Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita in alcuni Comuni della Valle Leventina

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita in alcuni Comuni della Valle Leventina

Comunicato stampa

Proseguono le visite del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. Il principale tema all’ordine del giorno degli appuntamenti con quattro Municipi della Valle Leventina è stato l’aggregazione comunale. Le visite, iniziate nel 2018 a Stabio, proseguiranno il 25 ottobre 2022 sempre in Valle Leventina e a Biasca, continuando così un apprezzato momento di incontro e scambio di informazioni che tocca ogni parte del Ticino.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, dall’ispettrice comunale Aurora De Donatis e dalla responsabile dei progetti aggregativi Daniela Baroni, ha incontrato ieri mattina i Municipi di QuintoPrato-LeventinaBodio e Giornico.

Durante il primo appuntamento, con le autorità dei Comuni di Quinto e Prato Leventina, al centro della discussione vi è stato il dossier delle aggregazioni comunali. Infatti, lo scorso mese di maggio il Consiglio di Stato ha approvato l’istanza aggregativa formulata dai due Esecutivi leventinesi e ha istituito l’apposita Commissione di studio incaricata di elaborare il progetto vero e proprio.

Come ha sottolineato il capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa «prendiamo atto con piacere della giornata di discussione e approfondimento promossa dai due Comuni. Coinvolgere fin dall’inizio del processo aggregativo la cittadinanza e i legislativi comunali arricchisce la riflessione su elementi condivisi e contribuisce a costruire il futuro Comune attorno a una comunità coesa. Inoltre, constatiamo con piacere che la politica del Dipartimento volta a promuovere il coinvolgimento dei cittadini viene recepita positivamente e spontaneamente dagli enti locali».

Le visite sono proseguite a fine mattinata con una riunione alla quale sono stati invitati i Municipi di Bodio e Giornico: l’accento è stato messo ancora una volta sul tema delle aggregazioni dopo la bocciatura del progetto che coinvolgeva anche i Comuni di Personico e Pollegio lo scorso mese di febbraio. I due Esecutivi del comprensorio della Bassa Leventina hanno manifestato l’interesse a promuovere una nuova aggregazione che tenga presente le peculiarità delle due realtà e che possa promuovere una visione condivisa con la cittadinanza. Prossimamente è intenzione dei due Municipi di inoltrare formalmente l’istanza al Consiglio di Stato.

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha tenuto a ringraziare i Municipali presenti ai due incontri «per l’impegno e la voglia di dedicare il vostro tempo libero alla cosa pubblica. Un sacrificio non scontato al giorno d’oggi anche per la difficoltà a conciliare una carica pubblica con gli impegni lavorativi e famigliari. Uno sforzo a favore della collettività che consente di dare slancio alla vitalità del Comune e di dare forza all’intero territorio cantonale».

Riorganizzazione del settore della medicina legale: incontro con l’Ufficio delle scienze forensi  

Riorganizzazione del settore della medicina legale: incontro con l’Ufficio delle scienze forensi  

Comunicato stampa

Si è svolto a Bellinzona nella Sala del Gran Consiglio l’incontro con l’Ufficio delle scienze forensi, la cui attività ha presso avvio il 1° ottobre 2022, destinato alle autorità e ai partner interessati dall’attività dell’Ufficio. Un importante momento comune voluto dal Dipartimento delle istituzioni e organizzato dalla Divisione della giustizia, che per la prima volta ha riunito tutti gli attori che operano nel settore della medicina legale del Canton Ticino.

A partire dal 1° ottobre 2022 è operativo con sede a Bellinzona l’Ufficio delle scienze forensi quale organo indipendente e autonomo presso l’Amministrazione cantonale, che garantisce le prestazioni di medicina forense in particolare a beneficio del Ministero pubblico. Nel contesto dell’avvio dell’attività dell’Ufficio delle scienze forensi, il Dipartimento delle istituzioni con la Divisione della giustizia hanno organizzato un incontro comune destinato a tutti gli attori che operano nel settore della medicina legale del Canton Ticino. All’incontro, tenutosi il 6 ottobre scorso a Bellinzona nella Sala del Gran Consiglio, erano in particolare presenti rappresentanti del Ministero pubblico, del Tribunale penale cantonale, della Polizia cantonale, dell’Ente ospedaliero cantonale, della Federazione Cantonale Servizi Autoambulanze, dell’Università della Svizzera italiana e della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, così come delle discipline che compongono la medicina legale quali la tossicologia, la genetica e la psichiatria forense nonché di ulteriori partner che supportano le attività medico-legali effettuate nel Canton Ticino (Guardia aerea svizzera di soccorso – REGA, Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza – SISI, ecc.).  

Il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha introdotto l’incontro sottolineando l’ottica di favorire la collaborazione tra gli attori coinvolti nel settore della medicina legale, “con la finalità di operare nel migliore dei modi allo scopo ultimo di rendere giustizia nei confronti dei cittadini”. Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha quindi illustrato la creazione dell’Ufficio delle scienze forensi decisa dal Governo, volta a consolidare una struttura riconosciuta in tale campo, in passato gestito tramite mandati puntuali conferiti a medici legali, senza comportare nuovi oneri finanziari a carico dello Stato. Una misura di rafforzamento in favore della Giustizia penale, visto che le conoscenze medico legali, come indicato dal Procuratore generale Andrea Pagani, supportano la Magistratura penale nel fornire risposte oggettive per accertare i fatti, raccogliere elementi probatori e verificare l’attendibilità della situazione dal profilo medico.  

La Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti ha esposto l’istituzione dell’Ufficio delle scienze forensi, che avrà sede a Bellinzona nello stabile ex Archivio cantonale e sarà diretto dalla Dr. med Rosa Maria Martinez, che vanta una solida esperienza maturata all’Istituto di medicina legale dell’Università di Zurigo. La Dr. med Martinez, oltre al proprio percorso formativo e professionale, ha presentato l’organico dell’Ufficio delle scienze forensi, che si avvale della collaborazione di Medici legali nella persona della Dottoressa Luisa Andrello, che da anni collabora con le Autorità di perseguimento penale cantonali, e del Dottor Matteo Moretti, che ha avviato la propria collaborazione con il Canton Ticino all’inizio del 2022. Ha in seguito passato in rassegna le principali prestazioni di medicina forense assicurate dall’Ufficio, per le quali lo stesso continuerà a contare a livello operativo sul supporto in particolare dell’Ente ospedaliero cantonale e della Federazione Cantonale Ticinese Servizi Autoambulanze segnatamente per il tramite dei Medici specializzati in ispezioni legali (MSIL).  

La creazione e l’avvio dell’attività dell’Ufficio delle scienze forensi costituiscono un primo fondamentale tassello nella riorganizzazione del settore della medicina legale, per il quale è in corso un progetto che vorrebbe concretizzare un Istituto di medicina legale del Canton Ticino, nel merito del quale il Consiglio di Stato ha incaricato la Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni di proseguire con i relativi approfondimenti.  

Cerimonia di consegna degli attestati ai nuovi assistenti di sicurezza pubblica

Cerimonia di consegna degli attestati ai nuovi assistenti di sicurezza pubblica

Comunicato stampa

Ieri a Giornico, presso il Centro di controllo dei veicoli pesanti (CCVP) in fase di ultimazione, ha avuto luogo la cerimonia di consegna degli attestati dell’Istituto Svizzero di Polizia (ISP) ai nuovi assistenti di sicurezza pubblica. L’importante traguardo professionale è stato raggiunto da 42 nuovi assistenti (28 per la Polizia cantonale, 12 per le Polizie comunali e 2 per la Sezione trasporto detenuti delle Strutture carcerarie), che hanno seguito l’iter formativo presso la Scuola assistenti di sicurezza pubblica 2021 (SASP), garantendo nuove leve che andranno a rafforzare la Polizia cantonale e le polizie comunali. La loro funzione, nell’apparato di sicurezza, è importante, non solo quale anello di congiunzione sul terreno tra popolazione e autorità ma, grazie alle accresciute specificità e responsabilità, pure nell’ambito di funzioni specialistiche che potranno essere sfruttate anche nella nuova struttura leventinese. Come nuove leve saranno impegnati in missioni fondamentali per la circolazione stradale, per la Centrale Comune d’allarme, per la gestione dei detenuti e, prossimamente, anche nel controllo del traffico pesante a Giornico. Preme rammentare in quest’ultimo contesto che con una quota di traffico di oltre il 70 per cento di veicoli merci pesanti, il San Gottardo permane di gran lunga il più importante valico stradale svizzero.
Nel corso dell’evento sono intervenuti il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi, il sindaco di Giornico Rosolino Bellotti, il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, il Capo V° Reparto Gendarmeria stradale capitano Marco Guscio e il Capo settore CFP della Polizia cantonale Andrea Pronzini. 

La riforma delle ARP è un passo storico

La riforma delle ARP è un passo storico

Con la votazione cantonale del 30 ottobre le cittadine e i cittadini ticinesi potranno contribuire a migliorare l’intervento dello Stato nei confronti di persone, minori e adulti, bisognosi di protezione. Un passo per una società migliore, che si inserisce in un contesto sempre più delicato e complesso in cui soprattutto gli individui più fragili e deboli si trovano confrontati. Sono queste le finalità a cui mira la creazione delle future Preture di protezione, che andranno a sostituire le attuali sedici Autorità regionali di protezione.
Il 21 giugno scorso con una decisione unanime il Gran Consiglio ha dato avvio a una riforma storica e tra le più importanti per il Ticino. Una riforma, come detto, che vuole proteggere meglio un segmento di persone fragili, che vivono un momento di grave difficoltà. La riforma proposta dal Dipartimento delle istituzioni, e per esso dalla Divisione della giustizia, è il risultato di una serie di riflessioni svolte sull’arco di sei anni condotte assieme a tutti i partner toccati dalla tematica.
Sono stati coinvolti i Comuni, in primis, che sino a oggi hanno la responsabilità primaria nella gestione delle attuali Autorità regionali di protezione (ARP), già conosciute come Delegazioni tutorie comunali o Commissioni tutorie regionali. Nello stesso tempo hanno partecipato anche tanti enti para pubblici e privati, nonché tutte le associazioni che si occupano di assistere, di seguire e di aiutare persone in difficoltà. Il risultato ottenuto – ossia la proposta di creare le nuove Preture di protezione presenti sul territorio, come le Preture civili, considerate le Autorità giudiziarie più vicine al cittadino con le Giudicature di pace – è stato posto in consultazione a non meno di 200 attori della società civile. Le osservazioni ricevute sono confluite nella riforma contenuta in un messaggio licenziato dal Consiglio di Stato e come detto, accolto nei suoi principi cardine all’unanimità
dal Parlamento.
Per procedere alla riforma e passare dalle ARP alle Preture di protezione, ossia da un’autorità amministrativa a un’autorità giudiziaria, occorre modificare la Costituzione cantonale; da qui la chiamata alle urne del 30 ottobre. Le Preture di protezione saranno composte da un maggior numero di specialisti, così come vuole il diritto federale. Non soltanto giuristi, ma professionisti nell’ambito del lavoro sociale, della pedagogia e psicologia, e nel campo medico. Vi sarà così un miglioramento con misure di protezione, più adeguate all’esigenze della persona. Misure che vanno dalle curatele alle tutele, dalla regolamentazione del diritto di visita alla privazione dell’autorità parentale, sino a giungere a collocamenti in istituti per minorenni.
Interventi che toccano la sfera della libertà individuale: per questo ogni decisione deve essere il risultato di un processo decisionale che coinvolge specialisti attivi in più discipline. Il mio invito è rivolto a tutte le ticinesi e a tutti i ticinesi: partecipate al voto cantonale del 30 ottobre e sostenete in modo convinto il cambiamento della nostra Costituzione a favore della creazione delle nuove Preture di protezione.

Opinione pubblicata nell’edizione di venerdì14 ottobre 2022 del Corriere del Ticino

‘Targhe, l’obiettivo: nuova formula dal 1° gennaio 2023’

‘Targhe, l’obiettivo: nuova formula dal 1° gennaio 2023’

Il direttore del Di Gobbi: ‘Noi e la Sezione della circolazione abbiamo fatto, facciamo e faremo tutto il possibile’. Il nodo dei cicli di omologazione.

Se approvata dal popolo, «il nostro obiettivo è introdurre la nuova formula per il calcolo delle imposte di circolazione il 1° gennaio 2023». Raggiunto da ‘laRegione’, il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi sgombra il campo e – nonostante il ginepraio causato dai due cicli di omologazione per rilevare le emissioni di CO2 – conferma che il tema è sul tavolo del Consiglio di Stato.
Le “assicurazioni ricevute negli ultimi giorni dal consigliere di Stato Gobbi, in merito al fatto che il testo di legge verrà applicato nel rispetto della volontà dell’iniziativa di diminuire l’imposta di circolazione in maniera equa e giusta” sono state uno dei motivi portati dai firmatari dell’iniziativa al voto il prossimo 30 ottobre (assieme al controprogetto targato Ps e Verdi) per motivare la scelta di non inoltrare ricorso al Tribunale federale sull’opuscolo informativo dopo che la Cancelleria dello Stato ha modificato alcune parti del loro testo. Le parti, detto in breve, dove viene indicato a quanto ammonterebbe il risparmio per i cittadini. Ma le “assicurazioni” erano richieste anche per un altro motivo: vale a dire la girandola di calcoli e prese di posizione di alcuni attori riguardo al reale impatto sul portafoglio degli automobilisti.

Direttore Gobbi, di quali assicurazioni parla il comunicato del Centro/Ppd?
In questo caso il nocciolo della questione riguarda i due cicli di omologazione per il rilevamento delle emissioni di CO2, denominati rispettivamente Nedc (New european driving Cycle) e Wltp (Worldwide harmonized Lightduty vehicles test procedures). A partire dal settembre del 2017 in Svizzera e nell’Unione europea è stato introdotto gradualmente un nuovo ciclo di omologazione (il Wlpt), in sostituzione del Nedc. Il ciclo Wltp è stato adottato in particolare poiché permette di rilevare, e omologare, valori di consumo ed emissioni più simili alla realtà; il Nedc è stato infatti sovente criticato in quanto rilevava valori di consumo di carburante ed emissioni più bassi rispetto a quelli che avrebbe poi riscontrato il consumatore finale alla guida del veicolo. A partire da settembre del 2018 tutti i veicoli di nuova immatricolazione dispongono di valori calcolati secondo il Wltp. In alcuni casi vi sono veicoli che dispongono sia del valore Nedc che del valore Wltp. A partire dal 1° gennaio 2021 i veicoli di nuova immatricolazione dispongono solo del valore Wltp. Poiché il ciclo Wltp è stato concepito per omologare valori di consumi ed emissioni maggiormente simili alla realtà, sottoponendo la stessa vettura a entrambi i cicli di omologazione verranno rilevati tendenzialmente valori di consumo ed emissioni più alte con il ciclo Wltp. Anche per questa ragione l’Ustra ha modificando le sue prescrizioni sul CO2, mi riferisco agli obiettivi ambientali, innalzando da 95 a 118 g CO2/km la media massima delle emissioni per le vetture immatricolate in Svizzera. Dal momento che entrambe le formule proposte dal Gran Consiglio si basano in maniera preponderante sulle emissioni di CO2, il Dipartimento sta attualmente valutando alcune possibilità per “correggere” la formula stessa (o la sua applicazione) affinché i proprietari delle vetture più recenti – e tendenzialmente più rispettose dell’ambiente – non vengano svantaggiati unicamente perché la loro automobile è stata omologata secondo un nuovo ciclo, il Wltp.

Quali possibilità sono sul tavolo ora?
Tra quelle attualmente individuate vi è quella di aumentare – per le vetture con omologazione Wltp – la soglia della formula da 95 a 118 g CO2/km, allineandoci alle prescrizioni federali in materia.

Il Consiglio di Stato come può, operativamente, agire affinché la questione dei cicli di omologazione sia chiarita una volta per tutte e gli scopi dell’iniziativa vengano garantiti?
Per quanto riguarda gli aspetti tecnici agendo come ho detto in precedenza. Per quanto concerne invece le possibilità di applicazione di un’eventuale modifica, sono attualmente in corso approfondimenti di natura giuridica e procedurale. Ho informato in questo senso i miei colleghi nel corso della riunione odierna (di ieri, ndr) del Consiglio di Stato.

Forse con un messaggio dopo la votazione?
Come detto, sono in corso approfondimenti.

Ma nel caso sarebbero sufficienti i tempi tecnici per garantire che il nuovo calcolo entri in vigore già a partire dal 2023, e che quindi gli automobilisti paghino di meno?
L’obiettivo del Consiglio di Stato è quello di poter introdurre entro il 1° gennaio 2023 la nuova formula per l’imposta di circolazione che verrà approvata dal popolo. Il Dipartimento delle istituzioni e la Sezione della circolazione hanno fatto e faranno tutto il possibile affinché ciò possa avvenire.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 13 ottobre 2022 de La Regione

Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del DI  

Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del DI  

Comunicato stampa

Casa Pessina a Ligornetto e l’adiacente atelier dello scultore Ivo Soldini hanno ospitato la seconda Giornata dipartimentale annuale dei funzionari dirigenti del Dipartimento delle istituzioni. Un’occasione privilegiata per il Consigliere di Stato Norman Gobbi di incontrare i suoi alti funzionari e di trasmettere alcuni messaggi-chiave sia di bilancio, ma soprattutto in prospettiva, in vista dei molti impegni che il DI e tutta l’amministrazione cantonale saranno chiamati ad assolvere nei prossimi mesi. Durante il pomeriggio è intervenuto l’eticista Emmanuel Toniutti, ospite della Giornata, che ha parlato di leadership e dello sviluppo di comportamenti etici nell’interesse di organismi pubblici e privati.

Il Direttore del Dipartimento ha presentato ai funzionari dirigenti la situazione finanziaria accompagnata da alcuni dati sul personale. Dopo aver ricordato le due votazioni cantonali sull’importante riforma delle Autorità regionali di Protezione (ARP) e sulla nuova imposta di circolazione in programma domenica 30 ottobre, si è soffermato sulle principali sfide che attendono il Dipartimento nel 2023. In questo contesto, ha sottolineato i temi principali legati all’apertura dell’Ufficio delle scienze forensi, dell’avvio dell’attività del Centro controllo veicoli pesanti di Giornico, nonché il messaggio governativo sul Centro polivalente di Camorino. Inoltre si è soffermato sullo stato del progetto Servizio eccellente e sui primi risultati. Ricordiamo che questo progetto – sviluppato all’interno di tutto il Dipartimento –  mette al centro il cittadino per migliorare le modalità di approccio delle collaboratrici e dei collaboratori attraverso un ascolto attivo e la capacità di adattare la comunicazione in base al proprio interlocutore, in modo oggettivo e a garanzia della correttezza e della legalità delle procedure. Su questo tema è intervenuto Cristiano Canova, capo della Sezione della circolazione, che ha portato l’esperienza diretta della sua Sezione dopo i primi mesi di implementazione del progetto.

Nel corso della Giornata il capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione Ryan Pedevilla ha aggiornato sull’emergenza ucraina, ponendo l’attenzione sullo stato della situazione a fine settembre e ipotizzando – a titolo personale – dei possibili scenari futuri. Ha inoltre offerto qualche spunto di riflessione sulle attuali potenziali situazioni di crisi (oltre all’Ucraina, anche quella energetica e quella sull’immigrazione in forte crescita al confine sud) e su cosa comporterebbe l’attivazione dello Stato maggiore cantonale di condotto (SMCC). Dal canto suo il segretario generale Luca Filippini ha informato sulle misure di contenimento del consumo di energia messe in atto dall’amministrazione cantonale.

Nel suo intervento, l’ospite Emmanuel Toniutti ha in particolare parlato di leadership e di etica, portando l’attenzione sui motivi per i quali funzionari dirigenti possano sviluppare comportamenti non etici, rispettivamente che cosa fare per sviluppare dei comportamenti etici, finalizzati a una conduzione dei collaboratori più virtuosa.

La Giornata Dipartimentale si è conclusa con una visita all’atelier dello scultore ticinese Ivo Soldini. L’artista momò ha presentato la sua attività e le motivazioni profonde che animano la sua vena creativa, portando i presenti all’interno di un percorso artistico affascinante, quanto rigoroso e impegnativo.

Incontro annuale tra il Dipartimento delle istituzioni e la Giustizia di pace

Incontro annuale tra il Dipartimento delle istituzioni e la Giustizia di pace

Comunicato stampa

Nell’aula magna della Scuola cantonale di Commercio di Bellinzona si è svolto martedì l’annuale incontro organizzato dal Dipartimento delle istituzioni con la Giustizia di pace. Un’occasione per il Consigliere di Stato Norman Gobbi di ribadire l’importanza della figura del Giudice di pace quale primo tassello di giudizio a stretto contatto con il cittadino. Un’occasione anche per sottolineare l’impegno della Divisione della giustizia assieme all’Associazione dei Giudici di pace nel rafforzare e aggiornare la formazione a favore dei Giudici di pace, che in Ticino possono anche non essere giuristi di formazione. Proprio in questo ambito, l’incontro è stato caratterizzato dall’intervento dal già Pretore di Mendrisio Sud e consulente per i Giudici di pace, avv. Enrico Pusterla, che ha tenuto una lezione su “Il gratuito patrocinio e le spese processuali”.

Il Ticino è suddiviso in 38 Circoli. In ogni Circolo vi è un Giudice di pace con un supplente. Il periodo di nomina dei Giudici di pace è di dieci anni (quello attuale si estende sino al 2029). Sono eletti dal popolo – gli unici all’interno della magistratura cantonale – nei rispettivi Circoli con il sistema della maggioranza assoluta. Il Giudice di pace funge da autorità di conciliazione nelle controversie patrimoniali fino a un valore litigioso di 5’000 franchi, con possibilità di sottoporre alle parti una proposta di giudizio; giudica inoltre in prima istanza le cause patrimoniali fino a un valore litigioso di 5’000 franchi.
Nel suo intervento il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha ricordato come anche le Giudicature di pace sono oggetto di una riforma che intende proporre degli adeguamenti per adattare questa carica e lo statuto di chi la ricopre, alle esigenze odierne derivanti dall’evoluzione della nostra società. In questo senso, ha indicato che si prevedono due fasi di implementazione della stessa. La prima – dando seguito alle risultanze del Parere giuridico sulla conformità alla Costituzione della figura del giudice di pace redatto dai Professori Bohnet e Mahon dell’Università di Neuchâtel – sancirà la formazione obbligatoria per i magistrati popolari e formalizzerà nella legge la presenza dei consulenti giuridici che supportano oggi i giudici di pace laici. La seconda – che sarà discussa in un gruppo di lavoro specifico che verrà riattivato il prossimo anno – interesserà in particolare lo statuto del Giudice di pace, le competenze, il carico di lavoro per comprensorio e le supplenze.
La neo Presidente dell’Associazione, Emma Crugnola, ha dal canto suo sottolineato la buona collaborazione intessuta con il Dipartimento e in particolare con la Divisione della giustizia e ha colto l’occasione per indicare alla sessantina di giudici presenti, il suo impegno in qualità di Presidente, nel rafforzare la coesione tra i magistrati popolari nell’ottica di condividere le rispettive esperienze nonché la sua volontà di visitare le 38 Giudicature di pace presenti sul territorio. La Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, ha quindi puntualizzato gli intendimenti in vista di una prima fase della riforma concernente l’obbligo formativo, imprescindibile per i magistrati senza formazione giuridica, per una giustizia equa e indipendente. La Direttrice aggiunta della Divisione della giustizia Monica Bucci ha infine presentato la proposta di percorso formativo organizzato in collaborazione con la SUPSI che caratterizzerà la formazione obbligatoria dei giudici di pace.

L’avv. Antonella Piricone designata Magistrato dei minorenni supplente

L’avv. Antonella Piricone designata Magistrato dei minorenni supplente

Comunicato stampa

L’avv. Antonella Piricone nel corso della cerimonia svoltasi questo pomeriggio a Bellinzona ha dichiarato fedeltà alla Costituzione e alle leggi, per assumere, a partire dal 10 ottobre 2022, la carica di Sostituta Magistrato dei minorenni supplente, designata dal Consiglio di Stato.

Mercoledì durante la seduta settimanale, il Consiglio di Stato ha designato l’avv. Antonella Piricone Sostituta Magistrato dei minorenni supplente ai sensi dell’art. 24 della Legge organica giudiziaria. L’avv. Antonella Piricone è attiva dal 2004 in qualità di Segretaria giudiziaria presso la Magistratura dei minorenni, all’interno della quale ha maturato negli anni un’importante esperienza professionale e dunque un comprovato bagaglio di competenze in materia.
La designazione del Governo permetterà di garantire l’operatività della Magistratura dei minorenni durante il periodo in cui si svolgerà la procedura di selezione e la conseguente nomina da parte del Parlamento del o della Sostituto/a Magistrato dei minorenni. Infatti come è noto, il 20 giugno scorso l’avv. Fabiola Gnesa, fino ad allora Sostituta Magistrato dei minorenni, era stata eletta dal Gran Consiglio quale Magistrato dei minorenni in sostituzione di Reto Medici, passato al beneficio della pensione. Il concorso per la scelta del o della Sostituto/a Magistrato dei minorenni scadrà il 14 ottobre, per cui ci vorranno ancora alcuni mesi prima della nomina ed entrata in servizio. Sino ad allora la carica sarà così assicurata dall’avv. Antonella Piricone.

Alla cerimonia di questo pomeriggio hanno partecipato il Consigliere di Stato Norman Gobbi, la Direttrice della Divisione della giustizia avv. Frida Andreotti e il Magistrato dei minorenni avv. Fabiola Gnesa.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi visita i Comuni ticinesi  

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi visita i Comuni ticinesi  

Comunicato stampa

Sono riprese in questi giorni, fra il Locarnese e il Bellinzonese, le visite del Consigliere di Stato Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. Il ciclo, iniziato nel 2018 a Stabio, proseguirà il 17 ottobre 2022 in Valle Leventina, continuando così una campagna di incontro e scambio di informazioni che tocca ogni parte del Ticino. Tutte le suggestioni raccolte sono destinate a confluire nella revisione della Legge organica comunale, che sarà sviluppata durante la Legislatura cantonale 2023/2027.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e dagli ispettori comunali Nicola Rossetti e Alberto Gamboni ha incontrato ieri i municipi di Minusio, Tenero-Contra, Lavertezzo e Sant’Antonino.  
In tutti e quattro gli enti locali è proseguita la riflessione sul ruolo del Comune nel Ticino di questo inizio di XXI secolo. In particolare, ai Municipi è stato chiesto di indicare quale fosse lo stato di salute della comunità locale, inteso come vitalità del tessuto sociale.  
Un problema evidenziato da tutti i Municipi è la fatica nel trovare persone disposte a mettersi a disposizione per assumere una carica pubblica. Questa osservazione ha consentito di discutere costruttivamente l’attuale crisi del sistema democratico e di milizia, confermando la pertinenza degli sforzi che il Dipartimento delle istituzioni intraprenderà nel corso dei prossimi anni a favore di una Democrazia viva.  
La Sezione degli enti locali ha così colto l’occasione per presentare l’omonimo progetto che, tra le varie misure possibili, dovrà proporre delle soluzioni volte a conciliare meglio vita professionale, famiglia e assunzione di una carica pubblica. In futuro, questo potrebbe avvenire, per esempio, introducendo un’indennità di perdita di guadagno – analoga a quella corrisposta per il servizio militare – che consenta di dedicare parte del proprio tempo di lavoro alla politica. La visione suscita interesse, e prossimamente sarà discussa anche con il mondo delle aziende.  
Da parte loro, i Municipi hanno sottolineato le azioni già avviate per stimolare la cittadinanza a partecipare attivamente alla vita del Comune e alle decisioni politiche. Sono stati in particolare ricordati i sondaggi promossi su temi specifici, i contributi finanziari e in natura agli organizzatori di eventi locali, la creazione di momenti d’incontro tra popolazione e mondo associativo.    
Alla luce del contesto attuale, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha ricordato che è essenziale per i Comuni interrogarsi su come stimolare la partecipazione attiva dei cittadini. «La democrazia ha bisogno di cittadine e di cittadini che si interessano alla cosa pubblica, e che si attivino in prima persona per il bene della comunità. Il Comune è il livello istituzionale che esprime al massimo la forza della nostra democrazia diretta, ma corre il rischio di impoverirsi a causa della disaffezione della cittadinanza. Queste visite nei Comuni ci hanno permesso di tastare il polso dei Municipi ed è bello constatare la loro grande voglia di mettersi in gioco e stimolare nuove forme di partecipazione».
Dal canto suo, il capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa ha ricordato che «i progetti che stiamo promuovendo sono arricchiti dagli spunti emersi durante questi incontri. Le osservazioni raccolte oggi, così come quelle che verranno fatte negli incontri futuri, ci serviranno per impostare al meglio la revisione della Legge organica comunale, che entrerà nel vivo durante la Legislatura cantonale 2023/2027».

“È tempo e ora di dire “basta!” agli insulti contro la Polizia”

“È tempo e ora di dire “basta!” agli insulti contro la Polizia”

“Tollerare ad oltranza gli insulti gratuiti nei confronti delle forze dell’ordine sarebbe rendersi complici di una manifestazione di intolleranza verso lo Stato e le sue istituzioni”. È partendo da questa premessa che il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha deciso di dire basta alle numerose scritte e agli adesivi contrari alla Polizia e in particolare alle scritte che riportano l’acronimo ACAB (letteralmente “all cops are bastards”, ossia “tutti i poliziotti sono bastardi”).

Con una lettera indirizzata a tutti i Comuni, alle aziende di distribuzione, alle aziende di telecomunicazione, alle aziende di trasporto pubblico, all’Ufficio federale delle strade (USTRA), alla Sezione della logistica del Cantone e alla Divisione cantonale delle costruzioni il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha richiamato all’attenzione nei confronti di questo fenomeno di intolleranza. “Queste manifestazioni di odio pubblico nei confronti delle tutrici e dei tutori della legge e dell’ordine pubblico sono negativi e non vanno sottovalutati. Annualmente il numero di aggressioni verbali e fisiche nei confronti delle e degli agenti di polizia è elevato, e negli ultimi anni si è riscontrato un aumento delle aggressioni fisiche, ma non solo nei loro confronti. Questa situazione mi preoccupa come Direttore del Dipartimento delle istituzioni – sottolinea Norman Gobbi – poiché gli agenti sono la figura professionale che maggiormente – nell’opinione pubblica – ricopre il ruolo di “rappresentante dello Stato””. 

Per tale ragione “queste scritte e adesivi sono rivolti direttamente contro lo Stato e le sue istituzioni, che tutti insieme siamo chiamati a difendere. Per questo motivo ho chiesto a tutti gli enti che possono concorrere a cancellare o a togliere queste scritte a un’attenzione e a un impegno particolare a voler far eliminare questi insulti pubblici contro la Polizia e le istituzioni: ne va della credibilità delle istituzioni stesse che gli agenti di Polizia sono chiamati a rappresentare dinnanzi alla popolazione”, afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

La lettera è partita la scorsa settimana. “Spero che possa ottenere un riscontro positivo. Come dicevo all’inizio, è tempo e ora di intervenire, perché continuare a chiudere gli occhi è pericoloso. In molti mi hanno manifestato solidarietà nei confronti degli agenti e del loro delicato lavoro. La Polizia, per fortuna e grazie all’impegno delle donne e degli uomini che portano la divisa, gode di un’ottima reputazione in Ticino. È proprio per questo motivo che bisogna intervenire”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.