“Berna assicuri ai Cantoni la fornitura dei vaccini!”

“Berna assicuri ai Cantoni la fornitura dei vaccini!”

“La Confederazione imposta la strategia, ma il problema sta nel manico” 

Il Consiglio federale questa settimana ha presentato un modello a tre fasi per gli allentamenti nell’ambito della strategia di contenimento della pandemia. Una programmazione che si estende su più mesi (la terza fase parte addirittura a partire dal mese di settembre) e che vincola le tre tappe al grado di vaccinazione della popolazione svizzera. “Premesso che i Cantoni non hanno ricevuto sinora alcuna informazione, se non quella fornita agli organi di stampa mercoledì scorso, ci sono aspetti critici in questa pianificazione”, afferma il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. “A mio giudizio è giusto avere una strategia, così come è giusto vincolare ulteriori aperture al grado di vaccinazione della popolazione. Affermare che “la durata delle singole fasi dipende dalla volontà di farsi vaccinare dei relativi gruppi di popolazione e dall’andamento della campagna di vaccinazione” evidenzia però una mancata coscienza da parte del Consiglio federale delle gravi difficoltà che incontra con le case farmaceutiche per farsi consegnare le dosi di vaccino già acquistate. Non si dovrebbe quindi parlare di “volontà da parte della popolazione” – volontà che in Ticino, e lo sottolineo con grande soddisfazione, è molto elevata, raggiungendo l’80% per tutte le fasce sinora coinvolte – ma di “nostra capacità di fornire le dosi di vaccino da mettere a disposizione dei Cantoni e della popolazione”. Il problema sta nel manico: se avessimo avuto un alto quantitativo di dosi a quest’ora potremmo davvero prendere importanti misure di allentamento senza aspettare ancora mesi e mesi. Soprattutto potremmo sgravare il settore sanitario dal peso che si sta assumendo ormai da 14 mesi e dare ossigeno ad aziende di numerosi settori economici che sono sull’orlo del fallimento. Per una nazione come la Svizzera questa situazione rischia di essere molto imbarazzante, anche se non siamo gli unici ad avere difficoltà di approvvigionamento di vaccini”, chiarisce il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Tanto più che un Cantone come il Ticino (ma non è certamente l’unico) ha messo in campo un’organizzazione di tutto rispetto per procedere alla campagna di vaccinazione. “L’ho già detto anche in questa sede: il Ticino ha un’ottima… capacità di fuoco, ma mancano le munizioni. A questo punto dovremmo già vaccinare tutta la popolazione over 16 anni. E invece questa fascia, la più numerosa, dovrà attendere ancora diverse settimane prima di avere l’appuntamento presso i centri di vaccinazione. Sappiamo però che è così e che dobbiamo per forza fare buon viso a cattivo gioco. Nel frattempo l’appello è quello di mantenere sempre comportamenti personali adeguati (igiene delle mani, distanza fisica, uso della mascherina, testarsi in caso di sintomi, ndr), perché il virus circola ancora”.

Un’ultima osservazione: c’è chi paventava una catastrofe a causa dell’arrivo dei turisti confederati in Ticino per il periodo di Pasqua. “Constato che non ci sono stati cataclismi e che gli ambasciatori di sventura ancora una volta sono stati sconfessati. Meglio così. Ma teniamone conto”, conclude il consigliere di Stato Norman Gobbi.

Discorso pronunciato in occasione della cerimonia di insediamento del Municipio di Tresa

Discorso pronunciato in occasione della cerimonia di insediamento del Municipio di Tresa

Gentili signore, egregi signori

Ci siamo!
Parte oggi – mi verrebbe voglia di dire “finalmente” – il nuovo Comune di Tresa.
Le cittadine e i cittadini affidano a voi il compito di far crescere questo nuovo progetto, questa nuova realtà istituzionale e territoriale.
In voi vedono le persone adatte per far nascere Tresa. È una grande e bella responsabilità che vi hanno assegnato. Sono sicuro che non deluderete questa aspettativa!  
Il progetto di Tresa è stato fin dall’inizio pensato e costruito sulla complementarietà, dove ogni comune confluito nell’aggregazione ha portato qualcosa di suo e qualcosa di speciale che lo distingue dagli altri. Un mosaico che si compone senza che vi sia un centro “dominante”, ma piuttosto un intero territorio che si arricchisce mutualmente.  
Il primo Municipio del nuovo Comune può esser visto come uno specchio di questa impostazione: sono presenti le diverse sensibilità e tutti i quartieri, senza nessuno che “la fa da padrone”. Anche per questo motivo ogni cittadina e ogni cittadino del nuovo Comune ha un motivo in più per riconoscersi e sentirsi partecipe.  
Nessuno di noi sa oggi prevedere quale sarà lo sviluppo negli anni di questo progetto. Le basi poste sono però solide. Spetterà a voi, quindi al nuovo Esecutivo e al nuovo Consiglio comunale, scrivere le prime pagine di questa storia.  
Non saranno particolari congiunzioni astrali a determinare questo futuro, ma quanto le donne e gli uomini sapranno fare nell’ambito del nuovo Comune sulla scorta di un progetto ben delineato.    
Fatta questa premessa e con un pizzico di umorismo, mi sono così permesso di… scrivere l’oroscopo di Tresa, nato il 18 aprile 2021.  

Fortuna: avere un territorio di pregio, variegato e adatto sia alle attività economiche sia alla residenza. Mutuando un motto d’attualità, il Malcantone è “distante-ma-vicino” alla città; sono infatti pochi i chilometri che lo separano da Lugano. Il traffico è però una costante penalizzante. Lavoratori che non hanno quotidiana esigenza di mobilità verso l’agglomerato, interessati a un contesto di vivibilità sempre più ricercato (spazi, verde, natura accessibile nell’immediata prossimità) potrebbero trovare qui interessanti opportunità di insediamento. Soprattutto se gli allacciamenti alla rete sono di prim’ordine, permettendo quel telelavoro destinato a diventare una modalità sempre più sfruttata.

Denaro: non fa la felicità, però aiuta… Sappiamo che il futuro (su scala comunale, cantonale, nazionale e finanche mondiale) potrebbe non essere facile, ma i cosiddetti “fondamentali” da cui parte il nuovo Comune sono nel complesso una buona base comparativa. Certo, come per tutti sarà necessario adattarsi e tenere alta l’attenzione.

Lavoro: quello che vi aspetta è tanto, ma partite da una situazione buona, anche grazie all’importante lavoro svolto dal gruppo che accompagna il nuovo Comune, di cui i qui presenti ex-sindaci di Croglio, Monteggio e Ponte Tresa fanno parte. Ciò facilita di molto un avvio che di fatto è già lanciato. In questo i segretari comunali, insieme alle intere amministrazioni, sono e saranno un supporto prezioso.  

Amore: è quello che non potrà mancare in tutti voi nell’affrontare quotidianamente le sfide che pone questa nuova creatura. In fondo è propria la passione per questo territorio e per la sua comunità che vi ha spinti fino qui e che vi auguro vi spingerà nel futuro.  

A voi e a Tresa: Auguri!

Incontri di lavoro a Roma su sicurezza, turismo, sviluppo economico e trasporti per il presidente del Governo Norman Gobbi

Incontri di lavoro a Roma su sicurezza, turismo, sviluppo economico e trasporti per il presidente del Governo Norman Gobbi

Comunicato stampa

Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi nel suo viaggio di lavoro a Roma dal 18 al 20 aprile ha avuto una serie di incontri istituzionali di alto livello, fra cui spiccano quelli con due Ministri del nuovo Governo, responsabili per lo sviluppo economico e il turismo. Inoltre durante l’incontro con il Sottosegretario del Ministero degli interni sono state poste le premesse per la firma dell’accordo che risolve le vertenze sorte nel 2020 relative allo scambio di informazioni per il rilascio delle autorizzazioni a favore degli agenti di sicurezza italiani operanti in agenzie private ticinesi nell’ambito dell’attività di investigazione e sorveglianza. La delegazione ha colto pure l’occasione per recarsi in Vaticano e visitare il Comando della Guardia svizzera Pontificia.

Il viaggio di lavoro del Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi – accompagnato a Roma da una delegazione composta dal Delegato per le relazioni esterne Francesco Quattrini, dal comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e dal capo sezione della Sezione del militare e della protezione della popolazione Ryan Pedevilla – ha permesso di discutere in prima persona alcune questioni prioritarie per il Canton Ticino, nell’ambito dei continui aggiornamenti delle relazioni politiche fra Svizzera e Italia.
Il primo incontro della mattinata di lunedì 19 aprile si è tenuto in Vaticano. I colloqui si sono svolti con il comandante della Guardia svizzera Pontificia Christoph Graf e hanno toccato in particolare la formazione delle guardie del Papa. Come è noto, una parte dell’istruzione viene fornita dalla Polizia cantonale ticinese, attraverso la sua sezione della formazione. In questo contesto sono stati presentati alcuni piani specifici che riguarderanno la futura formazione delle guardie svizzere in Ticino.
Nel pomeriggio sono iniziati i colloqui ministeriali. Il primo interlocutore politico della delegazione ufficiale del Canton Ticino è stato il Ministro al turismo Massimo Garavaglia, con il quale sono state affrontate svariate questioni legate alla promozione della Regione transfrontaliera e i progetti previsti nell’ambito della Comunità di lavoro Regio Insubrica nonché al futuro rilancio turistico dopo l’attuale crisi pandemica.
Nel colloquio con il Ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, il Presidente del Governo ticinese Norman Gobbi ha invece toccato un ampio ventaglio di temi legati allo sviluppo economico, anche in chiave di rilancio post-Covid. In questo ambito si è discusso dell’accordo fra Svizzera e Italia sull’imposizione dei lavoratori frontalieri, dell’accesso al mercato italiano per i servizi finanziari transfrontalieri, delle black list, della cooperazione Interreg per il periodo 2021/2027, nonché dei progetti di sviluppo di infrastrutture di mobilità in relazione con il Recovery fund.
 A seguire si è tenuto l’incontro con il Sottosegretario del Ministero degli Interni Nicola Molteni, con il quale sono stati discussi temi relativi alla collaborazione fra le polizie, la migrazione e la lotta alla criminalità organizzata. È inoltre stato discusso l’accordo che risolverà alcune questioni sorte in ambito di scambio di informazioni tra i due Paesi relative al rinnovo/rilascio delle autorizzazioni nell’ambito delle attività di investigazione e sorveglianza per gli agenti delle agenzie private di sicurezza ticinesi. Tale accordo è stato in seguito sottoscritto oggi, martedì, dal capo della Polizia di Stato Lamberto Giannini e il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi. “È stata trovata una soluzione pragmatica – sottolinea il Presidente del Governo cantonale Norman Gobbi – che permetterà ai servizi del Dipartimento delle istituzioni di certificare la “buona condotta” da parte di coloro che richiederanno l’autorizzazione di poter operare in Ticino nell’ambito delle attività di agenti di sicurezza. Tengo a ringraziare l’ambasciata svizzera a Roma per aver efficacemente collaborato a trovare questa intesa con la controparte italiana”.
Va infine segnalato che, in vista dell’esercitazione internazionale delle forze di sicurezza e primo intervento «Odescalchi 2022», la delegazione del Canton Ticino, sempre martedì, ha tenuto una riunione di lavoro con il Capo Dipartimento della Protezione civile italiana, Fabrizio Curcio.

Giorgetti incontra Gobbi, presidente del governo del Canton Ticino

Giorgetti incontra Gobbi, presidente del governo del Canton Ticino

Si è svolto oggi al Ministero l’incontro tra il ministro Giancarlo Giorgetti e una delegazione del Canton Ticino guidata dal presidente del governo, Norman Gobbi.
La riunione, che si è svolta in un clima cordiale, nasce con lo scopo di fare il punto su diversi dossier economici tra i due governi anche alla luce delle criticità conseguenza della pandemia.
Di particolare importanza il programma di cooperazione transfrontaliera 2021-2027 che comprende risorse notevoli per lo sviluppo economico, sociale e ambientale dei due Paesi confinanti.
Il ministro si è detto sicuro che sarà possibile proseguire sulla strada di una cooperazione “senza guerre e concorrenza” ma con lo spirito costruttivo che fino a oggi ha contraddistinto i rapporti.
Giorgetti ha insistito anche sui risvolti positivi che ci saranno con risorse e modalità derivanti dall’applicazione del Recovery, non solo per l’aspetto economico ma anche per la prevista semplificazione normativa.

Comunicato stampa del Ministero dello sviluppo economico – Governo italiano (Mise)
https://www.mise.gov.it/index.php/it/per-i-media/notizie/2042236-giorgetti-incontra-gobbi-presidente-del-governo-del-canton-ticino

Il Presidente del Consiglio di Stato in viaggio di lavoro a Roma

Il Presidente del Consiglio di Stato in viaggio di lavoro a Roma

Comunicato stampa

Dal 18 al 20 aprile, il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi sarà impegnato in un viaggio di lavoro a Roma: il programma prevede la sottoscrizione di un accordo che risolverà le attuali vertenze relative ai permessi per le guardie giurate, e una serie di incontri istituzionali di alto livello ministeriale.

 Il viaggio di lavoro a Roma del Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha quale obiettivo principale la sottoscrizione di un accordo con il Ministero degli interni italiano, per la ripresa dello scambio delle informazioni fra l’Italia e la Svizzera in vista del rilascio delle autorizzazioni per gli agenti privati di sicurezza. Parimenti, il Presidente del Governo avrà l’opportunità di discutere in prima persona alcune questioni prioritarie per il Canton Ticino.
Nell’ambito della visita si terrà inoltre l’incontro presso la Santa Sede con il Comandante della Guardia Svizzera Pontificia, Christoph Graf, per fare il punto sul programma di formazione delle guardie svizzere. A livello ministeriale si prevedono poi appuntamenti con il Ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, con il Ministro al turismo Massimo Garavaglia, con il Sottosegretario del Ministero degli Interni Nicola Molteni.Va infine segnalato che, in vista dell’esercitazione internazionale delle forze di sicurezza e primo intervento «Odescalchi 2022», la delegazione del Canton Ticino terrà una riunione di lavoro con il Capo Dipartimento della Protezione civile italiana, Fabrizio Curcio. Martedì 20 aprile nel pomeriggio, al termine della visita, è previsto un punto stampa per i corrispondenti svizzeri.

“Si potevano anticipare le aperture”

“Si potevano anticipare le aperture”

Norman Gobbi accoglie positivamente le decisioni della Confederazione, anche se le ritiene un po’ tardive – Per Marcus Caduff è “la direzione giusta”

Le prime reazioni ticinesi agli allentamenti decisi oggi, mercoledì, dal Consiglio federale, giungono dal presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, che rimarca come si sarebbe potuto anticipare queste aperture: “Questi allentamenti del Consiglio federale sono sicuramente una cosa positiva, ma potevano essere fatti anche dieci giorni fa. Nonostante un importante afflusso di turisti dal nord delle Alpi, dopo Pasqua non c’è stata un’esplosione dei casi in Ticino. Significa che c’è una certa stagionalità del virus, come abbiamo visto l’anno scorso”.
Il deputato leghista si augura ora che a fine mese si potrà aprire in maniera ancora più massiccia: “Quello odierno è un primo piccolo passo, le aspettative della popolazione sono però più elevate. Spero che per la fine del mese si possa tornare alla normalità, che comunque comporterà il rispetto dei piani di protezione”. Gobbi guarda già alla prossima estate: “C’è la voglia di tornare a vivere assieme. L’estate 2020 non è stata problematica, malgrado un importante afflusso di persone da fuori cantone e alle numerose attività promosse all’interno dello stesso. Non c’è stata un’esplosione dei casi e questo è un elemento positivo. D’altra parte, lo sappiamo, dovremo rispettare dei comportamenti basilari per tenere sotto controllo la situazione, specie in vista di grandi eventi”.
Anche il Consigliere di Stato grigionese Marcus Caduff condivide la scelta dell’Esecutivo federale: “Le decisioni vanno nella direzione giusta. Ci aspettavamo che non si sarebbe deciso di aprire del tutto i ristoranti, ma la possibilità di usare le terrazze è una cosa positiva. Rimangono però delle sfide per i ristoranti, devono avere diritto a delle indennità. Serve però ancora prudenza, la crisi sanitaria non è terminata, ma si possano prendere questi rischi decisi oggi perché le persone vulnerabili sono vaccinate.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Si-potevano-anticipare-le-aperture-13991641.html

Da www.rsi.ch/news

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Gobbi: “La gente conosce le regole, sa che se non si rispettano si richiude”
“Troppo ottimista pensare a riaperture a maggio? Calcoliamo che lo scorso anno quando si riaprì a maggio, qualcuno pensava a delle stragi. Lo stesso è avvenuto a Pasqua e per fortuna è stato tutto sotto controllo”
Riaprire completamente a maggio? Sono le ipotesi ventilate, in cui ovviamente si spera, di Berna. Norman Gobbi le accoglie positivamente.
“Troppo ottimista pensarci? Calcoliamo che lo scorso anno quando si riaprì a maggio, qualcuno pensava a delle stragi. Lo stesso è avvenuto a Pasqua e per fortuna è stato tutto sotto controllo”, ha spiegato, in collegamento con la RSI. “E perché è avvenuto? Le persone sanno che cosa fare, rispettano le regole”. “D’altro canto, si è consapevoli che se non vengono seguite, si richiude”, ha avvisato.
Dunque, l’augurio è di poter davvero riaprire. Il Ticino sta valutando la questione dei test di massa e una decisione è attesa la prossima settimana, anche se per Gobbi la vera utilità riguarda grossi focolai, come poteva essere quello del Liceo di Lugano.

Da www.liberatv.ch

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“Non è una riapertura senza regole”

Norman Gobbi è soddisfatto delle decisioni di Berna ma sottolinea: “Avevamo già chiesto l’apertura a Pasqua”. La campagna di vaccinazione? “Sta portando i suoi frutti”

Allentamenti in arrivo da lunedì 19 aprile. È questa la decisione del Consiglio federale, il quale oggi in conferenza stampa da Berna ha presentato la sua strategia. A margine dell’incontro, il presidente del Consiglio di Stato ha espresso le sue considerazioni in diretta a Ticinonews su Teleticino.

Cosa ne pensa?

“È un passo positivo, benché avessimo già chiesto l’apertura delle terrazze per Pasqua. Un periodo per cui alcuni hanno paventato scenari catastrofici che non si sono verificati: la settimana scorsa abbiamo avuto una diminuzione di un terzo dei contagi e questa settimana l’andamento è simile a quella precedente. Quello che chiedeva il Governo ticinese era dunque sensato. Il Consiglio federale ha deciso di fare una scelta prudente”.

Solo un parametro era rispettato, non c’è il rischio di velocizzare le aperture?
“Questa è una valutazione che ha fatto il Consiglio federale. Se tengo conto di quello che abbiamo vissuto nel 2020 con le riaperture molto accelerate in maggio, alla fine non abbiamo avuto gli scenari apocalittici. Questo significa che la popolazione segue le misure ma è stanca, ma vuol anche dire che la campagna di vaccinazione sta portando i suoi frutti. Questo permette di guardare con positività la situazione, la Svizzera nonostante le chiusure dei ristoranti e le aperture delle stazioni sciistiche non ha avuto grossi problemi come è successo all’estero. Il Canton Ticino sta beneficiando di un’evoluzione anche più positiva”.

Auspica un’estensione degli spazi all’aperto per il settore della ristorazione?
“Lo avevamo già fatto l’anno scorso quando nel mese di maggio era stata data la possibilità chiedendo ai comuni di essere più generosi. Questo credo che sarà fatto anche quest’anno, i Comuni sono vicini agli esercenti del proprio territorio. L’aspetto più importante è che si tratta di una riapertura con delle regole e queste vanno rispettate”.

Viste le riaperture, sul capitolo delle dogane ci potrebbero essere delle riaperture?
“Questo dipende dal governo italiano. L’Italia sta avendo un’evoluzione positiva, le regioni confinanti sono passate dal rosso all’arancione e significa che il virus ha un effetto stagionale che da noi è un effetto di maggior vita all’esterno rispetto che all’interno”.

Da adesso via ripercorreremo la stessa situazione della scorsa estate?
“Il Consiglio federale vuole avere un passo prudente con test di massa e un importante campagna di vaccinazione. La Svizzera è ai primi posti in questo senso e il Canton Ticino ha fatto uno sforzo per tutelare la fascia di popolazione che ha sofferto”.

https://www.ticinonews.ch/ticino/non-e-una-riapertura-senza-regole-LY4076368

Da www.ticinonews.ch

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Norman Gobbi: «È lo spiraglio che tutti aspettavamo»
Il presidente del Consiglio di Stato saluta favorevolmente la decisione di Berna – «Benché parziale, questa prima riapertura fornisce una prospettiva agli operatori economici.
La decisione sulle terrazze conferma che forse la stessa decisione poteva essere adotta già a Pasqua»

Sollecitata per il fine settimana pasquale da Gastrosuisse e appoggiata dal Consiglio di Stato, la riapertura delle terrazze dei ristoranti si è infine concretizzata. Il Governo ha accolto favorevolmente gli allentamenti decisi da Berna, seppur con la convinzione che si sarebbe anche potuto giocare d’anticipo: «Salutiamo favorevolmente la decisione di riaprire almeno le terrazze dei ristoranti e dei bar», afferma il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi. «Benché parziale, questa prima riapertura fornisce una prospettiva agli operatori economici. La decisione odierna sulla riapertura delle terrazze conferma che forse la stessa decisione poteva essere adotta già per il periodo pasquale. Si tratta comunque di un segnale importante per tutta la società: la Svizzera è incamminata sulla strada del ritorno alla normalità».

Graduale ritorno alla normalità
Un ritorno alla normalità, seppur graduale, che passa anche dagli allentamenti per le attività culturali e per le attività sportive sia all’interno, sia all’aperto. Un passo nella direzione soprattutto dei ragazzi e dei giovani adulti. Tuttavia, se da un lato questi allentamenti sono da interpretare come un segnale positivo, dall’altro è chiaro che non si può ancora cantare vittoria. «La decisione di Berna deve infondere fiducia e speranza: il traguardo si sta avvicinando», osserva Gobbi, che precisa: «La situazione resta delicata e fragile. La campagna di vaccinazione procede in maniera costante, condizionata però dal numero di dosi a disposizione. Il nostro auspicio è che possa davvero arrivare il cambio di velocità che stiamo aspettando con trepidazione. Il Ticino è pronto per questo cambio di velocità, non appena la materia prima ci verrà consegnata». Già, le vaccinazioni. La campagna è nel suo pieno svolgimento ma a destare qualche preoccupazione sono i problemi riscontrati da AstraZeneca e Johnson & Johnson. Due prodotti che, lo ricordiamo, in Svizzera non sono utilizzati. «È importante affermare con forza che i vaccini scelti dalla Svizzera (Pfizer e Moderna, ndr) si stanno dimostrando sicuri ed efficaci. Sono lo strumento imprescindibile per superare la crisi. Come Consiglio di Stato siamo contenti che l’adesione alla campagna sia molto buona: speriamo che questa fiducia si confermi anche con le fasce più giovani della popolazione. Come abbiamo detto più volte, senza la partecipazione attiva della popolazione non potremo uscire da questa crisi».

La responsabilità individuale
Popolazione che, nonostante gli allentamenti e l’aumento delle persone vaccinate, è ancora chiamata a un comportamento responsabile. «Voglio sottolineare che le regole di comportamento devono continuare a essere rispettate. Lo ripeto ancora una volta: dobbiamo rimanere prudenti e disciplinati. Il periodo pasquale è stato esemplare in questo senso: abbiamo dimostrato di saper seguire le regole e abbiamo tenuto sotto controllo la diffusione del virus».

Il bilancio di Pasqua
Gettando uno sguardo proprio al fine settimana pasquale, il bilancio di questa data segnata in rosso sul calendario turistico ticinese è stato più che positivo. Ancora il presidente del Consiglio di Stato: «Il grande afflusso di turisti a Pasqua è stato sicuramente benefico per la nostra economia. Tutto si è però svolto in maniera ordinata, e per questo voglio ringraziare tutti i Comuni e gli enti esterni che hanno collaborato alla sensibilizzazione dei nostri amici confederati».

Da www.cdt.ch

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NORMAN GOBBI ‘Sulla strada del ritorno verso la normalità’

“Il Consiglio di Stato saluta favorevolmente la decisione del Consiglio federale di riaprire almeno le terrazze dei ristoranti e dei bar”. È quanto afferma il presidente del governo Norman Gobbi attraverso una breve nota. “Benché parziale, questa prima riapertura fornisce una prospettiva agli operatori economici”, continua Gobbi sottolineando che “la decisione odierna sulle riaperture delle terrazze conferma che poteva essere adottata già per il periodo pasquale”. Ricordiamo che il Consiglio di Stato, proprio nell’imminenza della Pasqua che segna di fatto l’inizio della stagione turistica, aveva sollecitato più volte il Consiglio federale ad allentare proprio la misura relativa alle terrazze. “Si tratta comunque di un segnale importante per tutta la società: la Svizzera è incamminata sulla strada del ritorno alla normalità”.
Lo stesso discorso vale per le riaperture delle attività culturali e per attività sportive sia all’interno, sia all’aperto. “Permangono delle limitazioni, ma è uno spiraglio che dovrebbe contribuire a favorire il nostro benessere psicofisico”, commenta il presidente del Consiglio di Stato. La situazione resta comunque delicata e fragile. “La campagna di vaccinazione procede in maniera costante, condizionata però dal numero di dosi a disposizione”. “L’auspicio è che possa davvero arrivare il cambio di velocità che stiamo attendendo con trepidazione”, aggiunge Gobbi che ricorda come è pronto a questo cambio di velocità “avendo creato un’organizzazione efficace”. Tutto dipenderà dalla velocità di fornitura dei vaccini.
Ma al di là dell’aumento del numero di persone vaccinate, Gobbi sottolinea “che le regole di comportamento devono continuare a essere rispettate continuando a rimanere prudenti e disciplinati”. “Il periodo pasquale – si continua ancora – è stato esemplare in questo senso avendo dimostrato di sapere seguire le regole tenendo sotto controllo la diffusione del virus”.
Il grande afflusso di turisti a Pasqua è stato certamente benefico per l’economia. “Tutto si è però svolto in maniera ordinata grazie anche alla collaborazione dei Comuni e degli enti esterni che hanno sensibilizzato i nostri amici confederati”, scrive Gobbi che conclude con un invito alla fiducia: “Non durerà pre sempre e la strada intrapresa è quella giusta”.

Da www.laregione.ch

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Flyer

Elezioni comunali 2021 – Scadenze e programma dello spoglio

Elezioni comunali 2021 – Scadenze e programma dello spoglio

Comunicato stampa

Domenica prossima, 18 aprile 2021, è previsto il rinnovo dei Municipi e dei Consigli comunali nelle località ticinesi che prevedono un’elezione combattuta. Nell’imminenza di questo momento centrale per la vita delle istituzioni del nostro Cantone – come ricorda anche la campagna di sensibilizzazione «Il mio voto, la mia voce» – il Consiglio di Stato rinnova l’invito alla cittadinanza a esercitare il proprio diritto di voto. Le elettrici e gli elettori che utilizzeranno il voto per corrispondenza, inoltre, sono esortati a tenere in considerazione le scadenze postali.

In vista del 18 aprile, il Consiglio di Stato ricorda nuovamente a tutta la cittadinanza ticinese che votare per le elezioni comunali è essenziale per partecipare attivamente alla vita del proprio Comune. Considerata l’attuale situazione epidemiologica, il Governo conferma inoltre il proprio invito a privilegiare il voto per corrispondenza, possibile dal momento in cui ogni cittadino ha ricevuto il materiale di voto.
Chi ha scelto di utilizzare il voto per corrispondenza – modalità che assicura a tutti la piena sicurezza sanitaria nell’espressione delle proprie preferenze – deve ricordare le scadenze postali: le buste compilate dovranno essere spedite entro martedì 13 aprile (posta B) o giovedì 15 aprile (posta A), oppure depositate nelle cassette comunali entro le 12.00 di domenica 18 aprile.
Per quanto riguarda invece i lavori di spoglio, i dati in tempo reale saranno consultabili come di consueto sul sito web del Cantone, accompagnati da aggiornamenti in diretta attraverso il canale twitter @ti_SIC. Va ricordato che, a causa delle disposizioni sanitarie, la pubblicazione avverrà più lentamente rispetto al passato. È quindi verosimile che i risultati dei Municipi delle principali Città ticinesi siano resi noti solo nella giornata di lunedì 19 aprile.
Il Consiglio di Stato coglie l’occasione per sottolineare nuovamente la centralità del voto di ogni cittadina e ogni cittadino, come segno di vitalità della nostra democrazia diretta. Come ricorda anche la campagna di sensibilizzazione denominata «Il mio voto, la mia voce», l’auspicio del Governo è infatti che la pandemia non scoraggi le elettrici e gli elettori dal partecipare alla scelta delle persone che guideranno i loro Comuni nei prossimi tre anni.

«Una barricata meno rumorosa e più costruttiva»

«Una barricata meno rumorosa e più costruttiva»

Che ricordi ha di quel giorno, quando la Lega conquistò il secondo seggio?
«Arrivavo da un periodo particolare. Ero da un anno subentrato al compianto Attilio Bignasca in Consiglio nazionale, la campagna fu molto agitata poiché – con la rinuncia a ricandidarsi di Gabriele Gendotti – si poteva sognare il raddoppio. La domenica 10 aprile la passai con familiari e amici (mia figlia Gaia aveva appena 3 mesi e mezzo) all’Agriturismo Altanca in attesa dei risultati. Poi, appena si capì che la mia elezione era certa, con Rodolfo Pantani alla guida scendemmo a Lugano sino in piazza della Riforma, già gremita di amici leghisti. La gioia era tanta, come testimoniano le foto di quel momento, soprattutto per il Nano che quel giorno festeggiava pure il compleanno e l’inizio del suo agognato “triplete”, che si concluse con la conquista del sindacato di Lugano con Borradori nel 2013».

Dopo la vittoria il Nano disse che dai due leghisti si aspettava il rispetto del decalogo. Quel decalogo finì sul tavolo del Governo?
«Il decalogo leghista era ed è un programma di partito, mentre all’interno di un Governo si lavora in squadra, ognuno però con i suoi valori e le sue idee politiche. Noi queste idee, riprodotte nel decalogo, le abbiamo portate. Pensiamo al blocco dei ristorni fatto nel giugno 2011. Sul fatto del “governiamo noi”, quando venni eletto venivo da un’esperienza comunale dove c’era (e c’è) una maggioranza assoluta di un’altra forza nel Municipio, e quindi non ho mai inteso e vissuto il governare come un imporre bensì come un costruire, se possibile assieme».

Com’è cambiato il modo di governare e di fare politica della Lega con il raddoppio?
«Quella che Giorgio Salvadè chiamava “Lega di governo e barricata” è rimasta, anche se forse la barricata è un po’ meno rumorosa e più costruttiva. Da 26 anni la Lega siede in Consiglio di Stato, da 10 con due consiglieri di Stato. Questo ha portato per taluni a essere troppo filogovernativi, anche se personalmente le critiche le prendo positivamente se giustificate (vedi radar ad esempio), proprio perché sono nato politicamente in Gran Consiglio mettendo in discussione l’azione politica anche del nostro unico consigliere di Stato di allora (Marco Borradori, ndr)».

Le toccò il «poco simpatico» Dipartimento delle istituzioni, che disse di aver trovato «completamente azzurro» (PPD, ndr). E oggi?
«Poco simpatico ma voluto. Poco simpatico perché, capiti quel che capiti, siamo più esposti di altri poiché a maggior contatto con la cittadinanza; voluto perché vedevo un grande potenziale di miglioramento, nonché per la mia inclinazione personale. Dopo 10 anni il Dipartimento è più equilibrato, sia per sensibilità politiche sia per genere. Il mono pensiero è acritico e pericoloso, perché da un lato non ci si innova e dall’altra parte non ci si mette in discussione».

Sono passati 10 anni, cosa ha fatto di leghista questo Governo con la vostra spinta?
«Il Governo è finalmente un Governo di uomini di Stato e non rappresentanti di partito. Forse il tavolo di sasso o i presunti “maître à penser” esistono ancora, ma oggi il Consiglio di Stato è più sovrano e mi permetto di dire anche più autorevole rispetto al passato. Le decisioni le prendiamo noi, non altri. La spinta leghista? Beh, sicuramente ha portato il Governo ad avvicinarsi alla gente; ricordo con piacere il pranzo a San Martino con il Governo in corpore nel 2015 sotto la mia presidenza. Alla fine siamo dei semplici servitori dello Stato e quindi del Popolo, e questo non lo dimentico mai, come ricordo frequentemente ai miei funzionari dirigenti. Questa spinta, questa energia e questo impegno voglio continuare a metterli al servizio delle cittadine e dei cittadini ticinesi ancora nei prossimi anni di Governo».

Intervista all’interno dell’edizione di sabato 10 aprile 2021 del Corriere del Ticino

«Distanti ma vicini» – Gli auguri di buona Pasqua del Consiglio di Stato

«Distanti ma vicini» – Gli auguri di buona Pasqua del Consiglio di Stato

Comunicato stampa

Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi ha realizzato un videomessaggio in occasione della Pasqua, per augurare alla popolazione e ai molti amici del Ticino un sereno periodo festivo e rammentare le raccomandazioni di comportamento necessarie per limitare la diffusione del coronavirus nel nostro Cantone.

Il videomessaggio del Presidente del Consiglio di Stato coglie l’occasione dall’imminenza della Pasqua per rammentare le principali regole e raccomandazioni di comportamento legate alla pandemia.
Le giornate più lunghe e le temperature in aumento, infatti, accresceranno la voglia di passare tempo all’aperto, in compagnia di familiari e amici – e di approfittare della bellezza del nostro territorio. Poiché l’evoluzione della pandemia rimane molto incerta, anche per la presenza delle nuove varianti del virus, occorrerà tuttavia continuare a rispettare scrupolosamente le misure sanitarie, come la popolazione ticinese ha fatto finora: solo così eviteremo di vanificare i tanti sforzi profusi da tutti per ridurre i nuovi contagi.
Nonostante la minaccia rimanga presente, il Presidente del Consiglio di Stato ricorda comunque che al momento non mancano i segnali positivi. La campagna di vaccinazione è iniziata e, grazie alla conferma delle forniture, sta prendendo finalmente velocità. Le case anziani sono luoghi sicuri, in cui il virus è quasi completamente scomparso, mentre gli ospedali e il loro personale sono occupati ma non sotto pressione, come in alcuni momenti degli ultimi dodici mesi.
Il Consiglio di Stato è pertanto convinto che in questo 2021 sarà possibile tornare a vivere una Pasqua serena. La condizione affinché ciò avvenga è che tutti, ticinesi e amici del nostro Cantone che vengono da fuori, rispettino le regole.

 

 

Il lockdown non blocca gli spacciatori di droga

Il lockdown non blocca gli spacciatori di droga

Comunicato stampa

Il lockdown del 2020 non ha scoraggiato le attività criminali di trafficati e spacciatori. Per quanto riguarda i sequestri di stupefacenti, in gran parte riconducibili a droga in transito, nel 2020 la collaborazione tra la Sezione antidroga della Polizia cantonale (SAD) e i suoi partner ha permesso di intercettare 245.9 chili di hashish (3.8 nel 2019), 78.7 chili di marijuana (22.6), 16 chili di cocaina (28.5 nel 2019), 11.8 chili di eroina (4.6), 761 grammi di anfetamina, 398 pezzi di Lsd, 77 grammi e 44 pezzi di ecstasy nonché 957 piante di canapa (937). Importanti anche i sequestri di denaro provento del narcotraffico, somme che ammontano a poco meno di 92’000 franchi e a circa 235’000 euro. Le persone denunciate per reati concernenti la Legge federale sugli stupefacenti sono state complessivamente 1’482 (1’773 nel 2019), di cui 270 minorenni (311). Gli arresti hanno raggiunto quota 84 (115). Le morti per overdose sono state 7 (11). 

A livello mondiale la canapa e i suoi derivati sono le sostanze maggiormente consumate. A questo risultato contribuisce la sua facilità di coltivazione in qualsiasi periodo dell’anno grazie al sistema indoor, che eleva anche il tenore del suo principio attivo. Anche la disponibilità di cocaina, in gran parte prodotta in Colombia, non cessa di aumentare, favorendo prezzi al dettaglio sempre più bassi. Il consumo di oppioidi, compresi i suoi derivati farmacologici, ha causato, secondo alcune stime, i due terzi dei decessi mondiali collegati all’uso di droghe. Altro fenomeno in crescita è quello riferito all’assunzione di droghe sintetiche, soprattutto tra i più giovani, e nuove sostanze psicoattive, sostituti delle classiche droghe che possono comportare analoghe minacce per la salute. In Ticino la situazione è sostanzialmente speculare a quella del resto della Svizzera. Il mercato è dominato dalla marijuana, seguita dalla cocaina e dall’eroina. Sostanza quest’ultima il cui consumo si riteneva in diminuzione. Alle nostre latitudini non si è ancora assistito al forte incremento dell’utilizzo di farmaci, in particolare gli oppioidi, siano essi regolarmente prescritti oppure reperiti sul mercato illegale. Alcuni timidi segnali inducono a ritenere che, trattandosi di sostanze relativamente facili da reperire e dai costi inferiori rispetto alle altre droghe, potrebbe aumentare il numero di consumatori. Una pratica estremamente pericolosa è quella legata all’assunzione simultanea di bevande alcoliche e di sostanze stupefacenti. Fenomeno questo riscontrabile soprattutto tra i giovani che ricercano sempre nuovi modi per raggiungere il massimo dello sballo. Nonostante il lockdown, sia il traffico sia il consumo illecito di sostanze stupefacenti non si sono mai interrotti del tutto. Nel nostro Cantone non vi è mai stata penuria di droga. Si può ipoteticamente ritenere che si sia dato fondo alle scorte già presenti e che nel contempo i canali d’importazione siano stati momentaneamente modificati sia nella rotta, prediligendo l’asse nord – sud, sia nei vettori o nei canali di approvvigionamento, ad esempio il dark web. Le modalità di vendita e di consumo sono rimaste immutate. Salvo rare eccezioni, in Ticino persiste l’assenza della
cosiddetta scena aperta, sia per quanto riguarda lo spaccio sia per il consumo personale. È sempre costante la presenza di spacciatori di origini albanesi che soggiornano illegalmente sull’intero territorio cantonale grazie alla compiacenza di consumatori locali i quali, in cambio di piccole dosi o di una partecipazione alle spese dell’affitto, li ospitano nelle loro abitazioni. Nonostante le inchieste svolte durante l’anno abbiano inferto duri colpi a queste organizzazioni, le stesse hanno regolarmente rimpiazzato gli spacciatori arrestati. Altra presenza costante, specie nel Luganese e nel Locarnese, è quella dei trafficanti di origini dominicane, attivi soprattutto nello spaccio della cocaina. I sequestri effettuati sia dalla Polizia sia dall’Amministrazione federale delle dogane hanno subìto alcune fluttuazioni che comunque non trovano riscontro con una recrudescenza o una diminuzione dell’attività criminosa. La differenza maggiore è data dai sequestri di hashish (246 chili). Un quantitativo più che raddoppiato rispetto al 2019 grazie a un importante sequestro avvenuto alla frontiera con l’Italia. Un’inchiesta coordinata dal Ministero Pubblico della Confederazione ha portato al sequestro di 10 chili di cocaina rinvenuta all’interno di una cassa di banane presso la filiale di un supermercato nel Mendrisiotto. Analoghi riscontri
vi sono stati in diversi altri cantoni. Importante sottolineare che, essendo il Ticino ubicato lungo la principale rotta nord – sud e viceversa, spesso lo stupefacente sequestrato ai valichi doganali non è destinato al mercato svizzero bensì a quello del Nord Europa, rispettivamente della vicina Italia. Nel corso del 2020 il Ticino si è allineato alla procedura che permette di non punire il solo possesso di canapa e derivati ai fini del consumo e per un quantitativo massimo di 10 grammi. La conseguenza è stata una diminuzione delle multe disciplinari canapa, passate dalle 903 del 2019 alle 241 del 2020.