«Dossier PolCom, se ne deve occupare la Città»

«Dossier PolCom, se ne deve occupare la Città»

Il direttore del Dipartimento delle istituzioni esclude un intervento «dall’alto» per risolvere i problemi della Polizia comunale

La Polizia cittadina di Locarno è sempre più nell’occhio del ciclone, considerando le inchieste interne, l’audit e soprattutto l’indagine del Procuratore generale che recentemente ha interrogato cinque agenti ipotizzando per loro il reato di contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti. Sugli ultimi sviluppi, che se confermati sarebbero delle aggravanti per chi è deputato a combattere il consumo e lo spaccio di droga, abbiamo interpellato il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, che ha la responsabilità politica della Polizia cantonale. Direttore, è preoccupato della situazione venutasi a creare nella PolCom di Locarno? «Mi sembra ancora troppo prematuro esprimersi, essendo l’inchiesta gestita dal Procuratore generale Andrea Pagani ancora all’inizio. E invito comunque alla prudenza e a non voler fare processi mediatici e politici prima che i fatti siano davvero chiariti», sottolinea. Ma la situazione che s’è venuta a creare in questi mesi a Locarno non necessiterebbe forse di un intervento autorevole, dall’alto, ad esempio direttamente dal suo Dipartimento: qualche settimana fa, dopo i fatti della Rotonda, lei s’è confrontato con il sindaco Alain Scherrer… «Quella discussa con il sindaco era la possibilità di un incontro sul tema della sicurezza in alcuni spazi pubblici cittadini, in particolare all’indomani delle immagini del brutale pestaggio alla Rotonda di Locarno. Non ha nulla a che vedere con la fattispecie attuale. Ricordo che la competenza sulla Polizia comunale è e rimane della Città», evidenzia il consigliere di Stato.

Polizia unica
La situazione piuttosto critica di Locarno spinge verso il progetto di una Polizia unica o suddivisa in due grandi regioni: Sopraceneri e Sottoceneri. «Il discorso sulla Polizia unica è oggi nelle mani del Parlamento cantonale, che deve esprimersi in merito agli atti parlamentari presentati (come ad esempio l’iniziativa generica presentata dal deputato socialista Raoul Ghisletta, responsabile del “Gruppo polizia” del sindacato Vpod, ndr). Anche qui invito a non mischiare le carte. Capisco il ragionamento di chi vuole giudicare le difficoltà contingenti mettendole in relazione con il discorso più generale della Polizia unica. Però il dibattito deve essere fatto su altre basi. Continua invece l’impegno del Gruppo di lavoro “Polizia ticinese” che vede allo stesso tavolo il Cantone e i Comuni per definire competenze e ruoli tra Polizia cantonale e polizie comunali, nell’ottica di essere ancora di più efficaci ed efficienti nel garantire la sicurezza sul territorio ticinese», conclude Gobbi.

Da www.cdt.ch

53a Conferenza dei Capi di governo Arge Alp

53a Conferenza dei Capi di governo Arge Alp

Comunicato stampa

La 53a conferenza dei Capi di Governo delle regioni della Comunità di lavoro alpina Arge Alp ha avuto luogo oggi ad Innsbruck.
Nel corso della stessa, oltre alla sottoscrizione di tre dichiarazioni di collaborazione, è stato celebrato anche il 50° dalla sua fondazione.

Venerdì 21 ottobre 2022 si è tenuta presso la residenza imperiale Hofburg di Innsbruck la 53a riunione dei Capi di Governo della comunità di lavoro Arge Alp. Durante i lavori è stata più volte sottolineata l’importanza della collaborazione transfrontaliera fra le regioni dell’arco alpino, in particolare in momenti, come quelli attuali, così carichi di sfide geopolitiche. A tale proposito sono state condivise, discusse e approvate tre importanti dichiarazioni di collaborazione:

  1. Gestione transfrontaliera del lupo
  2. Politica di protezione del clima orientata al futuro per la regione alpina
  3. 50 anni di ARGE ALP – Una forte rappresentanza degli interessi della regione alpina

Con la prima risoluzione si sottolinea l’importanza di una gestione transfrontaliera coordinata del lupo. Essa prevede lo scambio di informazioni e un monitoraggio dei grandi predatori, nonché di migliorare il coordinamento delle regole nella gestione del lupo e le regioni alpine hanno formulato la richiesta di riduzione dello stato di protezione del lupo a livello europeo, come peraltro già richiesto dai Cantoni Ticino e Grigioni all’autorità federale.
Nella risoluzione in merito alle politiche di protezione del clima, è stata sottolineata l’importanza dell’impegno per soluzioni climatiche sostenibili. Tutto l’arco alpino è infatti toccato fortemente dal cambiamento climatico e lo scopo è quello di promuovere progetti e iniziative, sia in ambito energetico che a livello di trasporti.
L’ultima risoluzione mira invece a sottolineare quanto raggiunto nel corso degli ultimi cinquant’anni e le sfide previste per il futuro della comunità di lavoro. Il Cantone Ticino, rappresentato dal Consigliere di Stato Norman Gobbi, ha in particolare sottolineato la necessità – in ambito transfrontaliero – di allineare e accelerare le misure per la gestione dei grandi predatori nell’arco alpino.
La conferenza, che ha nuovamente sottolineato la necessità di avere delle istituzioni solide e stabili, ha anche segnato il passaggio di testimone della presidenza, che sarà assunta fino a fine 2023 dal Canton San Gallo.
Il Consigliere di Stato e Presidente di Governo Marc Mächler Platter ha presentato il programma della nuova presidenza, che si concentrerà sul tema delle energie rinnovabili, con un focus principale sull’utilizzo dell’idrogeno nelle regioni alpine.
Nel corso della Conferenza sono inoltre stati resi noti i vincitori del premio Arge Alp 2022, dedicato alla tutela climatica. L’obiettivo del premio era quello di mettere in risalto grandi progetti, progetti startup e progetti grassroots particolarmente innovativi nei settori della sostenibilità e della tutela climatica. Il Cantone Ticino ha ricevuto il premio regionale della categoria grassroots con il progetto „Ecoligia“. Maggiori informazioni sul progetto seguiranno nel corso del mese di novembre, quando sarà organizzata la premiazione su territorio cantonale.
La Conferenza dei Capi di Governo si è tenuta dopo un momento commemorativo e di riflessione a Mösern, presso la Campana della Pace, luogo in cui la Comunità alpina venne fondata 50 anni or sono, il 12 ottobre 1972. Nel corso di questa commemorazione è intervenuto anche il primo Presidente della Regione Lombardia, Piero Bassetti, considerato uno dei padri fondatori di Arge Alp, insieme ai governatori tirolesi Eduard Wallnöfer e altoatesino Silvius Magnago e al ministro presidente della Baviera Alfons Goppel. Bassetti ha sottolineato come oggi, esattamente come allora, la centralità delle Alpi è stata conservata intatta nella convinzione che l’Europa è fatta da regioni, prima che da nazioni, i cui temi centrali sono sempre stati i trasporti e l’agricoltura di montagna e la sostenibilità.
Il Cantone Ticino appartiene formalmente ad Arge Alp da 35 anni.

Della Comunità di Lavoro delle Regioni Alpine (ARGE ALP) fanno parte 26 milioni di abitanti delle seguenti regioni, cantoni e province di Germania, Austria, Svizzera e Italia: Baviera, Salisburgo, Tirolo, Vorarlberg, Lombardia, Alto Adige, Trentino, S. Gallo, Ticino e Grigioni.

 

Annegamenti in calo, perlomeno in Ticino

Annegamenti in calo, perlomeno in Ticino

Acque sicure: sono state sei le vittime dei nostri laghi e dei nostri fiumi nell’estate 2022, tre in meno rispetto al 2021 «A seguito delle tre tragedie registrate già prima del 30 giugno la campagna ha introdotto misure urgenti e rafforzate»

Sono sei gli annegamenti registrati quest’anno, al termine della stagione turistica estiva. Tre si sono verificati nei laghi ticinesi e altri tre nei fiumi. Nei confronti dello scorso anno vi è stata quindi una diminuzione delle vittime (erano state nove durante la stagione 2021). Il bilancio della campagna di prevenzione e di sensibilizzazione «Acque sicure» è stato presentato questa mattina alla Foce di Lugano dal consigliere di Stato Norman Gobbi, dal municipale della Città di Lugano Tiziano Galeazzi, nonché dalla capo progetto della commissione cantonale, Fabienne Bonzanigo. Nel suo intervento, il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, ha evidenziato alcuni degli aspetti più importanti della campagna 2022. In particolare un’intensificazione della collaborazione con i Comuni, e quella con Lugano ne è un esempio concreto. «I dati dimostrano l’importanza del lavoro svolto dalla commissione “Acque sicure”, presieduta da Boris Donda, in rappresentanza della Società svizzera di salvataggio, e all’interno della quale si trovano i principali partner e specialisti del settore: dalla Polizia lacuale all’Agenzia turistica ticinese, dal Servizio navigazione alla Suva, dai Dipartimenti DT, DSS e DECS (oltre naturalmente al DI) all’ente Elettricità Svizzera italiana, sino a giungere all’UPI».
Anche nel 2022 la presenza di residenti e di turisti sulle rive dei laghi e dei fiumi ticinesi è stata elevatissima, complice il grande caldo di questa estate. I morti sono stati sei, con un avvio di stagione tragico. «Proprio a seguito delle tre vittime registrate già prima del 30 giugno, la campagna Acque sicure ha introdotto misure urgenti e rafforzate in collaborazione con i Comuni e con Ticino Turismo, che ringrazio per aver raccolto la sfida», ha detto Norman Gobbi.

In Svizzera forte aumento
Se in Ticino si è assistito per fortuna a una diminuzione dei morti rispetto all’anno scorso, il discorso in Svizzera è purtroppo inverso. Nel 2021 vi furono 36 annegamenti; quest’anno sono stati ben 60 (dato attualizzato a metà settembre e ancora non definiti-vo). Il discorso si è spostato anche sui dati relativi proprio alla Foce del Cassarate. Ebbene, quest’anno non si sono registrate vittime, contro i due annegamenti del 2021. Tiziano Galeazzi ha ricordato tutte le misure messe in campo, in collaborazione con la commissione cantonale Acque sicure, per una maggiore azione di controllo, di prevenzione e di informazione. Un risultato positivo, anche grazie alla nuova misura dei pattugliatori, che si spera possa essere consolidato negli anni futuri. Dal canto suo, Fabienne Bonzanigo ha illustrato il grosso lavoro condotto dalla commissione cantonale, ringraziando i membri per l’assiduo impegno. La campagna di prevenzione si è sviluppata con la diffusione di messaggi informativi tramite i vari vettori mediatici e i differenti attori del settore turistico, ma anche con la promozione di attività di sensibilizzazione.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 19 ottobre 2022 del Corriere del Ticino

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Calano gli annegamenti in Ticino
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/15717019

Servizio all’interno dell’edizione di martedì 18 ottobre 2022 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Meno-annegamenti-in-Ticino-15716227.html

Da www.rsi.ch/news

 

Bilancio della campagna 2022 di Acque sicure

Bilancio della campagna 2022 di Acque sicure

Comunicato stampa

Sono sei gli annegamenti registrati quest’anno, al termine della stagione turistica estiva. Tre si sono verificati nei laghi ticinesi e 3 nei fiumi. Nei confronti dello scorso anno vi è stata una diminuzione delle vittime (furono 9 durante la stagione 2021). Il bilancio della campagna di prevenzione e di sensibilizzazione Acque sicure è stato presentato questa mattina alla Foce di Lugano dal Consigliere di Stato, Norman Gobbi, dal municipale della Città di Lugano, Tiziano Galeazzi, capo del Dicastero Consulenza e Gestione, nonché dalla capo progetto della commissione cantonale, Fabienne Bonzanigo.

La prevenzione è uno dei tasselli essenziali dell’attività del Dipartimento delle istituzioni, con lo scopo di garantire la più alta sicurezza alle cittadine e ai cittadini ticinesi. In questo senso “Acque sicure” si inserisce accanto alle campagne “gemelle” poste sotto il cappello di “Ticino sicuro”: “Strade sicure”, “Montagne sicure”, “Cyber sicuro”, “Stop radicalizzazione”.
Nel suo intervento il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi ha evidenziato alcuni degli aspetti più importanti della campagna 2022. In particolare un’intensificazione della collaborazione con i Comuni e quella con Lugano ne è un esempio concreto. I dati dimostrano l’importanza del lavoro svolto dalla commissione “Acque sicure”, presieduta da Boris Donda, in rappresentanza della Società svizzera di salvataggio, e all’interno della quale si trovano i principali partner e specialisti del settore: dalla Polizia lacuale, all’Agenzia turistica ticinese; dal Servizio navigazione alla Suva, dai Dipartimenti DT, DSS e DECS (oltre naturalmente al DI) all’ente Elettricità Svizzera italiana, sino a giungere all’UPI.

La prudenza fa la differenza
Anche nel 2022, al pari del 2021, la presenza di residenti e di turisti sulle rive dei laghi e dei fiumi è stata elevatissima, complice il grande caldo di quest’estate. I morti sono stati 6, con un avvio di stagione tragico. “Proprio a seguito delle tre vittime registrate già prima del 30 giugno, la campagna Acque sicure ha introdotto misure urgenti e rafforzate in collaborazione con i Comuni e con Ticino Turismo, che ringrazio per aver raccolto la sfida”, ha detto Norman Gobbi.

In Svizzera vittime in forte aumento
Se in Ticino si è assistito per fortuna a una diminuzione dei morti rispetto all’anno scorso, il discorso in Svizzera è purtroppo inverso. Nel 2021 vi furono 36 annegamenti; quest’anno sono stati ben 60 (dato attualizzato a metà settembre e ancora non definitivo). Tenuto conto dell’andamento, in Ticino sarà importante continuare la prevenzione collaborando con i partner, insistendo sui gruppi di interesse e sui luoghi giudicati pericolosi, raggiungendo i destinatari dei messaggi di prevenzione ancora prima che giungano in Ticino e rafforzare i cartelli informativi là dove i rischi sono maggiori.

Alla Foce nessun morto
Quest’anno alla Foce del Cassarate non si sono registrate vittime, contro i due annegamenti del 2021. Il municipale di Lugano Tiziano Galeazzi ha ricordato tutte le misure messe in campo, in collaborazione con la commissione cantonale Acque sicure, per una maggiore azione di controllo, di prevenzione e di informazione. Un risultato positivo, che si spera possa essere consolidato anche negli anni futuri. Dal canto suo la capo progetto della campagna, Fabienne Bonzanigo, ha illustrato il grosso lavoro condotto dalla commissione cantonale, ringraziando i membri per l’assiduo impegno. La campagna di prevenzione si è sviluppata con la diffusione di messaggi informativi tramite i vari vettori mediatici e i differenti attori del settore turistico, ma anche con la promozione di attività di sensibilizzazione durante eventi e manifestazioni presenti sul territorio cantonale durante i mesi estivi.

Campagna social: bilancio lusinghiero
Al termine della presentazione alla stampa, il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha ricordato gli indirizzi e gli obiettivi futuri: migliorare le conoscenze delle persone sui pericoli; promuovere l’acquisizione e il mantenimento delle competenze di auto salvataggio; promuovere luoghi di balneazione pubblici e privati sicuri e rendere sicuri i punti di pericolo sulle acque; formare persone con compiti di controllo, sorveglianza o salvataggio. Inoltre ha tracciato un bilancio della campagna di prevenzione Ticinosicuro, condotta attraverso i social media. Una campagna che lancia messaggi di sensibilizzazione nei 5 ambiti di prevenzione: Acque sicure, Montagne sicure, Strade sicure, Cyber sicuro e stop radicalizzazione. Oltre al canale Facebook avviato nel 2021, da luglio è stato attivato anche instagram, con l’obiettivo di raggiungere un target più giovane (18-34 anni). Stando ai dati raccolti l’obiettivo è stato centrato.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita in alcuni Comuni della Valle Leventina

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita in alcuni Comuni della Valle Leventina

Comunicato stampa

Proseguono le visite del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi nei Comuni ticinesi. Il principale tema all’ordine del giorno degli appuntamenti con quattro Municipi della Valle Leventina è stato l’aggregazione comunale. Le visite, iniziate nel 2018 a Stabio, proseguiranno il 25 ottobre 2022 sempre in Valle Leventina e a Biasca, continuando così un apprezzato momento di incontro e scambio di informazioni che tocca ogni parte del Ticino.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, dall’ispettrice comunale Aurora De Donatis e dalla responsabile dei progetti aggregativi Daniela Baroni, ha incontrato ieri mattina i Municipi di QuintoPrato-LeventinaBodio e Giornico.

Durante il primo appuntamento, con le autorità dei Comuni di Quinto e Prato Leventina, al centro della discussione vi è stato il dossier delle aggregazioni comunali. Infatti, lo scorso mese di maggio il Consiglio di Stato ha approvato l’istanza aggregativa formulata dai due Esecutivi leventinesi e ha istituito l’apposita Commissione di studio incaricata di elaborare il progetto vero e proprio.

Come ha sottolineato il capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa «prendiamo atto con piacere della giornata di discussione e approfondimento promossa dai due Comuni. Coinvolgere fin dall’inizio del processo aggregativo la cittadinanza e i legislativi comunali arricchisce la riflessione su elementi condivisi e contribuisce a costruire il futuro Comune attorno a una comunità coesa. Inoltre, constatiamo con piacere che la politica del Dipartimento volta a promuovere il coinvolgimento dei cittadini viene recepita positivamente e spontaneamente dagli enti locali».

Le visite sono proseguite a fine mattinata con una riunione alla quale sono stati invitati i Municipi di Bodio e Giornico: l’accento è stato messo ancora una volta sul tema delle aggregazioni dopo la bocciatura del progetto che coinvolgeva anche i Comuni di Personico e Pollegio lo scorso mese di febbraio. I due Esecutivi del comprensorio della Bassa Leventina hanno manifestato l’interesse a promuovere una nuova aggregazione che tenga presente le peculiarità delle due realtà e che possa promuovere una visione condivisa con la cittadinanza. Prossimamente è intenzione dei due Municipi di inoltrare formalmente l’istanza al Consiglio di Stato.

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha tenuto a ringraziare i Municipali presenti ai due incontri «per l’impegno e la voglia di dedicare il vostro tempo libero alla cosa pubblica. Un sacrificio non scontato al giorno d’oggi anche per la difficoltà a conciliare una carica pubblica con gli impegni lavorativi e famigliari. Uno sforzo a favore della collettività che consente di dare slancio alla vitalità del Comune e di dare forza all’intero territorio cantonale».

Riorganizzazione del settore della medicina legale: incontro con l’Ufficio delle scienze forensi  

Riorganizzazione del settore della medicina legale: incontro con l’Ufficio delle scienze forensi  

Comunicato stampa

Si è svolto a Bellinzona nella Sala del Gran Consiglio l’incontro con l’Ufficio delle scienze forensi, la cui attività ha presso avvio il 1° ottobre 2022, destinato alle autorità e ai partner interessati dall’attività dell’Ufficio. Un importante momento comune voluto dal Dipartimento delle istituzioni e organizzato dalla Divisione della giustizia, che per la prima volta ha riunito tutti gli attori che operano nel settore della medicina legale del Canton Ticino.

A partire dal 1° ottobre 2022 è operativo con sede a Bellinzona l’Ufficio delle scienze forensi quale organo indipendente e autonomo presso l’Amministrazione cantonale, che garantisce le prestazioni di medicina forense in particolare a beneficio del Ministero pubblico. Nel contesto dell’avvio dell’attività dell’Ufficio delle scienze forensi, il Dipartimento delle istituzioni con la Divisione della giustizia hanno organizzato un incontro comune destinato a tutti gli attori che operano nel settore della medicina legale del Canton Ticino. All’incontro, tenutosi il 6 ottobre scorso a Bellinzona nella Sala del Gran Consiglio, erano in particolare presenti rappresentanti del Ministero pubblico, del Tribunale penale cantonale, della Polizia cantonale, dell’Ente ospedaliero cantonale, della Federazione Cantonale Servizi Autoambulanze, dell’Università della Svizzera italiana e della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, così come delle discipline che compongono la medicina legale quali la tossicologia, la genetica e la psichiatria forense nonché di ulteriori partner che supportano le attività medico-legali effettuate nel Canton Ticino (Guardia aerea svizzera di soccorso – REGA, Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza – SISI, ecc.).  

Il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha introdotto l’incontro sottolineando l’ottica di favorire la collaborazione tra gli attori coinvolti nel settore della medicina legale, “con la finalità di operare nel migliore dei modi allo scopo ultimo di rendere giustizia nei confronti dei cittadini”. Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha quindi illustrato la creazione dell’Ufficio delle scienze forensi decisa dal Governo, volta a consolidare una struttura riconosciuta in tale campo, in passato gestito tramite mandati puntuali conferiti a medici legali, senza comportare nuovi oneri finanziari a carico dello Stato. Una misura di rafforzamento in favore della Giustizia penale, visto che le conoscenze medico legali, come indicato dal Procuratore generale Andrea Pagani, supportano la Magistratura penale nel fornire risposte oggettive per accertare i fatti, raccogliere elementi probatori e verificare l’attendibilità della situazione dal profilo medico.  

La Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti ha esposto l’istituzione dell’Ufficio delle scienze forensi, che avrà sede a Bellinzona nello stabile ex Archivio cantonale e sarà diretto dalla Dr. med Rosa Maria Martinez, che vanta una solida esperienza maturata all’Istituto di medicina legale dell’Università di Zurigo. La Dr. med Martinez, oltre al proprio percorso formativo e professionale, ha presentato l’organico dell’Ufficio delle scienze forensi, che si avvale della collaborazione di Medici legali nella persona della Dottoressa Luisa Andrello, che da anni collabora con le Autorità di perseguimento penale cantonali, e del Dottor Matteo Moretti, che ha avviato la propria collaborazione con il Canton Ticino all’inizio del 2022. Ha in seguito passato in rassegna le principali prestazioni di medicina forense assicurate dall’Ufficio, per le quali lo stesso continuerà a contare a livello operativo sul supporto in particolare dell’Ente ospedaliero cantonale e della Federazione Cantonale Ticinese Servizi Autoambulanze segnatamente per il tramite dei Medici specializzati in ispezioni legali (MSIL).  

La creazione e l’avvio dell’attività dell’Ufficio delle scienze forensi costituiscono un primo fondamentale tassello nella riorganizzazione del settore della medicina legale, per il quale è in corso un progetto che vorrebbe concretizzare un Istituto di medicina legale del Canton Ticino, nel merito del quale il Consiglio di Stato ha incaricato la Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni di proseguire con i relativi approfondimenti.  

La Fondazione Nizzola premia l’eccellenza

La Fondazione Nizzola premia l’eccellenza

Comunicato stampa
Sono stati insigniti dall’arch. Anna Nizzola della famiglia fondatrice e dal Presidente della Fondazione, il Consigliere di Stato Norman Gobbi, sabato 15 ottobre 2022 i primi tre premi della neocostituita Fondazione
Nizzola nell’ambito della cerimonia di attribuzione dei diplomi di master del Dipartimento tecnologie innovative della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI), svoltasi presso la Sala Polivalente del Campus Est di Lugano-Viganello. La Fondazione Nizzola, costituita nel mese di gennaio del 2021, ha quale scopo quello di incentivare l’eccellenza studentesca ticinese nel campo dei Master tecnici a livello della SUPSI e delle Scuole Politecniche Federali di Zurigo (ETHZ) e di Losanna (EPFL), elargendo borse di studio e premi ai migliori studenti, così da aumentare l’eccellenza dei futuri quadri industriali ticinesi.
I tre lavori di diploma premiati sono stati selezionati dal Consiglio di Fondazione che ha ricevuto una rosa di 15 progetti di tesi selezionati dai Professori e considerati come i più ragguardevoli.
I criteri di assegnazione sono stati:
– originalità scientifica della ricerca svolta,
– ricadute socio economiche del lavoro di tesi,
– attenzione prestata ai temi della sostenibilità e dell’economia circolare,
– impatto su salute, benessere e sicurezza delle persone,
– contributo fornito alla digitalizzazione della società,
– contrasto ai cambiamenti climatici e mitigazione dei loro effetti.
Tra questi criteri è stato dato particolare rilievo ai lavori che avranno ricadute positive a livello di sviluppo tecnologico e di impatto economico, valutando il valore aggiunto che questi lavori di diploma potrebbero dare
in un prossimo futuro al tessuto industriale e imprenditoriale del nostro Cantone.

1. Primo premio di 3’000.- CHF va all’ingegner Christian Brianza di Cuveglio (I).
Il suo lavoro nell’ambito della meccanica di precisione con analisi modali e FEM su macchine transfer è stato veramente eccelso e darà un contributo tecnico e innovativo tangibile all’operatività della ditta Mikron SA di
Agno, che ha già deciso di assumerlo fra le sue file di ingegneri.

2. Secondo premio di 2’000.- CHF va all’ingegner Filippo Pura di Cugnasco.
Il suo lavoro sull’intelligenza artificiale per macchine a taglio laser è stato esemplare e futuristico. L’ingegner Pura è stato assunto all’IDSIA (Istituto Dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale USI-SUPSI).

3. Terzo premio di 1’000.- CHF va all’ingegnera Camilla Perego di Comano.
Il suo eccellente lavoro nel campo della sostenibilità si è incentrato sullo sviluppo di un innovativo filtro per la ritenzione di microinquinanti per gli impianti di depurazione delle acque comunali. L’ingegnera Perego lavora
presso la SUPSI.
La Fondazione Nizzola è nata dalla fusione della Fondazione ticinese di soccorso ing. Nizzola e dalla Fondazione Agostino Nizzola, che dal 1930, rispettivamente dal 1939, hanno elargito contributi per danni della natura non assicurabili a persone poco abbienti e borse di studio a studenti del Canton Ticino.

“In Bassa Leventina lavoro e sicurezza a favore di tutti!”

“In Bassa Leventina lavoro e sicurezza a favore di tutti!”

50 nuovi posti di lavoro a Giornico con il Centro controllo veicoli pesanti

Cinquanta nuovi posti di lavoro in Leventina; un investimento, a opera conclusa, di oltre 200 milioni di franchi; un indotto costante negli anni per una regione periferica: sono solo alcuni dati per spiegare l’importanza che assume nel contesto cantonale e in particolare delle Tre Valli il nuovo Centro di Controllo Veicoli Pesanti (CCVP) di Giornico. “Proprio al CCVP di Giornico venerdì si è svolta la cerimonia durante la quale sono stati consegnati i certificati ai nuovi assistenti di sicurezza pubblica, formati appositamente per effettuare i controlli sui veicoli pesanti che circolano sull’asse Sud-Nord dell’autostrada. Il Centro è già attivo dal 1. ottobre, anche se ancora in forma parziale ed entrerà a pieno regime con l’inizio del 2023. Un’infrastruttura davvero decisiva per la sicurezza di tutti gli automobilisti che circolano sull’autostrada”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
L’aspetto molto interessante è che l’investimento complessivo è assicurato da USTRA, quindi dalla Confederazione. “Esatto! Il compito di controllare i veicoli pesanti che circolano sull’autostrada è di competenza federale, ed USTRA si assume tale impegno. Demanda poi al Cantone il ruolo di formare le persone che devono fare gli interventi di controllo. Per questo motivo il Centro di formazione della Polizia cantonale si è assunto tale impegno, in collaborazione con il V° Reparto stradale della Polizia cantonale. A pieno regime avremo 50 nuovi assistenti di polizia, particolarmente formati per operare nel campo della sicurezza stradale. Il controllo costante dei veicoli pesanti in transito rappresenta una delle componenti principali per assicurare la sicurezza sull’autostrada. Per questo il Centro di Giornico, come detto, è molto importante”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
“Il Cantone – specifica il Consigliere di Stato Gobbi – ha pure contribuito con un credito di 5 milioni di franchi alla realizzazione dell’infrastruttura. Eravamo nel 2016 e il progetto aveva avuto degli intoppi procedurali. Per noi però poter contare su questo Centro, che va a occupare parte della vasta area industriale dismessa che un tempo fu di Monteforno, era assolutamente prioritario. La decisione del Gran Consiglio di partecipare ai costi con questi 5 milioni di franchi è servita per far capire la nostra volontà. Il tutto si è rimesso in modo positivamente e oggi possiamo finalmente fregiarci di avere il Centro. Non dimentichiamo che l’investimento complessivo (quando sarà realizzata completamente anche l’area di servizio, in mani private ndr) sarà superiore ai 200 milioni di franchi. I costi di gestione, compresi gli stipendi dei nuovi collaboratori, sono inoltre sempre sostenuti da USTRA. Per noi un buon affare, così come per USTRA poter contare sulla competenza degli assistenti e agenti della Cantonale che siamo in grado di mettere a disposizione”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

 

Cerimonia di consegna degli attestati ai nuovi assistenti di sicurezza pubblica

Cerimonia di consegna degli attestati ai nuovi assistenti di sicurezza pubblica

Comunicato stampa

Ieri a Giornico, presso il Centro di controllo dei veicoli pesanti (CCVP) in fase di ultimazione, ha avuto luogo la cerimonia di consegna degli attestati dell’Istituto Svizzero di Polizia (ISP) ai nuovi assistenti di sicurezza pubblica. L’importante traguardo professionale è stato raggiunto da 42 nuovi assistenti (28 per la Polizia cantonale, 12 per le Polizie comunali e 2 per la Sezione trasporto detenuti delle Strutture carcerarie), che hanno seguito l’iter formativo presso la Scuola assistenti di sicurezza pubblica 2021 (SASP), garantendo nuove leve che andranno a rafforzare la Polizia cantonale e le polizie comunali. La loro funzione, nell’apparato di sicurezza, è importante, non solo quale anello di congiunzione sul terreno tra popolazione e autorità ma, grazie alle accresciute specificità e responsabilità, pure nell’ambito di funzioni specialistiche che potranno essere sfruttate anche nella nuova struttura leventinese. Come nuove leve saranno impegnati in missioni fondamentali per la circolazione stradale, per la Centrale Comune d’allarme, per la gestione dei detenuti e, prossimamente, anche nel controllo del traffico pesante a Giornico. Preme rammentare in quest’ultimo contesto che con una quota di traffico di oltre il 70 per cento di veicoli merci pesanti, il San Gottardo permane di gran lunga il più importante valico stradale svizzero.
Nel corso dell’evento sono intervenuti il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi, il sindaco di Giornico Rosolino Bellotti, il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, il Capo V° Reparto Gendarmeria stradale capitano Marco Guscio e il Capo settore CFP della Polizia cantonale Andrea Pronzini.