Alla luce delle dichiarazioni rilasciate in data odierna dal direttore dell’Ufficio federale di giustizia Martin Dumermuth, il Consiglio di Stato tiene a ribadire quanto già dichiarato dal suo Presidente ieri: il Consiglio di Stato è fiducioso che il Consiglio federale possa comprendere le decisioni prese dal Cantone Ticino.
Decisioni che rimangono in vigore e che tengono conto delle particolarità riguardanti il nostro territorio, confrontato con uno scenario ben diverso rispetto ad altre realtà cantonali.
Eventuali ulteriori informazioni in merito saranno rilasciate durante l’infopoint di domani.
Shutdown in der Südschweiz Das Tessin, im Würgegriff des Coronavirus, macht ernst: Der Staatsrat hat beschlossen, ab Montag alle Baustellen und Produktionsstätten zu schliessen.
Das Tessin wartet nicht auf den Bund. «Wir sind zwei Wochen weiter als der Rest der Schweiz», sagt Regierungsrat Norman Gobbi (42, Lega). Daher hat die Tessiner Kantonsregierung am Freitag verfügt: Baustellen und Industrieunternehmen müssen ihren Betrieb einstellen, wenn sie die Hygienemassnahmen und die Abstandsregeln für die Corona-Krise nicht einhalten. «Das können nur wenige», so Gobbi. Nur wer systemrelevant sei, wie die Lebensmittelversorgung und Pharmaunternehmen, dürfe den Betrieb weiterführen.
BLICK liegt der entsprechende Beschluss des Tessiner Staatsrats vor, unterschrieben von Regierungspräsident Christian Vitta (47, FDP). Mit diesem wird die Schliessung praktisch aller privaten Handels- und Produktionsaktivitäten besiegelt. Zunächst für eine Woche von Montag, 23., bis Freitag, 29. März.
Im Tessin drohen Strafverfahren Baustellen und Produktionsbetriebe müssen beweisen, dass sie Abstands- und Hygienemassnahmen strikt einhalten. Nur dann bleiben sie offen. Selbst Pannen und Ausfälle dürfen nur durch eine Notfalltruppe behoben werden. Der Staatsrat ist strikt: Industrieunternehmen, die nicht sofort abstellen können, dürfen lediglich noch die «notwendigen Arbeiten zur Stilllegung der Produktionslinien» durchführen.
“È il momento della massima responsabilità individuale e collettiva”: con queste parole il Consigliere di Stato Norman Gobbi rivolge un ulteriore appello a tutte le cittadine e a tutti i cittadini ticinesi. “Ogni componente della nostra società deve dare il proprio contributo in questa emergenza sanitaria legata alla propagazione in Ticino del virus Covid-19. Da oggi e per ora sino al 29 marzo le persone con più di 65 anni non possono più uscire di casa nemmeno per fare la spesa, così come le persone di ogni età che appartengono alle categorie a rischio. Una decisione adottata proprio ieri dal Governo, che ha pure decretato, per ora sempre sino al 29 marzo, la chiusura di ogni attività commerciale, industriale e dei cantieri nel nostro Cantone, tranne quelle indispensabili per il nostro approvvigionamento alimentare e ovviamente quelle sanitarie. Una stretta assolutamente necessaria. Vi assicuro che tutta l’organizzazione predisposta per affrontare anche questo genere di situazioni sta operando al cento per cento delle possibilità. La macchina funziona, ma è indispensabile che tutti seguano con scrupolo e coscienza le indicazioni che giungono dall’autorità. È un atto di generosità e solidarietà quello a cui tutti noi siamo chiamati. Rimanere a casa è sicuramente difficile, ma è indispensabile. Chi deve uscire per la spesa (gli ultra 65 anni assolutamente no) o per lavoro (coloro che necessariamente devono ancora andare a lavorare) devono rispettare le distanze sociali, devono fare tutto il possibile per evitare i contatti ravvicinati. Le norme di igiene devono essere seguite scrupolosamente”, afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, che aggiunge: “L’ultima settimana ha visto anche l’amministrazione cantonale e le amministrazioni comunali definire i compiti essenziali da garantire ai cittadini, tagliando gran parte del lavoro abituale – chiudendo per esempio gli sportelli – con lo scopo di permettere a molti funzionari di lavorare da casa, oppure di rimanere a casa. Il Consiglio di Stato ha pure deciso di annullare le elezioni comunali, convinto che in questo momento e nelle settimane che arriveranno il focus della nostra gente deve essere messo sulla salvaguardia della propria salute e in particolare di quella dei nostri anziani e delle persone che presentano patologie a rischio. L’isolamento che oggi viene imposto ci permette di contenere la crescita dei contagi e l’aumento delle ospedalizzazioni. Dobbiamo fare di tutto affinché il nostro sistema sanitario abbia le capacità di farsi carico dei nostri ammalati, senza andare in crash. Il rischio esiste, ne dobbiamo essere consapevoli. Tocca a ognuno di noi, come dicevo all’inizio, fare la sua parte. Solo così potremo uscire da questa emergenza con il minor danno possibile, in particolare cercando di limitare il numero dei decessi, destinato ad aumentare nei prossimi giorni, ma che vogliamo, con il nostro comportamento, cercare a tutti i costi di frenare”, conclude Norman Gobbi.
Il Consiglio di Stato ha approvato nella sua seduta straordinaria di oggi due Decreti esecutivi che definiscono da un lato l’operato procedurale delle Autorità amministrative cantonali e comunali e delle Autorità giudiziarie amministrative e civili e dall’altro quello dell’organizzazione istituzionale dei Comuni (e per analogia anche dei consorzi e dei Patriziati) in tempo di emergenza epidemiologica da COVID-19.
La gravità della situazione attuale ha imposto l’adozione da parte del Governo di disposizioni urgenti, in modo da raggiungere l’obiettivo essenziale nell’attuale situazione di crisi di contenere la diffusione del virus Covid-19, tutelando anche la salute degli attori coinvolti nell’amministrazione della giustizia e nell’amministrazione cantonale e comunale.
Il primo Decreto – che entra oggi stesso in vigore – istituisce norme comuni di diritto cantonale che permettono all’Amministrazione cantonale e alle Autorità comunali (Municipi, Autorità regionali di protezione, ecc.) come pure alle Autorità giudiziarie (Giudici di pace, Preture, Tribunale di appello, ecc.) di riorganizzarsi con l’obiettivo di limitare l’attività in ambito di procedimenti amministrativi e civili alle decisioni urgenti, essenziali, inderogabili e importanti per garantire il buon funzionamento delle Amministrazioni cantonale e comunali in questo periodo particolare.
Al lato pratico, per i cittadini e i loro avvocati, che hanno una procedura in corso, significa che:
udienze, sopralluoghi e ogni altro atto procedurale che non sono essenziali, sono rinviati a dopo il 19 aprile 2020;
i termini di diritto cantonale pendenti oggi (reclami, ecc) sono sospesi fino al 19 aprile 2020 compreso e rinviati d’ufficio a data successiva;
le decisioni che rivestono carattere urgente e non prorogabile verranno emesse (misure cautelari, protezione degli adulti e dei minori, ipoteche legali, esecuzione delle misure di sicurezza come l’idoneità alla guida, ecc.);
le Autorità cantonali e comunali e le Autorità giudiziarie amministrative e civili si astengono in principio dal notificare decisioni non urgenti fino al 19 aprile;
Di principio, invitiamo la cittadinanza che dovesse avere un problema di natura giuridica a prendere contatto telefonicamente con i rispettivi rappresentanti legali o con le Autorità per quanto di loro competenza, in modo da valutare nel singolo caso se sussista o meno una necessità di intervento.
Il Consiglio di Stato rammenta inoltre che fino al 19 aprile 2020 compreso, ai debitori non potranno essere notificati atti esecutivi (precetti esecutivi, ecc.).
Ieri il Tribunale federale ha pure comunicato di aver sospeso fino al 19 aprile 2020 i termini che ha fissato nei propri procedimenti pendenti.
Inoltre oggi il Consiglio federale – analogamente a quanto deciso dal Governo cantonale – ha anticipato le ferie giudiziarie per i procedimenti civili e amministrativi, che tradizionalmente sono previste per Pasqua.
In questo contesto normativo in continua e rapida evoluzione, raccomandiamo alla cittadinanza la massima comprensione e il sostegno dei professionisti del settore, precisando che l’amministrazione della giustizia cantonale resta garantita.
Con il secondo Decreto il Consiglio di Stato in particolare stabilisce:
sino al 19 aprile non si svolgeranno più assemblee e consigli comunali;
si permette ai municipali di svolgere le sedute di Municipio a distanza derogando ad alcune norme della Legge organica comunale (LOC) e alla prassi consolidata;
il Municipio può validamente deliberare qualunque sia il numero dei presenti se per l’emergenza causata da COVID-19 non può essere presente alla seduta la maggioranza assoluta dei membri;
il Municipio, il sindaco o qualsiasi altro municipale informano immediatamente il Consiglio di Stato in caso di rischio d’impossibilità di deliberare oppure se non possono essere garantiti i servizi essenziali alla popolazione per motivi legati all’epidemia.
Queste disposizioni valgono, per analogia, anche per le amministrazioni consortili e per i Patriziati. Per qualsiasi informazione gli enti locali potranno rivolgersi a partire da lunedì all’hotline a loro dedicata (091/814.17.04), oppure scrivere a comunicazione-sel@ti.ch .
Il Consiglio di Stato ringrazia i rappresentanti del potere giudiziario e l’Ordine degli avvocati per la collaborazione fornita. Esprime poi un ringraziamento e un incoraggiamento a tutti gli amministratori attivi negli enti comunali per la disponibilità che dovranno garantire nelle prossime settimane e mesi. Uno sforzo comune a favore di tutta la cittadinanza, in vista anche della ripresa quando la crisi sanitaria sarà superata.
Intervista a Matteo Cocchi (capo dello Stato Maggiore cantonale di condotta) pubblicata nell’edizione di venerdì 20 marzo 2020 del Corriere del Ticino
«Troppi comportamenti irresponsabili». È eloquente il commento del comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, che in questa situazione straordinaria dirige lo Stato Maggiore cantonale di condotta (SMCC).
Cocchi, per sensibilizzare ulteriormente la popolazione, lancia una nuova campagna con uno slogan che non lascia spazio a interpretazioni: «Se vuoi uscire (ancora) devi stare a casa (ora)».
Comandante, lunedì scorso il suo primo bilancio sulla risposta della popolazione in seguito alle misure emanate dal Governo era in chiaroscuro: oggi la situazione è migliorata? «No, purtroppo devo dire che non ci siamo ancora. È vero che la popolazione, in tutte le sue fasce d’età, è più sensibilizzata rispetto a quattro giorni fa, ma il cambiamento comportamentale non è ancora assolutamente sufficiente. Il messaggio che deve essere compreso profondamente dai ticinesi è: se vuoi uscire (ancora), devi stare a casa (ora). Un messaggio forte, me ne rendo conto. Le giornate soleggiate di questo ponte festivo “obbligatorio” sono accattivanti per uscire, ma tutti devono fare uno sforzo personale e responsabile. Da subito».
Ci si interroga ancora troppo spesso su cosa sia permesso e cosa sia vietato all’esterno delle mura domestiche, sebbene il messaggio, chiaro, sia quello di rimanere a casa: come mai? «Il problema di fondo è proprio questo: si sta a sindacare sul tipo di uscita, sul genere di incontri o sul concetto di ciò che è indispensabile in termini di impegno professionale. E non ci si rende conto che la situazione è seria. È il momento di fermarsi e, uniti, contribuire a rallentare la curva della crescita dei contagi. Il tempo per le gite e le belle passeggiate è da posticipare di qualche settimana. Ora stiamo il più possibile in casa ed evitiamo al massimo i contatti sociali. Questo preserverà letti liberi in ospedale».
Tornando ai comportamenti irresponsabili, lei lunedì scorso ha utilizzato una metafora calcistica: ha dunque già mostrato qualche cartellino rosso in questi giorni oppure non si è ancora arrivati a vere e proprie sanzioni? «Non è ancora il momento di tirare le somme. Gli interventi sono stati però diversi, anzi direi che sono stati assolutamente troppi. Richiamo nuovamente tutti alla propria responsabilità individuale».
Le segnalazioni di privati cittadini che notano una mancata osservanza dei divieti vi sono d’aiuto in questa fase?
«Certo, ed è importante che ognuno faccia la sua parte. Ma determinante è che il comportamento sbagliato di alcuni non sia l’alibi per gli altri. Troppo spesso si cerca di giustificare comportamenti non corretti confrontandosi con atteggiamenti ancora peggiori che si osservano sul territorio».
Come è stato organizzato il pattugliamento a favore del rispetto delle norme? «È stato istituito un servizio dedicato e capillare che garantisce un controllo accresciuto e un contatto diretto con quella parte di popolazione che ancora, purtroppo, non mette in pratica correttamente le disposizioni del Governo».
Qual è la prassi d’intervento? Dopo la fase di sensibilizzazione si passa alla sanzione in caso di reiterata inosservanza delle norme comportamentali? «Il concetto dell’intervento è soprattutto sensibilizzare. Se questo non è sufficiente vengono evidentemente presi provvedimenti necessari a livello sanzionatorio».
In Italia si sta pensando di vietare tutte le attività all’aperto: si arriverà a questo tipo di misura anche in Ticino? «Noi stiamo seguendo una linea che prevede l’introduzione graduale di provvedimenti, indicati in particolare dal medico cantonale e dalla cellula sanitaria dello Stato Maggiore cantonale di condotta: provvedimenti che intendono rallentare la diffusione del contagio e quindi non posso escludere che nei prossimi giorni si possa aumentare la stretta ed emanare direttive ancora più severe».
Come si riesce a conciliare l’intervento ordinario della Polizia cantonale con l’emergenza coronavirus che assorbe ormai gran parte del vostro tempo? «Come Polizia siamo pronti ad affrontare le sfide che ci aspettano su entrambi i fronti. Con questo intendo dire che la Polizia cantonale e quelle comunali, remando nella stessa direzione e consapevoli dell’importanza della missione, stanno mettendo in campo tutte le misure pianificate per affrontare questi momenti difficili».
E come sono scandite in queste settimane concitate le giornate del comandante Cocchi? «Sono giornate lunghe, intense e “ritmate” da una situazione che cambia in continuazione e soprattutto evolve negativamente per quanto riguarda contagi, ospedalizzazioni e decessi. Io e il mio sostituto Ryan Pedevilla, possiamo contare sul contributo di uno Stato Maggiore costituito da persone di valore che si stanno adoperando per fornire un fondamentale contributo alla situazione di crisi e con cui ci confronteremo per diverse settimane. Per quanto riguarda la Polizia, nel suo compito legato alla crisi è gestita attualmente da Lorenzo Hutter, che di norma mi sostituisce al comando della Cantonale».
Quale messaggio si sente di mandare alla popolazione ticinese che vive da un lato con timore e dall’altro con ancora troppa leggerezza questa situazione? «Le parole chiave sono centralità e responsabilità. Dobbiamo tutti essere sufficientemente lucidi per avere l’atteggiamento corretto e accettare diverse rinunce, senza vivere con eccessiva apprensione, il tutto al motto “se vuoi uscire (ancora) devi stare a casa (ora). Il tempo per ritornare alla normalità non è lontanissimo, ma ci aspetta un periodo di sacrifici e impegno a tutti i livelli».
Lavorando dal proprio domicilio l’attenzione per la sicurezza informatica deve ulteriormente aumentare. Il Gruppo Cyber sicuro, istituito dal Consiglio di Stato a inizio febbraio, suggerisce alcuni essenziali accorgimenti in tal senso.
Con il lavoro a distanza è opportuno incrementare l’attenzione nell’ambito della sicurezza informatica, soprattutto in relazione al fatto che dentro le mura domestiche “l’ambiente” è diverso da quello abituale in ufficio. In questa particolare situazione, in cui il lavoro da casa rappresenta un’ottima misura per ridurre al minimo i contatti sociali e quindi il rischio di trasmissione del Coronavirus, si devono però fare i conti con potenziali disattenzioni e leggerezze che potrebbero facilmente confondere l’uso personale delle infrastrutture informatiche con quello professionale, molto più sensibile e soggetto a comportamenti di sicurezza imprescindibili.Il Gruppo Cyber sicuro del Cantone Ticino, seguendo le raccomandazioni generali in ottica di sicurezza e igiene comportamentale, rende attente tutte le persone che lavorano da casa ad assumere un atteggiamento prudente e responsabile in termini di attenzione e cautela nella configurazione e nell’utilizzo dei dispositivi digitali e nella trattazione delle informazioni sensibili. Di seguito vengono proposte 6 importanti raccomandazioni di cui ognuno dovrebbe tener conto, ricordando che un elemento debole della catena della sicurezza informatica – soprattutto fuori dal perimetro abituale – può mettere a rischio l’intera catena della sicurezza aziendale o dell’amministrazione pubblica.
Se per accedere a Internet per questioni professionali utilizzate la rete casalinga, assicuratevi di cambiare il nome e la password del router affinché non contengano informazioni personali, che potrebbero essere facilmente identificate e usate per violazioni e attacchi informatici.
Assicuratevi che il vostro dispositivo elettronico, quando non viene utilizzato, sia protetto da una password e depositato in un luogo fuori da ogni possibile manipolazione involontaria.
In generale, attenetevi alle direttive per lo smart working della vostra azienda/amministrazione.
Da casa è raccomandabile utilizzare dispositivi elettronici professionali solo tramite un canale di comunicazione sicuro (VPN: Virtual Private Network). Rivolgetevi ai tecnici informatici della vostra azienda/amministrazione per l’utilizzo e la corretta configurazione.
Se la rete di casa è usata da molteplici dispositivi elettronici, unendo così nello stesso “ambiente” quelli personali e quelli professionali, è auspicabile disporre di un protocollo in cui le informazioni sensibili possano transitare in un ambiente sicuro e protetto, fuori dalla portata di ogni forma imprevedibile di accesso indesiderato.
Alle aziende raccomandiamo di allestire un piano di gestione degli incidenti nel caso in cui la rete casalinga dei dipendenti dovesse subire violazioni indesiderate, a seguito per esempio di un attacco informatico verso i dai sensibili aziendali.
Si ricorda infine che all’indirizzo www.cybersicuro.ch si possono ottenere informazioni e avere contatti per meglio comprendere e quindi anche scongiurare i rischi legati all’utilizzo degli apparecchi informatici.
Il Consiglio di Stato ha deciso, nella propria seduta odierna, che le elezioni comunali sono prorogate al mese di aprile 2021.
La decisione del Governo tiene conto della situazione straordinaria dichiarata dalla Confederazione, e considera la difficoltà vissuta in questo momento dalla comunità ticinese, che non permette di svolgere in serenità le procedure di voto.
Per i costituendi Comuni di Verzasca e Tresa il Governo si riserva di organizzare le elezioni nel mese di ottobre 2020: l’eventuale convocazione sarà confermata all’inizio dell’estate.
Le elezioni tacite già annunciate, per contro, sono ritenute valide.
Il Consiglio di Stato comunica che, durante la seduta straordinaria di questa mattina, in ragione dell’evoluzione della diffusione del COVID-19, delle misure restrittive intraprese dai Paesi confinanti con la Svizzera e a seguito della dichiarazione dello stato di necessità, al fine di ridurre ulteriormente i contatti interpersonali ravvicinati tra la popolazione, ha deciso, a partire da lunedì 16 marzo, quanto segue:
L’Amministrazione pubblica garantirà i servizi di base e interromperà l’erogazione di servizi al pubblico non prioritari;
L’elaborazione di una serie di ulteriori misure più restrittive per l’economia privata, già in fase di allestimento, che saranno comunicate al più tardi sabato; il Governo invita l’economia privata sin d’ora a garantire i servizi di base e parallelamente a ridurre le proprie attività;
Per quanto riguarda le scuole, oltre a quanto già disposto l’11 marzo e considerato che le restrizioni inerenti ai due punti precedenti favoriranno la possibilità di accudimento da parte dei genitori a casa, è decretata la chiusura di tutte le scuole dell’obbligo. Al fine di scongiurare il rischio di scambio intergenerazionale, al più tardi da martedì 17 marzo, sarà garantito presso le sedi scolastiche un servizio di accudimento per gli allievi che per ragioni famigliari non possono restare a casa.
Tutte queste misure sono volte a garantire un’ulteriore riduzione dei contatti interpersonali per contenere il diffondersi del nuovo Coronavirus. Si rammenta inoltre il rispetto delle misure di protezione della salute sinora emanate dalle varie autorità.
La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi la prima seduta ordinaria del 2020 – la 53. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dai rappresentanti dei Comuni ticinesi.
La Piattaforma ha discusso lo stato di avanzamento della riforma istituzionale «Ticino 2020». Lo scorso 12 febbraio, il Comitato strategico ha concordato di procedere alla seconda fase del progetto, che dovrà concludersi entro fine anno e chiarire la fattibilità dei diversi scenari ipotizzati. L’obiettivo è di costruire uno scenario condiviso, per permettere al Consiglio di Stato di presentare il proprio messaggio al Parlamento entro la seconda metà del 2021.
In merito alla riforma fiscale delle imprese – e al Decreto legislativo che prevede la ripartizione di 13,5 milioni di franchi tra i Comuni ticinesi – il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha precisato che il Cantone effettuerà in autunno il versamento per il 2020. I rappresentanti dei Comuni hanno chiesto un’informazione puntuale a tutti gli enti locali sulla chiave di riparto dell’importo versato dal Cantone e sulle conseguenze a livello di forza finanziaria e per le future perequazioni.
La Piattaforma è stata poi informata anche sui lavori in corso per analizzare la procedura di incasso delle imposte ordinarie. Nei prossimi mesi il Gruppo di lavoro misto Cantone-Comuni consoliderà le proposte per migliorare la collaborazione: l’obiettivo è di presentare un rapporto al Consiglio di Stato. La Piattaforma è stata informata anche sull’intenzione del Cantone di contribuire alla realizzazione della rete internet a fibra ottica anche nelle zone periferiche.
Il Dipartimento della sanità e della socialità ha poi informato sull’avvio dei lavori per la Pianificazione integrata del settore anziani per il periodo 2021/2030: dopo il primo incontro, l’obiettivo è di giungere entro fine estate a consegnare le proposte da porre in consultazione.
Per quanto riguarda la riforma delle prestazioni complementari, in vista delle modifiche normative federali che entreranno in vigore il 1. gennaio 2021, è stata attirata l’attenzione in particolare sulle nuove regole previste in materia di riconoscimento delle spese per l’alloggio.
Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport ha in seguito fornito alcuni chiarimenti sulle tariffe orarie per i supplenti delle scuole comunali: è stato spiegato che il regolamento è stato di recente modificato, per tenere conto degli ultimi sviluppi legislativi.
Per quanto riguarda la riorganizzazione del settore della protezione del minore e dell’adulto, il Dipartimento delle istituzioni ha infine confermato che la bozza di Messaggio del Consiglio di Stato è attesa per la fine dell’estate 2020: a seguire, sarà avviata la consultazione esterna.
È stato infine comunicato che il Cantone sosterrà la partecipazione dei Comuni alla «Festa dei vicini», evento promosso nell’ambito del Programma di integrazione cantonale per stimolare la vita delle comunità locali.
La prossima seduta della Piattaforma è prevista per mercoledì 27 maggio 2020.
****
Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 22 febbraio 2020 de La Regione
Uniti per la sicurezza online
Al via ‘Cyber sicuro’, piattaforma istituzionale ticinese contro minacce e rischi che corrono sul web Al progetto collaborano Dfe, Di, Decs con il supporto della Supsi: prevenzione e sensibilizzazione
Ogni anno l’Amministrazione cantonale subisce, in media, dai 30 ai 50mila tentativi di hackeraggio dei propri server. Attacchi quasi tutti automatizzati, e quindi respinti con agio. Quasi tutti, però. Perché in un paio di questi casi, sempre in media, la situazione si fa seria, e la gestione – comunque ottimale – richiede più sforzo e più attenzione.
Un problema, quello della sicurezza online, che interessa l’Amministrazione così come le aziende, i cittadini, le scuole. Tanto da portare il Cantone, con la campagna di prevenzione ‘Cyber sicuro’ presentata ieri, a farsi attivo «nell’affrontare rischi sempre più diffusi. In due studi del World economic forum si nota come siano al primo posto delle preoccupazioni in Europa, mentre sono secondi solo alle questioni climatiche se considerati nel loro insieme», annota il direttore del Dipartimento finanze ed economia Christian Vitta. Il Dfe, assieme al Dipartimento istituzioni e al Dipartimento educazione, cultura e scuola, è uno dei promotori della piattaforma che, come spiegato dal direttore del Di Norman Gobbi «ha l’intenzione di essere il punto di riferimento e di contatto per noi del governo, ma anche per enti pubblici, aziende, popolazione, associazioni di categoria e media». Il compito sarà quello di «coordinare le varie attività, analizzare tutti i rischi e le minacce per il nostro territorio, fornire supporto attivo al Consiglio di Stato ed elaborare contenuti informativi e di prevenzione». Per Gobbi è importante sottolineare che «gli attacchi informatici sono sempre più frequenti, i reati intesi come ‘classici’ ormai sono spostati anche sul web se pensiamo alle truffe di tipo economico e ai furti di dati». E quindi, dopo ‘Montagne sicure’, ‘Acque sicure’ e ‘Strade sicure’, con ‘Cyber sicuro’ il Dipartimento istituzioni parte con la quarta campagna di sensibilizzazione. Alla quale, riprende Vitta, «il Dfe parteciperà per aiutare a interagire col mondo delle aziende, incentivando competitività e produttività attraverso l’innovazione e la sicurezza. E per creare, con la formazione, profili professionali utili per questa lotta». Protagonista sarà anche il Decs, e il suo direttore Manuele Bertoli ricorda come «nella scuola dell’obbligo il tema della sicurezza è all’ordine del giorno negli ambiti dell’alfabetizzazione digitale, dell’educazione a un uso consapevole e dell’orientamento dei giovani al pensiero informatico». E al liceo «a settembre 2020 comincerà l’insegnamento dell’informatica».
Piattaforma ticinese, ‘Cyber sicuro’ avrà molti contatti con la Confederazione. Contatti spiegati dal segretario generale del Di Luca Filippini: «Il Consiglio federale è stato coinvolto nella fase di costituzione, e sarà fondamentale lo scambio d’informazioni con l’esercito e la Polizia federale». La centrale d’annuncio e d’analisi per la sicurezza dell’informazione Melani svolge già un gran lavoro. E sempre sulla cybersicurezza, Filippini dice che «avverranno incontri con il delegato svizzero su questo tema». Portando in Ticino quanto fatto a livello federale. Della partita sarà anche Alessandro Trivilini, docente e ricercatore del Dipartimento tecnologie innovative della Supsi. E ribadisce: «Le minacce cyber sono sempre più diffuse. Siamo tutti interconnessi, e basta un solo anello debole per compromettere tutta la catena. Il nostro lavoro sarà evitare che si crei questo anello debole».
****
Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 22 febbraio 2020 del Corriere del Ticino
Gioco di squadra contro i rischi informatici
È stata lanciata la campagna di prevenzione «Cyber sicuro» – Costituito un gruppo strategico Istituzioni, economia e formazione uniti per proteggere le attività dei cittadini, delle aziende e degli enti pubblici
La nostra quotidianità è sempre più permeata dalle nuove tecnologie. Con esse si presentano diverse opportunità, ma anche molti rischi. Per «fare gioco di squadra» contro le minacce informatiche, il Cantone ha lanciato la campagna «Cyber sicuro», che vede coinvolti il DI, il DFE e il DECS. Istituzioni, economia e formazione uniti per proteggere le attività quotidiane di cittadini, aziende e degli stessi enti pubblici dai pericoli legati al mondo cibernetico. Assieme alla campagna di prevenzione, il Governo ha anche istituito un Gruppo strategico che fungerà da punto di riferimento per le istituzioni, per gli enti pubblici, ma anche per le aziende e la popolazione. Il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi, nel presentare la campagna di prevenzione, ha innanzitutto evidenziato come i reati più classici si stanno man mano spostano sulla rete: «Una volta le truffe venivano fatte porta a porta, mentre oggi avvengono tramite il web. Per questo motivo, dopo le campagne ‘‘ Strade sicure’’, ‘‘Acque sicure’’ e ‘‘Montagne sicure’’, oggi lanciamo questa campagna dedicata al mondo cibernetico». Il Gruppo «Cyber sicuro», oltre ad essere un punto di riferimento , coordinerà le attività in questo ambito degli attori istituzionali, analizzerà i rischi per il nostro territorio, fornirà consulenza al Consiglio di Stato e infine elaborerà contenuti per la prevenzione.
Il direttore del DFE Christian Vitta durante la presentazione ha rimarcato che lo scopo della campagna è anche quello di «minimizzare i rischi per poter cogliere le opportunità che le tecnologie offrono al territorio e alle aziende». A questo proposito ha sottolineato «l’importanza dell’innovazione per incentivare competitività e produttività. È un tema strategico per le aziende e i rischi informatici stanno diventando sempre più rilevanti per le imprese».
Il direttore del DECS ha infine fatto notare come nella scuola ticinese «siano in atto diverse riforme che considerano la questione della sicurezza informatica» e che i «contenuti della campagna confluiranno in queste riforme». Nella scuola dell’obbligo, ad esempio, nell’ambito della revisione del Piano di studio, un gruppo di lavoro sta definendo le competenze digitali da raggiungere entro la quarta media. Il direttore del DECS ha spiegato che anche i docenti saranno formati con la creazione degli «animatori digitali di sede» che si occuperanno di riportare agli allievi i contenuti della campagna. Infine Bertoli ha ricordato l’introduzione dell’informatica nel programma d’insegnamento dei licei.
La composizione Il Gruppo strategico «Cyber sicuro» è formato dal segretario generale del DI Luca Filippini, dal direttore del Centro sistemi informativi del Cantone Silvano Petrini, dall’ufficiale della Polizia cantonale Orlando Gnosca, dal direttore del Centro di risorse didattiche e digitali Daniele Parenti e dal docente e ricercatore della SUPSI Alessandro Trivilini.
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.