‘Formula più equa’ ma sale il gettito totale

‘Formula più equa’ ma sale il gettito totale

Alla voce entrate anche il calcolo che considera, oltre alle emissioni, peso e potenza del veicolo. L’incasso globale di 91,5 milioni, tira però aria di referendum

Una nuova formula di calcolo «più equa» per stabilire l’imposta di circolazione a partire dal 2024. È quanto ha presentato il Consiglio di Stato, che conta di incassare da questa voce di spesa 91,5 milioni di franchi il prossimo anno. I 9,5 milioni in più rispetto al 2023 sono inoltre inseriti tra le misure di riequilibrio finanziario. Una delle poche voci di ‘entrata’. «Vogliamo stabilizzare la formula, togliendo le disparità di trattamento che sussistono con il calcolo attuale», afferma Norman Gobbi, direttore del Dipartimento istituzioni (Di). Il messaggio sarà ora sottoposto al Gran Consiglio e «mira a trovare una soluzione che possa durare nel corso degli anni». Per il 2023 infatti, al termine di un lungo valzer politico, si era arrivati a un Decreto legislativo urgente della durata di un anno. «Un decreto – ricorda Gobbi – necessario per scongiurare le conseguenze negative non previste e non volute dall’iniziativa e dal testo conforme messo in votazione popolare». Un calcolo, quello del 2023, più complesso e articolato che genera alle casse del Cantone entrate per circa 82 milioni di franchi. È inoltre in vigore anche una moratoria annuale per i veicoli immatricolati prima del 2009, che il governo suggerisce di non rinnovare, come invece chiede un’iniziativa parlamentare del Centro. Un aumento delle entrate per le casse pubbliche attraverso le imposte di circolazione che il direttore del Di spiega così: «È l’ammontare indicato nell’opuscolo informativo che accompagnava il voto popolare, e quindi approvato dai cittadini».

Un coefficiente cantonale per regolare il gettito
In ogni caso l’ultima parola spetta al parlamento, che avrà la possibilità di pilotare le entrate finali modificando il ‘coefficiente cantonale K’, un nuovo elemento inserito all’interno della nuova formula. Il calcolo tiene inoltre conto della massa a vuoto del veicolo, della potenza e, ovviamente delle emissioni di CO2 tramite il vettore energetico. «Sono valori caratteristici che non rischiano di variare nel tempo e che sono facilmente consultabili», spiega Elia Arrigoni , capo della Sezione della circolazione. «Considerare i fattori di massa e potenza permette di rendere stabile nel tempo il gettito dell’imposta, visto che sono valori costanti». Le emissioni, come è stato spiegato, dipendono invece dai cicli di omologazione. Un problema che è all’origine delle disparità presenti quest’anno. «Non cambia il risultato, ovvero un’imposta più giusta ed equa, ma solo il metodo di calcolo». Tornando al gettito complessivo, questo «deve coprire i costi delle infrastrutture stradali, come prevede la legge. La media dei costi annui sostenuti – precisa Gobbi – negli ultimi sette anni ha superato i 106 milioni di franchi».

Meno differenze tra elettrico e benzina
Durante l’incontro con i media è stata illustrata anche una serie di esempi concreti: una Fiat Punto del 2005 pagherà meno dell’imposta attuale (ovvero la moratoria) e di quello che prevederebbe la formula votata. Questo poiché si prenderebbero in considerazione peso e potenza. Una Tesla del 2021 vedrebbe invece raddoppiare la propria imposta, che sarebbe però comunque inferiore alla media intercantonale. «Nessun vettore (elettrico o a benzina, ndr) sarà palesemente favorito o sfavorito – dice Arrigoni –. Le auto elettriche pesanti e potenti pagheranno un’imposta di circolazione più elevata rispetto alle auto elettriche piccole ed economiche. Insomma, a veicoli con caratteristiche simili verranno applicate imposte di circolazione coerenti e analoghe».

Presente alla conferenza stampa – in qualità di attento spettatore – anche Fiorenzo Dadò, ‘padre insieme al collega del Centro Marco Passalia, dell’iniziativa popolare ‘Per un’imposta di circolazione più giusta’ depositata nel 2017. Iniziativa che aveva raccolto oltre 12mila firme (ne bastavano 7mila) ed è stata accolta dal popolo lo scorso 30 ottobre con il 60,3% dei consensi. «In diciassette anni che faccio politica cantonale non ho mai visto che venisse disattesa in questo modo la volontà popolare. Il popolo ha deciso chiaramente e questo cambio di rotta ci sorprende». È perentorio il presidente cantonale del Centro. E continua: «L’aumento di 10 milioni dell’imposta di circolazione per noi è inaccettabile». Con il nuovo messaggio il Gran Consiglio avrà comunque l’ultima parola sulle eventuali modifiche del ‘coefficiente cantonale K’. «Non è nulla di nuovo – ribatte Dadò –. Che il parlamento avesse voce in capitolo era già previsto dall’iniziativa». La palla passa dunque di nuovo alla Commissione e poi al Gran Consiglio. «Noi confidiamo nel buon senso dei partiti – afferma il granconsigliere – di rispettare la volontà popolare». Ma avverte: «Se il parlamento dovesse aderire a questo messaggio, è verosimile che ci sarà un referendum». Contraria “alla prospettiva di un aumento delle entrate cantonali tramite imposte di circolazione” si è detta anche la Lega, movimento del direttore del Di Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 19 ottobre 2023 de La Regione

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«Una nuova formula più equa»

«Non cambia il risultato, ma solo il metodo di calcolo». Presentata ieri la modifica della “Legge sulle imposte e tasse di circolazione dei veicoli a motore” approvata dal Governo. «Quella attualmente in vigore ha i suoi limiti – ha commentato il direttore del DI Norman Gobbi – inoltre, ha validità solo per il 2023 perché introdotta da un decreto legislativo urgente. Il gruppo di lavoro per la nuova imposta aveva fra i suoi obiettivi il rispetto della volontà popolare ed evitare una disparità di trattamento».
Come spiegato dal capo della Sezione della circolazione Elia Arrigoni, il nuovo sistema è stato predisposto dopo aver «raccolto e analizzato i dati del parco veicoli ticinese, valutate le
criticità e coinvolti gli specialisti». L’obiettivo è raggiungere «la stabilità negli anni e la parità di trattamento».
Il risultato è una formula che tiene conto della “massa a vuoto” e della potenza, oltre a un coefficiente cantonale K. La palla passerà al Parlamento.

Da www.20minuti.ch

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Un nuovo calcolo per l’imposta di circolazione

Nel messaggio sul preventivo è scritto chiaro e tondo: «Il Governo presenterà a breve una proposta per una revisione del calcolo dell’imposta di circolazione». L’importo di incasso previsto? 91,5 milioni di franchi pari, a mente dell’Esecutivo, a quello votato un anno fa dal popolo ticinese. Detto, fatto: poche ore dopo le comunicazioni sulla dolorosa manovra di rientro, l’Esecutivo ha illustrato una nuova formula per calcolare l’imposta.

La soluzione
Già, ma perché dopo meno di 12 mesi dal voto bisogna scrivere un nuovo capitolo nella storia «infinita» di questa imposta? È Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni, a chiarirlo. «Questa ulteriore modifica stabilizza la formula attualmente in vigore, che ha mostrato i suoi limiti». Una formula, della validità di un anno (per il 2023), resasi necessaria da un decreto urgente seguito alla votazione popolare. Il tutto per evitare le disparità di trattamento svantaggiose per i veicoli più moderni e più ecologici, causate dai differenti cicli di omologazione impiegati (ricorderete le lunghissime discussioni sui cicli WLTP e NEDC). «Senza questa modifica di legge, entrerà in vigore la formula conforme che enfatizzerà gli effetti negativi» delle disparità di trattamento, ricorda il Governo. Di qui la necessità di trovare il modo di riequilibrare il calcolo e, soprattutto, di renderlo equo. La soluzione trovata, di concerto con UPSA, TCS, ACS e CarrosserieSuisse, tiene conto della massa a vuoto del veicolo, della sua potenza e delle emissioni di CO2. A questi fattori viene applicato un coefficiente (chiamato «K») che sarà di competenza della politica, dunque del Gran Consiglio. «Così facendo si supera l’aspetto di vetustà, applicando parametri generali per tutto il parco veicoli ticinese», nota ancora Gobbi. «Il coefficiente K dà la responsabilità al Parlamento di decidere qual è il gettito totale», rileva da parte sua Elia Arrigoni, Capo della Sezione della circolazione. «La formula sarà equa e corretta per ogni genere di veicolo, mentre il gettito generato spetterà alla politica». Secondo il Governo, la nuova base di calcolo offre numerosi vantaggi. I valori caratteristici non rischiano di variare nel tempo, sono facilmente reperibili, mentre i valori di massa e potenza rendono stabile il gettito nel tempo. Inoltre, nessun vettore energetico viene favorito o sfavorito, mentre le auto elettriche verranno comunque avvantaggiate dal calcolo complessivo. Con delle differenze: «Se ho un’auto elettrica piccola e leggera, pagherò meno rispetto a chi ha un modello grande e pesante», chiarisce Arrigoni. «Al momento il fattore K è stato fissato a 1,13, in modo da rispondere a quanto votato dal popolo che prevedeva un prelievo di 91,5 milioni di franchi nel 2024», aggiunge Gobbi. Toccherà come detto al Parlamento stabilire il coefficiente, «per decidere quanto sarà il prelievo tenendo conto di una visione globale. È anche compito del Gran Consiglio, non solo del Governo, avere una visione d’insieme». Infine, nel messaggio, il Governo ha chiesto al Legislativo di respingere l’iniziativa parlamentare del Centro, che vuole prorogare la moratoria prevista nel decreto legislativo urgente per i possessori di veicoli immatricolati prima del 2009.

Tutto bene? Non proprio
Tutto bene? Non proprio. Anzi. Fiorenzo Dadò, presidente del Centro, non ci sta. «La prima criticità è il prelievo di 10 milioni di franchi in più rispetto a quello attuale», dice. «A un anno dalla votazione, non possiamo lasciar passare un aumento dell’imposta a tutti i ticinesi. Il nuovo calcolo andrà valutato, ma dovrà rispettare quanto deciso dai cittadini. La nostra iniziativa? Volevamo preservare le fasce meno abbienti e gli anziani. Confidiamo nel buon senso di tutti i partiti in Parlamento: che nessuno alzi l’imposta di circolazione ai ticinesi. In caso contrario, siamo pronti al referendum». Il Centro avrà sicuramente un alleato: la Lega, infatti, «si batterà per ottenere l’abbassamento del calcolo che determina l’imposta di circolazione nell’ambito della nuova formula», scrive il movimento di via Monte Boglia in un comunicato. La battaglia è assicurata.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 19 ottobre 2023 del Corriere del Ticino

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https://www.rsi.ch/play/tv/il-quotidiano/video/il-quotidiano?urn=urn:rsi:video:1897312

Servizio all’interno dell’edizione di mercoledì 18 ottobre 2023 de Il Quotidiano

Sindaco di Massagno – Sospensione dalla carica

Sindaco di Massagno – Sospensione dalla carica

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha deciso la sospensione dalla carica di membro di Municipio e di Sindaco del Comune di Massagno del signor Giovanni Bruschetti, accogliendo la sua richiesta in questo senso. Il signor Bruschetti sarà sostituito in seno al collegio da un supplente municipale. La conduzione del collegio è affidata al Vice-Sindaco.

Con notifica del 13 ottobre 2023 secondo l’art. 200 LOC il Procuratore Generale sostituto ha informato il Consiglio di Stato dell’apertura di un procedimento penale a carico del signor Giovanni Bruschetti, Sindaco di Massagno, indicando che il reato penale che si prospetta è l’infedeltà nella gestione pubblica (art. 314 CP) e che alternativamente il fatto potrebbe configurare i reati di amministrazione infedele aggravata (art. 158 cifra 1 cpv. 3 CP) o truffa (art. 146 cpv. 1 CP). Il procedimento riguarda l’acquisto da parte del Sindaco per conto del Comune di un dipinto; danneggiato dall’agire in questione sarebbe il Comune nella misura di CHF 400.–.  

A sua volta il signor Giovanni Bruschetti – con scritto al Consiglio di Stato del 12 ottobre 2023 – ha chiesto espressamente di essere sospeso dalle sue funzioni, data la pendenza dell’esposta procedura penale e fino al chiarimento della medesima.  

Secondo l’art. 198 cpv. 1 LOC se un membro del Municipio è perseguito per crimini o delitti contrari alla dignità della carica, il Consiglio di Stato può sospenderlo dalle sue funzioni. La sospensione in base a questo articolo non è una sanzione in senso stretto, bensì ha natura essenzialmente cautelare e ha lo scopo di proteggere gli interessi del Comune e la dignità della carica dai pregiudizi che possono derivare dall’apertura e dalla pendenza di procedimenti penali a carico di membri dell’Esecutivo comunale.  

Visto che le ipotesi di reati nel procedimento penale in corso si riferiscono a fatti direttamente attinenti allo svolgimento della carica pubblica, come richiesto dall’interessato si è ritenuta appropriata la sospensione del signor Bruschetti dalla carica di membro del Municipio e di Sindaco del Comune di Massagno, fino al chiarimento definitivo della sua situazione a livello penale. Ciò salvaguardata la presunzione di innocenza a suo favore.

Basso Mendrisiotto unito: si accendono i motori

Basso Mendrisiotto unito: si accendono i motori

Il Consiglio di Stato ha avviato la procedura aggregativa tra Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo Istituita una Commissione di studio incaricata di elaborare un progetto concreto – Questa fase avrà una durata di 18 mesi

Definire «spedito» l’avanzare del progetto forse è esagerato. L’incedere dell’iniziativa è tuttavia deciso e ininterrotto e, soprattutto in questa ultima fase, rettilineo.

A fare un (altro) deciso passo avanti è stato nelle scorse ore il progetto aggregativo del Basso Mendrisiotto. L’auspicato da più parti matrimonio a cinque tra i Comuni di Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo ha infatti incassato l’approvazione del Consiglio di Stato, entrando in una nuova fase. Nello specifico ad essere stata accolta dall’Esecutivo cantonale è l’istanza aggregativa sottoscritta dai cinque Municipio e inoltrata al Cantone a inizio agosto (vedi CdT del 2 agosto). «Il Consiglio di Stato – si legge in una nota – ha avviato la procedura di aggregazione tra Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo e ha istituito la Commissione di studio incaricata di elaborare un progetto aggregativo tra i cinque Comuni».

Sindaci e petenti
A comporre la Commissione sono i sindaci dei cinque Comuni coinvolti Luca Pagani ( Balerna), Stefano Coduri ( Breggia), Bruno Arrigoni (Chiasso), Claudia Canova ( Morbio Inferiore) e Marco Rizza (Vacallo), a cui si aggiunge Edy Muscionico in qualità di rappresentante del Gruppo promotore della raccolta firme che aveva portato Balerna a rientrare nel progetto (dopo che il Municipio si era chiamato fuori). Il loro compito è di elaborare un progetto aggregativo, sfruttando anche gli approfondimenti già fatti finora. Potranno inoltre «avvalersi del supporto di consulenti esterni e costituire gruppi di lavoro su temi specifici. Il contatto con l’autorità cantonale verrà assicurato dalla Sezione degli enti locali».
Quanto durerà questa fase? Lo abbiamo chiesto a Marzio Della Santa, a capo della Sezione degli enti locali: «I tempi sono difficili da stimare, ma direi almeno un anno e mezzo – esordisce –. Il materiale già raccolto nelle fasi preliminari potrebbe agevolare il processo, ma i tempi potrebbero dilatarsi ad esempio se emergessero vedute diverse». Parole, queste, che permettono di comprendere che i tempi del « matrimonio» non saranno brevi. A maggior ragione perché l’iter verso l’aggregazione è articolato e si compone ancora di svariate tappe. «Quando il progetto sarà pronto dovrà essere approvato dal Consiglio di Stato e, in seguito, sottoposto ai Legislativi comunali che dovranno preavvisarlo – illustra il nostro interlocutore –. Poi toccherà ai Municipi prendere posizione. Sulla base di queste prese di posizione singole il Consiglio di Stato stabilirà poi il progetto aggregativo da sottoporre a votazione popolare e naturalmente la data».
Se il matrimonio resterà a cinque è quindi difficile stabilirlo. Ad oggi nulla sembra escluso, né che a un certo punto un Comuneabbandoni il progetto, né che qualcuno rientri in corsa da una porta di servizio. La storia ticinese, anche piuttosto recente, insegna che le carte sul tavolo possono cambiare rapidamente.Stravolgimenti però sembrano in ogni caso difficili: «Non ci sono regole fisse – ci dice a questo proposito Della Santa –. Il perimetrodell’aggregazione di per sé è in ogni caso quello fissato dal Consiglio di Stato, un’eventuale modifica spetterebbe quindi a lui. I Comuni hanno comunque avuto tempo e modo di aderire al progetto, quindi vedo difficile che un nuovo Comune si possa ancora proporre».

Come si chiamerà?
Ora che la procedura di aggregazione è formalmente avviata a partire può essere anche un altro processo. Al momento più leggero: il «toto-nome». Come si chiamerà il futuro Comune aggregato? Alcune ipotesi sono già circolate (Grande Chiasso? Basso Mendrisiotto?), ma per ora sembrano essere solo speculazioni. « Sarà la Commissione di studio a proporre il nome e potrà essere anche più di uno – conclude Della Santa –. Tutte le proposte saranno inoltre vagliate da due commissioni, una federale e una cantonale. La scelta spetterà poi all’assemblea popolare».

Le tappe passate
Dal futuro, al passato, per ripercorrere il percorso già fatto da questo progetto. Nella nota diffusa nelle scorse ore si legge: «Nell’estate del 2021 il Municipio di Vacallo ha promosso un primo incontro tra Municipi e Sezione degli enti locali per una discussione sull’ipotesi aggregativa tra i Comuni di Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore, Novazzano e Vacallo. A seguito di questa iniziativa, dopo alcuni incontri e scambi anche a livello regionale, è stato avviato uno studio preliminare volto a identificare e condividere gli elementi qualificanti del potenziale di sviluppo del Basso Mendrisiotto, che ha portato a organizzare dei workshop e dei gruppi di lavoro ed elaborare una documentazione di approfondimento. Nel frattempo il Comune di Novazzano ha ritenuto di non proseguire mentre a Balerna alcuni cittadini hanno promosso una raccolta firme nel Comune per chiedere l’avvio di una formale procedura di aggregazione nel comprensorio, iniziativa dichiarata riuscita dal Municipio a inizio marzo 2023. Conclusi i lavori preparatori, i Municipi di Breggia, Chiasso, Morbio Inferiore e Vacallo unitamente al rappresentante del Gruppo promotore della raccolta firme a Balerna hanno sottoscritto l’istanza di aggregazione tra i cinque Comuni, trasmessa al Governo nelle scorse settimane».

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 28 settembre 2023 del Corriere del Ticino

(Immagine: www.vacallo.ch)

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https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:1891029

Servizio all’interno dell’edizione di mercoledì 27 settembre 2023 de Il Quotidiano

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi una seduta ordinaria – la quarta del 2023 e la 67. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

In apertura, il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha presentato gli adeguamenti tecnici della Legge tributaria per l’anno 2024. I rappresentanti dei Comuni sono stati sensibilizzati sulla nuova imposizione speciale per le grandi aziende, sull’accordo fra Svizzera e Italia sulla fiscalità dei frontalieri e sul dovere di assistenza all’autorità fiscale per le società che svolgono compiti di carattere pubblico.
I membri della Piattaforma si sono poi confrontati su una serie di richieste formulate all’indirizzo del Consiglio di Stato e dell’Amministrazione cantonale. Sono in particolare state discusse le disposizioni sulle deleghe di competenze dal Legislativo al Municipio (art. 5a RALOC); la Sezione degli enti locali ha confermato la possibilità di ritoccare verso l’alto gli attuali limiti, nell’ambito di una delle prossime modifiche della legge.
La Cancelleria dello Stato ha poi fornito un’informazione in merito all’avamprogetto di regolamento di applicazione sulla comunicazione per via elettronica, nell’ambito di procedimenti amministrativi. Grazie all’entrata in vigore di questo atto, in futuro gli enti locali che lo desiderano potranno comunicare con la cittadinanza anche per via elettronica. I rappresentanti dei Comuni sono inoltre stati brevemente aggiornati in merito alla Strategia per la trasformazione digitale del Cantone Ticino: i lavori proseguono e una bozza del documento sarà completata nelle prossime settimane. Una procedura di consultazione, che coinvolgerà anche gli enti locali, è prevista nel corso dell’autunno.
Riguardo al progetto «Ticino 2020», è stato poi ricordato che lo scorso 20 luglio tutti i Comuni hanno ricevuto il Rapporto della Direzione di progetto: i Municipi sono ora invitati a esprimersi sulla diversa attribuzione dei compiti e suddivisione degli oneri, e su un nuovo modello di perequazione finanziaria. La fase di consultazione è in corso, ed è stato concordato di prorogarne la conclusione al 23 novembre.
Il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha in seguito informato in merito alla Tassa per l’utilizzo del suolo pubblico, in relazione alla distribuzione di energia elettrica. È stata anticipata l’intenzione di avviare una riflessione, insieme ai Comuni, su come il sistema dovrà essere adeguato alla nuova realtà, dettata dall’aumento dell’autoproduzione tramite pannelli fotovoltaici.
Il Dipartimento delle istituzioni ha poi aggiornato sui prossimi passi in vista della riforma delle Autorità di protezione. La Commissione giustizia e diritti del Gran Consiglio sta analizzando il messaggio del Governo; nel frattempo, è in fase di allestimento il disegno di Legge sulla procedura delle nuove Preture di protezione, che sarà poi messo in consultazione. Parallelamente, anche all’interno dell’Amministrazione cantonale sono stati avviati i lavori preparatori: sono ora previste discussioni con i Comuni interessati.
Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport ha infine fornito alcuni aggiornamenti sul messaggio governativo che delinea la nuova Legge delle scuole dell’obbligo. Anche in questo caso è prevista una consultazione fra i Comuni, che si aprirà nei prossimi giorni e si concluderà il 31 ottobre.
La prossima seduta della Piattaforma è prevista per mercoledì 29 novembre 2023.

Il Consiglio di Stato incontra il Governo del Canton Lucerna e la Consigliera federale Karin Keller-Sutter

Il Consiglio di Stato incontra il Governo del Canton Lucerna e la Consigliera federale Karin Keller-Sutter

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, guidato dal presidente Raffaele De Rosa, è stato impegnato giovedì 7 e venerdì 8 settembre in una visita di due giorni oltralpe. Il programma ha previsto incontri di lavoro con il Governo del Canton Lucerna e con la Consigliera federale Karin Keller-Sutter, direttrice del Dipartimento federale delle finanze.

Il Consiglio di Stato è stato ricevuto ieri dal Governo del Canton Lucerna, guidato dal neo presidente Fabian Peter. Il programma ha previsto una visita al Centro culturale della città (KKL) e il successivo trasferimento alla villa Senar di Weggis: costruita e abitata dal compositore e direttore d’orchestra Sergei Rachmaninoff, la residenza è oggi un centro culturale e di formazione di proprietà del Cantone. Oltre alla condivisione di questi momenti conviviali, la giornata ha consentito ai due Governi di discutere vari temi di interesse comune, con un particolare accento sul tema dei collegamenti sull’asse nord-sud.

Per quanto riguarda invece l’incontro di stamattina con la Consigliera federale Karin Keller-Sutter, la discussione con il Consiglio di Stato si è concentrata su diversi argomenti d’attualità. Sono state affrontate questioni di carattere interno – dalla situazione delle finanze della Confederazione al sistema di perequazione intercantonale, dalla promozione del plurilinguismo alla riforma delle dogane – e sono state approfondite le prospettive nelle relazioni con l’Italia. Il Consiglio di Stato ha poi portato all’attenzione della direttrice del Dipartimento federale delle finanze altre tematiche prioritarie di interesse per l’intero Consiglio federale quali la mobilità, in particolare sensibilizzandola sulla situazione specifica del Canton Ticino rispetto all’ipotesi di pedaggio al San Gottardo nonché la situazione migratoria e la problematica dei costi della salute.

Aggregazioni Bodio-Giornico e Prato Leventina-Quinto in votazione consultiva il 26 novembre 2023

Aggregazioni Bodio-Giornico e Prato Leventina-Quinto in votazione consultiva il 26 novembre 2023

Comunicato stampa

La cittadinanza di Bodio e Giornico, così come quella di Prato Leventina e Quinto si esprimerà in votazione consultiva domenica 26 novembre 2023 sui progetti di aggregazione che coinvolgono i loro comuni. Il Consiglio di Stato ha infatti approvato i due studi allestiti dalle commissioni incaricate di formulare le proposte di aggregazione dei rispettivi comuni.

Nelle scorse settimane le commissioni di studio per l’aggregazione di Prato Leventina e Quinto e quella di Bodio e Giornico hanno consegnato al Consiglio di Stato le proprie proposte per la costituzione di due nuovi comuni, frutto dell’aggregazione delle rispettive collettività. Entrambe sono state accettate dal Governo che ha stabilito la data per le votazioni consultive nei due comprensori per il prossimo 26 novembre 2023, data già fissata per la consultazione sul progetto che coinvolge cinque comuni malcantonesi nell’aggregazione del nuovo Comune di Lema. A seconda dell’esito del voto, le elezioni comunali generali di aprile 2024 potranno essere prorogate dal Consiglio di Stato laddove il voto sarà positivo.  

Aggregazione Bodio-Giornico
Il progetto è nato dopo l’abbandono dell’ipotesi aggregativa che lo scorso anno ha coinvolto l’intera Bassa Leventina, ampiamente accolta a Bodio e Giornico ma nettamente respinta a Personico e Pollegio. Alla luce del risultato, i municipi di Bodio e Giornico hanno chiesto l’avvio di una procedura di aggregazione bilaterale tra i loro comuni, formalizzata nell’autunno 2022. Lo studio prevede che il nuovo Comune, che conta circa 1’700 abitanti, prenda il nome di “Giornico”, capoluogo dell’omonimo circolo e sia guidato da un municipio di cinque membri e da un legislativo composto da 25 persone, che potranno essere elette in base a due circondari elettorali corrispondenti agli attuali comuni. La proposta è stata preavvisata favorevolmente da entrambi i legislativi (Bodio: 11 sì, 2 contrari, 0 astenuti; Giornico: 18 sì, 1 contrario, 0 astenuti) e dai due municipi. Il Governo si è impegnato a sostenere l’aggregazione con un contributo complessivo di 3 milioni di franchi, di cui uno per consolidare la struttura di bilancio del futuro Comune. Il moltiplicatore iniziale prospettato è del 95%.  

Aggregazione Prato Leventina-Quinto
La procedura ha preso origine su stimolo del Consiglio comunale di Prato Leventina ed è stata avviata nel giugno 2022 dando seguito all’istanza dei due municipi. La proposta di Comune aggregato, nel quale risiedono circa 1’350 abitanti, prefigura un municipio di cinque membri e un consiglio comunale di 21 persone, con possibilità di istituire due circondari. Entrambi i consigli comunali (Prato: 12 sì, 0 contrari, 1 astenuto, mentre quello di Quinto di stretta misura: 9 favorevoli, 8 contrari, 0 astenuti) e i due municipi hanno dato preavviso favorevole al progetto. La denominazione del nuovo Comune proposta dalla Commissione, dopo aver esaminato diverse ipotesi, è “Quinto”. Ritenuto che nell’ambito dell’esame dello studio da parte dei legislativi, quello di Prato Leventina ha chiesto di sottoporre al voto anche il nome “Quinto-Prato”, richiesta cui i due municipi hanno in seguito aderito, il Governo ha deciso di far esprimere in via consultiva la cittadinanza anche sul nome del futuro Comune, scegliendo tra queste due alternative. Il Consiglio di Stato si è impegnato a riconoscere un sostegno finanziario di 1,7 milioni con un possibile aiuto complementare fino a mezzo milione di franchi per iniziative particolarmente significative dal profilo del progresso in ambito socio-economico e territoriale. Il moltiplicatore iniziale previsto è del 90%.  

Polizia cantonale: nominata la prima donna ufficiale

Polizia cantonale: nominata la prima donna ufficiale

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha nominato nella sua seduta di ieri Bernadette Rüegsegger quale prima donna al grado di ufficiale della Polizia cantonale. Bernadette Rüegsegger dirigerà con il grado di capitano i Servizi Generali. Servizi che assicurano il supporto specialistico, tecnico, logistico, amministrativo e legale alle attività del Corpo di Polizia cantonale; i vari servizi gestiscono le risorse umane e finanziarie, di controllo strategico e di qualità nonché sostengono i reparti operativi, l’agevolazione delle procedure e l’ottimizzazione dell’impiego di mezzi e risorse. La signora Rüegsegger assumerà la funzione ricoperta da Elia Arrigoni, nel frattempo nominato e operativo a capo della Sezione della circolazione.

Bernadette Rüegsegger, classe 1979 madre di un figlio e una figlia, dopo aver conseguito la licenza in diritto nel 2007 all’Università di Zurigo ha completato la sua formazione ottenendo una specializzazione in scienze forensi (nel 2011 il Certificato e nel 2013 il Master in Advanced Studies in Forensics) alla Hochschule di Lucerna. Una volta conclusi gli studi, dopo aver svolto due anni di pratica giudiziaria e una prima esperienza professionale, nel 2009, è entrata alle dipendenze del Ministero pubblico di Zurigo (Zürich-Limmat) in veste di segretaria giudiziaria e assistente procuratrice. Nel 2011 è invece passata, già quale Procuratrice pubblica, al Ministero pubblico di Winterthur dove è rimasta fino al 2014 per poi divenire Procuratrice pubblica al Ministero pubblico del Canton Zurigo. Dal 2018 è stata nominata Capo settore Servizio giuridico della Polizia cantonale con il ruolo di funzionario dirigente, mentre nel 2019 ha conseguito il brevetto di avvocato. Bernadette Rüegsegger, oltre a essere perfettamente bilingue in italiano e tedesco, dispone di un Certificate of Proficiency in inglese.

Il Consiglio di Stato formula a Bernadette Rüegsegger i migliori auguri per la nuova sfida professionale che l’attende all’interno della Polizia cantonale.

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi una seduta ordinaria – la terza del 2023 e la 66. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

I membri della Piattaforma si sono anzitutto confrontati su una serie di richieste formulate all’indirizzo del Consiglio di Stato e dell’Amministrazione cantonale.
È stato poi fornito un aggiornamento sul piano di misure, alcune delle quali già adottate, elaborate dal Gruppo di lavoro Cantone-Comuni per migliorare la gestione delle procedure di incasso delle imposte ordinarie. È stato ricordato che l’obiettivo è di ottenere benefici sia per il Cantone sia per i Comuni. Sono state inoltre fornite alcune indicazioni sulla riforma generale della Legge tributaria.
La Cancelleria dello Stato ha poi informato – attraverso la Delegata alla trasformazione digitale – sullo stato di avanzamento dei lavori per lo sviluppo di una Strategia digitale cantonale, delineandone i principali assi di intervento. La procedura prevede ora che siano designati due rappresentanti dei Comuni, per partecipare al Comitato politico della trasformazione digitale.  
In tema di appalti pubblici, sono stati in seguito discussi i primi risultati relativi all’applicazione da parte del Cantone del criterio della «Responsabilità sociale delle imprese» (CSR), come indicato dal Parlamento. È stato anticipato che una formazione ai tecnici comunali sarà impartita nel corso dell’autunno 2023: successivamente, anche i Comuni potranno dare avvio all’utilizzo del criterio CSR.
Riguardo al progetto «Ticino 2020», è stato ricordato il recente avvio della fase di informazione dei Comuni in merito ai contenuti del Rapporto della Direzione di progetto approvato dal Comitato strategico. Al termine delle quattro serate informative, aperte ai municipali e ai segretari comunali, prenderà avvio la fase di consultazione, il cui termine è stato fissato per il prossimo 20 ottobre.
Il Dipartimento delle istituzioni ha poi aggiornato sui prossimi passi in vista della riforma delle Autorità di protezione. In attesa delle decisioni del nuovo Parlamento cantonale sul progetto elaborato dal Consiglio di Stato, è stata ricordata la necessità di assicurare il pieno funzionamento delle attuali Autorità regionali.
La Piattaforma è stata infine orientata sulle modalità di coinvolgimento dei Comuni nella campagna di sensibilizzazione sul problema della violenza domestica. Dopo la prima serata pubblica organizzata lo scorso 21 marzo a Locarno, sono previsti appuntamenti anche a Lugano, Mendrisio e Bellinzona.
La prossima seduta della Piattaforma è prevista per mercoledì 13 settembre 2023.

L’accesso a sentenze e udienze verrà migliorato

L’accesso a sentenze e udienze verrà migliorato

Il Gran Consiglio aderisce alla mozione di Aldi e Dadò per una giustizia più trasparente. Protezione vittime, Gobbi agli scettici: documentatevi
Il sito online del Cantone destinato alla pubblicazione delle sentenze pronunciate dai tribunali ticinesi è insoddisfacente, altamente insoddisfacente. La pubblicazione dei verdetti infatti “non è sistematica, ma è del tutto frammentaria e lasciata al libero apprezzamento della singola autorità giudiziaria”: parole della leghista Sabrina Aldi, avvocata di professione, e Fiorenzo Dadò del Centro. Parole contenute nella mozione, depositata nel 2021, con cui i due deputati, richiamando la Costituzione federale e la Cedu, la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, chiedevano al Consiglio di Stato di agevolare l’accesso dei cittadini alle sentenze e alle udienze. E questo per una giustizia che sia effettivamente trasparente. Chiedevano, perché poco fa, con un’ampia maggioranza, il Gran Consiglio ha dato luce verde all’atto parlamentare. Un sì che arriva dopo quello del governo che, prendendo posizione lo scorso gennaio sulla mozione, riconosceva che attualmente “non sono garantiti il principio di pubblicità e la libertà di informazione”. Di conseguenza, scriveva sempre l’Esecutivo cantonale, “il sistema di pubblicazione delle sentenze deve essere migliorato, per quanto già esistente (il sito online, ndr), nonché introdotto negli ambiti per i quali ancora non è previsto”. E quindi anche nella giustizia non penale (civile e amministrativa), “è necessario garantire l’accesso alle udienze, nei casi in cui non vi siano interessi pubblici o privati preponderanti che lo impediscano”.
«Trasparenza e pubblicità del potere giudiziario – ha evidenziato Sabrina Aldi intervenendo nel dibattito in Gran Consiglio – sono fondamentali anche per i cittadini». Affinché possano «controllare», affinché possano verificare se le leggi (codici) vengono applicate correttamente, ha osservato a sua volta Sara Beretta Piccoli dei Verdi Liberali. Ora la speranza è che i miglioramenti richiesti siano attuati celermente, ha auspicato Aldi. D’altronde, ha ricordato la democentrista Roberta Soldati, autrice del rapporto favorevole alla mozione, «uno stato di diritto si fonda sulla trasparenza e l’informazione». Oggi invece le modalità di pubblicazione dei verdetti emessi dalle corti giudiziarie ticinesi sono lontane anni luce da quelle, valide e collaudate, seguite dai tribunali federali, ovvero Tribunale federale, Tribunale penale federale e Tribunale amministrativo federale. I quali dopo aver intimato le loro sentenze alle parti – e dopo averle anonimizzate – le pubblicano regolarmente sui rispettivi siti online. Di più: quando sono in ballo vertenze importanti, inviano ai giornalisti accreditati anche un comunicato stampa in cui è spiegato e riassunto il verdetto.
Quello della pubblicità, puntualizzava il Consiglio di Stato nel rapporto sulla mozione di Dadò e Aldi, “non è, e non può essere, un principio assoluto: la pubblicità di un’udienza può, e deve, essere limitata qualora vi fossero interessi pubblici o privati preponderanti che lo esigono”. Dalle udienze ai verdetti. «Tutte le sentenze continueranno a essere anonimizzate prima di essere pubblicate, per questo faremo capo anche alle nuove tecnologie, a nuovo software», ha assicurato il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi.
In aula non sono mancate voci critiche. Soprattutto dai banchi rossoverdi è stata manifestata una certa preoccupazione: il rischio è di non garantire sempre la protezione della personalità delle vittime. Opportunamente Gobbi ha invitato gli scettici a documentarsi: ha quindi fatto presente che ci sono delle leggi superiori che devono essere rispettate e alle quali ci si atterrà, prima di divulgare i verdetti, per evitare che le vittime vengano riconosciute.
Non è nuovo il tema appena affrontato dal plenum del parlamento. La pubblicità delle sentenze e delle udienze era stata oggetto di un’iniziativa parlamentare inoltrata nel 2012 da Andrea Giudici, quando ancora militava nel Plr prima di passare, in tempi recenti, nell’Udc.
Adesso le cose dovrebbero cambiare, all’insegna di una maggiore trasparenza della giustizia.

Da www.laregione.ch

Legislatura 2023-2027: seduta costitutiva del Consiglio di Stato

Legislatura 2023-2027: seduta costitutiva del Consiglio di Stato

Comunicato stampa
Al termine della cerimonia d’insediamento, il Consiglio di Stato ha tenuto la propria seduta costitutiva per la Legislatura 2023-2027, durante la quale sono stati designati il Presidente e il Vicepresidente per l’anno 2023/2024 e sono stati attribuiti i Dipartimenti.

Nel primo anno di Legislatura, sarà Raffaele De Rosa a rivestire la carica di Presidente del Governo, mentre Christian Vitta è stato nominato quale Vicepresidente. I Dipartimenti per la Legislatura 2023-2027 sono distribuiti come segue:  

Dipartimento delle istituzioni
Direttore – Norman Gobbi
Supplente – Claudio Zali  

Dipartimento della sanità e della socialità
Direttore – Raffaele De Rosa
Supplente – Marina Carobbio Guscetti  

Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport
Direttrice – Marina Carobbio Guscetti
Supplente – Christian Vitta  

Dipartimento del territorio
Direttore – Claudio Zali
Supplente – Raffaele De Rosa  

Dipartimento delle finanze e dell’economia
Direttore – Christian Vitta
Supplente – Norman Gobbi  

Controllo cantonale delle finanze
Direttore – Norman Gobbi