Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del DI  

Norman Gobbi incontra i funzionari dirigenti del DI  

Comunicato stampa

Casa Pessina a Ligornetto e l’adiacente atelier dello scultore Ivo Soldini hanno ospitato la seconda Giornata dipartimentale annuale dei funzionari dirigenti del Dipartimento delle istituzioni. Un’occasione privilegiata per il Consigliere di Stato Norman Gobbi di incontrare i suoi alti funzionari e di trasmettere alcuni messaggi-chiave sia di bilancio, ma soprattutto in prospettiva, in vista dei molti impegni che il DI e tutta l’amministrazione cantonale saranno chiamati ad assolvere nei prossimi mesi. Durante il pomeriggio è intervenuto l’eticista Emmanuel Toniutti, ospite della Giornata, che ha parlato di leadership e dello sviluppo di comportamenti etici nell’interesse di organismi pubblici e privati.

Il Direttore del Dipartimento ha presentato ai funzionari dirigenti la situazione finanziaria accompagnata da alcuni dati sul personale. Dopo aver ricordato le due votazioni cantonali sull’importante riforma delle Autorità regionali di Protezione (ARP) e sulla nuova imposta di circolazione in programma domenica 30 ottobre, si è soffermato sulle principali sfide che attendono il Dipartimento nel 2023. In questo contesto, ha sottolineato i temi principali legati all’apertura dell’Ufficio delle scienze forensi, dell’avvio dell’attività del Centro controllo veicoli pesanti di Giornico, nonché il messaggio governativo sul Centro polivalente di Camorino. Inoltre si è soffermato sullo stato del progetto Servizio eccellente e sui primi risultati. Ricordiamo che questo progetto – sviluppato all’interno di tutto il Dipartimento –  mette al centro il cittadino per migliorare le modalità di approccio delle collaboratrici e dei collaboratori attraverso un ascolto attivo e la capacità di adattare la comunicazione in base al proprio interlocutore, in modo oggettivo e a garanzia della correttezza e della legalità delle procedure. Su questo tema è intervenuto Cristiano Canova, capo della Sezione della circolazione, che ha portato l’esperienza diretta della sua Sezione dopo i primi mesi di implementazione del progetto.

Nel corso della Giornata il capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione Ryan Pedevilla ha aggiornato sull’emergenza ucraina, ponendo l’attenzione sullo stato della situazione a fine settembre e ipotizzando – a titolo personale – dei possibili scenari futuri. Ha inoltre offerto qualche spunto di riflessione sulle attuali potenziali situazioni di crisi (oltre all’Ucraina, anche quella energetica e quella sull’immigrazione in forte crescita al confine sud) e su cosa comporterebbe l’attivazione dello Stato maggiore cantonale di condotto (SMCC). Dal canto suo il segretario generale Luca Filippini ha informato sulle misure di contenimento del consumo di energia messe in atto dall’amministrazione cantonale.

Nel suo intervento, l’ospite Emmanuel Toniutti ha in particolare parlato di leadership e di etica, portando l’attenzione sui motivi per i quali funzionari dirigenti possano sviluppare comportamenti non etici, rispettivamente che cosa fare per sviluppare dei comportamenti etici, finalizzati a una conduzione dei collaboratori più virtuosa.

La Giornata Dipartimentale si è conclusa con una visita all’atelier dello scultore ticinese Ivo Soldini. L’artista momò ha presentato la sua attività e le motivazioni profonde che animano la sua vena creativa, portando i presenti all’interno di un percorso artistico affascinante, quanto rigoroso e impegnativo.

Incontro annuale tra il Dipartimento delle istituzioni e la Giustizia di pace

Incontro annuale tra il Dipartimento delle istituzioni e la Giustizia di pace

Comunicato stampa

Nell’aula magna della Scuola cantonale di Commercio di Bellinzona si è svolto martedì l’annuale incontro organizzato dal Dipartimento delle istituzioni con la Giustizia di pace. Un’occasione per il Consigliere di Stato Norman Gobbi di ribadire l’importanza della figura del Giudice di pace quale primo tassello di giudizio a stretto contatto con il cittadino. Un’occasione anche per sottolineare l’impegno della Divisione della giustizia assieme all’Associazione dei Giudici di pace nel rafforzare e aggiornare la formazione a favore dei Giudici di pace, che in Ticino possono anche non essere giuristi di formazione. Proprio in questo ambito, l’incontro è stato caratterizzato dall’intervento dal già Pretore di Mendrisio Sud e consulente per i Giudici di pace, avv. Enrico Pusterla, che ha tenuto una lezione su “Il gratuito patrocinio e le spese processuali”.

Il Ticino è suddiviso in 38 Circoli. In ogni Circolo vi è un Giudice di pace con un supplente. Il periodo di nomina dei Giudici di pace è di dieci anni (quello attuale si estende sino al 2029). Sono eletti dal popolo – gli unici all’interno della magistratura cantonale – nei rispettivi Circoli con il sistema della maggioranza assoluta. Il Giudice di pace funge da autorità di conciliazione nelle controversie patrimoniali fino a un valore litigioso di 5’000 franchi, con possibilità di sottoporre alle parti una proposta di giudizio; giudica inoltre in prima istanza le cause patrimoniali fino a un valore litigioso di 5’000 franchi.
Nel suo intervento il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha ricordato come anche le Giudicature di pace sono oggetto di una riforma che intende proporre degli adeguamenti per adattare questa carica e lo statuto di chi la ricopre, alle esigenze odierne derivanti dall’evoluzione della nostra società. In questo senso, ha indicato che si prevedono due fasi di implementazione della stessa. La prima – dando seguito alle risultanze del Parere giuridico sulla conformità alla Costituzione della figura del giudice di pace redatto dai Professori Bohnet e Mahon dell’Università di Neuchâtel – sancirà la formazione obbligatoria per i magistrati popolari e formalizzerà nella legge la presenza dei consulenti giuridici che supportano oggi i giudici di pace laici. La seconda – che sarà discussa in un gruppo di lavoro specifico che verrà riattivato il prossimo anno – interesserà in particolare lo statuto del Giudice di pace, le competenze, il carico di lavoro per comprensorio e le supplenze.
La neo Presidente dell’Associazione, Emma Crugnola, ha dal canto suo sottolineato la buona collaborazione intessuta con il Dipartimento e in particolare con la Divisione della giustizia e ha colto l’occasione per indicare alla sessantina di giudici presenti, il suo impegno in qualità di Presidente, nel rafforzare la coesione tra i magistrati popolari nell’ottica di condividere le rispettive esperienze nonché la sua volontà di visitare le 38 Giudicature di pace presenti sul territorio. La Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, ha quindi puntualizzato gli intendimenti in vista di una prima fase della riforma concernente l’obbligo formativo, imprescindibile per i magistrati senza formazione giuridica, per una giustizia equa e indipendente. La Direttrice aggiunta della Divisione della giustizia Monica Bucci ha infine presentato la proposta di percorso formativo organizzato in collaborazione con la SUPSI che caratterizzerà la formazione obbligatoria dei giudici di pace.

L’avv. Antonella Piricone designata Magistrato dei minorenni supplente

L’avv. Antonella Piricone designata Magistrato dei minorenni supplente

Comunicato stampa

L’avv. Antonella Piricone nel corso della cerimonia svoltasi questo pomeriggio a Bellinzona ha dichiarato fedeltà alla Costituzione e alle leggi, per assumere, a partire dal 10 ottobre 2022, la carica di Sostituta Magistrato dei minorenni supplente, designata dal Consiglio di Stato.

Mercoledì durante la seduta settimanale, il Consiglio di Stato ha designato l’avv. Antonella Piricone Sostituta Magistrato dei minorenni supplente ai sensi dell’art. 24 della Legge organica giudiziaria. L’avv. Antonella Piricone è attiva dal 2004 in qualità di Segretaria giudiziaria presso la Magistratura dei minorenni, all’interno della quale ha maturato negli anni un’importante esperienza professionale e dunque un comprovato bagaglio di competenze in materia.
La designazione del Governo permetterà di garantire l’operatività della Magistratura dei minorenni durante il periodo in cui si svolgerà la procedura di selezione e la conseguente nomina da parte del Parlamento del o della Sostituto/a Magistrato dei minorenni. Infatti come è noto, il 20 giugno scorso l’avv. Fabiola Gnesa, fino ad allora Sostituta Magistrato dei minorenni, era stata eletta dal Gran Consiglio quale Magistrato dei minorenni in sostituzione di Reto Medici, passato al beneficio della pensione. Il concorso per la scelta del o della Sostituto/a Magistrato dei minorenni scadrà il 14 ottobre, per cui ci vorranno ancora alcuni mesi prima della nomina ed entrata in servizio. Sino ad allora la carica sarà così assicurata dall’avv. Antonella Piricone.

Alla cerimonia di questo pomeriggio hanno partecipato il Consigliere di Stato Norman Gobbi, la Direttrice della Divisione della giustizia avv. Frida Andreotti e il Magistrato dei minorenni avv. Fabiola Gnesa.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi visita i Comuni ticinesi  

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi visita i Comuni ticinesi  

Comunicato stampa

Sono riprese in questi giorni, fra il Locarnese e il Bellinzonese, le visite del Consigliere di Stato Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. Il ciclo, iniziato nel 2018 a Stabio, proseguirà il 17 ottobre 2022 in Valle Leventina, continuando così una campagna di incontro e scambio di informazioni che tocca ogni parte del Ticino. Tutte le suggestioni raccolte sono destinate a confluire nella revisione della Legge organica comunale, che sarà sviluppata durante la Legislatura cantonale 2023/2027.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e dagli ispettori comunali Nicola Rossetti e Alberto Gamboni ha incontrato ieri i municipi di Minusio, Tenero-Contra, Lavertezzo e Sant’Antonino.  
In tutti e quattro gli enti locali è proseguita la riflessione sul ruolo del Comune nel Ticino di questo inizio di XXI secolo. In particolare, ai Municipi è stato chiesto di indicare quale fosse lo stato di salute della comunità locale, inteso come vitalità del tessuto sociale.  
Un problema evidenziato da tutti i Municipi è la fatica nel trovare persone disposte a mettersi a disposizione per assumere una carica pubblica. Questa osservazione ha consentito di discutere costruttivamente l’attuale crisi del sistema democratico e di milizia, confermando la pertinenza degli sforzi che il Dipartimento delle istituzioni intraprenderà nel corso dei prossimi anni a favore di una Democrazia viva.  
La Sezione degli enti locali ha così colto l’occasione per presentare l’omonimo progetto che, tra le varie misure possibili, dovrà proporre delle soluzioni volte a conciliare meglio vita professionale, famiglia e assunzione di una carica pubblica. In futuro, questo potrebbe avvenire, per esempio, introducendo un’indennità di perdita di guadagno – analoga a quella corrisposta per il servizio militare – che consenta di dedicare parte del proprio tempo di lavoro alla politica. La visione suscita interesse, e prossimamente sarà discussa anche con il mondo delle aziende.  
Da parte loro, i Municipi hanno sottolineato le azioni già avviate per stimolare la cittadinanza a partecipare attivamente alla vita del Comune e alle decisioni politiche. Sono stati in particolare ricordati i sondaggi promossi su temi specifici, i contributi finanziari e in natura agli organizzatori di eventi locali, la creazione di momenti d’incontro tra popolazione e mondo associativo.    
Alla luce del contesto attuale, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha ricordato che è essenziale per i Comuni interrogarsi su come stimolare la partecipazione attiva dei cittadini. «La democrazia ha bisogno di cittadine e di cittadini che si interessano alla cosa pubblica, e che si attivino in prima persona per il bene della comunità. Il Comune è il livello istituzionale che esprime al massimo la forza della nostra democrazia diretta, ma corre il rischio di impoverirsi a causa della disaffezione della cittadinanza. Queste visite nei Comuni ci hanno permesso di tastare il polso dei Municipi ed è bello constatare la loro grande voglia di mettersi in gioco e stimolare nuove forme di partecipazione».
Dal canto suo, il capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa ha ricordato che «i progetti che stiamo promuovendo sono arricchiti dagli spunti emersi durante questi incontri. Le osservazioni raccolte oggi, così come quelle che verranno fatte negli incontri futuri, ci serviranno per impostare al meglio la revisione della Legge organica comunale, che entrerà nel vivo durante la Legislatura cantonale 2023/2027».

“È tempo e ora di dire “basta!” agli insulti contro la Polizia”

“È tempo e ora di dire “basta!” agli insulti contro la Polizia”

“Tollerare ad oltranza gli insulti gratuiti nei confronti delle forze dell’ordine sarebbe rendersi complici di una manifestazione di intolleranza verso lo Stato e le sue istituzioni”. È partendo da questa premessa che il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha deciso di dire basta alle numerose scritte e agli adesivi contrari alla Polizia e in particolare alle scritte che riportano l’acronimo ACAB (letteralmente “all cops are bastards”, ossia “tutti i poliziotti sono bastardi”).

Con una lettera indirizzata a tutti i Comuni, alle aziende di distribuzione, alle aziende di telecomunicazione, alle aziende di trasporto pubblico, all’Ufficio federale delle strade (USTRA), alla Sezione della logistica del Cantone e alla Divisione cantonale delle costruzioni il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha richiamato all’attenzione nei confronti di questo fenomeno di intolleranza. “Queste manifestazioni di odio pubblico nei confronti delle tutrici e dei tutori della legge e dell’ordine pubblico sono negativi e non vanno sottovalutati. Annualmente il numero di aggressioni verbali e fisiche nei confronti delle e degli agenti di polizia è elevato, e negli ultimi anni si è riscontrato un aumento delle aggressioni fisiche, ma non solo nei loro confronti. Questa situazione mi preoccupa come Direttore del Dipartimento delle istituzioni – sottolinea Norman Gobbi – poiché gli agenti sono la figura professionale che maggiormente – nell’opinione pubblica – ricopre il ruolo di “rappresentante dello Stato””. 

Per tale ragione “queste scritte e adesivi sono rivolti direttamente contro lo Stato e le sue istituzioni, che tutti insieme siamo chiamati a difendere. Per questo motivo ho chiesto a tutti gli enti che possono concorrere a cancellare o a togliere queste scritte a un’attenzione e a un impegno particolare a voler far eliminare questi insulti pubblici contro la Polizia e le istituzioni: ne va della credibilità delle istituzioni stesse che gli agenti di Polizia sono chiamati a rappresentare dinnanzi alla popolazione”, afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

La lettera è partita la scorsa settimana. “Spero che possa ottenere un riscontro positivo. Come dicevo all’inizio, è tempo e ora di intervenire, perché continuare a chiudere gli occhi è pericoloso. In molti mi hanno manifestato solidarietà nei confronti degli agenti e del loro delicato lavoro. La Polizia, per fortuna e grazie all’impegno delle donne e degli uomini che portano la divisa, gode di un’ottima reputazione in Ticino. È proprio per questo motivo che bisogna intervenire”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Intervento in occasione della Giornata cantonale per l’integrazione 2022 “Ripartiamo insieme” con la Festa dei Popoli

Intervento in occasione della Giornata cantonale per l’integrazione 2022 “Ripartiamo insieme” con la Festa dei Popoli

– Fa stato il discorso orale –

Gentili signore, egregi signori

Ringrazio per l’invito alla cerimonia inaugurale della Festa dei popoli, inserita anche nella Giornata cantonale dell’integrazione che il Cantone Ticino, tramite il DI organizza oramai da dieci anni.
L’opportunità di vedere Comune e Cantone uniti nell’organizzazione di un evento a sostegno delle misure d’integrazione sottolinea uno dei cardini del Programma d’integrazione cantonale, ossia la collaborazione e le sinergie con i comuni e le città sul territorio nel favorire la coesione sociale e l’integrazione della popolazione straniera con la popolazione autoctona.
Ringrazio soprattutto la Città di Locarno e in particolare la capadicastera Nancy Lunghi e la delegata della città Giovanna Schmid per aver resto questa giornata possibile.
Oggi però è anche un momento di festa, di Festa dei Popoli. Mi sono interrogato sull’uso del plurale, Popoli, anziché Popolo.
Che cosa rende più popoli una comunità? E cos’è che rende una comunità un popolo?
Sembrano domande scontate ma se ci pensate bene, i due concetti, di popolo e di comunità, sono complicati da definire. Basti pensare che chi si riconosce in un popolo pensa di essere accomunato da un patrimonio culturale, usanze, interessi, origini comuni. E fin qui tutto chiaro.
Ora, la Svizzera che alla base è una Confederazione di Stati, di quanti popoli è composta?
Dopo un rapido refresh delle mie nozioni di scuola media sono arrivato al seguente conteggio: di sicuro gli Svizzeri hanno un po’ di sangue del Popolo celtico, ovviamente mescolato con quello degli Elvezi, ma per la parte orientale troviamo DNA dei Reti, invasi poi dai Romani. Quindi come tutta la parte di questo globo siamo discendenti dei Romani, a loro volta allontanati dalla tribù degli Alemanni, che si sono insediati al nord della Svizzera, raggiunti dai Burgundi, poi conquistati dai Franchi che li incorporarono nel loro impero, prima sotto i re Merovingi e poi sotto i Carolingi.
Non sono ancora arrivato all’anno 1000 e ho già conteggiato almeno 9 popoli che si sono insediati non sempre in maniera pacifica in quella che 800 anni dopo diventerà la Svizzera che conosciamo.
Oggi sarebbe impensabile distinguere tra noi queste etnie di origine. Ciononostante, con fatica la Svizzera è riuscita a diventare nazione considerando tutti questi discendenti di popoli d’origini prima di tutto come cittadini.
Nel corso degli ultimi decenni il numero di cittadini stranieri stabilmente residenti in Svizzera come in Ticino è cresciuto, soprattutto a seguito di guerre e tragedie vicine e lontane dai nostri confini, parallelamente al numero di immigrati che acquisirà negli anni la cittadinanza svizzera. Altri popoli si sono quindi aggiunti alla lista dei popoli che compongono la Svizzera di oggi.
Grazie alla nostra storia, il nostro Paese – come ho ricordato poc’anzi – è già il frutto della presenza di più popoli, e ha consolidato regole di convivenza tra le minoranze iscritte nella nostra Costituzione, dove vengono sanciti il rispetto della diversità culturale, linguistica e religiosa.
Ciò consente alla comunità di diaspora di avere anche un ruolo come partner nell’integrazione, tema della tavola rotonda di questo pomeriggio: lo vediamo per l’Afghanistan, per l’Ucraina, per l’Eritrea, … e lo abbiamo visto per i Balcani più di un ventennio fa.
Tuttavia, la promozione dell’integrazione da parte della Confederazione, del Cantone, dei comuni, delle città e da parte delle diaspore, non basta. Occorre pure una buona dose di responsabilità personale, dove tutti noi svizzeri e stranieri, siamo i primi attori della nostra integrazione e della convivenza civile.
Quindi il mio auspicio e che ognuno di noi sia il garante della propria integrazione e della convivenza civile all’interno del nostro paese, e sia portatore delle sue peculiarità culturali, religiose ed etniche all’interno del popolo in cui si riconosce.

Buona festa dei Popoli a tutti.

Peste suina africana: bilancio positivo dell’esercitazione tra i partner SMPP

Peste suina africana: bilancio positivo dell’esercitazione tra i partner SMPP

Comunicato stampa

Sull’arco di tre giorni, dal 27 al 29 settembre, si è svolta un’importante esercitazione congiunta, che ha coinvolto alcuni partner della protezione della popolazione: Polizia cantonale, Protezione civile, Pompieri, Servizi ambulanze, Servizi tecnici, l’Ufficio del veterinario cantonale e l’Ufficio della gestione dei rischi ambientali e del suolo. L’esercizio messo in atto presentava quale scenario principale un focolaio, presso l’azienda agricola cantonale di Mezzana, con suini colpiti da peste suina africana, malattia che ultimamente si è sviluppata anche nel nord Italia. Lo scenario esercitato ha portato all’allestimento di uno stato maggiore degli enti di primo intervento (SMEPI), poi completato con rappresentanti degli enti partner, al fronte coordinato dalla Polizia cantonale.

L’organizzazione e la pianificazione delle attività svolte, sotto la coordinazione dalla Sezione del militare e della protezione della popolazione, hanno richiesto un intenso lavoro di preparazione sull’arco di più mesi in quanto i differenti scenari simulati sono stati allestiti ad hoc ed in parte occupati da figuranti. L’esercitazione ha permesso di:

  • Allenare la costituzione di uno SMEPI
  • Esercitare e perfezionare il ritmo di condotta dello SMEPI
  • Esercitare le capacità di condotta dei quadri ai diversi livelli
  • Consolidare le sinergie operative di tutti gli enti coinvolti
  • Testare la prontezza, l’operatività e la capacità a durare degli specialisti in vari ambiti
  • Reagire in maniera coerente e coordinata rispetto ai vari scenari simulati dalla regia

Esercitazioni simili erano già state proposte nel 2019 nella regione dell’alto Vedeggio, simulando una contaminazione da Afta epizootica, e nel 2021 nel Mendrisiotto, quando a essere simulato fu un focolaio di influenza aviaria. L’edizione di quest’anno, su richiesta specifica del Veterinario cantonale, è stata orientata alla peste suina africana, malattia che viene attualmente riconosciuta come una delle principali minacce, in materia di epizoozie, per il nostro territorio. Si ricorda come questo virus è stato trovato in alcune regioni del nord Italia, in particolare nei cinghiali e come questo vettore possa facilmente passare il confine e raggiungere le nostre latitudini. Cogliamo qui l’occasione per sensibilizzare nuovamente la popolazione sui comportamenti cautelativi da tenere, in particolare, smaltendo i rifiuti (resti di cibo e loro contenitori) in modo corretto ed evitando di disperderli in natura.  Informazioni più dettagliate sono disponibili sul sito www.ti.ch/pestesuina.  

Questi esercizi, va ricordato, hanno lo scopo di verificare e assicurare il pieno funzionamento delle misure tecniche e organizzative, al fine di garantire una maggiore sicurezza alla popolazione in caso di eventi particolarmente pericolosi e che richiedono un notevole sforzo organizzativo, sia a livello di mezzi sia a livello di personale messo in campo. A seguito dei risultati ottenuti, che saranno valutati nelle prossime settimane, verranno predisposti dei correttivi, laddove necessario, per ulteriormente migliorare l’istruzione e l’efficacia d’intervento sul terreno e di condotta in situazioni che superano, per l’elevato grado di minaccia, l’ordinaria attività dei diversi enti.

Come per le precedenti edizioni del 2018 e del 2021 la direzione dell’esercizio si è detta soddisfatta dei risultati raggiunti e intende continuare a riproporre a scadenze regolari questa importante attività di formazione continua che permette di essere pronti a rispondere in maniera adeguata alle differenti emergenze che potrebbero sorgere a livello cantonale.  

Strade sicure da vent’anni in prima linea per la prevenzione

Strade sicure da vent’anni in prima linea per la prevenzione

Comunicato stampa

Oggi si è tenuta la conferenza stampa che ha fatto il punto sui primi 20 anni del progetto di prevenzione del Dipartimento delle istituzioni Strade sicure. Un tragitto lungo quello ripercorso questa mattina, dal quale emerge un’importante diminuzione degli incidenti della circolazione stradale, in particolare al Sud delle Alpi.  

Nel 2002 veniva ufficialmente costituita la commissione “Strade più sicure”, poi Strade sicure, un progetto che avrebbe focalizzato la sua attenzione sul favorire un’accresciuta sicurezza nell’ambito della circolazione stradale. Uno scopo importante, che ha trovato il suo sviluppo attraverso diverse campagne di prevenzione e progetti puntuali legati al territorio e alle specifiche contingenze del momento. Altro importante obiettivo è stato quello di coordinare le azioni di prevenzione con tutti i partner presenti nella regione. Oggi la Commissione di Strade sicure si compone infatti dei seguenti enti: Ufficio prevenzione infortuni (upi), Suva, PRO VELO Ticino, Touring Club Svizzero (TCS), Automobile Club Svizzero (ACS), Associazione traffico e ambiente (ATA), Associazione Svizzera Maestri conducenti (ASMCTI), Mobilità pedonale Svizzera, Nez Rouge, Ufficio federale delle strade (USTRA), Dipartimento del territorio (DT), Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), Polizia cantonale, Associazione delle Polizie comunali ticinesi.    
Nel corso dell’odierna conferenza stampa, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni (DI) Norman Gobbi ha sottolineato come questo lungo percorso abbia inciso in maniera significativa anche sulla sicurezza oggettiva delle nostre strade: “Dal 2002 ad oggi gli incidenti con vittime sono diminuiti in maniera significativa (-63%), allineando il Ticino alla media Svizzera. Se pensiamo che 20 anni fa l’incidenza degli incidenti con feriti o morti era per ogni 10’000 abitanti di 51.6 in Ticino e di 32.6 in Svizzera e che vent’anni dopo, nel 2021, questo tasso è sceso a 19.1 in Ticino e 20.1 in Svizzera ben si capisce l’enorme progresso registrato nel nostro Cantone. Anche il rapporto Sinus 2021 sul “Livello di sicurezza e incidentalità nella circolazione stradale” attesta che dal 2010 al 2020 in Ticino si è registrato il calo più netto di incidenti con danni gravi alle persone (-45%), mentre nella Svizzera tedesca nel medesimo periodo il calo è stato dell’8% e in Romandia del 25%”, ha affermato il Consigliere di Stato Norman Gobbi.  
Dal canto suo l’avv. Cristiano Canova, Presidente della Commissione Strade sicure e Capo della Sezione della circolazione, ha sottolineato il ruolo di coordinamento e valorizzazione dell’attività esistente per creare un effetto moltiplicatore. Da qui, imprescindibile è il coinvolgimento di tutti gli enti e di tutte le associazioni.
Il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha ribadito l’importanza della prevenzione nel lavoro quotidiano di polizia e ha sottolineato l’ottima interazione che si è consolidata negli anni tra Strade sicure e Polizia cantonale in diversi ambiti. Il Comandante Cocchi ha inoltre evidenziato come la prevenzione non possa prescindere da un’attività di controllo che consolidi l’attenzione dell’utenza su questi temi delicati.  
Il Capo progetto di Strade sicure Renato Pizolli ha dal canto suo illustrato le nuove sfide. In particolare ha presentato il progetto “Guidare in tutta sicurezza nella terza e quarta età”, un’azione che ha l’obiettivo di fornire maggiori strumenti alla fascia più anziana della popolazione per vivere la mobilità in piena sicurezza e serenità.

Pubblicato il bando di concorso per la nuova o per il nuovo capo della Sezione della circolazione

Pubblicato il bando di concorso per la nuova o per il nuovo capo della Sezione della circolazione

Comunicato stampa

A partire dal 1. aprile 2023 l’avv. Cristiano Canova, capo della Sezione della circolazione, beneficerà del pensionamento anticipato. Il Dipartimento delle istituzioni ha proceduto oggi a pubblicare il bando di concorso per la ricerca del nuovo o della nuova capo Sezione della circolazione, bando che rimarrà aperto sino al 14 ottobre 2022.

Cristiano Canova è funzionario dirigente del Dipartimento delle istituzioni da oltre 30 anni. È infatti stato nominato dal Consiglio di Stato a capo della Sezione della circolazione nel 1990, all’età di 30 anni, dopo aver ottenuto la licenza in diritto a Berna nel 1986 e il brevetto d’avvocato nel 1988 al termine della pratica svolta presso lo studio legale avv. Gian Mario Pagani di Chiasso. Dopo il praticantato, per tre anni, è stato segretario assessore alla Pretura di Mendrisio-Sud. Durante la sua attività quale capo Sezione è stato membro del comitato dell’Associazione svizzera dei servizi della circolazione per oltre 20 anni; presidente della Commissione giuridica della citata Associazione dal 2000 al 2008; membro di comitato del Fondo svizzero per la sicurezza stradale dal 2012 ad oggi e presidente in carica della Commissione cantonale Strade sicure.

La candidata o il candidato a capo della Sezione della circolazione dovrà avere una formazione a livello universitario, scuola politecnica federale o scuola universitaria professionale (livello bachelor+master) preferibilmente nell’ambito del diritto, economico e tecnico specialistico, nonché vantare una pluriennale esperienza di conduzione di gruppi medio/grandi ed avere ottime conoscenze della lingua italiana e buone conoscenze (scritte e parlate) delle lingue ufficiali e conoscenze dell’inglese. Il bando di concorso rimarrà aperto sino a venerdì 14 ottobre 2022.

È possibile consultare le condizioni d’impiego e inviare la candidatura all’indirizzo www.ti.ch/concorsi. 

“Democrazia viva”: dalle parole ai fatti

“Democrazia viva”: dalle parole ai fatti

“Lanciato un progetto per ridare slancio al nostro sistema politico”

“Democrazia viva” è il nome del nuovo progetto lanciato dal Dipartimento delle istituzioni per il tramite della Sezione enti locali, presentato giovedì 15 settembre in occasione della Giornata mondiale della democrazia. “La democrazia ha bisogno di cittadine e di cittadini che partecipano, che si interessano alla cosa pubblica, sino ad accettare di impegnarsi in prima persona per il bene della comunità – afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. Nel corso della festa dedicata questa settimana al presidente della Confederazione Ignazio Cassis sono stati pronunciati molti bei discorsi. Profondi e tutti condivisibili. La parola “democrazia” è stata quella più citata dagli oratori. Sì, perché la nostra democrazia diretta è un vanto. Il sistema politico svizzero prevede però che siano i cittadini a “fare lo Stato”. E la partecipazione è condizione indispensabile. Senza questa tutto cade, tutto si ferma. Vediamo però che a livello comunale, là dove trova centralità la nostra democrazia diretta e viene esaltato il nostro sistema di milizia, si sta correndo il rischio di un impoverimento della partecipazione delle cittadine e dei cittadini. C’è bisogno di incentivare la nostra democrazia e con questo progetto vogliamo spingere concretamente in questa direzione”.

Dalle parole (quelle pronunciate nei discorsi) ai fatti, ci verrebbe voglia di dire. Il Governo ticinese in giugno ha accolto queste riflessioni – anche perché il tema è tra quelli prioritari per la legislatura in corso – e ha dato mandato al Dipartimento delle istituzioni di proporre iniziative in tal senso. “Un sondaggio interno fatto dalla SEL nel 2019 – specifica Norman Gobbi – ha sottolineato un dato ormai acclarato: la crescente fatica dei partiti nel reperire candidati disposti ad assumere cariche pubbliche. Ha messo in evidenza le difficoltà della politica a intercettare l’interesse dei cittadini. Tra le persone ticinesi nella fascia di età fra 18 e 34 anni, il 38% degli interpellati afferma di essere interessato alla politica e solo il 22% prende in considerazione la possibilità di assumere una carica pubblica. Percentuali in calo ulteriormente fra le persone di età più avanzata”.

Come si intende procedere? “Nei prossimi mesi la Sezione degli enti locali, coinvolgendo rappresentanti della società civile, della politica e delle istituzioni, si occuperà di individuare le azioni più efficaci da mettere in atto a breve e medio termine per riaccendere nei cittadini la curiosità per il funzionamento della democrazia diretta e incrementare la partecipazione al voto. Una prima misura è però già stata identificata e consiste nel lancio di una campagna di sensibilizzazione in vista delle prossime elezioni comunali. Una strada, quella imboccata, prioritaria e necessaria, se vogliamo continuare a costruire una società capace di rispondere a tutti i bisogni delle cittadine e dei cittadini”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.