Aggregazione dei Comuni di Cresciano, Lodrino, Iragna e Osogna

Aggregazione dei Comuni di Cresciano, Lodrino, Iragna e Osogna

Il Consiglio di Stato ha preso atto delle richieste formulate dalla Commissione di studio per l’aggregazione dei Comuni di Cresciano, Lodrino, Iragna e Osogna, e ha comunicato la disponibilità a stanziare aiuti cantonali fino a un massimo di 3,8 milioni di franchi a favore del progetto.

In vista del coinvolgimento dei Legislativi comunali, chiamati a esprimere il proprio preavviso nei confronti dei rispettivi Municipi, il Governo ha confermato l’intenzione di stanziare un contributo finanziario cantonale, così suddiviso:

  • 1,8 milioni di franchi per sostenere investimenti che favoriscano un’adeguata integrazione delle frazioni e lo sviluppo del nuovo Comune;
  • 1,0 milioni di franchi per neutralizzare la situazione di eccedenza passiva di Iragna, sulla base del credito-quadro da 120 milioni di franchi destinato ai Comuni in dissesto finanziario.

Accanto a questi contributi diretti è poi previsto un aiuto agli investimenti – in base all’articolo 14 della Legge sulla perequazione finanziaria intercomunale (LPI) – per favorire la realizzazione di una struttura polivalente a Cresciano, destinata a rafforzare le infrastrutture del nuovo Comune. La determinazione definitiva di tale aiuto compete al Dipartimento delle istituzioni, che si è impegnato a confermarne l’entità entro la prima settimana di giugno, una volta sentito il parere della speciale Commissione consultiva. L’importo esatto, valutato sulla base dell’istanza inoltrata nel frattempo dal Municipio di Cresciano alla Sezione degli enti locali, dovrebbe essere compreso tra un minimo di 0,7 e un massimo di 1,0 milioni di franchi.

Le gouvernement tessinois évoque une piste sur l’immigration

Da LEMATIN.CH l Le Tessin demande une clause de sauvegarde spécifique au canton dans le cadre de l’application de l’initiative sur l’immigration. Il propose de tenir compte des différences de salaires, du coût de la vie et du taux de chômage de part et d’autre de la frontière.

Dans des situations d’exception, qui répondraient à des critères rigoureusement objectifs, cette clause limitant la libre circulation serait activée. Des mesures dans des secteurs particuliers de l’économie comme la préférence locale ou des contingents seraient alors appliquées, selon le Conseil d’Etat tessinois.

Dans un communiqué diffusé mercredi, le gouvernement cantonal indique qu’il a mandaté l’ancien secrétaire d’Etat Michael Ambühl pour élaborer une proposition dans ce sens. Professeur à l’EPFZ, ce dernier a formulé l’an dernier déjà l’idée d’une clause de protection pour sortir la Suisse de l’impasse avec l’Union européenne, qui refuse toute restriction de la libre circulation.

La clause de protection agirait de manière temporaire et serait utilisée dans certaines situations uniquement. La Suisse pourrait faire appel à un tel remède en cas d’une immigration nette excessivement forte. En dessous de la limite fixée, la libre circulation resterait valable.

Interrogé à l’émission “Forum” de la RTS, le président du gouvernement tessinois Norman Gobbi a rappelé que l’Espagne avait formulé une demande similaire en 2011 face à l’immigration venue de l’Europe de l’Est.

“Munich à côté d’Athènes”
Il a illustré le cas très particulier, selon lui, du Tessin, où la population avait accepté à 68,2% – taux le plus élevé de tous les cantons – le 9 février 2014 l’initiative sur l’immigration de masse: “C’est comme si Munich avait comme voisin Athènes”. Cet exemple extrême, avoue-t-il, montre à quel point le coût de la vie est très différent entre le Tessin et les régions italiennes limitrophes.

La proposition du Conseil d’Etat tessinois s’inscrit dans la consultation lancée par le Conseil fédéral sur la mise en oeuvre de l’initiative sur l’immigration. Celle-ci court jusqu’au 28 mai.

http://www.lematin.ch/suisse/frontaliers-tessin-demande-clause-sauvegarde/story/25761275

Aggregazione Onsernone: incontro con i sindaci

Aggregazione Onsernone: incontro con i sindaci

Il Dipartimento delle istituzioni e l’Ufficio per lo sviluppo economico hanno incontrato ieri a Bellinzona i cinque sindaci dei comuni della Valle Onsernone interessati dal progetto di aggregazione, per una prima discussione in vista della formazione del nuovo Comune, che avverrà in concomitanza con le elezioni comunali del 10 aprile 2016. Dopo la decisione del Tribunale federale che ha respinto i ricorsi interposti contro l’aggregazione dei comuni dell’Onsernone, il Decreto di aggregazione deciso dal Gran Consiglio è diventato definitivo.

Per impostare i lavori preparatori e i passi che restano da intraprendere in vista della costituzione del nuovo Comune, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il capo della Sezione degli enti locali Elio Genazzi con i collaboratori Daniela Baroni e Nicola Rossetti e il capo dell’Ufficio per lo sviluppo economico Valesko Wild hanno incontrato i sindaci Marco Garbani Nerini (Gresso), Roberto Carazzetti (Isorno), Mario Ferrari (Mosogno), Gemma Mordasini (Onsernone) e Cristiano Terribilini (Vergeletto).

Nel corso della riunione è stato concordato che la costituzione del nuovo Comune di Onsernone avverrà in occasione delle elezioni comunali generali previste per il 10 aprile 2016. Nel frattempo, con il coordinamento degli attuali sindaci, verrà istituito un gruppo operativo formato dai segretari comunali, che – con il supporto della Sezione enti locali – allestirà la documentazione necessaria ad avviare il lavoro dei futuri amministratori comunali. Nel contempo, verranno intrapresi ulteriori passi nell’ambito dello specifico programma di rilancio per le zone a basso potenziale, coordinato dall’Ufficio per lo sviluppo economico.

Immigrazione di massa:il Consiglio di Stato prende posizione sull’avamprogetto di modifica della Legge federale sugli stranieri

Immigrazione di massa:il Consiglio di Stato prende posizione sull’avamprogetto di modifica della Legge federale sugli stranieri

Il Consiglio di Stato ha ribadito oggi che il nuovo articolo costituzionale 121a deve essere pienamente attuato entro il febbraio 2017, e che ogni modifica della legislazione federale in questo ambito dovrà essere accompagnata da un adeguamento dell’accordo sulla libera circolazione delle persone. Il Governo ha inoltre affidato al prof. Michael Ambühl, del Politecnico federale di Zurigo, il mandato di elaborare la proposta di una clausola di salvaguardia specificamente dedicata al mercato del lavoro ticinese e alla protezione della manodopera indigena.

In risposta alla consultazione indetta dal Consiglio federale sull’avamprogetto di modifica alla Legge federale sugli stranieri, il Consiglio di Stato ha discusso oggi la posizione del Canton Ticino sull’attuazione del nuovo articolo costituzionale 121a, approvato dal popolo e dai Cantoni il 9 febbraio 2014.

Il Consiglio di Stato ritiene sterile la revisione della Legge federale sugli stranieri proposta dal Consiglio federale, qualora essa non possa essere accompagnata da una rinegoziazione con l’Unione europea (UE) dei contenuti dell’accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) compatibile con il nuovo articolo costituzionale. Dato che già nella versione in vigore la Legge federale sugli stranieri è in larga misura formalmente compatibile con tale articolo – ma applicabile di fatto unicamente a stranieri provenienti da Paesi terzi – e dato che per gli stranieri provenienti da Paesi UE/AELS valgono le disposizioni dell’ALC, le modifiche proposte dal Consiglio federale risultano di portata minore.

Il Consiglio di Stato ritiene che il nuovo articolo costituzionale vada attuato pienamente. Se non dovesse essere possibile trovare un’intesa con l’UE nei tre anni concessi dalla Costituzione, e cioè entro il 9 febbraio 2017, la Svizzera dovrà passare a una gestione autonoma dell’ammissione di stranieri tramite tetti massimi e contingenti, indipendentemente dalla loro provenienza, e introdurre il principio della preferenza indigena, una decisione che con larga verosimiglianza potrebbe far cadere gli accordi bilaterali tra Svizzera e UE.

Nella sua presa di posizione il Consiglio di Stato ha inoltre posto l’accento sull’esigenza di tener conto dell’impatto della libera circolazione delle persone sul mercato del lavoro, in relazione alle diversità e alle esigenze regionali, nel quadro del dialogo in corso con l’UE e i suoi Stati membri. A questo proposito il Governo ha affidato al prof. Michael Ambühl, del Politecnico federale di Zurigo, il mandato di elaborare la proposta di una clausola di salvaguardia specificamente dedicata al mercato del lavoro ticinese e alla protezione della manodopera indigena.

L’ipotesi di lavoro che sottende la proposta è che a cavallo della frontiera possano esserci differenze di salario, di livelli di disoccupazione o di costo di vita, nonché notevoli balzi di questi o altri indicatori macroeconomici oggettivamente fuori norma nel confronto europeo, tali da mettere in dubbio il buon funzionamento del mercato del lavoro e della libera circolazione delle persone stessa. In situazioni d’eccezione di questo tipo, rigorosamente modellizzate sulla base di criteri e dati oggettivi, una clausola di salvaguardia permetterebbe di attivare contromisure precise in particolari settori dell’economia, come la preferenza indigena o l’applicazione di contingenti.

Lavorare insieme per il bene del Ticino

Lavorare insieme per il bene del Ticino

Anche per chi come me ha l’onore di presiedere il Consiglio di Stato, salutare il nuovo Presidente del Gran Consiglio significa rivolgersi a colui che, come sapete, ha l’onore ancora più grande di essere chiamato «il primo cittadino» di questo Cantone.

Questo discorso è quindi anzitutto un gesto dovuto, di rispetto e di deferenza, verso la persona che è stata scelta per incarnare il vero sovrano di queste nostre terre: quel Popolo che il sistema svizzero, il nostro sistema di democrazia diretta, ha scelto di mantenere al centro del proprio universo politico.

La cerimonia per l’elezione del Presidente del Parlamento dovrebbe quindi essere molto più di un semplice atto formale, e mai ridursi a una banale alternanza di colori partitici. La sedia sulla quale il vostro concittadino e sindaco Luca Pagani siederà durante i prossimi dodici mesi non è solo quella con lo schienale più alto di tutta l’Aula del Gran Consiglio; è quella alla quale tutto il Ticino guarderà, in attesa delle risposte che questa classe politica ha il dovere di fornire.

Ecco perché, caro Luca, soprattutto nel primo anno della nuova Legislatura avrai il compito di ricordare a tutti il vero motivo della loro presenza a Palazzo delle Orsoline. Siamo stati eletti, Governo e Parlamento, non per mettere in scena una guerra dei poteri; non per sfidarci o per cercare visibilità; non per sprecare tempo in discussioni interminabili – e nemmeno per giocare a “solitario” sui nostri computer portatili, in attesa del nostro turno per parlare.

Siamo stati eletti perché il popolo ticinese, il nostro Sovrano, ci ha dato fiducia nella convinzione che sapremo collaborare – Esecutivo e Legislativo – per cercare e possibilmente trovare, insieme, soluzioni a problemi che tutti conosciamo fin troppo bene.
Voglio ripetere la parola insieme, perché quella che si sta aprendo dovrà essere la Legislatura della maturità per la politica di questo Cantone. La Legislatura del lavoro comune e concertato, che sappia superare i personalismi e i ragionamenti di fazione. Dovremo dimostrare, ai molti cittadini ticinesi che stanno soffrendo, che siamo capaci di accantonare le nostre ambizioni personali per dare la priorità ai loro bisogni.

Non voglio esagerare con l’enfasi, ma fuori dall’Aula del Gran Consiglio, a Bellinzona, sono collocati i busti di otto personaggi che hanno costruito il Ticino moderno, tutti accomunati dall’esperienza di membri del Gran Consiglio. Non è un caso e nemmeno uno scherzo che l’architetto abbia voluto posizionarli con gli occhi rivolti verso l’aula dove si svolgono i lavori parlamentari. Il messaggio è chiaro: illustri predecessori ci hanno affidato in eredità un Paese da amministrare con cura, e giudicano il nostro operato anche dal silenzio della pietra. Ognuno di noi sa benissimo se stia onorando la memoria dei loro sforzi.
Allo stesso modo, anche i ticinesi che verranno dopo di noi esprimeranno un giudizio sul nostro operato, con la differenza che in questo caso potremmo avere la fortuna – o la sfortuna… – di sentire questo giudizio direttamente dalla loro voce.

A nome del Consiglio di Stato voglio quindi esprimere l’intenzione di consacrare il nostro massimo impegno alla ricerca di soluzioni politiche concordate, per il bene del Ticino. Spero che anche dai banchi di questo Gran Consiglio sia questo l’intento con il quale si apre la Legislatura 2015/2019.
Da questo punto di vista, voglio esprimere – con il massimo rispetto per la separazione dei poteri dello Stato – tutta la mia soddisfazione per la decisione di questo Gran Consiglio. Scegliendo Luca Pagani il Parlamento ha voluto premiare una persona che spicca per senso civico e attivismo sociale, e che rappresenta una realtà del nostro Cantone nella quale emergono – in tutta la loro dimensione – i problemi e le opportunità che il Ticino ha di fronte a sé.

Il Mendrisiotto nel quale ci troviamo oggi è la regione di frontiera di un Cantone di frontiera, e più di tutte le altre regioni del nostro Cantone sta vivendo le contraddizioni legate agli avvenimenti politici ed economici degli ultimi anni. Che parliamo di sicurezza, pianificazione del territorio, sviluppo economico oppure mobilità, sappiamo che il Mendrisiotto sta chiedendo l’attenzione e l’aiuto del Cantone per progettare un futuro migliore.

Non si tratta di caldeggiare favoritismi locali, perché sappiamo tutti che il compito di Governo e Parlamento è di progettare globalmente il futuro di questo Cantone. Tuttavia, la possibilità di spostare l’attenzione – a rotazione – sulle diverse micro-realtà del nostro territorio è una delle forze del sistema elvetico, non solo a livello cantonale. Ben venga, quindi, la possibilità di avere un’attenzione particolare per chi ha pagato probabilmente più di altri per le scelte politiche che non sono sempre state effettuate con la giusta considerazione per il nostro Cantone.

La consapevolezza di essere uniti da qualcosa che è più grande delle nostre diversità è ciò che ha costruito la Confederazione e, più in piccolo, anche questo Cantone. Un Cantone tanto diverso quanto unito dalle relazioni umane. Se pensiamo alle vacanze in Leventina del nostro nuovo «primo cittadino» e alla forte relazione, anche sportiva, tra queste due terre ticinesi poste agli estremi, questi elementi costituiscono la felice sintesi di questa condivisione e di questo voler vivere insieme. Con piacere ricordo, caro Luca, l’appello fatto lo scorso novembre al tradizionale pranzo della società di tiro La Balernitana, dove ci ripromettevamo – sotto l’egida del presidente societario Roberto Scotti – di ripresentarci entrambi da Presidenti. Ecco, ci siamo!

Da leventinese sono perciò doppiamente felice di essere qui con voi a Balerna, oggi, per portare a un «primo cittadino» momò il mio saluto e gli auguri del Governo; perché solo se manterremo forte il desiderio di restare uniti potremo portare l’aiuto della politica e del Cantone a tutti i concittadini che ne hanno bisogno.

Discorso pronunciato dal Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi in occasione della cerimonia per l’elezione del Presidente del Gran Consiglio Luca Pagani
18 maggio 2015

Gran Consiglio tenuto a battesimo

Gran Consiglio tenuto a battesimo

Da CDT.CH l A Palazzo delle Orsoline la cerimonia ufficiale d’insediamento dei novanta deputati eletti il 19 aprile – Primo cittadino: Luca Pagani (PPD). A un mese esatto dalle elezioni cantonali per la legislatura 2015-2019, questo pomeriggio a Bellinzona, dalle 14.30, è in corso la cerimonia d’insediamento del nuovo Gran Consiglio, scaturito dalle urne lo scorso 19 aprile e che segue l’insediamento del nuovo Consiglio di Stato dello scorso 23 aprile (vedi suggeriti).

Nell’aula parlamentare, oltre ai novanta deputati, sono presenti i rappresentanti del Consiglio di Stato (Manuele Bertoli direttamente dall’Expo di Milano, dove era in mattinata per la giornata svizzera), parenti, amici e numerosi cittadini, i quali hanno trovato posto sulle tribune per essere presenti all’occasione solenne. Folta, come di consueto, anche la presenza dei giornalisti, fotografi e cameramen. Primo cittadino del Cantone è stato nominato il popolare-democratico Luca Pagani, sindaco di Balerna, alla cui festa, prevista oggi stesso alle 18.30 a Balerna, figura la presenza del presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. Primo vicepresidente Fabio Badasci (Lega), secondo Walter Gianora (PLR, con piccola polemica: vedi suggeriti)

Il discorso introduttivo è invece stato letto dal decano dei granconsiglieri, il leghista Silvano Bergonzoli, come già nel 2011, scherzando che, se allora lo lesse in qualità di decano, stavolta lo farà in qualità di matusa. Nel suo conciso discorso, Bergonzoli ha ricordato la qualità ultima del politica: l’umiltà, che permette di rapportarsi con gli altri, di superare gli steccati e di saper ascoltare i bisogni della popolazione.

Una volta designato presidente anche Pagani ha tenuto un breve discorso introduttivo, citando Papa Francesco, invitando all’unità e alla pace in un periodo storico difficile: “Occorre recuperare il senso etico nel nostro procedere, superando la logica della contrapposizione e ritrovando la concezione del servizio nel nostro impegno politico. È questa la misura alta della politica. È necessario che tutti noi ci sforziamo di mantenere sempre un comportamento giusto, degno della carica e rispettoso delle persone, anche di quelle che la pensano diversamente. Voglio credere e sperare che si possa dare avvio a un nuovo modo di fare politica e che questo possa avvenire anche senza richiami da parte mia, anche se resterò vigile”, ha concluso.

Pagani ha infine congedato la prima seduta, ricordando a tutti la festa in programma a Balerna e dando appuntamento a tutti per l’8 giugno, primo giorno di seduta “vera” del Gran Consiglio edizione 2015-2019.

http://www.cdt.ch/ticino/politica/131061/gran-consiglio-tenuto-a-battesimo.html

Dal Governo 2 “no” e 2 “sì”

Dal Governo 2 “no” e 2 “sì”

Da RSI.CH l L’Esecutivo ticinese invita ad accettare la modifica della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV). Il Consiglio di Stato ha presentato mercoledì la propria posizione sugli oggetti cantonali e federali in votazione il prossimo 14 giugno.

Temi cantonali: un “no” e un “sì”

L’iniziativa lanciata dai Verdi “Salviamo il lavoro in Ticino” non convince: sarebbe difficile fissare limiti salariali minimi diversificati per i vari settori. Inoltre, in alcuni di essi, questi rischierebbero di essere inferiori ai 3’000 franchi mensili.

L’Esecutivo ticinese invita la popolazione ad accettare invece la revisione della legge sulle imposte e tasse di circolazione dei veicoli a motore proposta lo scorso novembre, e contro la quale è stato lanciato il referendum.

Federali: nessuna raccomandazione per due dei quattro temi

Per quanto riguarda gli oggetti federali, viene raccomandato il “sì” alla modifica della legge federale sulla radiotelevisione e il “no” all’iniziativa “Tassare le eredità milionarie per finanziare l’AVS”.

Mancano le raccomandazioni di voto per l’iniziativa riguardante la diagnosi pre-impianto, come pure quella per le borse di studio. “Non vogliamo esprimerci sui temi federali che non hanno rilevanza per il Cantone” ha dichiarato il presidente del Governo Norman Gobbi.

CSI/mrj$

http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Dal-Governo-2-no-e-2-s%C3%AC-4755415.html

Il Governo tra forchette e coltelli

Il Governo tra forchette e coltelli

Dal Corriere del Ticino l Sarà la volta buona? Avremo un vero Governo di concordanza (in linea con il vigente sistema elettorale) oppure si inizierà a tarallucci e vino per finire a botte? Sono solo alcuni degli interrogativi che è lecito porsi all’inizio della nuova legislatura che, nata sotto la stella delle buone intenzioni, attende di vedere la luce dei fatti. Nelle parole si promette una declinazione differente della politica, dalla logica dello scontro a quella del confronto finalizzato all’accordo. Riconosciamolo, sarebbe un mutamento radicale di paradigma dopo lotte, sgambetti e veleni reciproci.
Se è vero che i piccoli e semplici gesti sono a volte in grado di cambiare e indirizzare le grandi scelte, potremmo essere sulla buona strada. Ad inizio giugno il Governo si riunirà in clausura un paio di giorni in una località per ora top secret (ma non resterà tale a lungo in un cantone pettegolo come il nostro e con una fortissima pressione mediatica) in una valle del Ticino. A definire le coordinate è stato il neopresidente del Governo Norman Gobbi che debutta in questo ruolo dopo un quadriennio da «soldato semplice» nel Consiglio di Stato, e lo fa lanciando alcune proposte, anche genuine.
In primo luogo il Governo terrà la sua riunione plenaria nell’intera giornata di mercoledì, una full immersion a Palazzo nei dossier per poi permettere ai singoli capodipartimento di dedicare gli altri giorni della settimana all’attività del proprio dicastero. Ma c’è una novità, o meglio, la riedizione di quella che nei primi anni Novanta era una consuetudine che poi, tensione dopo tensione, scusa dopo scusa, litigio dopo litigio, è venuta a cadere: il pranzo in comune. La seduta del mercoledì non vedrà più i consiglieri di Stato scattare ognuno alle proprie faccende al rompete le righe per la pausa di mezzogiorno, ma i cinque si concederanno un pasto assieme. Sarà questo il piccolo-grande passo del quadriennio alle porte? C’è chi scommette di sì. Il già consigliere di Stato Alex Pedrazzini ricorda gli anni 1991-1995 quando Dick Marty, Giuseppe Buffi, Renzo Respini, Pietro Martinelli e lui pranzavano assieme il martedì, giorno di riunione dell’epoca. «Era un momento di autentica convivialità, che faceva seguito a discussioni franche, fin accese, che magari non scaturivano in un accordo attorno al tavolone del Palazzo delle Orsoline. Ma a tavola, con un bicchiere di vino, nasceva una complicità che rendeva tutto più facile e si impattavano gli ori». Pedrazzini, a scanso di equivoci, precisa che «il conto lo pagavamo noi, non i ticinesi».
Inutile nasconderlo, a tavola, spesso si crea armonia e un ambiente tra i commensali che, quando i formalismi prendono il sopravvento, è impossibile far nascere. Anche se rischiamo di passare per maschilisti sfegatati, va rilevato (quale semplice dato oggettivo) che il tradizionale pranzo era andato scemando con l’avvento delle donne nell’Esecutivo e viene rilanciato nel 2015, l’anno dell’uscita di scena del genere femminile dalla stanza dei bottoni. Un caso? Ognuno risponda seguendo la sua personale sensibilità.

Gobbi non ha preso i colleghi uomini solo per la gola, ma ha promosso un’altra iniziativa che mira a ridurre quella distanza che esiste tra Consiglio di Stato e Gran Consiglio. Quest’ultimo, da sempre, considera i consiglieri di Stato poco sensibili e distanti dai problemi che è chiamato a trattare il Parlamento. In realtà i temi sono i medesimi, ma l’approccio del muro contro muro ha portato all’esasperazione degli stessi. E allora? Dato che parlarsi quando le discussioni sono in progress è meglio che scontrarsi a Palazzo delle Orsoline facendo tramontare ogni possibile soluzione, Gobbi ha estratto dal cilindro quanto già esiste a Berna.

Una sorta di casa von Wattenwyl per instaurare un tavolo e un punto d’incontro tra il Governo, i presidenti e i capogruppo dei partiti rappresentati nello stesso Esecutivo. Si potrà obiettare che non si tratta di nulla di particolarmente originale, neppure innovativo. Ma forse sarà davvero utile.
Sulla politica soffia un vento nuovo che fa rima con responsabilità nella consapevolezza che una riedizione della politica del recente passato non ci aprirà le porte del futuro. Pare incredibile, ma dopo aver vissuto decine di mesi di campagna elettorale per spostare solo alcune pedine in Gran Consiglio e avere un volto nuovo in Governo (senza che i rapporti di forza siano mutati) si compiono oggi mosse semplici che nessuno aveva osato proporre prima.

E allora non resta che augurare buon appetito al nostro Consiglio di Stato, auspicando che da quel tavolo del mercoledì alle ore 12 possano sortire soluzioni interessanti per tutti i ticinesi. Nella speranza che i pasti scelti dal menu richiedano in prevalenza l’uso della forchetta. I coltelli, metaforicamente parlando, in politica sono già stati usati troppe volte, riservando molti bocconi amari e indigesti ai cittadini.

Gianni Righinetti, Corriere del ticino, 4 maggio 2015

Nomina di un coordinatore per il Municipio di Rovio

Nomina di un coordinatore per il Municipio di Rovio

Il Consiglio di Stato ha deciso di affiancare al Municipio di Rovio la figura di un coordinatore, che avrà il compito di sostenere e accompagnare l’impegnativo lavoro di recupero dei ritardi amministrativi e contabili accumulati. L’obiettivo è di ripristinare la normale operatività del Comune entro le prossime elezioni comunali di aprile 2016.
Considerato il protrarsi delle difficoltà nella gestione amministrativa del Comune di Rovio, Il Consiglio di Stato ha affidato un mandato per il ruolo di coordinatore a Loris Zanni, già segretario comunale del Comune di Bellinzona e titolare dell’omonimo studio specializzato in consulenza giuridica e amministrativa nel settore dei Comuni. Il periodo considerato dall’incarico è quello compreso fra i mesi di maggio e dicembre 2015– con possibilità di una proroga, qualora ne emergesse la necessità.

Il Governo precisa che questa misura di accompagnamento si è resa necessaria, malgrado i progressi registrati negli ultimi mesi, ma non priva il Municipio delle proprie competenze decisionali e delle proprie responsabilità. L’obiettivo è piuttosto di garantire all’Esecutivo un supporto professionale nello svolgimento dei propri compiti e – soprattutto – nell’oneroso processo di normalizzazione della gestione contabile e amministrativa del Comune. L’intento del Consiglio di Stato è che il Comune Rovio possa iniziare la prossima nuova Legislatura con la dovuta tranquillità e senza il peso dei ritardi passati, nell’interesse dei cittadini.

Il mercoledì a tavola assieme

Il mercoledì a tavola assieme

Da CDT.CH l Norman Gobbi sdogana il pranzo in comune del Governo: “Voglio alimentare uno spirito conviviale”.

Nuovo Governo, nuove abitudini. L’Esecutivo ha tenuto la sua prima riunione del mercoledì e da adesso in avanti sarà questa la giornata dedicata alla riunione settimanale. Ma non  è tutto: «Il mercoledì – ci ha detto il presidente Norman Gobbi – andremo a pranzo assieme. Vuole essere l’inizio di una nuova tradizione, anche per alimentare uno spirito conviviale, perché lo spirito di squadra è importante».

E c’è un’altra novità, sempre promossa dal presidente Gobbi: «Creare una sorta di casa von Wattenwyl per imitare ciò che avviene a Berna e incontrare anche noi, a scadenze regolari o per questioni puntuali, i presidenti e i capogruppo dei partiti di Governo. Vogliamo iniziare la legislatura in maniera costruttiva per evitare le incomprensioni del passato quadriennio. Sono convinto che parlandosi e restando in contatto si possano evitare malintesi e tensioni inutili».