Mendrisiotto: una questione di sicurezza

Mendrisiotto: una questione di sicurezza

Dal Mattino della domenica | Norman Gobbi fa il punto della situazione su rapine e non solo

Le rapine nel Mendrisiotto rimangono purtroppo un tema caldo. Le ultime risalgono a poche settimane fa, ai danni di due distributori, a Brusata di Novazzano e a Brusino Arsizio. L’autore del primo scippo è stato arrestato non molto distante dal luogo del misfatto, mentre della seconda sono ancora a piede libero. Ma come si è evoluta negli ultimi anni la situazione? Facciamo il punto, dati alla mano, riguardo la sicurezza nel Mendrisiotto.

Qualche settimana fa, dopo l’ultima rapina nel Mendrisiotto, ho esposto la mia proposta di togliere i contanti dalle pompe di benzina, lungo la frontiera. Una misura che, a mio modo di vedere, si aggiungerebbe all’ottimo lavoro delle forze dell’ordine. Il dispositivo è in effetti collaudato, e posso dirlo con certezza, in quanto il più delle volte i malviventi vengono acciuffati in poco tempo. Se in passato il tasso di risoluzione per le rapine si attestava infatti attorno al 20-30%, negli ultimi anni è aumentato fino a superare il 60%. Quest’anno si conferma un’ulteriore crescita, che raggiunge quasi il 69%.

Via i contanti dai distributori

Questi sono chiaramente dei buoni risultati, ma per il mio Dipartimento e per il sottoscritto è importante prima di tutto che i cittadini si sentano sicuri su tutto il nostro territorio, soprattutto a casa e sul posto di lavoro. E due rapine in 36 ore hanno sicuramente un influsso anche sul senso di percezione della sicurezza dei cittadini, anche se il numero totale di rapine di quest’anno rimane in linea con gli scorsi anni. Sono quindi certo che questa ulteriore misura – che va oltre a quella già introdotta da parte dei gerenti di svuotare la cassa più spesso – potrebbe dissuadere ulteriormente i malviventi, e risolvere così definitivamente il problema. Infatti, non si tratta più solo di bande organizzate, ma anche di disperati che rapinano le pompe di benzina per pochi soldi, ed è quindi maggiore il rischio che anche con delle somme minime chi lavora in un distributore subisca comunque una rapina.

Sempre meno furti nel Mendrisiotto

Fortunatamente in altri ambiti della sicurezza nel Mendrisiotto, le misure già introdotte hanno permesso di migliorare la situazione. Come ho avuto modo di spiegare settimana scorsa durante l’assemblea della sezione Mendrisiotto della Camera ticinese dell’economia fondiaria, il numero di furti è basso come mai negli ultimi dieci anni. Grazie all’adeguamento degli effettivi della polizia, alla regionalizzazione, alla collaborazione tra Polizia cantonale, polizie comunali e guardie di confine, è stato possibile garantire una maggiore e migliore presenza sul territorio. Il numero di furti negli ultimi cinque anni, grazie a queste misure, si è dimezzato.

Valichi chiusi, ticinesi tranquilli

La chiusura notturna dei valichi secondari di Novazzano-Marcetto, Pedrinate e Ponte Cremenaga ha creato un maggior senso di sicurezza per gli abitanti nelle zone di confine, che hanno finalmente potuto dormire tranquilli per qualche mese. Ora che il periodo di prova è terminato, mi aspetto che questa misura, sia reintrodotta al più presto, anche perché le conseguenze positive non si sono registrate solo sulla fascia di confine, ma anche sul resto del territorio. La polizia infatti, non dovendosi più concentrare nel controllo in zona di frontiera – che più di altri luoghi è soggetta a furti – ha la possibilità di dedicarsi maggiormente anche ad altre zone.

Abbiamo già fatto grandi passi verso un Mendrisiotto più sicuro, e sono certo che introducendo nuove misure riusciremo a risolvere anche la problematica delle rapine. Ci tengo a ribadirlo: la sicurezza di tutti i ticinesi, e quindi anche di tutti i momò, è la mia priorità. Tutti meritano di vivere con lo stesso senso di sicurezza, da Airolo fino a Chiasso!

Norman Gobbi,
Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

“Basta un attimo! La sicurezza in acqua dipende da te.” : resoconto della stagione balneare 2017

“Basta un attimo! La sicurezza in acqua dipende da te.” : resoconto della stagione balneare 2017

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni |

La stagione autunnale è il momento per il Dipartimento delle istituzioni e la Sezione della Polizia lacuale di stilare un bilancio dell’estate a livello di incidenti nei fiumi e nei laghi del nostro Cantone e di valutare l’impatto delle azioni di prevenzione destinate a residenti e turisti.

Nel corso della stagione estiva appena conclusa il Dipartimento delle istituzioni ha promosso sul territorio, in collaborazione la Commissione cantonale del Consiglio di Stato “Acque sicure”, la nuova campagna generale di informazione e sensibilizzazione denominata “Basta un attimo! La sicurezza in acqua dipende da te.” sviluppata soprattutto attraverso cartelloni pubblicitari tradotti in quattro lingue e posizionati nei principali luoghi d’interesse del nostro Cantone e nelle maggiori stazioni ferroviarie. Sono inoltre stati distribuiti i rinnovati opuscoli informativi sui rischi nei fiumi e sulle regole di convivenza nei laghi a tutti gli hotel, campeggi ed enti turistici locali e installati manifesti sui bus che sono transitati sulle tratte di valle e nei centri turistici; inoltre sono stati distribuiti migliaia di sottopiatti e bustine di zucchero in centinaia di esercizi pubblici ubicati in tutto il Cantone.

Grazie alla collaborazione con l’Agenzia turistica ticinese è stata effettuata per la prima volta una sensibilizzazione anche ai passeggeri interessati sui treni ICN in provenienza da Oltre Gottardo, quale misura di sensibilizzazione al di fuori del Cantone.

Altra novità del 2017 è stata l’introduzione di azioni informative mirate, in collaborazione con la Città di Lugano, presso la Foce del Cassarate, che ha visto un aumento importante delle frequentazioni durante i mesi estivi e ha registrato in tempi recenti alcuni annegamenti.

Ha destato poi un ottimo riscontro da parte della popolazione lo stand informativo “Acque sicure” organizzato nell’ambito della manifestazione “Sportissima”.

Attraverso la nuova campagna di prevenzione si sono resi attenti in particolare turisti e residenti sulle regole che permettono di evitare comportamenti a rischio e incidenti e, segnatamente, sull’attenzione e vigilanza che bisogna avere costantemente nei contesti acquatici nei quali i rischi sono molto più elevati e sempre dietro l’angolo, ma soprattutto dipendono fortemente dal proprio senso di responsabilità.

Messaggi specifici sono stati indirizzati anche a tutte le persone che amano praticare attività e sport nei fiumi e nei laghi ed è stato organizzato il pattugliamento di alcuni tratti pericolosi dei torrenti Maggia e Verzasca nei mesi di luglio e agosto. Per completare le informazioni, è stato anche attualizzato e aggiornato il sito internet www.ti.ch/acquesicure.

Durante la stagione 2017 si sono purtroppo verificati tre incidenti mortali nei laghi. Si tratta per lo più di persone anziane che sono annegate a causa di malori o della spossatezza sopraggiunta. Il Ceresio è stato poi teatro di un paio di incidenti tra natanti per guida in stato di ebbrezza che fortunatamente hanno causato solo infortuni.

A livello di corsi d’acqua si sono registrati due annegamenti durante la pratica del canyoning. Restano tuttavia elevati, e destano non poche preoccupazioni, i diversi infortuni gravi causati da attività a rischio quali i tuffi dalle rocce, il funambolismo sui fiumi, il canyoning, il campeggio abusivo a bordo fiume e le attività subacquee.

Il Dipartimento delle istituzioni coglie l’occasione per ringraziare tutti gli enti che hanno collaborato attivamente sul territorio e hanno contribuito alla salvaguardia della vita dei numerosissimi frequentatori dei nostri laghi e corsi d’acqua.

Il Governo approva l’adeguamento del personale delle Strutture carcerarie cantonali

Il Governo approva l’adeguamento del personale delle Strutture carcerarie cantonali

Comunicato stampa del Consiglio di Stato |

Il Consiglio di Stato ha approvato nella sua seduta odierna l’adeguamento del personale delle Strutture carcerarie cantonali. A partire dal 2018 sarà pertanto introdotto gradualmente un aumento di 13 posti di lavoro nell’organico del penitenziario cantonale. Un intervento ritenuto prioritario dal Governo, in particolare a fronte dell’aumento delle giornate di incarcerazione che ha comportato nel corso dell’anno il raggiungimento del picco massimo di presenze consentite negli spazi del carcere.

Dal 2011 al 2016 in Ticino la popolazione carceraria ha subito un importante incremento: gli agenti di custodia si sono infatti trovati confrontati con una media di 80 detenuti al giorno in più da gestire – raggiungendo la quota di 240 detenuti al giorno in media. Nel corso del 2017 la tendenza è stata confermata, con il raggiungimento della capienza massima consentita: 261 incarcerazioni registrate il 14 marzo 2017.

In base a queste considerazioni, il Consiglio di Stato ha quindi deciso di adeguare, come già previsto nei nuovi compiti, il personale attivo nelle Strutture carcerarie cantonali di 13 unità, dando così seguito anche alle ripetute richieste della Commissione per la sorveglianza delle condizioni di detenzione. La misura comporta un onere finanziario di circa un milione di franchi, come previsto nei nuovi compiti già inclusi nel Preventivo 2018. Questo incremento è volto a permettere alla Direzione delle Strutture carcerarie cantonali di poter gestire il maggior numero di detenuti con un personale adeguato, un incremento che sarà introdotto in maniera graduale a partire dal 1° gennaio 2018. A questo proposito, la Scuola per agenti di custodia prevista nel corso del 2019 sarà anticipata al 2018, in modo da poter disporre per tempo del personale necessario adeguatamente formato.

Questa decisione permetterà da una parte di continuare a garantire un adeguato grado di sicurezza all’interno delle Strutture carcerarie cantonali, a beneficio dell’ambiente di lavoro dei professionisti che operano in questo settore delicato e sensibile, dall’altra di assicurare la sicurezza di tutta la cittadinanza grazie all’impegno degli agenti di custodia che rappresentano la legge, la dignità e la legalità dello Stato all’interno degli stabilimenti di privazione di libertà ed esecuzione pena.

“Una tragedia causata dall’irresponsabilità di una persona, …”

“Una tragedia causata dall’irresponsabilità di una persona, …”

Da LiberaTV | Il ministro: “Quando parlo di sicurezza mi piace definire il cittadino come “la sentinella”. Lo stesso principio vale per la sicurezza stradale. Perché a volte, grazie e soprattutto alla collaborazione di tutti gli utenti della strada, possiamo fermare i veri criminali delle quattro ruote”

Abbiamo chiesto al ministro Norman Gobbi, direttore del Dipartimento Istituzioni, una riflessione sulla tragica morte di Andrea Tamborini, vittima venerdì scorso di un pirata della strada a Sigirino.

di Norman Gobbi *

Mi ha scioccato e mi ha profondamente rattristato leggere sui nostri media la storia dello scooterista trentaseienne che ha perso tragicamente la vita sulle nostre strade venerdì scorso. Una vita spezzata a causa del gesto scellerato di un automobilista che, da quanto dichiarato dalla Polizia cantonale, guidava con un tasso alcolemico in corpo ben al di sopra di quanto consentito.

Una tragedia che si è verificata per colpa dell’irresponsabilità di una persona che con la sua sconsideratezza ha stroncato la vita di un uomo che stava rientrando al suo domicilio, dalla moglie e dal figlio neonato. Ora bisogna attendere che la giustizia faccia il proprio corso. Ma in un momento del genere, come responsabile della sicurezza anche sulle nostre strade, non posso non fare un appello a tutte le cittadine e a tutti i cittadini. La sicurezza stradale dipende in primis da tutti noi, da come ci muoviamo e ci comportiamo quando siamo seduti nell’abitacolo della nostra autovettura. Richiamo alla prudenza e al rispetto del nostro codice stradale, in particolare dei limiti di velocità, e ribadisco di non mettersi in moto dopo aver bevuto qualche bicchiere. Non soltanto per evitare di essere un pericolo per noi stessi ma anche per tutti gli altri utenti della strada. Soprattutto sulla nostra rete stradale caratterizzata da code e ingorghi e da una viabilità interna congestionata.

Nelle scorse settimane il mio Dipartimento ha promosso due campagne di sensibilizzazione: una rivolta a tutti gli utenti della strada – automobilisti, motociclisti, scooteristi, ciclisti e pedoni – vuole sensibilizzare sui pericoli legati all’uso del telefonino durante gli spostamenti sulle nostre strade, e una seconda per ricordare l’importanza di equipaggiare adeguatamente il proprio mezzo per la stagione invernale. Ma queste campagne da sole nulla possono contro i comportamenti irresponsabili di alcuni! Per questa ragione invito tutti a segnalare ogni atteggiamento o situazione che potrebbe mettere a rischio la nostra sicurezza e la nostra incolumità sulla rete viaria cantonale. In passato mi è capitato di chiamare la centrale della Polizia cantonale per allertare gli agenti che sull’A2 un automobilista procedeva a una velocità sconsiderata con sorpassi azzardati rischiando di urtare le auto che sorpassava.

Quando parlo di sicurezza mi piace definire il cittadino come “la sentinella” che attenta e vigile segnala alle nostre forze dell’ordine le situazioni sospette che percepisce sul nostro territorio. Lo stesso principio vale anche per la sicurezza stradale: tutti i cittadini, tutti noi, siamo le prime sentinelle attive sulle nostre strade, e dobbiamo essere pronti ad annunciare tutte le situazioni rischiose. Perché a volte, grazie e soprattutto alla collaborazione di tutti gli utenti della strada, possiamo fermare i veri criminali delle quattro ruote.

* Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Articolo su: http://www.liberatv.ch/it/article/36117/gobbi-sulla-morte-di-andrea-tamborini-una-tragedia-causata

Caccia militari: “8 miliardi, spesa necessaria”

Caccia militari: “8 miliardi, spesa necessaria”

Da ticinonews | Per il Consigliere di Stato Norman Gobbi la cifra richiesta dal Consiglio Federale è “ragionevole”

C’è chi lo considera uno sproposito e chi, come il Consigliere di Stato Norman Gobbi (Direttore cantonale degli Affari Militari) un investimento assolutamente necessario. 8 miliardi di franchi: è questa la cifra da capogiro prevista dal Consiglio Federale per il rinnovamento dei velivoli militari e del sistema missilistico dell’esercito.

“Si tratta di sistemi che hanno più di 25 anni e quindi hanno raggiunto la fine-vita tecnologica” racconta Gobbi ai microfoconi di Teleticino. “Anche se da un lato possono essere ammodernati, non sono però più competitivi e performanti. La cifra può sembrare importante, ma si tratta di creare un ombrello a protezione della Svizzera nella terza dimensione”.

Dopo la bocciatura alle urne dei Gripen nel 2014 (3 i miliardi di spesa proposti allora), tre anni dopo il Dipartimento della Difesa ci riprova con un tariffario triplicato. “I mezzi attuali” ha spiegato il Consigliere Federale Guy Parmelin “hanno raggiunto il limite”.

“Dobbiamo pensare che si tratta di difendere il nostro Paese” ha continuato Gobbi. “La difesa e la sicurezza parte anche da una difesa che è militare”.

Intanto è già partito il toto nomi. Tre i velivoli che compaiono nella “top three”: gli Eurofighter, i Raphael francesi e i Gripen svedesi, quest’ultimi già considerati dall’amministrazione i migliori nel rapporto qualità prezzo. Quanti saranno? Difficile dirlo, anche se stando a un recente rapporto del Dipartimento Federale della Difesa sono quattro le ipotesi al vaglio: 20, 30, 40 o 55 nuovi aerei entro il 2030.

Sia quel che sia la mossa, oggi come allora, ha già scatenato un pandemonio. La sinistra è contraria, la destra approva, il centro è scettico. E poi c’è chi, come il Gruppo per una Svizzera senza esercito, è pronto a richiamare in causa il popolo.

Maggiori dettagli nel servizio di Teleticino – http://www.ticinonews.ch/ticino/422259/caccia-militari-8-miliardi-spesa-necessaria

(Articolo di Romano Bianchi)

Equipaggiati…e senza brividi!

Equipaggiati…e senza brividi!

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni |

Malgrado le scarse precipitazione nevose registrate in Ticino nella stagione invernale del 2016, sono stati ancora 42 gli incidenti stradali che sono avvenuti su carreggiata coperta di neve, gelata o viscida (78 nel 2015). Dipartimento delle istituzioni e Polizia cantonale, in collaborazione con le Polizie comunali, ricordano pertanto le principali misure da adottare alla guida durante i mesi invernali e distribuiranno nelle prossime settimane un volantino contenente raccomandazioni e consigli nell’ambito del programma di prevenzione «Strade sicure».

Con il brusco abbassamento delle temperature – nettamente superiori alla media sino alla fine di ottobre – e l’arrivo dei primi fiocchi di neve che hanno imbiancato le cime delle montagne del nostro Cantone, il programma di prevenzione “Strade sicure” del Dipartimento delle istituzioni, la Polizia cantonale e l’Associazione delle polizie comunali ricordano l’importanza di equipaggiare il proprio veicolo nel modo ottimale per affrontare i mesi invernali e contribuire ad una maggior sicurezza sulle stradale anche in condizioni difficili. A tale proposito i corpi di polizia distribuiranno nelle prossime settimane un flyer informativo che sarà messo a disposizione anche presso gli sportelli dei posti di polizia.

Il rischio d’incidente in inverno è valutato sei volte superiore rispetto al resto dell’anno. Neve, ghiaccio o poltiglia nevosa possono rendere la carreggiata di ardua percorribilità e con molte insidie celate. In questi casi la prudenza è d’obbligo e risulta fondamentale non effettuare manovre improvvise con lo sterzo e con i pedali.

Diversi test effettuati da enti preposti alla sicurezza stradale hanno comprovato che quanto la temperatura atmosferica scende al di sotto dei 7°C gli pneumatici invernali manifestano la loro massima efficacia e possono marcare la differenza per quanto concerne una guida sicura nei mesi invernali. A 40 km/h un veicolo equipaggiato con 4 pneumatici invernali dello stesso tipo con un profilo minimo di 1.8 millimetri necessita 32 metri in meno per frenare e fermarsi completamente.

In inverno è altresì molto importante mantenere una distanza di sicurezza maggiore dal mezzo di trasporto che ci precede. Imprescindibile anche liberare completamente il parabrezza e il veicolo da neve e ghiaccio prima di mettersi per strada, sia per motivi di sicurezza sia per evitare di incorrere in una multa.

Si ricorda che in Svizzera non sussiste, a differenza della vicina Penisola, un obbligo specifico relativo al montaggio di pneumatici. Un automobilista che viaggia in inverno con pneumatici estivi non può di per sé essere multato. Tuttavia in caso di strade innevate o ghiacciate chi crea disagi alla circolazione stradale ed è senza pneumatici invernali può incorrere in una sanzione. Senza dimenticare che oltre a mettere in pericolo se stesso e gli altri utenti stradali può causare importante disagi al traffico stradale già costantemente messo a dura prova nel nostro Cantone durante le ore di punta. Se le circostanze lo richiedono può essere pure necessario montare le catene da neve per proseguire nei tratti dove è presente il segnale d’obbligo.

Si stima che circa ancora un’automobilista su tre non monta sulla propria auto gli pneumatici invernali e che uno su venti ne mette solo due gomme termiche sull’asse di trazione. Risparmi che potrebbero costare caro!

Il Dipartimento delle istituzioni prosegue in questo modo le azioni intraprese per sensibilizzare e responsabilizzare gli utenti della strada sui comportamenti da assumere quando si circola sulla rete stradale cantonale, nell’ottica di prevenire e ridurre il numero di incidenti.

Niente più contanti nelle pompe di confine?

Niente più contanti nelle pompe di confine?

Da Tio.ch | La proposta del Consigliere di Stato Norman Gobbi. «Abbiamo avviato un confronto con le aziende, sarebbe la soluzione alle rapine». Sei d’accordo?

BRUSINO ARSIZIO – Togliere i contanti dalle pompe di benzina, lungo la frontiera. A questo sta pensando il Dipartimento delle istituzioni per dare scacco una volta per tutte ai rapinatori che, periodicamente, fanno razzia nelle stazioni di servizio al confine con l’Italia. L’ultima rapina questa mattina, a Brusino Arsizio.

La proposta – Mentre la polizia è sulle tracce dei due malviventi, ancora in fuga, il Consigliere di Stato Norman Gobbi è uscito su Twitter con la proposta. «Lungo la frontiera si rapina per poche migliaia di franchi» ribadisce il Ministro raggiunto al telefono da Tio.ch/20minuti. «Sono stati fatti diversi passi avanti, sul fronte della sicurezza. Il dispositivo in questi casi è rapido e collaudato, e il più delle volte porta ad acciuffare in breve tempo i malviventi. Ma non basta». Secondo Gobbi «eliminando il contante si risolverebbe definitivamente il problema».

Discussioni già avviate – Non è un’idea passeggera. Nei mesi scorsi, i responsabili della Polizia cantonale hanno incontrato le catene di distribuzione, per discutere la fattibilità della proposta. «I margini di manovra ci sono. Al momento – spiega Gobbi – l’80 per cento delle transazioni nelle pompe di benzina avviene già tramite carte di credito o di debito. Il passaggio verso forme di pagamento immateriali è un fenomeno già in atto. Si tratterebbe di fare un passo ulteriore almeno nelle zone più a rischio».

E i clienti? – Il problema, dal punto di vista dei distributori, è il rischio di perdere i clienti (pochi) che non vogliono lasciare traccia del rifornimento alla pompa. O quelli che usano i contanti per fare piccoli acquisti negli shop.

«Servono agenti di sicurezza» – Ma le voci politiche che chiedono un intervento incisivo si fanno insistenti. Anche per i disagi al traffico (con il blocco delle strade da parte della polizia) che puntualmente si ripetono in questi casi. Ad agosto la parlamentare Sara Beretta Piccoli (Ppd) in un’interrogazione al Governo ha proposto l’impiego di agenti di sicurezza privati presso le pompe. Forse, però, esistono soluzioni più semplici (e meno costose). Purché le catene di distribuzione siano d’accordo.

L’articolo su: http://www.tio.ch/ticino/cronaca/1172522/niente-piu-contanti-nelle-pompe-di-confine–

Niente chat al volante

Niente chat al volante

Da RSI.ch | Campagna preventiva del Dipartimento delle istituzioni contro l’uso – sempre più diffuso – dei telefonini alla guida

Il servizio delle Cronache della Svizzera italiana: https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Niente-chat-al-volante-9702043.html

“Distratti mai!”. E’ lo slogan della campagna lanciata martedì dal Dipartimento delle istituzioni contro l’uso sempre più diffuso dei telefonini – e dunque di chat, social e selfie – alla guida.

Nel 2016 sulle strade ticinesi si sono verificati 3’990 incidenti della circolazione, un quinto dei quali è stato causato da disattenzione al volante o alla guida di un altro mezzo di trasporto, come ad esempio in sella ad una bicicletta. E molto spesso all’origine di questi eventi vi è un utilizzo scorretto dello smartphone.

Anche le statistiche della polizia cantonale mostrano che questo comportamento rappresenta la seconda causa di violazione del codice stradale: se nel 2015 le multe emesse erano già quasi 4’000, i dati del primo semestre 2017 fanno registrare un ulteriore aumento del 10%. Oltre ai conducenti, sono sempre più numerosi anche i pedoni che si mettono in pericolo perché camminano concentrati sul piccolo schermo: in 12 casi, lo scorso anno, la loro disattenzione ha provocato un incidente.

Da qui la necessità di questa campagna, che durerà fino alla fine del mese di marzo del 2018.

Sicurezza stradale, al via la campagna di prevenzione «Distratti mai!»

Sicurezza stradale, al via la campagna di prevenzione «Distratti mai!»

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni |

Gli incidenti stradali provocati da disattenzione sono in costante crescita, soprattutto a causa dell’utilizzo durante la guida, purtroppo sempre più diffuso, dei telefonini di nuova generazione. Il Dipartimento delle istituzioni e la Polizia cantonale – in collaborazione con tutte le Polizie comunali – hanno perciò avviato la campagna di prevenzione «Distratti mai!» che durerà fino alla fine del mese di marzo del 2018, nell’ambito del programma di prevenzione «Strade sicure».

Dopo una prima campagna promossa nel 2016, principalmente rivolta agli automobilisti e all’uso dei telefonini di ultima generazione alla guida, quest’autunno il Dipartimento delle istituzioni ha deciso di avviare un nuovo sforzo di prevenzione: l’azione denominata «Distratti mai!» intende infatti sensibilizzare tutti gli utenti della strada – automobilisti, motociclisti, scooteristi, ciclisti e pedoni – sui pericoli legati all’uso del telefonino durante gli spostamenti sulle nostre strade.

Alcune cifre chiariscono l’esigenza di questo intervento. Nel 2016 sulle strade ticinesi si sono verificati 3’990 incidenti della circolazione, un quinto dei quali è stato causato da disattenzione al volante o alla guida di un altro mezzo di trasporto (come ad esempio in sella a una bicicletta). Molto spesso all’origine di questi eventi vi è un utilizzo scorretto dello smartphone. Anche le statistiche della Polizia cantonale mostrano che questo comportamento rappresenta la seconda causa di violazione del codice stradale: se nel 2015 le multe emesse erano già quasi 4’000, i dati del primo semestre 2017 fanno registrare un ulteriore aumento del 10%. Oltre ai conducenti di mezzi a quattro o due ruote – ciclisti compresi, con ben quattro incidenti registrati nel 2016 – sono sempre più numerosi anche i pedoni che si mettono in pericolo perché camminano concentrati sul piccolo schermo: in 12 casi, lo scorso anno, la loro disattenzione ha provocato un incidente della circolazione.

La campagna di sensibilizzazione «Distratti mai!» promossa dal Dipartimento delle istituzioni e dalla Polizia cantonale – in collaborazione con tutte le Polizie comunali – prevede pertanto una serie di misure informative e interventi sul territorio. L’intento è di responsabilizzare tutte le categorie di utenti della strada, informando sui rischi che una condotta poco avveduta può creare per se stessi e per gli altri. La campagna di sensibilizzazione si concentra sui giovani tra i 18 e i 24 anni che registrano un tasso superiore alla media di infrazioni legate alla disattenzione.

Il materiale informativo è disponibile sul sito internet www.ti.ch/strade-sicure.

Il Dipartimento delle istituzioni prosegue in questo modo le azioni intraprese per sensibilizzare e responsabilizzare gli utenti della strada sui comportamenti da assumere quando si circola sulla rete stradale cantonale, nell’ottica di prevenire e ridurre il numero di incidenti.