Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione – Al via la seconda fase dell’aggiornamento

Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione – Al via la seconda fase dell’aggiornamento

Nella seduta odierna il Governo ha approvato il messaggio che propone di concretizzare la seconda parte del progetto di revisione della Legge cantonale sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear) che tiene conto delle osservazioni formulate dagli enti coinvolti nella consultazione avviata lo scorso mese di febbraio. Una volta che il Parlamento avrà avvallato il messaggio, il Governo procederà a modificare anche il regolamento d’applicazione e fisserà in seguito la sua entrata in vigore.

L’entrata in vigore del primo pacchetto di modifiche normative, avvenuta il 15 giugno 2017, aveva portato a una serie di cambiamenti rilevanti per l’attività degli esercizi pubblici del Canton Ticino; come noto, era stato ad esempio introdotto il permesso di posticipare alle 2.00 la chiusura ogni venerdì, sabato e nei giorni prefestivi.
Ad alcuni mesi di distanza, dopo aver posto il nuovo disegno di legge in consultazione per verificare il livello di gradimento del progetto, il Consiglio di Stato ha adottato alcune correzioni e propone al Gran Consiglio le seguenti misure:

L’assoggettamento alla legge di «take away» e cucine itineranti («food truck») qualora intendano permettere il consumo sul
posto, in caso contrario il loro regime rimarrà invariato.

L’introduzione del permesso di assumere la gestione di più esercizi pubblici, attenuando l’obbligo di presenza fisica del   gerente,  senza intaccarne il ruolo di responsabilità.

Un ammodernamento dei tipi di esercizi pubblici descritti dalla legge attraverso una reimpostazione e semplificazione delle categorie.

L’inasprimento delle sanzioni previste nell’ambito della lotta all’abuso di alcool.

La modifica della legge voluta dal Consiglio di Stato consente di evadere due atti parlamentari pendenti sul tema, ovvero la mozione “Maggiore tutela dei clienti, collaboratori e gerenti nei locali pubblici” presentata da Marco Passalia il 3 novembre 2014 e l’iniziativa parlamentare del 21 giugno 2017 presentata nella forma generica da Nadia Ghisolfi e cofirmatari per la modifica della Lear al fine di introdurre un obbligo di separazione (non necessariamente fisica) in settori negli spazi all’aperto degli esercizi pubblici. L’entrata in vigore delle modifiche legislative sarà fissata unicamente dopo la decisione parlamentare, dopo la quale il Governo provvederà ad aggiornare anche il Regolamento d’applicazione relativo alla legge sulla ristorazione.

Il Cantone acquista due apparecchi per il controllo della velocità

Il Cantone acquista due apparecchi per il controllo della velocità

Servizio all’interno dell’edizione di venerdì 13 aprile 2018 de Il Quotidiano.
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10357292

 

Sull’edizione odierna del Foglio ufficiale è stato pubblicato il bando di concorso per l’acquisto di due postazioni semi-stazionarie di rilevamento della velocità; saranno così sostituiti nove dei dieci impianti installati dalla Polizia cantonale, a partire dal 2006, sulle strade cantonali e le autostrade ticinesi. Il Dipartimento delle istituzioni informa inoltre che, in un’ottica di prevenzione, in futuro anche i rilevamenti semi-stazionari sulle strade cantonali saranno comunicati alla popolazione come avviene già per i controlli mobili della velocità.

I dieci apparecchi semi-stazionari di rilevamento della velocità in funzione su strade cantonali e autostrade ticinesi – installati a partire dal 2006 – risultano ormai vetusti, e la loro manutenzione richiede ogni anno investimenti per circa 120.000 franchi. Le trasformazioni del traffico alle quali abbiamo assistito negli ultimi dodici anni impongono inoltre un ripensamento della strategia delle forze dell’ordine, con una diversificazione dei controlli.

Il Dipartimento delle istituzioni ha dunque deciso di sostituire nove delle attuali dieci postazioni, acquistando due nuovi apparecchi che saranno utilizzati come postazioni semi-stazionarie: i dettagli del bando di concorso sono pubblicati sull’edizione odierna del Foglio ufficiale. Rimarranno per contro in funzione l’apparecchio situato sul tratto autostradale nel territorio di Balerna – installato nel 2016 – e quello posizionato sull’autostrada in territorio di Collina d’Oro.

Come dimostra la prassi oggi adottata nell’utilizzo degli apparecchi mobili, i controlli di velocità rimangono l’ultima opzione, da impiegare solo nei punti nei quali altre misure di prevenzione risultano inefficaci. Per questa ragione, anche l’attività dei nuovi dispositivi sarà segnalata attraverso i canali di comunicazione della Polizia cantonale. In quest’ottica, prossimamente la Polizia cantonale informerà inoltre sul momento a partire dal quale non saranno più in servizio le attuali postazioni fisse – che tuttavia, a scopo preventivo e dissuasivo, non saranno fisicamente rimosse.

“Strade sicure”: presentata la nuova campagna prevenzione “Rifletti!”

“Strade sicure”: presentata la nuova campagna prevenzione “Rifletti!”

Il Dipartimento delle istituzioni lancia oggi una nuova campagna di sensibilizzazione per proseguire con le attività volte a ridurre il numero di incidenti sulle strade. “Rifletti!” è una campagna di supporto alla campagna nazionale “Made visible”, che è stata adeguata alle specificità del nostro Cantone e agli utenti che circolano sulle strade ticinesi. Un’azione interamente finanziata dal Fondo federale di sicurezza stradale, che ha premiato il progetto presentato dalla Commissione consultiva “Strade sicure”.

In mattinata il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha presentato a Paradiso la nuova campagna di prevenzione “Rifletti!”. Un’azione interamente finanziata dal Fondo federale di sicurezza stradale (FSS), che ha scelto di premiare – tra le varie candidature – il concetto presentato dalla Commissione consultiva del Consiglio di Stato “Strade sicure”. Alla candidatura hanno collaborato tutti i membri in essa rappresentanti e che sono i principali enti e le associazioni attive nell’ambito della sicurezza stradale a livello cantonale.
Nel nostro Cantone si verificano un numero di incidenti superiore alla media svizzera. Le cause sono spesso riconducibili ad errori umani e la distrazione è tra le cause principali di incidenti e di violazione del codice stradale. Un altro problema sono gli utenti della mobilità lenta (pedoni e ciclisti), che spesso non guardano la strada e sono poco visibili.
L’attività di sensibilizzazione dei conducenti, che tocca i diversi fattori di rischio e gli errori da evitare alla guida, si arricchisce di un’ulteriore iniziativa. “Rifletti!” è una campagna di supporto, adattata alle esigenze del nostro territorio e ai bisogni della popolazione, che riprende e rafforza il messaggio della campagna nazionale “Made visible”.
Con questa campagna si vuole informare tutti gli altri utenti della strada sull’importanza di essere vigili e rendersi ben visibili nel traffico. Si tratta di una responsabilità individuale che contribuisce a un comportamento socialmente positivo. Proprio l’ambivalenza del nome scelto per la campagna è significativo: ingloba l’idea di riflessione intesa come comportamento responsabile e pure quella di riflesso legata alla scelta di indossare materiali rifrangenti.
“Rifletti!” prevede numerose attività di comunicazione: dalle affissioni all’utilizzo dei differenti canali multimediali con particolare sensibilità per i social media. Sono stati realizzati anche dei video e alcuni testimonial, così come tutte le associazioni e gli enti della commissione, contribuiranno a veicolare ulteriormente i messaggi della campagna. E’ pure prevista la presenza di stand informativi ad eventi e manifestazioni per i due anni di validità del progetto.
II Dipartimento delle istituzioni con la campagna di sensibilizzazione “Rifletti!” prosegue nella sua attività responsabilizzazione degli utenti della strada avviata nel 2002.
Le informazioni di dettaglio sul progetto sono reperibili sul sito www.rifletti.ch dove sono indicati i partner della campagna.

Nel 2017 in aumento la violenza domestica

Nel 2017 in aumento la violenza domestica

Il 2017 della Gendarmeria della Polizia cantonale è stato caratterizzato dal consolidamento dell’attività derivante dalla struttura organizzativa implementata dal 2015 e da un sensibile incremento degli interventi per violenza domestica. Sono inoltre state integrate alcune nuove mansioni legate a riorganizzazioni di altri uffici dell’Amministrazione cantonale, in particolare il nuovo compito legato alla verifica dei documenti di identità dei lavoratori dipendenti che hanno richiesto un permesso G (frontaliere). In quest’ambito fra i mesi di luglio e dicembre 2017 sono state eseguite 7’044 verifiche. Nel 2017 gli interventi della Gendarmeria della Polizia cantonale relativi ad incidenti stradali, in collaborazione con le polizie comunali, sono stati 3’880 (-2.8% rispetto al 2016), mentre gli incarti evasi in provenienza dalla Magistratura 1’722 (-7%). I nominativi controllati hanno invece raggiunto quota 81’985 (+37%). Gli arresti effettuati sono stati 928.

Gli interventi in ambito di violenza domestica nel 2017 sono stati 1’080 (+23%), di cui 225 per reati d’ufficio. L’aumento degli interventi assume un aspetto preoccupante, soprattutto in considerazione di un chiaro segnale di degrado. Non è ancora dato a sapere se l’aumento è dovuto ad una maggior propensione a denunciare o se è a tutti gli effetti un aumento di casi di violenza tra le mura domestiche. Sono state registrate 798 infrazioni, il 19% in più rispetto al 2016, in massima parte lesioni personali semplici, minacce o ingiurie. Rappresentano il 46% di tutte le infrazioni di violenza prese in considerazione dalla Statistica criminale di polizia. In maggioranza (75%) si tratta di violenza fra coniugi o ex-coniugi; nel 31% di questi casi entrambe le parti sono svizzere, mentre le relazioni svizzero-straniero e straniero-straniero ricorrono rispettivamente nel 38% e nel 31% delle coppie.

Lo scorso anno i controlli sulla manodopera estera sono sensibilmente aumentati raggiungendo quota 852 (646 nel 2017). Pure le persone controllate, 3’191 (2’749), hanno subito un incremento, di queste 136 (192) sono risultate non in regola e sono state denunciate al Ministero pubblico. I datori di lavoro denunciati sono invece stati 35 (35). Lo scorso anno sono state rilevate 1’027 infrazioni (-14%) alla Legge federale sugli stranieri, la maggior parte concernono l’entrata/soggiorno/uscita illegale (629,-12%) e l’attività lucrativa/impiego di stranieri senza autorizzazione (180,-42%). Le riammissioni semplificate dalla Svizzera verso l’Italia, vista la diminuzione dell’afflusso di migranti alla frontiera a Chiasso, sono scese a circa 12’800 mentre quelle dall’Italia verso la Svizzera sono state solo 4. Le attività di contrasto della clandestinità, fenomeno che vede coinvolti i richiedenti l’asilo che si sono visti respingere la loro domanda, hanno comportato 99 (128) carcerazioni amministrative in attesa di rimpatrio, 104 (170) rimpatri senza scorta e altri 28 (18) voli con scorta o estradizioni. Al capitolo flussi migratori nel corso dello scorso anno si prevedeva uno scenario simile al 2016. In realtà la pressione migratoria si è rivelata nettamente inferiore rispetto al crescente aumento degli ultimi due anni. In quest’ambito è stato pianificato un possibile rinforzo di polizia per il settore del Mendrisiotto nel caso in cui si fosse verificata una forte pressione migratoria da sud. Per limitare il fenomeno dell’accattonaggio sono stati organizzati vari servizi di contrasto in collaborazione con le polizie comunali. Le persone controllate in tutto il Ticino sono state 828 (634). Questo risultato è stato ottenuto in particolare grazie al lavoro svolto dalle polizie comunali, con le quali sono stati organizzati diversi servizi speciali in determinate fasce orarie e in luoghi sensibili.

Nel 2017 sono stati effettuati numerose attività di controllo, con 81’985 nominativi verificati (+37%), e attività di prevenzione di furti in cantine, in centri commerciali e di biciclette di valore. In particolare in quest’ambito si segnalano controlli richiedenti l’asilo e strutture adibite ad ospitarli, di esercizi pubblici, di distributori di benzina e commerci vari, sui mezzi pubblici e per uso dispositivi mani libere. Per quanto riguarda i controlli sulla vendita di bevande alcoliche ai minorenni ne sono stati effettuati 207 (+109 rispetto al 2016), con 20 minorenni controllati (1 fermato con alcol) e 1 commerciante denunciato al Ministero pubblico.

Gli impieghi di Mantenimento ordine (MO) sono stati 63 (di cui 25 per il calcio e 38 per l’hockey) e hanno visto impegnati 2’901 agenti (totale cumulato) per un costo di circa 3.3 milioni di franchi. In questo specifico settore di attività non diminuisce la violenza nei confronti degli agenti impegnati nel mantenimento dell’ordine come pure nei confronti degli spotter in Ticino. Gli atti violenti non hanno subito grandi variazioni numeriche, ma può preoccupare la loro intensità ed il coinvolgimento di un numero sempre maggiore di persone. Sono state emesse: 16 misure private di diffida dagli stadi svizzeri emanate dalle società ticinesi (-2), 18 misure private di diffida dagli stadi svizzeri emanate dalle società svizzere, 17 misure di polizia DAA divieti di perimetro dalla Polizia cantonale (+14), 6 misure di polizia DAA divieti di perimetro emanate da polizie di altri cantoni (+2), 1 misura di polizia DASPO-I (diffida italiana calcio) dalla Questura di Varese (+1) e 17 registrazioni nella banca dati Hoogan da parte del Centro controllo tifoseria violenta (CCTV).

Le tendenze e i fenomeni emergenti in ambito giovanile rilevati lo scorso anno non si discostano da quanto già verificato nel 2016. Vi è invece stato un aumento delle richieste di intervento da parte di famiglie e privati con problemi di gestione dei figli, in particolare legati all’utilizzo di strumenti informatici. Gli specialisti della Polizia cantonale hanno pure analizzato il fenomeno “Blue Whale”, che ha suscitato forte interesse mediatico e preoccupazione tra genitori e docenti. Preoccupazioni rivelatesi finora infondate. Sempre d’attualità le violazioni in Internet commesse dai giovani legate alla sfera sessuale (pubblicazione di foto personali intime, produzione inconsapevole di materiale pedopornografico, accesso a siti pornografici e sexting).
Infine, nel 2017 si e osservato un aumento del 7% degli interventi di polizia AED per rianimazioni cardiopolmonari. La percentuale delle persone decedute è rimasta stabile al 57%, come pure consolidato è risultato il dato del 12% delle persone salvate. La percentuale delle persone riprese con un battito cardiaco sul luogo d’intervento è sostanzialmente stabile al 20% di tutti gli interventi.

Il 2017 della REF fra truffe, riciclaggio e abusi con le società

Il 2017 della REF fra truffe, riciclaggio e abusi con le società

L’attività d’indagine della Sezione reati economico finanziari (REF) anche nel 2017 ha coperto tutte le principali attività del settore economico terziario e del settore secondario, in particolare quello dell’edilizia, che ha comportato denunce per illeciti a causa di gravi violazioni nella gestione di società. Nel 2017 la sezione ha proceduto a 14 arresti (17 nel 2016) mentre a fine anno le inchieste ancora aperte ammontavano a 267.

Come negli scorsi anni i reati maggiormente denunciati sono stati la falsità in documenti, la truffa, l’appropriazione indebita, l’amministrazione infedele e il riciclaggio di denaro. Una buona parte delle inchieste della REF ha avuto una connotazione transfrontaliera. L’internazionalità delle inchieste finanziarie comporta anche l’assistenza con atti coercitivi a richieste rogatoriali di autorità penali estere.

Alcune attività in cifre
• 139 perquisizioni sia domiciliari sia presso uffici di varia natura
• 107 inchieste nelle quali sono state fornite alla Magistratura dettagliate informazioni  di polizia su persone o società inquisite
•   35 inchieste che hanno richiesto complesse e approfondite ricostruzioni finanziarie
•   23 inchieste minori per cui le indagini di Polizia hanno permesso ai Magistrati di  decidere in merito alle denunce sporte
• 491 interrogatori di persone coinvolte a vario titolo nei procedimenti penali
•   14 persone arrestate a vario titolo nei procedimenti penali

Da alcuni anni le banche non denunciano più illeciti penali commessi sia da collaboratori interni a danno di clienti sia da persone esterne. Le cause sono da ricondurre al danno d’immagine che ne deriva e alla lunghezza del procedimento penale. Molte delle inchieste in questo settore riguardano piuttosto intermediari finanziari, quasi sempre sprovvisti di un’autorizzazione ad esercitare l’attività e quindi non affiliati a un Organo di auto disciplina (OAD), che hanno amministrato infedelmente il patrimonio affidatogli dai clienti, o se ne sono appropriati.

Resta ampia l’offerta di locazione di cassette di sicurezza da parte di società che non sottostanno alla Legge sul riciclaggio di denaro (LRD) e a un’autorità di controllo e vigilanza. Un cliente che voglia sfuggire alle regole di compliance lo può fare affittando uno spazio al di fuori del circuito bancario, molto più discreto, e dove le autorità penali faticano ad arrivare.
Dalle inchieste emerge ancora la presenza di società estere con conti bancari in Svizzera che apparentemente si occupano di trading di beni di consumo, ma che in realtà sono delle “cartiere” (società non operativa con il solo scopo di creare fatture false per giustificare il trasferimento di denaro) con il solo scopo di frodare l’IVA di uno stato estero. Le cosiddette “truffe carosello” comportano un danno economico ingente nei riguardi degli Stati europei. Per l’IVA svizzera questa truffa è quasi inesistente essendo l’aliquota non attrattiva per i truffatori rispetto a quella dei paesi europei. La piazza finanziaria ticinese è sovente utilizzata come sponda per la circolazione del denaro e dell’IVA che non verrà pagata, perché le autorità di controllo estere non hanno modo di monitorare con rapidità il flusso del denaro in arrivo nel nostro Paese.

Restano numerose le truffe commesse ai danni delle assicurazioni sociali e di quelle private, la maggior parte delle quali rimangono sconosciute perché non scoperte. In molti casi gli assicurati intascano illecitamente indennità di varia natura presentando documentazione falsa. In altri casi dietro a questi fenomeni ci sono gruppi più organizzati, con basi all’estero, che fanno della truffa alle assicurazioni una vera e propria professione.

La maggior parte dei fallimenti chiusi per mancanza di attivi, di principio, comporta il reato di cattiva gestione. L’analisi dei fallimenti di società “usa e getta” porta spesso all’identificazione di altri abusi perpetrati sul territorio, anche per quanto riguarda l’ottenimento di permessi di residenza con annesse le relative prestazioni sociali. Sono numerosi gli abusi riscontrati attraverso l’uso di società ticinesi in molti casi già al momento della costituzione. Gli autori spaziano da improvvisati imprenditori sprovvisti delle necessarie conoscenze sulle normative che regolano la gestione di una società, a persone che vivono grazie a fallimenti a ripetizione a stranieri che scientemente le utilizzano per compiere reati all’estero (frodi fiscali, bancherotte fraudolenti).

Sul fronte della falsa moneta si segnalano 49 casi di spaccio. I tagli più ricorrenti sono la moneta da 5 franchi con un sequestro di 328 pezzi, e la banconota da 50 euro con 354 banconote sequestrate. La falsificazione degli euro è generalmente di buona fattura perché molto spesso effettuata da tipografie dislocate nel Sud Italia, ben attrezzate e riconducibili a organizzazioni criminali. Per contro la qualità della falsificazione dei franchi svizzeri è piuttosto scarsa, trattandosi quasi sempre di fotocopie a colori.

Più prevenzione, meno incidenti

Più prevenzione, meno incidenti

Presto attivo il progetto pilota per limitare i disagi sulla A2

In Ticino nel 2017 il numero di incidenti stradali è diminuito. La Polizia cantonale e le polizie comunali sono intervenute per la constatazione di 3’880 incidenti (-2.8% rispetto al 2016), di cui l’80% con soli danni materiali. Il numero di vittime aumenta invece lievemente con 945 ferimenti (+2.8%) e 9 morti (contro i 13 del 2016).

Le cause di incidenti sono spesso riconducibili ad errori umani: distrazione, inosservanza del diritto di precedenza, velocità e stato fisico alterato. Le statistiche, pubblicate di recente, confermano come la distrazione, spesso associata all’uso improprio del telefonino e di altri dispositivi elettronici, è tra le principali cause di incidenti e di violazioni del codice stradale con la velocità e il consumo d’alcool.

L’effetto educativo delle campagne di sensibilizzazione
Su mia iniziativa e per combattere i comportamenti sbagliati, il Dipartimento promuove da anni delle campagne di prevenzione e sensibilizzazione per i conducenti, che toccano i diversi fattori di rischio e gli errori da evitare alla guida. Le campagne sono promosse in collaborazione con la Commissione consultiva del Consiglio di Stato “Strade sicure”, e sono complementari alle azioni di prevenzione svolte sul territorio dagli agenti di polizia per responsabilizzare gli utenti della strada e ridurre così il numero di incidenti. Sono state ideate le campagne “Distratti mai”, “Se bevi non guidi” e altre ancora sull’equipaggiamento adeguato durante la stagione invernale, sull’attenzione necessaria quando ricominciano a circolare i mezzi a due ruote in primavera e sul rispetto verso i bambini sulle strade con l’inizio delle scuole. Per ogni campagna è sempre previsto un momento informativo seguito da uno repressivo, dove le infrazioni sono punite.

La funzione preventiva dei controlli
La riorganizzazione della Polizia cantonale degli scorsi anni e la forte diminuzione della criminalità hanno permesso di svolgere una maggiore attività di prevenzione anche nel settore della circolazione stradale. I controlli del traffico sono estremamente importanti per migliorare la sicurezza e per assicurare il rispetto delle normative sul trasporto delle merci e di passeggeri. Altrettando necessari sono i rilevamenti di velocità, che hanno una funzione principalmente preventiva: la Polizia cantonale ha effettuato 334 controlli con radar mobili. Su 271’876 veicoli controllati il 6.74 % era in infrazione (con 630 revoche di licenza). Gli apparecchi fissi hanno controllato 13.5 milioni di veicoli di cui lo 0.97 in infrazione (con 2’389 revoche). I nuovi test con l’etilometro probatorio hanno permesso di raddoppiare le verifiche (dalle 5’368 del 2016 alle 9’736 del 2017) e le infrazione per abuso di alcool sono state 910.

Il progetto pilota “Via libera”
L’intenso traffico che caratterizza le strade ticinesi ha delle forti ripercussioni sulla mobilità e anche sulla sicurezza stradale. Con il progetto “Via libera”, si intendono ridurre i rischi di paralisi del traffico per incidenti ed eventi straordinari con un nuovo dispositivo, che prevede delle pattuglie della Polizia cantonale attive sulla A2 nelle tratte più sollecitate. L’obiettivo è di poter garantire un grado di prontezza tale da limitare i disagi, in particolare nelle fasce orarie più critiche, riducendo il pericolo di incidenti.

Per il mio Dipartimento la sicurezza stradale è un bene primario e va quindi tutelata con una comunicazione mirata e la giusta attività di prevenzione. I cittadini devono essere coscienti che il corretto modo di proporsi nel traffico può contribuire a salvare delle vite. La sicurezza dei ticinesi passa anche dal comportamento dei conducenti che circolano sulle nostre strade, che auspico sempre più animato da buon senso e dalla responsabilità.

Divieto d’entrata per il pirata tedesco

Divieto d’entrata per il pirata tedesco

Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 5 aprile 2018 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10327280


Articolo apparso nell’edizione di venerdì 6 aprile 2018 del Corriere del Ticino

Automobilista fuori dal Paese per dieci anni

Se i suoi amici lo inviteranno ancora a cena sul lago di Como, per arrivarci da Stoccarda dovrà fare un bel giro.
Non l’ha scampata del tutto l’automobilista tedesco che un anno fa era stato condannato in Ticino in contumacia a trenta mesi di carcere, di cui dodici da scontare, per aver superato una decina di auto nel tunnel del San Gottardo, essere fuggito dalla polizia ed essere sfrecciato a più di duecento all’ora in autostrada, rischiando di scontrarsi con altre vetture.

Nei suoi confronti, come riportato dalla RSI, la Segreteria di Stato della migrazione ha emesso un divieto di entrata in Svizzera fino al 10 luglio del 2027, quindi per dieci anni, dando seguito alla richiesta formulata dal Dipartimento delle istituzioni.

A Stoccarda, intanto, la Magistratura ha inoltrato un ricorso contro la decisione del Tribunale locale di non applicare la condanna ticinese (un anno di carcere) dato che in base alla legge tedesca questo genere di reati non è punibile con la detenzione, ma solamente con una multa (che comunque non gli è stata inflitta, perché in Germania non è stata avviata alcuna procedura in merito). Sul caso adesso dovrà esprimersi la Corte d’appello tedesca.

Per l’Antidroga un 2017 fra marijuana e canapa light

Per l’Antidroga un 2017 fra marijuana e canapa light

L’attività della Sezione antidroga (SAD) della Polizia cantonale lo scorso anno non si è solo concentrata nella lotta al traffico di stupefacenti ma ha dovuto pure confrontarsi con il nuovo fenomeno della “canapa light”. Si tratta di una sostanza legale,
contenente meno dell’1% di THC e che non soggiace alla Legge federale sugli stupefacenti, la cui coltivazione e vendita devono comunque essere monitorate in collaborazione con il Servizio armi, esplosivi e sicurezza privata. Per quanto riguarda i sequestri di droga, la collaborazione tra il SAD e i suoi partner, ha permesso di intercettare nel corso dell’anno oltre 75 chili di marijuana (130 nel 2016), 2’369 piante di canapa (18’000), 38 chili di hashish (11), 26 chili di cocaina (7), nonché 14 chili di eroina (4). Le persone denunciate per reati concernenti la Legge federale sugli stupefacenti sono salite a 1’880 (1’525 nel 2016), di cui 1’623 uomini e 257 donne (347 minorenni). Gli arresti hanno raggiunto quota 138 (130). Le morti per overdose sono state 2 (7).

A livello internazionale si rileva che la produzione di cocaina in Colombia è aumentata notevolmente. Allo stesso tempo sono pure aumentate negli Stati Uniti e in Europa le morti per overdose da cocaina, nonché la qualità della sostanza. Risulta comunque difficile determinare un nesso di causalità tra questi due fattori. Il consumo di canapa è rimasto pressoché stabile.

In Ticino gli importanti risultati ottenuti nell’ambito del contrasto al traffico di stupefacenti sono il frutto dell’attiva collaborazione con i principali partner della Sezione antidroga (SAD) della Polizia cantonale ossia le polizie comunali, le Guardie di confine, la Polizia dei trasporti e la fedpol. Nel 2017 non ci sono stati particolari cambiamenti legati alle dinamiche dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti. Sempre presenti spacciatori di eroina albanesi, favoriti nell’illecita attività da tossicodipendenti locali che offrono loro ospitalità in cambio di droga. Nonostante i numerosi arresti e i sequestri operati, le organizzazioni dei trafficanti hanno continuato ad inviare in Ticino nuovi spacciatori. Costantemente presenti sul territorio cittadini dominicani, attivi nello spaccio di cocaina. Per quanto riguarda i consumi la situazione è sostanzialmente stabile, con la cocaina e la canapa che la fanno da padrone. Sempre attuale la presenza di politossicodipendenti, dediti al consumo di più sostanze stupefacenti, in particolare cocaina ed eroina. Si evidenzia infine come nell’ambito delle varie attività legate alla lotta al traffico di stupefacenti e al riciclaggio di denaro ad esso correlato, vi siano stati importanti sequestri di denaro per oltre mezzo milione di franchi. Al capitolo sequestri di droga nel nostro cantone si ribadisce che è estremamente importante contestualizzare le cifre, considerato come il Ticino sia un cantone di frontiera attraversato dai principali assi ferroviari e stradali tra il nord e il sud dell’Europa, e di conseguenza sovente i sequestri sono riconducibili ad attività criminali esterne ai confini nazionali.

Nel corso del 2017, con l’arresto di due autori residenti in Ticino, è stato riscostruito un traffico di circa 2 chili di cocaina, venduta a una quarantina di consumatori del Luganese. L’indagine ha inoltre permesso di risalire a uno dei fornitori, residente all’estero, attualmente ricercato. In marzo è stato arrestato un cittadino italiano, fermato dalle Guardie di confine alla guida di un’automobile al cui interno sono stati rinvenuti poco più di 14 chili di cocaina, proveniente dal Nord Europa e destinata al mercato italiano. L’inchiesta ha permesso di
risalire a un ulteriore viaggio intrapreso dal corriere. Sono stati pure arrestati due cittadini di origini balcaniche, autori dell’importazione in Svizzera di poco più di 5 chili di eroina e circa un chilo di sostanza da taglio. La sostanza stupefacente proveniva dall’Italia ed era destinata al mercato d’oltre Gottardo. Un’altra indagine ha portato all’arresto di tre persone, due delle
quali residenti nel nostro cantone. È stato ricostruito un traffico di 240 grammi di cocaina, di oltre 12 chili di canapa e poco meno di 3 chili di hashish. Oltre ai tre imputati principali sono state denunciate una quindicina di persone, acquirenti della sostanza stupefacente, tutte residenti nel Luganese. Due cittadini di origini nord africane e due cittadini svizzeri residenti nel Luganese sono invece finiti in manette per un traffico superiore ai 2 chili di cocaina, in gran parte venduti ad acquirenti residenti in Ticino. Infine, nell’ambito di un’inchiesta relativa ad un traffico di eroina e cocaina sono state arrestate 16 persone. La droga, che veniva
spacciata soprattutto nel Locarnese, proveniva in prevalenza dalla Svizzera Interna. L’inchiesta ha potuto accertare un volume di spaccio, avvenuto nel corso degli ultimi tre anni, di circa 9 chili di eroina e 7 chili di cocaina, oltre a diversi chili di canapa.
La Legge federale sugli stupefacenti prevede la procedura della multa disciplinare canapa che permette in determinate circostanze di sanzionare con una multa di 100 franchi il consumo e il possesso fino a 10 grammi di canapa e derivati da parte di maggiorenni. Nel 2017 ne sono state comminate 969 (737 nel 2016). Nonostante non si tratti di stupefacente, considerata l’attenzione mediatica dedicatale e il fatto che la materia prima, essendo la medesima, può indurre in errore, si ritiene opportuno
indicare che lo scorso anno è stato pure caratterizzato dalla nascita del fenomeno della coltivazione, vendita e consumo di canapa con tenore di THC inferiore all’1%. Non sono mancati interventi legati alla sua coltivazione e vendita effettuate senza i necessari permessi dettati dalla Legge sulla coltivazione della canapa e sulla vendita al dettaglio dei suoi prodotti (Lcan).

Meno incidenti con più vittime sulle strade ticinesi

Meno incidenti con più vittime sulle strade ticinesi

Lo scorso anno la Polizia cantonale e le polizie comunali sono intervenute per la constatazione di 3’880 incidenti (-2.8% rispetto al 2016), di cui l’80% con solo danni materiali. Cifra che conferma la tendenza positiva degli ultimi anni. Il numero di vittime è tornato ad aumentare lievemente (+2.8%) con 725 feriti leggeri (+2%), 220 feriti gravi (+7.8%) e 9 morti (contro i 13 del 2016).

Le maggiori cause di incidenti sono facilmente identificabili e legate al fattore umano: distrazione, inosservanza del diritto di precedenza, velocità e stato fisico alterato. L’interno degli abitati resta il settore con il maggior numero di sinistri, mentre quelli più gravi si registrano fuori località. Le due categorie più a rischio sono i pedoni e i veicoli a due ruote. La metà degli investimenti di pedoni avviene lontano dai passaggi pedonali ma comunque all’interno dei centri urbani, mentre il fenomeno emergente delle e-bike è aggravato dall’aumento delle loro immatricolazioni. Le verifiche sul traffico sono estremante importanti per migliorare la sicurezza di tutti gli utenti e per assicurare il rispetto delle normative internazionali sul trasporto delle merci e di passeggeri. Fra le numerose attività vanno menzionati i controlli sui veicoli pesanti nel rispetto del mandato dell’USTRA con 13’036 ore fornite; quelli sul trasporto professionale dopo l’introduzione della Carta di Qualifica del Conducente; quelli sui veicoli esteri adibiti al
trasporto persone come servizio pubblico non di linea (NCC, noleggio con conducente) che creano concorrenza sleale verso i professionisti indigeni; le verifiche relative al cabotaggio ed al traffico su linee non autorizzate; gli accertamenti nei confronti di ditte estere che aggirando le normative vigenti eseguono servizio taxi in tutta Europa, i controlli su cittadini stranieri che entrano sul nostro territorio per svolgere attività professionali senza regolare notifica ed in alcuni casi con veicoli e carico non conformi; la verifica dei veicoli modificati. I controlli di velocità della Polizia cantonale con apparecchi radar mobili e laser sono stati 334 (419 nel 2016), di cui 233 in abitato, 34 fuori abitato e 67 in autostrada. Su 271’876 veicoli controllati il 6,74 % era in infrazione (con 630 revoche di licenza). Gli apparecchi fissi hanno controllato 13’5 milioni di veicoli di cui lo 0,97% in infrazione (con 2’389 revoche). L’introduzione dell’etilometro probatorio ha permesso di pressoché raddoppiare il numero di conducenti controllati (dai 5’368 del 2016 ai 9’736 del 2017), quelli risultati in infrazione per abuso di alcol sono stati 910. Come risulta dai dati forniti dal laboratorio delle scienze alpine di Olivone, è in netto aumento l’uso di medicamenti e sostanze psicoattive. Nel corso del 2017 sono stati 38 gli interventi del Gruppo incidenti della Gendarmeria stradale per sinistri gravi con in totale nove persone decedute e 30 ferite. Da sottolineare che il carico di lavoro è importante e conseguentemente le ore dedicate a questa specifica attività
sono numerose. Per questo tipo di constatazione del sinistro sul terreno è necessario, a dipendenza della complessità del caso, un lasso di tempo che va dalle 4 alle 5 ore di lavoro.

Un 2017 di successi per la Polizia cantonale

Un 2017 di successi per la Polizia cantonale

Meno interventi, più prevenzione
Un 2017 di successi per la Polizia cantonale che negli scorsi giorni ha presentato il bilancio d’attività. Un anno impegnativo che ha visto tutti i settori di Polizia chiamati ad assolvere sempre più compiti. I risultati ottenuti sono confortanti e soprattutto la popolazione ha dimostrato di apprezzare l’elevato grado di sicurezza che caratterizza il nostro Cantone.
La zona di comfort – anche se la prudenza è d’obbligo quando si parla di sicurezza – è stata raggiunta con le scelte politiche e strategiche del mio Dipartimento e del Comando della Polizia cantonale, oltre all’accresciuta collaborazione con i partner della sicurezza cantonali, le autorità federali e italiane. Nel mio ruolo, ho sempre cercato di mettere a disposizione del comandante Matteo Cocchi e dei suoi collaboratori gli strumenti appropriati per affrontare le nuove minacce che insidiano la nostra società.

Uno dei tasselli più importanti è il costante presidio del territorio, favorito dal riassetto organizzativo del Corpo di polizia e dalla regionalizzazione. Una capillarità di controlli resa possibile, in particolare, dalla diminuzione degli interventi sul territorio e dal calo delle entrate illegali da sud, che ha consentito maggiori attività di prevenzione. Senza dimenticare i successi operativi ottenuti, che contribuiscono a dissuadere i malintenzionati dal compiere azioni criminali in Ticino.

La Polizia cantonale è inoltre sempre più vicina ai bisogni del cittadino – come da me espressamente richiesto – comunicando con regolarità attraverso i social media e l’applicazione per smartphone, e coinvolgendo la popolazione in campagne di sensibilizzazione e serate pubbliche su tematiche legate alla sicurezza.

La riorganizzazione e l’interventistica
Nel 2017 la Polizia cantonale ha proceduto a una riorganizzazione entrata in vigore lo scorso mese di gennaio. Sono pure state create le premesse per l’adeguamento del sistema informatico agli standard svizzeri. Le infrastrutture e i processi vanno rivisti per la necessità di uno scambio agevolato di informazioni e ridurre così i tempi di reazione, migliorando la precisione d’intervento. I mezzi a disposizione devono essere al passo con i tempi per dimostrare la loro efficacia.
La Polizia cantonale è sempre più centrale nella coordinazione e nella gestione dell’interventistica. Nel  2017 in entrata alla Centrale Operativa sono giunte 287’362 chiamate (+12%). Molte di queste sono state fatte da cittadini – quelli che chiamo le sentinelle sul terreno – che segnalano situazioni o comportamenti sospetti, facilitando il lavoro delle forze dell’ordine. Gli incidenti 3’880 (-2.8%) sono diminuiti come pure i furti con scasso per il quinto anno consecutivo 1’557 (-29%) e le rapine 49 (-11%). Aumentati invece i controlli delle generalità 81’985 (+37%) e della manodopera estera (852, +32%), con la denuncia al Ministero pubblico delle ditte e delle persone non in regola. Preoccupa infine il sensibile aumento degli interventi per violenza domestica (+30%), un segnale di degrado sociale che evidenzia la frammentazione delle famiglie.

Le sfide organizzative e operative
In futuro è prevista la realizzazione del progetto di Polizia ticinese, che prevede la collaborazione e il migliore coordinamento con le Polizie comunali. La recente messa in servizio della nuova Centrale comune d’allarme agevolerà sicuramente questo obiettivo. Sul piano più operativo, dovranno essere ulteriormente potenziate le collaborazioni con le forze dell’ordine nazionali e italiane per combattere la criminalità organizzata e il terrorismo. A livello regionale, tra le altre cose, ci si concentrerà sul progetto Via Libera, che ritengo porterà ad interventi più veloci in caso di problemi al traffico, evitando sgradevoli situazioni di paralisi.

Come Direttore del Dipartimento delle istituzioni, sono estremamente soddisfatto dell’operato dalla Polizia cantonale nell’ultimo anno. Ringrazio per l’impegno e il lodevole lavoro svolto il comandante Matteo Cocchi e tutti i suoi collaboratori. I risultati ottenuti dimostrano una sicurezza oggettiva sul nostro territorio che rafforza la percezione soggettiva di ognuno di noi. I progetti per continuare a garantire la sicurezza sono numerosi e importanti. Per questo motivo mi impegnerò per concretizzarli nell’interesse dei ticinesi e della loro qualità di vita.