Troppi interventi e ancora troppi comportamenti irresponsabili

Troppi interventi e ancora troppi comportamenti irresponsabili

Intervista a Matteo Cocchi (capo dello Stato Maggiore cantonale di condotta) pubblicata nell’edizione di venerdì 20 marzo 2020 del Corriere del Ticino

«Troppi comportamenti irresponsabili». È eloquente il commento del comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, che in questa situazione straordinaria dirige lo Stato Maggiore cantonale di condotta (SMCC).
Cocchi, per sensibilizzare ulteriormente la popolazione, lancia una nuova campagna con uno slogan che non lascia spazio a interpretazioni: «Se vuoi uscire (ancora) devi stare a casa (ora)».

Comandante, lunedì scorso il suo primo bilancio sulla risposta della popolazione in seguito alle misure emanate dal Governo era in chiaroscuro: oggi la situazione è migliorata?
«No, purtroppo devo dire che non ci siamo ancora. È vero che la popolazione, in tutte le sue fasce d’età, è più sensibilizzata rispetto a quattro giorni fa, ma il cambiamento comportamentale non è ancora assolutamente sufficiente. Il messaggio che deve essere compreso profondamente dai ticinesi è: se vuoi uscire (ancora), devi stare a casa (ora). Un messaggio forte, me ne rendo conto. Le giornate soleggiate di questo ponte festivo “obbligatorio” sono accattivanti per uscire, ma tutti devono fare uno sforzo personale e responsabile. Da subito».

Ci si interroga ancora troppo spesso su cosa sia permesso e cosa sia vietato all’esterno delle mura domestiche, sebbene il messaggio, chiaro, sia quello di rimanere a casa: come mai?
«Il problema di fondo è proprio questo: si sta a sindacare sul tipo di uscita, sul genere di incontri o sul concetto di ciò che è indispensabile in termini di impegno professionale. E non ci si rende conto che la situazione è seria. È il momento di fermarsi e, uniti, contribuire a rallentare la curva della crescita dei contagi. Il tempo per le gite e le belle passeggiate è da posticipare di qualche settimana. Ora stiamo il più possibile in casa ed evitiamo al massimo i contatti sociali. Questo preserverà letti liberi in ospedale».

Tornando ai comportamenti irresponsabili, lei lunedì scorso ha utilizzato una metafora calcistica: ha dunque già mostrato qualche cartellino rosso in questi giorni oppure non si è ancora arrivati a vere e proprie sanzioni?
«Non è ancora il momento di tirare le somme. Gli interventi sono stati però diversi, anzi direi che sono stati assolutamente troppi. Richiamo nuovamente tutti alla propria responsabilità individuale».

Le segnalazioni di privati cittadini che notano una mancata osservanza dei divieti vi sono d’aiuto in questa fase?
«Certo, ed è importante che ognuno faccia la sua parte. Ma determinante è che il comportamento sbagliato di alcuni non sia l’alibi per gli altri. Troppo spesso si cerca di giustificare comportamenti non corretti confrontandosi con atteggiamenti ancora peggiori che si osservano sul territorio».

Come è stato organizzato il pattugliamento a favore del rispetto delle norme?
«È stato istituito un servizio dedicato e capillare che garantisce un controllo accresciuto e un contatto diretto con quella parte di popolazione che ancora, purtroppo, non mette in pratica correttamente le disposizioni del Governo».

Qual è la prassi d’intervento? Dopo la fase di sensibilizzazione si passa alla sanzione in caso di reiterata inosservanza delle norme comportamentali?
«Il concetto dell’intervento è soprattutto sensibilizzare. Se questo non è sufficiente vengono evidentemente presi provvedimenti necessari a livello sanzionatorio».

In Italia si sta pensando di vietare tutte le attività all’aperto: si arriverà a questo tipo di misura anche in Ticino?
«Noi stiamo seguendo una linea che prevede l’introduzione graduale di provvedimenti, indicati in particolare dal medico cantonale e dalla cellula sanitaria dello Stato Maggiore cantonale di condotta: provvedimenti che intendono rallentare la diffusione del contagio e quindi non posso escludere che nei prossimi giorni si possa aumentare la stretta ed emanare direttive ancora più severe».

Come si riesce a conciliare l’intervento ordinario della Polizia cantonale con l’emergenza coronavirus che assorbe ormai gran parte del vostro tempo?
«Come Polizia siamo pronti ad affrontare le sfide che ci aspettano su entrambi i fronti. Con questo intendo dire che la Polizia cantonale e quelle comunali, remando nella stessa direzione e consapevoli dell’importanza della missione, stanno mettendo in campo tutte le misure pianificate per affrontare questi momenti difficili».

E come sono scandite in queste settimane concitate le giornate del comandante Cocchi?
«Sono giornate lunghe, intense e “ritmate” da una situazione che cambia in continuazione e soprattutto evolve negativamente per quanto riguarda contagi, ospedalizzazioni e decessi. Io e il mio sostituto Ryan Pedevilla, possiamo contare sul contributo di uno Stato Maggiore costituito da persone di valore che si stanno adoperando per fornire un fondamentale contributo alla situazione di crisi e con cui ci confronteremo per diverse settimane. Per quanto riguarda la Polizia, nel suo compito legato alla crisi è gestita attualmente da Lorenzo Hutter, che di norma mi sostituisce al comando della Cantonale».

Quale messaggio si sente di mandare alla popolazione ticinese che vive da un lato con timore e dall’altro con ancora troppa leggerezza questa situazione?
«Le parole chiave sono centralità e responsabilità. Dobbiamo tutti essere sufficientemente lucidi per avere l’atteggiamento corretto e accettare diverse rinunce, senza vivere con eccessiva apprensione, il tutto al motto “se vuoi uscire (ancora) devi stare a casa (ora). Il tempo per ritornare alla normalità non è lontanissimo, ma ci aspetta un periodo di sacrifici e impegno a tutti i livelli».

Per un uso corretto e sicuro degli apparecchi informatici lavorando da casa

Per un uso corretto e sicuro degli apparecchi informatici lavorando da casa

Comunicato stampa

Lavorando dal proprio domicilio l’attenzione per la sicurezza informatica deve ulteriormente aumentare. Il Gruppo Cyber sicuro, istituito dal Consiglio di Stato a inizio febbraio, suggerisce alcuni essenziali accorgimenti in tal senso.

Con il lavoro a distanza è opportuno incrementare l’attenzione nell’ambito della sicurezza informatica, soprattutto in relazione al fatto che dentro le mura domestiche “l’ambiente” è diverso da quello abituale in ufficio. In questa particolare situazione, in cui il lavoro da casa rappresenta un’ottima misura per ridurre al minimo i contatti sociali e quindi il rischio di trasmissione del Coronavirus, si devono però fare i conti con potenziali disattenzioni e leggerezze che potrebbero facilmente confondere l’uso personale delle infrastrutture informatiche con quello professionale, molto più sensibile e soggetto a comportamenti di sicurezza imprescindibili.Il Gruppo Cyber sicuro del Cantone Ticino, seguendo le raccomandazioni generali in ottica di sicurezza e igiene comportamentale, rende attente tutte le persone che lavorano da casa ad assumere un atteggiamento prudente e responsabile in termini di attenzione e cautela nella configurazione e nell’utilizzo dei dispositivi digitali e nella trattazione delle informazioni sensibili. Di seguito vengono proposte 6 importanti raccomandazioni di cui ognuno dovrebbe tener conto, ricordando che un elemento debole della catena della sicurezza informatica – soprattutto fuori dal perimetro abituale – può mettere a rischio l’intera catena della sicurezza aziendale o dell’amministrazione pubblica.

  • Se per accedere a Internet per questioni professionali utilizzate la rete casalinga, assicuratevi di cambiare il nome e la password del router affinché non contengano informazioni personali, che potrebbero essere facilmente identificate e usate per violazioni e attacchi informatici.
  • Assicuratevi che il vostro dispositivo elettronico, quando non viene utilizzato, sia protetto da una password e depositato in un luogo fuori da ogni possibile manipolazione involontaria.
  • In generale, attenetevi alle direttive per lo smart working della vostra azienda/amministrazione.
  • Da casa è raccomandabile utilizzare dispositivi elettronici professionali solo tramite un canale di comunicazione sicuro (VPN: Virtual Private Network). Rivolgetevi ai tecnici informatici della vostra azienda/amministrazione per l’utilizzo e la corretta configurazione.
  • Se la rete di casa è usata da molteplici dispositivi elettronici, unendo così nello stesso “ambiente” quelli personali e quelli professionali, è auspicabile disporre di un protocollo in cui le informazioni sensibili possano transitare in un ambiente sicuro e protetto, fuori dalla portata di ogni forma imprevedibile di accesso indesiderato.
  • Alle aziende raccomandiamo di allestire un piano di gestione degli incidenti nel caso in cui la rete casalinga dei dipendenti dovesse subire violazioni indesiderate, a seguito per esempio di un attacco informatico verso i dai sensibili aziendali.

Si ricorda infine che all’indirizzo www.cybersicuro.ch si possono ottenere informazioni e avere contatti per meglio comprendere e quindi anche scongiurare i rischi legati all’utilizzo degli apparecchi informatici.   

Coronavirus: Annullate le Elezioni comunali 2020

Coronavirus: Annullate le Elezioni comunali 2020

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha deciso, nella propria seduta odierna, che le elezioni comunali sono prorogate al mese di aprile 2021.

La decisione del Governo tiene conto della situazione straordinaria dichiarata dalla Confederazione, e considera la difficoltà vissuta in questo momento dalla comunità ticinese, che non permette di svolgere in serenità le procedure di voto.
Per i costituendi Comuni di Verzasca e Tresa il Governo si riserva di organizzare le elezioni nel mese di ottobre 2020: l’eventuale convocazione sarà confermata all’inizio dell’estate.
Le elezioni tacite già annunciate, per contro, sono ritenute valide.

Registrazione conferenza stampa

Coronavirus: ulteriori misure a tutela della salute

Coronavirus: ulteriori misure a tutela della salute

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato comunica che, durante la seduta straordinaria di questa mattina, in ragione dell’evoluzione della diffusione del COVID-19, delle misure restrittive intraprese dai Paesi confinanti con la Svizzera e a seguito della dichiarazione dello stato di necessità, al fine di ridurre ulteriormente i contatti interpersonali ravvicinati tra la popolazione, ha deciso, a partire da lunedì 16 marzo, quanto segue:

  • L’Amministrazione pubblica garantirà i servizi di base e interromperà l’erogazione di servizi al pubblico non prioritari;
  • L’elaborazione di una serie di ulteriori misure più restrittive per l’economia privata, già in fase di allestimento, che saranno comunicate al più tardi sabato; il Governo invita l’economia privata sin d’ora a garantire i servizi di base e parallelamente a ridurre le proprie attività;
  • Per quanto riguarda le scuole, oltre a quanto già disposto l’11 marzo e considerato che le restrizioni inerenti ai due punti precedenti favoriranno la possibilità di accudimento da parte dei genitori a casa, è decretata la chiusura di tutte le scuole dell’obbligo. Al fine di scongiurare il rischio di scambio intergenerazionale, al più tardi da martedì 17 marzo, sarà garantito presso le sedi scolastiche un servizio di accudimento per gli allievi che per ragioni famigliari non possono restare a casa.

Tutte queste misure sono volte a garantire un’ulteriore riduzione dei contatti interpersonali per contenere il diffondersi del nuovo Coronavirus. Si rammenta inoltre il rispetto delle misure di protezione della salute sinora emanate dalle varie autorità.

 

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi la prima seduta ordinaria del 2020 – la 53. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dai rappresentanti dei Comuni ticinesi.

La Piattaforma ha discusso lo stato di avanzamento della riforma istituzionale «Ticino 2020». Lo scorso 12 febbraio, il Comitato strategico ha concordato di procedere alla seconda fase del progetto, che dovrà concludersi entro fine anno e chiarire la fattibilità dei diversi scenari ipotizzati. L’obiettivo è di costruire uno scenario condiviso, per permettere al Consiglio di Stato di presentare il proprio messaggio al Parlamento entro la seconda metà del 2021.
In merito alla riforma fiscale delle imprese – e al Decreto legislativo che prevede la ripartizione di 13,5 milioni di franchi tra i Comuni ticinesi – il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha precisato che il Cantone effettuerà in autunno il versamento per il 2020. I rappresentanti dei Comuni hanno chiesto un’informazione puntuale a tutti gli enti locali sulla chiave di riparto dell’importo versato dal Cantone e sulle conseguenze a livello di forza finanziaria e per le future perequazioni.
La Piattaforma è stata poi informata anche sui lavori in corso per analizzare la procedura di incasso delle imposte ordinarie. Nei prossimi mesi il Gruppo di lavoro misto Cantone-Comuni consoliderà le proposte per migliorare la collaborazione: l’obiettivo è di presentare un rapporto al Consiglio di Stato. La Piattaforma è stata informata anche sull’intenzione del Cantone di contribuire alla realizzazione della rete internet a fibra ottica anche nelle zone periferiche.
Il Dipartimento della sanità e della socialità ha poi informato sull’avvio dei lavori per la Pianificazione integrata del settore anziani per il periodo 2021/2030: dopo il primo incontro, l’obiettivo è di giungere entro fine estate a consegnare le proposte da porre in consultazione.
Per quanto riguarda la riforma delle prestazioni complementari, in vista delle modifiche normative federali che entreranno in vigore il 1. gennaio 2021, è stata attirata l’attenzione in particolare sulle nuove regole previste in materia di riconoscimento delle spese per l’alloggio.
Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport ha in seguito fornito alcuni chiarimenti sulle tariffe orarie per i supplenti delle scuole comunali: è stato spiegato che il regolamento è stato di recente modificato, per tenere conto degli ultimi sviluppi legislativi.
Per quanto riguarda la riorganizzazione del settore della protezione del minore e dell’adulto, il Dipartimento delle istituzioni ha infine confermato che la bozza di Messaggio del Consiglio di Stato è attesa per la fine dell’estate 2020: a seguire, sarà avviata la consultazione esterna.
È stato infine comunicato che il Cantone sosterrà la partecipazione dei Comuni alla «Festa dei vicini», evento promosso nell’ambito del Programma di integrazione cantonale per stimolare la vita delle comunità locali.
La prossima seduta della Piattaforma è prevista per mercoledì 27 maggio 2020.

Per ulteriori informazioni riguardo alle consultazioni in corso: www.ti.ch/piattaformacc

Per una sicurezza cyber

Per una sicurezza cyber

Servizio all’interno dell’edizione di venerdì 21 febbraio 2020 del TG di Teleticino
http://teleticino.ch/il-tg/per-una-sicurezza-cyber-XM2385202

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Servizio all’interno dell’edizione di venerdì 21 febbraio 2020 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/12765738

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Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 22 febbraio 2020 de La Regione

Uniti per la sicurezza online

Al via ‘Cyber sicuro’, piattaforma istituzionale ticinese contro minacce e rischi che corrono sul web Al progetto collaborano Dfe, Di, Decs con il supporto della Supsi: prevenzione e sensibilizzazione

Ogni anno l’Amministrazione cantonale subisce, in media, dai 30 ai 50mila tentativi di hackeraggio dei propri server. Attacchi quasi tutti automatizzati, e quindi respinti con agio. Quasi tutti, però. Perché in un paio di questi casi, sempre in media, la situazione si fa seria, e la gestione – comunque ottimale – richiede più sforzo e più attenzione.
Un problema, quello della sicurezza online, che interessa l’Amministrazione così come le aziende, i cittadini, le scuole. Tanto da portare il Cantone, con la campagna di prevenzione ‘Cyber sicuro’ presentata ieri, a farsi attivo «nell’affrontare rischi sempre più diffusi. In due studi del World economic forum si nota come siano al primo posto delle preoccupazioni in Europa, mentre sono secondi solo alle questioni climatiche se considerati nel loro insieme», annota il direttore del Dipartimento finanze ed economia Christian Vitta. Il Dfe, assieme al Dipartimento istituzioni e al Dipartimento educazione, cultura e scuola, è uno dei promotori della piattaforma che, come spiegato dal direttore del Di Norman Gobbi «ha l’intenzione di essere il punto di riferimento e di contatto per noi del governo, ma anche per enti pubblici, aziende, popolazione, associazioni di categoria e media». Il compito sarà quello di «coordinare le varie attività, analizzare tutti i rischi e le minacce per il nostro territorio, fornire supporto attivo al Consiglio di Stato ed elaborare contenuti informativi e di prevenzione». Per Gobbi è importante sottolineare che «gli attacchi informatici sono sempre più frequenti, i reati intesi come ‘classici’ ormai sono spostati anche sul web se pensiamo alle truffe di tipo economico e ai furti di dati». E quindi, dopo ‘Montagne sicure’, ‘Acque sicure’ e ‘Strade sicure’, con ‘Cyber sicuro’ il Dipartimento istituzioni parte con la quarta campagna di sensibilizzazione. Alla quale, riprende Vitta, «il Dfe parteciperà per aiutare a interagire col mondo delle aziende, incentivando competitività e produttività attraverso l’innovazione e la sicurezza. E per creare, con la formazione, profili professionali utili per questa lotta». Protagonista sarà anche il Decs, e il suo direttore Manuele Bertoli ricorda come «nella scuola dell’obbligo il tema della sicurezza è all’ordine del giorno negli ambiti dell’alfabetizzazione digitale, dell’educazione a un uso consapevole e dell’orientamento dei giovani al pensiero informatico». E al liceo «a settembre 2020 comincerà l’insegnamento dell’informatica».
Piattaforma ticinese, ‘Cyber sicuro’ avrà molti contatti con la Confederazione. Contatti spiegati dal segretario generale del Di Luca Filippini: «Il Consiglio federale è stato coinvolto nella fase di costituzione, e sarà fondamentale lo scambio d’informazioni con l’esercito e la Polizia federale». La centrale d’annuncio e d’analisi per la sicurezza dell’informazione Melani svolge già un gran lavoro. E sempre sulla cybersicurezza, Filippini dice che «avverranno incontri con il delegato svizzero su questo tema». Portando in Ticino quanto fatto a livello federale. Della partita sarà anche Alessandro Trivilini, docente e ricercatore del Dipartimento tecnologie innovative della Supsi. E ribadisce: «Le minacce cyber sono sempre più diffuse. Siamo tutti interconnessi, e basta un solo anello debole per compromettere tutta la catena. Il nostro lavoro sarà evitare che si crei questo anello debole».

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Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 22 febbraio 2020 del Corriere del Ticino

Gioco di squadra contro i rischi informatici

È stata lanciata la campagna di prevenzione «Cyber sicuro» – Costituito un gruppo strategico Istituzioni, economia e formazione uniti per proteggere le attività dei cittadini, delle aziende e degli enti pubblici

La nostra quotidianità è sempre più permeata dalle nuove tecnologie. Con esse si presentano diverse opportunità, ma anche molti rischi. Per «fare gioco di squadra» contro le minacce informatiche, il Cantone ha lanciato la campagna «Cyber sicuro», che vede coinvolti il DI, il DFE e il DECS. Istituzioni, economia e formazione uniti per proteggere le attività quotidiane di cittadini, aziende e degli stessi enti pubblici dai pericoli legati al mondo cibernetico. Assieme alla campagna di prevenzione, il Governo ha anche istituito un Gruppo strategico che fungerà da punto di riferimento per le istituzioni, per gli enti pubblici, ma anche per le aziende e la popolazione. Il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi, nel presentare la campagna di prevenzione, ha innanzitutto evidenziato come i reati più classici si stanno man mano spostano sulla rete: «Una volta le truffe venivano fatte porta a porta, mentre oggi avvengono tramite il web. Per questo motivo, dopo le campagne ‘‘ Strade sicure’’, ‘‘Acque sicure’’ e ‘‘Montagne sicure’’, oggi lanciamo questa campagna dedicata al mondo cibernetico». Il Gruppo «Cyber sicuro», oltre ad essere un punto di riferimento , coordinerà le attività in questo ambito degli attori istituzionali, analizzerà i rischi per il nostro territorio, fornirà consulenza al Consiglio di Stato e infine elaborerà contenuti per la prevenzione.

Il direttore del DFE Christian Vitta durante la presentazione ha rimarcato che lo scopo della campagna è anche quello di «minimizzare i rischi per poter cogliere le opportunità che le tecnologie offrono al territorio e alle aziende». A questo proposito ha sottolineato «l’importanza dell’innovazione per incentivare competitività e produttività. È un tema strategico per le aziende e i rischi informatici stanno diventando sempre più rilevanti per le imprese».

Il direttore del DECS ha infine fatto notare come nella scuola ticinese «siano in atto diverse riforme che considerano la questione della sicurezza informatica» e che i «contenuti della campagna confluiranno in queste riforme». Nella scuola dell’obbligo, ad esempio, nell’ambito della revisione del Piano di studio, un gruppo di lavoro sta definendo le competenze digitali da raggiungere entro la quarta media. Il direttore del DECS ha spiegato che anche i docenti saranno formati con la creazione degli «animatori digitali di sede» che si occuperanno di riportare agli allievi i contenuti della campagna. Infine Bertoli ha ricordato l’introduzione dell’informatica nel programma d’insegnamento dei licei.

La composizione
Il Gruppo strategico «Cyber sicuro» è formato dal segretario generale del DI Luca Filippini, dal direttore del Centro sistemi informativi del Cantone Silvano Petrini, dall’ufficiale della Polizia cantonale Orlando Gnosca, dal direttore del Centro di risorse didattiche e digitali Daniele Parenti e dal docente e ricercatore della SUPSI Alessandro Trivilini. 

 

 

Nominati tre ufficiali in Polizia cantonale

Nominati tre ufficiali in Polizia cantonale

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha nominato tre nuovi Ufficiali di polizia, la cui entrata in funzione è prevista nei prossimi mesi. Due di queste nomine garantiscono la continuità operativa rispettivamente del Reparto giudiziario 2 e del IV° Reparto di Gendarmeria del Locarnese, in quanto vengono sostituiti il maggiore Marco Zambetti, nominato Capo Gendarmeria dal 1° gennaio, e il capitano Pierluigi Vaerini al beneficio della pensione dal 1° febbraio. In previsione della messa in esercizio del nuovo centro di controllo per il traffico pesante di Giornico (CCTP), attualmente in fase di edificazione da parte dell’Ufficio federale delle strade (USTRA), è stata inoltre introdotta la funzione di Ufficiale subalterno, con l’obiettivo di seguire da vicino lo sviluppo di questo importante progetto, così come pianificare tutte le attività atte a renderlo operativo al momento della sua messa in servizio.

Marco Mombelli dirigerà, a partire dal 1° marzo, il Reparto giudiziario 2 con il grado di capitano e subentrerà al maggiore Marco Zambetti, nominato quale Capo Gendarmeria a partire dallo scorso 1° gennaio. Classe 1975, Mombelli è entrato a far parte del Corpo nel 1996. Durante la sua carriera ha lavorato nei ranghi della Gendarmeria per poi passare nel 2002 alla Polizia giudiziaria. Attualmente lavora, con il grado di commissario, quale sostituto caposezione presso la sezione reati contro l’integrità delle persone (RIP), dove vanta un’esperienza di oltre 17 anni. Nella sua nuova funzione sarà chiamato a dirigere il Reparto che comprende i commissariati di Lugano e di Chiasso, la sezione tratta e sfruttamento esseri umani (TESEU) e la sezione reati contro l’integrità delle persone (RIP).

Georges Locatelli dirigerà, sempre dal 1° marzo, il IV° Reparto di Gendarmeria del Locarnese con il grado di capitano e subentrerà al capitano Pierluigi Vaerini che dal 1° febbraio è al beneficio della pensione. Classe 1974, Locatelli è entrato a far parte del Corpo nel 1997. Durante la sua carriera ha lavorato dapprima nei ranghi della Gendarmeria per poi passare alla Polizia giudiziaria nel 2003. Attualmente dirige la sezione TESEU con il grado di commissario capo. Nella sua nuova funzione dirigerà il Reparto che comprende il posto principale di Locarno e i posti secondari di Magadino e Cevio e sarà chiamato ad assicurare la collaborazione operativa in particolare con le polizie comunali dei Poli VI e VII così come con le Guardie di confine.

Luca Ceresetti dirigerà, in qualità di ufficiale subalterno con il grado di tenente, il nuovo Centro di controllo per il traffico pesante di Giornico (CCTP) subordinato al V° Reparto di Gendarmeria stradale. Questa nuova funzione è stata introdotta, in previsione della messa in esercizio del CCTP alla fine del 2022, con l’obiettivo di seguire lo sviluppo del progetto e la formazione degli agenti e degli assistenti di polizia che prenderanno servizio a Giornico. Ceresetti, classe 1975, ha ottenuto un bachelor in scienze politiche e militari presso l’Accademia Militare ETH di Zurigo nel 2003. Dal 2003 al 2007 è stato Ufficiale professionista dell’Esercito ricoprendo diverse funzioni. Dal 2007 al 2013 ha svolto la funzione di Comandante del Centro d’intervento del San Gottardo ad Airolo (CIG) e dal 2013 è caposezione sicurezza ed esercizio di infrastrutture di traffico presso un importante studio d’ingegneria del Sopraceneri.

Il Consiglio di Stato coglie l’occasione per ringraziare Pierluigi Vaerini per il lavoro svolto nella sua lunga carriera professionale in seno alla Gendarmeria della Polizia cantonale, così come per formulare i propri auguri a Marco Mombelli, Georges Locatelli e Luca Ceresetti per la sfida che li attende all’interno dell’Amministrazione cantonale.

Giudice straordinario: mandato scaduto a fine gennaio ‘e non prolungato’

Giudice straordinario: mandato scaduto a fine gennaio ‘e non prolungato’

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 18 febbraio 2020 de La Regione

Non sono state violate le prerogative del parlamento, ma è la Legge sull’organizzazione giudiziaria (Log) a prevedere la possibilità di nominare, pro tempore, dei giudici supplenti a tempo pieno straordinari che affiancano i giudici ordinari. Una premessa necessaria per mettere nella giusta luce la diatriba sorta in Gran Consiglio tra il deputato dell’Mps Matteo Pronzini e il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Il primo ha ricordato che l’autorità di nomina dei magistrati è il Gran Consiglio, mentre il secondo ha ribadito che è la stessa Log, all’articolo 24, a permettere una nomina ‘extra parlamentare’. Solitamente, lo ricordiamo, sono nomine eccezionali tese a evitare l’accumulo di incarti giacenti presso un tribunale. Nel caso sollevato da Pronzini si trattava del Tribunale penale cantonale.
Ma veniamo al caso concreto. Pronzini ha ricordato che la nomina ‘a tempo pieno’ della giudice supplente Manuela Frequin Taminelli era stata fatta in piena estate, con entrata in carica il 1° settembre 2018 sino alla pubblicazione del bando di concorso per il nuovo giudice ordinario del Tribunale penale cantonale, che passerà da quattro a cinque magistrati in seguito al potenziamento deciso da governo e Gran Consiglio. Pubblicazione che è arrivata di recente, il 31 gennaio. Nel frattempo, il 17 gennaio, ha rilevato Gobbi, la Commissione giustizia e diritti, nonostante quanto indicato nel suo rapporto del 2 settembre 2019 – ovverosia che la conclusione del rapporto di lavoro dell’avvocata Frequin Taminelli sarebbe avvenuta al più tardi alla pubblicazione del bando di concorso relativo al nuovo giudice ordinario –, ha chiesto al Consiglio di Stato di prolungare il mandato alla stessa giudice supplente Frequin Taminelli. E questo per evitare una vacanza al Tribunale penale cantonale della durata di alcuni mesi. La Commissione suggeriva di “procedere a conferire un mandato complementare, con scadenza prorogata fino all’entrata in funzione del nuovo giudice o quantomeno alla sua elezione da parte del legislativo”. Richiesta respinta lo scorso 24 gennaio dal Consiglio di Stato. «La scelta di designare la giudice supplente fino alla data di pubblicazione del bando di concorso è stata fin da subito voluta dal Consiglio di Stato e indicata nella decisione di designazione proprio per garantire al parlamento di poter avviare la procedura di concorso in maniera imparziale, indipendente e trasparente», ha affermato Gobbi. Tale decisione – ha continuato il direttore del Dipartimento delle istituzioni – mirava a dare la possibilità «a più candidati di mettersi a disposizione, compresa la giudice designata che in questa fase della procedura sarebbe stata considerata alla stregua degli altri candidati».
Infine anche le forti critiche del Gran Consiglio sulla designazione da parte del governo della giudice supplente ex art. 24 Log confermano la «necessità del rispetto delle tempistiche di designazione dell’avvocata Frequin Taminelli». A questo punto il mandato quale giudice straordinario presso il Tribunale penale cantonale è cessato, «conformemente al testo della risoluzione governativa». La sua elezione da parte del Gran Consiglio quale giudice supplente del Tribunale di appello, attribuita al Tribunale penale cantonale, rimane ovviamente in vigore, ha ricordato Gobbi.
Il consigliere di Stato ha glissato, per evidenti ragioni legate alla separazione dei poteri, sulla domanda posta da Pronzini sulla designazione della giudice Frequin Taminelli a presidente della Corte delle assise criminali in un processo previsto per il 10 febbraio di quest’anno e poi rinviato. «La domanda – ha replicato Norman Gobbi – riguarda questioni che non competono all’autorità politica, né esecutiva né legislativa, riguardando esclusivamente le parti al processo e l’autorità giudiziaria».

Nomine, le spiegazioni di Gobbi

Nomine, le spiegazioni di Gobbi

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 18 febbraio 2020 de La Regione

‘Direttrice aggiunta della Divisione giustizia, abbiamo agito nel rispetto di legge e procedura’.
Il ministro all’Mps: il concorso era stato annullato per assenza di candidati idonei.

Quella nomina «è avvenuta nel rispetto della legge» e la procedura è stata seguita correttamente: parole del capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi.
La nomina è quella di Monica Bucci quale aggiunta della direttrice della Divisione giustizia Frida Andreotti. Una nomina che il Consiglio di Stato ha fatto e divulgato la scorsa settimana, ma che ha innescato ieri mattina, come anticipato dal portale Tio.ch poco prima delle 10.30, un’interpellanza dell’Mps-Pop-Indipendenti con una serie di quesiti al governo sulla scelta e sulla procedura di designazione.
Bucci, alle dipendenze del Cantone dal 2001, lavora oggi alla Sezione risorse umane (Dipartimento finanze ed economia) quale Capo Area della gestione amministrativa. È laureata “in psicologia del lavoro e delle organizzazioni con un diploma di studi superiori in psicologia del lavoro”, ha indicato il Consiglio di Stato nel comunicare l’avvenuta nomina. Prossimamente assumerà, in seno al Dipartimento istituzioni, la funzione di direttrice aggiunta della Divisione della giustizia, affiancando Andreotti: una Divisione che si occupa (anche) dell’organizzazione giudiziaria cantonale.
Cosa c’entra la giustizia con la psicologia del lavoro? Tempestive le risposte alle domande contenute nell’atto parlamentare. Le ha date Gobbi nel pomeriggio in Gran Consiglio. Il concorso per la nomina di direttore/trice aggiunto/a è stato pubblicato il 1° febbraio 2019 e annullato il 9 luglio. Ciò, ha spiegato il consigliere di Stato, «a seguito dell’assenza di candidati ritenuti idonei a ricoprire la funzione». Quanti erano i candidati? «Ventidue, diciotto dei quali con formazione accademica completa in diritto e brevetto di avvocato». Dalla selezione e dagli assessments non sarebbe insomma emerso il profilo giusto. La decisione di annullare un concorso «compete al Consiglio di Stato». Come ha potuto il governo, chiedevano Mps-Pop-Indipendenti, procedere alla nomina di Bucci “in assenza di uno straccio di concorso?”. Gobbi: «In base all’articolo 12 capoverso 4 della Legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato, è data facoltà al Consiglio di Stato di prescindere dalla pubblicazione del concorso e procedere direttamente all’assunzione».
Altro quesito dell’atto parlamentare: “Perché è stata nominata la signora Monica Bucci assolutamente sprovvista dei criteri fondamentali richiesti dal concorso del 1° febbraio 2019? La posizione, aggiunto/a alla direttrice, è infatti esattamente la stessa prevista nel concorso citato”. Gobbi: «La Divisione giustizia conta, oltre all’Ufficio della Direzione, quattro macrosettori: esecuzione e fallimenti, esecuzione pene e misure, registri e l’amministrazione della giustizia. Sono circa settecento le collaboratrici e i collaboratori che vi fanno capo. In particolare va precisato che l’attività giuridica è presente ma non predominante, costanti sono le riorganizzazioni con le quali è confrontata la Divisione e tanti i progetti seguiti: dalla creazione delle Sezioni al progetto di riorganizzazione giudiziaria generale a partire dalle Autorità di protezione, alla Giustizia di pace, al riordino del settore esecuzione pene e misure, alla digitalizzazione della giustizia, la violenza domestica …. Visto che gestione e coordinamento di questi progetti richiedono in particolare competenze organizzative e relazionali, la direttrice della Divisione (Andreotti ndr.) ha mutato le esigenze proprie a tale funzione, propendendo per requisiti non giuridici». Sarà comunque Andreotti a occuparsi dei dossier di carattere giuridico. Il governo «ritiene che l’esperienza maturata nell’Amministrazione cantonale» da Monica Bucci «permetterà il pieno raggiungimento degli obiettivi previsti dalla funzione». Insoddisfatto delle risposte di Gobbi, Matteo Pronzini ha sollecitato la discussione generale. Ma la richiesta del deputato dell’Mps è stata respinta dal Gran Consiglio con 35 no (28 i sì, 11 gli astenuti).

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Nomina discussa

Servizio all’interno dell’edizione di lunedì 17 febbraio 2020 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/play/tv/il-quotidiano/video/nomina-discussa?id=12749469

 

Comune innovativo 2020: decretati i vincitori

Comune innovativo 2020: decretati i vincitori

Comunicato stampa congiunto DECS/DI

La Sezione degli enti locali (SEL) e l’Istituto della formazione continua (IFC), in colla-borazione con l’Ordine degli ingegneri e degli architetti del Cantone Ticino (OTIA) comunicano che la Commissione di valutazione ha individuato i finalisti e decretato i vincitori del premio “Comune Innovativo 2020”. Il vincitore della sezione “Comunità SMART” è il Comune di Capriasca con il progetto “Lugaggia Innovation Community”, mentre ad aggiudicarsi il primo premio della sezione “Innovazioni in Comune” è il Comune di Stabio con il progetto “Ufficio energia”.

Il concorso “Comune innovativo”, giunto alla sua quinta edizione, si pone un triplice obiettivo: anzitutto intende mettere in risalto i progetti innovativi pensati dai Comuni, in secondo luogo vuole stimolare un miglioramento continuo delle Amministrazioni comunali attraverso la «competizione virtuosa» e, infine, desidera favorire la condivisione di idee e conoscenze tra gli enti locali.
Al premio, promosso congiuntamente dal Dipartimento delle istituzioni (DI), dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) e dall’Ordine degli ingeneri e degli architetti del Cantone Ticino (OTIA), hanno preso parte 21 progetti nelle due sezioni previste dalla competizione, ovvero “Comunità SMART” e “Innovazioni in Comune”.
Per la sezione “Comunità SMART”, dedicata all’utilizzo delle nuove tecnologie, il vincitore è il Comune di Capriasca con il progetto “Lugaggia Innovation Community”. La realtà locale di Capriasca ha avuto la meglio sugli altri due progetti, selezionati tra i finalisti, ovvero “Piatta-forma eGov” del Comune di Lugano e “SmartxME” del Comune di Mendrisio.
Per la sezione generale “Innovazioni in Comune”, invece, ad aggiudicarsi il primo posto è il progetto “Ufficio energia” presentato dal Comune di Stabio. Gli altri tre finalisti della categoria sono stati invece il Comune di Acquarossa con il progetto “Incentivare il ripopolamento”, il Comune di Cadenazzo con l’iniziativa “Sportello lavoro” e il Comune di Sorengo che ha pre-sentato il progetto “SorenGO”.
La consegna ufficiale del premio ai due vincitori avverrà alle ore 17.00 di martedì 4 febbraio 2020 al Palazzo dei Congressi di Lugano in occasione del Secondo simposio Cantone-Comuni (il programma dell’evento è disponibile sul portale www.ti.ch/eventisel).
Ulteriori informazioni relative al premio sono disponibili sul sito www.comuneinnovativo.ch.