Rancate: centro aperto anche nel 2019

Rancate: centro aperto anche nel 2019

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 5 luglio 2018 del Corriere del Ticino

Il Centro unico temporaneo per migranti in procedura di riammissione semplificata di Rancate, la cui chiusura era prevista alla fine del 2018, resterà aperto anche nel 2019. A sostenerlo è stato ieri il capo del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. «Il Centro si è dimostrato utile» ha sostenuto Gobbi aggiungendo che, in alternativa, la riqualifica delle strutture della protezione civile costerebbe troppo. Le cifre però rimangono basse. L’inizio della stagione calda, quando gli arrivi di migranti crescono, non ha infatti portato un aumento dell’occupazione. Allestita per ospitare fino a 150 persone, la struttura ne ha accolte mediamente 7 a notte nel mese di giugno, confermando così le cifre di maggio. Il massimo è stato raggiunto domenica 10 giugno con 21 persone e il minimo mercoledì 20 con nessun ospite, precisa lo Stato Maggiore Cantonale Immigrazione in una nota diffusa proprio ieri. La media in aprile era stata di 6 migranti e di 9 in marzo.

Avanti con il poligono al Ceneri

Avanti con il poligono al Ceneri

Servizio all’interno dell’edizione di mercoledì 4 luglio 2018 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10656945 


Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 5 luglio 2018 de La Regione

Via libera al maxi stand di tiro
Il Comune di Monte Ceneri ha ritirato il suo ricorso, pendente presso il Tribunale amministrativo cantonale (Tram), contro la creazione nei pressi di Rivera dello stand di tiro cantonale, entro il 2023, che dovrebbe centralizzare sul posto le attività di tiro oggi svolte in altri poligoni, in particolare quelli di Bellinzona e Lugano. In un comunicato congiunto, Cantone e Comune spiegano che le assicurazioni fornite dal Dipartimento istituzioni hanno appianato le resistenze locali. «L’obiettivo è sempre quello del dialogo: per quanto riguarda le emissioni foniche, uno stand coperto comporta maggiori costi, ma siamo andati incontro alla popolazione di Monteceneri» ci spiega il direttore del Di, il ministro Norman Gobbi, che evidenzia anche il coinvolgimento delle autorità di Monteceneri nel gruppo di lavoro chiamato ad accompagnare la progettazione del nuovo stand. Dal canto suo il municipale di Monteceneri Marco Cattani, responsabile del Dicastero pianificazione, ci risponde che oltre alla non trascurabile questione del rumore, c’è un aspetto che sta particolarmente a cuore ai montecenerini. «È la questione degli indici di edificabilità. C’erano dubbi sul fatto che quelli concessi per la costruzione del nuovo stand sarebbero stati sottratti alle altre zone edificabili. Su questo punto, ci è stata data assicurazione che lo stand non avrà nessuna incidenza sul calcolo del dimensionamento del Piano regolatore comunale». Il municipale sottolinea pure il fatto che il suo Municipio siederà a fianco del Cantone e delle città di Lugano e Bellinzona nel gruppo di lavoro, e che sono state ridimensionate alcune perplessità riguardanti l’attività dei militari. La decisione di ritirare il ricorso depositato al Tram è stata presa all’unanimità dal Municipio di Monteceneri.

 

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 5 luglio 2018 del Corriere del Ticino

Ceneri Il poligono di tiro si farà
Il Comune ha ritirato il ricorso e dunque i lavori possono procedere
Il Cantone prevede di poter ultimare il centro tra circa 5 anni
Il Comune di Monteceneri ha deciso di ritirare il ricorso inoltrato contro il piano di utilizzazione cantonale (PUC) per realizzare il centro di addestramento e il poligono di tiro (PUC-PTMC) sul Ceneri . I lavori potranno quindi procedere come pianificato. Il Cantone, come confermato dal Dipartimento delle istituzioni, definirà prossimamente la fase di progettazione della struttura. A seguito dell’incontro avvenuto tra il Consigliere di Stato Norman Gobbi – accompagnato dai suoi funzionari e da quelli del Dipartimento del territorio – e il Comune di Monteceneri, rappresentato dalla sindaca Anna Celio Cattaneo e dal municipale Marco Cattani, l’esecutivo comunale ha deciso di ritirare il ricorso cautelativo inoltrato al TRAM contro il Piano di utilizzazione cantonale e approvato precedentemente da Governo e Parlamento. Secondo il Comune, infatti, risultava necessario chiarire alcuni aspetti, tra i quali l’incidenza sul calcolo del dimensionamento del piano regolatore comunale, l’indice di edificabilità previsto, l’inserimento paesaggistico e il coinvolgimento finanziario.

Durante l’incontro sono state fornite una serie di rassicurazioni e informazioni aggiuntive al Municipio e sono stati proposti alcuni passi concreti da intraprendere congiuntamente. Da un lato è stato prospettato al Comune di partecipare in forma attiva al gruppo di accompagnamento cantonale che dovrà occuparsi della stesura del bando di concorso e della valutazione del progetto, allo scopo di garantire al Comune anche un’informazione costante e aggiornata sull’andamento dei lavori. Dall’altro i servizi cantonali hanno garantito all’ente comunale di poter utilizzare la struttura anche per scopi d’interesse comunali come già accade oggi con il centro d’istruzione cantonale della Protezione civile, da formalizzarsi al momento opportuno tra le parti. «Il Dipartimento delle istituzioni – si legge in una nota – esprime piena soddisfazione per la soluzione adottata dal Comune di Monteceneri che consentirà al Cantone di continuare con la progettazione dell’opera per poter giungere alla concretizzazione entro il 2023».

16 nuove guardie di confine ticinesi

16 nuove guardie di confine ticinesi

Da www.ticinonews.ch

I giovani diplomati hanno prestato giuramento a Berna alla presenza del consigliere federale Ueli Maurer

È in un’affollata cattedrale di San Vincenzo a Berna che 52 aspiranti guardie di confine provenienti da tutta la Svizzera, di cui 16 dal Ticino, hanno recentemente prestato giuramento. Presenti alla cerimonia il Consigliere federale Ueli Maurer, capo del Dipartimento delle finanze, del direttore dell’Amministrazione federale delle dogane Christian Bock e del capo del Corpo delle guardie di confine il Brigadiere Jürg Noth.

Per ottenere il brevetto federale di guardia di confine, gli aspiranti hanno dovuto soddisfare una serie di requisiti pratici e teorici durante l’anno di formazione appena concluso a Liestal (BL). Anno di formazione che è stato intercalato da diversi stage sul territorio, attraverso i quali i giovani agenti hanno potuto mettere in pratica le nozioni teoriche acquisite.

Da segnalare, tra gli agenti ticinesi promossi agli esami pratici, Alessandro Parenti ed Alessio Scarano per aver ottenuto a pari merito la miglior media (5,4). Tra gli altri diplomati Davide Antognini, Alex Armanini, Michel Bieri, Jesse Ghidoni, Norman Marchetti, Ruben Musto, Andrea Norambuena, Mirco Ramoni, Richard Rodrigues, Ivan Sforza, Alessandro Simonetta, Stefano Solèr, Clarissa Taiana, Samas Valsecchi.

Al nuovo anno di formazione a Liestal, iniziato il 2 luglio 2018, si sono iscritti altri 18 aspiranti guardie di confine.

Il Comune di Monteceneri ritira il ricorso

Il Comune di Monteceneri ritira il ricorso

Il Dipartimento delle istituzioni e il Municipio di Monteceneri informano che il  Comune ha deciso di ritirare il ricorso inoltrato contro il piano di utilizzazione cantonale (PUC) per realizzare il centro di addestramento e il Poligono di tiro Poligono di tiro (PUC-PTMC) sul territorio comunale. I lavori potranno quindi procedere come pianificato; il Cantone definirà prossimamente la fase di progettazione della struttura.

A seguito dell’incontro avvenuto tra il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dai suoi funzionari e da quelli del Dipartimento del territorio, e il Comune di Monteceneri, rappresentato dal sindaco Anna Celio Cattaneo e dal municipale Marco Cattani, l’esecutivo comunale ha deciso di ritirare il ricorso cautelativo inoltrato al TRAM contro il Piano di utilizzazione cantonale e approvato precedentemente da Governo e Parlamento. Secondo il Comune, infatti, risultava necessario chiarire alcuni aspetti, tra i quali l’incidenza sul calcolo del dimensionamento del Piano Regolatore comunale,  l’indice di edificabilità previsto, l’inserimento paesaggistico e il coinvolgimento finanziario.

Durante l’incontro sono state fornite una serie di rassicurazioni e informazioni aggiuntive al Municipio e sono stati proposti alcuni passi concreti da intraprendere congiuntamente. Da un lato è stato prospettato al Comune di partecipare in forma attiva al gruppo di accompagnamento cantonale che dovrà occuparsi della stesura del bando di concorso e della valutazione del progetto, allo scopo di garantire al Comune anche un’informazione costante e aggiornata sull’andamento dei lavori. Dall’altro i servizi cantonali hanno garantito all’ente comunale di poter utilizzare la struttura anche per scopi d’interesse comunali come già accade oggi con il Centro d’istruzione cantonale della Protezione civile, da formalizzarsi al momento opportuno tra le parti.

Il Dipartimento delle istituzioni esprime pertanto piena soddisfazione per la soluzione adottata dal Comune di Monteceneri che consentirà al Cantone di continuare con la progettazione dell’opera per poter giungere alla concretizzazione entro il 2023. Un passo importante che permetterà di dare alla luce un progetto capace di far fronte alle accresciute necessità nell’ambito del tiro e di risanare quei comparti abitativi da decenni soggetti a forti immissioni. Dal canto suo il Municipio di Monteceneri si pronuncia soddisfatto delle garanzie ricevute dalle autorità cantonali e dai relativi servizi.

Giochi: se la tombola passa di moda

Giochi: se la tombola passa di moda

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 2 luglio 2018 del Corriere del Ticino

In calo lo scorso anno le autorizzazioni rilasciate dalla polizia cantonale

Il gioco della tombola è un’attività di svago ancora in voga in Ticino? Stando ai dati statistici raccolti dal Servizio autorizzazioni, commercio e giochi della polizia cantonale i numeri sono in calo. Nel 2017 le cartelle da 0,50 centesimi rilasciate sono state 137.942, quando l’anno precedente erano state 148.364 e nel 2010 209.406. E la tendenza non si inverte se si considerano le cartelle da 0,20 centesimi, 10.882 lo scorso anno contro le 13.140 del 2016. A crescere leggermente sono per contro quelle da 1 franco, 18.066 nel 2017 e 17.996 l’anno precedente. Il trend è comunque al ribasso, dal momento che nel 2015 queste cartelle erano state 20.149. Ma com’è disciplinata la realtà di questo gioco? «Il settore è regolato in maniera uniforme dalla legge federale concernente le lotterie e le scommesse professionalmente organizzate (dell’8 giugno 1923), dalla legge cantonale sulle lotterie e giochi d’azzardo (del 4 novembre 1931) e dal regolamento concernente le lotterie e giochi d’azzardo (dell’11 dicembre 1986). L’applicazione compete i cantoni, nello specifico il Servizio autorizzazioni, commercio e giochi. Le attuali normative – precisa la polizia cantonale – sono parzialmente vetuste e di conseguenza non più ottimali per garantire un controllo. In questo senso si saluta positivamente la pendente revisione totale della legge federale (in corso). Una volta adottata la nuova legge federale, verrà revisionata integralmente anche quella cantonale». Lo scorso 10 giugno, infatti, i cittadini hanno approvato a larga maggioranza la nuova legge sui giochi in denaro. La polizia evidenzia come «le infrazioni riscontrate, seppur in numero limitato, siano principalmente la mancata compilazione del resoconto finanziario al termine della tombola o la mancanza della richiesta di autorizzazione preventiva. Questo comporta un ammonimento e successivamente una contravvenzione (massimo sino a 1.000 franchi)».

Un fenomeno sotto controllo, anche a fronte di verifiche svolte «in modo mirato al momento del rilascio di ogni autorizzazione per le varie tombole e lotterie» prosegue la polizia. Per poi specificare: «Le associazioni devono inoltrare al nostro servizio un’istanza richiedendo l’autorizzazione che gli permetterà di proporre il gioco della tombola o lotterie con almeno 10 giorni di anticipo rispetto alla data prefissata. Se i requisiti, previsti dalle normative vigenti sono adempiuti, sarà rilasciata l’autorizzazione. Nell’ambito delle tombole, entro i 10 giorni successivi dallo svolgimento della serata, l’organizzatore dovrà inoltrare al Servizio autorizzazioni il rendiconto finanziario. Per quanto riguarda le lotterie, se l’importo dei biglietti emessi super i 3.000 franchi, gli organizzatori devono pubblicare i numeri estratti (vincenti) sul Foglio Ufficiale e al momento dell’estrazione; la legge prevede la presenza di un agente di polizia che provvederà alla redazione di un verbale».

Accorgimenti antifurto prima delle ferie

Accorgimenti antifurto prima delle ferie

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 2 luglio 2018 de La Regione

I consigli della Polizia cantonale. E sui social ‘non postare la propria assenza’.
I furti, compresi quelli con scasso, sono in calo in Ticino, come ha pure evidenziato il rapporto sull’attività 2017 della Polizia cantonale. Ma è meglio non abbassare la guardia e sul piano della prevenzione molto possono fare anche i singoli cittadini. E allora nel periodo delle partenze per le tanto sospirate vacanze estive, le forze dell’ordine rinnovano l’invito ad adottare alcuni accorgimenti, suggeriti dal servizio intercantonale Prevenzione svizzera della criminalità, così da evitare spiacevoli sorprese al rientro dalle ferie. Ferie, occorre ricordare, che i ladri non fanno. Prima di partire è allora buona cosa, oltre che controllare i dettagli del viaggio e in particolare la validità dei documenti, incaricare vicini o parenti oppure conoscenti di svuotare periodicamente la cassetta delle lettere, di aprire e chiudere le tapparelle o le persiane, di accendere alla sera la luce per non dare l’impressione che l’abitazione sia abbandonata. Se non c’è nessuno che possa provvedere a tutto ciò, la Polcantonale raccomanda di sospendere la consegna della posta, di installare un timer per l’illuminazione interna, per la radio o la televisione e di avvisare una persona di fiducia “della vostra assenza”. Immediatamente prima della partenza è consigliabile depositare oggetti di valore e documenti “in cassaforte o nella cassetta di sicurezza in banca”; chiudere “finestre, box, cantina e portefinestre del balcone”; chiudere “il cancello del giardino con il chiavistello”; mettere in un luogo sicuro “gli attrezzi da giardino”, controllare che “i lucernari siano chiusi e i tendoni arrotolati”, attivare il sistema d’allarme. La polizia richiama poi l’attenzione sulle cose “da non fare assolutamente”: non inserire il messaggio sulla segreteria telefonica per informare della vostra assenza, non postare la propria assenza sui social. Altri consigli da seguire ma durante il viaggio. Ad esempio “negli Internet Café e reti Wlan pubbliche non protette, non effettuare mai operazioni bancarie e non digitare mai i dati delle vostre carte di credito”. Questo perché “keylogger che intercettano i vostri dati o l’accesso illecito al vostro laptop rappresentano un rischio elevato”, avvertono le forze dell’ordine.

Radicalizzazione in carcere: formazione e prevenzione per evitare il pericolo

Radicalizzazione in carcere: formazione e prevenzione per evitare il pericolo

Monitoraggio continuo del contesto sociopolitico

In tema di radicalizzazione, anche le carceri sono sempre più oggetto di attenzione dopo aver scoperto che diversi attentati all’estero sono stati commessi da persone radicalizzate o che avevano radicalizzato altri detenuti durante la detenzione. Fortunatamente, il Ticino e il resto della Svizzera sono toccati marginalmente dal processo di radicalizzazione nei penitenziari. Il rischio che la situazione possa aggravarsi esiste ed è legato a possibili cambiamenti nel contesto sociopolitico internazionale. Per questo motivo i miei servizi, nello specifico la Polizia cantonale in collaborazione con fedpol, è sempre vigile su quanto accade appena fuori i nostri confini e a livello internazionale.

Il regolamento cantonale delle strutture carcerarie predispone delle misure per il mantenimento dell’ordine pubblico e della sicurezza all’interno delle strutture. Norme che oggi definisco adeguate, a fronte di una percentuale di carcerati di fede musulmana che si aggira attorno al 5%. E’ però fondamentale farsi trovare pronti in caso di incremento della problematica. Insisto sull’attività di prevenzione e di formazione, perché gli agenti di custodia devono disporre degli strumenti utili all’identificazione del processo di radicalizzazione. La priorità infatti sta nell’individuare il reclutatore e non nella sua successiva gestione.

La capacità di riconoscere e anticipare il problema
Un primo segnale che può insospettire è il mutamento nelle abitudini di preghiera e la sua intensificazione a svantaggio di altre attività quotidiane. Anche la scelta di lasciar crescere la barba e la posa di tappeti per la preghiera nella stanza detentiva possono essere dei segnali da considerare. Il processo di radicalizzazione può inoltre essere confermato dal modo di proporsi di fronte ad avvenimenti criminali quali attentati terroristici e guerre. In ogni situazione, occorre sapere intercettare i tentativi di convincere altri detenuti a convertirsi all’Islam, spesso con la diffusione del Corano e di testi di propaganda. Nei collaboratori deve essere chiaro il confine tra il credo religioso e il perseguimento di obiettivi politici.
Nel caso dell’individuazione di un soggetto a rischio, sono previste diverse soluzioni logistiche e regimi separati, con una progressiva diminuzione della possibilità d’interazione con gli altri carcerati. Nei casi estremi si passa all’isolamento completo. La prossima realizzazione di quindici nuove celle di sicurezza consentirà di avere in quest’ambito maggiori soluzioni a disposizione.

Le formazione come misura di prevenzione
Le nostre priorità sono la prevenzione e il riconoscere celermente reclutatori e radicalizzati. Per acquisire queste competenze è stata instaurata una collaborazione con la Facoltà di Teologia dell’USI che sosterrà la formazione del personale in tema di religione. Sono inoltre state proposte delle giornate di approfondimento dal Centro svizzero per la formazione del personale penitenziario, incentrate sul tema della diversità e della cultura islamica. Le formazioni sono state valutate positivamente dal personale, al momento è comunque difficile valutare la reale efficacia delle competenze acquisite visto il fortunatamente limitato numero di casi. 

Il lavoro svolto con il personale delle strutture carcerarie mi porta a dire che siamo in grado di gestire correttamente il problema della radicalizzazione all’interno delle strutture carcerarie. Il lavoro prosegue con il monitoraggio di tutte le realtà su scala mondiale che potrebbero favorire o velocizzare il processo. Ricordo che in autunno – come prima misura concreta – verrà messo online il portale web di prevenzione alla radicalizzazione realizzato dalla Piattaforma di lotta all’estremismo, promossa su iniziativa del mio Dipartimento. Più strumenti nell’interesse delle cittadine e dei cittadini ticinesi.

Svelato l’imponente marchingegno artistico nell’ex fortezza

Svelato l’imponente marchingegno artistico nell’ex fortezza

Servizio all’interno dell’edizione di sabato 30 giugno 2018 de Il Quotidiano 
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10643598

 

Da www.tio.ch

Presentata oggi la strabiliante opera dell’artista Tullio Zanovello

È stato presentato sabato 30 giugno, nella leggendaria fortezza del Gottardo, “Il marchingegno artistico Gottardo-Il Ridotto”, opera unica dell’artista Tullio Zanovello.
Il manufatto artistico ha dimensioni enormi: 7 metri di larghezza per 4,5 metri di altezza ed un peso di quasi 1,5 tonnellata. L’opera è stata esposta in una delle grandi caverne dell’ex fortezza del Gottardo, il Sasso San Gottardo.

“Il marchingegno artistico Gottardo-Il Ridotto”, in uno spettacolo della durata di una ventina di minuti, offre una visione sorprendente e innovativa di questa catena montuosa Svizzera. Svela vari dipinti con scene storiche e racconti, dalla leggenda del diavolo al leggendario Ridotto. 

«Non ho mai visto niente di simile, e questo significa qualcosa!», ha detto Christoph Vitali, ex direttore del Museo Beyeler.
Al vernissage hanno partecipato il Consigliere degli Stati Filippo Lombardi e il Consigliere di Stato Norman Gobbi, mentre dal Canton Uri il Consigliere degli Stati Dittli e il Consigliere di Stato Jörg.

Una quarantina di centauri sui passi alpini con la Polizia

Una quarantina di centauri sui passi alpini con la Polizia

Servizio all’interno dell’edizione di sabato 30 giugno 2018 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10643592

 

Da www.tio.ch

Si è rivelata un successo la prima edizione di “In sicurezza sui passi alpini”

Complice una splendida mattinata estiva, questa mattina si sono scaldati i motori ed una quarantina di centauri hanno affrontato i passi alpini con la Polizia cantonale.
A salutare i partecipanti della prima edizione di “In sicurezza sui passi alpini” è giunto il Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

La gita era organizzata da “Strade sicure” e dal V° Reparto della Gendarmeria stradale della Polizia cantonale allo scopo di effettuare prove pratiche dedicate alla sicurezza dei motociclisti. Agenti esperti hanno accompagnato gli amanti delle due ruote sui passi alpini del San Gottardo e della Novena fornendo utili indicazioni per ottimizzare lo stile di guida e rendendoli attenti ai rischi della guida fuori delle località abitate.

L’appuntamento prevedeva anche la presenza di un apposito stand ad Airolo sul piazzale del Forte Albinengo, con informazioni utili sul progetto Strade sicure e sulla campagna nazionale Rifletti, entrambe curate dal Dipartimento delle istituzioni. 

Va ricordato che in Svizzera sono aumentati gli incidenti mortali che hanno visto il coinvolgimento di motociclisti per un totale di 51 decessi e ben 1074 feriti gravi.