Discorso pronunciato in occasione della cerimonia di dichiarazione di fedeltà Scuola cantonale di Polizia 2018

Discorso pronunciato in occasione della cerimonia di dichiarazione di fedeltà Scuola cantonale di Polizia 2018

2 marzo 2019

– Fa stato il discorso orale –

Gentili signori, egregi signore,
Orgoglioso, felice, consapevole. Tre aggettivi che definiscono i miei sentimenti, oggi, davanti a voi, al termine di questo anno di formazione, che vi ha portati a diventare a tutti gli effetti agenti di polizia, donne e uomini differenti rispetto a 12 mesi fa, donne e uomini con davanti un compito, un impegno essenziale, direi decisivo per la nostra società.

Sono orgoglioso di voi. So che avete sin qui affrontato una formazione impegnativa. Che avete superato momenti belli, ma pure momenti difficili che vi hanno anche messo in crisi, che vi hanno messo alla prova.
Però oggi potete dire di aver raggiunto il primo, importante, traguardo che vi porterà ad operare nelle differenti regioni del Ticino per garantire la sicurezza di tutti noi.
Come capo del Dipartimento delle istituzioni, come responsabile politico di questa Scuola, mi inorgoglisce la consapevolezza di ritrovare oggi, qui, in questa sala donne e uomini pronte e formate. Sono quindi felice per il buon esito complessivo di questa Scuola, ma soprattutto per i risultati che ognuno di voi ha saputo raggiungere. In questi mesi avete potuto fare“squadra”, avete operato in team, avete lavorato fianco a fianco, avete imparato acollaborare, consapevoli che da soli non si raggiunge alcun risultato. Ma per fare ciò, individualmente, avete dovuto profondere il massimo impegno.
Su questo siete stati giudicati. Su questo i vostri formatori hanno ritenuto che voi foste pronti ad affrontare questo importante lavoro.

Sono nello stesso tempo però consapevole che la cerimonia di oggi con la promessa di fedeltà al termine della Scuola cantonale di Polizia 2018 rappresenti solo un momento –bello e gratificante – della vostra carriera professionale.
Da oggi avrete modo di mettere in pratica quanto imparato, sapendo che ogni giorno vi porterà ad assumere nuove conoscenze, ad arricchire il vostro bagaglio professionale, a capire come meglio affrontare le varie situazioni di intervento, i rapporti con il cittadino, con i colleghi, con i superiori.
E sono pure consapevole della responsabilità che siete chiamati ad assumere e a dimostrare.
La divisa che portate è un segno distintivo che vi caratterizza nel lavoro quotidiano. Dice immediatamente chi siete e che cosa fate. Vi dà dei poteri, certo, dei quali però mai dovrete abusare.
Anzi, sempre sarete chiamati a operare con responsabilità e umiltà proprio per la divisa che portate.

Assieme ai vostri colleghi, siete inseriti in quel “sistema sicurezza” che abbiamo costruitoper il Ticino. La regionalizzazione della Gendarmeria avvenuta nel 2015 è un tassello importante diquesto sistema e ci permette una conduzione delle attività in modo regionalizzato sull’arco delle 24 ore, secondo il principio “un capo, un settore, un compito”.

Dopo questo anno, durante il quale già avete maturato esperienza sul campo e importanti nozioni sui banchi di scuola, entrate a tutti gli effetti nel Corpo della Polizia. Un Corpo che ha bisogno di voi per muoversi, agire, operare, intervenire, prevenire, reprimere.

Un Corpo che negli ultimi anni ha rinnovato i ranghi, grazie alle annuali scuole cheriescono a far progredire le capacità delle nostre forze dell’ordine, siano esse laCantonale, le Comunali o la polizia dei trasporti ferroviari.
Oggi la Polizia cantonale ha una dotazione di 678 unità di lavoro a tempo pieno.

Gli agenti delle polizie comunali in totale sono 411. Dal 2011 sino al 2018, le 8 scuole per aspiranti poliziotti hanno formato 369 giovani, che sono così andati a compensare le partenze per i pensionamenti e a mantenere gli effettivi ottenuti con il potenziamento. È facile e immediato capire come il Corpo della Polcantonale e quelli delle Polizie comunali beneficino di un forte ricambio di forze.
Da qui anche la necessità di avere però sempre una conduzione efficace, coordinata, forte e sicura per il Corpo di Polizia cantonale. In questo senso permettetemi dunque di rinnovare il mio ringraziamento e la mia stima a tutto il Comando: dal comandante Matteo Cocchi, agli ufficiali dello Stato maggiore con il responsabile vice comandante Lorenzo Hutter; dalle Gendarmerie con il capo area Decio Cavallini, ai tre reparti della Polizia giudiziaria con il capo area Flavio Varini, sino a giungere al Centro comune di cooperazione di polizia e doganale tra Svizzera e Italia Christophe Cerinotti.
Ho lasciato per ultimo, ma non certo per importanza, la Sezione della formazione che organizza e coordina la Scuola di Polizia del V Circondario.
E qui il ringraziamento va al direttore Cristiano Nenzi e a tutti gli ufficiali e docenti che si sono alternati nelle lezioni.
Se il livello di sicurezza in Ticino ha raggiunto un grado di soddisfazione elevato è anche grazie alla formazione che viene impartita agli aspiranti.
Così come – e non lo dimentico – all’importanza della formazione continua e dellaformazione esterna e di mantenimento.

I miei non sono ringraziamenti di rito. Nella mia attività politica ho messo un accento deciso sulla sicurezza. Sono convinto – e con me il Consiglio di Stato – che il benessere del nostro Cantone passa indiscutibilmente anche – se non soprattutto – dal grado di sicurezza che si riesce a raggiungere a favore delle persone e dei nostri beni. Vivere in un paese sicuro, in un paese che è garante delle leggi rappresenta un fattore, se non il fattore, che qualifica il paese stesso. Lo è per i suoi cittadini, che possono così godere di una qualità di vita elevata. Lo è per chi opera nel tessuto economico: dagli artigiani, passando per i piccoli e grandi imprenditori, sino a giungere al mondo della finanza, senza dimenticare chi investe nelle nuove tecnologie. Un paese attrattivo in cui vivere, investire o passare del tempo per scoprirne le bellezze paesaggistiche e culturali.

Ecco quindi che la sicurezza si trasforma in un volano per migliorare il benessere di tutta la collettività. E voi siete e rappresentate un tassello decisivo in questo contesto. Bisogna esserne coscienti, perché il vostro importante lavoro quotidiano ha un riverbero non solo immediato ma anche a lungo termine.

Di recente, mi ha fatto piacere sentire – in occasione della consegna degli spazi grezzi che ospiteranno a Mendrisio la Gendarmeria – il municipale del capoluogo Samuel Maffiribadire l’alto livello di sicurezza oggettiva raggiunto nel Mendrisiotto, ciò che ha permessodi generare un positivo senso di sicurezza soggettiva tra la popolazione. È l’obbiettivo a cui tendere. È il lavoro che pazientemente facciamo tutti assieme!

Prima di congedarmi, voglio fare un’ultima riflessione: in questa SCP le donne sono sei.È un bel numero, se confrontato con le cifre degli anni scorsi.
Ma vorrei che in futuro le donne fossero più numerose. Un auspicio, una speranza, che vorrei realizzare. Forse anche attraverso nuove attività di sensibilizzazione, così come stiamo però già facendo non solo per la Polizia, ma per tutto il Dipartimento. Vedremo. Intanto oltre a voi, saluto idealmente le vostre 102 colleghe, di cui 64 agenti impegnate sul terreno. Ma oggi per voi deve essere un momento di festa.
Una festa da condividere sì con i vostri colleghi e con chi vi ha seguito in questi mesi, ma soprattutto con i vostri familiari, che saluto con estremo piacere.
Posso solo immaginare la soddisfazione e l’orgoglio che può provare una mamma o unpapà, una compagna, o un compagno, o una moglie o un marito a vivere con il proprio familiare questo momento.
La consapevolezza di affidare la persona forse più cara o comunque più vicina a un compito di grande rilevanza, accompagnandolo nel corso degli anni nella professione di agente di polizia.
Vedo i vostri occhi lucidi: è un’emozione che sento dentro anch’io.

Ho scambiato con voi, con ognuno di voi, la stretta di mano. È l’espressione, anche fisica,del patto che avete – che abbiamo! – sottoscritto oggi. Responsabilità, onestà, fiducia,umiltà, collaborazione e tenacia vi guidino sempre sull’arco della giornata lavorativa, maanche nella vostra vita privata. Voi rappresentate le leggi e le fate rispettare: per tutti i cittadini da questo momento sarete un esempio, un modello. Siate sempre onorati di indossare questa divisa! Onorate sempre la divisa che indossate!

18. Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza

18. Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza

Il punto sullo stato dei lavori inerenti il progetto “Polizia ticinese”, sulla Legge sulla polizia e sui costi relativi alla Scuola di polizia sono stati i temi al centro della 18. Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza, che ha avuto luogo oggi pomeriggio a Bellinzona.
L’incontro odierno ha come di consueto permesso un confronto fra i principali attori istituzionali incaricati di garantire la sicurezza nel nostro Cantone. Alla riunione hanno partecipato il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, i municipali responsabili in materia di polizia dei Comuni-Polo e i rappresentanti delle forze dell’ordine, cantonale e comunali. Da notare l’entrata nella Commissione del Procuratore generale Andrea Pagani, in sostituzione dell’uscente Antonio Perugini.
È stato poi proposto l’aggiornamento del progetto “Polizia ticinese”. Nel prossimo futuro, ci si occuperà della ridefinizione della suddivisione dei compiti in base ai nuovi principi che sono allineati a quelli di Ticino2020.
I partecipanti alla riunione sono poi stati informati sullo stato di avanzamento della Legge sulla polizia: attualmente in consultazione interna, dovrebbe approdare in Consiglio di Stato e successivamente in Gran Consiglio entro fine 2019.
È stato fatto il punto anche per quanto attiene alla Legge sulle attività private di investigazione e di sorveglianza. Attualmente il disegno di legge e il regolamento sono in consultazione interna.
Infine, è stato affrontato il tema dei costi degli agenti comunali alla Scuola di polizia (SCP), confermato a 50’000 franchi per ogni aspirante alle stesse condizioni come per le SCP 2018 e 2019. A partire dalla SCP 2020 la durata della formazione sarà di 2 anni, con il secondo anno posto sotto la responsabilità dei Corpi di appartenenza.
La Conferenza consultiva tornerà a riunirsi venerdì 18 ottobre 2019.

A2: proseguono i lavori per il Centro di controllo e l’area multiservizi

A2: proseguono i lavori per il Centro di controllo e l’area multiservizi

Da www.tio.ch

Confermata la messa in esercizio entro la fine del 2022, con un investimento totale di circa 250 milioni di franchi

Procedono come da programma i lavori per la realizzazione del Centro di controllo veicoli pesanti (CCVP) e dell’area multiservizi a Giornico che nei mesi invernali sono proseguiti all’esterno dell’autostrada, con la realizzazione delle opere necessarie alla costruzione delle nuove bretelle dello svincolo e con il risanamento di parte dei terreni inquinati dalle attività industriali precedenti.

Nel frattempo, in questi giorni riprendono i lavori in autostrada sulla carreggiata Nord-Sud. Analogamente a quanto svolto durante il 2018 sulla carreggiata opposta, nel corso dei prossimi mesi saranno eseguiti tutti gli interventi per l’adeguamento del tratto autostradale alla nuova infrastruttura, unitamente alla continuazione dei lavori per la realizzazione dei nuovi sottopassi.

Per permettere la realizzazione di tali opere e per ridurre al minimo possibili disagi, la conduzione del traffico prevede un regime di conduzione denominato “5+0”, ossia il traffico circolerà sulla carreggiata Sud-Nord con due corsie in direzione Sud e due in direzione Nord con l’aggiunta di una corsia di dosaggio dei veicoli pesanti in direzione Nord. Il dosaggio del traffico pesante non verrà più quindi anticipato come lo scorso anno in zona Lodrino, ma rimarrà nella sua configurazione originaria a Giornico.

Proseguiranno anche le opere di risanamento dei sedimi inquinati adiacenti all’autostrada (“ex-parco rottami”) e la formazione dei rilevati.

I lavori per la realizzazione dell’area di stoccaggio e del centro di controllo dei veicoli pesanti di Giornico (CCVP) procedono quindi speditamente nel rispetto dello scadenziario programmato che prevede la messa in esercizio entro la fine del 2022, con un investimento totale di circa 250 milioni di franchi.

Durante tutte le fasi di cantiere, USTRA invita l’utenza alla prudenza e al rispetto della segnaletica di cantiere.

(Foto: Tio)

Delegazione del Principato del Liechtenstein in visita a Bellinzona

Delegazione del Principato del Liechtenstein in visita a Bellinzona

Comunicato stampa

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, accompagnato dal Cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri, ha ricevuto a Palazzo delle Orsoline una delegazione del Principato del Liechtenstein.
Si è tenuto ieri, giovedì 28 febbraio 2019, a Bellinzona un incontro tra il Consigliere di Stato Norman Gobbi e una delegazione del Principato del Liechtenstein composta dall’ambasciatrice Doris Frick, dal Procuratore Generale Robert Wallner e dal Comandante della Landespolizei Jules Hoch. Per il Canton Ticino erano presenti il Cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri, il Procuratore Generale Andrea Pagani e il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi.
L’appuntamento, pianificato da tempo, è servito ad allineare le conoscenze reciproche delle due realtà istituzionali anche in ragione degli ottimi rapporti già consolidati da tempo soprattutto all’interno della Conferenza dei Comandanti delle Polizie cantonali, di cui la Landespolizei fa parte.
Questa riunione ha permesso in primo luogo di confermare i buoni rapporti esistenti e di instaurare per il prossimo futuro una maggiore collaborazione nell’ambito di giustizia e sicurezza.
La delegazione, in un primo momento, è stata accolta presso il Comando della Polizia cantonale dal Comandante Matteo Cocchi e dal Procuratore Generale Andrea Pagani. Entrambi hanno presentato l’organizzazione delle rispettive istituzioni e la delegazione ha in seguito visitato la Centrale Comune d’Allarme (CECAL) e i locali a disposizione dello Stato Maggiore Cantonale di Condotta (SMCC). Infrastruttura apprezzata dagli ospiti, che hanno riconosciuto la modernità e la funzionalità della nuova struttura.
Molto apprezzato è stato anche lo scambio di esperienze inerente la gestione di persone pericolose, attività che in Ticino negli ultimi anni ha conosciuto un’importante specializzazione e che ha permesso di raggiungere importanti successi operativi.
La visita è poi proseguita al Palazzo delle Orsoline, dove il Consigliere di Stato Norman Gobbi e il Cancelliere Arnoldo Coduri hanno accolto gli ospiti del Principato del Liechtenstein discutendo di tematiche inerenti la giustizia e la collaborazione internazionale. Per la terza piazza finanziaria più importante della Svizzera è interessante poter avere un confronto bilaterale con il Liechtenstein e con le sue autorità giudiziarie.
L’occasione ha permesso di rafforzare quanto intrapreso da anni dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni, nell’ambito di un costante confronto e scambio di conoscenze e strategie anche al di fuori dei confini cantonali e nazionali. Attività che consentono alle nostre istituzioni di mostrare la propria professionalità e farsi conoscere come partner affidabile, creando una sempre più ampia rete di contatti e di collaborazione, permettendo così di rispondere in maniera puntale alle nuove sfide della società moderna.

Il Federalista.ch: sondaggio sulle votazioni cantonali

Il Federalista.ch: sondaggio sulle votazioni cantonali

Da Il Federalista.ch

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A trentasette giorni dal voto cosa ci racconta il nostro sondaggio? Innanzitutto la plausibilità di un sottosopra annunciato. Le aspirazioni dei liberali alla riconquista del secondo seggio in Governo (‘#facciamolo’ è il loro slogan) non erano vanterie infondate. E, di converso, la tremarella dei socialisti per l’incubo di rimanerne esclusi non era affatto un espediente per far cassetta elettorale. Se questa prima proiezione del mago Pisani non mente (e perché dovrebbe, dopo anni di prospezioni azzeccate?), il quadro politico ticinese potrebbe subire uno scossone. La seconda storia che il sondaggio ci racconta ha per tema il cavalleresco torneo interno alla lista dei popolari democratici. L’argo-nauta Beltraminelli ce la farà a riacciuffare il vello d’oro del seggio in Consiglio di Stato? E’ un po’ presto per assegnare trofei (in questa prima proiezione non quantificheremo ancora le posizioni dei candidati), ma la navigazione tormentatissima dell’uscente consigliere PPD sembra poterlo condurre ancora in porto. Ma incominciamo dai partiti e diamo uno sguardo alla tabella numerica.

Come vedete, per ogni partito abbiamo riportato due valori, uno minimo e uno massimo (la cosiddetta “forchetta”). Il PLR è l’unico partito che segna una progressione (rispetto ai risultati del 2015) su entrambi i parametri. E’ dunque il partito che sembra godere di miglior salute. Sufficiente per soffiare il seggio ai socialisti? Per il momento no. Ma i giochi non sono fatti. Prendiamo i valori medi della forchetta: 27,8% al PLR e 14,5% al PS. Sarebbe sufficiente un’ulteriore piccola progressione dei liberali, poniamo dello 0,3% (28,1%), e una corrispondente ulteriore flessione dei socialisti dell’0,5% (14%) per ribaltare la situazione attuale che vede il quinto seggio ancora assegnato ai socialisti.

Il PS, allo stato attuale dei rilevamenti, non sembra affatto avviato a una rovinosa caduta di consensi (-0,3% nel valore medio), ma il valore minimo della forchetta (13,4%) segnala che uno smottamento fatale è nell’ordine delle possibilità. Staremo a vedere.
Più marcato è lo smottamento del PPD, che si aggira attorno al punto percentuale stando al valore medio, con la possibilità addirittura di un -2% se prendiamo il valore inferiore della forchetta. Ai popolari rimane comunque un “margine di sicurezza” di circa 1-2 punti percentuali per non vedersi estromessi dalla compagine di Governo. Di che far dormire sonni più tranquilli al presidente Dadò, quantunque l’erosione costante dei consensi, di quadriennio in quadriennio, non è certo motivo di euforia per il partito.

Che dire di Lega e UDC che, come sappiamo, hanno optato all’ultimo minuto per la lista unica nella corsa al CdS? Certamente Gobbi, che ne è stato il fautore indefesso, potrà vantare un titolo di merito. Senza i voti democentristi infatti il compito di mantenere i due seggi in Governo sarebbe stato arduo, se non impossibile. Nella fotografia di questa proiezione rimangono alla lista Lega-UDC tre punti di margine sul PLR onde garantirsi lo status quo, ossia la maggioranza leghista in CdS. Per il momento si registrano lievi erosioni sia per l’UDC che per la Lega.
I Verdi dovrebbero fare un passo avanti, che probabilmente si rivelerà più lungo quando si conteranno le schede per il Gran Consiglio. Marginalmente infatti si notano casi di voto disgiunto, ovvero di elettori verdi che dichiarano di scegliere la lista PS per il CdS.
Per le altre formazioni, indicate collettivamente nella tabella come “altri”, purtroppo il sondaggio non è in grado, data l’esiguità delle indicazioni raccolte, di operare una proiezione attendibile.

E’ tutt’altro che secondario il balzo in avanti delle schede senza intestazione, dal 16% al 22%. Si tratta di cittadini che manifestano sfiducia e stanchezza verso i partiti e preferiscono costruirsi il loro quintetto di consiglieri di Stato à la carte. O anche di elettori che non hanno il tempo di dedicarsi ad approfondimenti su liste e programmi e si affidano piuttosto alle sensazioni destate dai candidati più in vista, adocchiati qua e là, specie nelle trasmissioni televisive. Ovviamente i consiglieri uscenti, che hanno goduto lungo l’intero quadriennio di un’importante visibilità, fanno man bassa di preferenze su questa lista “fai da te”, che può regalare i soccorsi più pregiati e forse anche decisivi ai candidati in difficoltà.

Candidati.
E’ troppo presto per quantificare numericamente le posizioni interne alle liste. Lo faremo con la seconda proiezione, prevista per il 14 marzo. Al momento si possono ravvisare alcune tendenze. Vediamole, partito per partito, precisando che i dati finora raccolti ci permettono di cogliere, con valori attendibili, solo le prime due posizioni di ogni lista, in qualche caso anche la terza. Alle altre ci potremo avvicinare con la seconda proiezione.

Lega-UDC
Claudio Zali appare finora in vantaggio su Norman Gobbi che riduce però il distacco rispetto alle elezioni di quattro anni fa. Quanto ai candidati UDC, Piero Marchesi sembra potersi collocare in terza posizione di lista.

Per PLR
Christian Vitta non ha rivali, ma Alex Farinelli è solidamente nella posizione che potrebbe consentirgli di entrare in CdS qualora il suo partito ottenesse il secondo seggio.

PPD
Potremmo dire, con allegoria ciclistica, che Paolo Beltraminelli sembra al momento in fuga, riuscendo a distanziare i rivali di lista grazie ai voti ricevuti dalla scheda senza intestazione e dalle schede di altri partiti (Lega e PLR in particolare). Lo insegue Raffaele De Rosa, con lieve vantaggio sugli altri tre candidati, che pedalano in gruppo compatto.

PS
Manuele Bertoli guida la classifica e tra i rivali di lista è Amalia Mirante l’unica che potrebbe “impensierirlo”. La candidata dei giovani Laura Riget sembra avere un lieve vantaggio sugli colleghi di lista.