Controlli della velocità e sicurezza stradale

Controlli della velocità e sicurezza stradale

Comunicato stampa del Consiglio di Stato | Il Consiglio di Stato ha approfondito cinque aspetti sollevati dal Gran Consiglio nell’aprile 2016 sul tema dei controlli di velocità e approvato, nella sua seduta odierna, l’introduzione di una serie di misure per aumentare la sicurezza sulle strade del Cantone. Nel rispetto della volontà del Parlamento, il Governo ha, in particolare, deciso che gli apparecchi mobili di rilevamento della velocità saranno utilizzati dai Corpi di polizia ticinesi come strumenti di prevenzione e di controllo, attraverso una campagna di informazione anticipata.

Votando su due mozioni dedicate al tema dei controlli della velocità sulle strade ticinesi, nella seduta del 18 aprile 2016 il Gran Consiglio aveva incaricato il Consiglio di Stato di analizzare la fattibilità di alcune misure per la prevenzione degli incidenti. Il Governo ha svolto gli approfondimenti richiesti e ha ora presentato una serie di provvedimenti che rispettano lo spirito della decisione parlamentare.

Tra le decisioni del Gran Consiglio, come noto, figurava anche l’obbligo di segnalare la posizione degli apparecchi radar mobili. Grazie a una serie di esperimenti sul campo e a un confronto con le prassi in vigore in altri Cantoni, il Consiglio di Stato ha richiesto di individuare una soluzione per avvertire gli automobilisti – come auspicato dal Parlamento – senza per questo annullare completamente l’efficacia dei controlli. In sostanza, i controlli radar saranno annunciati tramite i canali di informazione istituzionali: gli utenti della strada saranno quindi a conoscenza che in una determinata regione del Cantone sono previsti rilevamenti della velocità, senza ricevere tuttavia indicazioni precise sull’ubicazione degli apparecchi e gli orari di attività. Per quanto riguarda invece l’autostrada A2, l’Ufficio federale delle strade ha categoricamente respinto l’idea di annunciare in anticipo i controlli sui tratti di sua competenza.
Per evitare il sovrapporsi di controlli radar a distanza troppo esigua nel tempo e nello spazio, il Consiglio di Stato ha inoltre incaricato il Dipartimento delle istituzioni di valutare una modifica del Regolamento della legge sulla collaborazione fra la Polizia cantonale e le Polizie comunali; l’intento è di inserire un obbligo di coordinamento per le attività dei radar mobili, o di ripartire in modo più rigoroso le competenze, in base al tipo di strada che deve essere posta sotto controllo.

Il Consiglio di Stato rimane convinto che la prevenzione sia lo strumento più efficace nell’ambito della lotta agli incidenti stradali e del miglioramento della sicurezza. Come già accade oggi, gli apparecchi mobili per il rilevamento della velocità continueranno a essere utilizzati come opzione secondaria, solo nei punti per i quali le misure di prevenzione non portano ancora ai miglioramenti auspicati.

Giustizia: la sfida del futuro

Giustizia: la sfida del futuro

Dal MDD l Il voto delle e dei Ticinesi di domenica scorsa, favorevole alla riduzione da 4 a 3 dei giudici dei provvedimenti coercitivi, è stato un segnale chiaro a sostegno delle scelte del Governo e del Parlamento nel programma di risanamento delle finanze cantonali. Quella dei giudici è stata la sola che toccava una riduzione nell’ambito della Giustizia ticinese, la quale dovrà affrontare la stessa sfida che attende tutta la pubblica amministrazione: fare di più con le stesse risorse.

Il fronte sindacale e della sinistra asseriva, durante la campagna sul referendum per la riduzione da tre a quattro dei giudici dei provvedimenti coercitivi, che si trattava di un risparmio minimo e che si sarebbe incrinata la garanzia dei diritti fondamentali a coloro colpiti da misure di privazione di libertà o interessati da procedimenti penali. Questo punto di vista è quello di un vecchio modo di pensare il funzionamento in generale della Pubblica amministrazione, che non mette in discussione il modus operandi e continua con la mortale affermazione “abbiamo sempre fatto così”.

La sfida che attende l’amministrazione pubblica, e quindi anche l’amministrazione della Giustizia, è saper affrontare l’evoluzione dei bisogni e del lavoro, rispondendo “presente!” e facendo fronte al lavoro con meno risorse o al maggior lavoro con le stesse risorse disponibili. Sono sforzi che dobbiamo compiere per non dilatare all’insostenibile – finanziariamente parlando – i costi dello Stato e delle sue prestazioni.

La Giustizia deve però operare secondo leggi, codici e codici di procedura, si potrebbe obiettare. Vero, ma in taluni casi le prassi instaurate potrebbero essere semplificate, grazie anche ai progetti che a livello intercantonale si stanno promuovendo per una sempre maggiore digitalizzazione del funzionamento della giustizia, sia civile che penale. A monte ci vuole una parziale riorganizzazione, che stiamo portando avanti con il progetto “Giustizia 2018”, che vuol rivedere organizzazione e funzionamento interno dei vari settori della magistratura. Inoltre, è auspicabile una collaborazione tra i vari settori della giustizia ticinese nel condividere risorse non utilizzate appieno.

Una sfida non facile da cogliere, ma che – di questi tempi – deve essere presa di petto da tutti gli attori in campo, con coscienza e responsabilità. Le spese dello Stato nei settori sensibili della socialità cresceranno in futuro, dovute in particolare a invecchiamento della popolazione, crisi economica e dumping salariale; di conseguenza, il “sistema Stato” deve saper far meglio con minori risorse in tutti i suoi settori di attività, Giustizia inclusa. 

In conclusione, ringrazio le cittadine e i cittadini Ticinesi per il loro voto favorevole alla riduzione da 4 a 3 giudici dei provvedimenti coercitivi, per aver dimostrato un atto di fiducia nei confronti di Governo e Parlamento, lanciando così la sfida all’apparato statale del “saper far di più con meno”.

Norman Gobbi, Consigliere di Stato e Direttore DI

Votazione cantonale: tre sì per il bene del nostro Cantone!

Votazione cantonale: tre sì per il bene del nostro Cantone!

Dal Mattino della domenica | Una scelta responsabile per tutti i ticinesi
Mancano due settimane a domenica 12 febbraio. Ognuno di noi – dal vivo o con il voto per corrispondenza – si recherà alle urne per esprimersi su quattro oggetti a livello Cantonale: oltre alla protezione giuridica degli animali, voteremo su due modifiche di legge nell’ambito della socialità e sulla riduzione da quattro a tre giudici dei provvedimenti coercitivi. Quest’ultime sono tre misure che abbiamo proposto come Governo nell’ottica di risanare le finanze cantonali, misure poi approvate dal Parlamento.

Il pareggio dei conti del Cantone è l’ambizioso obiettivo che ci siamo posti come Consiglio di Stato nel corso della legislatura. Quello del Governo è un atto di responsabilità: vogliamo essere certi di poter consegnare alle generazioni future un Ticino finanziariamente sano, che dia la possibilità ai ticinesi di porsi davanti alle sfide future sapendo di poterle affrontare con le giuste capacità. L’obiettivo è quindi questo: migliorare l’utilizzo delle risorse pubbliche, senza tuttavia intaccare l’efficacia dei servizi, nel rispetto dello stato di diritto e soprattutto a favore di chi ne ha più bisogno.

Assistenza e cura a domicilio
Il risanamento finanziario chiesto dal Parlamento tocca tutti gli ambiti e i servizi dello Stato, ai quali è richiesto un uso parsimonioso delle risorse. I Servizi di assistenza e cura a domicilio (SACD) hanno accettato di fare la loro parte, di rivedere i propri processi operativi e risparmiare 2,5 milioni di franchi. Ogni servizio, tramite la modifica della legge in votazione, dovrà proporre e attuare entro due anni (quindi entro il 2019) le misure organizzative necessarie per ottimizzare i propri mezzi senza avere un impatto sulle prestazioni fornite agli utenti e senza chiedere un contributo finanziario agli utenti.

Soglie di accesso alle prestazioni sociali
La votazione del 12 febbraio interesserà anche il settore delle prestazioni sociali. La modifica di alcune soglie di accesso permetterà di disciplinare più equamente l’erogazione di contributi, in funzione del numero di membri della famiglia e con particolare attenzione ai nuclei più fragili. La modifica permetterà inoltre di ottenere nuove risorse, che saranno in parte reinvestite a favore della conciliabilità tra lavoro e famiglia, confermando quindi il Ticino ai primi posti tra i cantoni più generosi.

Riduzione dei giudici dei provvedimenti coercitivi
Non da ultimo, fra due settimane andremo alle urne per votare sulla diminuzione da quattro a tre giudici dei provvedimenti coercitivi, e l’attribuzione di un giurista già impiegato all’interno all’Amministrazione cantonale. Questa misura porterà a un risparmio annuale di 256’000 franchi, ossia un milione sul quadriennio. Con questa formula garantiamo la qualità delle decisioni prese dai giudici; infatti, negli ultimi sei mesi del 2016 tale ufficio ha funzionato e funziona tuttora con soli tre giudici, senza evidenziare grossi problemi di operatività. Una misura sostenibile e garante della legalità.

Queste tre misure, se viste singolarmente, possono sembrare poca cosa; stiamo invece parlando di 20 milioni di franchi. Invito quindi ognuno di noi ad agire responsabilmente, accompagnando la propria scelta di voto con uno sguardo ampio su tutta la manovra finanziaria proposta. Votiamo 3 volte sì, per un unico obiettivo: il bene del nostro Cantone!

Norman Gobbi, Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Il Dipartimento delle istituzioni si riorganizza

Il Dipartimento delle istituzioni si riorganizza

Comunicato stampa del Consiglio di Stato | Il Consiglio di Stato nella sua seduta settimanale ha approvato il rapporto che illustra gli indirizzi dei progetti di riorganizzazione del Dipartimento delle istituzioni. Grazie a queste misure sarà possibile garantire la presenza dei servizi dell’Amministrazione cantonale nelle regioni periferiche e procedere a una revisione dei compiti dello Stato risparmiando circa 3 milioni di franchi come previsto nella manovra.

Durante la discussione del “Pacchetto di misure per il riequilibrio delle finanze cantonali” avvenuta lo scorso 20 settembre 2016, il Gran Consiglio decise di rinviare alla Commissione della gestione l’esame della modifica della Legge cantonale di applicazione della legge federale sull’esecuzione e sul fallimento (LALEF). A questo proposito il Consiglio di Stato ha quindi elaborato un rapporto che ha l’obiettivo di presentare il tema della distribuzione degli impieghi dell’Amministrazione cantonale sul territorio, in particolare illustrando in modo più esteso i progetti di riorganizzazione del Dipartimento delle istituzioni fornendo una visione d’insieme dei cambiamenti in atto.
Nel documento inviato alla Commissione della gestione sono stati riassunti brevemente i principali ambiti del Dipartimento delle istituzioni toccati dalle riorganizzazioni, che mirano da una parte ad accrescere l’efficienza e l’efficacia del servizio fornito alla cittadinanza e dall’altra rispondono alle esigenze della società in continuo mutamento.

Le riorganizzazioni interesseranno principalmente i seguenti servizi:

Ufficio di esecuzione (Divisione della giustizia), con la creazione del contact center, del centro di competenza per i precetti esecutivi e dell’Ufficio delle Tre Valli a Faido e la riorganizzazione del settore con razionalizzazione delle risorse;

Ufficio dei fallimenti (Divisione della giustizia), con la centralizzazione delle attività del Sopraceneri a Locarno, mantenendo uno spazio a Bellinzona per svolgere alcune prestazioni. Per il Sottoceneri saranno mantenute le sedi attuali;

Settore del registro fondiario e di commercio (Divisione della giustizia), prevede la ricostituzione della Sezione del registro fondiario e di commercio, la creazione dell’autorità di I. istanza LAFE unica e la ridefinizione della struttura degli uffici dei registri distrettuali, misure contenute in un apposito messaggio, che sarà sottoposto al Governo prossimamente;

Uffici dello stato civile (Sezione della popolazione), con l’istituzione di un’unica sede circondariale di riferimento per le Tre Valli, mantenendo spazi nelle altre sedi distrettuali per svolgere alcune prestazioni.;

Ufficio della migrazione (Sezione della popolazione), nuova procedura di richiesta, rilascio, rinnovo e modifica dei permessi per stranieri allo scopo di migliorare il controllo, con la progressiva riduzione delle sedi dei servizi regionali degli stranieri riallocando il personale secondo la nuova organizzazione.

Si ricorda che ci sono altri progetti del Dipartimento delle istituzioni, non indicati nella manovra, che permetteranno di dislocare/creare impieghi cantonali:

a contare dal 2021 con l’apertura del Centro di controllo del traffico pesante della Polizia cantonale saranno creati altri 50 posti di lavoro in Leventina;

la creazione del nuovo centro comune di formazione della Protezione civile e della Polizia e il trasferimento della Sezione del militare e della protezione della popolazione prevedono di dislocare circa 25 impieghi da Bellinzona/Giubiasco a Monteceneri.

Il Consiglio di Stato ritiene che per poter rispondere in modo adeguato alle mutate esigenze della collettività e raggiungere l’obiettivo del risanamento delle finanze pubbliche è fondamentale rivedere l’organizzazione dei servizi. Grazie al progetto di riorganizzazione del Dipartimento delle istituzioni sarà possibile ottenere un risparmio di circa 3 milioni di franchi come previsto dalla manovra.

Casellario giudiziale, secondo sì da Berna

Casellario giudiziale, secondo sì da Berna

Da liberatv.ch l Casellario giudiziale per i permessi di residenza e lavoro, PPD e Lega esultano per il voto della Commissione diritti politici del Nazionale: “La misura voluta da Gobbi si è dimostrata efficace e non lede la libera circolazione”. E via Monte Boglia attacca PLR e socialisti: “Per loro in Svizzera devono entrare anche i delinquenti”

La Lega: “Questa misura va estesa a livello nazionale: nel senso che tutti i Cantoni devono avere facoltà di introdurre la richiesta sistematica”

BERNA – La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale ha dato seguito oggi alle due iniziative cantonali ticinesi relative alla richiesta sistematica del casellario giudiziale nell’ambito delle procedure di ottenimento di permessi di lavoro e di residenza. E sul tema si registrano oggi due prese di posizione, da parte del PPD e della Lega.

“La misura introdotta dal Ticino nel 2015 si dimostra efficace. Il PPD saluta favorevolmente la decisione ed evidenzia il ruolo centrale del Partito, come già avvenuto agli Stati, nella creazione della maggioranza commissionale – si legge nella nota dei popolari democratici -. I membri ticinesi della citata commissione – consiglieri nazionali Marco Romano e Roberta Pantani – sono riusciti a costruire una maggioranza risicata grazie ai gruppi PPD e UDC. Ora il Consiglio federale dovrà elaborare una base legale per consolidare la prassi. Secondo il PPD l’ottenimento di un permesso presuppone la presentazione del casellario giudiziale: documento ufficiale largamente diffuso in vari ambiti.

Il PPD ritiene la misura utile ad aumentare la sicurezza interna; la sola autocertificazione si è dimostrata inefficace. La misura è di carattere interno, non lede la libera circolazione e non crea situazioni discriminatorie. Un Cantone ha e deve avere la possibilità di prendere misure atte a garantire il controllo di chi chiede un permesso di lavoro o di residenza. Il PPD respinge tutti gli argomenti che cercano di relativizzare e combattere la misura. La libera circolazione è rispettata e uno Stato sovrano deve tutelare la propria sicurezza interna”.

Anche La Lega dei Ticinesi “prende atto con soddisfazione della decisione della Commissione delle istituzioni politiche a favore delle iniziative cantonali ticinesi. Questa prassi, introdotta in Ticino per volontà del Consigliere di Stato leghista Norman Gobbi nell’aprile 2015, ha dimostrato la propria efficacia, come confermano le cifre trasmesse dal governo cantonale alla commissione.

Non c’è dunque alcun motivo per abbandonarla, ma va anzi estesa a livello nazionale: nel senso che tutti i Cantoni devono avere facoltà di introdurre la richiesta sistematica. L’autocertificazione dei richiedenti il premesso B o G sui propri precedenti penali si è infatti a più riprese dimostrata insufficiente ed inefficace. Ciò che era ampiamente prevedibile.

Per la Lega dei Ticinesi è in ogni caso evidente che la richiesta sistematica del casellario giudiziale da parte delle autorità ticinesi deve continuare ad oltranza. Ora anche a livello di Camere federali si consolida una maggioranza che dà ragione alla Lega e al Ticino: anche perché la richiesta del casellario è una questione di manifesto buonsenso.

Per l’approvazione nella Commissione delle iniziative cantonali ticinesi pro-casellario è stato determinante il voto dei due esponenti ticinesi Roberta Pantani (Lega) e Marco Romano (PPD): onore al merito. La Lega dei Ticinesi deplora invece che contro il casellario – e quindi contro la sicurezza del nostro Cantone – si sia schierata in blocco non solo la sinistra (la cui opposizione era scontata) ma anche il PLR. Malgrado il capogruppo PLR alle camere federali sia il ticinese Ignazio Cassis. Dopo la deplorevole prestazione del tandem PSS-PLR in materia di affossamento del 9 febbraio, adesso i due partiti fanno il bis. Evidentemente anche per il PLR, come per il PSS, in Svizzera “devono entrare tutti”, delinquenti compresi”.

http://www.liberatv.ch/it/article/34199/casellario-giudiziale-per-i-permessi-di-residenza-e-lavoro-ppd-e-lega-esultano-per-il-voto-della-commissione-diritti-politici-del-nazionale-la-misura-voluta-da-gobbi-si-dimostrata-efficace-e-non-lede-la-libera-circolazione-e-via-monte-boglia-attacca-plr-e-socialisti-per-loro-in-svizzera-devono-entrare-anche-i-delinquenti

Casellario giudiziale: il Governo scrive alla Commissione istituzioni politiche del Consiglio nazionale

Comunicato stampa del Consiglio di Stato | Il Consiglio di Stato – analogamente a quanto fatto lo scorso novembre con la Commissione del Consiglio degli Stati – ha inviato ieri una lettera alla Commissione istituzioni politiche del Consiglio nazionale invitandola a confermare il sostegno alle iniziative del Gran Consiglio ticinese a favore della presentazione dell’estratto del casellario giudiziale per i cittadini di Stati dell’Unione europea che intendono soggiornare o lavorare in Svizzera. Il Governo ha inoltre fornito i nuovi dati che riguardano la misura straordinaria introdotta dal Dipartimento delle istituzioni nell’aprile 2015 a tutela della sicurezza del territorio ticinese: il numero totale di decisioni negative emesse è salito a 64 (+11 casi negli ultimi due mesi).

Lo scorso mese di novembre, la Commissione istituzioni politiche del Consiglio degli Stati aveva trattato e sostenuto le iniziative del Gran Consiglio ticinese a favore della presentazione dell’estratto del casellario giudiziale. Salutando positivamente questo sostegno, il Consiglio di Stato ha espresso – tramite una lettera inviata ieri – l’auspicio che anche la Commissione del Consiglio nazionale segua questa posizione.

Nella lettera, il Governo ha sostenuto questa richiesta sottolineando i risultati positivi ottenuti in Ticino dopo l’introduzione della misura straordinaria che prevede la richiesta del casellario giudiziale per il rilascio e il rinnovo dei permessi B (di dimora) e G (per lavoratori frontalieri).

A poco più di un anno e mezzo dall’adozione del provvedimento – avvenuto il 2 aprile 2015 – su 40’703 casi domande esaminate dalla Sezione della popolazione in 40’353 (pari al 99,14%) la procedura si è conclusa con il rilascio o il rinnovo del permesso senza particolari problemi e a dimostrazione dell’equità della misura. In 350 occasioni (pari allo 0.86%) sono invece emersi elementi di natura penale (condanne oppure procedimenti penali pendenti), e sono state quindi analizzate nel dettaglio e valutate con attenzione: 64 di queste richieste si sono concluse con una decisione negativa.

Il Consiglio di Stato ha inoltre colto l’occasione per sottolineare che l’Autorità amministrativa (Sezione della popolazione) non dispone di alcun tipo di accesso a banche dati di polizia. L’identificazione di eventuali elementi di rischio accresciuto è quindi possibile unicamente attraverso la consultazione dell’estratto del casellario giudiziale che ha confermato la propria efficacia nell’esperienza ticinese.

Esercizi pubblici – La notte avrà un’ora in più

Esercizi pubblici – La notte avrà un’ora in più

Dal Corriere del Ticino | Alla lente una revisione della Legge sugli alberghi e la ristorazione – Lo scenario: chiusura posticipata alle 2 – Norman Gobbi: «Le regole attuali sono troppo rigide, dobbiamo tenere vivo un settore in grave difficoltà»

A distanza di sei anni dalla revisione totale della Legge sugli alberghi e sulla ristorazione (Lear), per il settore è già tempo di una nuova ristrutturazione. Dopo essere stata approvata quasi all’unanimità dal Gran Consiglio nel giugno 2010, dallo scorso ottobre la legge cantonale è oggetto di analisi e approfondimenti da parte di un gruppo di lavoro istituito dal Dipartimento delle istituzioni. L’obiettivo? Rivedere una legge che, come ci conferma il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi «è troppo rigida», nonché proporre «misure legali, pratiche e procedurali per sviluppare il settore degli esercizi alberghieri e della ristorazione». Una revisione richiesta a gran voce non solo dal mondo della ristorazione che ha più volte puntato il dito contro la concorrenza di take away e street food, ma anche da 8.190 cittadini che nel 2015 hanno sottoscritto l’iniziativa «Bar 3.0». Lanciata da un’alleanza interpartitica tra i movimenti giovanili, l’iniziativa popolare mira a prolungare l’apertura degli esercizi pubblici il venerdì, il sabato e durante i prefestivi sino alle 3 del mattino. Una richiesta questa parzialmente accolta dal gruppo di lavoro, che propone al Governo un allentamento sugli orari. «L’iniziativa ‘‘Bar 3.0’’ è stata posta in consultazione ma non ha ricevuto grandi plausi da parte dei Municipi – ci spiega Gobbi – anzi, c’è stata una forte opposizione alla proposta. La nostra idea è dunque quella di trovare una via di mezzo e di spostare dalla 1 alle 2 la chiusura notturna». Ma non solo. Per lasciare una certa autonomia a chi opera nel ramo, la proposta di revisione prevede altresì di «consentire delle chiusure anticipate, proprio perché se ci sono zone come i centri urbani o le regioni turistiche più interessate a chiudere alle 2, allo stesso tempo ci sono esercizi situati in località discoste che non hanno nessun interesse a restare aperti così a lungo», specifica Gobbi. E se da un lato c’è la volontà di tendere la mano agli esercenti, dall’altro non manca un occhio di riguardo verso i cittadini che vivono a stretto contatto con i locali pubblici. In tal senso, il direttore delle Istituzioni rassicura sul fatto che «le autorizzazioni e le deroghe resteranno di competenza dei Comuni che conoscono meglio la situazione e che potranno decidere se prolungare l’orario di apertura dei locali».

Sempre in termini di deroghe, tra le modifiche avanzate dal gruppo di lavoro vi è poi uno snellimento «delle procedure amministrative per i permessi in occasione di eventi speciali e che oggi hanno una durata massima di due settimane – aggiunge Gobbi – l’intento è quello di diminuire l’onere amministrativo e rispondere allo stesso tempo all’evoluzione di usi e costumi della clientela e dei turisti».

Ma la revisione della norma non verte unicamente su deroghe e orari. Tra le modifiche alla lente anche l’obbligo, per i take away, di sottostare alla Lear. «Fino ad oggi questi servizi sono stati gestiti secondo la legge del commercio e quindi con limiti diversi dagli esercizi pubblici – precisa il consigliere di Stato – penso però che si sia riuscita a trovare un’intesa tra GastroTicino, HotellerieSuisse e le diverse associazioni dei take away che sedevano al tavolo di lavoro». In tal senso, l’indirizzo auspicato è quello di adottare un sistema di «regole più chiare e semplici che riconoscano sì le mutate modalità di consumo della popolazione, ma che non vadano a regolamentare eccessivamente un settore che vive una forte concorrenza non solo interna, ma anche transfrontaliera». Come ci conferma il direttore delle Istituzioni, si vuole evitare di inserire nuove regole «fin troppo vessatorie nell’ambito, ad esempio, della ristrutturazione degli esercizi pubblici».

Infine, toccate dalla revisione saranno anche le autorizzazioni per gli esercizi «con offerta di alloggio». «Pensiamo ad esempio alle proposte quali AirB&B o Tripadvisor che si promuovono tramite piattaforme online – continua Gobbi – nella nuova legge vi saranno capitoli appositi volti non solo ad assicurare un maggior controllo dei pernottamenti, ma anche per evitare erosioni fiscali». In un discorso più generale, per il direttore delle Istituzioni è importante ribadire che «non sarà una legge più restrittiva perché l’obiettivo è comunque quello di tener vivo un settore che è in grave difficoltà».

Presentate le proposte di modifica, spetterà ora al Dipartimento delle istituzioni avanzare «in tempi brevi una modifica della legge all’attenzione del Gran Consiglio». Modifica questa che, come conclude Gobbi, procederà a tappe, «partendo dagli orari delle aperture serali». Intanto, soddisfazione è stata espressa dal comitato di Generazione giovani del PPD che «auspicava questi passi per rendere il Ticino più attrattivo e competitivo sul piano nazionale, ma anche internazionale».

(Articolo di Viola Martinelli)

Bar aperti fino alle 2 di notte e meno carico di burocrazia

Bar aperti fino alle 2 di notte e meno carico di burocrazia

Dal Giornale del Popolo | Norman Gobbi: «Vogliamo adeguare la legge a esigenze mutate nel tempo da parte dei residenti e dei turisti».

Sta venendo alla luce una revisione di legge molto importante. Stiamo parlando della normativa che regolamenta gli esercizi alberghieri e la ristorazione: la Lear.

Infatti, lo scorso ottobre, il Governo aveva istituito un gruppo di lavoro con le varie associazioni di categoria, l’associazione dei Comuni, le Polizie comunali, ecc., con l’obiettivo di proporre riflessioni su più ambiti d’intervento. Inoltre si voleva e si vuole dare una risposta all’iniziativa popolare legislativa “Ticino 3.0 Bar aperti fino alle 3” con la quale si chiedeva una proroga degli orari di apertura degli esercizi pubblici.

Il gruppo di lavoro ha elaborato le sue riflessioni che hanno visto emergere l’esigenza di un sistema di regole più chiare e semplici. Uno spirito che ha poi portato a formulare alcune proposte concrete come ad esempio la proroga degli orari di apertura degli esercizi pubblici alle 2 di notte.

In proposito abbiamo sentito il direttore del DI Norman Gobbi che ora ha in mano il dossier. «Vogliamo adeguare la legge a esigenze mutate anche per il consumo. Gli usi e i costumi dei residenti e dei turisti sono cambiati negli ultimi anni. In particolare vogliamo regolamentare meglio i take away, ma anche mettere ordine nei permessi speciali, allungandoli dagli attuali 15 giorni a 3 mesi per rispondere a necessità nuove, soprattutto nel periodo estivo. Nel contempo vogliamo semplificare, dal punto di vista amministrativo, le regole di un settore che è fortemente sotto pressione come quello dell’albergheria e della ristorazione».

Per quanto riguarda la classificazione degli esercizi pubblici si intende ridurre le denominazioni. «Da un lato intendiamo tutelare quelle che hanno un carattere locale
e tipico come i grotti, ma d’altro lato intendiamo lasciare più libertà ai singoli esercizi pubblici di chiamarsi come vogliono».

Una semplificazione burocratica anche per quanto riguarda i requisiti strutturali e igienici degli esercizi pubblici e le autorizzazioni per gli esercizi con offerta di alloggi.

Tornando sull’orario di chiusura Gobbi spiega: «Vogliamo elaborare un messaggio in tempi brevi soprattutto per rispondere all’iniziativa dei movimenti giovanili che in questa fase coinvolgeremo. Personalmente mi sembra che questo compromesso vada incontro alle loro esigenze, ma anche alle critiche arrivate dalle Polizie comunali e dai Comuni. Ci sarà comunque anche la possibilità di concedere chiusure anticipate. Non sempre e non ovunque è necessario tenere aperto fino alle 2 di notte».

Interesse dai giovani PPD
Da parte sua il Comitato di generazione Giovani prende atto con piacere che l’iniziativa lanciata dai gruppi giovanili abbia attivato il CdS nel rivedere tutti gli aspetti della Legge. Il prolungamento degli orari fino alle 2 nel fine settimana e nei giorni prefestivi è visto con interesse dal Comitato che auspicava questi passi per rendere il Cantone più attrattivo e competitivo.

(Articolo di Nicola Mazzi)

«Misure fiscali e sociali per non restare indietro»

«Misure fiscali e sociali per non restare indietro»

Dal Giornale del Popolo | Riforma III delle imprese – Ecco la strategia del Governo

Aliquota abbassata al 6%, moltiplicatori differenziati per i Comuni e maggior sostegno per famiglie con figli.

Sono quattro gli assi di intervento all’interno di un pacchetto di misure «equilibrato» pensate dal Consiglio di Stato per rispondere alla sfida della Riforma III dell’imposizione delle imprese. In votazione il prossimo 12 febbraio, la Riforma nasce dalle pressioni dell’OCSE e mira ad abrogare i regimi fiscali a statuto privilegiato. Solo nel nostro Cantone sono 1.355 le società di questo tipo – pari al 4,5% del totale – e generano un gettito di 165,6 milioni di franchi, ossia il 20% del gettito totale delle persone giuridiche. Queste stesse società, come ha sottolineato il direttore del DFE Christian Vitta si caratterizzano per un’elevata mobilità.

Facile quindi che, di fronte a condizioni economiche mutate, possano decidere di lasciare il Ticino per lidi fiscalmente più favorevoli. Così fosse, secondo le prime stime calcolate dal DFE, sul periodo 2019-2028 è ipotizzabile una riduzione media del gettito cantonale tra i 25 e i 35 milioni di franchi. Ma molto, come ha ribadito Vitta, dipenderà dal comportamento dei contribuenti. Per questo risulta fondamentale mettere in campo una strategia in grado di mantenere il Ticino attrattivo, soprattutto di fronte alle strategie «aggressive», come le ha definite il consigliere di Stato, ideate dagli altri Cantoni. Ecco allora la ricetta messa a punto per mantenere il Cantone competitivo. In primis ci sono delle misure a carattere federale, come il cosiddetto patent box, ossia un’esenzione massima del 90% degli utili relativi a diritti di brevetto, imputabili alle spese di ricerca. Il Governo intende inoltre defiscalizzare coloro che investono nelle start-up innovative.

Le imprese
A livello cantonale (secondo asse) si mira a ridurre l’aliquota sull’utile delle imprese dall’attuale 9% al 6%. Così facendo, l’onere fiscale complessivo diminuirà per le aziende dal 19,8% al 16,2%. Ma c’è di più perché le aziende potranno beneficiare di altre misure puntuali che permetteranno di attenuare ulteriormente l’onere fiscale, fissandolo al 14% (per i Comuni con moltiplicatore inferiore al 100% si scende al 13%). Una soglia che, ha ribadito Vitta, permetterebbe al Ticino di concorrere con i Cantoni di Ginevra e Vaud, dove la soglia è al 13-14%. Da menzionare pure l’introduzione del computo parziale dell’imposta sull’utile nell’imposta sul capitale: in pratica, le società che realizzeranno utili potranno beneficiare di un’esenzione totale o parziale dell’imposta sul capitale. Per contro, in modo che qualche franco rientri nelle casse cantonali, si andrà piuttosto a colpire le persone fisiche tramite una riduzione della percentuale di sgravio applicata all’imposizione parziale dei dividendi da partecipazioni qualificate presso gli azionisti.

I Comuni
La Riforma III toccherà pure i Comuni, che hanno già manifestato qualche preoccupazione. Per questo, ha evidenziato il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, è bene che vengano coinvolti nel progetto tramite apposite misure. Ed ecco quindi una grande novità: i Comuni avranno la possibilità di applicare un moltiplicatore differenziato per le persone fisiche e quelle giuridiche (senza tuttavia superare il 10% di differenza tra i due), alla stregua di quanto già avviene nel Canton Soletta, in modo da compensare i potenziali effetti negativi della Riforma su quei territori che ospitano diverse e importanti realtà industriali. Allo stesso modo è in atto, all’interno del progetto di Ticino2020, una riflessione volta a ridurre gli anni di computo per il calcolo del gettito medio di riferimento, in modo da meglio regolare il flusso tra Comuni riceventi e paganti.

La socialità
Ma la Riforma vuole essere anche attenta alla socialità, come ha spiegato il presidente del Governo e direttore del DSS Paolo Beltraminelli. Il sostegno, indirizzato soprattutto al ceto medio, ha spiegato Beltraminelli, sarà basato su quattro pilastri: aiuto alle famiglie dopo la nascita del primo figlio, estensione degli aiuti per strutture di accoglienza (asili nido, famiglie diurne), sostegno ai familiari che curano un congiunto e incentivazione delle misure di inserimento o reinserimento professionale. A favore della politica familiare e sociale saranno destinati 20 milioni, che potrebbero successivamente ammontare a 27. Come? Si preleverà un contributo supplementare (dello 0,15%) dalla massa salariale a spese dei datori di lavoro e che verrà riversato per il sostegno alle famiglie. Ecco quindi la necessità di continuare «il positivo clima di dialogo instaurato con le imprese» nell’ottica di un nuovo partenariato. Se da un lato infatti le aziende saranno sgravate, dall’altro verranno chiamate a contribuire alla socialità che, ha evidenziato Beltraminelli, «non può essere unicamente finanziata dal Cantone».

Insomma, quello presentato dal Governo, che dovrebbe sfociare in un messaggio nel giugno del 2017, vuole porsi quale «soluzione equilibrata» per garantire «parità di trattamento fiscale per le imprese, competitività e capacità innovativa per il Ticino, mantenimento e creazione dei posti di lavoro» ma pure un «riorientamento della politica famigliare e sociale». Presto per capire se vi sarà l’unanimità dei consensi all’interno dell’Esecutivo. Per ora, ha ribadito Beltraminelli, è emersa «l’apertura di tutti» per entrare nel dettaglio. Molto, però, dipenderà dall’esito della votazione. «Se non passa la Riforma in votazione», ha spiegato Vitta, «si andrà incontro a una fase di forte incertezza politica e, privi di un’adeguata programmazione, il Ticino corre il rischio di restare l’ultima ruota del carro». Col nuovo anno poi, ha spiegato Vitta, l’intenzione è di chinarsi sulla modifica della Legge tributaria.

Le reazioni politiche
Non si sono fatte attendere le prime reazioni politiche. Il PLR in una nota esprime il plauso al Governo per le misure elaborate, sottolineando come la riduzione dell’onere fiscale e gli incentivi mirati alle start-up innovative «costituiscono in questo senso delle misure chiave per aumentare l’attrattività del Cantone quale sede di imprese», definendo pure «un tassello importante» le misure di sostegno alla formazione e le iniziative per la politica familiare. Da parte sua, invece, il PS ritiene che le proposte del consigliere di Stato Vitta «dimentica i ticinesi in difficoltà», esprimendo inoltre il proprio disaccordo col fatto che il direttore del DFE abbia «approfittato» della carica pubblica «per fare campagna in assenza di contraddittorio».

Battezzato il treno “Göschenen/Airolo”

Battezzato il treno “Göschenen/Airolo”

Da tio.ch l Presenti alla cerimonia Norman Gobbi, il direttore del dipartimento dell’economia del Canton Uri Camenzind e il responsabile FFS Roberto Tulipani. Il treno TILO “Göschenen/Airolo” ha ricevuto questa mattina il proprio battesimo ufficiale ai portali della “vecchia” galleria.

Da oramai una settimana, migliaia di viaggiatori sfruttano i nuovi collegamenti attraverso la galleria di base, risparmiando circa 30 minuti per ogni viaggio. Al contempo, lungo la linea panoramica del San Gottardo, le FFS continuano a proporre un’interessante offerta per gli spostamenti casa-lavoro e rafforzano il turismo regionale. «Crediamo nel mito del San Gottardo e al potenziale turistico della regione», ha affermato Roberto Tulipani, responsabile Regione Sud di FFS Viaggiatori Regioni, in occasione del battesimo di un treno a Göschenen di fronte a circa 200 ospiti.

Il direttore del Dipartimento dell’economia del Cantone di Uri Urban Camenzind ha interpretato la scelta del nome del treno «Göschenen/Airolo» come un segnale positivo da parte delle FFS, ossia l’espressione della loro volontà di rendere ancora più allettante l’offerta al San Gottardo: «La linea panoramica del San Gottardo è una via di transito importante e consente a molti treni di raggiungere la regione delle Alpi centrali. Il collegamento dai centri urbani dell’Altipiano svizzero verso Göschenen deve continuare a essere rafforzato evitando eccessivi cambi. Ci auguriamo che i treni circolino tutto l’anno e più volte al giorno.»

«Un segnale positivo» – Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha dal canto suo ricordato che «oggi festeggiamo un segnale positivo verso le valli del Ticino, soprattutto poiché proviene da un attore vitale per le regioni periferiche, come lo è un servizio di trasporti pubblici. È un messaggio che ci fa ben sperare, che ci dà la possibilità di essere partecipi del nostro futuro, mettendo a disposizione della nostra regione uno strumento essenziale per il proprio sviluppo».