18. Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza

18. Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza

Il punto sullo stato dei lavori inerenti il progetto “Polizia ticinese”, sulla Legge sulla polizia e sui costi relativi alla Scuola di polizia sono stati i temi al centro della 18. Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza, che ha avuto luogo oggi pomeriggio a Bellinzona.
L’incontro odierno ha come di consueto permesso un confronto fra i principali attori istituzionali incaricati di garantire la sicurezza nel nostro Cantone. Alla riunione hanno partecipato il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, i municipali responsabili in materia di polizia dei Comuni-Polo e i rappresentanti delle forze dell’ordine, cantonale e comunali. Da notare l’entrata nella Commissione del Procuratore generale Andrea Pagani, in sostituzione dell’uscente Antonio Perugini.
È stato poi proposto l’aggiornamento del progetto “Polizia ticinese”. Nel prossimo futuro, ci si occuperà della ridefinizione della suddivisione dei compiti in base ai nuovi principi che sono allineati a quelli di Ticino2020.
I partecipanti alla riunione sono poi stati informati sullo stato di avanzamento della Legge sulla polizia: attualmente in consultazione interna, dovrebbe approdare in Consiglio di Stato e successivamente in Gran Consiglio entro fine 2019.
È stato fatto il punto anche per quanto attiene alla Legge sulle attività private di investigazione e di sorveglianza. Attualmente il disegno di legge e il regolamento sono in consultazione interna.
Infine, è stato affrontato il tema dei costi degli agenti comunali alla Scuola di polizia (SCP), confermato a 50’000 franchi per ogni aspirante alle stesse condizioni come per le SCP 2018 e 2019. A partire dalla SCP 2020 la durata della formazione sarà di 2 anni, con il secondo anno posto sotto la responsabilità dei Corpi di appartenenza.
La Conferenza consultiva tornerà a riunirsi venerdì 18 ottobre 2019.

Delegazione del Principato del Liechtenstein in visita a Bellinzona

Delegazione del Principato del Liechtenstein in visita a Bellinzona

Comunicato stampa

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, accompagnato dal Cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri, ha ricevuto a Palazzo delle Orsoline una delegazione del Principato del Liechtenstein.
Si è tenuto ieri, giovedì 28 febbraio 2019, a Bellinzona un incontro tra il Consigliere di Stato Norman Gobbi e una delegazione del Principato del Liechtenstein composta dall’ambasciatrice Doris Frick, dal Procuratore Generale Robert Wallner e dal Comandante della Landespolizei Jules Hoch. Per il Canton Ticino erano presenti il Cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri, il Procuratore Generale Andrea Pagani e il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi.
L’appuntamento, pianificato da tempo, è servito ad allineare le conoscenze reciproche delle due realtà istituzionali anche in ragione degli ottimi rapporti già consolidati da tempo soprattutto all’interno della Conferenza dei Comandanti delle Polizie cantonali, di cui la Landespolizei fa parte.
Questa riunione ha permesso in primo luogo di confermare i buoni rapporti esistenti e di instaurare per il prossimo futuro una maggiore collaborazione nell’ambito di giustizia e sicurezza.
La delegazione, in un primo momento, è stata accolta presso il Comando della Polizia cantonale dal Comandante Matteo Cocchi e dal Procuratore Generale Andrea Pagani. Entrambi hanno presentato l’organizzazione delle rispettive istituzioni e la delegazione ha in seguito visitato la Centrale Comune d’Allarme (CECAL) e i locali a disposizione dello Stato Maggiore Cantonale di Condotta (SMCC). Infrastruttura apprezzata dagli ospiti, che hanno riconosciuto la modernità e la funzionalità della nuova struttura.
Molto apprezzato è stato anche lo scambio di esperienze inerente la gestione di persone pericolose, attività che in Ticino negli ultimi anni ha conosciuto un’importante specializzazione e che ha permesso di raggiungere importanti successi operativi.
La visita è poi proseguita al Palazzo delle Orsoline, dove il Consigliere di Stato Norman Gobbi e il Cancelliere Arnoldo Coduri hanno accolto gli ospiti del Principato del Liechtenstein discutendo di tematiche inerenti la giustizia e la collaborazione internazionale. Per la terza piazza finanziaria più importante della Svizzera è interessante poter avere un confronto bilaterale con il Liechtenstein e con le sue autorità giudiziarie.
L’occasione ha permesso di rafforzare quanto intrapreso da anni dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni, nell’ambito di un costante confronto e scambio di conoscenze e strategie anche al di fuori dei confini cantonali e nazionali. Attività che consentono alle nostre istituzioni di mostrare la propria professionalità e farsi conoscere come partner affidabile, creando una sempre più ampia rete di contatti e di collaborazione, permettendo così di rispondere in maniera puntale alle nuove sfide della società moderna.

Consegnato il rapporto d’attività dell’Ufficio della migrazione

Consegnato il rapporto d’attività dell’Ufficio della migrazione

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, nella sua seduta di mercoledì 27 febbraio 2019, ha preso atto del rapporto presentato dal Dipartimento delle istituzioni relativo al primo anno di attività dell’Ufficio della migrazione nel nuovo assetto organizzativo attuato nell’ambito della sua riorganizzazione ultimata a dicembre 2017. Il rapporto è stato ora sottoposto alla Commissione della Gestione e Finanze del Gran Consiglio che prenderà visione degli effetti dei cambiamenti messi in atto e dei risultati raggiunti per migliorare questo importante servizio dell’Amministrazione cantonale.

La riorganizzazione dell’Ufficio della migrazione è il frutto del lavoro di uno speciale gruppo interno all’Amministrazione durato 24 mesi e approvato dal Consiglio di Stato il 1° febbraio 2017. A seguito dell’apertura dell’inchiesta penale nota come caso “permessi falsi” l’implementazione della riforma è stata sospesa dal Consiglio di Stato il quale – in accordo con la Commissione della Gestione e Finanze – ha incaricato l’ex giudice e presidente del TRAM avv. Lorenzo Anastasi di effettuare una perizia sui processi operativi all’interno dell’Ufficio. Dopo le risultanze del lavoro di Anastasi, che hanno dissipato i dubbi relativi all’organizzazione a suo tempo in vigore presso l’Ufficio della migrazione e salutato positivamente le modifiche pianificate, il Governo, sempre in accordo con la Commissione della Gestione e Finanze, ha riattivato la riforma dell’Ufficio della migrazione, che è partita il 19 giugno 2017 per quanto riguarda l’attuazione della procedura guidata per i permessi “G” (lavoratori frontalieri) e il 4 dicembre dello stesso anno con l’implementazione dell’assetto organizzativo definitivo e l’introduzione della procedura guidata per tutti i tipi di permesso.

Cambiamento epocale
La riorganizzazione ha rappresentato un cambiamento epocale sia per l’unità amministrativa sia per i suoi numerosi utenti, ossia tutti i titolari di un permesso per stranieri in Ticino, i datori di lavoro e le autorità a livello federale, cantonale e comunale toccate dalle pratiche per l’ottenimento di un permesso. L’obiettivo posto dal Dipartimento delle istituzioni di migliorare e approfondire l’esame delle pratiche viene pienamente soddisfatto dalla creazione del “Servizio nuove entrate” che incarna al meglio la filosofia della riorganizzazione: un colloquio personale con l’utente, preceduto dall’esame preliminare della domanda e della documentazione, compreso il controllo di autenticità del documento d’identità.

Comuni meglio informati
La nuova procedura introdotta a seguito della riforma prevede inoltre un’informazione tempestiva ai Comuni delle domande di soggiorno presentate dai nuovi cittadini stranieri che si stabiliscono in Ticino, ciò che permette di ottimizzare il monitoraggio del territorio e favorire la segnalazione puntuale degli eventuali casi critici.

Ottimizzazione dei flussi di lavoro
Oltre a una maggiore efficacia d’esame delle pratiche, la procedura rappresenta un indubbio miglioramento per l’utenza, che interagisce con l’autorità su appuntamento (risolvendo anche l’annosa questione delle lunghe attese agli sportelli degli ex Servizi regionali) e nell’ambito di un colloquio già finalizzato all’esame della domanda e non solo per l’incameramento della stessa, come avveniva in passato. Di notevole importanza anche la riorganizzazione del “Servizio cancelleria”, con i settori di “ricezione e registrazione” della corrispondenza (che si occupa principalmente della raccolta, della verifica di completezza e della digitalizzazione delle circa 14’000 pratiche che giungono mensilmente all’Ufficio), e il “Contact center”, il punto di contatto per l’interazione con l’utenza: in media 900 telefonate giornaliere, contro le 566 mediamente ricevute ed evase prima della riorganizzazione.

Frontalieri, verifica dell’identità
Il “Servizio comunitari” oggi esamina ed evade in particolare le domande di rilascio, di rinnovo e di modifica dei permessi di lavoro (dipendente) per frontalieri, oltre a quelle di domicilio, di dimora e di dimora temporanea. Per quanto riguarda i frontalieri, attraverso la nuova organizzazione è stata introdotta, come detto, un’importante misura di controllo dei documenti d’identità dei richiedenti, i quali, prima di formalizzare l’istanza, sono tenuti a presentarsi ai preposti Servizi della Polizia cantonale per ottenere una dichiarazione di autenticità del proprio documento. Il “Settore giuridico”, infine, nel 2018 ha rivisto i flussi e i parametri decisionali, in modo da favorire una più rapida presa a carico delle segnalazioni rispetto al loro grado di rischio. Le segnalazioni – annualmente sono circa 15’000 – riguardano decisioni emanate dalle Autorità giudiziarie cantonali e federali, rapporti di polizia, comunicazioni dai Comuni soprattutto su possibili residenze fittizie, possibili casi di abuso in ambito di prestazioni sociali, aziende e attività fittizie e segnalazioni da privati cittadini.

Controllo interno
Grande attenzione è stata posta, in ogni processo operativo e decisionale, alla riduzione dei rischi che potrebbero prodursi in fattispecie sensibili come quelle legate al rilascio dei permessi per stranieri. Un gruppo di lavoro ad hoc si è occupato di mappare i possibili rischi per l’Ufficio allo scopo di analizzare la necessità di introdurre una serie di misure organizzative, logistiche, informatiche, comunicative e di risorse umane. Fra queste si segnala l’introduzione di un sistema di controllo interno che va a toccare le decisioni positive o annullate emesse dai Servizi, ritenuto che quelle negative sottostanno invece al controllo delle istanze di ricorso. Un controllo a campione, le cui procedure sono state sviluppate in collaborazione con il Centro Servizi Informativi (CSI) del Cantone, e che permette di contrastare i potenziali rischi o i possibili errori. Sono inoltre state progressivamente introdotte ulteriori misure di sicurezza riguardanti la gestione del materiale e dei documenti sensibili e i collaboratori dell’Ufficio sono regolarmente sensibilizzati sull’importanza della confidenzialità dei dati e di un corretto utilizzo degli applicativi in dotazione.

Organico potenziato
Per far fronte alla grande mole di lavoro dell’Ufficio della migrazione, come si ricorderà il Consiglio di Stato aveva accolto la proposta della Commissione della Gestione e Finanze atta a congelare – eravamo nel 2017 – la misura di risparmio sulla riduzione del personale. Tenuto inoltre conto delle criticità legate al ricorso di personale avventizio (programmi occupazionali o personale occupato nell’ambito di attività di utilità pubblica) per lo svolgimento dell’attività ordinaria, il Governo il 6 giugno 2018 ha autorizzato il Dipartimento delle istituzioni ad assumere, con effetto immediato, 14 collaboratori amministrativi ausiliari (non avventizi) per la gestione corrente. Entro fine maggio 2020 il DI dovrà presentare un rapporto in cui avanzerà la proposta definitiva di adeguamento e consolidamento dell’organico. Su questo punto, il rapporto dell’Ufficio della migrazione evidenzia come nel 2018 le nuove procedure implementate, così come la maggior stabilità delle risorse impiegate abbiano permesso di sbrigare le nuove pratiche con tempestività, senza accumulare nuovi ritardi e a maggiore soddisfazione dell’utenza. Il recupero degli arretrati, uno degli obiettivi principali dell’Ufficio della migrazione per il 2019, prosegue a ritmi incoraggianti, riducendo, settimana dopo settimana, il numero delle pratiche in sospeso.

Il 2018 in cifre
Anche nel 2018 l’Ufficio della migrazione è risultato una delle unità amministrative più sollecitate dell’Amministrazione cantonale. Esso ha infatti incamerato 159’180 pratiche; le telefonate evase dal Contact center sono state 142’968; ogni collaboratore del Servizio comunitari ha trattato durante lo scorso anno in media 6’000 domande di permesso; al Settore giuridico sono invece pervenute 13’947 nuove segnalazioni. Una importante e crescente mole di lavoro: dal 2002 al 2017 vi è stato un aumento del 120% per quanto riguarda le domande di permessi G trattate e un +150% di domande di permessi B. Il tutto senza alcun potenziamento delle risorse a disposizione dell’Ufficio. Inoltre, nel raffronto tra Cantoni paragonabili in termini di genere e numero di utenti, l’Ufficio della migrazione del Canton Ticino è quello che dispone del minor numero di risorse umane in rapporto al numero di stranieri presenti sul proprio territorio (dati 2017: 177’519 permessi attivi a fronte di 64,1 unità a tempo pieno).

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi la prima seduta ordinaria del 2019 – la 49. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.
La riunione si è aperta con una discussione sul progetto di riforma delle relazioni istituzionali «Ticino 2020». La Sezione degli enti locali ha presentato i risultati di un sondaggio demoscopico su funzione e ruolo del Comune, svolto su un campione di 825 cittadini, e ha illustrato gli esiti del simposio organizzato lo scorso 14 febbraio a Castione. L’Associazione Comuni ticinesi e l’Ente regionale di sviluppo del Luganese hanno a loro volta illustrato le prime conclusioni di una consultazione alla quale ha aderito l’80% dei 115 Comuni ticinesi, e spiegato che i dati raccolti saranno ora approfonditi. In generale, è stata espressa la comune volontà di proseguire alla concretizzazione del progetto «Ticino 2020», i cui principi di fondo sono condivisi.

È stata poi discussa la proposta, avanzata dall’Associazione dei Comuni ticinesi, di avviare una revisione completa della Legge organica comunale. Il Dipartimento delle Istituzioni ha confermato l’intenzione di iniziare i lavori durante la Legislatura comunale 2020/2024, una volta condivisa la prima tappa del progetto «Ticino 2020» e completate le riflessioni che la Sezione degli enti locali sta svolgendo sul Comune di domani.

Il Dipartimento delle istituzioni ha poi informato anche su alcune decisioni del Consiglio di Stato in materia di riorganizzazione del settore della protezione del minore e dell’adulto. È stato spiegato che entro il mese di giugno sarà consegnato il rapporto finale su costi e ricavi finanziari delle attuali 16 Autorità regionali di protezione. Entro la fine di settembre, il Gruppo di progetto presenterà poi la propria proposta finale al Governo.

Il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha in seguito fornito alcune informazioni in materia di fiscalità. A proposito di imposizione delle imprese, è stato spiegato che il Consiglio di Stato intende essere pronto con la propria riforma all’inizio della prossima Legislatura, in attesa della votazione del 19 maggio che determinerà le prospettive a livello federale. Per quanto riguarda invece il tema delle tasse di soggiorno, è stato confermato l’avvio di un dialogo con i gestori del sito web AirBnb, affinché chi affitta camere in Ticino tramite la piattaforma sia soggetto a un prelievo alla fonte. È stato infine presentato il progetto «e-Trasloco», che intende permettere ai cittadini che si trasferiscono in un altro Comune di sbrigare automaticamente le pratiche amministrative per il cambio di domicilio.
La prossima riunione della Piattaforma è prevista per mercoledì 22 maggio 2019.

Il Dipartimento delle istituzioni in visita al Comune di Miglieglia

Il Dipartimento delle istituzioni in visita al Comune di Miglieglia

Comunicato stampa

Il dialogo, la conoscenza reciproca e l’approfondimento dei principali cantieri in corso sono al centro degli incontri organizzati dal Dipartimento delle istituzioni con alcuni dei Comuni del Cantone per rafforzare la vicinanza tra la realtà cantonale e quella comunale. Iniziata nel giugno 2018 con Stabio, la serie è ripartita lunedì 25 febbraio da Miglieglia.

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, ha aperto la riunione sottolineandone senso e scopo: “Vogliamo sentire dalla viva voce di chi si mette a disposizione della collettività con spiccato senso civico, ciò che va bene e ciò che va meno bene. È la conferma dell’importanza che il mio Dipartimento conferisce anche alle realtà comunali piccole che, per molti aspetti, vanno considerate alla stessa stregua di quelle più strutturate. Per noi è essenziale stabilire e mantenere un contatto diretto, sul campo, che poggi sullo scambio di informazioni senza mediazioni. Il tutto ci permetterà di capire con maggiore precisione cosa sia il Comune ticinese e quale ruolo può e deve assumere nel prossimo futuro”.
Miglieglia non è un Comune ricco, non ha grandi disponibilità finanziarie, ma si dà da fare. Un ambulatorio/consultorio, il rinnovamento del parco-giochi, una sala multiuso, una bottega che propone beni di prima necessità, il recupero di sentieri e spazi boschivi: chi l’ha detto che una piccola realtà comunale non possa essere propositiva e progettuale? Parliamo di iniziative che, nel loro insieme, concorrono a innalzare il livello della qualità di vita del cittadino e che attirano a Miglieglia nuovi nuclei famigliari. Questo Comune di 311 abitanti lo sta dimostrando con i fatti: con attenzione, misura e intraprendenza, si ottengono risultati concreti.
Il sindaco Kaspar Weber – coadiuvato per l’occasione dal Municipio quasi al gran completo – non ha nascosto un certo e giustificato orgoglio nel descrivere al Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, e al capo della Sezione degli enti locali, Marzio Della Santa, i frutti raccolti attraverso quello che potremmo definire “buon governo”. “Non possiamo fare ciò che fanno altri Comuni, ma cerchiamo di garantire il miglior servizio al cittadino sfruttando le nostre risorse. Facciamo ciò che dobbiamo e funziona tutto bene, anche perché collaboriamo molto con i Comuni che ci circondano”.
Parlando di collaborazioni intercomunali, il discorso è giocoforza slittato sul Piano cantonale delle aggregazioni (PCA) e Marzio Della Santa ha chiesto quale sia, nello specifico, la visione di Miglieglia: “È un tema importante – la risposta – L’aggregazione ha senz’altro un senso se parte dai Comuni del basso Malcantone per poi salire in alto, fino alle zone residenziali e turistiche. Al momento i segnali non sono però incoraggianti: i rapporti sono buoni, ma ci sono sostanziali divergenze di vedute”.
Per Miglieglia l’optimum sarebbe rappresentato dalla creazione di un Comune unico che abbracci tutto il Malcantone (il PCA prevede invece due entità distinte). Fattibile? Forse. Intanto, Della Santa ha messo sul tavolo un altro quesito: procedere a tappe intermedie è da ritenersi un tabù? “No, incontri ce ne sono già stati – ha detto ancora Kaspar Weber – Però mettere d’accordo tutti, ovvero Comuni forti e Comuni meno forti, non è facile”.
L’incontro si è poi chiuso con una piacevole passeggiata alla scoperta delle bellezze di Miglieglia, Comune che ha dalla sua l’insindacabile attrattività del territorio.

Ogni sforzo per delocalizzare i posti di lavoro in tutto il Ticino

Ogni sforzo per delocalizzare i posti di lavoro in tutto il Ticino

Importante obiettivo strategico del mio Dipartimento

“Portare i servizi del mio Dipartimento in tutti i distretti del Cantone è e rimarrà un obiettivo strategico della mia attività in Governo”. Per il Consigliere di Stato Norman Gobbi la volontà di delocalizzare posti di lavoro interessanti su tutto il territorio ticinese resta una priorità e lo sforzo compiuto dal capo dipartimento leghista rimane una perla rara, visto che altrettanto non è stato promosso dagli altri dipartimenti, nonostante fosse un obiettivo dichiarato nel corso della legislatura 2011-2015.
Il bilancio che può presentare Gobbi è più che positivo. Nel 2013 vi è stato il trasferimento del Registro di commercio a Biasca; nel 2016 a Faido è stato creato il contact center dell’Ufficio di esecuzione, mentre l’anno successivo, ancora a Faido è stato portato il centro di competenze dei precetti esecutivi. “Forse qualcuno, vista la mia provenienza, e leggendo queste prime cifre può erroneamente pensare che il flusso dal centro sia solo verso le Tre Valli. Non è così, perché con la regionalizzazione della Polizia concretizzata nel 2015, abbiamo irradiato in tutte le regioni del Ticino l’effetto che si vuole raggiungere con la delocalizzazione”, precisa Norman Gobbi. “In questo caso è stata forte la volontà di tornare a presidiare nel migliore dei modi il nostro territorio per migliorare l’efficacia e la rapidità degli interventi della Polizia cantonale. Ma con questa regionalizzazione siamo pure stati in grado di riportare posti di lavoro nei distretti di Mendrisio e di Locarno in particolare”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni.
Le cifre (confronta tabella) parlano chiaro: in totale negli otto distretti sono stati portati 127 nuovi posti di lavoro. In cifre assolute i maggiori beneficiari sono stati il Mendrisiotto (+39 unità, con un aumento del 55%) e il Locarnese (+24 unità e +30%). “Il lavoro però non termina qui. I due progetti che avranno il maggior impatto positivo – precisa Gobbi – saranno la creazione del Centro Controllo sul traffico pesante a Giornico (con una cinquantina di nuovi posti di lavoro) e lo spostamento a Monteceneri della Sezione del militare e protezione della popolazione e della Scuola di Polizia oggi ubicate a Bellinzona”.
In settimana il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha snocciolato queste cifre, accompagnato dal comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi. Ha scelto Mendrisio per incontrare la stampa: “E non è una scelta casuale. Il Mendrisiotto è una regione che sente più di altre la pressione della vicina Italia in diversi ambiti: da quello dell’economia privata a quello della sicurezza. Per questo necessità di una particolare attenzione da parte dello Stato per preservare i posti di lavoro legati all’Amministrazione cantonale. E proprio da Mendrisio quattro anni fa siamo partiti per riportare le sedi della gendarmeria della Polizia cantonale sul territorio, con la finalità di aumentare il presidio e il senso di sicurezza percepito dalla popolazione. E dall’anno prossimo la gendarmeria potrà entrare nel nuovo Centro di Primo Intervento, progettato dall’architetto Mario Botta”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita nei Comuni

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita nei Comuni

Comunicato stampa

Il dialogo, la conoscenza reciproca e l’approfondimento dei principali cantieri in corso saranno al centro di una serie di incontri organizzati dal Dipartimento delle istituzioni con alcuni dei Comuni del Cantone per rafforzare la vicinanza tra la realtà cantonale e quella comunale. Iniziata nel giugno 2018 con Stabio, la serie riparte il 25 febbraio 2019 da Miglieglia, per proseguire a Castel San Pietro (1 marzo 2019) e a Minusio (25 marzo 2019).
Da alcuni anni le Autorità cantonali hanno avviato progetti e riforme volte a ridefinire i compiti e i flussi tra Cantone e Comuni. Grazie a cantieri come il Piano cantonale delle aggregazioni e la riforma Ticino 2020 si intende ridare vitalità al Comune, in modo che possa diventare un partner affidabile e solido per l’Amministrazione cantonale. Infatti, il rapporto tra Cantone e Comuni è determinante non solo per l’erogazione di servizi pubblici, ma anche per rafforzare il sistema federale.
In quest’ottica il Dipartimento delle istituzioni ha pertanto promosso una serie di incontri tra Cantone e Comuni allo scopo di entrare in contatto con gli enti locali, conoscere le loro caratteristiche e aggiornarsi reciprocamente sui principali temi di interesse comune.
Alle prossime visite (Miglieglia, Castel San Pietro e Minusio) prenderanno parte il Consigliere di Stato Norman Gobbi, il Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e le Autorità comunali. Si ricorda, infine, che i primi 10 incontri si sono tenuti a Stabio, Ascona, Lavizzara, Chiasso, Paradiso, Morcote, Lugano, Blenio, Locarno e Mendrisio.

Pretura di Riviera: designazione della Pretore supplente

Pretura di Riviera: designazione della Pretore supplente

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato informa di aver nominato l’avv. Elettra Orsetta Bernasconi Matti quale Pretore supplente del Distretto di Riviera al 30% a contare da oggi 20 febbraio sino al 12 marzo 2019.
Si è svolta oggi a Bellinzona, alla presenza del Presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali, del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, della Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, del Presidente del Tribunale penale cantonale Mauro Ermani e del Presidente della Pretura penale Marco Kraushaar la cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi dell’avv. Elettra Orsetta Bernasconi Matti, chiamata a sostituire nella misura del 30% l’avv. Patrizia Gianelli, titolare della Pretura del distretto di Riviera. La designazione si è resa necessaria per l’incapacità lavorativa al 50% per malattia dell’avv. Gianelli. L’avv. Bernasconi Matti si occuperà delle pratiche penali legate all’attività presso la Pretura penale della Pretura della Riviera. L’attività in ambito civile continua ad essere garantita dalla Pretora titolare.
Il Governo formula i migliori auguri per un pronto ristabilimento alla Pretore avv. Patrizia Gianelli e gli auguri di buon lavoro alla Pretore Elettra Orsetta Bernasconi Matti.

Leadership al femminile – un Simposio a Lugano

Leadership al femminile – un Simposio a Lugano

Comunicato stampa
Quali sono le difficoltà che le donne ancora incontrano nell’ottenere ruoli dirigenziali? Parlare di leadership al femminile significa creare uno stereotipo pericoloso per il ruolo della donna nella società? E le donne sono leader migliori o peggiori degli uomini? A queste e ad altre domande si cercherà di dare risposta nel corso di una serata pubblica promossa dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi che avrà luogo mercoledì 13 marzo 2019 alle ore 20.00 nell’Aula magna dell’Università della Svizzera Italiana a Lugano.
Nell’anno in cui ricorre il cinquantesimo anniversario dall’ottenimento del diritto di voto per le donne in Ticino, il Dipartimento delle istituzioni in occasione dell’evento “Leadership al femminile” intende approfondire e discutere il ruolo odierno della donna in posizioni di responsabilità nelle realtà aziendali pubbliche e private.
La serata sarà introdotta con una relazione della Capo Settore Servizio giuridico della Polizia cantonale Bernadette Rüegsegger e in seguito la giornalista Simona Galli modererà la discussione con otto dirigenti che si stanno distinguendo nel loro ambito professionale.
Si tratta di:

Alessandra Alberti
Direttrice Chocolat Stella

Frida Andreotti
Direttrice Divisione della Giustizia del Dipartimento delle istituzioni

Monica Bonfanti
Comandante della Polizia cantonale di Ginevra

Rosy Croce
Membro di Direzione Cooperativa Migros Ticino, Responsabile Dipartimento Risorse umane

Monica Duca-Widmer
Direttrice EcoRisana SA e Presidente del Consiglio dell’USI

Beatrice Fasana
Direttrice generale della Sandro Vanini SA e membro del Consiglio dei Politecnici federali

Maruska Ortelli
Presidente del Consiglio comunale di Lugano

Dounia Rezzonico
Procuratore federale capo, Responsabile della Divisione criminalità economica del Ministero pubblico della Confederazione

Chiuderà il Simposio l’intervento della Presidente del Gran Consiglio Pelin Kandemir-Bordoli.
La serata è aperta a tutta la popolazione; gli interessati sono pregati di iscriversi entro giovedì 28 febbraio 2019 all’indirizzo di posta elettronica di-comunicazione@ti.ch oppure compilando il formulario presente su www.ti.ch/eventidi