Il Governo torna al lavoro

Il Governo torna al lavoro

Da RSI.CH l Prima riunione del Consiglio di Stato ticinese dopo le elezioni cantonali.
Il Governo ticinese è tornato a riunirsi per la prima volta dopo le elezioni del 19 aprile e i consiglieri di Stato si sono impegnati nella preparazione della riunione di clausura, prevista per l’inizio di giugno, durante la quale saranno definite le priorità della legislatura appena cominciata.

Al termine dei due giorni di vertice, sottolinea Norman Gobbi, l’obbiettivo è di avere delle idee chiare e condivise in modo da potersi confrontare con i partiti.

Il presidente del Consiglio di Stato vuole pure evitare il rapporto conflittuale tra Governo e Parlamento che ha segnato l’ultimo quadriennio.

http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Il-Governo-torna-al-lavoro-4490434.html

Gobbi, Vitta e il futuro del Ticino

Gobbi, Vitta e il futuro del Ticino

Da CDT.CH l Prima uscita della legislatura per i consiglieri di Stato: “Il Ticino ha bisogno di progetti”.
Uno abita a nord, ad Airolo. L’altro a Sant’Antonino, a sud, paese di cui per 15 anni è stato sindaco. Il territorio che sta in mezzo (e non solo) lo conoscono bene. E nei prossimi anni impareranno di sicuro a conoscerlo ancora meglio. Sarà stata probabilmente solo una fortuita coincidenza di date, ma il presidente del Governo Norman Gobbi e il consigliere di Stato fresco di elezione Christian Vitta hanno scelto l’assemblea dell’Ente regionale per lo sviluppo del Bellinzonese e valli (ERS-BV), svoltasi giovedì sera, per la prima uscita pubblica della legislatura. I ministri nel loro breve intervento hanno posto l’attenzione sull’importanza dell’Alto Ticino per «disegnare» il Cantone che verrà. Un Cantone, ha osservato il confermato direttore del Dipartimento delle istituzioni, che a breve sarà confrontato a due importanti sfide: l’apertura della galleria di base del San Gottardo e il risanamento del tunnel autostradale (sempre del San Gottardo): «Governo, Comuni e gli enti regionali devono impegnarsi, assieme, affinché l’alta Leventina non resti isolata in occasione degli interventi previsti nel traforo». Detta in parole povere, significa sostenere la costruzione del secondo tubo, tema sul quale i cittadini svizzeri si esprimeranno nel 2016 (verosimilmente il 28 febbraio).

Per Christian Vitta, direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia, il Ticino ha bisogno di «progetti incentrati sul medio-lungo termine. Sarà un piacere per me lavorare con l’ERS-BV e gli altri enti regionali, i quali denotano un forte dinamismo. A livello professionale negli ultimi anni mi sono fatto un’idea delle esigenze delle valli e dello spirito e della voglia che i diversi attori hanno nel portare avanti le iniziative». L’ex sindaco di Sant’Antonino ha infatti curato gli studi di alcune aggregazioni. Nel Sopra- e nel Sottoceneri. Ha toccato per mano le realtà locali. Lo stesso dicasi per Norman Gobbi, secondo il quale gli enti regionali sono un «valore aggiunto in un contesto economico, quello ticinese, dove vi sono difficoltà ad attirare nuove aziende».

Inoltrate ben 160 candidature per «Mister turismo» bleniese

Se non è un record poco ci manca. Sono state inoltrate ben 160 candidature per il posto di responsabile della futura antenna dell’ERS-BV per la Valle di Blenio (cfr. il CdT del 24 febbraio). La scrematura ha ridotto a 15 i papabili (la metà di origini bleniesi), di cui sette hanno avuto un colloquio con i sindaci dei tre Comuni (Serravalle, Acquarossa e Blenio) e il direttore dell’ente Raffaele De Rosa. Il o la prescelto/a verrà nominato/a a breve, in quanto l’entrata in servizio è prevista entro l’estate.

“Abbiamo chiesto l’espulsione”

“Abbiamo chiesto l’espulsione”

Da RSI.CH l Norman Gobbi conferma la richiesta fatta a Berna per allontanare dalla Svizzera il giovane vicino a posizioni dell’IS.
“Il Dipartimento delle Istituzioni ha inviato una richiesta di espulsione in data 10 marzo, dopo aver ricevuto informazioni di polizia”.  Sono parole del direttore Norman Gobbi, che conferma quanto anticipato da Liberatv, e sono riferite al cittadino di nazionalità marocchina vicino a posizioni dell’IS intervistato giovedì da Falò.

Quanto alle effettive possibilità, che questa richiesta venga accolta il responsabile delle Istitizioni è cauto: “L’auspicio è quello. Ciò detto la nostra legge federale è buonista e tutelante nei confronti di questa tipologia di persone”.
Gobbi precisa infine che “da parte nostra siamo contrari alla presenza sul territorio di persone il cui obbiettivo è di radicalizzare i mussulmani”.

Il Governo si è insediato

Il Governo si è insediato

Da RSI.CH l La cerimonia si è svolta nella sala del Gran Consiglio, a palazzo delle Orsoline a Bellinzona – VIDEO
Il nuovo Consiglio di Stato si è insediato ufficialmente – e tra gli applausi – giovedì mattina alle 10.00 a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona. La cerimonia è durata circa mezz’ora ed è stata costellata da quattro intermezzi musicali a cura del Conservatorio della Svizzera italiana.

Nell’aula del Gran Consiglio – gremita per l’occasione da parte di autorità, delegati partitici e comunali, parenti ed invitati personali dei neoeletti – hanno prestato dichiarazione di fedeltà gli uscenti Claudio Zali e Norman Gobbi della Lega dei ticinesi, Manuele Bertoli del partito socialista, Paolo Beltraminelli del partito popolare democratico ed il nome nuovo di questa legislatura, Christian Vitta, del partito liberale radicale, che subentra a Laura Sadis. La dichiarazione di fedeltà è stata resa dinanzi al giudice Mauro Ermani, assistito dal cancelliere dello Stato Giampiero Gianella.
“Auguro ai consiglieri di Stato – ha dichiarato in aula il presidente del Tribunale di appello – di lasciarsi alle spalle le tossine di questa lunga campagna elettorale”. Perché , oggi, con la prima seduta di Governo e l’attribuzione dei Dipartimenti, iniziano ufficialmente i lavori della nuova legislatura.

Dipartimenti, tutto invariato

Al termine della cerimonia i consiglieri di Stato si sono riuniti e, poco dopo mezzogiorno, il neo-presidente del Governo, Norman Gobbi, ha annunciato, come prevedibile, lo status quo dei dipartimenti: a Claudio Zali quello del territorio, allo stesso Gobbi le istituzioni, a Manuele Bertoli l’educazione, a Paolo Beltraminelli la sanità e a Christian Vitta, subentrante di Laura Sadis, le finanze.
joe.p./ang

Il GovSelfie d’addio

Il GovSelfie d’addio

Ultima riunione del Governo e ultimo selfie prima delle elezioni cantonali del prossimo 19 aprile. Si è tenuta oggi, mercoledì, l’ultima seduta del Governo ticinese che vedrà le sue fila rinnovarsi il prossimo 19 aprile. Quattro dei componenti del Consiglio di Stato si ripresentano – Norman Gobbi, Claudio Zali, Paolo Beltraminelli e Manuele Bertoli – ma non l’attuale direttrice del Dipartimento delle finanze e dell’economia Laura Sadis.

In seguito all’incontro, i cinque – non dimentichiamo il cancelliere Giampiero Gianella – sono andati a pranzo insieme, e per immortalare il momento, il direttore del Dipartimento delle istituzioni Gobbi ha scattato un selfie poi pubblicato su Twitter accompagnato dal messaggio “Ultima riunione del #CDS con pranzo di commiato dalla collega Laura Sadis con GovSelfie d’obbligo!”

http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Il-GovSelfie-daddio-4333462.html

Chiusura dei valichi secondari: bene, ma il Ticino vuole di più!

Chiusura dei valichi secondari: bene, ma il Ticino vuole di più!

Il valico di Pizzamiglio non deve essere un caso isolato. Ieri il Governo ha approvato la risposta alla procedura di consultazione inerente la chiusura notturna dei valichi secondari preparata dal mio Dipartimento. Obiettivo ultimo: far sì che altri 9 valichi secondari vengano chiusi durante la notte, come accade oggi al valico di Pizzamiglio.

In questa mia prima legislatura, mi sono impegnato, tra le altre cose, per accrescere la sicurezza nel nostro Cantone, dotando la Polizia cantonale delle risorse umane e dei mezzi necessari. Al termine di una campagna in cui da tutte le parti si chiede concretezza, ecco i fatti: diminuzione dei furti nel 2014, collaborazione interforze accresciuta, ritorno ad una maggiore prossimità con la riapertura di posti regionali di Gendarmeria, aumento del numero degli agenti della Polizia cantonale nei prossimi anni. Se non si riesce a vedere la concretezza in tutto questo, vi rimando all’ottimo lavoro svolto da tutti nel caso della rapina di Novazzano. Più concreto di così!

Aver vinto le importanti battaglie di cui sopra non deve farci pensare di aver vinto la guerra contro la criminalità; si possono e si devono studiare e decidere altri provvedimenti che vanno a collocarsi nella visione, e nelle susseguenti strategie, messe in atto dal 2011. La chiusura dei valichi secondari rappresenta uno dei tasselli di questa strategia volta ad incrementare la nostra sicurezza. Già il 5 febbraio dello scorso anno, avevo formalmente proposto all’Amministrazione federale delle dogane di chiudere, durante le ore notturne, una serie di valichi secondari. Una prima proposta non condivisa da Berna per svariati motivi, tra essi le obbligazioni della Svizzera nel quadro dell’Accordo di Schengen. Ispirata dalla della serata organizzata dal mio Dipartimento a Mendrisio sull’emergenza furti che ha toccato il Mendrisiotto a inizio 2014, la nostra Consigliera nazionale Roberta Pantani ha quindi presentato il 5 marzo 2014 la mozione “Chiusura dei valichi secondari tra Svizzera e Italia”. Il 14 maggio il Consiglio federale ha poi accolto la mozione. A contribuire a questo importante risultato, è stata anche la visita in Ticino, avvenuta il 7 maggio 2014 sull’onda della votazione sull’immigrazione di massa, della Consigliera federale Widmer-Schlumpf, dove ho potuto renderla attenda sulle nostre preoccupazioni circa la gestione e la difesa dei confini nazionali, sulla necessità di rafforzare il Corpo delle Guardie di confine e sui margini di manovra legali che permettono la chiusura dei valichi secondari.

10 valichi secondari da chiudere
Il Consiglio di Stato si è quindi espresso ieri in merito allo studio preliminare redatto dalle Guardie di confine per l’attuazione della mozione Pantani. E, confermando quanto da me indicato alla Consigliera federale Widmer-Schlumpf il 7 maggio 2014, ha proposto la chiusura notturna (dalle ore 23.00 alle ore 05.00) dei seguenti valichi: Novazzano, Ponte Faloppia, Pedrinate, Pizzamiglio, San Pietro di Stabio, Ligornetto, Arzo, Ponte Cremenaga, Cassinone e Indemini. Rispetto al rapporto delle Guardie di confine, il Governo propone di chiudere anche i valichi di Ponte Faloppia, Ligornetto e Indemini, così da poter sviluppare una strategia di sicurezza maggiormente efficace. La richiesta, anticipata il 7 maggio 2014 dal sottoscritto alla Consigliera federale Widmer-Schlumpf, si basa sul fatto che questi tre valichi sono già stati utilizzati in passato da bande di delinquenti per aggirare i controlli; inoltre, la loro chiusura non corre il rischio d’impedire il traffico residuo, visti gli altri passaggi aperti nelle vicinanze. Ed è proprio quest’ultimo aspetto derivante da un accordo in materia doganale concluso tra Svizzera e Unione europea che va valutata l’implementazione della mozione Pantani.

Difendere la porta sud della Svizzera
L’ho ripetuto più volte: il Ticino è la porta sud della Svizzera! Un Cantone confrontato con fenomeni d’importazione preoccupanti (criminalità transfrontaliera, passatori, ecc.), acuiti dalla vicinanza con l’Italia, che fatica, e non poco, a combattere la criminalità e ad avere un controllo sui flussi migratori. La chiusura dei valichi, da me sempre sostenuta, è una risposta chiara ai Ticinesi, che da tempo chiedevano misure più restrittive nel controllo dei nostri confini. Una risposta che s’impone, dato il momento storico in cui viviamo e visto che gli Accordi bilaterali hanno reso più difficile il presidio di queste zone. Per questo il Consiglio di Stato ha chiesto un’ulteriore chiusura dei valichi; ed è per questo che, con la fiducia dei Ticinesi, continuerò a sostenere questa misura, così come tutte quelle volte a rafforzare la sicurezza sul suolo ticinese. Perché la sicurezza è un bene primario che va salvaguardato e difeso, a favore della tranquillità di ogni singolo cittadino!

Norman Gobbi

Apertura di procedimenti penali contro tre agenti di custodia

Apertura di procedimenti penali contro tre agenti di custodia

Nell’ambito dell’inchiesta a carico di un prevenuto per violenza contro funzionari, in relazione all’episodio che ha portato il 21 marzo scorso al ferimento di un agente di custodia presso il Penitenziario cantonale e alla successiva apertura di un procedimento penale per il reato di abuso di autorità con conseguente sospensione di un collaboratore del servizio di custodia, il Dipartimento delle istituzioni informa che il Ministero pubblico ha aperto dei procedimenti penali a carico di ulteriori tre agenti di custodia per titolo di abuso di autorità. Eventuali procedure disciplinari verranno comunicate in seguito dal Consiglio di Stato.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ribadisce la sua piena fiducia nel lavoro della Direzione delle Strutture carcerarie e nel personale che giornalmente lavora a contatto con i detenuti. Gli eventuali errori di pochi non possono e non devono mettere in cattiva luce il buon lavoro di tutti gli altri, i quali svolgono irreprensibilmente un compito estenuante, reso ancor più difficile dalle frequenti provocazioni dei detenuti e dall’alto tasso di occupazione delle Strutture carcerarie (vicino al 100%). I comportamenti oggetto dei procedimenti penali, se confermati dall’esito della procedura, sono comunque delle eccezioni che non possono essere giustificate e che, evidentemente, anche in futuro non saranno tollerate.

Come esposto in occasione della conferenza stampa del 10 febbraio 2015, le misure introdotte dal Direttore Stefano Laffranchini stanno già contribuendo a un miglioramento delle condizioni lavorative all’interno delle carceri. La Direzione del Dipartimento delle istituzioni è convinta che l’attuazione e il consolidamento di tutte le nuove misure volute dal Direttore delle Strutture carcerarie contribuiranno ulteriormente al miglioramento della qualità dell’ambiente professionale, con conseguenze positive anche sull’operato degli agenti di custodia. 

Per le Valli ci sono anche i fatti!

Per le Valli ci sono anche i fatti!

Regolarmente alla vigilia di ogni appuntamento elettorale diversi candidati propongono misure a sostegno delle zone periferiche. Per la prima volta nel corso degli ultimi decenni, in questo quadriennio il Governo su proposta del mio Dipartimento ha promosso serie e vere idee per una valorizzazione delle zone periferiche che passa dal rafforzamento dei centri valligiani.

Quale abitante del “profondo nord” di questo Cantone e con numerose relazioni personali con le valli ticinesi sono estremamente sensibile al mantenimento di servizi amministrativi nelle zone periferiche, poiché sono la base di sviluppo per posti di lavoro e opportunità economiche. In tal senso, come Consigliere di Stato ho operato per il mantenimento delle Preture (la giustizia di prossimità), dei servizi del mio Dipartimento (registri, esecuzione), puntando poi a possibili delocalizzazioni di servizi che grazie allo sviluppo dell’informatica possono spostarsi in zone non urbane, in quanto non necessitano di uno sportello come il futuro contact-center (servizio informazioni telefonico) del settore esecuzione.

Tutto ha avuto inizio con la decisione, discussa ma poi sfatata dai fatti, di delocalizzare l’ufficio cantonale del registro di commercio da Lugano a Biasca. Una proposta da me lanciata ancora da giovane deputato e mai concretizzata sino al mio arrivo in Consiglio di Stato. Una decisione che ha fatto sorgere dubbi, ma che alla luce dei fatti si è trasformato in un successo su più livelli. Da un lato l’efficienza dell’ufficio non ha subito flessioni, anzi: il nostro Cantone è ancora tra i più rapidi nell’evasione delle richieste sottoposte all’ufficio del registro di commercio. In secondo luogo ha permesso di occupare giovani residenti nella regione delle Tre Valli che hanno recuperato brillantemente le conoscenze tecniche del settore, mentre il personale precedentemente occupato a Lugano ha trovato altre soluzioni nell’amministrazione cantonale. Infine, lo spostamento ha sfatato il mito del “non è fattibile” in ambito di delocalizzazione dei servizi cantonali, ovviamente dopo aver valutato la fattibilità e la sensatezza della stessa dal punto di vista del servizio al cittadino e alle aziende, rispettivamente dei principi di efficacia e efficienza.

Questa positiva esperienza mi ha poi spinto ad avviare una riflessione generale su quali servizi cantonali possano essere delocalizzati nelle zone periferiche. Una riflessione condivisa dal Governo che ha trovato naturali resistenze nell’amministrazione, ma grazie ad un approccio tecnico nella valutazione della fattibilità e del servizio al cittadino ha potuto avanzare, con il supporto della SUPSI. Prossimamente il Governo dovrà decidere in merito e sono certo che l’esperienza positiva dell’Ufficio del registro di commercio potrà essere replicata senza diminuire il principio di prossimità e la qualità del servizio al cittadino; elementi quest’ultimi che devono sempre essere al centro dell’attenzione.

In questi quattro anni il Governo ha svolto su mia indicazione queste riflessioni e compiuto i primi passi per delle delocalizzazioni di servizi cantonali nelle valli. Il mio impegno è stato mantenuto e che – con la fiducia che il Popolo ticinese vorrà nuovamente concedermi – potrò continuare a concretizzare con misure vere e fatti concreti a sostegno delle zone periferiche e dell’occupazione della sua popolazione.

Norman Gobbi, Consigliere di Stato