Polizia cantonale: nominata la prima donna ufficiale

Polizia cantonale: nominata la prima donna ufficiale

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha nominato nella sua seduta di ieri Bernadette Rüegsegger quale prima donna al grado di ufficiale della Polizia cantonale. Bernadette Rüegsegger dirigerà con il grado di capitano i Servizi Generali. Servizi che assicurano il supporto specialistico, tecnico, logistico, amministrativo e legale alle attività del Corpo di Polizia cantonale; i vari servizi gestiscono le risorse umane e finanziarie, di controllo strategico e di qualità nonché sostengono i reparti operativi, l’agevolazione delle procedure e l’ottimizzazione dell’impiego di mezzi e risorse. La signora Rüegsegger assumerà la funzione ricoperta da Elia Arrigoni, nel frattempo nominato e operativo a capo della Sezione della circolazione.

Bernadette Rüegsegger, classe 1979 madre di un figlio e una figlia, dopo aver conseguito la licenza in diritto nel 2007 all’Università di Zurigo ha completato la sua formazione ottenendo una specializzazione in scienze forensi (nel 2011 il Certificato e nel 2013 il Master in Advanced Studies in Forensics) alla Hochschule di Lucerna. Una volta conclusi gli studi, dopo aver svolto due anni di pratica giudiziaria e una prima esperienza professionale, nel 2009, è entrata alle dipendenze del Ministero pubblico di Zurigo (Zürich-Limmat) in veste di segretaria giudiziaria e assistente procuratrice. Nel 2011 è invece passata, già quale Procuratrice pubblica, al Ministero pubblico di Winterthur dove è rimasta fino al 2014 per poi divenire Procuratrice pubblica al Ministero pubblico del Canton Zurigo. Dal 2018 è stata nominata Capo settore Servizio giuridico della Polizia cantonale con il ruolo di funzionario dirigente, mentre nel 2019 ha conseguito il brevetto di avvocato. Bernadette Rüegsegger, oltre a essere perfettamente bilingue in italiano e tedesco, dispone di un Certificate of Proficiency in inglese.

Il Consiglio di Stato formula a Bernadette Rüegsegger i migliori auguri per la nuova sfida professionale che l’attende all’interno della Polizia cantonale.

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi una seduta ordinaria – la terza del 2023 e la 66. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

I membri della Piattaforma si sono anzitutto confrontati su una serie di richieste formulate all’indirizzo del Consiglio di Stato e dell’Amministrazione cantonale.
È stato poi fornito un aggiornamento sul piano di misure, alcune delle quali già adottate, elaborate dal Gruppo di lavoro Cantone-Comuni per migliorare la gestione delle procedure di incasso delle imposte ordinarie. È stato ricordato che l’obiettivo è di ottenere benefici sia per il Cantone sia per i Comuni. Sono state inoltre fornite alcune indicazioni sulla riforma generale della Legge tributaria.
La Cancelleria dello Stato ha poi informato – attraverso la Delegata alla trasformazione digitale – sullo stato di avanzamento dei lavori per lo sviluppo di una Strategia digitale cantonale, delineandone i principali assi di intervento. La procedura prevede ora che siano designati due rappresentanti dei Comuni, per partecipare al Comitato politico della trasformazione digitale.  
In tema di appalti pubblici, sono stati in seguito discussi i primi risultati relativi all’applicazione da parte del Cantone del criterio della «Responsabilità sociale delle imprese» (CSR), come indicato dal Parlamento. È stato anticipato che una formazione ai tecnici comunali sarà impartita nel corso dell’autunno 2023: successivamente, anche i Comuni potranno dare avvio all’utilizzo del criterio CSR.
Riguardo al progetto «Ticino 2020», è stato ricordato il recente avvio della fase di informazione dei Comuni in merito ai contenuti del Rapporto della Direzione di progetto approvato dal Comitato strategico. Al termine delle quattro serate informative, aperte ai municipali e ai segretari comunali, prenderà avvio la fase di consultazione, il cui termine è stato fissato per il prossimo 20 ottobre.
Il Dipartimento delle istituzioni ha poi aggiornato sui prossimi passi in vista della riforma delle Autorità di protezione. In attesa delle decisioni del nuovo Parlamento cantonale sul progetto elaborato dal Consiglio di Stato, è stata ricordata la necessità di assicurare il pieno funzionamento delle attuali Autorità regionali.
La Piattaforma è stata infine orientata sulle modalità di coinvolgimento dei Comuni nella campagna di sensibilizzazione sul problema della violenza domestica. Dopo la prima serata pubblica organizzata lo scorso 21 marzo a Locarno, sono previsti appuntamenti anche a Lugano, Mendrisio e Bellinzona.
La prossima seduta della Piattaforma è prevista per mercoledì 13 settembre 2023.

L’accesso a sentenze e udienze verrà migliorato

L’accesso a sentenze e udienze verrà migliorato

Il Gran Consiglio aderisce alla mozione di Aldi e Dadò per una giustizia più trasparente. Protezione vittime, Gobbi agli scettici: documentatevi
Il sito online del Cantone destinato alla pubblicazione delle sentenze pronunciate dai tribunali ticinesi è insoddisfacente, altamente insoddisfacente. La pubblicazione dei verdetti infatti “non è sistematica, ma è del tutto frammentaria e lasciata al libero apprezzamento della singola autorità giudiziaria”: parole della leghista Sabrina Aldi, avvocata di professione, e Fiorenzo Dadò del Centro. Parole contenute nella mozione, depositata nel 2021, con cui i due deputati, richiamando la Costituzione federale e la Cedu, la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, chiedevano al Consiglio di Stato di agevolare l’accesso dei cittadini alle sentenze e alle udienze. E questo per una giustizia che sia effettivamente trasparente. Chiedevano, perché poco fa, con un’ampia maggioranza, il Gran Consiglio ha dato luce verde all’atto parlamentare. Un sì che arriva dopo quello del governo che, prendendo posizione lo scorso gennaio sulla mozione, riconosceva che attualmente “non sono garantiti il principio di pubblicità e la libertà di informazione”. Di conseguenza, scriveva sempre l’Esecutivo cantonale, “il sistema di pubblicazione delle sentenze deve essere migliorato, per quanto già esistente (il sito online, ndr), nonché introdotto negli ambiti per i quali ancora non è previsto”. E quindi anche nella giustizia non penale (civile e amministrativa), “è necessario garantire l’accesso alle udienze, nei casi in cui non vi siano interessi pubblici o privati preponderanti che lo impediscano”.
«Trasparenza e pubblicità del potere giudiziario – ha evidenziato Sabrina Aldi intervenendo nel dibattito in Gran Consiglio – sono fondamentali anche per i cittadini». Affinché possano «controllare», affinché possano verificare se le leggi (codici) vengono applicate correttamente, ha osservato a sua volta Sara Beretta Piccoli dei Verdi Liberali. Ora la speranza è che i miglioramenti richiesti siano attuati celermente, ha auspicato Aldi. D’altronde, ha ricordato la democentrista Roberta Soldati, autrice del rapporto favorevole alla mozione, «uno stato di diritto si fonda sulla trasparenza e l’informazione». Oggi invece le modalità di pubblicazione dei verdetti emessi dalle corti giudiziarie ticinesi sono lontane anni luce da quelle, valide e collaudate, seguite dai tribunali federali, ovvero Tribunale federale, Tribunale penale federale e Tribunale amministrativo federale. I quali dopo aver intimato le loro sentenze alle parti – e dopo averle anonimizzate – le pubblicano regolarmente sui rispettivi siti online. Di più: quando sono in ballo vertenze importanti, inviano ai giornalisti accreditati anche un comunicato stampa in cui è spiegato e riassunto il verdetto.
Quello della pubblicità, puntualizzava il Consiglio di Stato nel rapporto sulla mozione di Dadò e Aldi, “non è, e non può essere, un principio assoluto: la pubblicità di un’udienza può, e deve, essere limitata qualora vi fossero interessi pubblici o privati preponderanti che lo esigono”. Dalle udienze ai verdetti. «Tutte le sentenze continueranno a essere anonimizzate prima di essere pubblicate, per questo faremo capo anche alle nuove tecnologie, a nuovo software», ha assicurato il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi.
In aula non sono mancate voci critiche. Soprattutto dai banchi rossoverdi è stata manifestata una certa preoccupazione: il rischio è di non garantire sempre la protezione della personalità delle vittime. Opportunamente Gobbi ha invitato gli scettici a documentarsi: ha quindi fatto presente che ci sono delle leggi superiori che devono essere rispettate e alle quali ci si atterrà, prima di divulgare i verdetti, per evitare che le vittime vengano riconosciute.
Non è nuovo il tema appena affrontato dal plenum del parlamento. La pubblicità delle sentenze e delle udienze era stata oggetto di un’iniziativa parlamentare inoltrata nel 2012 da Andrea Giudici, quando ancora militava nel Plr prima di passare, in tempi recenti, nell’Udc.
Adesso le cose dovrebbero cambiare, all’insegna di una maggiore trasparenza della giustizia.

Da www.laregione.ch

Legislatura 2023-2027: seduta costitutiva del Consiglio di Stato

Legislatura 2023-2027: seduta costitutiva del Consiglio di Stato

Comunicato stampa
Al termine della cerimonia d’insediamento, il Consiglio di Stato ha tenuto la propria seduta costitutiva per la Legislatura 2023-2027, durante la quale sono stati designati il Presidente e il Vicepresidente per l’anno 2023/2024 e sono stati attribuiti i Dipartimenti.

Nel primo anno di Legislatura, sarà Raffaele De Rosa a rivestire la carica di Presidente del Governo, mentre Christian Vitta è stato nominato quale Vicepresidente. I Dipartimenti per la Legislatura 2023-2027 sono distribuiti come segue:  

Dipartimento delle istituzioni
Direttore – Norman Gobbi
Supplente – Claudio Zali  

Dipartimento della sanità e della socialità
Direttore – Raffaele De Rosa
Supplente – Marina Carobbio Guscetti  

Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport
Direttrice – Marina Carobbio Guscetti
Supplente – Christian Vitta  

Dipartimento del territorio
Direttore – Claudio Zali
Supplente – Raffaele De Rosa  

Dipartimento delle finanze e dell’economia
Direttore – Christian Vitta
Supplente – Norman Gobbi  

Controllo cantonale delle finanze
Direttore – Norman Gobbi    

Approvato il Messaggio sulla revisione totale della Legge sulla polizia e il suo Regolamento

Approvato il Messaggio sulla revisione totale della Legge sulla polizia e il suo Regolamento

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato il Messaggio governativo sulla revisione totale della Legge sulla polizia (LPol) e il relativo regolamento. Grazie a una struttura chiara e adattata, la nuova proposta di revisione intende garantire una normativa moderna e snella a supporto dell’attività di polizia, assicurando la tutela delle cittadine e dei cittadini e offrendo una maggiore flessibilità alla rapida evoluzione del contesto sociale, tecnologico e tecnico.

Il 6 luglio 2022 il Consiglio di Stato, per il tramite del Dipartimento delle istituzioni, aveva messo in consultazione il progetto di revisione totale della LPol fino al 30 settembre 2022. Data l’importanza del tema sono state prese in considerazione e analizzate tutte le osservazioni, anche quelle giunte dopo la scadenza del termine o da enti inizialmente non inseriti fra i destinatari. Il messaggio è stato ampiamente condiviso e sono stati apportati degli accorgimenti puntuali. Per il resto il messaggio conferma tutte le altre principali modifiche.
L’odierna attività di polizia si iscrive in un contesto sociale in continua e rapida evoluzione, come continuo e rapido è l’aggiornamento delle tecniche, delle modalità e degli strumenti di cui la polizia deve servirsi per svolgere le sue funzioni.
La nuova legge è stata concepita in maniera da poter sostenere le sfide con le quali la polizia deve oggi quotidianamente confrontarsi. L’effettiva tutela dei cittadini impone altresì a una buona legge di polizia di non limitarsi a esplicitare le competenze degli organi preposti alla garanzia della sicurezza pubblica, ma di presentare anche caratteristiche di leggibilità e una struttura tali per cui il testo risulti accessibile e comprensibile tanto a coloro che sono tenuti ad applicarlo, quanto a coloro di cui si vogliono proteggere gli interessi. Inoltre, nell’eventualità della costituzione di un Corpo di “polizia unica” le modifiche sarebbero limitate alle denominazioni del testo di legge, vale a dire lo stralcio puntuale dei termini “cantonale” e “comunale” laddove previsto.
Le principali novità della revisione riguardano in particolare una definizione più chiara e univoca dei principi generali, una suddivisione più accurata delle diverse competenze di polizia, un aggiornamento e una migliore flessibilità dell’organizzazione della Polizia cantonale, nonché l’aggiunta di norme fondamentali a garanzia del principio di legalità, le quali formalizzano la prassi oggi in vigore, come pure un’esplicitazione delle misure coercitive di polizia.
Un altro tema importante della revisione è quello dell’istituzione della gestione cantonale delle minacce. L’obiettivo è quello di riconoscere i segnali premonitori, di valutare la probabilità che insorga il comportamento minaccioso e, se del caso, di intervenire preventivamente. Questo processo è già in vigore in molti Cantoni e l’importanza e necessità è stata auspicata anche dal Consiglio federale, per esempio in ambito di violenza domestica.
La nuova legge consolida pure altre importanti novità recenti che rispondono alle esigenze di polizia: sviluppi tecnici, nuovi bisogni legati ai profili di chi opera in polizia, nuove modalità operative e strumenti di attività.
Il risultato è un disegno di legge che conta 85 articoli e un disegno di regolamento composto di 72 articoli, accompagnato dal rapporto esplicativo. Per ovviare alla velocità dei cambiamenti cui è sottoposta la nostra società, la nuova revisione è stata impostata per contenere unicamente i fondamenti indispensabili, mentre il regolamento, più flessibile negli aggiornamenti, prevede le disposizioni che non richiedono una base legale in senso formale.

Cantoni più efficienti: risparmio di 13 miliardi

Cantoni più efficienti: risparmio di 13 miliardi

Il confronto nazionale fa emergere un grande potenziale di miglioramento nella spesa pubblica – Il Ticino in testa in materia di sicurezza pubblica e aiuto sociale

I cantoni svizzeri, se fossero pienamente efficienti, potrebbero risparmiare fino a 13 miliardi di franchi. Lo ha calcolato una ricerca dell’Istituto di studi in amministrazione pubblica (IDHEAP) dell’Uni di Losanna e di PwC Svizzera che lunedì hanno pubblicato il terzo monitoraggio dell’efficienza cantonale.
Il “potenziale di miglioramento” è stato calcolato confrontando le spese e i servizi forniti per: istruzione (4,6 miliardi di potenziale), cultura (1,1 miliardi), strade (2,3 miliardi), aiuto sociale (2,9 miliardi), ordine pubblico e sicurezza (1,9 miliardi). Per ogni area, è stata stilata una classifica dei cantoni. I migliori sono citati, ma non i peggiori, poiché l’obiettivo è di fornire suggerimenti per il miglioramento (ogni cantone viene informato “in modo confidenziale” della sua posizione).
Il Ticino spicca in 2 ambiti su 5: sicurezza pubblica (82% di efficienza) e aiuto sociale (93%). In materia di formazione a guidare la classifica sono invece i Grigioni (90%).

Da www.rsi.ch/news

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Efficienza cantonale, il Ticino primeggia per sicurezza e socialità
È quanto emerge da uno studio condotto dall’Università di Losanna e dalla società PwC dove sono state comparate le spese e i servizi forniti dai cantoni in cinque settori.

Lavorando in modo più efficiente i cantoni svizzeri potrebbero risparmiare 12,9 miliardi di franchi all’anno. È la conclusione alla quale giunge uno studio condotto dall’Università di Losanna e dalla società PwC. Ticino e Grigioni si distinguono positivamente in diversi ambiti. Gli autori sono giunti a questo risultato comparando le spese e i servizi forniti dai cantoni in cinque settori: istruzione, cultura, strade, assistenza sociale, sicurezza. Per ognuno di questi campi hanno stilato una classifica dei migliori, ma non dei peggiori, dato che la ricerca vuole fungere da stimolo per migliorare e non vuole puntare il dito contro nessuno.

Il Ticino primeggia per sicurezza e socialità
Per quanto riguarda la sicurezza pubblica, analizzata per la prima volta nel monitoraggio, che viene pubblicato annualmente, il potenziale di risparmio dei cantoni ammonta a 1,9 miliardi di franchi. Considerando la media dell’ultimo decennio, la classifica è dominata dai cantoni latini, ovvero Ticino (82% di efficienza), Vaud (80%), Neuchâtel (78%) e Ginevra (77%). È un settore dove regna grande volatilità, rilevano gli autori. “Possiamo supporre che aspetti come i reati registrati dalla polizia si muovano a ondate e che le risorse investite, come il numero di agenti di polizia, siano in ritardo”, afferma Philipp Roth di PwC, citato in una nota.Nell’ambito dell’assistenza sociale, è stato calcolato un miglioramento potenziale di 2,9 miliardi. La mediana è situata al 75%. Ancora una volta è in testa il Ticino (93%), seguito da Vallese (90%), Uri (88%), Obvaldo e Friburgo (entrambi 86%). “Queste cifre indicano che il carattere rurale favorisce l’efficienza”, prosegue il comunicato, nel quale si sostiene che che le grandi differenze non si ridurranno presto. L’alta densità di popolazione e l’elevata percentuale di residenti stranieri hanno una “influenza negativa” in questo ambito, annotano gli autori.

Nella formazione spiccano i Grigioni

Il maggior risparmio potenziale è rappresentato dalla formazione, con 4,6 miliardi. L’efficienza dei cantoni raggiungeva una media dell’80% nel 2020, con una forbice che si situa tra il 90 e il 61%. Il più efficiente in questo caso è il cantone dei Grigioni (90%), seguito da Sciaffusa (89%), Glarona (89%), Obvaldo (88%) e Berna (87%). In questo ambito l’efficienza è cambiata poco nel complesso tra il 2019 e il 2020. Secondo gli autori questa coerenza è degna di nota se si considera che le scuole sono state sotto pressione durante la pandemia.

Strade

Differenze considerate “importanti” appaiono anche nella gestione delle strade. I quattro cantoni meno efficienti, quelli di montagna, sono scesi ulteriormente in classifica. Anche i cantoni urbani ne risentono, dimostrando che la topografia non spiega tutto. Rispetto allo studio precedente, Ginevra (85%) ha registrato un chiaro aumento dell’efficienza ed è ora al secondo posto dietro a Lucerna (86%). La mediana è al 69%, ciò che rappresenta un potenziale di risparmio di circa 2,3 miliardi di franchi.

Cultura

Infine, i cantoni di Soletta e Argovia (entrambi all’83%) si collocano al primo posto per quanto riguarda la cultura, seguiti da Turgovia (82%). L’aumento potenziale dell’efficienza per tutti i cantoni ammonta a 1,1 miliardi. Dato che i cantoni sono liberi di scegliere la loro offerta culturale, c’è un notevole margine e potenziale di guadagno di efficienza, secondo gli autori dello studio.

Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi di tre neoeletti Magistrati

Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi di tre neoeletti Magistrati

Comunicato stampa

I Servizi del Gran Consiglio informano che giovedì 23 marzo 2023, a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, si è svolta la cerimonia per il rilascio della dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte della neoeletta Sostituto Magistrato dei minorenni, avv. Antonella Piricone, della neoeletta Pretore aggiunto per la Pretura del distretto di Lugano, avv. Daniela Galfetti e della neo eletta Giudice supplente del Tribunale di appello avv. Federica Dell’Oro (che sarà attribuita alla Corte di appello e di revisione penale). Le tre magistrate assumeranno le rispettive cariche il 1° aprile prossimo.

Alla cerimonia, condotta dalla Presidente del Gran Consiglio Luigina La Mantia, hanno pure assistito il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, il Presidente del Tribunale di appello Damiano Bozzini e il Presidente del Consiglio della magistratura Damiano Stefani.

 

Telelavoro: la Regio Insubrica vuole l’accordo

Telelavoro: la Regio Insubrica vuole l’accordo

La Comunità di Lavoro transfrontaliera chiede che Roma e Berna rinnovino l’intesa stabilita durante la pandemia

Anche la Regio Insubrica chiede a Berna e a Roma di ripristinare l’accordo amichevole italo-svizzero, concluso durante la pandemia, che regolava l’imposizione fiscale dei frontalieri durante le giornate di telelavoro. Un accordo – che andrà a cadere il primo febbraio – disdetto dall’Italia e che permetteva ai frontalieri di sottostare al regime fiscale elvetico anche nei periodi in cui lavoravano in remoto, da casa, in Italia.
Ancora non si può dire se Roma deciderà di riattivare l’accordo. Ma la presa di posizione della Regio Insubrica potrebbe avere un peso piuttosto importante sulle decisioni che ora dovrà prendere il Governo italiano. Questo perché quest’anno la presidenza della Regio Insubrica è guidata dalla Regione Lombardia (dall’assessore Massimo Sertori).

A Roma se ne discuterà presto
Il tema finirà comunque nei prossimi giorni sul tavolo del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti. “È chiaro – ha spiegato alla RSI Silvana Snider, consigliera del ministro Giorgetti per le questioni di frontiera – che tutte le esigenze che in questo momento provengono dal territorio vengono ancor più vagliate dal Ministero delle Finanze, dove siede tra l’altro un ministro (Giorgetti, ndr) che conosce molto bene il territorio essendo della zona di Varese. In più c’è l’aspetto riguardante la Regione Lombardia, che fa sapere attraverso la Regio Insubrica che questa problematica è molto sentita. Pertanto la si discuterà sicuramente”. E la si discuterà nell’ambito della discussione sulla ratifica del più ampio accordo sui frontalieri

Un tema che unisce padronato e sindacati
La disdetta dell’accordo da parte italiana rischia di creare – per i frontalieri – difficoltà burocratiche. Questo perché a partire dal primo febbraio, nei giorni in cui lavoreranno da casa in Italia, saranno soggetti alla tassazione italiana. Anche per questo ieri l’Associazione industrie ticinesi, la Camera di commercio e i sindacati OCST e UNIA hanno scritto alla Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali chiedendo di attivarsi con l’Italia per ripristinare l’accordo.

Le mosse del Consiglio di Stato
Su questo tema il Consiglio di Stato ticinese aveva già scritto a Berna il 30 novembre, chiedendo di prendere contatto con il Governo italiano e tentare di prolungare l’accordo. La Svizzera, in linea generale, sembra propensa a voler trovare una soluzione. Anche perché, paradossalmente, le ripercussioni potrebbero essere più grandi in Italia. “Per i frontalieri – ci ha spiegato Giordano Macchi, direttore della Divisione delle Contribuzioni del Canton Ticino – senza l’accordo ci sarebbero problemi burocratici e amministrativi molto gravi. Ci sarebbero anche rischi per le imprese ticinesi, ma ci sarebbe anche un danno economico per i Comuni italiani di frontiera”.

I rischi per i Comuni italiani di confine
Questo perché, spiega Macchi, non considerando frontalieri le persone impegnate in telelavoro, da parte Svizzera (in questo caso ticinese) non vi sarebbero neppure più i ristorni. Ristorni che vengono destinati ai Comuni della fascia di confine. “Ci sarebbe un danno piuttosto importante per loro”. Motivo che spinge Macchi a dirsi piuttosto fiducioso in merito a un ripristino dell’accordo. “È  necessario che i due Paesi si mettano al tavolo e, come sono riusciti in tempi brevi a trovare soluzioni durante la pandemia, facciano altrettanto nel periodo post-pandemico. Perché la pandemia ha dato una spinta al telelavoro e queste realtà dovrà essere gestita anche dopo la crisi sanitaria”.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Telelavoro-la-Regio-Insubrica-vuole-l%E2%80%99accordo-15925741.html

Da www.rsi.ch/news

Gobbi: “20 Milioni in meno di imposte, proposta equa e responsabile”

Gobbi: “20 Milioni in meno di imposte, proposta equa e responsabile”

La formula presentata dal Governo per la nuova imposta di circolazione 2023

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi a nome del Governo ha presentato questa settimana il Decreto legislativo urgente che mira a correggere alcuni aspetti critici della formula per calcolare l’imposta di circolazione approvata dal popolo lo scorso 30 ottobre; criticità già emerse in occasione del dibattito e confermate dagli stessi iniziativisti. Il Decreto verrà ora discusso dal Gran Consiglio.
“Bisogna subito specificare – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – che questo Decreto è unicamente per l’imposta di circolazione del 2023. In sostanza il Consiglio di Stato ha trovato una soluzione ai problemi tecnici legati alla formula per calcolare l’imposta di circolazione. Problemi tecnici che avrebbero creato una disparità di trattamento tra chi è in possesso di un’auto più nuova e meno inquinante, rispetto a chi ha una vettura più inquinante. L’iniziativa accolta dal Popolo vuole infatti premiare chi inquina meno; senza un intervento in tal senso verrebbe disattesa la volontà popolare. Responsabilmente abbiamo corretto il sistema di calcolo e anche l’introduzione di un coefficiente di moltiplicazione risponde a questa esigenza, oltre a essere una misura equa per tutti i detentori di veicoli. Quindi parità di trattamento, equità e responsabilità per trovare una stabilità finanziaria che andrà a favore di tutta la collettività. La proposta del Governo per il 2023 permetterà comunque di lasciare “nelle tasche dei ticinesi”, come dicono gli iniziativisti, globalmente 20 milioni di franchi. Si passerà da un incasso attuale di 106 milioni nel 2022 a 87.5 milioni nel 2023. Non dimentichiamo che per le nostre strade (manutenzione, miglioramento, sviluppo) ogni anno spendiamo 100 milioni di franchi. L’imposta di circolazione serve proprio a coprire questi costi e dunque per mantenere il nostro patrimonio stradale”.
Il decreto legislativo urgente proposto dal Governo sarà ora discusso dal Gran Consiglio. “Con la speranza che si possa trovare una convergenza su una soluzione equa e responsabile a favore di tutta la collettività, in modo da rapidamente mettere in esecuzione la volontà popolare”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Il Consiglio di Stato incontra il Presidente della Regione Lombardia

Il Consiglio di Stato incontra il Presidente della Regione Lombardia

Comunicato stampa

Una delegazione del Consiglio di Stato ticinese, guidato dal Presidente Claudio Zali, ha ricevuto oggi a Palazzo delle Orsoline una delegazione istituzionale della Regione Lombardia, guidata dal Presidente Attilio Fontana. La riunione ha offerto l’occasione per discutere una serie di temi d’attualità e per verificare lo stato di avanzamento della «roadmap» sulle materie transfrontaliere di interesse comune, sottoscritta nel 2018.

Una delegazione del Consiglio di Stato ticinese ha accolto oggi pomeriggio a Bellinzona il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, accompagnato da Massimo Sertori, assessore agli enti locali e montagna e Presidente della Regio Insubrica, e Claudia Terzi, assessore alla mobilità.  
Le due delegazioni si sono confrontate sullo stato di avanzamento della «roadmap» sulle materie transfrontaliere di interesse comune, firmata lo scorso 17 dicembre 2018. Il documento affronta questioni legate al mercato del lavoro transfrontaliero, alla fiscalità, alla cura del territorio e delle acque comuni, al trasporto pubblico e alla mobilità privata e getta le basi per una maggiore collaborazione.  
Il Presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali e il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana hanno espresso soddisfazione per lo stato delle relazioni bilaterali e rinnovato l’auspicio che sia possibile continuare ad aumentare la vicinanza e la comprensione reciproca fra i due territori.