Il comitato CDDGP in Val di Blenio

Il comitato CDDGP in Val di Blenio

Comunicato stampa

L’annuale clausura del comitato della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei Dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) si è tenuta in alta Valle di Blenio, affrontando numerosi temi di attualità a favore della sicurezza del Paese.

Durante i due giorni di lavoro, il comitato ha affrontato le tematiche che saranno discusse nell’assemblea plenaria di fine novembre, nonché numerosi temi d’attualità. Tra questi anche le conseguenze delle recenti modifiche del codice di procedura penale (CPP) decise dall’Assemblea federale e che entreranno in vigore ad inizio 2024; le norme introdotte creano maggiori costi ai Cantoni e alle rispettive autorità giudiziarie penali, senza però permettere una maggiore efficienza nel perseguimento dei delitti e crimini.

Il comitato della CDDGP è stato accolto dalla sindaca del Comune di Blenio Claudia Boschetti Straub e dal membro di comitato Norman Gobbi, il quale ha organizzato la parentesi culturale con il direttore Leonardo Azzalini della Scuola Alpina FASV di Olivone. Ai Consiglieri di Stato presenti all’incontro sono state illustrate le peculiarità naturalistiche dell’alta Valle di Blenio.

Chiusure del San Gottardo: “Fragilità non più tollerabile”

Chiusure del San Gottardo: “Fragilità non più tollerabile”

Per il capo del DI Norman Gobbi ci vuole maggiore riguardo verso il Ticino

In anni in cui la mobilità delle persone e delle merci ha assunto un’importanza decisiva per tutti, basta poco per creare difficoltà e preoccupazioni su questo fronte. Nonostante più che giustificati investimenti miliardari ci accorgiamo “ che gli assi di collegamento che uniscono il Canton Ticino al resto della Svizzera sono fragili”. Un’amara constatazione quella del Consigliere di Stato Norman Gobbi. “La dimostrazione – prosegue – l’abbiamo avuta in queste settimane: prima con l’incidente e la conseguente chiusura del tunnel di base ferroviario di AlpTransit; poi con la chiusura della galleria stradale del San Gottardo a causa di una crepa su una copertura interna dal lato urano del tunnel. A poche settimane di distanza due eventi che hanno creato e creano molte difficoltà”.
Il Ticino, unico Cantone interamente a sud delle Alpi della Svizzera, ha bisogno di una rete di collegamento con il resto del Paese. “ Garantire la sicurezza di queste infrastrutture – afferma Norman Gobbi – è essenziale per rimanere collegati e legati al resto della Svizzera. Per essere una parte vitale della Confederazione. Proprio quest’anno ricordiamo i 175 anni della Costituzione federale e abbiamo quindi l’obbligo politico di rimarcare in modo forte le nostre peculiarità nel contesto elvetico. Il Ticino svolge un ruolo strategico a favore della Confederazione. In primo luogo per il suo valore di minoranza culturale e linguistica. Minoranza che diventa decisiva nella costruzione di questo splendido Paese. La nostra posizione geografica porta inoltre con sé numerose sfide. Pensiamo al ruolo che svolgiamo nel contesto migratorio: siamo la principale porta d’entrata in Svizzera, con i suoi lati positivi, ma anche e soprattutto con i suoi risvolti negativi legati alle entrate illegali, oppure a un certo tipo di criminalità. Il filtro che il Ticino è chiamato a fare a questo livello deve essere sempre più riconosciuto dagli altri Cantoni, ma in particolare dalla Confederazione. Così come deve essere maggiormente capito a Berna l’impatto del frontalierato sul Ticino. Non parliamo solo di dumping salariale, ormai comprovato da anni, ma pure di sfruttamento e intasamento delle nostre infrastrutture stradali e ferroviarie”.
“Di fronte alla fragilità che hanno dimostrato i nostri assi di collegamento con il resto della Svizzera, come ticinesi siamo chiamati a chiedere maggiore attenzione da parte della politica federale e del Consiglio federale in particolare, per ottenere più sicurezza nelle infrastrutture, ma non solo: il nostro ruolo strategico all’interno della Svizzera deve essere debitamente riconosciuto. Qui penso a una ridefinizione della perequazione finanziaria. Tema che proprio in queste settimane è d’attualità: è sempre meno comprensibili che Cantoni a noi simili, come Friborgo o Vallese per fare solo due esempi, ricevano dalla perequazione compensazioni anche 10 volte maggiori del Ticino. E stiamo parlando di centinaia di milioni di franchi. Qualcosa deve cambiare!”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 17 settembre 2023 de Il Mattino della Domenica 

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi una seduta ordinaria – la quarta del 2023 e la 67. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

In apertura, il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha presentato gli adeguamenti tecnici della Legge tributaria per l’anno 2024. I rappresentanti dei Comuni sono stati sensibilizzati sulla nuova imposizione speciale per le grandi aziende, sull’accordo fra Svizzera e Italia sulla fiscalità dei frontalieri e sul dovere di assistenza all’autorità fiscale per le società che svolgono compiti di carattere pubblico.
I membri della Piattaforma si sono poi confrontati su una serie di richieste formulate all’indirizzo del Consiglio di Stato e dell’Amministrazione cantonale. Sono in particolare state discusse le disposizioni sulle deleghe di competenze dal Legislativo al Municipio (art. 5a RALOC); la Sezione degli enti locali ha confermato la possibilità di ritoccare verso l’alto gli attuali limiti, nell’ambito di una delle prossime modifiche della legge.
La Cancelleria dello Stato ha poi fornito un’informazione in merito all’avamprogetto di regolamento di applicazione sulla comunicazione per via elettronica, nell’ambito di procedimenti amministrativi. Grazie all’entrata in vigore di questo atto, in futuro gli enti locali che lo desiderano potranno comunicare con la cittadinanza anche per via elettronica. I rappresentanti dei Comuni sono inoltre stati brevemente aggiornati in merito alla Strategia per la trasformazione digitale del Cantone Ticino: i lavori proseguono e una bozza del documento sarà completata nelle prossime settimane. Una procedura di consultazione, che coinvolgerà anche gli enti locali, è prevista nel corso dell’autunno.
Riguardo al progetto «Ticino 2020», è stato poi ricordato che lo scorso 20 luglio tutti i Comuni hanno ricevuto il Rapporto della Direzione di progetto: i Municipi sono ora invitati a esprimersi sulla diversa attribuzione dei compiti e suddivisione degli oneri, e su un nuovo modello di perequazione finanziaria. La fase di consultazione è in corso, ed è stato concordato di prorogarne la conclusione al 23 novembre.
Il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha in seguito informato in merito alla Tassa per l’utilizzo del suolo pubblico, in relazione alla distribuzione di energia elettrica. È stata anticipata l’intenzione di avviare una riflessione, insieme ai Comuni, su come il sistema dovrà essere adeguato alla nuova realtà, dettata dall’aumento dell’autoproduzione tramite pannelli fotovoltaici.
Il Dipartimento delle istituzioni ha poi aggiornato sui prossimi passi in vista della riforma delle Autorità di protezione. La Commissione giustizia e diritti del Gran Consiglio sta analizzando il messaggio del Governo; nel frattempo, è in fase di allestimento il disegno di Legge sulla procedura delle nuove Preture di protezione, che sarà poi messo in consultazione. Parallelamente, anche all’interno dell’Amministrazione cantonale sono stati avviati i lavori preparatori: sono ora previste discussioni con i Comuni interessati.
Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport ha infine fornito alcuni aggiornamenti sul messaggio governativo che delinea la nuova Legge delle scuole dell’obbligo. Anche in questo caso è prevista una consultazione fra i Comuni, che si aprirà nei prossimi giorni e si concluderà il 31 ottobre.
La prossima seduta della Piattaforma è prevista per mercoledì 29 novembre 2023.

Firmato il nuovo Protocollo d’intesa in caso di catastrofe tra Canton Ticino e Provincia del Verbano Cusio Ossola

Firmato il nuovo Protocollo d’intesa in caso di catastrofe tra Canton Ticino e Provincia del Verbano Cusio Ossola

Comunicato stampa

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e il Prefetto di Verbano Cusio Ossola Michele Formiglio hanno sottoscritto ieri pomeriggio sulle Isole di Brissago il nuovo Protocollo d’intesa sulle attività di gestione di emergenze di protezione civile causate da eventi naturali o connessi con l’attività dell’uomo di carattere transfrontaliero. Tale protocollo contribuisce a migliorare la collaborazione del Canton Ticino con tutte le province di confine.

Le Isole di Brissago hanno accolto le delegazioni ticinese e piemontese per la firma del nuovo Protocollo d’intesa. A rappresentare il Canton Ticino, assieme al Consigliere di Stato Norman Gobbi, erano presenti il comandante della Polizia cantonale, col Matteo Cocchi, l’aggiunto sostituto capo della Sezione del militare e della Protezione della Popolazione, Michele Fattorini, il Delegato per le relazioni esterne del Consiglio di Stato, Francesco Quattrini e, quali rappresentanti degli enti partner della protezione della popolazione, il cap Antonio Ciocco per la Polizia cantonale, il cap Tiziano Guarisco per il corpo civici pompieri di Locarno, il Dr. Lorenzo Tommasetti quale presidente dei servizi di autoambulanza di Locarno e Valli e il Sig. Alex Helbling presidente del consorzio di protezione civile Locarno e Valle Maggia. La delegazione italiana era rappresentata dal prefetto Michele Formiglio.

Sia il Consigliere di Stato Norman Gobbi, sia il Prefetto Michele Formiglio hanno ricordato come tra il Ticino e la Provincia di Verbano Cusio Ossola i rapporti di collaborazione transfrontaliera in caso di catastrofe siano fondamentali per il reciproco supporto nell’eventualità di eventi maggiori che potrebbero colpire la regione transfrontaliera, dove il traffico è molto intenso e dove la presenza di attività economiche è molto sviluppata e quindi i rischi di catastrofe non possono essere esclusi. Scenari che sono stati esercitati durante la prima (2016) e la seconda (2022) esercitazione ODESCALCHI. Per questo motivo, per eventi emergenziali di protezione civile che possano interessare il territorio a confine tra la Provincia di Verbano Cusio Ossola e il Canton Ticino, il reciproco concorso tra le squadre d’intervento italiane e svizzere può rappresentare un utile supporto alla comune gestione dell’emergenza.

La firma odierna segue quella avvenuta a Pollegio il 17 giugno 2022 tra il Canton Ticino e la provincia di Varese e quella del 6 settembre 2022 con la provincia di Como.

Gottardo chiuso: «Il danno è grave, le prospettive non bellissime»

Gottardo chiuso: «Il danno è grave, le prospettive non bellissime»

La galleria autostradale del San Gottardo non sarà percorribile fino a nuovo avviso. È quanto ha rivelato l’Ufficio federale delle strade (USTRA) stamattina, dopo che ieri pomeriggio il tunnel è stato chiuso «per problemi tecnici». Nella soletta situata in prossimità del portale nord della galleria si è infatti formata una crepa lunga circa 25 metri. 
Intanto, a distanza di un mese dal deragliamento di un treno merci, il tunnel ferroviario del Gottardo resta chiuso al traffico dei passeggeri. E il problema diventa duplice. Il consigliere di Stato Norman Gobbi ne ha parlato ai microfoni di Radio Ticino.
«Le prospettive non sono proprio bellissime, almeno da quanto mi è stato detto stamattina», così Gobbi. «Le verifiche tecniche che vengono fatte in queste ore saranno importanti per capire se il danno è limitato a quell’unica parte di copertura o se ci sono ulteriori pericoli che comporterebbero un prolungamento della chiusura della galleria».
«Il danno, stando alle immagini che ho visto, è grave», continua. «Non si tratta di una piccola crepa, quindi la prudenza ci va tutta: la prospettiva non è di alcune ore ma probabilmente di qualche giorno».
L’incidente si verifica poi nel momento più sbagliato. «Ci vorrà tempo anche per risanare la galleria ferroviaria di base del Gottardo. Il Ticino si trova quindi confrontato con un problema di connessione con il resto del Paese. Questo ci fa capire quanto il nostro cantone abbia bisogno di infrastrutture sicure per poter rimanere in contatto col resto della Confederazione».
Il collegamento «è comunque assicurato attraverso il Passo del Gottardo», tiene infine a sottolineare il consigliere di Stato, consapevole però che «se tutti si riversano sul passo ci vorrà un po’ più del solito per percorrerlo».

Da www.ticinonline.ch

“Contrasto alla criminalità organizzata: il massimo impegno in Ticino”

“Contrasto alla criminalità organizzata: il massimo impegno in Ticino”

Gobbi ha incontrato il Procuratore generale della Confederazione Blättler

“Il nostro Cantone, confinando con l’Italia, è più facilmente esposto – in teoria – al pericolo di infiltrazioni mafiose. Il massiccio del San Gottardo non impedisce però a questi fenomeni di insediarsi al nord delle alpi. L’estensione nel nord Italia di organizzazioni legate alla mafia è cosa ormai nota. È anche per questo motivo che in Ticino il monitoraggio e l’attenzione sono ritenuti degni di attenzione particolare. Quest’attenzione si traduce in una costante collaborazione fattiva tra la Polizia cantonale, l’Ufficio federale di polizia fedpol, il Ministero pubblico ticinese e il Ministero pubblico della Confederazione. Anche sul piano politico ho attirato più volte l’attenzione dei miei omologhi su questi concreti rischi, ricordando anche all’autorità federale l’impegno del Ticino per la sua particolare posizione geografica”. A parlare è il Consigliere di Stato Norman Gobbi, al termine dell’incontro di lavoro avuto in settimana con il Procuratore generale della Confederazione, Stefan Blättler.
Il contrasto alle grandi organizzazioni criminali per il Ticino rimane una tematica meritevole di attenzione particolare. “ Vogliamo che la popolazione ticinese e le nostre attività economiche – afferma Norman Gobbi – siano tutelate dai pericoli legati alle infiltrazioni criminali. L’ingente capitale liquido a disposizione dellegrandi organizzazioni criminali, può essere immesso nei normali circuiti economici per essere riciclato; penso al settore della ristorazione, maanche dell’edilizia e di tutta una serie di altre attività economiche. Già nel 2014 avevo lanciato questo monito, nel corso dell’apertura dell’Anno giudiziario. Un impegno che mi ha portato a ribadire anno dopo anno l’importanza di operare pure attraverso la messa in atto di tutte le misure preventive a disposizione anche a livello amministrativo, oltre che penale. Un ulteriore strumento di prevenzione è costituito dalla sensibilizzazione della società civile sui possibili rischi correlati alle infiltrazioni. Concetti sui quali si trova totalmente concorde anche il Procuratore generale della Confederazione Blättler, con il quale i rapporti sono ottimi a dimostrazione della concreta e quotidiana collaborazione che le forze inquirenti cantonali danno all’autorità federale, competente a livello legislativo di contrastare le organizzazioni criminali internazionali. I risultati sono positivi e l’intenzione è quella di proseguire nel solco di queste importanti iniziative di collaborazione al fine di ridurre i rischi legati a queste pericolose forme di criminalità, che mirano anche ad intaccare il tessuto sociale”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 10 settembre 2023 de Il Mattino della Domenica

Il Consiglio di Stato incontra il Governo del Canton Lucerna e la Consigliera federale Karin Keller-Sutter

Il Consiglio di Stato incontra il Governo del Canton Lucerna e la Consigliera federale Karin Keller-Sutter

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, guidato dal presidente Raffaele De Rosa, è stato impegnato giovedì 7 e venerdì 8 settembre in una visita di due giorni oltralpe. Il programma ha previsto incontri di lavoro con il Governo del Canton Lucerna e con la Consigliera federale Karin Keller-Sutter, direttrice del Dipartimento federale delle finanze.

Il Consiglio di Stato è stato ricevuto ieri dal Governo del Canton Lucerna, guidato dal neo presidente Fabian Peter. Il programma ha previsto una visita al Centro culturale della città (KKL) e il successivo trasferimento alla villa Senar di Weggis: costruita e abitata dal compositore e direttore d’orchestra Sergei Rachmaninoff, la residenza è oggi un centro culturale e di formazione di proprietà del Cantone. Oltre alla condivisione di questi momenti conviviali, la giornata ha consentito ai due Governi di discutere vari temi di interesse comune, con un particolare accento sul tema dei collegamenti sull’asse nord-sud.

Per quanto riguarda invece l’incontro di stamattina con la Consigliera federale Karin Keller-Sutter, la discussione con il Consiglio di Stato si è concentrata su diversi argomenti d’attualità. Sono state affrontate questioni di carattere interno – dalla situazione delle finanze della Confederazione al sistema di perequazione intercantonale, dalla promozione del plurilinguismo alla riforma delle dogane – e sono state approfondite le prospettive nelle relazioni con l’Italia. Il Consiglio di Stato ha poi portato all’attenzione della direttrice del Dipartimento federale delle finanze altre tematiche prioritarie di interesse per l’intero Consiglio federale quali la mobilità, in particolare sensibilizzandola sulla situazione specifica del Canton Ticino rispetto all’ipotesi di pedaggio al San Gottardo nonché la situazione migratoria e la problematica dei costi della salute.

Il Governo incontra Blättler

Il Governo incontra Blättler

Il procuratore generale della Confederazione è stato ricevuto a Palazzo delle Orsoline
Norman Gobbi: «È stata sottolineata l’ottima collaborazione in ambito di lotta alla grande criminalità».

Il Consiglio di Stato, guidato dal presidente Raffaele De Rosa, ha ricevuto ieri a Palazzo delle Orsoline il procuratore generale della Confederazione Stefan Blättler. Si è trattato di un primo incontro con il Governo ticinese dopo che, lo scorso 14 giugno, l’Assemblea federale ha riconfermato in carica il Procuratore generale e i due sostituti Ruedi Montanari e Jacques Rayroud, per il periodo 2024/2027.
Al termine dell’incontro conoscitivo con il Governo in corpore, il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi – accompagnato dal procuratore generale Andrea Pagani, dal comandante della Polizia cantonale, Matteo Cocchi e dal responsabile della Polizia giudiziaria Thomas Ferrari – ha tenuto una riunione di lavoro con il procuratore generale della Confederazione.

Intesa di vedute
È stata sottolineata l’ottima collaborazione tra gli inquirenti ticinesi e quelli federali in ambito di lotta alla grande criminalità e alla criminalità organizzata con i relativi pericoli di infiltrazioni mafiose. Inoltre, sono state esaminate le questioni legate alperseguimento penale sulla base dei quotidiani rapporti tra il livello federale e quello cantonale. Per il consigliere di Stato Norman Gobbi è stata l’occasione per ribadire l’importanza di operare pure at traverso la messa in atto di tutte le misure preventive a disposizione anche a livello amministrativo. Un campo, quest’ultimo, su cui il Ticino insiste in modo particolare per aumentare l’efficacia contro la criminalità organizzata. «L’intesa di vedute reciprocamente dimostrata anche nel corso di questo appuntamento è la miglior garanzia a favore della sicurezza della popolazione, delle aziende e in generale della nostra economia », ha commentato il consigliere di Stato Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 7 settembre 2023 del Corriere del Ticino

Nel nuovo Centro di controllo sanzionato un camion su tre

Nel nuovo Centro di controllo sanzionato un camion su tre

Entrato in servizio lo scorso dicembre, nei primi sei mesi di attività ha eseguito oltre tremila verifiche. In 140 casi le infrazioni sono risultate di grave entità

Con i suoi 15 agenti di polizia uniformati, 33 assistenti di polizia e tre funzionari amministrativi, per un totale di 51 unità impiegate, ha rapidamente raggiunto la velocità di crociera il nuovo Centro di controllo veicoli pesanti (Ccvp) di Giornico entrato ufficialmente in servizio nel dicembre 2022 sostituendo la vecchia piazzola che veniva raggiunta percorrendo da Biasca la corsia autostradale dedicata. Cifre alla mano, il tenente Franco D’Andrea , ufficiale responsabile della struttura da 250 milioni di franchi finanziata dalla Confederazione, spiega che nei primi sei mesi di esercizio sono stati effettuati 3’416 controlli su 154’812 veicoli pesanti transitati in direzione nord. I transiti giornalieri variano da 1’500 a 1’700, con picchi di 2’000. Quasi un terzo dei veicoli verificati, per la precisione 1’078, è stato sanzionato presentando delle anomalie. Di questi, in 140 casi sono emerse infrazioni gravi che possono comportare un rischio concreto per la sicurezza stradale. A seconda della fattispecie e delle responsabilità, possono venire sanzionati sia il conducente sia la ditta. Al momento, tuttavia, dati riguardanti l’incasso di multe non sono ancora a disposizione: per avere le cifre occorrerà attendere i bilanci di fine anno.

Quale bilancio può fare dei primi mesi di attività?
Il bilancio non può che dirsi confortante, soprattutto in termini di prevenzione e sensibilizzazione. Questo tenuto conto di quelle che sono le sfide principali in tema di irregolarità nel traffico pesante. Pensiamo in particolar modo alla sfida determinata dai cambiamenti tecnologici e dalle manomissioni informatiche. Cito ad esempio le modifiche al sistema antinquinamento, alle apparecchiature del veicolo stesso per renderlo più potente o al tachigrafo: premesso che ogni caso va valutato e trattato come caso a sé stante, le statistiche a livello europeo indicano che tre veicoli su dieci risultano modificati.

Oltre all’accresciuta qualità dei controlli, quali altri vantaggi comporta il Ccvp?
La sua entrata in esercizio ha comportato un indubbio miglioramento nel controllo e nel dosaggio dei veicoli pesanti sia in qualità sia in sicurezza. Il personale è motivato. Vi è poi il discorso legato agli autisti che possono oggi disporre di ampi spazi e di servizi igienici, docce e approvvigionamento acqua gratuiti durante il riposo, le pause o le verifiche del caso. Senza dimenticare la sicurezza: meno pericoli legati ai mezzi fermi ai lati della carreggiata e poche colonne di veicoli pesanti al portale sud del San Gottardo. Colonne di camion diminuite specialmente in occasione di eventi che richiedono la chiusura della galleria. In definitiva posso senz’altro affermare che lo stoccaggio dei veicoli pesanti al di fuori del sedime autostradale è ottimale e rappresenta un grandissimo punto a favore della sicurezza.

Come fate a decidere quale camion verificare e quale no?
Tutti i mezzi pesanti in transito verso nord devono uscire dall’A2 e immettersi nell’area di controllo. Dove di norma i controlli avvengono a campione. Tuttavia la formazione ricevuta permette al nostro personale di sviluppare l’occhio critico necessario a rilevare possibili anomalie. Inoltre al casello di triage si lavora in coppia (un assistente meccanico con un assistente circolazione) e perciò il primo controllo visivo permette già di fare una ‘radiografia’ al veicolo e all’autista. Spesso si procede inoltre con gli esami dell’alcolemia. Questa modalità consente di eseguire una valutazione/selezione il più possibile efficace dei veicoli che meritano maggiore attenzione. Dopo un primo screening, possono proseguire verso il San Gottardo (scaglionati tramite dosaggio), fermarsi nell’area di sosta oppure, se selezionati per un controllo più approfondito, passare alla fase successiva. Nei casi degni di attenzione, si procede quindi con ulteriori verifiche. Le possibili irregolarità possono essere rilevate anche dalle telecamere posizionate in autostrada o all’entrata della struttura di Giornico. Queste ultime apparecchiature sono in grado di rilevare il peso e la lunghezza del carico. Qualora ritenute necessarie, le riparazioni vengono eseguite a Giornico o in officine esterne a dipendenza della gravità del caso e da dove l’utente decide di rivolgersi.

Quali le irregolarità riscontrate con maggior frequenza?
Con una media di circa tre casi al giorno, sono legate ai sovraccarichi o ai carichi non ben ripartiti sul camion. Seguono poi problemi legati a perdite di varia natura (soprattutto olio) o agli pneumatici e ai freni (semirimorchio, rimorchio o veicolo). Per quanto riguarda invece le manomissioni, quelle più frequenti riguardano il tachimetro elettronico che permette di monitorare i dati sulla guida, le relative tempistiche ed eventuali anomalie. Se per esempio la velocità del veicolo risulta differente a quella segnalata, anche di pochi chilometri orari, sulle lunghe tratte risultano più ore di lavoro di quelle effettivamente svolte. Da ultimo, particolare attenzione viene data alla questione del riposo degli autisti.

Può elencare alcune irregolarità degne di nota?
Posso segnalarne alcune recenti. Il 17 luglio, poco prima delle 5.30 del mattino, durante un normale controllo da parte del personale del Centro è stato riscontrato un grave caso di guida in stato di ebrietà. La prova con l’etilometro probatorio cui è stato sottoposto l’autista di professione, un 44enne italiano che si trovava alla guida di un camion proveniente dal Bellinzonese e diretto Oltralpe, ha infatti dato esito positivo con un’importante alcolemia, pari a 0,76 mg/l. Perciò è stato denunciato al Ministero pubblico per grave infrazione alla Legge federale sulla circolazione stradale e guida in stato di ebbrezza. Gli è inoltre stata ritirata la licenza di condurre.
Da notare che in oltre sette mesi di attività del Ccvp si è trattato del primo ritiro, mentre nell’ambito delle irregolarità per alcolemia e stupefacenti sono emersi 16 casi lievi e due gravi. Tornando a quel caso, l’autoarticolato appartenente a una ditta svizzera è stato successivamente preso in consegna da un altro autista abilitato. Risale poi al 31 luglio un secondo episodio utile a comprendere le fattispecie con cui siamo confrontati: poco prima delle 19.30 a Sant’Antonino, nell’area di sosta ‘Al Motto’ lungo l’A2, è stato controllato un Tir con targhe polacche immessosi nel parcheggio nonostante il divieto di circolazione per autocarri. Le verifiche poi eseguite al Ccvp hanno permesso di scoprire che il semirimorchio presentava freni difettosi sulla ruota destra del terzo asse, pedane della bisarca non fissate e manipolazioni scorrette del cronotachigrafo. In pratica è stata constatata 19 vole l’omissione di iscrivere il cambiamento della nazione sul cronotachigrafo. Inoltre è stato accertato che aveva circolato sull’A2 in direzione nord a una velocità di 95 chilometri orari in un tratto con limite di 80. L’autista, un 48enne turco, è stato denunciato per grave infrazione alla Legge federale sulla circolazione stradale. Il Tir ha potuto ripartire dopo le riparazioni del caso in un’officina.

L’avvento del Ccvp ha aumentato il numero di controlli e sanzioni?
Il contesto in cui venivano effettuati i controlli prima dell’apertura del Ccvp è completamente differente e un paragone a livello di dati non fornirebbe pertanto una lettura attendibile. In passato venivano per esempio sfruttate le aree di sosta in Riviera e in Leventina senza alcuna struttura fissa. Si trattava di principio di due controlli fissi alla settimana, più quelli che svolgevano le pattuglie di polizia quando notavano qualcosa di anomalo nei Tir in transito sull’A2. Per inquadrare meglio il cambio di passo e l’impossibilità di fare paragoni, basti dire che le ispezioni a campione sul traffico pesante, effettuate su mandato e finanziamento della Confederazione, prevedevano in passato un obiettivo fissato dall’Ufficio federale delle strade di circa 12’700 ore sui 12 mesi. L’apertura del Ccvp di Giornico dovrebbe garantire il raggiungimento di 90’000 ore di controlli annui.

In generale come giudica l’odierna qualità dei veicoli e dei conducenti controllati rispetto all’ultimo ventennio? Si va verso un miglioramento?
Non avendo un’unità di paragone tra la situazione attuale e quella passata, risulta difficile fare una valutazione effettiva. Generalmente lo stato tecnico dei veicoli pesanti può dirsi buono. Le sfide principali a livello di infrazioni, come osservato in precedenza, riguardano le manomissioni informatiche. Particolare importanza è data al discorso della prevenzione: il Ccvp rappresenta un filtro importante che permette di effettuare i controlli in maniera molto più sistematica e agevole rispetto a un tempo.

Quali sono le situazioni in cui viene sanzionato il conducente e quali invece il datore di lavoro?
Se la negligenza è da attribuire al conducente (per esempio per infrazioni concernenti l’Ordinanza sulla durata del lavoro e del riposo dei conducenti professionali di veicoli a motore) si procede nei suoi confronti. Se invece l’infrazione è da attribuire anche al detentore del veicolo (si pensi ai difetti causati da una negligenza nelle manutenzioni), possono venir sanzionati sia il conducente per aver guidato, sia il detentore per la messa in circolazione.

Se è vero, come dicono i vostri dati, che quasi un terzo dei camion controllati è stato sanzionato, questo significa che in teoria quasi un terzo di camion transitanti sull’A2 presenta anomalie e/o malfunzionamenti?
Per avere una lettura obiettiva dei dati occorrerà attendere la conclusione del primo anno d’attività. Le irregolarità riguardano un ampio ventaglio di problematiche. Ad esempio, per quanto riguarda sovraccarichi e carichi non ben ripartiti, questi oggi vengono segnalati da un’apparecchiatura tecnica che controlla tutti i camion in transito nel Ccvp, consentendo così di correggere ciascuna anomalia. Un bel passo avanti rispetto al passato, quando si procedeva solo in presenza di dubbi. Tornando alla domanda, e premesso che le statistiche devono essere interpretate, i dati dei primi sei mesi fanno riflettere. Siamo consapevoli che vi sono diversi veicoli pesanti che presentano difetti o autisti che non rispettano le varie ordinanze. Prima del 2023 non venivano eseguiti controlli così approfonditi e ne deriva che i conducenti magari azzardavano il transito. In quest’ambito il fatto di poter disporre di un’infrastruttura moderna che consente dei controlli sistematici e capillari è sicuramente un passo avanti importante anche in termini di prevenzione.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 7 settembre 2023 de La Regione

Il Consiglio di Stato incontra il Procuratore generale della Confederazione

Il Consiglio di Stato incontra il Procuratore generale della Confederazione

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, guidato dal Presidente Raffaele De Rosa, ha ricevuto oggi a Palazzo delle Orsoline il Procuratore generale della Confederazione Stefan Blättler. Si è trattato di un primo incontro con il Governo ticinese dopo che, lo scorso 14 giugno, l’Assemblea federale ha riconfermato in carica il Procuratore generale e i due sostituti Ruedi Montanari e Jacques Rayroud, per il periodo 2024/2027.

Al termine dell’incontro conoscitivo con il Governo in corpore, il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi – accompagnato dal Procuratore generale Andrea Pagani, dal comandante della Polizia cantonale, Matteo Cocchi e dal responsabile della Polizia giudiziaria Thomas Ferrari – ha tenuto una riunione di lavoro con il Procuratore generale della Confederazione.  
È stata sottolineata l’ottima collaborazione tra gli inquirenti ticinesi e quelli federali in ambito di lotta alla grande criminalità e alla criminalità organizzata con i relativi pericoli di infiltrazioni mafiose. Sono state esaminate le questioni legate al perseguimento penale sulla base dei quotidiani rapporti tra il livello federale e quello cantonale. Per il Consigliere di Stato Norman Gobbi è stata l’occasione per ribadire l’importanza di operare pure attraverso la messa in atto di tutte le misure preventive a disposizione anche a livello amministrativo. Un campo, quest’ultimo, su cui il Ticino insiste in modo particolare per aumentare l’efficacia contro la criminalità organizzata. L’intesa di vedute reciprocamente dimostrata anche nel corso di questo appuntamento è la miglior garanzia a favore della sicurezza della popolazione, delle aziende e in generale della nostra economia.