Trasporto pubblico e terza età: continuare a viaggiare comodi e sicuri anche nel 2016

Trasporto pubblico e terza età: continuare a viaggiare comodi e sicuri anche nel 2016

Confermato anche per il 2016 il programma che premia gli anziani che scelgono di rinunciare volontariamente alla licenza di condurre. FFS e la Comunità tariffale Arcobaleno, il Dipartimento del territorio, la Sezione della circolazione del Dipartimento delle istituzioni e il programma Strade più Sicure proporranno nuovamente abbonamenti a prezzo agevolato, per limitare gli inconvenienti che possono derivare dalla rinuncia dell’automobile.

Sulla base dei risultati incoraggianti che il programma ha fatto registrare lo scorso anno in Ticino – su un totale di 1.200 rinunce di patente è stato riscosso il 2% dei relativi buoni distribuiti – i partner hanno deciso di ampliare il sistema di promozione integrando nuove zone dell’abbonamento, in modo da avvicinarsi alle abitudini del pubblico anziano e, di riflesso, incentivare maggiormente l’iniziativa. In dettaglio, la promozione in vigore fino al 31 dicembre 2016 prevede quattro offerte di buoni:
• 150.- franchi per l’acquisto di un abbonamento Arcobaleno annuale, a partire da 2 zone;
• 200.- franchi per l’acquisto di un abbonamento generale delle FFS di 2a. Classe;
• 250.- franchi per l’acquisto di un abbonamento generale delle FFS di 1a. Classe;
• 33.- franchi per l’acquisto di un abbonamento metà-prezzo delle FFS di prova per due mesi.

I conducenti che depositeranno volontariamente (e in modo definitivo) la licenza di condurre riceveranno dalla Sezione della circolazione una lettera di conferma del deposito, insieme ai buoni per usufruire dello sconto. Al momento di acquistare l’abbonamento prescelto, il buono dovrà poi essere presentato allo sportello dell’azienda di trasporto con la lettera, che è personale e servirà da giustificativo.

Era stato l‘Ufficio della circolazione stradale e della navigazione del Canton Berna (SVSA) che nel giugno 2013, quale test di mercato, aveva avviato l’offerta di buoni FFS – per l’acquisto di un Abbonamento metà-prezzo di prova o di un Abbonamento generale a prezzo ridotto – dedicata a coloro che rinunciavano volontariamente alla licenza di condurre. Una soluzione che si è rivelata comoda e sicura, premiando chi opta per la rinuncia all’automobile, in particolare per limiti legati all’età, e facilitando il passaggio al trasporto pubblico.

Collaborazione tra Polizia cantonale e Polizie comunali: aggiornamento

Collaborazione tra Polizia cantonale e Polizie comunali: aggiornamento

In attesa del rinnovo dei poteri comunali il prossimo 10 aprile, il Dipartimento delle istituzioni ha informato nei giorni scorsi i Comuni membri della Conferenza consultiva sulla sicurezza in merito allo stato di avanzamento della riforma che ha interessato le Polizie comunali e la loro collaborazione con la Polizia cantonale. In particolare, è stato fornito un aggiornamento sulle convenzioni fin qui ratificate dal Governo negli 8 poli regionali.
Si rammenta che il 1. settembre 2015 è entrata a regime la Legge sulla collaborazione fra la Polizia cantonale e le Polizie comunali (LCPol), che mira a migliorare il coordinamento degli interventi garantendo maggiore efficacia operativa e un’ancora più vasta copertura di intervento sull’intero territorio cantonale.
Attualmente, sono 108 i Comuni che hanno ottenuto la ratifica della propria convenzione dal Consiglio di Stato, mentre 2 Comuni hanno già presentato un’istanza alla Sezione degli enti locali e di ricevere il via libera. Un solo Comune deve invece ancora portare a termine la procedura.
Per quel che concerne i Comuni della Verzasca, dopo l’annullamento da parte del Tribunale federale del Decreto legislativo di aggregazione del Comune, il 2 dicembre 2015 la Sezione degli enti locali ha ratificato l’accordo transitorio di collaborazione tra la Polizia «del Piano» e i Comuni di Brione Verzasca, Corippo, Frasco, Sonogno e Vogorno. Infine, non vi sono novità sostanziali per quanto riguarda le Tre Valli: come già annunciato negli scorsi mesi, il Municipio di Biasca ha licenziato il messaggio relativo alla Convenzione con il Cantone concernente le modalità di collaborazione e di conduzione del Posto di polizia misto.
Queste, in sintesi, le ultime convenzioni stipulate dai Comuni:
Regione I – Il Consiglio di Stato ha ratificato la convenzione tra il Comune-polo di Chiasso e i Comuni di Balerna, Morbio Inferiore, Novazzano e Vacallo.
Regione II – Il Consiglio di Stato ha ratificato le convenzioni tra il Comune-polo di Mendrisio e i Comuni di Coldrerio e Stabio.
Regione III – Il Consiglio di Stato ha ratificato la convenzione tra il Corpo intercomunale denominato «Polizia del Vedeggio» e i Comuni di Isone, Lamone, Torricella-Taverne, Mezzovico-Vira, Cadempino, Monteceneri e Bedano.
Regione V – Il Consiglio di Stato ha ratificato la convenzione tra il Comune-polo di Bellinzona e i Comuni di Preonzo, Gorduno, Lumino, Monte Carasso, Sementina, Claro e Gnosca.
Regione VI – Il Consiglio di Stato ha ratificato la convenzione tra la Polizia comunale denominata «del Piano» e il Comune di Brione sopra Minusio.
Il prossimo incontro della Conferenza consultiva sulla sicurezza si terrà venerdì 3 giugno 2016.

Caso eccezionale

Caso eccezionale

Da La Regione del 8 marzo 2016

Camion di traverso sul Ceneri. Caos. Ticino spezzato in due. Tutto per una nevicata sì straordinaria, ma ampiamente prevista. Un’emergenza ben gestita? «Esistono sempre margini di miglioramento. Tuttavia – risponde il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi – è stato un evento eccezionale. E ci sono stati agenti che hanno lavorato ore e ore sotto la neve per ripristinare la circolazione». Tra questi, quelli che avrebbero dovuto bloccare il camion prima della rampa del Ceneri. «Il veicolo è stato fermato dalla Polizia cantonale. Quando ha visto passare gli spazzaneve è però ripartito di sua iniziativa». Nessun ‘mea culpa’? «La situazione è stata gestita impiegando i mezzi a disposizione. Ricordo poi che siamo il cantone più motorizzato e, malgrado l’annuale opera di prevenzione e sensibilizzazione, c’è chi decide di mettersi al volante anche se non adeguatamente equipaggiato. In tali situazioni – conclude Gobbi – ognuno dovrebbe limitare i suoi movimenti. Ho rimproverato pure mia madre che si era messa in strada». «Sono state messe in campo – rileva dal canto suo il capo del Dipartimento del territorio Claudio Zali – tutte le forze disponibili per lo sgombero della neve. Poi è capitata una giornata storta». Una giornata storta durante la quale è nuovamente emersa «la debolezza strutturale del nostro sistema viario». Ma non ci si è ‘svegliati tardi’ con gli spazzaneve? «No. È stato – ricorda Zali – un evento intenso. Con le forze a disposizione, ostacolate anch’esse dai problemi viari, non siamo riusciti a fare meglio».

Centro di pronto intervento di Mendrisio: contributo del Cantone per gli spazi destinati alla Polizia cantonale

Centro di pronto intervento di Mendrisio: contributo del Cantone per gli spazi destinati alla Polizia cantonale

Il Governo ha licenziato oggi il messaggio che propone uno stanziamento di 13,4 milioni di franchi per realizzare gli spazi destinati alla Polizia cantonale nel futuro Centro di pronto intervento del Mendrisiotto. Il credito consentirà di procedere all’acquisto degli spazi all’interno dello stabile – secondo la formula della proprietà per piani – e di progettare ed eseguire i lavori necessari che saranno ultimati nel corso del 2020.
L’insediamento della Polizia cantonale all’interno del Centro di pronto intervento di Mendrisio – dove opereranno i reparti della Gendarmeria e della Polizia giudiziaria, in collaborazione con la Polizia comunale – si inserisce nella strategia portata avanti dal Dipartimento delle istituzioni negli ultimi anni il cui obbiettivo è di accrescere la sicurezza aumentando il presidio delle forze dell’ordine sul territorio.
Grazie alla nuova collocazione, gli agenti avranno a disposizione spazi adeguati alle loro esigenze e i cittadini del Mendrisiotto potranno così contare su una presenza costante e rafforzata nonché su una migliore distribuzione della Polizia cantonale a sud del nostro Cantone. L’opera è progettata e realizzata in stretta collaborazione con la Città di Mendrisio e prevede la condivisione di alcune attività, in particolare nella gestione dell’utenza e nelle attività di condotta grazie ad un’unica centrale operativa e alla creazione di un unico sportello.
Il Centro di pronto intervento di Mendrisio permetterà in particolare di:
– migliorare la distribuzione degli agenti nel Sottoceneri, creando una nuova sede per i Reparti di pronto intervento, in sostituzione della sistemazione transitoria e inadeguata di Chiasso;
– contrastare l’incremento della criminalità nel Mendrisiotto, grazie a un Centro regionale che assicuri maggiori risorse nell’ambito della sicurezza;
– aumentare il supporto al Corpo guardie di confine federale nella fase di intervento – fermo di persone colpite da mandati di cattura, ricerche, ecc. – con l’avvicinamento della sede di polizia ai valichi utilizzati per l’ingresso clandestino;
– favorire la collaborazione e le sinergie con la Polizia comunale e gli altri enti di Pronto intervento presenti nel centro, a garanzia di un impiego coordinato e razionale;
– predisporre spazi logistici adeguati per la gestione dei fermi di polizia, incrementati notevolmente con l’introduzione del nuovo Codice di procedura penale;
– razionalizzare le risorse disponibili – personale, apparecchiature, investimenti – garantendo la presenza sull’arco delle 24 ore e riducendo i tempi di intervento;
– accrescere l’integrazione delle forze dell’ordine nel tessuto sociale, la conoscenza del territorio e la presenza capillare sul terreno.

Il progetto del Centro di pronto intervento di Mendrisio sarà costruito in due tappe, eseguite consecutivamente. In quest’ottica, l’insediamento della Polizia cantonale è previsto al termine della seconda fase realizzativa; insediamento che consentirà ai circa 60 agenti che occuperanno gli spazi di essere operativi 24 ore su 24.

Il Centro di pronto intervento rappresenta quindi un ulteriore passo avanti per le forze dell’ordine, che, grazie a una sistemazione logistica al passo coi tempi e in posizione strategica, saranno in grado di garantire alla popolazione del Mendrisiotto più sicurezza sul territorio e – di riflesso – una migliore qualità di vita. Un tassello fondamentale nella strategia globale di aumento della sicurezza dell’intero Cantone e di tutti i cittadini, che costituisce e costituirà sempre uno degli obiettivi prioritari del Governo.

Criminali stranieri: i Ticinesi vogliono più sicurezza sul territorio!

Criminali stranieri: i Ticinesi vogliono più sicurezza sul territorio!

Dal Mattino della Domenica del 6 marzo 2016

Norman Gobbi ringrazia i Ticinesi che hanno votato a favore dell’iniziativa d’attuazione

Il 60% dei Ticinesi ha detto a gran voce SÌ all’iniziativa d’attuazione promossa dall’UDC e sostenuta dalla Lega dei Ticinesi, esprimendo ancora una volta la chiara volontà di avere più sicurezza: un aspetto fondamentale a cui nessuno di noi vuole rinunciare! Il voto di domenica indica che occorre rafforzare la nostra sicurezza. Un segnale concreto dato non solo dai Ticinesi ma anche dagli altri Cantoni di frontiera con una forte densità di stranieri come Ginevra, Neuchâtel, Basilea Città e Grigioni. Tengo quindi a ringraziare tutta la popolazione che si è espressa per una maggiore sicurezza sul nostro territorio e per un maggior rispetto dei nostri cittadini. Attraverso l’iniziativa d’attuazione si voleva espellere dal nostro Paese i criminali stranieri che, oltre a minare l’ordine pubblico, mancano di rispetto al nostro Paese e al Popolo che li ha accolti e che li ha dato un luogo, una casa dove vivere.

A più riprese prima della votazione ho ricordato che la cronaca è piena di vicende reali in cui stranieri colpevoli di aver commesso gravi atti criminali non possono essere allontanati dalla Svizzera, restando ad affollare le nostre carceri a spese della collettività. Il voto ticinese ha espresso dunque a chiare lettere che casi di questo tipo non sono e non possono più essere tollerati! Il Dipartimento delle istituzioni da me diretto ha introdotto negli ultimi anni una procedura volta a controllare e verificare in maniera approfondita il rilascio dei permessi ed evitare abusi, soprattutto da parte degli stranieri che hanno commesso dei reati gravi nei loro Paesi. In questo contesto, ci siamo purtroppo trovati di fronte in taluni casi a decisioni confermate dal Tribunale cantonale amministrativo che poi sono state però smentite dal Tribunale federale. È notizia proprio di qualche giorno fa che a Losanna hanno accolto il ricorso inoltrato da un cittadino peruviano condannato nel 2013 a tre anni di detenzione per amministrazione infedele aggravata e truffa. La decisione di espulsione è stata annullata e pertanto lo stesso potrà rimanere in Svizzera. Un caso che si aggiunge agli altri simili verificatisi in passato, che rappresentano la spia di un problema che in Ticino ahinoi conosciamo fin troppo bene. Venerdì, dopo aver preso atto dei risultati dell’iniziativa d’attuazione, il Consiglio federale ha fissato l’entrata in vigore del nuovo diritto in materia di espulsione degli stranieri, che comporta pene più severe in questo ambito. Un nuovo diritto voluto dal Popolo svizzero nel 2010 proprio per arginare questi fenomeni preoccupanti. Un nuovo diritto che poteva essere, come auspicavano i Ticinesi, ancora più severo e restrittivo, ma che deve comunque rappresentare la base per rendere maggiormente efficace il nostro sistema.

In ogni caso, il segnale lanciato dai Ticinesi indica ancora una volta come il nostro Cantone sia precursore di problematiche che poi toccano anche il resto della Svizzera. Questo in particolare per via della nostra posizione geografica e delle nostre peculiarità, che ci rendono unici rispetto agli altri Cantoni. Nella scorsa domenica elettorale, il Popolo ticinese ha espresso a chiara voce la propria preoccupazione in materia di sicurezza. In quest’ottica, posso garantire il mio impegno a continuare a difendere davanti alle Autorità federali queste preoccupazioni così come le nostre rivendicazioni.
Un Popolo ticinese che si è dimostrato combattivo e compatto nella difesa dei nostri valori, anche nel voto sul San Gottardo, che permetterà al Ticino di rimanere collegato al resto della Svizzera nei prossimi anni. Un Popolo ticinese che rispetta la democrazia svizzera e ingiustamente viene accusato di xenofobia da alcune parlamentari romande, quando i loro Cantoni hanno invece voltato le spalle alla coesione nazionale votando no al raddoppio del Gottardo. Un Popolo ticinese coraggioso e audace: che fa sentire la propria voce, anche se fuori dal coro, per poter tutelare il nostro amato Cantone. Grazie a tutti!

Littering, con le multe sarà così

Littering, con le multe sarà così

Da LaRegione di martedì 1.marzo 2016 un’intervista al già Segretario generale del Dipartimento delle istituzioni sul tema del littering

La nuova Legge sull’ordine pubblico e le norme municipali, le spiegazioni del Dipartimento

Santini: i Comuni avranno comunque potere di apprezzamento, per esempio in caso di recidiva

Quale fine faranno le attuali ordinanze municipali contro il littering una volta che entrerà in vigore la riformata legge cantonale sull’ordine pubblico (Lorp), la quale assegna ai Comuni la competenza di multare anche coloro che “sporcano, imbrattano o in altro modo insudiciano il suolo o beni pubblici”? «Siccome il diritto superiore, nella fattispecie la legge cantonale, prevale su quello inferiore, le normative locali decadranno o perlomeno andranno riviste per renderle conformi, qualora non lo siano, alla nuova Lorp», dice alla ‘Regione’ l’avvocato Guido Santini , segretario generale del Dipartimento istituzioni sino a un paio di settimane fa (sarà in pensione da aprile), ma su incarico del consigliere di Stato Norman Gobbi ancora responsabile del dossier. «Per quel che riguarda in particolare l’ammontare delle sanzioni pecuniarie, faranno quindi stato – aggiunge Santini – le disposizioni del regolamento di applicazione della Lorp».

Quel regolamento il cui progetto è stato messo in consultazione nel dicembre scorso dal Dipartimento dopo il sì parlamentare, il mese prima, all’ampia revisione della Legge sull’ordine pubblico e alla normativa sul divieto di celare il viso negli spazi pubblici (bandito pure il burqa). Ebbene, per le multe comminate per “imbrattamento di beni pubblici” il testo confezionato dal Cantone prospetta la seguente forchetta: da 200 a 500 franchi. Il Municipio di Lugano considera l’importo massimo troppo basso: suggerisce allora di portarlo da 500 a 1’000 franchi. Che sarebbe comunque molto al di sotto del massimo previsto dalle disposizioni cittadine del settembre 2014 su littering e vandalismi: “Le infrazioni alle norme della presente Ordinanza sono punibili con la multa fino a 10’000 franchi, ritenuto un importo minimo di 500 franchi per le infrazioni che hanno come oggetto beni culturali”. Il tetto di 10mila franchi è contemplato da altre ordinanze municipali, per esempio, per restare alle città, quelle di Bellinzona e Mendrisio.

«Anzitutto – tiene a puntualizzare Santini a proposito della presa di posizione di Lugano – il regolamento che abbiamo posto in consultazione afferma che gli esecutivi locali “applicano, di principio, i seguenti importi di multa”. Di principio. E ciò allo scopo di avere, come auspicato altresì dal Gran Consiglio, un’unità di prassi sull’intero territorio ticinese per l’applicazione, anche, della norma contro il littering, ora ancorata a una legge cantonale». Ossia alla nuova Lorp. «Quanto alla forchetta da noi proposta, ci siamo basati – continua il già segretario generale del Dipartimento, che sta valutando le osservazioni inoltrate in merito al progetto di regolamento – sull’esperienza e la giurisprudenza della magistratura penale alla quale nell’ambito delle contravvenzioni spetta il perseguimento delle infrazioni all’odierna Legge sull’ordine pubblico. Competenza, questa, che quando la riforma entrerà in vigore passerà ai Comuni». Santini evidenzia poi un’altra disposizione della bozza di regolamento: «La disposizione secondo cui in caso di recidiva, di condizioni economiche agiate o di particolari condizioni personali dell’autore dell’infrazione, gli esecutivi comunali possono applicare – esercitando così il loro potere di apprezzamento – importi di multa superiori a quelli indicati in linea di principio, fino al massimo previsto dalla Lorp e dalla Legge sulla dissimulazione del volto». Ovvero sino a 10mila franchi. «Alla luce dell’esito della consultazione, chiariremo questo e altri aspetti nel definitivo rapporto esplicativo concernente il regolamento – fa sapere Santini —. Il Cantone organizzerà pure degli incontri informativi con le polizie comunali».

Lavoro E Maroni difende l’albo antipadroncini

Lavoro E Maroni difende l’albo antipadroncini

Dal Corriere del Ticino di mercoledì 2 marzo 2016

Per il presidente della Regione Lombardia la Legge ticinese sulle imprese artigianali «non è discriminatoria» Norman Gobbi al vertice di Milano: «Ho ribadito che la richiesta del casellario giudiziale rimane in vigore»

L’albo antipadroncini? «Non è discriminatorio». Ad affermarlo non sono state, una volta di più, le autorità ticinesi, ma nientemeno che il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. Tanto vituperata nelle scorse settimane sul versante italiano – con tanto di missive del ministro degli esteri Paolo Gentiloni a Berna e Bruxelles per verificarne la legalità –, la Legge sulle imprese artigianali (LIA) è in effetti stata difesa nell’ambito dell’incontro tenutosi ieri a Milano tra lo stesso Maroni e il presidente del Governo Norman Gobbi. Un vertice, questo, che nonostante i temi spinosi all’ordine del giorno e le scintille degli scorsi mesi tra i due leghisti ha portato dunque a delle parziali schiarite.

Pur dicendosi preoccupato «perché ciò comporterà costi aggiuntivi per le nostre imprese e rende più difficile la loro vita in Canton Ticino», Maroni ha come detto compreso le ragioni alla base dell’albo: «Se lo considerassi discriminatorio o punitivo per le imprese lombarde, interverrei per chiederne la cancellazione immediata. Ma qui parliamo di una decisione che serve a garantire la correttezza nelle prestazioni professionali e lavorative». Un passo verso il Ticino chiaramente apprezzato da Gobbi: «Il nostro obiettivo è quello di tutelare il mercato dalla concorrenza sleale e di aumentare il livello qualitativo dell’offerta garantendo pari condizioni alle ditte interessate. Sia svizzere sia italiane». Oltretutto, ha ricordato, «le procedure per le aziende ticinese intenzionate a lavorare in Italia sono ben più complicate di quelle adottate nel nostro cantone». Ma la novità in quest’ambito, oltre al citato beneplacito lombardo, è però un’altra: la questione verrà affrontata anche in sede di Regio Insubrica con l’istituzione di un tavolo di monitoraggio sugli effetti dell’attuazione della LIA. E questo, ha sottolineato Maroni «per vedere come affrontare e come risolvere insieme i problemi». Mentre Gobbi ha rilevato come «ognuno nella difesa dei propri interessi, ma in un clima di dialogo e non di guerra aperta, avremo la possibilità di eventualmente valutare casi di discriminazione».

E a proposito di Regio Insubrica. Al presidente del Governo ticinese abbiamo chiesto se il nodo delle quote non pagate è infine stato sciolto: «Allarme rientrato» ci ha confermato, parlando di «un cambio qualitativo evidente» a seguito del riassetto istituzionale della comunità di lavoro che ha visto le Regioni assumersi i costi delle Province. Per Maroni due altri problemi da discutere a livello di Regio – «collaborando tra regioni perché gli uni contro gli altri non funziona» – saranno quindi l’innalzamento a 1,5 metri del livello del lago Maggiore e l’inquinamento del Ceresio. «Queste sono decisioni che devono essere prese di comune accordo così come quella che riguarda la navigazione dato che ci sono tariffe differenziate che favoriscono qualcuno e penalizzano qualcun altro».

Ma a Milano si è parlato anche di altri dossier scottanti. Come quello relativo agli accordi fiscali tra Svizzera e Italia. Al proposito Maroni si è limitato a chiarire di aver informato il Governo italiano dato che l’argomento attiene più al confronto fra Italia e Svizzera, che non a quello fra Lombardia e Ticino. E anche Gobbi ha rilevato come in quest’ambito gli interessi siano divergenti e i margini di manovra interni: «Maroni – ha comunque precisato il consigliere di Stato – ha un problema da risolvere, e cioè la parità di trattameno fiscale dei suoi cittadini». E intanto, restando in tema, ieri la neocostituita Associazione frontalieri Ticino ha annunciato una nuova manifestazione di protesta che si terrà il 2 aprile a Lavena Ponte Tresa.

Altro dossier mai veramente digerito da Maroni, la richiesta obbligatoria del casellario giudiziale per il rilascio dei permessi B (dimora) e G (per frontalieri). Ieri se ne è discusso solo marginalmente. «Da parte mia – ci ha spiegato Gobbi – ho ricordato le finalità del provvedimento in termini di sicurezza e il passo fatto dal Governo verso l’autorità federale e la Lombardia sospendendo la richiesta del certificato dei carichi pendenti». Mentre per quanto concerne il casellario il direttore delle Istituzioni ha ribadito che «la misura rimane in vigore», aggiungendo di non aver presentato a Maroni il relativo bilancio distribuito a Natale ai colleghi di Governo.

E sempre a proposito di sicurezza sul tema della chiusura dei valichi secondari Maroni ha affermato di aspettarsi «leale collaborazione e comune intento di risolvere i problemi quando e dove si presentano». Mentre sollecitato sulla linea ferroviaria internazionale Stabio-Arcisate ha rassicurato: «Siamo intervenuti risolvendo alcuni problemi e consentendo ai cantieri di riprendere. L’opera sarà regolarmente conclusa nel 2017».

Al via una campagna di sensibilizzazione per combattere i nuovi pericoli della strada

Al via una campagna di sensibilizzazione per combattere i nuovi pericoli della strada

Il sempre più diffuso utilizzo dei telefonini di nuova generazione durante i tragitti in automobile o con altri mezzi di trasporto aumenta il rischio di disattenzione da parte dei conducenti: nell’ambito del programma di prevenzione «Strade più sicure», il Dipartimento delle istituzioni e la Polizia cantonale – in collaborazione con le Polizie comunali e la Zurigo assicurazioni – avvieranno quindi da oggi un’azione di prevenzione che si protrarrà sino a primavera.
Sulla rete stradale ticinese si sono verificati durante lo scorso anno 4.026 incidenti della circolazione, con 12 decessi (+50% rispetto al 2014) e 227 feriti gravi. Dati preoccupanti, che impongono di mantenere alta la prevenzione e di combattere contro i nuovi pericoli della strada, fra i quali spicca l’uso dei telefonini di nuova generazione al volante. Questa infrazione è infatti sempre più frequente: uno studio nazionale del 2011 mostrava che il 40% dei conducenti telefona quando guida, il 30% scrive o legge messaggi e il 50% inserisce la destinazione nel navigatore solo quando sta già viaggiando. In Ticino, l’utilizzo del cellulare senza dispositivo «mani libere» è la seconda causa di infrazioni del codice stradale – con 3.998 le persone multate nel 2015 solo dalla Polizia cantonale.
La campagna di sensibilizzazione promossa dal Dipartimento delle istituzioni e dalla Polizia cantonale – in collaborazione con le Polizie comunali e la Zurigo assicurazioni – prevede quindi una serie di misure informative e interventi sul territorio per incentivare l’utilizzo dei dispositivi «mani libere» da parte dei conducenti, ma non solo. L’intento è infatti anche di rendere attenti pedoni e ciclisti sui pericoli che corre chi attraversa la strada o pedala osservando lo schermo del telefonino o indossando cuffie che isolano dai rumori e dai suoni del traffico. La campagna di sensibilizzazione si rivolge quindi a tutti gli utenti della strada, ma si concentra sui giovani conducenti tra i 18 e i 24 anni, poiché solo il 40% dei neopatentati percepisce l’uso del cellulare alla guida come un intralcio alla sicurezza stradale – un valore addirittura in diminuzione rispetto agli ultimi anni.
Scrivere un breve SMS o scattarsi un «selfie» a 100 km/h equivale a guidare a occhi chiusi per 400 metri, e nei pochi secondi in cui lancia un’«app» un conducente procede a zig zag, come se fosse sotto l’influsso dell’alcool. Il Dipartimento delle istituzioni, la Polizia cantonale e le Polizie comunali ricordano perciò che l’impiego del cellulare alla guida è ammissibile solo quando il veicolo è parcheggiato. La multa ordinaria ammonta a centro franchi ma in determinati casi può arrivare anche a 600 franchi o alla pena detentiva, a seconda del grado di pericolo che l’automobilista ha creato. In caso di incidenti provocati da violazioni particolarmente gravi, il pacchetto di misure «Via Sicura» prevede inoltre che l’assicuratore eserciti il regresso dalle proprie prestazioni.

I nuovi agenti dichiarano fedeltà alla Costituzione e alle leggi

I nuovi agenti dichiarano fedeltà alla Costituzione e alle leggi

47 in totale gli agenti delle polizie comunali e della Cantonale, 9 i diplomati della Scuola agenti di custodia SAC 2015

Ha avuto luogo questo pomeriggio presso il Palazzo dei Congressi a Lugano la cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte degli agenti diplomati alla Scuola cantonale di polizia SCP 2015 (26 della Polizia cantonale e 21 delle Polizie comunali) e della Scuola agenti di custodia SAC 2015 (9 nuovi agenti). Presenti le autorità cantonali, luganesi e delle forze di polizia.

Scuola agenti di custodia SAC 2015

Cavalieri Selene – L’Abbate Stefano – Negro Andrea – Papale Gian Luca – Pierin Fabio – Rocca Francesco – Velievski Sabri – Weiss Michel – Zukanovic Ferhad.28

Polizia cantonale

Abate Patrick – Armanini Sonny – Bandettini Dario – Beneventi Benny-Ben – Betar Maverick – Bialik Stefan – Bianchi Elia – Boo Simone – Bottelli Nico – Culap Marko – Da Dalt Mattia – Gago Ruben – Galante Aldo – Grisetti Milo – Keller Lars – Kurz Giorgio – Lovatti Loris – Markic Ante – Moscaroli Antonella – Quattrone Davide – Rusconi Nicola – Valsecchi Elia – Vërshefci Valdet

Polizia cantonale PG

Büyükdag Adam – Grandi Andrea

Polizia comunale Lugano

Calderoni Simone – Fassora Aris – Peyer Jean-Philippe – Vladisavljevic Blagisa

Polizia comunale Bellinzona

Botta Simone

Polizia comunale Mendrisio

Ferreira Correia Diego – Leoni Mosè – Russbach Mattia

Polizia comunale Chiasso

Karrer Pascal

Polizia comunale Locarno

Debernardi Joel – Demaldi Ian – Morais da Silva Patrick

Polizia comunale Ceresio nord

Pagano Antonio

Polizia comunale Muralto-Minusio

Balenovic Dejan – Parackal Vinod

Polizia comunale Losone

Gehrig David

Polizia comunale Ascona

Francetti Loran

Polizia comunale Torre di Redde

Cordonier Michel

Polizia comunale Malcantone Ovest

Ambrosetti Flavio

 

Novità sul centro di controllo

Novità sul centro di controllo

Da LaRegione del 25 febbraio 2016, una mia intervista a cura di Simonetta Caratti

Nuovo passo per il centro di controllo dei Tir a Giornico: il Governo vuole contribuire al risanamento del terreno. Intanto la ‘Stradale’ è in affanno.

Merci pericolose su Tir, bloccati prima del San Gottardo; autisti assonnati obbligati a fermarsi; Tir coi freni assenti… Ogni settimana la Polizia stradale toglie dall’autostrada potenziali camion-bomba in un Ticino attraversato, ogni giorno, da circa 3’000 camion. Solo il 4% dei 600mila transiti annui viene controllato da una Polizia stradale in affanno: nel 2015 non ha rispettato il mandato della Confederazione che impone di controllare 12mila Tir l’anno. Siamo sotto del 25%. Si può fare meglio? Risponde il capo del Dipartimento istituzioni, Norman Gobbi che anticipa novità sul centro di controllo del traffico pesante a Giornico.

Perché la Stradale non riesce a rispettare il mandato federale?

Facciamo i controlli, ma effettivamente non siamo riusciti a raggiungere la quota fissata dal mandato federale. Non si tratta però di una volontà politica. Anzi, la ritengo una situazione preoccupante, perché comporta pure un mancato guadagno dovuto a una prestazione non effettuata. Una situazione alla quale l’ufficiale responsabile deve trovare una soluzione migliorando la pianificazione del suo settore.

Ma ci sono le condizioni o gli agenti della Stradale vengono deviati su altri compiti invece di controllare i Tir?

Come tutti gli agenti del Corpo sono chiamati ad adempiere numerosi compiti di polizia, che effettivamente sono accresciuti: cito ad esempio la sicurezza alle manifestazioni sportive. A breve si terrà pure un processo per terrorismo al Tribunale federale, dove dovremo investire diverse risorse. I compiti aumentano. E malgrado ciò, c’è chi dice che abbiamo troppi agenti!

Meno radar e più verifiche dei Tir?

È compito dell’ufficiale responsabile del reparto pianificare al meglio le attività, mettendo al centro la sicurezza sulle strade. Posso solo rimarcare che riceviamo di frequente reclami di autotrasportatori locali che lamentano troppi controlli ai Tir. Va trovato il giusto equilibrio.

Da tempo si discute del centro di controllo del traffico pesante a Giornico: ad Erstfeld c’è da 5 anni, in Ticino non si è perso troppo tempo?

Si tratta di una situazione complessa per la quale il Consiglio di Stato si è attivato al fine di favorire questo importante progetto. Il governo presenterà prossimamente un messaggio per sciogliere il nodo dei costi di risanamento del terreno, sul quale sarà edificato il nuovo centro di controllo. Si propone una partecipazione del Cantone.