Meno fatica, più attenzione: prudenza, rispetto e visibilità

Meno fatica, più attenzione: prudenza, rispetto e visibilità

Comunicato stampa

Sono tre le parole chiave della campagna “Meno fatica, più attenzione” proposta dal progetto di prevenzione del Dipartimento delle istituzioni Strade sicure, che pongono l’accento sulla sensibilizzazione del sempre crescente numero di utenti di biciclette e di monopattini elettrici.

L’utilizzo sempre più diffuso di biciclette e monopattini elettrici è una tendenza che coinvolge tutte le fasce di età. D’altra parte, anche le statistiche relative agli incidenti riscontrano questo andamento: in particolare per la categoria delle e-bike in Ticino lo scorso anno si sono contati 45 incidenti, di cui 16 con feriti gravi. A titolo di paragone, dai 5 incidenti registrati nel 2013 si era passati a 20 nel 2018.
Si tratta di veicoli comodi, dinamici ed ecologici. Tuttavia, come per tutte le novità, non è semplice essere aggiornati sulle disposizioni di legge e sulle regole comportamentali o trovare un equilibrio nella convivenza con l’utenza stradale. Ad esempio non tutti sanno che prima dei 14 anni non è consentito utilizzare un’e-bike o un monopattino elettrico su suolo pubblico.
Con la campagna “Meno fatica, più attenzione” il progetto di prevenzione Strade sicure quest’anno intende focalizzare l’attenzione su tre aspetti:

  • La prudenza: significa adottare uno stile di guida difensivo e indossare un casco di protezione anche se non obbligatorio;  
  • Il rispetto: inteso come rispetto delle regole, delle persone e dell’ambiente circostante;  
  • La visibilità: il consiglio è di vestire indumenti ad alta visibilità e di ricordarsi l’obbligo di luci accese anche di giorno per tutti i veicoli a due ruote elettrici.  

La campagna sensibilizzerà l’utenza attraverso diversi canali, in particolare sui social, e sarà presente a manifestazioni pubbliche inerenti la mobilità lenta. A questo proposito si ricorda che Strade sicure e Polizia cantonale saranno presenti domenica 23 aprile a slowUp Ticino con uno stand informativo dove sarà possibile mettere alla prova le proprie abilità cimentandosi in una gimcana e partecipando a un concorso a premi.
Parallelamente a queste attività, da parte della Polizia cantonale saranno effettuati controlli mirati atti a verificare il rispetto delle norme vigenti e a sensibilizzare l’utenza a questo specifico ambito, con un occhio di riguardo ai luoghi in prossimità degli istituti scolastici per accrescere la sicurezza in queste zone maggiormente sensibili.
Maggiori informazioni e tutto il materiale informativo su www.stradesicure.ch.  

SATI: una realtà in continua evoluzione

SATI: una realtà in continua evoluzione

Comunicato stampa

Il concreto aumento dei cyber-rischi sia nell’ambito professionale sia nell’ambito privato è una diretta conseguenza della digitalizzazione della nostra società. Un fenomeno al quale le Autorità di polizia sono chiamate a rispondere adeguando i propri strumenti di contrasto. In questo senso, è previsto un rafforzamento della Sezione analisi tracce informatiche (SATI) della Polizia cantonale con l’integrazione di alcune figure professionali specialistiche.
Nel corso del 2022 la SATI ha sviluppato 31 inchieste (36 nel 2021), effettuato 101 (72) perquisizioni in supporto ad altri servizi, eseguito 1’026 (1’095) analisi informatico-forensi, elaborato 49 (45) analisi criminali operative, collaborato durante 25 (27) ricerche d’urgenza ed evaso 221 (250) richieste e-mail giunte da utenti o altre autorità. Inoltre, ha fornito un importante supporto alla Polizia giudiziaria e alla Gendarmeria nelle indagini classiche in cui vi erano delle componenti informatiche in gioco. Le attività illecite più frequenti riscontrate sono le truffe denominate Business Email Compromise (BEC) – che hanno generato un danno
economico di circa 1’260’000 franchi – e gli attacchi ransomware. È stato inoltre osservato un aumento di reati in cui l’illecito profitto è stato incassato in cripto-valute.

In queste tipologie d’indagine, una delle difficoltà più grandi risiede nell’identificazione degli autori i quali, operando prevalentemente dall’estero, utilizzano espedienti che permettono loro di mantenere l’anonimato. Pertanto la collaborazione con le polizie estere risulta cruciale: in tredici occasioni la SATI ha infatti collaborato con le autorità estere in base alla Convenzione sulla criminalità informatica di Budapest (che fornisce una base giuridica per la cooperazione internazionale in ambito di indagini), per procedere alla conservazione di dati presenti su server di società ticinesi. Inoltre, un intervento scaturito da una richiesta di assistenza giudiziaria internazionale da parte delle autorità italiane ha portato alla perquisizione di una società situata nel Sopraceneri e al sequestro di alcuni server, nonché di materiale per l’acquisizione e distribuzione non autorizzata di segnali IPTV, tra i quali Sky e Dazn.

Un aspetto fondamentale resta la formazione, di base e continua, in ambito della cybercriminalità, della criminalità digitale e di quella legata all’evoluzione tecnologica. A questo proposito, lo scorso anno 34 ispettori e ispettrici di Polizia giudiziaria hanno conseguito la certificazione rilasciata dall’Istituto Svizzero di Polizia (ISP) nell’ambito della criminalità informatica. Inoltre, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente l’attività di contrasto a questi fenomeni, è in previsione l’inserimento di figure professionali specialistiche all’interno della SATI.

Quando l’anello debole della sicurezza informatica è il fattore umano, la prevenzione riveste un’estrema importanza. In particolare, vi sono alcuni accorgimenti che ogni utente può adottare per diminuire i rischi. Tra i tradizionali consigli vi è l’invito a diffidare delle e-mail ricevute senza sollecitazione e di cui non si conosce il mittente; a non dare seguito a richieste di pagamento; a usare prudenza se si ricevono e-mail che sollecitano un’azione da parte di chi le riceve e si minaccia altrimenti di conseguenze (perdita di denaro, querela penale, blocco del conto, disgrazia), a non aprire link e allegati in caso di e-mail sospette.
Un altro aspetto cruciale in questo ambito è la protezione degli accessi, fisici e virtuali: in quest’ultimo caso servirsi di password complesse, cambiandole regolarmente e utilizzando combinazioni diverse per i vari servizi online e, se possibile, attivare l’autenticazione a più fattori. Inoltre, un consiglio importante valido in tutti gli ambiti – ma in maniera specifica per le aziende – è mantenere costantemente aggiornati il sistema operativo e gli applicativi (ad esempio antivirus), effettuare delle copie di backup e investire coscienziosamente nella sicurezza della propria infrastruttura informatica e nella formazione dei propri collaboratori e
delle proprie collaboratrici.

È possibile informarsi consultando i siti della Polizia cantonale www.polizia.ti.ch, del gruppo cantonale Cyber Sicuro www.cybersicuro.ch e della Prevenzione svizzera della criminalità (PSC) https://www.skppsc.ch/it/temi/internet/. Per quanto riguarda invece le segnalazioni è attivo il Centro nazionale per la cybersicurezza (NCSC) all’indirizzo https://www.ncsc.admin.ch/ncsc/it/home.html.

Polizia: nuova legge, la parola ora al Gran Consiglio

Polizia: nuova legge, la parola ora al Gran Consiglio

Il governo vara il messaggio dopo l’esito della consultazione. ‘Progetto ampiamente recepito’. Aumentano intanto le truffe telefoniche: sottratti 800mila franchi.

Posto in consultazione dal Consiglio di Stato nel luglio dello scorso anno – diversi gli enti interpellati tra uffici amministrativi, autorità giudiziarie e associazioni –, il progetto di revisione totale della Legge sulla polizia uscito dal Dipartimento istituzioni “è stato ampiamente recepito e sono giunte poche osservazioni puntuali che, dove pertinenti, sono state riprese”. Così scrive il governo in quello che da ieri è un messaggio a tutti gli effetti. Ben centoquaranta pagine. Nella seduta che precede di pochi giorni la fine della legislatura l’Esecutivo ha quindi varato la proposta di riforma all’attenzione del Gran Consiglio che scaturirà a breve dalle urne. Una riforma confezionata “da un gruppo di lavoro costituitosi all’interno della Polizia cantonale, il quale ha potuto contare sul supporto di diversi specialisti”. E che, tradottasi in “85” articoli di legge, vuole garantire una normativa cantonale “completa, aggiornata alle esigenze di oggi, a supporto di un’efficace attività di polizia”.

Le novità salienti
Le novità salienti del disegno di legge licenziato dal governo – che, come informa una nota dello stesso, ha pure dato luce verde al relativo Regolamento – sono “una definizione più chiara e univoca dei principi generali, una suddivisione più accurata delle diverse competenze di polizia, un aggiornamento e una migliore flessibilità dell’organizzazione della Polizia cantonale, nonché l’aggiunta di norme fondamentali a garanzia del principio di legalità, le quali formalizzano la prassi oggi in vigore, come pure un’esplicitazione delle misure coercitive di polizia”. Con la revisione legislativa si è inoltre colta l’occasione per dettagliare le norme concernenti la custodia di polizia o quelle sulle indagini, anche ‘mascherate’, preventive, volte a impedire la commissione d’illeciti: queste e altre le misure prospettate a suo tempo dal Consiglio di Stato, sottoscritte nel 2018 dalla maggioranza del Gran Consiglio e successivamente contestate da due giuristi davanti al Tribunale federale. Che nel 2021 ha respinto il ricorso, precisando comunque alcuni aspetti. “Le considerazioni espresse nella sentenza sono state riprese nel messaggio”, fa sapere il governo. Il disegno di legge si occupa pure di lotta alla violenza domestica. All’articolo 34 si afferma che “L’ufficiale della Polizia cantonale può decidere l’allontanamento di una persona dall’abitazione comune e dalle sue immediate vicinanze fino a 30 giorni, come pure vietarle l’accesso a determinati locali e luoghi, se essa rappresenta un serio pericolo per l’integrità fisica, psichica o sessuale di altre persone facenti parte della stessa comunione domestica”.

Minaccia monitorata
Altra novità di peso è “l’istituzione della gestione cantonale delle minacce”. L’obiettivo, spiega il Consiglio di Stato, è “di riconoscere i segnali premonitori, di valutare la probabilità che insorga il comportamento minaccioso e, se del caso, di intervenire preventivamente”. Un modo di procedere già “in vigore in molti Cantoni” e la cui “importanza e necessità” sono state evidenziate “anche dal Consiglio federale”. Il progetto di legge ne parla all’articolo 26, che al primo capoverso recita: “La gestione cantonale delle minacce ha lo scopo di riconoscere precocemente e di prevenire la commissione di reati da parte di persone che mostrano un comportamento o intenzioni che lasciano presupporre una predisposizione a commettere violenza contro terzi”. L’articolo 26 mira a prevenire la commissione di reati e la prevenzione è uno dei compiti della polizia. Si intende dunque conferire una chiara base legale all’apposita unità della Cantonale, formata da agenti e psicologi, che analizza “le minacce (comprendenti anche lo stalking) e rendere inoffensive situazioni potenzialmente pericolose, ripristinando l’ordine pubblico”, come aveva indicato il governo rispondendo a un’interrogazione (Titolo: “Violenza anche fuori dalle mura di casa. Cosa si fa in Ticino?”) dell’allora deputata dei Verdi Cristina Gardenghi. Il ‘Gruppo di prevenzione e negoziazione’, Gpn, è nato nel 2019, riprendendo e ampliando le attività del ‘Gruppo gestione persone minacciose e pericolose’ istituito due anni prima e che ha contribuito a sventare nel maggio del 2018 la strage alla Scuola cantonale di commercio a Bellinzona architettata da un allievo. Dice Norman Gobbi, interpellato dalla ‘ Regione’: «Si tratta di un tema sempre più ricorrente anche nelle discussioni tra polizie cantonali, ma pure, su un piano strategico-politico, tra consiglieri di Stato dei vari Cantoni e il Dipartimento federale di giustizia e polizia, proprio perché la gestione delle minacce è un elemento essenziale dell’ambito della prevenzione della violenza in generale». L’obiettivo, sottolinea il capo del Dipartimento istituzioni, «è di disinnescare potenziali atti violenti». Intanto, è di ventidue il numero di truffe telefoniche commesse lo scorso anno. Un dato decisamente in aumento rispetto al 2021, quando sotto questa voce non si era registrato nessun ‘colpo’ messo a segno. È l’elemento che spicca nel bilancio della Sezione reati contro il patrimonio della Polizia cantonale. Un anno, il 2022, definito “impegnativo”. Vittime del raggiro, si legge nel comunicato, sono soprattutto persone anziane. E la cifra totale sottratta è di quelle importanti: circa 800mila franchi. A questi numeri vanno aggiunti tra i 300 e i 400 tentativi conosciuti. Collaudato il ‘modus operandi’: i truffatori, per suscitare reazioni emotive immediate nelle vittime e incassare in breve ingenti somme di denaro, telefonano alle vittime e comunicano notizie drammatiche, come un incidente o una malattia a carico di un familiare; per massimizzare il risultato spesso, oltre ai contanti, vengono chiesti gioielli e orologi di valore. Un escamotage per portare a segno la truffa rapidamente evitando lo spostamento della vittima verso la banca per il prelievo di contanti. L’attività investigativa ha permesso di arrestare 8 persone.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 30 marzo 2023 de La Regione

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Verso la nuova legge sulla Polizia ticinese

Il dossier ora andrà in Parlamento
Il Consiglio di Stato nella sua seduta di ieri mattina ha approvato il Messaggio governativo sulla revisione totale della Legge sulla polizia (LPol) e il relativo regolamento. «La nuova proposta di revisione della Legge – si legge nel comunicato stampa del Governo – intende garantire una normativa moderna e snella a supporto dell’attività di polizia, assicurando la tutela delle cittadine e dei cittadini e offrendo una maggiore flessibilità alla rapida evoluzione del contesto sociale, tecnologico e tecnico».
Più nel dettaglio, «le principali novità della revisione riguardano in particolare una definizione più chiara e univoca dei principi generali, una suddivisione più accurata delle diverse competenze di polizia, un aggiornamento e una migliore flessibilità dell’organizzazione della Polizia cantonale, nonché l’aggiunta di norme fondamentali a garanzia del principio di legalità, come pure un’esplicitazione delle misure coercitive di polizia». Un altro tema importante «è quello dell’istituzione della gestione cantonale delle minacce», con l’obiettivo «di riconoscere i segnali premonitori, di valutare la probabilità che insorga il comportamento minaccioso e, se del caso, di intervenire preventivamente». La nuova legge, infine, «consolida pure altre importanti novità recenti che rispondono alle esigenze di polizia: sviluppi tecnici, nuovi bisogni legati ai profili di chi opera in polizia, nuove modalità operative e strumenti di attività».

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 30 marzo 2023 del Corriere del Ticino

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Nuova legge polizia, si punta sulla prevenzione
Presentato il messaggio del Governo per riformare il testo del 1990 – Comportamenti minacciosi e segnali premonitori, Gobbi: “Disinnescare la potenzialità di violenza”

Prevenire situazioni e comportamenti minacciosi sfruttando i segnali premonitori. Non è la trama di un film di fantascienza, come Minority Report, ma una delle novità della riforma totale della legge ticinese sulla polizia. Il Governo oggi (mercoledì) ha approvato il messaggio che arriverà in Gran Consiglio.

In 30 anni sono cambiate le tecniche operative, gli strumenti, sono cambiati i profili richiesti. La società è cambiata. Ed è evidente che il regolamento sulla polizia, datato 1990, non poteva restare al palo. La riforma approvata mercoledì dal Governo è il frutto di una consultazione che ha interessato la giustizia nel suo insieme, raccogliendo quindi anche le indicazioni dei tribunali, della procura, dei molti attori coinvolti nell’ampia sfera dell’ordine e della sicurezza. Tra le novità, va certamente segnalato il fatto che il nuovo testo sarà comodamente adattabile a qualsiasi nuova forma avrà in futuro la polizia ticinese.

“Potrebbe essere una polizia unica, se questo sarà la volontà del Parlamento – spiega alla RSI il direttore del dipartimento Istituzioni Norman Gobbi – oppure una riorganizzazione della polizia e delle polizie comunali. Oggi la polizia cantonale ha un ruolo preponderante nell’ambito della sicurezza pubblica, mentre le polizie comunali dovranno rafforzare il loro ruolo di prossimità se vogliono adempiere davvero a questa loro missione primaria. Questo sarà uno dei temi che affronteremo con il rapporto del Gruppo di lavoro polizie ticinesi, che dovrà chiarire ruoli, compiti e competenze fra i due livelli, rispettivamente il futuro assetto organizzativo, in quanto oggi abbiamo molte polizie comunali e talvolta l’efficienza e l’efficacia dell’intervento viene meno.

“https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Nuova-legge-polizia-si-punta-sulla-prevenzione-16134769.html

Da www.rsi.ch/news

Sfide all’orizzonte: ‘Violenza e migrazione’

Sfide all’orizzonte: ‘Violenza e migrazione’

Presentato il bilancio 2022 della Polizia cantonale. Gli indicatori della criminalità sono cresciuti, tornando ai livelli pre-pandemia, e per qualche reato anche oltre.

«Col ritorno alla normalità, la storia si ripete». Le parole di Matteo Cocchi, comandante della Polizia cantonale, pronunciate durante la conferenza stampa di bilancio tenutasi ieri alla sede Centrale comune d’allarme (Cecal) di Bellinzona, riassumono la matrice che ha caratterizzato l’attività del Corpo durante il 2022. Gli indicatori della criminalità sono infatti tornati ai livelli pre-pandemia, a volte superandoli – soprattutto per i furti e gli incidenti stradali –, mentre all’orizzonte si profila un significativo aumento dei flussi migratori, forse al pari degli anni record 2015-16. In aggiunta si prefigurano ulteriori sfide legate all’aumento del disagio sociale – e della violenza domestica – nonché alle nuove forme di criminalità informatica. Sfide per cui ci si sta preparando, ha assicurato Cocchi, riferendosi alla nuova Legge di polizia presentata nel 2022 e attualmente in consultazione, che sostituirà quella attuale vecchia di 30 anni: «La nuova legge disciplinerà il lavoro futuro degli agenti con novità anche e soprattutto nel contrasto alla violenza. In particolare per allontanare più a lungo dal domicilio chi minaccia o colpisce i familiari»: vittime principalmente le donne. Il disagio che può trasformarsi in violenza, ha aggiunto il direttore del Dipartimento istituzioni (Di) Norman Gobbi, ha portato alla creazione del Centro di competenza ‘violenza’ all’interno della Polizia cantonale «per meglio coordinare le attività che vanno dalla prevenzione alla repressione».

Le cifre ticinesi mostrano che gli interventi per violenza domestica nel 2022 sono rimasti stabili in rapporto agli ultimi anni: i 983 episodi (953 nel 2021) hanno richiesto, a protezione delle vittime, l’allontanamento di 79 persone dal proprio nucleo familiare. Gobbi ha ricordato che nel 2022, a seguito di una decisione del Tribunale federale, è venuta meno la base legale che permetteva agli specialisti in ambito sanitario – Pronto soccorso e medici di famiglia – di segnalare le violenze alla polizia. «Per questo restano inoltre fondamentali i numerosi momenti di sensibilizzazione offerti alla popolazione».

Per quanto riguarda la migrazione, «le statistiche che provengono dall’Italia negli ultimi mesi, ma anche quello che è capitato nell’ultimo weekend con gli sbarchi di migliaia di persone a Lampedusa, annunciano una maggior pressione anche per quanto riguarda la porta Sud della Svizzera – ha affermato Cocchi –. Per questo dovrà essere messo l’accento sulla prevenzione e la collaborazione e, speriamo meno, sulla repressione». Gobbi ha dal canto suo rimarcato che «il rischio di avere una situazione paragonabile al 2015-16 diventa sempre più reale. Così ancora di recente abbiamo scritto alla Confederazione per una partecipazione ai costi di gestione per l’accoglienza e la riammissione semplificata dei migranti in Italia, perché il Canton Ticino non può affrontare da solo le conseguenze finanziarie della situazione». Il direttore del Di ha poi sottolineato in generale l’importanza della collaborazione strategica e operativa con i vari partner all’interno e all’esterno del Paese: «Siamo l’unico cantone a Sud delle Alpi e dobbiamo poter contare sulla cooperazione per gestire eventi maggiori e sviluppare le nostre competenze. Anche perché l’essere sul confine ci vede più esposti su alcuni fronti, soprattutto per quanto riguarda le bande che entrano sul nostro territorio».

Lo scorso anno a livello di furti si è registrato un leggero aumento di quelli con scasso (+5%) rispetto al 2021. Un incremento maggiore è stato invece censito per i furti senza scasso (+13%), per quelli dai veicoli (+12%) e per i furti di veicoli (+66%), principalmente velocipedi ed e-bike, sempre più attrattivi anche per il loro alto valore sul mercato: l’appello ai cittadini è di tutelarsi. Al capitolo rapine, le infrazioni registrate sono state 39 come nel 2021. In relazione a quelle avvenute sulla pubblica via, la quasi totalità è stata chiarita con l’identificazione e l’arresto degli autori. Quanto agli omicidi, se ne conta uno ad Avegno. Mentre gli interventi relativi a incidenti stradali, in collaborazione con le Polizie comunali, sono stati 3’931 (+7% rispetto al 2021): si tratta di una cifra leggermente superiore al pre-emergenza Covid. È stata invece registrata una diminuzione di quelli mortali, 10 in totale con 10 vittime (12 nel 2021). Il 2022 ha anche registrato in cifre assolute un aumento delle chiamate in entrata giunte alla Cecal: 278’788 (+3,5%). «Un dato positivo – ha rilevato Cocchi – è quello di aver effettuato 1’147 controlli di manodopera estera (aumentati del 31%), ma a differenza delle 86 infrazioni riscontrate nel 2021, lo scorso anno ne abbiamo rilevate solo 63». Nei prossimi giorni saranno pubblicate le “pillole” di approfondimento per i vari settori di polizia.

Svizzera: preoccupano gli atti violenti gravi
Sul fronte svizzero, dopo una costante diminuzione dei reati registrati negli ultimi 9 anni, nel 2022 vi è stato un aumento di circa il 10%. A preoccupare particolarmente sono gli atti di violenza grave: quelli denunciati sono cresciuti del 16,6% a 1’942, il valore più alto da quando nel 2009 è stata avviata la statistica criminale di polizia. Sono aumentate in particolare le lesioni gravi e le violenze carnali. Le autorità di polizia hanno inoltre registrato, come nel 2021, 42 omicidi, 25 dei quali commessi nell’ambito della violenza domestica. Sono stati assassinati 17 donne e 3 uomini; nel caso delle altre vittime, si è trattato di minori uccisi da un genitore. I reati contro il patrimonio sono cresciuti dell’11,5%. Sono aumentati i furti con scasso (+12%) e con introduzione clandestina (+22%), e i furti di veicoli (+16%), con un forte aumento di quelli di e-bike (+59%). Anche nel Canton Grigioni sono cresciuti in particolare i reati violenti gravi passati da 26 a 45 casi (+73%). Il numero di omicidi compiuti o tentati è salito da uno a 5. In relazione alla violenza domestica, nel 2022 sono stati registrati 284 reati penali, per un aumento del 31%. Sono anche incrementate le infrazioni contro il patrimonio (+29%), specialmente i furti.

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 28 marzo 2023 de La Regione

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Un ritorno alla normalità per la Polizia e i criminali
Presentato il bilancio dell’attività per il 2022: le cifre sono ormai ai livelli pre-pandemia In aumento i furti, così come gli incidenti della circolazione – Stabili gli interventi per violenza domestica Preoccupa il fenomeno migratorio: «Il rischio di rivedere la situazione del 2015 è sempre più reale»

Il 2022, con la fine di tutte le restrizioni legate alla pandemia, ha fatto segnare un « ritorno alla normalità » anche per la criminalità. E, va da sé, anche il lavoro quotidiano delle forze dell’ordine ticinesi è tornato, di riflesso, ai livelli pre-pandemici. A certificarlo sono le cifre pubblicate ieri dalla Polizia cantonale che, alla centrale comune d’allarme CECAL di Bellinzona, come di consueto ha stilato un bilancio della sua attività per l’anno passato.

Chiamate più frequenti
Partiamo proprio dalle cifre che, come detto, mostrano in generale un aumento dell’attività delle forze dell’ordine. Le chiamate giunte alla CECAL sono infatti cresciute in maniera sensibile, passando dalle 254.330 del 2021 alle 266.318 del 2022 (+3,5%).
E ad aumentare sono stati pure i furti. Nel dettaglio, sono cresciuti leggermente quelli con scasso (+5% rispetto al 2021) e, in maniera un po’ più importante, anche quelli senza scasso (+13%). Sullo stesso livello, anche i furti da veicolo ( 12%), mentre i furti di veicoli sono cresciuti in maniera ben più sensibile (+66%). Un dato, quest’ultimo, che come precisato dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi è da ricondurre in particolare ai furti di biciclette e, soprattutto, delle e-bike. «Se la mobilità lenta ha un grande successo, purtroppo allo stesso tempo anche i furti di questi veicoli stanno avendo successo», ha rimarcato il consigliere di Stato.
Una sostanziale stabilità, invece, è stata riscontrata al capitolo «rapine», che nel 2022 sono state 39, lo stesso numero del 2021. Anche se, come fatto notare del direttore del DI, rispetto al 2012 (quando le rapine in Ticino furono 89) il dato ha subito un calo importante. E un altro aspetto sottolineato questo proposito è stato quello dell’identificazione degli autori dei reati, che avviene con regolarità. « Fare una rapina in Ticino è poco interessante», ha voluto rimarcare il consigliere di Stato.
A livello di omicidi è stato registrato un caso ad Avegno, mentre gli interventi per violenza domestica sono anch’essi rimasti stabili nel confronto con gli ultimi anni, attestandosi nel 2022 a quota 983 (erano 953 nel 2021). Di questi episodi, è stato precisato, 79 hanno richiesto l’allontanamento di una persona dal nucleo familiare.

Attenzione in strada
Arriviamo, infine, al capitolo incidenti della circolazione stradale. Anche in questo caso, rispetto al 2021 è stato registrato un sensibile aumento, pari al 7%. Più nel dettaglio, gli incidenti registrati nel 2022 sono stati 3.931, di cui 3.200 con danni materiali, 721 con feriti e 10 con esito mortale.

Un occhio alla frontiera
Insomma, come sottolineato anche dal Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, «il 2022 è stato l’anno del ritorno alla normalità su più fronti». Guardando all’anno passato, il comandante ha pure voluto ricordare il successo legato alla Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina, svoltasi in luglio a Lugano. Guardando invece al futuro Cocchi ha espresso una certa preoccupazione riguardo al fenomeno migratorio: « Ovviamente ci auguriamo di non tornare alla situazione del 2015, ma penso che con l’arrivo della bella stagione anche questa problematica tornerà a toccare il Ticino». Una preoccupazione condivisa anche da Gobbi: «Questo fine settimana ci sono stati 4 mila arrivi a Lampedusa. Significa che il flusso sta ripartendo in maniera importante. E il rischio di tornare al 2015 diventa sempre più reale».


A livello nazionale
Crescita importante anche in Svizzera

La prima volta in 10 anni

Sempre ieri sono stati forniti dall’Ufficio federale di statistica anche i dati a livello nazionale.

Cifre da cui emerge che in Svizzera nel 2022 per la prima volta dopo dieci anni è stato constatato un aumento dei furti con scasso e delle intrusioni nelle case (+14,6%), ciò che ha fatto tornare le cifre ai livelli prepandemia. Gli atti di violenza grave denunciati sono cresciuti del 16,6%, il valore più elevato dal 2009. In totale sono stati poi segnalati 42 omicidi, un dato in linea con la media degli ultimi anni. Tendenza in crescita anche la criminalità digitale: nel 2022 sono stati denunciati 33.345 reati di questo tipo (+9,9%).

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 28 marzo 2023 del Corriere del Ticino

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Criminalità ai livelli pre-pandemici
https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Criminalit%C3%A0-ai-livelli-pre-pandemici-16128439.html

Da www.rsi.ch/news

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Furti e incidenti in aumento
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/16129825
Servizio all’interno dell’edizione di lunedì 27 marzo 2023 de Il Quotidiano

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Polizia cantonale attività in crescita (dal 5.00 minuto)
http://teleticino.ch/programmi/ticinonews/ticinonews-270323-MD5566358

Da www.teleticino.ch

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Anche per la criminalità la pandemia è finita
https://www.tio.ch/ticino/cronaca/1655589/anche-per-la-criminalita-la-pandemia-e-finita

Da www.tio.ch

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La fine della pandemia fa salire i numeri della Polizia cantonale
https://www.ticinonews.ch/ticino/la-fine-della-pandemia-fa-salire-i-numeri-della-polizia-cantonale-375699

Da www.ticinonews.ch

Così gli anziani sanno cosa li minaccia

Così gli anziani sanno cosa li minaccia

Falsi operatori di Pro Senectute che cercano di infilarsi nelle case. Email con link trappola su cui i più distratti cliccano inguaiandosi. Telefonate nell’ora della pennichella in cui si annuncia l’incidente del figlio, chiedendo soldi per l’intervento chirurgico urgente. I truffatori giocano sempre più la carta delle emozioni per raggirare gli anziani ticinesi. Ne sono consapevoli le cinque associazioni che di recente hanno stretto un patto di collaborazione con la Polizia cantonale. L’alleanza è stata presentata lunedì pomeriggio a Bellinzona.  

Una fetta di popolazione fragile – Pro Senectute, Associazione ticinese per la terza età (ATTE), Generazione più, Generazioni & Sinergie, Associazione italiana Lugano anziani (AILA, legata all’Ospedale Italiano) si uniscono per fare prevenzione. Roberto Friedel, presidente di Generazione & Sinergie, ammette: «C’è una fetta di popolazione molto fragile. Vogliamo mandarle un messaggio. Farle capire che ci sono punti di riferimento a cui rivolgersi in caso di dubbio o difficoltà. Le truffe legate alla tecnologia sono sicuramente quelle più diffuse». 

La tecnologia che evolve – «Abbiamo deciso di coordinare i nostri incontri – aggiunge Laura Tarchini, portavoce di Pro Senectute –. Ne faremo diversi sparsi in tutto il territorio. La tecnologia evolve e quindi è normale che anche gli appuntamenti rivolti al pubblico vadano aggiornati».  

Gioco d’anticipo – Antonio Menghini, segretario cantonale di Generazione Più, evidenzia: «Il Ticino è un luogo sicuro. Ma la sicurezza non è mai troppa. Il percorso che vogliamo fare insieme alla polizia cantonale è mirato ad anticipare e a scongiurare eventuali disguidi. Giochiamo d’anticipo. Tanto per fare un esempio noi siamo già partiti a ottobre 2020 per spiegare agli anziani come funzionano i pagamenti QR».  

«Formiamo una corazza» – «Nel 2022 – dice Renato Pizzolli, portavoce della Polizia cantonale – c’è stato un aumento delle truffe del falso nipote. Sia a livello di cifre sia nell’intensità. E in generale occorre stare attenti all’avanzata della tecnologia. Attraverso l’informazione si può trovare una corazza. Vogliamo contribuire alla percezione di una sicurezza collettiva accresciuta. Desideriamo allertare, non allarmare. Questo è anche un modo per avvicinare la cittadinanza alla polizia. Per noi è importante raccogliere le paure della popolazione. La creazione di una rete di contatti con un mondo vicino agli anziani ci faciliterà il compito». 

La collaborazione – Paola Poggi, portavoce di AILA, conclude: «La polizia è un partner importante. Prima di tutto organizza con noi le giornate di sensibilizzazione e distribuisce flyer informativi. Inoltre ha sott’occhio il numero di denunce e il tipo di reati. D’altra parte noi invece rappresentiamo delle antenne ben presenti sul territorio e possiamo fornire alla polizia determinati feedback». 

(Immagine: Tio/20Minuti)

Da www.tio.ch

PREVENA 2022: una maggiore presenza a favore della sicurezza

PREVENA 2022: una maggiore presenza a favore della sicurezza

Comunicato stampa

Durante il mese di dicembre si è svolta l’operazione di prevenzione dei furti durante il periodo natalizio denominata PREVENA. Azione che ha visto collaborare agenti della Polizia cantonale, delle Polizie comunali e della Polizia dei trasporti. Una presenza accresciuta sul terreno che ha permesso di aumentare le interazioni con il cittadino e rinsaldare il rapporto di fiducia. 
Come avviene ormai da diversi anni, dal 5 al 24 dicembre si è svolta l’operazione PREVENA. Si tratta di un’azione di prevenzione che ha quale obiettivo principale di accrescere il contatto con il cittadino, aumentando il controllo del territorio. Infatti, durante il periodo natalizio molti malintenzionati ne approfittano per compiere furti con scasso, borseggi e altri reati. L’operazione è strutturata sul concetto di tre livelli di sicurezza:
livello sicurezza del cittadino: allo scopo di garantire il sostegno alle necessità della popolazione;
livello di sicurezza del territorio: con l’obiettivo di prevenire i reati ed agire dinamicamente sul terreno con l’impiego mobile delle forze;
livello sicurezza dei fenomeni: per garantire un costante monitoraggio degli eventi che, con serialità, vanno oltre l’attività ordinaria.
Effettuata in collaborazione tra la Polizia cantonale, le polizie comunali e la Polizia dei trasporti, PREVENA ha premesso di effettuare 373 posti di controllo nei punti più sensibili, in particolare in ottica di prevenzione di furti con scasso nelle abitazioni. Sono invece state 409 le pattuglie appiedate svolte con un’attenzione accresciuta a borseggi e taccheggi e furti nei veicoli, in luoghi di grande affluenza quali negozi, centri commerciali e mercatini di Natale.
Oltre a rafforzare il contatto con il cittadino l’operazione ha permesso di effettuare 22 fermi o arresti per furto o taccheggio, constatare 5 infrazioni o contravvenzioni alla legge sugli stupefacenti (LStup) e 4 casi di inattitudine alla guida con conseguente ritiro della licenza di condurre.

Scuola di polizia 2022: cerimonia di consegna dell’arma per 60 aspiranti

Scuola di polizia 2022: cerimonia di consegna dell’arma per 60 aspiranti

Comunicato stampa

Venerdì 16.12.2022 nella sala del Consiglio Comunale di Bellinzona ha avuto luogo la cerimonia di consegna dell’arma agli e alle aspiranti della Scuola di polizia del V circondario d’esame (SCP2022). Durante il tradizionale evento, inaugurato dal Direttore del Centro formazione di polizia (CFP) Andrea Pronzini, hanno preso la parola il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il Comandante della Polizia cantonale col Matteo Cocchi e il municipale della Città di Bellinzona Mauro Minotti. Pure presenti i Comandanti, o loro rappresentanti, dei Corpi di polizia con aspiranti in formazione. 
Il Consigliere di Stato Norman Gobbi nel suo discorso ha affermato come la consegna dell’arma agli aspiranti della Scuola di polizia “rappresenti da un lato il segno di fiducia delle istituzioni del nostro Cantone e dunque di tutta la popolazione nei confronti delle future e futuri agenti di polizia. Dall’altro lato chi oggi riceve l’arma dovrà dare prova di grande responsabilità nel saper gestire in modo corretto e proporzionale l’eventuale uso dell’arma”.
Il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha dal canto suo evidenziato come l’evento rappresenti una tappa fondamentale nel percorso formativo degli e delle aspiranti, sottolineando al tempo stesso che il dialogo deve restare sempre al centro del rapporto che ogni agente istaura con la cittadinanza. L’invito a loro rivolto è di assumere questa responsabilità per operare con proporzionalità, dialogo e cordialità.
Dopo un percorso di formazione comprensivo di allenamenti pratici e di approfondimenti normativi sull’uso della pistola d’ordinanza, 41 aspiranti agenti della Polizia cantonale (di cui 35 aspiranti gendarmi e 6 aspiranti ispettori e ispettrici), 14 aspiranti agenti delle Polizie comunali di Ascona, Bellinzona, Ceresio Sud, Chiasso, Locarno, Losone, Lugano, Mendrisio), 2 aspiranti della Polizia cantonale dei Grigioni e 3 aspiranti della Polizia militare, hanno ricevuto ufficialmente la pistola d’ordinanza. I 60 aspiranti totali (42 uomini e 18 donne), sono ora pronti per il completamento della loro formazione, che prevede fino al mese di febbraio un periodo di stage nei posti di polizia e presso i propri Corpi di appartenenza, e che proseguirà poi con il secondo anno di formazione di carattere pratico. Queste ulteriori fasi permetteranno loro di conseguire l’Attestato professionale federale di agente di polizia, dopo il superamento degli esami federali di professione nel febbraio del 2024.

Revisione totale della Legge e del Regolamento sulla polizia – al via la consultazione

Revisione totale della Legge e del Regolamento sulla polizia – al via la consultazione

Comunicato stampa

Grazie a una struttura chiara e adattata, la nuova proposta di revisione della Legge e del Regolamento sulla polizia intende garantire una normativa moderna e snella a supporto dell’attività di polizia, assicurando la tutela dei cittadini e delle cittadine e offrendo una maggiore flessibilità alla rapida evoluzione del contesto sociale, tecnologico e tecnico. Lanciata la consultazione.

L’attuale Legge sulla polizia, approvata dal Gran Consiglio il 12 dicembre 1989, si è confrontata negli anni con importanti cambiamenti. Dopo oltre tre decenni – ha spiegato il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi –  vi è ora la necessità di adottare una base legale completa e aggiornata attraverso una revisione totale. Questa revisione permetterà all’attività di polizia di svolgersi con efficacia e con ancora maggiore chiarezza, in linea con l’evoluzione della società. 
Il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha dal canto suo evidenziato come la Legge sulla polizia sia uno strumento fondamentale dello Stato di diritto che determina i compiti della Polizia cantonale e le competenze sia della Polizia cantonale sia delle polizie comunali, e che non limita in alcun modo le discussioni in corso sull’assetto della “Polizia ticinese” del futuro. Il nuovo disegno di Legge presentato oggi –  ha proseguito – è il frutto di dieci anni di lavori preparatori, che ha comportato in particolare molteplici elaborazioni valutate a livello giuridico e poi discusse sul piano operativo e un ascolto attivo delle necessità provenienti dal terreno, dai partner e dalla cittadinanza.
Il risultato è un disegno di legge che conta 81 articoli e un disegno di regolamento composto di 72 articoli, accompagnato dal rapporto esplicativo. Per ovviare alla velocità dei cambiamenti cui è sottoposta la nostra società, la nuova revisione è stata impostata per contenere unicamente i fondamenti indispensabili, mentre il regolamento, più flessibile negli aggiornamenti, prevede le disposizioni che non richiedono una base legale in senso formale.
Il capitano Elia Arrigoni, responsabile dei Servizi Generali della Polizia cantonale, ha illustrato le principali novità della revisione, che riguardano in particolare una definizione più chiara e univoca dei principi generali, una suddivisione più accurata delle diverse competenze di polizia, un aggiornamento e una migliore flessibilità dell’organizzazione della Polizia cantonale, nonché l’aggiunta di norme fondamentali a garanzia del principio di legalità e un’esplicitazione delle misure coercitive.
Al gruppo di lavoro interno costituito a tale scopo hanno preso parte l’ex tenente colonnello Decio Cavallini, il maggiore Marco Zambetti, il capitano Elia Arrigoni, la responsabile del settore giuridico avv. Bernadette Rüegsegger, l’allora giurista della Polizia cantonale lic. iur. Denise Albasini Tajana e l’allora praticante MLaw Jesse Erard.
L’iter prevede ora che le autorità e i partner consultati possano segnalare i loro emendamenti fino al 30 settembre 2022, in seguito il disegno di Legge, una volta elaborati i risultati della procedura di consultazione, sarà sottoposto alla Commissione competente, dopodiché spetterà al Parlamento ticinese pronunciarsi.

«Abbiamo dimostrato di saper gestire eventi così importanti»

«Abbiamo dimostrato di saper gestire eventi così importanti»

Il bilancio provvisorio del comandante Cocchi è positivo: «Il momento più delicato è stato l’arrivo delle delegazioni: doveva andare tutto come previsto» «L’importante è che il sacco dell’esperienza sia un po’ più pieno di prima». Il sacco della Polizia cantonale, per restare nella metafora usata dal comandante Matteo Cocchi, lo è. Il bilancio provvisorio della Conferenza a livello di sicurezza è positivo: nessun problema particolare. «Ogni operazione va analizzata alla fine e ci saranno sicuramente dei correttivi da adottare per il futuro – precisa Cocchi – ma abbiamo dimostrato che anche il Ticino è in grado di gestire eventi di questa portata». Eventi – pensiamo al forum di Davos – a cui di solito la Polizia cantonale partecipa fornendo i suoi agenti, come hanno fatto in questo caso le polizie di altri cantoni. Un’esperienza di base dunque c’era, ma l’evento è comunque un unicum e ha dovuto essere studiato da zero. Le situazioni più delicate? «L’arrivo e l’accompagnamento delle personalità istituzionali: tutto deve andare come pianificato. È poi Matteo Cocchi importante tenere i contatti con tutte le forze coinvolte e avere sempre una visione d’insieme sul dispositivo». A quello messo in atto a Lugano hanno collaborato diversi corpi, oltre alle polizie cantonali: la Comunale, la Fedpol, l’Esercito, la Polizia dei trasporti, la Protezione civile e le Guardie di confine, con una presenza rafforzata ai valichi. Uno spiegamento di forze che forse, come descritto nell’articolo sopra, ha contribuito a «svuotare » la città. «Sono stupito che non ci siano stati problemi di traffico – osserva il comandante della Cantonale – anche se dobbiamo considerare che è inizio luglio, che pioveva e che e le scuole sono chiuse. Grazie anche ad una comunicazione puntuale, ognuno ha potuto scegliere il percorso e la soluzione che ha ritenuto più congeniale per le proprie esigenze. Inoltre, un aspetto positivo è che abbiamo potuto lavorare meglio e non ci sono stati problemi».

La sicurezza per l’URC è a pieno regime

La sicurezza per l’URC è a pieno regime

Alla CECAL tutto è pronto per la conferenza sull’Ucraina

Manca ormai pochissimo alla Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina (URC), evento che avrà luogo a Lugano e che ha messo in moto una grande operazione per poterne garantire la sicurezza, operazione gestita dalla Centrale comune d’allarme (CECAL).

Un impegno condiviso
Il dispositivo di sicurezza è suddiviso in più stanze, definite cellule, all’interno delle quali lavorano i rappresentanti dei diversi corpi di polizia. Un grande impegno organizzativo, come ci riferisce il tenente colonnello Lorenzo Hutter. “È un compito in costante mutamento, e una delle sfide principali è coordinare le diverse forze (polizia, esercito e dogane, ndr), anche perché non si trovano tutte nello stesso posto ma sono sparse per la Svizzera.”

Lugano sotto controllo
All’interno della cellula dove viene gestita l’intelligence sembra un po’ di trovarsi sul set di un film, con sistemi di sorveglianza all’avanguardia e monitor che mostrano le parti della città sorvegliate dalle telecamere.
“Questa cellula la chiamiamo P2,” riferisce Hutter “ed è la cellula preposta alla raccolta di informazioni, sia locali che dall’esterno, che poi ci vengono trasmesse per eventualmente cambiare il nostro dispositivo. In ogni caso il servizio ordinario della polizia rimane una nostra priorità, e per garantirlo abbiamo disposto una cellula straordinaria rispetto allo standard.”

Presente anche l’esercito
A garantire la sicurezza dell’evento è presente anche l’esercito svizzero, con circa 1500 militi.
“Un compito al quale siamo già abituati.” ha dichiarato il divisionario Lucas Caduff “Tra i nostri compiti vi sono in primis la protezione dello spazio aereo, compito che svolgiamo insieme all’Italia data la vicinanza.”
“Tra gli altri obiettivi vi sono anche la protezione di luoghi e oggetti, nonché il supporto alla polizia mediante distaccamenti speciali, e garantire la sicurezza alle persone e ai mezzi durante i trasporti” ha concluso Caduff.

Da www.ticinonews.ch

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La polizia si prepara alla conferenza sull’Ucraina
Tutto pronto alla centrale comune d’allarme di Bellinzona per coordinare il lavoro delle forze dell’ordine impiegate a Lugano – Occhi puntati su manifestazioni e possibili atti di sabotaggio

Alla centrale comune d’allarme di Bellinzona è tutto pronto per monitorare e coordinare le forze dell’ordine dispiegate in occasione della conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina, prevista a Lugano lunedì e martedì. Oggi, sabato, durante un incontro con la stampa, sono stati date alcune informazioni sul dispositivo di controllo, ma senza troppo svelare in merito al numero effettivo di forze della polizia cantonale, comunale e – in parte minore – di quella federale.
La sala più importante, qui, è il centro operativo tattico, chiamato TOC, dove una ventina di persone coordinano il tutto. “L’obiettivo è avere i responsabili delle varie cellule in un luogo dove è possibile coordinare tutta l’attività – spiega Lorenzo Hutter, sostituto comandante della polizia cantonale ticinese –. Il concetto di stato maggiore è questo: avere un posto per coordinare le attività che si svolgono all’esterno”.
Si tratta di un’organizzazione alquanto particolare e per la quale la polizia cantonale ed esercito possono prendere ispirazione da eventi passati come il WEF a Davos oppure l’inaugurazione del tunnel ferroviario del Gottardo nel 2016.
La conferenza ha destato qualche malumore e si prevede quindi di monitorare anche le proteste. “Le autorizzazioni soggiacciono alle autorità comunali – spiega Renato Pizolli, portavoce della polizia cantonale –, evidentemente lo stato maggiore valuta l’impatto che possono avere sullo svolgimento delle attività e pone laddove necessario dei rimedi. Il diritto all’espressione delle proprie idee non viene assolutamente minato, ma è chiaro che tutto si deve conciliare con un un’organizzazione che è abbastanza complicata”.

Presente anche l’esercito
In questa operazione ci sono anche le forze militari, per ora sono un migliaio i militi dispiegati. Il divisionario Lucas Caduff gestisce le operazioni; ai microfoni della RSI spiega: “Le minacce riguardano eventuali disturbi, atti di sabotaggio, disturbi sul terreno ma anche via internet”.
È da ottobre che il dispositivo è stato programmato. Oggi è parzialmente operativo, da domani, quando arriverà il primo ministro e la delegazione ucraina lo sarà completamente.

Da www.rsi.ch/news