Berna è lontana. Per lavorarci

Berna è lontana. Per lavorarci

Da la Regione del 16 marzo 2016
La Svizzera romanda fa lobbying per il futuro direttore federale dell’Ufcl, e il Ticino?

Non è cosa per ticinesi, magari accasati con figli. C’è Mauro Dell’Ambrogio, segretario di Stato per la formazione, ricerca e innovazione del Dipartimento federale dell’economia, rappresentante più significativo a Berna di un Ticino poco avvezzo ai traslochi professionali. E c’è anche Nicoletta Mariolini, delegata federale al plurilinguismo. Poi poc’altro. Lavorare a Berna, per chi abita nella Svizzera italiana, non è scontato. Vuoi perché c’è poco spazio e vuoi perché già quel poco fatica ad essere occupato (per mancanza di profili professionali disponibili). «La questione si poneva già ai tempi in cui ero consigliere nazionale [nel 2010, ndr]» ci dice Norman Gobbi , presidente del Consiglio di Stato, da noi contattato per commentare la discesa in campo della ‘Conferenza dei governi della Svizzera occidentale’ che rivendica la poltrona della direzione dell’Ufficio federale delle costruzioni e della logistica (Ufcl). Un settore, quest’ultimo, che gestisce gli appalti pubblici federali e non sono proprio noccioline. Di più. In passato il Ticino aveva rivendicato l’uso della lingua italiana nella pubblicazione, appunto, dei mandati pubblici. Cosa che si è poi risolta. Resta il fatto che l’Ufficio federale in questione – oggi diretto da Gustave Marchand, d’origine tedesca contrariamente a quanto potrebbe indurre a credere il nome (osserva ‘Le Temps’, ieri in edicola) – nel solo 2014 ha distribuito qualcosa come 5,5 miliardi di franchi nel settore delle costruzioni e materiale militare. Marchand andrà in pensione a fine novembre, come scrive il quotidiano romando, e dunque l’occasione è ghiotta per le rivendicazioni dei Cantoni latini. Meglio, romandi.

«In queste circostanze noi ci muoviamo per conto nostro, anche perché la solidarietà latina spesso si ferma al francese…» commenta Gobbi a proposito di alleanze trasversali per occupare un posto là dove l’Amministrazione federale pesa. «In passato, come deputazione ticinese alle Camere, ci capitava d’incontrare sovente l’allora capa del personale federale e la presenza ticinese era un tema ricorrente. Poi va detto – aggiunge il presidente del governo – che in alcuni settori, vedi la cancelleria, siamo ben rappresentati, mentre in altri, come l’esercito, siamo sotto la media». Ai romandi resta il vantaggio della vicinanza geografica con Berna. Per chi abita a Friborgo o Neuchâtel, recarsi a lavorare nella capitale è cosa facile; tre quarti d’ora in treno. Non è complicato nemmeno da Zurigo o San Gallo. I mezzi pubblici sono veloci e puntuali. Altra cosa per i ticinesi, ostacoli linguistici a parte. Per quanto non si demorde, là dove è fattibile. Tornando alla questione degli appalti federali, un passo avanti è stato fatto con l’introduzione dell’italiano nei capitolati. Poi, è risaputo, coltivare le giuste ‘sensibilità’ per le minoranze linguistiche è un lavoro lungo e paziente. Una lobbying perpetua.

Visita di cortesia del Console generale di Svizzera a Milano

Visita di cortesia del Console generale di Svizzera a Milano

Da Ticinonews.ch del 16 marzo 2016
Il rappresentante a Milano della Confederazione ha incontrato il Governo ticinese

Oggi a Bellinzona il Consiglio di stato ticinese ha ricevuto la visita di cortesia da parte del Console generale di Svizzera a Milano.
Felix Baumann ha incontrato Gobbi e colleghi già durante la mattinata. L’incontro ha permesso di discutere alcuni argomenti d’attualità.

Cantone e Comuni discutono sulla manovra finanziaria

Cantone e Comuni discutono sulla manovra finanziaria

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi a Bellinzona la seconda seduta del 2016 – la 38. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal Cancelliere dello Stato Giampiero Gianella e dal capo della Sezione enti locali Elio Genazzi, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

La riunione ha consentito in particolare di proseguire la discussione sulla manovra finanziaria cantonale di rientro per il periodo 2017/2019.

La Piattaforma ha preso atto favorevolmente delle conclusioni del Gruppo tecnico misto, incaricato di studiare le possibili misure per compensare i benefici che la manovra cantonale indurrà sui conti dei Comuni, a partire dal 1. gennaio 2017. L’obiettivo di fondo è di garantire la neutralità finanziaria della manovra per l’insieme degli enti locali e di semplificare i flussi finanziari, secondo lo spirito della riforma istituzionale «Ticino 2020».

Le conclusioni del Gruppo di lavoro indicano che la combinazione delle diverse misure produce un impatto equilibrato ed equo sugli enti locali. Il Consiglio di Stato ha confermato che le misure dettagliate previste nell’ambito della manovra di risanamento 2017/2019 saranno presentate alla Piattaforma dopo le elezioni comunali.

La Piattaforma è stata informata anche sullo stato della revisione legislativa in materia di municipalizzazione dei servizi pubblici. La proposta scaturita dal Gruppo di lavoro tecnico prevede l’abolizione dell’attuale legge e l’incorporazione delle sue indicazioni in altre
normative di livello cantonale. La consultazione è aperta a Comuni e aziende interessate, e durerà fino al 15 settembre 2016.

La prossima seduta della Piattaforma è prevista per venerdì 15 aprile.

Presidenti in grigioverde

Presidenti in grigioverde

Il ticinese Norman Gobbi ed il grigionese Christian Rathgeb ai corsi di ripetizione dell’esercito di milizia.

Una particolarità tutta svizzera. Due presidenti di Governo cantonali, il ticinese Norman Gobbi ed il grigionese Christian Rathgeb, si sono incontrati in grigioverde ai corsi di ripetizione dell’esercito di milizia.

Dall’incontro al selfie d’ordinanza con sorriso, il passo è stato breve. Ed il post della foto su Twitter è stato immediato. Hashtag: “Solo in #CH”.

joe.p.

http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Presidenti-in-grigioverde-7019537.html

Convenzioni di polizia quasi a tetto

da la Regione del 10 marzo 2016

Se all’inizio dello scorso settembre erano una settantina, oggi sono 108 i Comuni che hanno ottenuto l’OK del Consiglio di Stato alle convenzioni che traducono in realtà la nuova legge.

Se all’inizio dello scorso settembre erano una settantina, oggi sono più di cento: 108 per la precisione. Tanti sono i Comuni che hanno ottenuto l’ok del Consiglio di Stato alle loro convenzioni stipulate in esecuzione delle disposizioni della LcPol, la Legge sulla collaborazione tra la Polizia cantonale e le Polcomunali. Secondo quest’ultima, gli enti locali che non hanno un Corpo di polizia ‘strutturato’ (minimo cinque agenti più il comandante) devono stringere una convenzione con il Comune polo della regione di Polizia comunale alla quale appartengono. Oppure, sempre all’interno della regione, con il Comune che dispone di una polizia strutturata. Questo nel rispetto di un principio introdotto dalla LcPol: tutti i Comuni contribuiscono al finanziamento dei costi legati alla sicurezza. Una volta approvati dai legislativi comunali interessati, gli accordi finiscono sotto la lente della Sezione enti locali (Sel), che li sottopone poi al governo per la ratifica. Ebbene, segnala il Dipartimento istituzioni in una nota, “attualmente sono 108” i Comuni le cui convenzioni hanno ricevuto dal Consiglio di Stato luce verde. “Due” Comuni sono in attesa della ratifica: si tratta, stando a nostre informazioni, di Rovio e Arbedo-Castione. Per quanto riguarda il primo, la convenzione è con Mendrisio. Nel caso di Arbedo-Castione, l’accordo è con Bellinzona. All’appello manca “un solo Comune”, il quale, fa sapere il Dipartimento, “deve ancora portare a termine la procedura”. Il Comune in questione è Moleno.

L’operazione convenzioni sta dunque per concludersi. Anche perché, ricorda il Dipartimento con riferimento ai Comuni della Verzasca, “dopo l’annullamento da parte del Tribunale federale del decreto legislativo di aggregazione”, nel dicembre 2015 la Sel “ha ratificato l’accordo transitorio di collaborazione” fra il Corpo di polizia strutturata del Piano, con sede a Gordola, e i Comuni di “Brione Verzasca, Corippo, Frasco, Sonogno e Vogorno”. In merito alle Tre Valli, il Dipartimento rammenta che il Municipio di Biasca “ha licenziato il messaggio relativo alla convenzione con il Cantone concernente le modalità di collaborazione e di conduzione del posto di polizia misto”, dove operano insieme agenti della Polcantonale e agenti comunali.

 Сотрудничать в сфере машиностроения будут Свердловская область и швейцарский регион Тичино

 Сотрудничать в сфере машиностроения будут Свердловская область и швейцарский регион Тичино

Da apiural.ru l Протокол о намерениях по сотрудничеству между Свердловской областью и регионом Швейцарской Конфедерации, а именно кантоном Тичино подписали сегодня Евгений Куйвашев и президент госсовета Тичино Норман Гобби. Об этом АПИ сообщили в департаменте информационной политики губернатора Свердловской области.

Документ призван содействовать расширению взаимовыгодного торгово-экономического сотрудничества, определению и реализации совместных инвестиционных проектов, установлению деловых связей между хозяйствующими субъектами регионов. Содействие будет осуществляться на основе дружбы, взаимного уважения и доверия, говорится в документе.

По словам Евгения Куйвашева, наиболее перспективным направлением сотрудничества региона с предприятиями Тичино может стать реализации инвестиционных проектов в сфере машиностроения, в частности, станкостроения, в области химической и фармацевтической промышленности. Именно эти отрасли в экономике Тичино являются ведущими.

«Сегодня Тичино может предложить все, что есть в Швейцарии – от финансовой сферы до производства инновационной продукции», – сказал со своей стороны Норман Гобби.

По мнению сторон, подписание протокола станет отправной точкой качественно нового этапа партнерства Свердловской области и Тичино.

http://www.apiural.ru/news/politics/120309/

В Первоуральск с визитом прибыла делегация из Швейцарии

В Первоуральск с визитом прибыла делегация из Швейцарии

Da pervo.ru l Первоуральске встретили официальную делегацию кантона Тичино Швейцарской Конфедерации.

Президента Государственного совета кантона Тичино Нормана Гобби, канцлера Джампьетро Джанелла, советника президента Арона Кампоново, директора управления экономики Стефано Рицци и других официальных лиц встречали депутаты Первоуральской городской Думы Наталья Воробьева и Светлана Титова.

Но прежде по традиции гостям предложили отведать хлеба-соли. Первоуральский каравай пришелся гостям по вкусу. Заинтересовала делегатов и история памятного места их встречи. Ее рассказала Светлана Титова. В следующий свой визит в Свердловскую область, заверили швейцарцы, обязательно посетят Первоуральск, уже наметили места, которые должны обязательно увидеть собственными глазами – Первоуральский Новотрубный завод и музей истории ПНТЗ. Такое решение было принято не случайно, ведь каждый делегат получил в подарок от первоуральских депутатов книгу о становлении трубной промышленности Урала.

– Наши территории близки, даже по климатическим особенностям. Я живу на высоте 1400 метров, и в Швейцарии сейчас идет снег, так что уральская погода нас не испугала, – уверяет Норман Гобби.

В подтверждение своих слов швейцарец, улыбаясь, демонстрирует теплые руки – «горячие руки Альпийских гор».

Собираясь в обратный путь, президент государственного совета кантона Тичино приглашает первоуральцев с ответным визитом и благодарит за радушный прием.

Стоит отметить, что целью визита делегации в Свердловскую область стало обсуждение вопросов экономического и культурного сотрудничества между Свердловской областью и кантоном Тичино.

– Мы хотим развивать экономические и культурные связи между нашими территориями, которые находятся на большом расстоянии друг от друга, но благодаря личным контактам становятся ближе друг к другу, – заметил Норман Гобби, – Тичино предлагает хорошую базу для коммерции, жизни, торговли, сотрудничества.

Протокол о намерениях о сотрудничестве между Свердловской областью и регионом Швейцарской делегации, к слову, был подписан. Документ призван содействовать расширению сотрудничества и определению совместных инвестиционных проектов. Вполне возможно, что один из проектов будет развиваться именно на территории Первоуральска.

http://www.pervo.ru/pervouralsk/politika/34068-vsled-za-kitayskoy-delegaciey-v-pervouralsk-pribyli-gosti-iz-shveycarii.html

Centro di pronto intervento di Mendrisio: contributo del Cantone per gli spazi destinati alla Polizia cantonale

Centro di pronto intervento di Mendrisio: contributo del Cantone per gli spazi destinati alla Polizia cantonale

Il Governo ha licenziato oggi il messaggio che propone uno stanziamento di 13,4 milioni di franchi per realizzare gli spazi destinati alla Polizia cantonale nel futuro Centro di pronto intervento del Mendrisiotto. Il credito consentirà di procedere all’acquisto degli spazi all’interno dello stabile – secondo la formula della proprietà per piani – e di progettare ed eseguire i lavori necessari che saranno ultimati nel corso del 2020.
L’insediamento della Polizia cantonale all’interno del Centro di pronto intervento di Mendrisio – dove opereranno i reparti della Gendarmeria e della Polizia giudiziaria, in collaborazione con la Polizia comunale – si inserisce nella strategia portata avanti dal Dipartimento delle istituzioni negli ultimi anni il cui obbiettivo è di accrescere la sicurezza aumentando il presidio delle forze dell’ordine sul territorio.
Grazie alla nuova collocazione, gli agenti avranno a disposizione spazi adeguati alle loro esigenze e i cittadini del Mendrisiotto potranno così contare su una presenza costante e rafforzata nonché su una migliore distribuzione della Polizia cantonale a sud del nostro Cantone. L’opera è progettata e realizzata in stretta collaborazione con la Città di Mendrisio e prevede la condivisione di alcune attività, in particolare nella gestione dell’utenza e nelle attività di condotta grazie ad un’unica centrale operativa e alla creazione di un unico sportello.
Il Centro di pronto intervento di Mendrisio permetterà in particolare di:
– migliorare la distribuzione degli agenti nel Sottoceneri, creando una nuova sede per i Reparti di pronto intervento, in sostituzione della sistemazione transitoria e inadeguata di Chiasso;
– contrastare l’incremento della criminalità nel Mendrisiotto, grazie a un Centro regionale che assicuri maggiori risorse nell’ambito della sicurezza;
– aumentare il supporto al Corpo guardie di confine federale nella fase di intervento – fermo di persone colpite da mandati di cattura, ricerche, ecc. – con l’avvicinamento della sede di polizia ai valichi utilizzati per l’ingresso clandestino;
– favorire la collaborazione e le sinergie con la Polizia comunale e gli altri enti di Pronto intervento presenti nel centro, a garanzia di un impiego coordinato e razionale;
– predisporre spazi logistici adeguati per la gestione dei fermi di polizia, incrementati notevolmente con l’introduzione del nuovo Codice di procedura penale;
– razionalizzare le risorse disponibili – personale, apparecchiature, investimenti – garantendo la presenza sull’arco delle 24 ore e riducendo i tempi di intervento;
– accrescere l’integrazione delle forze dell’ordine nel tessuto sociale, la conoscenza del territorio e la presenza capillare sul terreno.

Il progetto del Centro di pronto intervento di Mendrisio sarà costruito in due tappe, eseguite consecutivamente. In quest’ottica, l’insediamento della Polizia cantonale è previsto al termine della seconda fase realizzativa; insediamento che consentirà ai circa 60 agenti che occuperanno gli spazi di essere operativi 24 ore su 24.

Il Centro di pronto intervento rappresenta quindi un ulteriore passo avanti per le forze dell’ordine, che, grazie a una sistemazione logistica al passo coi tempi e in posizione strategica, saranno in grado di garantire alla popolazione del Mendrisiotto più sicurezza sul territorio e – di riflesso – una migliore qualità di vita. Un tassello fondamentale nella strategia globale di aumento della sicurezza dell’intero Cantone e di tutti i cittadini, che costituisce e costituirà sempre uno degli obiettivi prioritari del Governo.

Visita e firma di un accordo di collaborazione Ticino-Sverdlovsk

Visita e firma di un accordo di collaborazione Ticino-Sverdlovsk

Negli scorsi giorni una delegazione ticinese guidata dal Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi si è recata su invito del Governatore Yevgeny Kuyvashev della Regione di Sverdlovsk ad Ekaterinenburg (Federazione russa) per una visita di contatti politici, economici e culturali, durante la quale il Presidente del Governo ticinese e il Governatore hanno siglato un accordo che mette le basi per future collaborazioni.

Ad accompagnare il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi è stata una delegazione composta dal Cancelliere dello Stato Giampiero Gianella, dal Direttore della Divisione economia Stefano Rizzi, dal Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda elettrica Ticinese Giovanni Leonardi, dal direttore della Swissminiatur Dominique Vuigner e dal coordinatore ai rapporti con la regione dell’Oblast di Sverdlovsk, avv. Aron Camponovo, incaricato dal Presidente del Consiglio di Stato in quanto conoscitore della realtà locale. La delegazione ha potuto inoltre avvalersi della consulenza e del supporto organizzativo del Console generale di Russia a Berlino, Kostantin Nefedov, già console a Berna, con il quale il Dipartimento delle istituzioni intrattiene rapporti di collaborazione.

Pierre Helg, ambasciatore della Confederazione elvetica presso la Federazione russa, ha accolto la delegazione nella sua residenza a Mosca prima del trasferimento ad Ekaterinenburg. L’incontro è stato proficuo e si è svolto alla presenza Consigliere d’Ambasciata nonché Capo degli Affari Amministrativi Pierre Chabloz e del responsabile dello «Swiss business hub» Yves Morath. È stata così colta l’occasione per rivisitare – e riconsiderare in prospettiva – le esperienze maturate nel corso di precedenti visite e scambi culturali ed economici.

Durante l’incontro protocollare nella residenza presidenziale «Sevastyanov» ad Ekaterinenburg, la Delegazione ticinese ha incontrato unitamente al Governatore, la Presidente del Legislativo regionale Lyudmila Babushkina, il Ministro regionale dell’economia Andrej Sobolev e il Presidente della Camera di commercio ed industria degli Urali Andrei Besedin. I Presidenti hanno scambiato opinioni sulle rispettive regioni, ponendo l’accento sui fattori accomunanti e sulle possibilità di cooperazione tra un territorio ricco di materie prime e attività industriali e un Cantone che vuole affrontare in modo attivo le sfide che lo attendono, nell’ambito di un riassetto strategico delle proprie attività economiche e finanziarie. Dopo la sigla dell’accordo di collaborazione, i Presidenti si sono scambiati doni di cortesia, per lasciare poi spazio ad una più ampia discussione su temi economici.

Un ulteriore momento simbolico, fortemente apprezzato dal Governatore e dai media locali, si è svolto a Verkhnyaya Pyshma con il dono da parte della Swissminiatur di Melide al «Museo della storia tecnica militare degli Urali» di una riproduzione in miniatura La Gloria del monumento ai caduti dell’armata del Generalissimo Suvorov posto ad Andermatt presso il Ponte del Diavolo.
Sempre a Verkhnyaya Pyshma la delegazione ticinese ha incontrato il Direttore generale Andrei A. Kozitsyn della UMMC-Holding, azienda con oltre 90mila impiegati attiva internazionalmente nell’estrazione del carbone, nella produzione di acciaio e materiali da costruzione, nella lavorazione di rame, zinco e metalli preziosi e in attività di genio civile ed edile, aerospaziale e agricolo. L’incontro è stato seguito da una suggestiva visita agli imponenti stabilimenti di raffinazione dei metalli preziosi e lavorazione del rame.

La delegazione ha visitato il Centro presidenziale Boris Eltsin ad Ekaterinenburg, che ripercorre la storia russa nel XX. secolo e in particolare l’inizio degli anni Novanta, che videro il collasso dell’Unione sovietica a causa della deficitaria economia comunista e la lotta per il cambiamento e la libertà. Una trasformazione che ebbe uno dei propri protagonisti in Boris Eltsin, che iniziò la sua carriera politica proprio ad Ekaterinenburg, quale Governatore della Regione di Sverdlovsk. Eltsin si impegnò in prima persona nella realizzazione delle attese riforme e nel difendere la democrazia da eventuali colpi di Stato.

La delegazione si è poi recata a Pervouralsk, luogo in cui è localizzata la colonna che funge da spartiacque tra i Continenti europeo ed asiatico. La visita ha messo a dura prova la Delegazione ticinese e il Comitato d’accoglienza delle autorità locali, guidato dalla Presidente del Legislativo comunale Natalya Vorobjova, a causa di una bufera di neve con venti glaciali.

I proficui contatti intrecciati rappresentano l’ideale premessa per l’avvio di concreti rapporti economici, che dovranno fare leva sulle complementari competenze e potenzialità. A questo scopo, è già stata concordata l’organizzazione di un ulteriore missione commerciale per concretizzare le vie di cooperazione ora aperte. Ciò, anche sulla base dell’accordo di collaborazione in materia di sostegno alla promozione economica del Cantone e all’internazionalizzazione delle aziende ticinesi, sottoscritto nel 2012 da Consiglio di Stato e Camera di commercio e dell’industria del Cantone Ticino. Tale accordo prevede che – per le attività di promozione delle esportazioni – la leadership nei rapporti bilaterali resti nelle mani dell’economia privata per il tramite della Camera di Commercio quale associazione-mantello dell’economia ticinese, con il supporto istituzionale del Cantone. La CC-TI, quale centro di competenze dell’export in Ticino, sostiene infatti l’internazionalizzazione delle aziende attraverso i suoi servizi interni che – in stretta collaborazione con Switzerland Global Enterprise – garantiscono consulenze, formazione e sostegno in occasione di missioni commerciali all’estero.
Si ricorda infine che, per promuovere l’internazionalizzazione delle aziende, la nuova legge per l’innovazione economica prevede la concessione di contributi per mandati di consulenza a Switzerland Global Enterprise (SGE) volti a realizzare analisi di mercato, ricerca di partner di vendita, organizzazione di missioni esplorative e analisi della regolamentazione e della legislazione del mercato (www.ti.ch/internazionalizzazione).

Onorato di vivere in Ticino l’ex console di Svezia

Onorato di vivere in Ticino l’ex console di Svezia

Cerimonia per l’insediamento della nuova console di Svezia Elisabeth Borella, che succede a Stefan Widegren, nella foto con l’ambasciatore di Svezia Magnus Hartog.

Cerimonia in grande stile al LAC di Lugano per la designazione di Elisabeth Borella di Mendrisio a console onorario di Svezia. Borella, nata a Uppsala e in Ticino da diversi decenni, afferra il testimone lasciatolole dopo 6 anni di attività da Stefan Widegren. Più di un centinaio di persone – tra cui diverse decine di consoli di altri Paesi – hanno partecipato all’incontro che ha avuto la sua parte culminante nel discorso dell’ambasciatore svedese a Berna Magnus Hartog-Holm. L’ambasciatore ha parlato degli importanti rapporti tra la Svizzera, Ticino e Svezia (non a caso anche a Lugano esiste la camera di commercio elvetico-svedese) e ha elogiato il lavoro svolto dal predecessore di Borella. “È stato un esempio – ha spiegato l’ambasciatore – di quanto un console onorario può fare per promuovere gli interessi svedesi fuori dai propri confini”. Hartog-Holm ha poi consegnato a Widegren una medaglia d’oro (con l’effige del re di Svezia) per i servizi resi.

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, anche i sindaci di Lugano e Mendrisio (Marco Borradori e Carlo Croci) e il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. Borradori ha portato i saluti della Città, presentato il LAC, e sottolineato gli stretti rapporti che esistono tra i due Paesi. Il sindaco ha anche ricordato l’arrivo, nel 2008 (durante gli europei di calcio), della nazionale di svedese a Lugano. Molto toccante il discorso di Widegren, con cui l’ormai ex console si è congedato dai suoi concittadini. Un discorso iniziato con un omaggio al Ticino. “È un privilegio poter vivere in questo luogo. Non solo per la sua bellezza, che è tra le maggiori d’Europa, ma anche per il fatto di trovarsi in mezzo a realtà straordinarie come la Svizzera e l’Italia”. Svizzera e Svezia, ha continuato Widegren “hanno molto in comune. Sono due nazioni di grande successo che però sono arrivate ai vertici internazionali in due modi diversi. Per questo dobbiamo continuare a dialogare e a scambiarci idee. Assieme ce la faremo meglio».

La Svezia è però anche una grande nazione di hockey (è ormai storica la finale dei campionati del mondo 2013 in cui la nazionale scandinava sconfisse la nostra rappresentativa per 5-1). Tra gli ospiti non poteva dunque mancare la presidentessa dell’Hockey Club Lugano, Vicky Mantegazza. E proprio parlando di disco su ghiaccio Widegren ha ricordato l’arrivo, alla Resega, del Mora IK, battuto per l’occasione (3-2) dai bianconeri.