Truffa del falso nipote: “Niente panico! Riappendete subito!”

Truffa del falso nipote: “Niente panico! Riappendete subito!”

Norman Gobbi presenta la campagna nazionale contro questo odioso crimine

“Truffare i nostri anziani è una delle cose più brutte che si possano fare. “Giocare” poi sui sentimenti, sulla paura e sulle emozioni è un modo di fare ancora più odioso. Le truffe telefoniche, conosciute con la definizione “del falso nipote”, stanno purtroppo diventando un atto criminale sempre più usato da cittadini stranieri senza scrupoli!”. Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha lanciato l’allarme, assieme ai suoi colleghi d’oltre San Gottardo, e sta per partire una campagna nazionale proprio per mettere sempre di più sull’attenti le persone che possono cadere in queste situazioni e perdere così anche tanti soldi.
“Queste truffe sono in aumento in tutta la Svizzera” – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni. “In Ticino solo nel 2023 vi sono stati diverse centinaia di tentativi e almeno in una trentina di casi sono andate a segno. Il danno economico subito dalle vittime si aggira addirittura sul milione e mezzo di franchi! In tutta la Svizzera nel 2023 le truffe telefoniche tentate sono state 2’800 e il danno finanziaria supera gli 8 milioni di franchi. Da gennaio a oggi la Polizia cantonale ha effettuato una decina di arresti. Un successo, perché si riesce ad assicurare alla Giustizia almeno una parte di questi criminali. Si tratta solitamente di persone legata a gruppi famigliari, che hanno la loro base in Polonia e in Italia”.
Davanti a questo crescendo di truffe e tentativi di truffa è stata lanciata una campagna di sensibilizzazione e di prevenzione in tutta la Svizzera da parte dell’ente Prevenzione Svizzera della Criminalità e dai Corpi di polizia cantonali e comunali. “Con questa campagna si vuole sensibilizzare la popolazione su come agire quando si riceve una chiamata scioccante – perché di regola chi chiama comunica sempre una notizia molto brutta (ma falsa) riferita a un parente stretto che provoca nella vittima uno stato di stress. La campagna ha per slogan: “Niente panico! Riappendete subito! “. Con spot televisivi, manifesti, volantini, informazioni sui social e altre iniziative si danno consigli utili. Come quello di chiamare subito la polizia. Le raccomandazioni sono quelle di non farsi mettere sotto pressione da sconosciuti che chiamano; di interrompere subito la chiamata; di contattare la persona indicata come vittima e chiedere se va tutto bene; di non consegnare mai contanti o altri oggetti di valore a una persona sconosciuta e, appunto, segnalare la truffa alla polizia”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
La campagna è promossa in collaborazione con Pro Senectute e si svilupperà nelle sue varie forme a partire dai prossimi giorni.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 1 ottobre 2023 de Il Mattino della Domenica

«Due terzi delle entrate illegali ora avvengono alla frontiera sud»

«Due terzi delle entrate illegali ora avvengono alla frontiera sud»

Il direttore del DI Norman Gobbi spiega il motivo per cui Berna ha deciso di rafforzare il dispositivo nella regione meridionale – E sul rischio di arrivi a Chiasso da Lampedusa osserva: «Il timore maggiore è che il nuovo assetto europeo spinga i flussi sul nostro territorio»
 
Mentre il patto sulla migrazione europea (raggiunto a giugno dai 27) scricchiola sulla spinta dei nuovi sbarchi a Lampedusa, l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) rafforza la frontiera sud inviando nuovi militi in Ticino. Una mossa anticipata dalla SonntagsZeitung e confermata dalla stessa autorità bernese con l’obiettivo dichiarato di dare manforte al personale della regione meridionale. Sul dispositivo messo in atto alla frontiera sud, la Confederazione («per motivi tattici») non ha fornito dettagli, limitandosi a specificare che «ulteriori collaboratori provenienti dalla Svizzera tedesca sono stati inviati a sud». Il sottotesto però è chiaro: occorre tenersi pronti: «Nelle ultime due settimane, due terzi di tutte le entrate illegali registrate in Svizzera sono avvenute in Ticino», rivela al CdT il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi. «Solitamente la percentuale è attorno al 50%». Di qui, il potenziamento che «in realtà è in vigore già da un po’ di tempo».

«Nessun effetto Lampedusa»
Ma che cosa accadrebbe se la Svizzera, di punto in bianco, diventasse la destinazione preferita dei migranti sbarcati in Sicilia? «Al momento non è stato ravvisato alcun effetto Lampedusa», osserva il consigliere di Stato. Nonostante i numeri delle entrate illegali e delle richieste di asilo in Svizzera siano in aumento, a raggiungere la Svizzera attraverso la rotta balcanica attualmente sono soprattutto i migranti afghani. «La nostra frontiera tuttavia dal profilo geografico è un po’ più aperta rispetto al Brennero o a Ventimiglia». Di qui, appunto, la necessità di rafforzare il confine sud, «non solo su Chiasso, ma anche Gaggiolo e Gambarogno».

Cambiamenti in atto
Tradizionalmente i flussi provenienti dall’Africa si muovono verso altri Paesi, come la Germania e la Francia. Oggi, però, il contesto politico europeo è cambiato. Dopo aver firmato a giugno il nuovo patto sulla migrazione europea, la Francia (ma non solo) in questi giorni ha rafforzato i controlli al confine con l’Italia, rifiutandosi di accogliere i migranti provenienti da Lampedusa e procedendo a respingimenti quasi sistematici. Un’azione che ha già incassato la condanna della Corte di Giustizia dell’Unione europea. I migranti irregolari, ha evidenziato la Corte UE, devono poter «beneficiare di un certo termine per lasciare volontariamente il territorio. L’allontanamento forzato avviene solo in ultima istanza». Intanto, mentre si moltiplicano gli appelli alla solidarietà e alla coesione (a cominciare dalla presidente dell’UE Ursula von der Leyen seguita poi da Josep Borrell, l’Alto rappresentante per la politica estera dell’UE: «Il dossier migranti rischia di dissolvere l’Unione europea»), anche il Governo tedesco ha ribadito che la Germania si sente oberata dagli arrivi. L’Austria dal canto suo ha intensificato i controlli alle frontiere. Il quadro insomma è mutato e rischia di mutare ancora: «Questo nuovo assetto con la chiusura di Ventimiglia e i maggiori controlli in Austria ci preoccupano», commenta Gobbi che aggiunge: «La Confederazione tuttavia ha risposto prontamente. Il nostro vantaggio è che buona parte delle entrate illegali viene respinta e i migranti irregolari vengono riammessi sul territorio italiano nel giro di 24 ore». Questa procedura per ora in Ticino funziona, aggiunge il direttore del DI. «Ma chiaramente quello che avviene a mille chilometri più a sud ci preoccupa per l’impatto che potrebbe avere nelle prossime settimane sulla frontiera di Como-Chiasso». Il nuovo assetto è stato condiviso con le autorità cantonali e in particolare con la polizia, fa notare Gobbi. «La collaborazione è stretta, anche perché il Cantone partecipa con le Guardie di confine nel processo di riammissione semplificata verso l’Italia». Ad ogni modo conclude Gobbi, «la maggior parte di chi arriva da noi non chiede asilo, ma desidera proseguire verso altre destinazioni, Francia, Germania, Regno Unito e Scandinavia».

Arrivano i soldi
Intanto negli scorsi giorni la Commissione europea ha annunciato di aver stanziato 127 milioni di euro a favore dell’attuazione del memorandum d’intesa con la Tunisia siglato a luglio con il presidente Kais Saied. Un primo pacchetto di aiuti che mira alla repressione delle reti di trafficanti illegali con l’obiettivo ultimo di mettere un freno alle partenze dalla costa tunisina, luogo di provenienza della quasi totalità dei barchini giunti in queste settimane a Lampedusa. L’accelerazione impressa dall’UE sul dossier pare dunque evidente, anche nel tentativo di ricucire gli strappi che il tema ha aperto a pochi mesi dell’appuntamento elettorale europeo. I soldi promessi a Tunisi, a cui l’UE ha appaltato una parte della gestione dei confini esterni, vanno proprio in questa direzione. Ridurre la pressione migratoria esternalizzando la gestione (anziché puntare su una corretta ridistribuzione interna come voleva il patto migratorio) rimane al momento la soluzione preferita da questa Europa.

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 25 settembre 2023 del Corriere del Ticino

Nel nuovo Centro di controllo sanzionato un camion su tre

Nel nuovo Centro di controllo sanzionato un camion su tre

Entrato in servizio lo scorso dicembre, nei primi sei mesi di attività ha eseguito oltre tremila verifiche. In 140 casi le infrazioni sono risultate di grave entità

Con i suoi 15 agenti di polizia uniformati, 33 assistenti di polizia e tre funzionari amministrativi, per un totale di 51 unità impiegate, ha rapidamente raggiunto la velocità di crociera il nuovo Centro di controllo veicoli pesanti (Ccvp) di Giornico entrato ufficialmente in servizio nel dicembre 2022 sostituendo la vecchia piazzola che veniva raggiunta percorrendo da Biasca la corsia autostradale dedicata. Cifre alla mano, il tenente Franco D’Andrea , ufficiale responsabile della struttura da 250 milioni di franchi finanziata dalla Confederazione, spiega che nei primi sei mesi di esercizio sono stati effettuati 3’416 controlli su 154’812 veicoli pesanti transitati in direzione nord. I transiti giornalieri variano da 1’500 a 1’700, con picchi di 2’000. Quasi un terzo dei veicoli verificati, per la precisione 1’078, è stato sanzionato presentando delle anomalie. Di questi, in 140 casi sono emerse infrazioni gravi che possono comportare un rischio concreto per la sicurezza stradale. A seconda della fattispecie e delle responsabilità, possono venire sanzionati sia il conducente sia la ditta. Al momento, tuttavia, dati riguardanti l’incasso di multe non sono ancora a disposizione: per avere le cifre occorrerà attendere i bilanci di fine anno.

Quale bilancio può fare dei primi mesi di attività?
Il bilancio non può che dirsi confortante, soprattutto in termini di prevenzione e sensibilizzazione. Questo tenuto conto di quelle che sono le sfide principali in tema di irregolarità nel traffico pesante. Pensiamo in particolar modo alla sfida determinata dai cambiamenti tecnologici e dalle manomissioni informatiche. Cito ad esempio le modifiche al sistema antinquinamento, alle apparecchiature del veicolo stesso per renderlo più potente o al tachigrafo: premesso che ogni caso va valutato e trattato come caso a sé stante, le statistiche a livello europeo indicano che tre veicoli su dieci risultano modificati.

Oltre all’accresciuta qualità dei controlli, quali altri vantaggi comporta il Ccvp?
La sua entrata in esercizio ha comportato un indubbio miglioramento nel controllo e nel dosaggio dei veicoli pesanti sia in qualità sia in sicurezza. Il personale è motivato. Vi è poi il discorso legato agli autisti che possono oggi disporre di ampi spazi e di servizi igienici, docce e approvvigionamento acqua gratuiti durante il riposo, le pause o le verifiche del caso. Senza dimenticare la sicurezza: meno pericoli legati ai mezzi fermi ai lati della carreggiata e poche colonne di veicoli pesanti al portale sud del San Gottardo. Colonne di camion diminuite specialmente in occasione di eventi che richiedono la chiusura della galleria. In definitiva posso senz’altro affermare che lo stoccaggio dei veicoli pesanti al di fuori del sedime autostradale è ottimale e rappresenta un grandissimo punto a favore della sicurezza.

Come fate a decidere quale camion verificare e quale no?
Tutti i mezzi pesanti in transito verso nord devono uscire dall’A2 e immettersi nell’area di controllo. Dove di norma i controlli avvengono a campione. Tuttavia la formazione ricevuta permette al nostro personale di sviluppare l’occhio critico necessario a rilevare possibili anomalie. Inoltre al casello di triage si lavora in coppia (un assistente meccanico con un assistente circolazione) e perciò il primo controllo visivo permette già di fare una ‘radiografia’ al veicolo e all’autista. Spesso si procede inoltre con gli esami dell’alcolemia. Questa modalità consente di eseguire una valutazione/selezione il più possibile efficace dei veicoli che meritano maggiore attenzione. Dopo un primo screening, possono proseguire verso il San Gottardo (scaglionati tramite dosaggio), fermarsi nell’area di sosta oppure, se selezionati per un controllo più approfondito, passare alla fase successiva. Nei casi degni di attenzione, si procede quindi con ulteriori verifiche. Le possibili irregolarità possono essere rilevate anche dalle telecamere posizionate in autostrada o all’entrata della struttura di Giornico. Queste ultime apparecchiature sono in grado di rilevare il peso e la lunghezza del carico. Qualora ritenute necessarie, le riparazioni vengono eseguite a Giornico o in officine esterne a dipendenza della gravità del caso e da dove l’utente decide di rivolgersi.

Quali le irregolarità riscontrate con maggior frequenza?
Con una media di circa tre casi al giorno, sono legate ai sovraccarichi o ai carichi non ben ripartiti sul camion. Seguono poi problemi legati a perdite di varia natura (soprattutto olio) o agli pneumatici e ai freni (semirimorchio, rimorchio o veicolo). Per quanto riguarda invece le manomissioni, quelle più frequenti riguardano il tachimetro elettronico che permette di monitorare i dati sulla guida, le relative tempistiche ed eventuali anomalie. Se per esempio la velocità del veicolo risulta differente a quella segnalata, anche di pochi chilometri orari, sulle lunghe tratte risultano più ore di lavoro di quelle effettivamente svolte. Da ultimo, particolare attenzione viene data alla questione del riposo degli autisti.

Può elencare alcune irregolarità degne di nota?
Posso segnalarne alcune recenti. Il 17 luglio, poco prima delle 5.30 del mattino, durante un normale controllo da parte del personale del Centro è stato riscontrato un grave caso di guida in stato di ebrietà. La prova con l’etilometro probatorio cui è stato sottoposto l’autista di professione, un 44enne italiano che si trovava alla guida di un camion proveniente dal Bellinzonese e diretto Oltralpe, ha infatti dato esito positivo con un’importante alcolemia, pari a 0,76 mg/l. Perciò è stato denunciato al Ministero pubblico per grave infrazione alla Legge federale sulla circolazione stradale e guida in stato di ebbrezza. Gli è inoltre stata ritirata la licenza di condurre.
Da notare che in oltre sette mesi di attività del Ccvp si è trattato del primo ritiro, mentre nell’ambito delle irregolarità per alcolemia e stupefacenti sono emersi 16 casi lievi e due gravi. Tornando a quel caso, l’autoarticolato appartenente a una ditta svizzera è stato successivamente preso in consegna da un altro autista abilitato. Risale poi al 31 luglio un secondo episodio utile a comprendere le fattispecie con cui siamo confrontati: poco prima delle 19.30 a Sant’Antonino, nell’area di sosta ‘Al Motto’ lungo l’A2, è stato controllato un Tir con targhe polacche immessosi nel parcheggio nonostante il divieto di circolazione per autocarri. Le verifiche poi eseguite al Ccvp hanno permesso di scoprire che il semirimorchio presentava freni difettosi sulla ruota destra del terzo asse, pedane della bisarca non fissate e manipolazioni scorrette del cronotachigrafo. In pratica è stata constatata 19 vole l’omissione di iscrivere il cambiamento della nazione sul cronotachigrafo. Inoltre è stato accertato che aveva circolato sull’A2 in direzione nord a una velocità di 95 chilometri orari in un tratto con limite di 80. L’autista, un 48enne turco, è stato denunciato per grave infrazione alla Legge federale sulla circolazione stradale. Il Tir ha potuto ripartire dopo le riparazioni del caso in un’officina.

L’avvento del Ccvp ha aumentato il numero di controlli e sanzioni?
Il contesto in cui venivano effettuati i controlli prima dell’apertura del Ccvp è completamente differente e un paragone a livello di dati non fornirebbe pertanto una lettura attendibile. In passato venivano per esempio sfruttate le aree di sosta in Riviera e in Leventina senza alcuna struttura fissa. Si trattava di principio di due controlli fissi alla settimana, più quelli che svolgevano le pattuglie di polizia quando notavano qualcosa di anomalo nei Tir in transito sull’A2. Per inquadrare meglio il cambio di passo e l’impossibilità di fare paragoni, basti dire che le ispezioni a campione sul traffico pesante, effettuate su mandato e finanziamento della Confederazione, prevedevano in passato un obiettivo fissato dall’Ufficio federale delle strade di circa 12’700 ore sui 12 mesi. L’apertura del Ccvp di Giornico dovrebbe garantire il raggiungimento di 90’000 ore di controlli annui.

In generale come giudica l’odierna qualità dei veicoli e dei conducenti controllati rispetto all’ultimo ventennio? Si va verso un miglioramento?
Non avendo un’unità di paragone tra la situazione attuale e quella passata, risulta difficile fare una valutazione effettiva. Generalmente lo stato tecnico dei veicoli pesanti può dirsi buono. Le sfide principali a livello di infrazioni, come osservato in precedenza, riguardano le manomissioni informatiche. Particolare importanza è data al discorso della prevenzione: il Ccvp rappresenta un filtro importante che permette di effettuare i controlli in maniera molto più sistematica e agevole rispetto a un tempo.

Quali sono le situazioni in cui viene sanzionato il conducente e quali invece il datore di lavoro?
Se la negligenza è da attribuire al conducente (per esempio per infrazioni concernenti l’Ordinanza sulla durata del lavoro e del riposo dei conducenti professionali di veicoli a motore) si procede nei suoi confronti. Se invece l’infrazione è da attribuire anche al detentore del veicolo (si pensi ai difetti causati da una negligenza nelle manutenzioni), possono venir sanzionati sia il conducente per aver guidato, sia il detentore per la messa in circolazione.

Se è vero, come dicono i vostri dati, che quasi un terzo dei camion controllati è stato sanzionato, questo significa che in teoria quasi un terzo di camion transitanti sull’A2 presenta anomalie e/o malfunzionamenti?
Per avere una lettura obiettiva dei dati occorrerà attendere la conclusione del primo anno d’attività. Le irregolarità riguardano un ampio ventaglio di problematiche. Ad esempio, per quanto riguarda sovraccarichi e carichi non ben ripartiti, questi oggi vengono segnalati da un’apparecchiatura tecnica che controlla tutti i camion in transito nel Ccvp, consentendo così di correggere ciascuna anomalia. Un bel passo avanti rispetto al passato, quando si procedeva solo in presenza di dubbi. Tornando alla domanda, e premesso che le statistiche devono essere interpretate, i dati dei primi sei mesi fanno riflettere. Siamo consapevoli che vi sono diversi veicoli pesanti che presentano difetti o autisti che non rispettano le varie ordinanze. Prima del 2023 non venivano eseguiti controlli così approfonditi e ne deriva che i conducenti magari azzardavano il transito. In quest’ambito il fatto di poter disporre di un’infrastruttura moderna che consente dei controlli sistematici e capillari è sicuramente un passo avanti importante anche in termini di prevenzione.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 7 settembre 2023 de La Regione

Ricomincia la scuola: facciamo ancora più attenzione

Ricomincia la scuola: facciamo ancora più attenzione

Comunicato stampa

La ripresa delle attività sui banchi di scuola è da sempre un momento speciale per allievi e genitori. Il Dipartimento delle istituzioni con il progetto “Strade sicure” e la Polizia cantonale congiuntamente alle polizie comunali tornano quindi a sensibilizzare gli utenti della strada con consigli di prevenzione della circolazione stradale rivolti sia a coloro che accompagnano i bambini e le bambine presso gli istituti scolastici sia ai conducenti di veicoli, ai quali viene chiesta un’accresciuta attenzione in questo particolare periodo dell’anno.

In base alle più recenti statistiche, lo scorso anno 40 bambini e bambine si sono infortunati a seguito di incidenti sulle strade ticinesi (36 nel 2021). Di questi, 13 erano pedoni (15), con 5 bimbi/e (7) investiti sulle strisce pedonali. Nel 2022 si è riscontrata dunque una sostanziale stabilità della situazione.
Per questo motivo è necessario mantenere sempre alta la guardia, con l’obiettivo di diminuire gli incidenti con coinvolti i più giovani. Anche in questo ambito la prevenzione gioca un ruolo di primo piano per evitare tragedie derivanti dalla disattenzione e dai comportamenti sbagliati alla guida, ma anche per chi si sposta a piedi.

Rammentiamo quindi alcuni consigli di comportamento:

Nel tragitto casa-scuola a piedi
Per i bambini e le bambine che si spostano a piedi la regola d’oro è mai correre o giocare né in strada né sul marciapiede.  

Quando ci si sposta in gruppo
In fila indiana, per una maggiore visibilità e un migliore controllo, il bambino o la bambina più grande chiude la fila. Negli altri casi, si cammina a coppie con il/la più grande sul lato della strada dove vi è potenzialmente maggiore pericolo.

Quando si attraversa la strada
Prima di attraversare la strada e in presenza di traffico, assicurarsi sempre che il conducente ci abbia visto e verificare che il suo veicolo sia completamente fermo. Inoltre ricordarsi le fondamentali norme comportamentali da applicare in caso di attraversamento della strada sulle strisce pedonali: mi fermo e aspettoguardo e ascoltoattraverso.  

Nel tragitto casa-scuola in auto
Per genitori o conoscenti che accompagnano i bambini e le bambine a scuola in auto si ricorda di non fermarsi vicino al perimetro scolastico bensì nei parcheggi ufficiali. Maggiore prudenza va inoltre posta nel corso delle manovre in retromarcia, oltre che al rispetto della segnaletica stradale con particolare riferimento ai luoghi dove vige il divieto di fermata. Per evitare spiacevoli conseguenze, occorre prestare attenzione nell’assicurare correttamente bambini e bambine con gli appositi sistemi di sicurezza all’interno dell’abitacolo.  

Questi e altri consigli sono consultabili sull’opuscolo “Tutti a scuola”, già distribuito nelle scuole ad allievi e allieve, e sul sito www.stradesicure.ch  

Camion non in regola, autista denunciato

Camion non in regola, autista denunciato

Freni difettosi, cronotachigrafo non aggiornato, eccesso di velocità: sono alcune delle infrazioni commesse da un 48enne turco intercettato lunedì

È lunga la lista delle infrazioni imputate all’autista di un camion con targhe polacche, controllato lunedì dopo che si era immesso attorno verso le 19.30 nell’area di sosta “al Motto” di Sant’Antonino, nonostante il divieto di circolazione per autocarri.

Durante l’ispezione al centro di controllo di Giornico sono emersi freni difettosi sul terzo asse del semirimorchio, pedane non fissate e omissioni nell’aggiornamento del cronotachigrafo, che per 19 volte non riportava il cambiamento di nazione. È venuto alla luce anche un eccesso di velocità: in un tratto limitato a 80 km/h, il mezzo pesante era transitato a 95 km/h.

L’autista, un 48enne turco, è stato denunciato per grave infrazione alla legge sulla circolazione stradale. Versato un importo di 1’160 franchi per le spese, il camion potrà ripartire dopo le riparazioni del caso in officina.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Camion-non-in-regola-autista-denunciato-16441753.html

Da www.rsi.ch/news

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“Distratti mai!”: il cellulare alla guida è sinonimo di pericolo

“Distratti mai!”: il cellulare alla guida è sinonimo di pericolo

Comunicato stampa

La Polizia cantonale torna a sensibilizzare sui pericoli derivanti dall’utilizzo del cellulare alla guida. Dall’inizio di luglio verranno infatti effettuate su tutta la rete
stradale cantonale delle azioni di prevenzione ma anche di repressione con controlli mirati nei confronti dei conducenti sorpresi al volante mentre usano il telefono.
Come già evidenziato più volte negli ultimi anni con l’azione “Distratti mai!”, svolta dalla Polizia cantonale nell’ambito del progetto Strade sicure del Dipartimento delle istituzioni, l’uso degli apparecchi elettronici durante la guida continua ad essere una pratica frequente. Un comportamento non solo illegale, ma che mette in serio pericolo l’incolumità propria e di tutti gli altri utenti della strada. Appare quindi importante e opportuno rammentare che l’uso del telefonino, ad esempio per scattare un selfie mentre si è al voltante, per la lettura di un messaggio o per dare una rapida occhiata su un social, allunga in maniera notevole i tempi di reazione. Si calcola infatti che guardare lo smartphone per 4 secondi mentre si viaggia a una velocità di 100 chilometri orari equivale a percorrere circa 150 metri “al buio”, a 50 chilometri orari la lunghezza corrispondente è invece di 70 metri.

In base alle ultime statistiche, nel 2022 sulle strade ticinesi si sono contati 3’931 incidenti della circolazione stradale (3’656 nel 2021). Spesso all’origine di questi eventi vi è anche un utilizzo scorretto del telefonino. Dati alla mano, la percentuale di incidenti che vedeva quale concausa (causa principale o secondaria) la distrazione al volante è stata infatti del 21.1%. A livello di infrazioni infine, nel 2022 oltre 3’500 contravvenzioni erano dovute all’uso del telefono cellulare alla guida.

Da qui l’importanza di costantemente responsabilizzare le categorie di utenti della strada nell’intento di prevenire e di ridurre il numero di incidenti. A partire da luglio verranno dunque effettuate dalla Polizia cantonale delle azioni di sensibilizzazione sui comportamenti da assumere quando si circola, ma anche dei controlli mirati nei confronti dei conducenti sorpresi al volante mentre usano il telefonino.

In sicurezza sui passi alpini

In sicurezza sui passi alpini

Equipaggiarsi in modo sicuro non vuol dire rinunciare al proprio stile. La qualità degli indumenti specifici e dell’equipaggiamento per motociclisti e motocicliste viene costantemente perfezionata sia dal punto di vista della sicurezza sia per quanto riguarda la comodità e lo stile. Infatti, se fino ad alcuni anni fa trovare una giacca munita di airbag o pantaloni con protezioni amovibili o intercambiabili era riservato solo a motociclisti/e con moto supersportive, oggi la possibilità di avere un equipaggiamento dotato di tutte le ultime novità è accessibile a tutte le tipologie di moto, siano esse EnduroTouringCustomScooter.
La scelta di un equipaggiamento con un’alta capacità protettiva, omologato, ad alta visibilità e la giusta attenzione nel mantenerlo in piena efficienza, aumentano la sicurezza personale. Questo potrebbe fare la differenza in caso di un incidente. Proteggiti dunque con l’equipaggiamento adeguato, dalla testa ai piedi, anche per brevi spostamenti e pure nelle giornate più calde.

L’equipaggiamento minimo consigliato prevede:

  • Casco integrale;
  • Giacca o tuta con protezioni spalle, gomiti e schiena, meglio se con airbag integrato;
  • Pantaloni da moto con protezione per le ginocchia, le anche e le tibie;
  • Guanti da moto;
  • Scarpe con protezioni rigide integrate che garantiscano anche la copertura della caviglia.

“La sicurezza ti dona”…e ti può salvare la vita in moto e scooter!

https://www4.ti.ch/index.php?id=121121

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https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/16334785

Da www.rsi.ch

Operazione di controllo in Valle Leventina

Operazione di controllo in Valle Leventina

Comunicato stampa

La Polizia cantonale comunica che il 28 e 29.05.2023, presso il Centro di controllo veicoli pesanti (CCVP) di Giornico, è stata effettuata un’operazione di controllo da parte di agenti del V Reparto Gendarmeria stradale con il supporto dello Stato Maggiore della Polizia cantonale e dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC).
Questo con l’obiettivo di incrementare la sicurezza stradale sull’asse del San Gottardo attraverso il nuovo e moderno centro, che facilita in maniera importante le verifiche. In questa occasione l’attenzione è stata posta sui bus per accertare in particolare la loro idoneità alla circolazione. In quest’ambito si evidenzia che su strada questo tipo di controlli sono resi difficoltosi dalla struttura di questa tipologia di veicoli e dalla non facile gestione della sicurezza delle persone a bordo.
Lo scopo dell’operazione consisteva nella constatazione di eventuali infrazioni relative alla Legge federale sulla circolazione stradale (LCStr), all’Ordinanza sulla durata del lavoro e del riposo dei conducenti professionali di veicoli a motore (OLR), all’Ordinanza concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali (OETV) e alla Legge federale sugli stupefacenti. Pure in programma la verifica dei documenti di viaggio dei passeggeri e la loro autenticità.
In totale sono stati controllati 13 bus e 387 persone. Sono state riscontrate le seguenti infrazioni: 4 relative all’Ordinanza sulla durata del lavoro e del riposo dei conducenti professionali di veicoli a motore (OLR), 2 all’Ordinanza concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali (OETV) e una alla Legge federale sulla circolazione stradale (LCStr).

 

 

Il Passo della Novena in moto, in compagnia della Polizia cantonale

Il Passo della Novena in moto, in compagnia della Polizia cantonale

Comunicato stampa

Dopo tre anni di assenza, principalmente dovuta alle limitazioni causate dalla pandemia, il Dipartimento delle istituzioni, nell’ambito del progetto “Strade Sicure”, e la Polizia cantonale ripropongono la giornata di prevenzione dedicata alla sicurezza dei motociclisti sui Passi alpini. 
L’appuntamento è per sabato 17 giugno 2023: agenti esperti accompagneranno in moto gli amanti delle due ruote sul Passo della Novena. Il ritrovo è previsto alle 09:00 (alle 13:15 per il pomeriggio) a Cioss Prato. Dopo una breve introduzione teorica incentrata sui consigli per affrontare un determinato percorso e sugli ultimi aggiornamenti introdotti nel settore, la giornata di prevenzione prevede la percorrenza assieme del Passo della Novena fino al culmine e poi, per chi lo vorrà, il rientro al punto di partenza. I partecipanti saranno accompagnati da motociclisti esperti della polizia che durante il percorso forniranno consigli tecnici e pratici da applicare in questi particolari contesti di guida. Con questa azione s’intende sensibilizzare i motociclisti sul comportamento da tenere alla guida del proprio motoveicolo, con un’attenzione particolare sul corretto equipaggiamento personale. Infatti, la scelta di un equipaggiamento con un’alta capacità protettiva – omologato e ad alta visibilità –, la giusta attenzione nel mantenerlo in piena efficienza, associato a uno stile di guida prudente, rappresentano la base per ogni amante delle due ruote, in un’ottica di sicurezza stradale e personale.
La prudenza non è mai troppa. Anche nell’equipaggiamento, con la scelta giusta il grado di protezione e di sicurezza aumenta. 

L’equipaggiamento raccomandato prevede:
– Casco integrale;
– Giacca o tuta con protezioni spalle, gomiti e schiena, meglio se con airbagintegrato;
– Pantaloni da moto con protezione per le ginocchia, le anche e le tibie;
– Guanti da moto;
– Scarpe con protezioni rigide integrate che garantiscano anche la copertura della caviglia.

Proprio in quest’ottica s’inserisce l’appuntamento del prossimo 17 giugno in Valle Bedretto, che prevede anche la presenza di un apposito stand informativo, sul piazzale antistante il Ristorante Cioss Prato, con informazioni utili sul progetto “Strade sicure” curato dal Dipartimento delle istituzioni.

È possibile iscriversi alla giornata fino a lunedì 12 giugno 2023 consultando il sito di “Strade sicure” (www.ti.ch/strade-sicure).
Per chi lo desidera è possibile pranzare presso la struttura del Ristorante Cioss Prato, seguendo le indicazioni fornite online unitamente all’iscrizione. Per la giornata come pure per il pranzo i posti sono limitati.
La giornata si svolgerà unicamente in caso di bel tempo. Informazioni su un eventuale annullamento sempre tramite consultazione del sito di “Strade sicure”.

“La sicurezza al confine deve rimanere una priorità”

“La sicurezza al confine deve rimanere una priorità”

Le riflessioni di Norman Gobbi sulla nuova legge (e riorganizzazione) delle dogane

Settimana scorsa con il Consigliere di Stato Norman Gobbi avevamo affrontato il tema del mancato rispetto da parte dell’Italia dell’Accordo di Dublino, decretato unilateralmente nei confronti di tutti gli Stati firmatari, Svizzera inclusa. Ciò comporta la mancata riammissione verso l’Italia dei richiedenti l’asilo giunti in Svizzera e che avevano presentato la loro domanda in prima istanza alle autorità di Roma. “La già forte pressione ai nostri confini – pur essendo ancora sotto controllo – con questa decisione a lungo andare non può certo migliorare”, afferma Norman Gobbi, che introduce un nuovo elemento. “Tra gli aspetti che occorre tenere presente per garantire la nostra sicurezza interna vi è la collaborazione tra le diverse “agenzie” che sono attive in prossimità del confine. L’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini – la nuova denominazione sotto cui vi sono anche le ex guardie di confine – assume un ruolo decisivo, essendo di sua competenza la sicurezza lungo la linea che divide la Svizzera da un altro Stato. Il cambiamento avvenuto negli ultimi due anni nell’organizzazione dell’ex amministrazione doganale e delle ex guardie di confine confluite nel citato Ufficio è stato un passo non da tutti accolto con grande favore e che ha palesato diverse criticità. I Cantoni, Ticino in testa, hanno criticato la recente proposta di revisione della legge. La nostra preoccupazione principale è quella di poter chiarire al meglio ruolo e funzione dei collaboratori chiamati a gestire la sicurezza, sia rispetto al resto del personale dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini, ossia i doganieri che si occupano principalmente di applicare i dazi, sia – e soprattutto dal nostro punto di vista – nei confronti delle Polizie cantonali. Il pericolo di avere al confine poca chiarezza su ruoli e compiti in un momento in cui la pressione migratoria è elevata può creare situazioni difficili da gestire. Infatti, una delle proposte criticate prevedeva un’assunzione non giustificata di compiti di sicurezza interna da parte dell’Ufficio federale. È quello che non si vuole. In aggiunta siamo rimasti perplessi dal fatto che la revisione della legge sulle dogane sia giunta quando la riforma organizzativa era stata in pratica già implementata”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
Ora sembra che sul piano politico qualcosa si sia sbloccato. “In effetti è di 2 settimane fa la decisione (con risicata maggioranza) della commissione della gestione del Consiglio Nazionale di portare avanti la revisione della legge sulle dogane, dopo un anno in cui erano emerse tutte le criticità poc’anzi ricordate. Ripeto: operativamente abbiamo bisogno di chiarezza e di certezze. Il passo compiuto con la riforma organizzativa è stato anche a giudizio dei Cantoni quantomeno affrettato e con una mancanza di chiarezza sugli obiettivi. Si è voluto rivoluzionare tutta la precedente struttura, cancellandola con un colpo di spugna e chiudendo drasticamente con il passato. Il contraccolpo è stato avvertito soprattutto dalle ex guardie di confine, che – unitamente ai doganieri – hanno perso i punti di riferimento tradizionali. Spero che i passi compiuti riescano a migliorare non solo le entrate finanziarie della Confederazione, ma pure la sicurezza ai nostri confini, anche se qualche dubbio mi sorge ascoltando ex dirigenti del Corpo delle Guardie di confine”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.