Gobbi a Mendrisio per il Primo agosto

Gobbi a Mendrisio per il Primo agosto

Terrà un’orazione ai festeggiamenti per il Natale della Patria

Anche quest’anno la Città di Mendrisio, assieme alla Società Benefica Risotto Urano, invita la popolazione a riunirsi il primo agosto per celebrare la Festa nazionale svizzera. Si tratta, in effetti, di un momento rievocativo che permette alle persone di radunarsi e riscoprire la solidarietà e la vicinanza che le caratterizza. Ospite della manifestazione sarà il consigliere di Stato Norman Gobbi, che alle 20.45 terrà un’orazione commemorativa. I festeggiamenti inizieranno alle 19 con una cena alla griglia, che sarà seguita a partire dalle 21 dal concerto della Civica Filarmonica di Mendrisio. La serata si concluderà con musica e ballo accompagnati dalla Saverio Masolini Band. Da segnare in agenda anche le date del 30 e 31 luglio, perché il divertimento non mancherà pure in queste due occasioni: il 30 luglio, a partire dalle 20, si potrà assistere a un DJ set con Maxi B e godere di una ricca buvette e panini caldi, mentre la sera successiva si terrà la Country Night, dove si avrà l’occasione di passare una serata in compagnia degli Acusticom e della Country Street Dancers mangiando polletto e patatine country a partire dalle 19.

Presentazione della professione di Agente di custodia

Presentazione della professione di Agente di custodia

Una professione di cura, custodia e controllo.

Serata di presentazione per conoscere la professione e il percorso formativo e professionale di Agente di custodia APF, per il concorso che scade il 31 agosto 2022.
L’Agente di custodia è una professione stimolante, interessante e variata, che offre diverse possibilità di impiego e differenti specializzazioni.
Il Direttore delle strutture carcerarie, dopo il saluto del Responsabile della Città dei Mestieri, illustrerà nel dettaglio gli aspetti salienti della professione di Agente di custodia.

Mercoledì 20 luglio 2022 dalle ore 20.00 alle 21.30 circa
Centro di istruzione della Protezione civile, Rivera
oppure in streaming* al link www.ti.ch/multimedia

Iscrizioni e info www.cittadeimestieri.ch/lagenda

Informazioni sul concorso e candidature www.ti.ch/concorsi

 

Turista in uniforme

Turista in uniforme

Resoconto di due emozionanti visite al centro di allarme CECAL di Bellinzona e al carcere La Stampa di Lugano.

 di Bruno Coda

Da sempre amo le divise: polizia, pompieri, piloti d’aerei, guardie di dogana, agenti di sicurezza, medici e… dottoresse.
Il caso ha voluto che mia sorella Claudia, giudice nelle competizioni di nuoto, ne parlasse un giorno con Andrea Martinella, vice al centro d’allarme CECAL di Bellinzona e anch’egli giudice di nuoto, il quale è subito corso dal Comandante della Polizia cantonale, Matteo Cocchi, per chiedergli il permesso di visitare il centro in cui lavora. Ipso facto, mi hanno convocato. I miei genitori erano un po’ preoccupati, pensavano che volessero interrogarmi o anche peggio perché, lo ammetto, di marachelle ne faccio parecchie. Mio papà ha preso una cardio-aspirina e il 17 marzo mi ha accompagnato con Claudia nella mia visita.
Subito dopo l’uscita di Bellinzona sud, l’agente Mattia Da Dalt ha fermato la nostra auto ed è venuto a controllare di persona che fossi presente. Poi con la sua moto ci ha scortati fino alla struttura. Mio papà sudava freddo, pensava davvero di non rivedermi più. Arrivati al centro siamo stati accolti da Cocchi, Martinella, Gianluigi Da Dalt e da tanti altri agenti. Che emozione!
Il centro è spettacolare. C’è una grande sala con enormi schermi sui quali polizia e corpo delle guardie di confine hanno tutto sotto controllo. Anzi, hanno detto che mi terranno d’occhio quando passerò ancora il confine, ma non so perché, in fondo sono un bravo ragazzo… Finito il giro, ci hanno offerto da bere e io ne ho approfittato per scattare alcune foto.
Sempre scortati dalla moto di Mattia, ci siamo spostati a Camorino per una visita al centro della polizia stradale. Appena entrati ho visto subito molte moto e vetture speciali. Ad un tratto, quel poliziotto della scorta che sembrava tanto gentile mi dice: “Bruno, ora però per te è finita!” e, detto fatto, mi ha sbattuto in una cella. Beh, ho capito subito che si trattava di uno scherzo, ma mio papà è svenuto ed ha avuto bisogno dei sali per rinvenire. Povero papà, così anziano e ancora così ingenuo!
Questa giornata è stata così memorabile che ho deciso di scrivere all’onorevole Norman Gobbi, che è a capo di tutti questi servizi. Sono rimasto di stucco quando Norman (sì, Norman, siamo diventati amiconi) mi ha invitato a visitare il carcere La Stampa a Lugano. Anche in questo caso mio papà ha avuto bisogno di soccorso e ricordo bene le parole che ha proferito a mia mamma: “Renata, questa è la volta buona, Bruno lo mettono in gabbia!”
Mia zia Silvia Beyer (eh, sì, mia mamma dice di essere brasiliana, ma è tedesca) appena l’ha saputo è saltata sul primo aereo pur di essere presente. Per una maggiore sicurezza, ho chiesto a mio fratello Mauro di accompagnarmi. In fondo, lui è un gigante che non ha paura di nessuno (tranne della mamma e della sua fidanzata).
Il 2 maggio, alle nove di mattina, ci siamo presentati davanti all’imponente muro del carcere. Subito la porta a sbarre si è aperta e ad attenderci abbiamo trovato il capo sorvegliante, Loris Rigolli. Appena ho visto la divisa ho avuto molto piacere, un po’ meno mio padre, ma sorvoliamo. Una volta entrati, ci ha accompagnati in una grande sala e ci ha chiesto di aspettare. Dopo poco chi vedo arrivare? Norman Gobbi in carne ed ossa! Nessuno ci credeva, è stato di una gentilezza incredibile ed è rimasto con noi per ben due ore e per tutta la durata della visita.
La struttura è davvero impressionante, con imponenti misure di sicurezza fatte di infinite porte e sbarre e videocamere di sorveglianza. L’organizzazione è perfetta, le celle sono ben tenute e dotate di televisione, l’area di ricreazione è molto ampia, e poi ci sono i laboratori di lavoro, le strutture accessorie e molto altro ancora. Forse perché influenzato dai film, pensavo di imbattermi in un ambiente teso e squallido, controllato da persone con i fucili sotto il braccio. Al contrario, ho percepito un clima persino amichevole, a dimostrazione del fatto che in Svizzera il nostro sistema sociale funziona bene.
Nel laboratorio di recente allestimento, dotato di macchinari per la stampa di tessuti e per incisioni laser, ho ricevuto tre regali molto belli: una camicetta con il mio nome e anno di nascita; una penna di legno, anch’essa con il mio nome e racchiusa in una custodia di legno a chiusura magnetica; una tavoletta di rara fattura e incisa con il laser, raffigurante il mio cantante preferito, Freddy Mercury (una volta ogni due mesi riguardo il film sulla sua vita).
Alla fine di questo giro, ho scattato altre foto che porterò nel cuore e che appenderò in stanza assieme a quelle della mia visita al CECAL. Per chiudere in bellezza, sono arrivati altri regali da parte del direttore, Stefano Laffranchini, di Loris Rigolli e di Norman Gobbi: grazie, ragazzi, vi tengo stretti nel cuore.
Confesso che, quando ce ne siamo andati, mio fratello Mauro ha pronunciato una frase un po’ inopportuna all’indirizzo di Loris: “Ciao, spero di non rivederti mai più!

Articolo pubblicato nella rivista “Semi di bene” della Fondazione Otaf

Revisione della legge sulla polizia: “Passo decisivo per la sicurezza”

Revisione della legge sulla polizia: “Passo decisivo per la sicurezza”

Norman Gobbi commenta il nuovo testo legislativo posto in consultazione sino al 30 settembre

A supporto dell’attività di polizia ci sarà presto una nuova legge, voluta per assicurare la tutela dei cittadini e delle cittadine e per offrire una migliore operatività nel contrasto al crimine, adattandosi ai cambiamenti in ambito sociale, tecnologico e tecnico. È questo lo scopo dichiarato dalla revisione totale della Legge e del Regolamento sulla Polizia. Un testo legislativo che è stato ora mandato in consultazione a tutti gli interessati, che avranno tempo sino al 30 settembre per rispondere e fare le loro osservazioni. “La revisione totale della legge era necessaria – afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. Basti pensare che l’attuale legge risale al 1989 ed è quindi stata pensata quando parecchi fenomeni erano ancora sconosciuti, così come l’era di internet era ancora agli albori. Ci sono state nel corso degli anni molte modifiche del testo originale, proprio per adattare la legge all’evoluzione della situazione. Non si potevano però più mettere pezze e rattoppi. Occorreva una revisione totale, per dare omogeneità al testo legislativo. È ciò che abbiamo fatto, dopo un iter che ha ripreso i contenuti di gruppi di lavoro che hanno operato negli ultimi10 anni. Oggi possiamo dire di proporre una legge al passo con i tempi e questo anche a beneficio di tutte le cittadine e di tutti i cittadini”.

Questa revisione totale della legge sulla polizia arriva in un momento in cui ferve il dibattito sulla polizia unica. “La revisione totale della Legge sulla Polizia non va in contrasto con quanto si sta discutendo a livello parlamentare e nemmeno con il lavoro del gruppo “Polizia ticinese” che sta definendo competenze e compiti dei futuri corpi della cantonale e delle comunali. La nuova revisione è stata impostata per contenere unicamente i fondamenti indispensabili. Per cui anche i cambiamenti che dovessero intervenire rientrano nel testo legislativo così come impostato”, specifica il Direttore del Dipartimento delle istituzioni.

Il disegno di legge conta 81 articoli e il regolamento è composto di 72 articoli. “Nel nuovo testo si precisano i cambiamenti voluti in questi ultimi anni dal Consiglio di Stato e dal Gran Consiglio. Un esempio: nell’azione di contrasto alla violenza domestica questa revisione attribuisce all’ufficiale di polizia la facoltà di allontanare l’autore o l’autrice dall’abitazione per 30 giorni, contro i 10 giorni oggi codificati. La revisione tiene conto anche della decisione del 2021 del Tribunale federale circa le inchieste mascherate e la custodia di polizia. Sentenze che avevano dato ragione al Governo e al parlamento. Una revisione, ripeto, necessaria e utile per consolidare l’attività della polizia nei prossimi decenni. Un passo in avanti per la sicurezza del nostro Cantone, dei cittadini e delle aziende”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Giornata sulla sicurezza alla Capanna Piansecco

Giornata sulla sicurezza alla Capanna Piansecco

La Sezione Bellinzona e Valli del Club Alpino Svizzero (CAS), in collaborazione con il progetto “Montagne sicure” del Dipartimento delle istituzioni propone una giornata di informazione sulla sicurezza.
L’evento si terrà domani, sabato 16 luglio 2022, alla Capanna Piansecco in Val Bedretto (10.00-15.00) ed è rivolto a tutte le persone che si recano in montagna, in particolare a coloro la frequentano soltanto occasionalmente per escursioni o attività sportive.
È prevista la presenza di monitori qualificati pronti a suggerire utili consigli su temi prioritari (meteo, grado di difficoltà dei sentieri, segnaletica, comportamento in caso di allarme, applicazioni a supporto, …) e a rispondere ad eventuali domande.
La partecipazione è gratuita e senza iscrizione. 
Per maggiori informazioni, chiamare direttamente in capanna: +41 (0)91 869 12 14

www.capanneti.ch/it/capanne/piansecco

www.montagnesicure.ch

Luca Bonanomi nominato Ufficiale cantonale dell’Ufficio di esecuzione

Luca Bonanomi nominato Ufficiale cantonale dell’Ufficio di esecuzione

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha nominato il signor Luca Bonanomi quale Ufficiale cantonale presso l’Ufficio di esecuzione. A partire dal 1. agosto 2022 il neo funzionario dirigente guiderà il settore esecutivo cantonale, in sostituzione di Mascia Gregori Al Barafi, neo aggiunta al Segretario generale del Dipartimento delle istituzioni.

Il settore esecutivo e fallimentare ha conosciuto in questi ultimi anni un’importante riforma organizzativa, approvata dal Parlamento nel 2019. A partire dall’agosto dello scorso anno è diventata operativa la nuova Sezione di esecuzione e fallimento della Divisione della giustizia che si occupa, per il tramite del Caposezione, avv. Fernando Piccirilli, di coordinare, in una visione strategica, i due settori esecutivo e fallimentare. L’Ufficiale cantonale ha il compito di assicurare la direzione (conduzione, gestione, coordinamento, pianificazione e controllo) dell’Ufficio di esecuzione del Cantone, composto dalle sedi di Lugano, Mendrisio, Bellinzona, Locarno e dalle agenzie di Biasca, Faido, Acquarossa e Cevio.
Luca Bonanomi, 57 anni, ha ottenuto un master in economia all’Università di Zurigo e un master in statistica all’Università di Neuchâtel. Vanta una lunga esperienza professionale sia nel settore privato, sia nel settore pubblico. In quest’ultimo contesto ha operato, per 5 anni, quale Ufficiale esecuzioni e fallimenti della Regione Moesa, con sede di lavoro a Roveredo Grigioni, esperienza che gli permetterà di mettere a frutto le competenze fin qui apprese, a beneficio dell’intero settore. La sua entrata in carica è prevista al 1° agosto. 
Il Consiglio di Stato si congratula con Luca Bonanomi, formulandogli i migliori auguri per questa sfida professionale all’interno dell’Amministrazione cantonale e ringrazia Mascia Gregori Al Barafi del lavoro svolto, augurandole parimenti soddisfazioni nella nuova attività. 

Impiego di materiale della protezione civile per fronteggiare la siccità

Impiego di materiale della protezione civile per fronteggiare la siccità

Comunicato stampa

Il prolungato periodo di siccità delle ultime settimane sta causando gravi difficoltà all’agricoltura, soprattutto nel Mendrisiotto.
Per ridurre il problema è stato autorizzato l’impiego di materiale della protezione civile a favore degli agricoltori.  

II Dipartimento delle istituzioni d’intesa con il Dipartimento delle finanze e dell’economia e con il Dipartimento del territorio ha approvato, grazie alla collaborazione delle organizzazioni regionali di Protezione Civile (PCi), la messa a disposizione di motopompe e tubi per l’irrorazione delle colture. Si tratta di una soluzione che già in passato era stata applicata con successo ed è indirizzata principalmente alle aziende agricole.  

D’intesa con l’Ufficio dell’energia ed i servizi cantonali competenti, si potranno fare prelievi temporanei d’acque di superficie tramite il preavviso favorevole del Guardiapesca locale. In caso di più prelievi dallo stesso corso d’acqua, al fine di evitare il sovrapporsi degli effetti dei prelievi, saranno stabiliti degli orari precisi entro i quali il singolo titolare potrà procedere al pompaggio.  

Il formulario per la richiesta del materiale messo a disposizione della PCi e/o del prelievo di acque pubbliche di superficie, comprensivo di descrizione della procedura e delle informazioni necessarie, è disponibile sul sito internet www.ti.ch/agricoltura sotto la rubrica “Comunicati” o presso la Sezione dell’Agricoltura.  

Escursioni in montagna: «Prudenza e conoscenza»

Escursioni in montagna: «Prudenza e conoscenza»

Muore escursionista in Val di Blenio

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/15467128

Servizio all’interno dell’edizione di domenica 10 luglio 2022 de Il Quotidiano

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11I consigli del portavoce della Federazione alpinistica ticinese Enea Solari dopo la terza tragedia in poco più di un mese nel Sopraceneri
Fondamentale essere preparati, in forma e riforniti, oltre che correttamente equipaggiati

«Credo che a scopo preventivo sia utile richiamare le norme di prudenza, di conoscenza del territorio e di lettura del terreno sul quale ci si sta incamminando: questo a prescindere dal caso specifico di sabato, di cui non conosco i dettagli e sulle cui cause si esprimeranno le autorità competenti». Enea Solari, portavoce della Federazione alpinistica ticinese (FAT) oltre che presidente della Società alpinistica ticinese (SAT) Lucomagno, lancia un appello pubblico in seguito al terzo infortunio mortale sulle montagne del Sopraceneri in poco più di un mese. Dopo la Verzasca il 7 giugno e la Riviera il 18 giugno, stavolta lo scenario di una caduta letale durante un’escursione è stata l’alta Valle di Blenio, dove sabato ha perso la vita un 64.enne appassionato di gite nella natura domiciliato nel Luganese. Quelli evocati da Enea Solari sono in sostanza i principi di prevenzione del progetto del Dipartimento delle istituzioni «Montagne sicure », a cui tutti possono comodamente attingere digitando www.ti.ch/montagnesicure.
Sulla stessa pagina si può scaricare una brochure informativa ed è possibile leggere approfondimenti su vari temi: cosa mettere nel sacco, come equipaggiarsi, come informarsi sugli itinerari, come prepararsi per gite in MTB o e-Bike.

«Siamo solo a inizio stagione»
Sempre a prescindere dalla dinamica del caso concreto, su cui si esprimerà l’inchiesta della Polizia, l’appello è più che mai valido dopo questo nuovo dramma perché è già il terzo in poche settimane nella regione: «E siamo solo all’inizio della stagione », sottolinea il portavoce della FAT. La campagna di prevenzione «Montagne sicure» ha lo scopo di sensibilizzare coloro che, indipendentemente dalla stagione, trascorrono il loro tempo libero o praticano delle attività in montagna. Per quanto riguarda le escursioni in estate, i consigli principali sono i seguenti: essere in forma e sicuri, scegliendo un percorso idoneo, comunicandolo e non cambiandolo; essere attrezzati in maniera consona, a partire dagli scarponi (inoltre nel sacco non devono mancare indumenti per la pioggia e per il freddo, protezioni dal sole, kit di primo soccorso, una cartina e un cellulare); andare a passo sicuro ma non troppo elevato, concedendosi delle pause, bevendo e mangiando per mantenere sotto controllo la stanchezza ed inalterata la concentrazione; infine, in caso di passaggi difficili con rischio caduta un adulto deve assistere i bambini che partecipano alla gita.

«Una zona impervia»
Come anticipato il 64.enne del Luganese è già la terza vittima della montagna nello spazio di un mese nel Sopraceneri. Dopo la Verzasca il 7 giugno e la Riviera il 18 giugno, stavolta lo scenario di una caduta mortale durante un’escursione è stata la Valle di Blenio. Il dramma si è consumato sabato nella zona del Cogn di Camadra. «È una zona comunque impervia e che presuppone la conoscenza del terreno e dove è indispensabile non avventurarsi al di fuori dei sentieri» spiega ancora da noi sollecitato Enea Solari senza però come detto poter entrare nei dettagli del caso specifico, di cui non dispone. La segnalazione del mancato rientro dell’uomo è scattata intorno alle 22. «In breve tempo è stato avviato un dispositivo coordinato dalla Polizia cantonale con il coinvolgimento anche del Soccorso Alpino Svizzero e della REGA», riferisce la Polizia. Sulla base degli accertamenti e delle informazioni raccolte è stato così possibile circoscrivere la zona delle ricerche. Stando ad una prima ricostruzione e per cause che spetterà all’inchiesta stabilire, il 64.enne, poi ritrovato verso la una di domenica mattina, è rimasto vittima di una caduta, precipitando in un burrone in una zona impervia situata a un’altitudine di oltre 2.100 metri. I soccorritori della REGA non hanno potuto fare altro che constatare la morte a causa delle gravi ferite riportate.

I precedenti recenti
Il 18 giugno a perdere la vita durante un gita nella zona del Pizzo di Claro era stato un 66.enne di Grono, originario della Calanca, caduto a quota 2.400 metri. Mentre stava scendendo è precipitato per circa otto metri. Il 7 giugno un dramma si era consumato poco dopo le 19 in territorio di Frasco ( Verzasca). Vittima anche in questo caso di una caduta un 53.enne residente in Germania che stava effettuando un’escursione in zona Passo di Piatto a un’altitudine di circa 2.000 metri. È precipitato per un centinaio di metri morendo sul posto.

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 11 luglio 2022 del Corriere del Ticino

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Il miracolo della vita in carcere: “Evento con molti significati”

Il miracolo della vita in carcere: “Evento con molti significati”

Gobbi: la nascita di un bebè evidenzia la necessità della Sezione femminile e l’assunzione di nuove/i agenti di custodia

“È il miracolo della vita che si ripropone, nonostante il contesto di costrizione del carcere. Per gli agenti di custodia, poi, chiamati ad aiutare con il parto, è stata un’esperienza straordinaria”. Con queste parole il direttore delle Strutture carcerarie cantonali, Stefano Laffranchini, ha commentato la nascita di un bambino all’interno del carcere giudiziario della Farera, avvenuta la scorsa settimana. “Un avvenimento straordinario – afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi; il primo avvenuto in Ticino. Si è svolto tutto molto velocemente. La mamma aveva il termine due settimane più tardi. Dopo una visita in ospedale il giorno prima, era poi stata dimessa e riportata in carcere. Ma in un attimo, il giorno dopo, la donna ha dato alla luce il bebè. Un’emozione per tutte le persone che si sono prodigate in questa circostanza. Ringrazio tutti per l’ottimo lavoro svolto, sul quale anche la speciale commissione parlamentare ha subito esperito un approfondimento per capire come si erano svolti i fatti. Questa esperienza mette in risalto due aspetti: da un lato l’umanità che è necessaria anche in un contesto di sorveglianza come quello carcerario; dall’altro lato la necessità di dotare le nostre Strutture carcerarie di celle appositamente pensate per le donne”.
E a questo proposito ci sono delle novità. “Sì, è così – ci dice il Direttore del Dipartimento Norman Gobbi. Nel 2007 la sezione femminile alla Stampa era stata chiusa, perché le donne in detenzione per espiazione della pena o in attesa di giudizio erano molto poche. Si preferì quindi allora far capo soprattutto a strutture della Svizzera interna. Oggi il numero di detenute è aumentato e gli attuali spazi non sono più adeguati. Da qui la volontà di creare una Sezione femminile all’interno del carcere. Come ho avuto modo di dire anche in Gran Consiglio, stiamo elaborando il messaggio. Si tratterà di una ristrutturazione interna, consci che la soluzione ottimale sarebbe invece la realizzazione di un nuovo carcere cantonale. Purtroppo per questo progetto dobbiamo ancora attendere, anche se il tema è sul tavolo delle discussioni. Cerchiamo comunque di trovare i migliori accorgimenti per soddisfare questa nuova esigenza. La Sezione femminile sarà composta da 12 celle, una delle quali destinata alle mamme con bambini. Confidiamo di essere pronti per la fine del 2023”, precisa Norman Gobbi.
Per queste nuove esigenze occorre avere anche nuovi agenti di custodia. “In effetti abbiamo appena aperto un nuovo concorso per l’assunzione di aspiranti agenti di custodia, che parteciperanno poi alla specifica formazione. Abbiamo bisogno anche, se non soprattutto, agenti donne. Per la nuova Sezione ne servono almeno 9. Il concorso è aperto sino al 31 agosto e il 20 luglio a Rivera terremo una serata informativa per tutte e tutti gli interessati. Una serata promossa assieme alla Città dei mestieri che potrà pure essere seguita in streaming su www.ti.ch/multimedia. Confido che molte persone possano interessarsi a questa professione. Un mestiere impegnativo, certo, ma che sa regalare anche tante soddisfazioni ed emozioni, come abbiamo potuto vedere con la nascita del bebè la scorsa settimana”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.