore dell’Iniziativa delle Alpi.

Dal passato al futuro: tali rassicurazioni, signor Gobbi, non devono rimanere sulla carta…

È un impegno che si assumeranno in particolar modo i contrari al raddoppio, così come i governi direttamente toccati dal tema. Ossia il Canton Ticino e il Canton Uri. E per quanto concerne il Ticino, lo ribadisco, resteremo vigili: non vogliamo venir meno alla nostra parola, né tantomeno farci prendere per il naso dalle autorità federali. Si farà di tutto per scongiurare un aumento del traffico. È ciò che si attende la popolazione.

Soprattutto quella del Mendrisiotto, che ieri ha detto no.

È comprensibile che il Mendrisiotto abbia votato no. La regione è fortemente toccata dal traffico transfrontaliero e in tal senso l’impegno del governo sarà quello di rispondere a queste preoccupazioni e di continuare con quei progetti che si stanno mettendo in atto per migliorare il trasporto pubblico e la mobilità transfrontaliera. Il tutto nell’ottica di migliorare la vivibilità del Mendrisiotto.

Bellinzona e Berna festeggiano…così come il Consiglio di Stato

Bellinzona e Berna festeggiano…così come il Consiglio di Stato

Dal Giornale del Popolo del 29 febbraio 2016

Bellinzona e Berna festeggiano Avendo sostenuto dall’inizio il progetto, i Governi federale e cantonale non hanno nascosto d’aver gradito il risultato che porterà alla costruzione di una seconda galleria autostradale. Consiglio federale soddisfatto… Grande soddisfazione è stata espressa dalla ministra federale dei trasporti Doris Leuthard per il «sì» al risanamento del San Gottardo. Durante l’usuale conferenza stampa post-voto del Consiglio federale che si è tenuta nel pomeriggio di ieri a Berna, Leuthard ha commentato: «È nello spirito della nostra Nazione garantire collegamenti con tutto il Paese», ha rilevato, «il collegamento deve essere efficiente anche nei periodi di risanamento». L’Ufficio federale delle strade (USTRA) potrà lanciare un progetto, che verrà sottoposto al Governo, operando in collaborazione con i Cantoni e i Comuni interessati. Una volta ottenuta luce verde, se nessuno presenterà ricorsi, i lavori dovrebbero iniziare già nel 2020. «Strada e ferrovia non sono concorrenti, ma funzionano in modo combinato», ha aggiunto Leuthard. Sulle opposizioni emerse nel Mendrisiotto, la ministra dei trasporti ha affermato che «nel sud del Ticino ci sono altri problemi, con il traffico e i frontalieri, che non hanno niente a che vedere con il risanamento del San Gottardo». … così come il Consiglio di Stato Il Consiglio di Stato cantonale ha espresso la sua soddisfazione e ringrazia i cittadini per avere riconosciuto il valore del progetto presentato dal Consiglio federale. Il CdS rassicura anche chi, soprattutto nel Mendrisiotto, si è espresso negativamente per timore di un aumento del traffico e dell’inquinamento. Per una reazione abbiamo sentito il presidente del CdS Norman Gobbi: «Soddisfatti per il voto in Ticino, ma anche per l’esito negli altri Cantoni. Questo a fronte di un grande impegno per cercare di far capire che l’opera è necessaria per mantenere collegato, in modo costante e durevole, il sud delle Alpi dal resto della Svizzera. Il Sì in Ticino rimette ordine sulle volontà dei ticinesi, infatti troppo sovente ho sentito dire dagli avversari che rappresentavano meglio le volontà dei ticinesi rispetto a quelli dei favorevoli. Rilevo anche che i cittadini del canton Uri hanno votato in modo diverso dalle indicazioni di voto del loro Governo. Il Mendrisiotto, regione confrontata con problemi di vivibilità, ha votato in modo negativo. Un segnale indirizzato anche al Governo il quale dovrà continuare a migliorare la mobilità transfrontaliera e legata al trasporto pubblico. E voglio dire un’ultima cosa: questo voto ha rafforzato l’amore confederale tra il Ticino e il resto del Paese».