Sicurezza: “Ticino terzo Cantone più efficiente”

Sicurezza: “Ticino terzo Cantone più efficiente”

Norman Gobbi presenta il monitoraggio indipendente di PwC e IDHEAP di Losanna

“Si è fatto un gran parlare in queste ultime settimane (a dire il vero il ritornello va avanti da anni ormai) sul numero ritenuto eccessivo di agenti di Polizia in Ticino. Ho sempre risposto che questo numero è commisurato alla realtà ticinese di Cantone di frontiera, con 80mila frontalieri che entrano tutti i giorni sul nostro territorio, e Cantone turistico, con più di 100-120mila ospiti nei mesi da marzo a ottobre. La sicurezza va quindi dimensionata su circa 500’000mila persone, oltre che assicurata alle nostre aziende. In più il Ticino è la Porta Sud della Confederazione con i problemi che ciò comporta per l’immigrazione (richiedenti l’asilo e stranieri illegali, con quest’ultima categoria di persone che raggiunge illegalmente la Svizzera utilizzando ormai quasi esclusivamente questa Porta Sud). Dico che il numero di agenti è proporzionato anche sulla base di studi indipendenti”, afferma il Consigliere di Stato, Norman Gobbi.

Ma a che cosa si riferisce il Direttore del Dipartimento delle istituzioni? Abbiamo approfondito con lui questo discorso. Sentiamolo: “La Società Pricewaterhouse Coopers (PwC) assieme all’Istituto di alti studi in amministrazione pubblica (IDHEAP) di Losanna ha appena pubblicato il quarto monitoraggio sull’efficienza dell’intervento pubblico dei Cantoni. Uno dei cinque settori analizzato è quello dell’ordine e della sicurezza pubblica. Ebbene: in cima alla classifica dei Cantoni più efficienti c’è il Ticino, che raggiunge la terza posizione, dopo Basilea Città e Zurigo. Per noi si tratta di un’attestazione importante, perché ci fa capire che siamo sulla giusta strada. Essere efficienti vuol dire utilizzare correttamente i soldi pubblici. L’efficienza media di tutti i Cantoni si fissa al 72%, mentre il Ticino raggiunge l’82%”, sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Quali sono gli aspetti che tiene in considerazione il monitoraggio? “Il campo d’analisi riguarda la Polizia, la sicurezza stradale, l’amministrazione dei tribunali, l’esecuzione delle pene e la giustizia in generale. Il monitoraggio sull’efficienza considera il numero dei crimini registrati dalla polizia, il numero delle condanne e il numero delle persone in detenzione provvisoria. Per i responsabili dello studio questi indicatori coprono gran parte del settore dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica. Una condanna, per esempio, è il risultato di numerose attività compiute dalla polizia, dal ministero pubblico e dai Tribunali. Oppure per ordinare una carcerazione provvisoria bisogna mettere in campo molti sforzi, così come per prevenire un crimine. Molto buona per il nostro Cantone è pure la valutazione degli esperti circa la tenuta media dell’efficienza negli ultimi 10 anni. E qui sono i Cantoni latini di frontiera a raggiungere le migliori “note”: il Ticino è primo e raggiunge un grado di efficienza nell’ordine pubblico e nella sicurezza negli ultimi 10 anni dell’82%, seguito dal Canton Vaud (78%), da Neuchâtel (78%) e dal Canton Ginevra (76%). Sono dati per noi incoraggianti e che approfondiremo, anche per mantenerci costantemente ai vertici di questa classifica. Il lavoro non mancherà di certo, perché nulla è dato per scontato”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 13 ottobre 2024 de Il Mattino della domenica

Operazione intercantonale di polizia

Operazione intercantonale di polizia

Comunicato stampa

La Polizia cantonale comunica che negli scorsi giorni è stata messa in atto una serie di controlli nell’ambito dell’operazione denominata Contralpi, svolta in collaborazione con la Polizia del Canton Uri, la Polizia cantonale dei Grigioni e l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC). 

Per quanto riguarda il territorio cantonale, le verifiche hanno in particolare impegnato una trentina di agenti e si sono concentrate ad Airolo (autostrada A2, direzione sud, zona portale della galleria autostradale del San Gottardo). Gli approfondimenti sul suolo ticinese hanno riguardato in totale 137 persone, una quarantina di veicoli (tra auto e furgoni) e un autobus. Sono state riscontrate tre infrazioni alla Legge sulla circolazione stradale e una persona è stata denunciata per reati in urto alla Legge federale sugli stupefacenti. 

Nell’ambito del medesimo dispositivo, in territorio urano, sono state controllate 31 persone e una ventina di veicoli. Sono stati riscontrati un’infrazione alla Legge sulla circolazione stradale e un caso di guida sotto l’influsso di sostanze stupefacenti. I controlli congiunti presso l’area di sosta di Amsteg hanno inoltre permesso di rinvenire e sequestrare circa due chilogrammi di cannabis su di un’auto con targhe ticinesi (cfr. https://www.ur.ch/polizeimeldungen/119569).

Le verifiche in territorio grigionese si sono invece concentrate lungo l’asse stradale del San Bernardino. Le persone controllate sono state 110 e i veicoli 76. Si è proceduto con 13 contravvenzioni (multe disciplinari) e una persona è stata denunciata per reati in urto alla Legge federale sugli stupefacenti. 

Il dispositivo – che ha l’obiettivo di incrementare la collaborazione interforze e di marcare la presenza sul territorio – verrà riproposto nei prossimi mesi. 

Incontro della Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza

Incontro della Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza

Comunicato stampa

Si è svolta questo pomeriggio a Bellinzona la 27ma Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza, che riunisce in un tavolo politico sotto la direzione del capo del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, i responsabili dei competenti dicasteri dei comuni Polo ticinesi (Lugano, Bellinzona, Locarno, Mendrisio, Chiasso, Ascona e Biasca). Diverse le tematiche affrontate, in particolare spicca la presentazione della capo Sezione della Popolazione, Silvia Gada, sul ruolo dei Comuni nell’ambito della lotta alle residenze fittizie di cittadini stranieri e alle società “bucalettere”.

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, introducendo i lavori ha sottolineato l’importanza di combattere il fenomeno delle residenze fittizie e delle società “bucalettere”, anche nell’ambito della lotta alla criminalità economica. A questo proposito ha ricordato il recente messaggio approvato dal Governo cantonale, che mira proprio a incentivare un’azione coordinata, coinvolgendo anche gli ambiti amministrativi cantonali, ma pure quelli degli enti locali, che hanno una funzione importante di sentinelle sul territorio.
La capo Sezione Silvia Gada ha così fornito una serie di informazioni che precisano il lavoro svolto dai suoi uffici nell’accordare i permessi sia a persone sia a ditte estere e che richiedono la collaborazione delle autorità comunali. Una collaborazione giudicata positiva da parte dell’autorità cantonale e che ha bisogno di un costante aggiornamento, anche sulla base delle decisioni pronunciate dai Tribunali.

Il comandante della Polizia cantonale, Matteo Cocchi ha poi affrontato diverse e puntuali attività che interessano Cantone e Comuni, tra cui un aggiornamento sulla nuova uniforme e la presentazione del progetto MyAbi con l’intenzione di estenderlo alle Polizie comunali. Su quest’ultimo punto Cocchi ha sottolineato le opportunità anche per le Polizie comunali di potersi dotare di questo sistema per la gestione elettronica degli eventi e delle pratiche. I processi standard di polizia vengono ottimizzati e il sistema integrato permette di interfacciarsi con oltre 10 banche dati, rendendo più efficace il lavoro. Per finire il segretario generale del Dipartimento delle istituzioni, Luca Filippini ha fornito alcune informazioni generali e introduttive sul progetto MSK, ossia il nuovo sistema di comunicazione mobile di sicurezza a banda larga.

I lavori si sono poi conclusi con un aggiornamento sul progetto “Polizia Ticinese”. I municipali presenti hanno così avuto modo di riportare le discussioni che il progetto ha suscito all’interno dei rispettivi Esecutivi. Alle varie criticità sorte in alcune città sono state date puntuali risposte e assicurazioni in uno spirito di collaborazione e massima condivisione. “Uno spirito che abbiamo sempre favorito sin dall’inizio del progetto e che confermiamo soprattutto in questa fase, prima dell’avvio della consultazione con tutti gli enti interessati, Comuni in primis”, ha osservato il capo Dipartimento, Norman Gobbi.

L’Esercito sosterrà le autorità ticinesi sino al 28 luglio

L’Esercito sosterrà le autorità ticinesi sino al 28 luglio

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni ha richiesto il prolungo del servizio d’assistenza da parte dell’Esercito nelle zone colpite dal maltempo in Alta Vallemaggia.

Il Dipartimento delle istituzioni comunica che, a seguito della richiesta sottoposta alle autorità federali, ha ottenuto il nullaosta per potersi avvalere dell’impiego dell’Esercito sino al 28 luglio 2024.
Questo prolungo del termine precedentemente determinato, permetterà alle truppe impiegate di ultimare i lavori di posa del ponte temporaneo a Cevio in zona Visletto, di rendere possibile l’accesso alla Val Bavona, nonché di intervenire in Val Lavizzara per le prime attività di ripristino, unitamente alle ditte private, ai militi della Protezione civile e ai volontari.  

Consigli per una montagna sicura

Consigli per una montagna sicura

Nell’ambito del progetto di prevenzione Montagne sicure, promosso dal Dipartimento delle istituzioni, è stata realizzata la nuova versione del libretto “Consigli per una montagna sicura.“.
Le persone interessate possono richiederlo scrivendo a di-montagnesicure@ti.ch oppure scaricarlo direttamente dal sito internet www.montagnesicure.ch

 

 

‘La sicurezza rappresenta anche un fattore di attrattiva’

‘La sicurezza rappresenta anche un fattore di attrattiva’

Scuola di polizia, in 59 hanno ottenuto il diploma

“La sicurezza rappresenta anche un fattore di attrattiva di un Paese”. A sostenerlo è il presidente del Consiglio di Stato Christian Vitta, partecipando sabato 11 maggio alla Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte dei diplomati e delle diplomate alla Scuola di polizia del V circondario d’esame (Scp 2022), che ha avuto luogo al Palazzo dei Congressi di Lugano.
Nel suo discorso, Vitta ha sottolineato “il ruolo di responsabilità degli agenti di polizia quali punto di contatto fra lo Stato e la cittadinanza. Un rapporto che le neo e i neo agenti avranno il compito di mantenere e consolidare”. Nel comunicato diffuso alla stampa, si continua a leggere che il presidente del governo ha proseguito evidenziando come “la sicurezza rappresenta anche un fattore di attrattiva di un Paese”, dicevamo. “Lo è per i suoi cittadini, che possono così godere di una qualità di vita elevata. Lo è per chi opera nel tessuto economico: dagli artigiani, passando per i piccoli e grandi imprenditori, alle aziende internazionali insediate sul nostro territorio. Lo è per chi viene a trascorrere le vacanze nella nostra regione e scoprirne le bellezze paesaggistiche e culturali. Ecco quindi che la sicurezza contribuisce a migliorare ulteriormente il benessere di tutta la collettività”.

Gobbi: ‘La sfida di essere un punto di riferimento stabile e sicuro’
Nel suo intervento, il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, “dopo aver ringraziato gli ospiti presenti ed espresso il proprio compiacimento in particolare per la presenza e l’intervento del presidente del Consiglio di Stato, che ha subito accettato l’invito di onorare la cerimonia, ha sottolineato la necessità di evolversi nella funzione di agenti di polizia, in modo da tenere il passo rispetto alla complessità e alla fragilità della nostra comunità”. In particolare Gobbi ha rimarcato che “la gente ha sempre più perso la capacità di essere resiliente in momenti difficili. Qui sta la sfida per i Corpi di polizia: essere in questi momenti un punto di riferimento stabile e sicuro, in grado di rispondere anche a necessità primordiali e ormai date per scontate, come la sicurezza pubblica a 360 gradi. Le donne e gli uomini al servizio delle forze dell’ordine e delle istituzioni devono in ogni istante essere pronti a minacce e crisi anche inimmaginabili fino a qualche anno fa”.

Cocchi: ‘Un ruolo fondamentale’
Rivolgendosi a sua volta alle e ai neo agenti, il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi “si è dapprima congratulato con loro per l’importante traguardo raggiunto a livello di formazione”, evidenziando pure che “il vostro duro lavoro e la vostra dedizione vi hanno preparato a servire come parte integrante del nostro sistema giudiziario e della società. In qualità di membri delle forze di polizia, ricoprite un ruolo fondamentale nel mantenere la sicurezza e il benessere dei nostri cittadini. Vi esorto a essere orgogliosi della vostra posizione, pur essendo consapevoli della responsabilità e del dovere che ne derivano”.
Dopo un percorso formativo sviluppatosi sull’arco di due anni, 59 neodiplomati e neodiplomate (41 della Polizia cantonale, due della Polizia cantonale Grigioni, uno della Polizia Città Bellinzona, tre della Polizia Città Lugano, due della Polizia Città Mendrisio, uno della Polizia Città Locarno, due della Polizia comunale Ceresio Sud, tre della Polizia comunale Chiasso, uno della Polizia comunale Losone e tre della Polizia militare) sono ora “pronti/e ad affrontare una nuova realtà professionale in qualità di agenti formati/e presso i propri Corpi di appartenenza”.
Alla cerimonia, oltre a Vitta, Gobbi e Cocchi, hanno partecipato il capo della Sezione formazione, capitano Christophe Cerinotti, e il direttore del Centro formazione di polizia (Cfp) Andrea Pronzini. Pure presenti, i rappresentanti delle Autorità politiche e giudiziarie come pure i comandanti, o loro delegati, dei Corpi di polizia con agenti neodiplomati/e.

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 13 maggio 2024 de La Regione

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Polizia: “un corpo unico? È una delle opzioni. E sui tagli …”

59 nuovi agenti della Scuola di Polizia del V circondario hanno giurato fedeltà alla costituzione e alle leggi. È stata l’occasione di parlare del futuro.

La Polizia, come tutti i settori, dovrà trovare il modo di ottimizzare le sue risorse, tenendo presente l’importante compito di garantire la sicurezza cantonale. Non è escluso un corpo unico, con guida centralizzata e presenza decentralizzata, ma se ne deve ancora discutere. Nel frattempo, sebbene l’interesse per la professione di agente pare essere in calo generale, il Ticino ha ancora abbastanza candidati per formare le classi delle annuali scuole, con un trend costante tra le donne. Oggi, con una certa emozione, 59 nuovi poliziotti, appena diplomati alla Scuola di Polizia del V circondario, hanno giurato fedeltà alla costituzione e alle leggi.

“Quest’anno un numero eccezionale di allievi”
“Bisogna crederci profondamente, chi non è convinto molla dopo pochi anni”, ha spiegato il capo sezione formazione Cristoph Cerinotti a Ticinonews. “Quest’anno sono quasi sessanta gli agenti formati, un numero più alto del solito in quanto abbiamo avuto bisogno di reperire più poliziotti rispetto al consueto, anche per la necessità di recuperare personale dopo gli aumenti degli effettivi in alcuni corpi”. Non è preoccupato di un trend di interesse definito in decrescita, soprattutto perché il Ticino ha abbastanza agenti anche per garantire la prossima scuola, quella del 2024-25. Le donne sono circa il 25%, un numero che rimane costante da anni. “In molte mostrano interesse durante le serate informative ma poi il loro numero resta fermo”, aggiunge Cerinotti.

Cerinotti: “Non ci servono Rambo o esaltati. Chiunque può diventare agente”
Secondo il capo formazione, non c’è un profilo ideale per chi vuole frequentare la scuola, della durata di due anni, con sbocchi nella Polizia cantonale, comunale, ferroviaria e militare, con due anni che mischiano formazione pratica e teorica e lavoro nei reparti. “Sicuramente non ci servono i Rambo o gli esaltati. Gli aspiranti agenti seguono anche diverse lezioni psicologiche, per imparare a confrontarsi con diverse situazioni che poi dovranno affrontare. Chi vuole iscriversi deve essere duro con sè stesso, deve crederci, deve volerlo: tutto possono farcela”. 

Vitta: “Anche la Polizia sta guardando dove può risparmiare”
Alla cerimonia, con una coreografia provata e riprovata, erano presenti anche diverse autorità. Christian Vitta ha sottolineato quanto la Polizia garantisca la sicurezza sul territorio e come servano delle forze nuove per sostituire chi va in pensione o sceglie altre strade, esigenza soddisfatta dalla classe di quest’anno. E in merito a possibili risparmi imposti dal preventivo dello scorso anno, sostiene che “si tratta di uno sforzo per contenere la crescita della spesa che interessa ogni settore, ciascuno deve vedere dove poter migliorare. Dunque anche la Polizia sta guardando dove ci sono i margini per risparmiare, senza dover smettere di garantire i servizi”.

Gobbi: “Polizia unica? Bisogna discutere con i Comuni”
Gli fa eco Norman Gobbi: “La sicurezza pubblica è uno dei compiti primordiali di uno stato. In questa ottica bisogna discutere di come meglio gestire le risorse sul territorio, è anche una necessità finanziaria. Polizia unica? Potranno esserci più scenari. Come visto durante il Covid, una condotta centrale con presenza decentralizzata può essere una risposta, che va discussa coi comuni, anche per capire chi potrebbe assumersi quale compito”.

Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi della Scuola di polizia 2022

Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi della Scuola di polizia 2022

Comunicato stampa

Sabato 11 maggio, al Palazzo dei Congressi di Lugano si è tenuta la Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte dei diplomati e delle diplomate alla Scuola di polizia del V circondario d’esame (SCP 2022). Durante il tradizionale evento, inaugurato dal Capo Sezione formazione capitano Christophe Cerinotti, hanno preso la parola il Presidente del Consiglio di Stato Christian Vitta, il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi, il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e il Direttore del Centro formazione di polizia (CFP) Andrea Pronzini. Pure presenti, i rappresentanti delle Autorità politiche e giudiziarie come pure i Comandanti, o loro delegati, dei Corpi di polizia con agenti neodiplomati/e.

Il Presidente del Consiglio di Stato Christian Vitta nel suo discorso ha sottolineato il ruolo di responsabilità degli agenti di polizia quali punto di contatto fra lo Stato e la cittadinanza. Un rapporto che le neo e i neo agenti avranno il compito di mantenere e consolidare. Il Presidente del Governo ha proseguito evidenziando “che la sicurezza rappresenta anche un fattore di attrattiva di un Paese. Lo è per i suoi cittadini, che possono così godere di una qualità di vita elevata. Lo è per chi opera nel tessuto economico: dagli artigiani, passando per i piccoli e grandi imprenditori, alle aziende internazionali insediate sul nostro territorio. Lo è per chi viene a trascorrere le vacanze nella nostra regione e scoprirne le bellezze paesaggistiche e culturali. Ecco quindi che la sicurezza contribuisce a migliorare ulteriormente il benessere di tutta la collettività.

Nel suo intervento il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, dopo aver ringraziato gli ospiti presenti ed espresso il proprio compiacimento in particolare per la presenza e l’intervento del presidente del Consiglio di Stato, che ha subito accettato l’invito di onorare la cerimonia, ha sottolineato la necessità di evolversi nella funzione di agenti di polizia, in modo da tenere il passo rispetto alla complessità e alla fragilità della nostra comunità. In particolare il Consigliere di Stato Gobbi ha rimarcato che “sempre più la gente ha perso la capacità di essere resiliente in momenti difficili. Qui sta la sfida per i Corpi di polizia: essere in questi momenti un punto di riferimento stabile e sicuro, in grado di rispondere anche a necessità primordiali e ormai date per scontate, come la sicurezza pubblica a 360 gradi. Le donne e gli uomini al servizio delle forze dell’ordine e delle istituzioni devono in ogni istante essere pronti a minacce e crisi anche inimmaginabili fino a qualche anno fa”.

Rivolgendosi a sua volta alle e ai neo agenti, il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi si è dapprima congratulato con loro per l’importante traguardo raggiunto a livello di formazione, evidenziando pure che “il vostro duro lavoro e la vostra dedizione vi hanno preparato a servire come parte integrante del nostro sistema giudiziario e della società. In qualità di membri delle forze di polizia, ricoprite un ruolo fondamentale nel mantenere la sicurezza e il benessere dei nostri cittadini. Vi esorto a essere orgogliosi della vostra posizione, pur essendo consapevoli della responsabilità e del dovere che ne derivano.

Dopo un percorso formativo sviluppatosi sull’arco di due anni, 59 neodiplomati e neodiplomate (41 della Polizia cantonale, 2 della Polizia cantonale Grigioni, 1 della Polizia città Bellinzona, 3 della Polizia città Lugano, 2 della Polizia città Mendrisio, 1 della Polizia città Locarno, 2 della Polizia comunale Ceresio Sud, 3 della Polizia comunale Chiasso, 1 della Polizia comunale Losone e 3 della Polizia militare) sono ora pronti/e ad affrontare una nuova realtà professionale in qualità di agenti formati/e presso i propri Corpi di appartenenza.

Ticket nominale alle partite: “l’obiettivo è sapere chi c’è allo stadio”

Ticket nominale alle partite: “l’obiettivo è sapere chi c’è allo stadio”

Il Consigliere di stato ticinese, direttore del Dipartimento delle Istituzioni ha spiegato l’obiettivo della misura approvata oggi dai direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia.

Introdurre i biglietti nominali negli stadi: oggi la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (Cddgp) ha avviato un progetto con questa misura volto a intensificare la lotta al tifo violento, che avverrà grazie alla revisione del concordato anti-hooligan. “Dovrà essere rivisto il Concordato sulle misure contro la violenza in occasione di manifestazioni sportive del 2 febbraio 2012”, ha spiegato a Ticinonews Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle Istituzioni. “Questo dovrà passare attraverso un’approvazione da parte della Cddgp e dei singoli parlamenti cantonali. L’iter è ancora lungo, ma è frutto di una rottura avvenuta nelle scorse settimane dopo che la Sfl, quando si sono identificate delle misure a cascata condivise con le società sportive, ha voluto rompere il tavolo di discussione, interrompendo così il dialogo e il rapporto di fiducia. La nostra volontà come Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia è quella di continuare a lavorare con il dialogo e la fiducia, restano però fermi sulla nostra posizione per quanto riguarda questo il fenomeno della violenza nello sport, che costa socialmente e finanziariamente alla collettività”.

 “Vogliamo sapere chi è allo stadio”
L’obiettivo della misura, ha continuato Gobbi, “è sapere chi c’è all’interno dello stadio” perché “con il biglietto nominale in altri paesi si è debellato il fenomeno dell’hooliganismo”.
Il Ticino e il problema dei furti con scasso

Il Ticino e il problema dei furti con scasso

In aumento nel 2023: 1’190 contro i 781 dell’anno prima; colpiti in particolare abitazioni, esercizi pubblici e negozi

Nel 2023 anche in Ticino, come in Svizzera e nei Grigioni, si è registrato un aumento dei reati contro il patrimonio. In cifre assolute si è invece registrato un calo delle chiamate in entrata giunte alla Centrale comune di allarme (CECAL): 230’343 contro le 266’318 del 2021. È quanto si legge nel comunicato odierno della polizia cantonale. In diminuzione anche le richieste di intervento dei pompieri. Sostanzialmente stabili invece gli interventi per il disagio familiare (+6%), sono stati per esempio ordinati 60 allontanamenti (-24%), e il numero di incidenti (2’965 lo scorso anno, 3’931 nel 2022) con 184 feriti gravi (+1%).
Capitolo fenomeni criminali, si legge, “il ritardo accumulato nel 2022 nella registrazione dei rapporti trasmessi alle autorità giudiziarie, dovuto al passaggio al nuovo sistema gestionale di polizia, è stato colmato. Questa situazione ha ancora avuto alcune ripercussioni sulla Statistica criminale di polizia. Infatti, i dati ne hanno ancora risentito e le indicazioni per il Ticino, in particolare per i furti, non riflettono le cifre reali riscontrate. In base agli avvenimenti segnalati e registrati è comunque possibile fornire delle indicazioni precise legate all’attività operativa”.
A livello di furti, si è registrato un sensibile aumento di quelli con scasso passati dai 781 del 2022 ai 1’190 (colpiti in particolare abitazioni, esercizi pubblici e negozi) del 2023. Una cifra molto vicina a quella segnalata nel 2019, ossia prima della pandemia, ma ad ogni modo inferiore alla media degli ultimi 12 anni. Per quanto riguarda le rapine, sono state segnalate 34 infrazioni (numero stabile). In quasi la metà dei casi, le persone coinvolte (imputati e vittime) erano minorenni. Sul punto “furti”, il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha voluto sottolineare in conferenza stampa, l’origine degli autori. Nella maggior parte dei casi si tratta di richiedenti l’asilo provenienti da Marocco, Algeria, Tunisia e Libia.
In relazione ai reati digitali si registra un aumento, sono passati dai 381 del 2022 ai 408 del 2023 (+7%). In particolare, gli incrementi maggiori si registrano per l’acquisizione illecita di dati (34 nel 2022, 44 nel 2023) e l’accesso indebito a un sistema per l’elaborazione dei dati (da 6 a 11). In controtendenza le truffe passate dalle 122 del 2022 alle 113 del 2023.
Per quanto riguarda l’organizzazione della polizia cantonale, il comandante Matteo Cocchi ha sottolineato come nei prossimi anni a causa dei mutamenti della criminalità, saranno integrate funzioni specialistiche. Particolare importanza avrà anche il progresso tecnologico con la messa in rete di informazioni e la coordinazione interdisciplinare tra e all’interno delle forze di polizia a livello locale, cantonale e federale.

Da www.rsi.ch/info

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Registrato un sensibile aumento dei furti in Ticino nel 2023
Il bilancio dell’attività della Polizia cantonale riporta cifre vicine al periodo pre pandemico, ma inferiori rispetto alla media degli ultimi 12 anni
Il 2023 ha visto un sensibile aumento dei reati contro il patrimonio, in particolare per quanto riguarda i furti. È quanto emerge dal bilancio dell’attività della Polizia cantonale nel 2023 presentato oggi, 25 marzo, dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e dal comandante Matteo Cocchi. I furti con scasso sono passati dai 781 del 2022 ai 1’190 dello scorso anno, coinvolgendo in particolare abitazioni, esercizi pubblici e negozi: il dato è molto vicino a quello registrato in periodo prepandemico (1’255 nel 2019) ma ancora di molto inferiore alla media degli ultimi 12 anni, come sottolineato in conferenza stampa dal consigliere di Stato Norman Gobbi.
Ancora maggiore l’incremento dei furti nei veicoli e dei taccheggi, mentre i furti senza scasso sono aumentati in modo meno sensibile. C’è da aggiungere, come precisa il comunicato odierno, che sulla Statistica criminale di polizia ha inciso il ritardo accumulato nel 2022 nella registrazione dei rapporti trasmessi alle autorità giudiziarie, dovuto al passaggio al nuovo sistema gestionale di polizia, che è stato colmato nel corso dell’anno da poco trascorso. Una situazione tale per la quale le indicazioni per il Ticino non riflettono le cifre reali riscontrate in base agli avvenimenti segnalati e registrati.
Per quanto riguarda gli autori dei furti, così come si riscontra in altri Cantoni e in altri Paesi, si tratta in un numero sempre maggiore di casi di richiedenti l’asilo provenienti dagli Stati del Maghreb come Marocco, Algeria, Tunisia, Libia. Un fenomeno che la Polizia cantonale è riuscita a tenere sotto controllo.
Stabile il numero di rapine, in tutto 34 nel 2023 contro le 39 dell’anno precedente: nella metà dei casi a essere coinvolti, sia come imputati sia come vittime, sono stati minorenni: in quasi il 75% dei casi si è potuto risalire ai responsabili, effettuando arresti o emanando ordini di arresto nazionali e/o internazionali. Questo risultato è stato raggiunto anche grazie alla collaborazione con gli altri Cantoni e con fedpol, come pure con le autorità estere, in particolare italiane.
Aumentano del 7% anche i reati digitali, passati dai 381 del 2022 ai 408 del 2023 (+7%), in particolare i casi di acquisizione illecita di dati (34 nel 2022, 44 nel 2023) e di accesso indebito a un sistema per l’elaborazione degli stessi (da 6 a 11): reati come il phishing, l’abuso di sistemi di pagamento online o l’abuso dell’identità di terzi per scopi fraudolenti che rientrano nella categoria del cybercrimine economico. Calano invece le truffe, passate dalle 122 del 2022 alle 113 del 2023.
Per quanto riguarda le chiamate in entrata giunte alla Centrale comune d’allarme (Cecal) della Polizia cantonale, il 2023 ha visto una diminuzione delle cifre, con 230’343 richieste di intervento rispetto alle 266’318 del 2021. Gli interventi per disagi in famiglia sono rimasti stabili in rapporto agli ultimi anni, con 1’037 interventi per disagio familiare (+6%), di cui 175 per reati d’ufficio fra coniugi o partner (-14%). A protezione delle vittime sono stati ordinati 60 allontanamenti (-24%). Stabile il numero di incidenti: 3’965 rispetto ai 3’931 del 2022. Di questi 3’289 con soli danni (+2%), 485 con feriti leggeri (-1%) e 184 con feriti gravi (+1%). Le chiamate per richieste d’intervento dei pompieri, che dall’1 aprile 2020 giungono direttamente alla Cecal hanno invece raggiunto quota 11’577 (12’470 nel 2022).
Da parte sua il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha sottolineato che “i mutamenti nei modi e nell’estensione di molte fattispecie criminali, impattano anche sull’organizzazione e l’attività di polizia. In un contesto di risorse finanziarie limitate, l’affinamento dell’organizzazione e l’adattabilità dei processi del Corpo saranno aspetti rilevanti nei prossimi anni”. Considerazioni dalle quali, come recita il comunicato odierno, “nasce la centralità del contrasto da un lato dei reati contro il patrimonio, che vanno a intaccare il sentimento di sicurezza della popolazione, mentre dall’altro dei reati economico-finanziari e delle misure patrimoniali intese a recuperare le ingenti somme sottratte dai criminali a detrimento dell’economia e delle risorse dello Stato”.
Un contrasto, quello ai fenomeni criminali emergenti, per la cui incisività in futuro saranno importanti il progresso tecnologico con la messa in rete delle informazioni, la coordinazione e la collaborazione interdisciplinare tra e all’interno delle forze di polizia, a livello locale, cantonale e federale, e i settori dello Stato competenti. In quest’ambito sono già state poste le basi per una maggiore collaborazione a livello svizzero grazie a progetti intercantonali, in particolare a livello informatico.
Particolare rilievo assumerà nei prossimi anni la definizione delle basi legali e la creazione di una piattaforma, che dovrà permettere lo scambio automatico di importanti informazioni di polizia a livello svizzero. Progetto affidato alla Confederazione e ai Cantoni “con l’obiettivo di incrementare la lotta alla criminalità che, sempre più spesso, coinvolge ampie parti del territorio, non conosce limitazioni legali, dispone di ingenti somme di denaro ed è tecnologicamente all’avanguardia” ha rilevato il Comandante. La polarizzazione e la frammentazione sociale, derivante dall’attuale situazione economica, vanno di pari passo con il rischio di derive violente, come quella domestica e giovanile, e con l’incremento della criminalità. Anche in questo settore la Polizia cantonale si è attivata con la creazione del Centro Competenza Violenza (Ccv) per meglio coordinare, internamente ed esternamente, le differenti attività che vanno dalla prevenzione fino alla repressione.

Da www.laregione.ch

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Nel 2023 più furti con scasso e reati digitali, ma meno chiamate alla CECAL

Presentato il bilancio dell’attività dello scorso anno della Polizia cantonale
Gli sfavorevoli cambiamenti socio-economici indotti dai conflitti fra Stati, le sfide climatiche, le conseguenze legate ai flussi di migranti, le problematiche relative alle fragilità della rete impattano sulle attività di polizia e sulla tipologia di crimini commessi in Ticino. Ad aumentare nel 2023 sono infatti stati in particolare i reati contro il patrimonio, a testimonianza di come il nostro Cantone, e la Svizzera in generale, sia di nuovo nel mirino dei ladri, vista la sua situazione di sostanziale benessere. In particolare per i furti con scasso i dati sono simili alla situazione pre pandemia. In questo contesto, con risorse finanziarie limitate, l’affinamento dell’organizzazione e l’adattabilità del Corpo saranno quindi aspetti rilevanti nei prossimi anni per contrastare la criminalità. Il bilancio dell’attività dello scorso anno della Polizia cantonale è stato presentato oggi a Bellinzona, nel corso di una conferenza stampa, dal Consigliere di Stato Norman Gobbi e dal Comandante Matteo Cocchi.

L’anno con meno chiamate in entrata
Come si apprende dal comunicato diffuso dalla Polizia, il 2023 ha registrato in cifre assolute una diminuzione delle chiamate in entrata giunte alla Centrale comune d’allarme (CECAL) della Polizia cantonale. Sono state infatti 230’343 rispetto alle 266’318 del 2021. Le chiamate per richieste d’intervento dei pompieri, che dal 1. aprile 2020 giungono direttamente alla Centrale comune d’allarme (CECAL), hanno invece raggiunto quota 11’577 (12’470 nel 2022). Gli interventi per disagi in famiglia sono rimasti stabili in rapporto agli ultimi anni. Il 2023 si è chiuso con 1’037 interventi per disagio famigliare (+ 6%), di cui 175 per reati d’ufficio fra coniugi o partner (art. 55a CP, -14%). A protezione delle vittime sono stati ordinati 60 allontanamenti (-24%). Si registra una sostanziale stabilità nel numero di incidenti: 3’965 rispetto ai 3’931 del 2022. Di questi 3’289 con soli danni (+2%), 485 con feriti leggeri (-1%) e 184 con feriti gravi (+1%).

Sensibile aumento dei furti con scasso
Per quanto riguarda i fenomeni criminali, il ritardo accumulato nel 2022 nella registrazione dei rapporti trasmessi alle autorità giudiziarie, dovuto al passaggio al nuovo sistema gestionale di polizia, è stato colmato. Questa situazione ha ancora avuto alcune ripercussioni sulla Statistica criminale di polizia. Infatti, i dati ne hanno ancora risentito e le indicazioni per il Ticino, in particolare per i furti, non riflettono le cifre reali riscontrate. In base agli avvenimenti segnalati e registrati è comunque possibile fornire delle indicazioni precise legate all’attività operativa. A livello di furti lo scorso anno ha fatto registrare un sensibile aumento di quelli con scasso passati dai 781 del 2022 ai 1’190 (colpite in particolare abitazioni, esercizi pubblici e negozi) del 2023. Cifra quest’ultima molto vicina ai 1’255 che si contavano nel 2019 in periodo pre pandemico, ma ancora di molto inferiore alla media degli ultimi 12 anni. Un incremento ancora maggiore è stato invece censito per i furti perpetrati nei veicoli e per i taccheggi. Minore infine l’incremento dei furti senza scasso.

Stabile in numero delle rapine
Al capitolo rapine, riferisce sempre la Polizia cantonale, le 34 infrazioni registrate, fanno stato di una sostanziale stabilità (39 nel 2022). Quasi la metà dei casi vedono coinvolti minorenni, sia come imputati sia come vittime. In quasi il 75% degli episodi, con un buon tasso di risoluzione, si è potuto risalire ai responsabili, effettuando arresti o emanando ordini di arresto nazionali e/o internazionali. Questo risultato è stato raggiunto anche grazie alla collaborazione con gli altri Cantoni e con fedpol, come pure con le autorità estere, in particolare italiane.

Aumentano anche i reati digitali
In relazione ai reati digitali si registra un aumento degli stessi, passati dai 381 del 2022 ai 408 del 2023 (+7%). In particolare gli incrementi maggiori si registrano per l’acquisizione illecita di dati (34 nel 2022, 44 nel 2023) e l’accesso indebito a un sistema per l’elaborazione dei dati (da 6 a 11). In controtendenza le truffe passate dalle 122 del 2022 alle 113 del 2023. La quota maggiore appartiene dunque alla categoria della cibercriminalità economica legata in particolare ai casi di phishing, ai reati di abuso di sistemi di pagamento online o all’abuso d’identità di terzi per scopi fraudolenti.

Poste le basi per una maggiore collaborazione a livello svizzero
Nel corso della conferenza stampa, si legge ancora nel comunicato, il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi si è in particolare soffermato sull’aumento dei furti, con riferimento agli autori. Infatti, così come si riscontra in altri Cantoni e in altri Paesi, sempre di più si tratta di richiedenti l’asilo provenienti dagli Stati del Maghreb (Marocco, Algeria, Tunisia, Libia). Un fenomeno che la Polizia cantonale è riuscita a tenere sotto controllo. Il Consigliere di Stato ha però pure inserito l’incremento dei furti in un arco temporale più ampio, sottolineando come rispetto alla media degli ultimi 12 anni il dato è ancora decisamente inferiore. Ha commentato poi positivamente la sostanziale stabilità dei dati che riguardano altre attività della Polizia cantonale: violenza domestica, incidenti, rapine.
Da parte sua il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha sottolineato che «i mutamenti nei modi e nell’estensione di molte fattispecie criminali, impattano anche sull’organizzazione e l’attività di polizia. In un contesto di risorse finanziarie limitate, l’affinamento dell’organizzazione e l’adattabilità dei processi del Corpo saranno aspetti rilevanti nei prossimi anni». Nasce anche da queste considerazioni la centralità del contrasto da un lato dei reati contro il patrimonio, che vanno ad intaccare il sentimento di sicurezza della popolazione, mentre dall’altro dei reati economico finanziari e delle misure patrimoniali intese a recuperare le ingenti somme sottratte dai criminali a detrimento dell’economia e delle risorse dello Stato. In quest’ambito l’integrazione di funzioni specialistiche a supporto delle attività d’inchiesta è uno degli adattamenti allo sviluppo di modalità operatorie sempre più tecniche e di portata sopranazionale delle casistiche criminali, anche di quelle di prossimità. Il progresso tecnologico con la messa in rete delle informazioni, la coordinazione e la collaborazione interdisciplinare tra e all’interno delle forze di polizia, a livello locale, cantonale e federale, e i settori dello Stato competenti saranno aspetti molto importanti per poter garantire in futuro il miglior contrasto possibile ai fenomeni criminali emergenti. In quest’ambito sono già state poste le basi per una maggiore collaborazione a livello svizzero grazie a progetti intercantonali, in particolare a livello informatico.Particolare rilievo assumerà nei prossimi anni la definizione delle basi legali e la creazione di una piattaforma, che dovrà permettere lo scambio automatico di importanti informazioni di polizia a livello svizzero. Progetto affidato alla Confederazione e ai Cantoni «con l’obiettivo di incrementare la lotta alla criminalità che, sempre più spesso, coinvolge ampie parti del territorio, non conosce limitazioni legali, dispone di ingenti somme di denaro ed è tecnologicamente all’avanguardia» ha rilevato il Comandante. La polarizzazione e la frammentazione sociale, derivante dall’attuale situazione economica, vanno di pari passo con il rischio di derive violente, come quella domestica e giovanile, e con l’incremento della criminalità. Anche in questo settore la Polizia cantonale si è attivata con la creazione del Centro Competenza Violenza (CCV) per meglio coordinare, internamente ed esternamente, le differenti attività che vanno dalla prevenzione fino alla repressione.

Da www.cdt.ch
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Reati contro il patrimonio in aumento in Ticino

Reati contro il patrimonio in aumento in Ticino

Comunicato stampa

Gli sfavorevoli cambiamenti socio-economici indotti dai conflitti fra Stati, le sfide climatiche, le conseguenze legate ai flussi di migranti, le problematiche relative alle fragilità della rete impattano sulle attività di polizia e sulla tipologia di crimini commessi in Ticino. Ad aumentare nel 2023 sono infatti stati in particolare i reati contro il patrimonio, a testimonianza di come il nostro Cantone, e la Svizzera in generale, sia di nuovo nel mirino dei ladri, vista la sua situazione di sostanziale benessere. In particolare per i furti con scasso i dati sono simili alla situazione pre pandemia. In questo contesto, con risorse finanziarie limitate, l’affinamento dell’organizzazione e l’adattabilità del Corpo saranno quindi aspetti rilevanti nei prossimi anni per contrastare la criminalità. Il bilancio dell’attività dello scorso anno della Polizia cantonale è stato presentato oggi a Bellinzona, nel corso di una conferenza stampa, dal Consigliere di Stato Norman Gobbi e dal Comandante Matteo Cocchi. Il 2023 ha registrato in cifre assolute una diminuzione delle chiamate in entrata giunte alla Centrale comune d’allarme (CECAL) della Polizia cantonale. Sono state infatti 230’343 rispetto alle 266’318 del 2021. Le chiamate per richieste d’intervento dei pompieri, che dal 1. aprile 2020 giungono direttamente alla Centrale comune d’allarme (CECAL), hanno invece raggiunto quota 11’577 (12’470 nel 2022). Gli interventi per disagi in famiglia sono rimasti stabili in rapporto agli ultimi anni. Il 2023 si è chiuso con 1’037 interventi per disagio famigliare (+ 6%), di cui 175 per reati d’ufficio fra coniugi o partner (art. 55a CP, -14%). A protezione delle vittime sono stati ordinati 60 allontanamenti (-24%). Si registra una sostanziale stabilità nel numero di incidenti: 3’965 rispetto ai 3’931 del 2022. Di questi 3’289 con soli danni (+2%), 485 con feriti leggeri (-1%) e 184 con feriti gravi (+1%). Per quanto riguarda i fenomeni criminali, il ritardo accumulato nel 2022 nella registrazione dei rapporti trasmessi alle autorità giudiziarie, dovuto al passaggio al nuovo sistema gestionale di polizia, è stato colmato. Questa situazione ha ancora avuto alcune ripercussioni sulla Statistica criminale di polizia. Infatti, i dati ne hanno ancora risentito e le indicazioni per il Ticino, in particolare per i furti, non riflettono le cifre reali riscontrate. In base agli avvenimenti segnalati e registrati è comunque possibile fornire delle indicazioni precise legate all’attività operativa. A livello di furti lo scorso anno ha fatto registrare un sensibile aumento di quelli con scasso passati dai 781 del 2022 ai 1’190 (colpite in particolare abitazioni, esercizi pubblici e negozi) del 2023. Cifra quest’ultima molto vicina ai 1’255 che si contavano nel 2019 in periodo prepandemico, ma ancora di molto inferiore alla media degli ultimi 12 anni. Un incremento ancora maggiore è stato invece censito per i furti perpetrati nei veicoli e per i taccheggi. Minore infine l’incremento dei furti senza scasso. Al capitolo rapine, le 34 infrazioni registrate, fanno stato di una sostanziale stabilità (39 nel 2022). Quasi la metà dei casi vedono coinvolti minorenni, sia come imputati sia come vittime. In quasi il 75% degli episodi, con un buon tasso di risoluzione, si è potuto risalire ai responsabili, effettuando arresti o emanando ordini di arresto nazionali e/o internazionali. Questo risultato è stato raggiunto anche grazie alla collaborazione con gli altri Cantoni e con fedpol, come pure con le autorità estere, in particolare italiane.

In relazione ai reati digitali si registra un aumento degli stessi, passati dai 381 del 2022 ai 408 del 2023 (+7%). In particolare gli incrementi maggiori si registrano per l’acquisizione illecita di dati (34 nel 2022, 44 nel 2023) e l’accesso indebito a un sistema per l’elaborazione dei dati (da 6 a 11). In controtendenza le truffe passate dalle 122 del 2022 alle 113 del 2023. La quota maggiore appartiene dunque alla categoria della cibercriminalità economica legata in particolare ai casi di phishing, ai reati di abuso di sistemi di pagamento online o all’abuso
d’identità di terzi per scopi fraudolenti.

Nel corso della conferenza stampa il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi si è in particolare soffermato sull’aumento dei furti, con riferimento agli autori. Infatti, così come si riscontra in altri Cantoni e in altri Paesi, sempre di più si tratta di richiedenti l’asilo provenienti dagli Stati del Maghreb (Marocco, Algeria, Tunisia, Libia). Un fenomeno che la Polizia cantonale è riuscita a tenere sotto controllo. Il Consigliere di Stato ha però pure inserito l’incremento dei furti in un arco temporale più ampio, sottolineando come rispetto alla media degli ultimi 12 anni il dato è ancora decisamente inferiore. Ha commentato poi positivamente la sostanziale stabilità dei dati che riguardano altre attività della Polizia cantonale: violenza
domestica, incidenti, rapine.

Da parte sua il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha sottolineato che “i mutamenti nei modi e nell’estensione di molte fattispecie criminali, impattano anche sull’organizzazione e l’attività di polizia. In un contesto di risorse finanziarie limitate, l’affinamento dell’organizzazione e l’adattabilità dei processi del Corpo saranno aspetti rilevanti nei prossimi anni”. Nasce anche da queste considerazioni la centralità del contrasto da un lato dei reati contro il patrimonio, che vanno ad intaccare il sentimento di sicurezza della popolazione, mentre dall’altro dei reati economico finanziari e delle misure patrimoniali intese a recuperare le ingenti somme sottratte dai criminali a detrimento dell’economia e delle risorse dello Stato. In quest’ambito l’integrazione di funzioni specialistiche a supporto delle attività d’inchiesta è uno degli adattamenti allo sviluppo di modalità operatorie sempre più tecniche e di portata sopranazionale delle casistiche criminali, anche di quelle di prossimità. Il progresso tecnologico con la messa in rete delle informazioni, la coordinazione e la collaborazione interdisciplinare tra e all’interno delle forze di polizia, a livello locale, cantonale e federale, e i settori dello Stato competenti saranno aspetti molto importanti per poter garantire in futuro il miglior contrasto possibile ai fenomeni criminali emergenti. In quest’ambito sono già state poste le basi per una maggiore collaborazione a livello svizzero grazie a progetti intercantonali, in particolare a livello informatico. Particolare rilievo assumerà nei prossimi anni la definizione delle basi legali e la creazione di una piattaforma, che dovrà permettere lo scambio automatico di importanti informazioni di polizia a livello svizzero. Progetto affidato alla Confederazione e ai Cantoni “con l’obiettivo di incrementare la lotta alla criminalità che, sempre più spesso, coinvolge ampie parti del territorio, non conosce limitazioni legali, dispone di ingenti somme di denaro ed è tecnologicamente all’avanguardia” ha rilevato il Comandante. La polarizzazione e la frammentazione sociale, derivante dall’attuale situazione economica, vanno di pari passo con il rischio di derive violente, come quella domestica e giovanile, e con l’incremento della criminalità. Anche in questo settore la Polizia cantonale si è attivata con la creazione del Centro
Competenza Violenza (CCV) per meglio coordinare, internamente ed esternamente, le differenti attività che vanno dalla prevenzione fino alla repressione.