Primi risultati già arrivati!

Primi risultati già arrivati!

Dal Mattino della domenica l Più controlli alla frontiera, meno arrivi rispetto a un mese fa e smistamento rapido verso gli altri Cantoni. Questi i primi risultati ottenuti da SuperNorman, che però avverte: “ Non abbassiamo la guardia”.

Alcune domeniche fa, dalle colonne del Mattino e di alcuni domenicali svizzero-tedeschi, il nostro Consigliere di Stato Norman Gobbi aveva lanciato l’allarme che qualora il flusso di migranti verso Chiasso fosse rimasto alto, si sarebbe dovuto chiudere la frontiera, in quanto Francia e Austria avevano fatto altrettanto. Oggi vediamo i primi risultati di questa proposta del Direttore leghista delle istituzioni, visto il retrocedere del numero di arrivi a Chiasso (nonostante gli sbarchi siano continuati).

Questa diminuzione è dovuta sicuramente ai controlli intensificati sul confine, compiuti grazie all’ottimo lavoro delle Guardie di confine; guardie che sono state rafforzate negli effettivi come richiesto da SuperNorman, spalleggiato pure dai suoi colleghi Direttori di giustizia e polizia degli altri Cantoni. In parallelo, la Segreteria di Stato della migrazione ha attivato maggiori risorse a favore del Ticino, smistando più celermente verso gli altri centri e gli altri Cantoni i migranti arrivati a Chiasso (è di questi giorni l’apertura di ulteriori centri di accoglienza in Romandia e Svizzera tedesca). Inoltre, non va poi sottovalutato il battage mediatico generato dalla pronta reazione del Ticino e del nostro Norman, che sicuramente è giunta anche alle orecchie dei migranti clandestini e dei loro manovratori. In questo senso, la notizia di maggiori controlli e della possibilità di chiusura ha sicuramente fatto desistere alcuni clandestini dal presentarsi a Chiasso.

Nonostante la diminuzione registrata negli ultimi giorni, il numero di arrivi rimane sempre sopra la media dello scorso anno. Non dobbiamo quindi abbassare la guardia: la situazione rimane allarmante, e per questo motivo deve essere tenuta costantemente sotto controllo, come indicato anche da Norman Gobbi, conscio dell’importanza e della necessità di continuare a garantire l’ordine pubblico del Ticino e la sicurezza dei Ticinesi.

Il problema è a monte

Questa vicenda è però disarmante. Se da un lato SuperNorman cerca di sostenere il muro di difesa del nostro Paese, dall’altra la fallita UE e la Fallitalia continuano a non distinguere i clandestini dai richiedenti l’asilo. Infatti, è noto come in questi flussi migratori vi siano molti migranti economici, che non fuggono dai loro Paesi per motivi di persecuzione politica o religiosa. Stando ai dati della Segreteria di stato della migrazione, solo il 5% dei richiedenti l’asilo in Svizzera proviene infatti dal conflitto siriano, mentre la grande maggioranza proviene dall’Africa nera. È quindi imperativo che l’UE faccia i suoi compiti e applichi i trattati che ha sottoscritto con i suoi Stati membri, tra cui la Fallitalia, non riversando i suoi oneri sul Ticino e la Svizzera. Altro che denuncia a Bruxelles per il casellario giudiziario !!!

Non abbassiamo la guardia!

“Guai se questa situazione di calma portasse qualcuno, come avviene in certe aree politiche di sinistra, a voler sminuire il fenomeno e le sue conseguenze”. Queste le parole di monito del Consigliere di Stato Gobbi, che ricorda come oggi i numeri siano ben superiori a un anno fa e al 2011, dopo la presunta ‘primavera araba’.

In questo momento, i migranti e clandestini stanno soggiornando in Italia, negli alloggi a 3 e 5 stelle messi a disposizione dallo Stato renziano, come denuncia Matteo Salvini; ma stando ad analisi effettuate, con l’arrivo dell’inverno e dopo aver capito che l’Italia di soldi ai migranti non ne dà, il moto potrebbe riprendere e l’onda migratoria ripartire senza controllo. In quest’ottica, è incredibile vedere come questi migranti sappiano identificare i Paesi che offrono una grande generosità nei loro confronti (leggi letto, cibo e soldi !!!); tra questi Paesi evidentemente c’è la Svizzera, e la sua porta d’entrata sono Chiasso e il Ticino!

La politica cantonale e quella federale devono quindi seguire con grande attenzione e anticipare le crisi, come ha ben fatto il nostro Consigliere di Stato Norman Gobbi, che ha svegliato la dormiente politica federale sul tema dell’immigrazione, con la speranza che le vacanze estive non la facciano ripiombare in un sonno profondo…

MDD

Una Polizia ticinese da costruire assieme

Una Polizia ticinese da costruire assieme

Non è stato un “coup de théâtre” premeditato, come qualcuno ha voluto far credere. No, la decisione di ritirare il messaggio sulla mozione di Giorgio Galusero per una Polizia unica in Ticino è maturata durante il dibattito avvenuto mercoledì in Gran Consiglio. Un dibattito costruttivo, dove sia i favorevoli che i contrari hanno portato un contributo arricchente alla discussione, evidenziando diversi aspetti, così come diverse problematiche, che oggi contraddistinguono la gestione e l’organizzazione delle forze dell’ordine attive nel nostro Cantone. Ed è proprio mentre ascoltavo gli interventi dei deputati che mi sono reso conto che, in fondo, tutte le persone presenti in aula concordavano sull’obiettivo a cui tendere; quello cioè di costruire – assieme – una Polizia ticinese, una Polizia per il Ticino e per tutti i suoi cittadini.
Questo obiettivo, o per meglio dire questo principio, presuppone naturalmente un progetto approfondito e dettagliato, ma non può prescindere da tutto quanto è stato fatto fino ad oggi, che deve rappresentare, come ho più volte ribadito, la base su cui forgiare la Polizia del futuro. Penso in particolare alla Legge sulla collaborazione fra la Polizia cantonale e le Polizie comunali (LCPol), volta a rafforzare il coordinamento tra i Corpi. I Comuni hanno ancora due mesi di tempo a disposizione per implementare la legge, attraverso la quale sono state create otto regioni di Polizie comunali, che permetteranno di assicurare, unitamente alla Polizia cantonale, quella “polizia di prossimità” spesso citata nella discussione in Parlamento. La decisione del Gran Consiglio di rinviare il dossier alla Commissione della legislazione non costituisce assolutamente un freno in questo senso; anzi, deve fungere da ulteriore stimolo per sottoscrivere in tempi rapidi le ultime convenzioni, in modo che tutti possano essere conformi alla legge entro il 1. settembre, senza se e senza ma. In quest’ottica i politici comunali, e segnatamente i responsabili dei Dicasteri di polizia, svolgono un ruolo essenziale, dovendo agire in prima persona – senza farsi oscurare dai Comandanti delle Polizie comunali, che in talune occasioni sono andati oltre la loro funzione – in modo da favorire una collaborazione reale e veramente efficace, così come prevede la legge.

Una volta che la LCPol sarà entrata a regime, inizieremo a costruire tutti insieme – Cantone e Comuni, favorevoli e contrari – la Polizia del futuro, che sarà il naturale prosieguo della legge. Una Polizia non “unica” ma “ticinese”. Non si tratta di un semplice escamotage politico-linguistico, bensì di un cambiamento sostanziale nell’approccio a questa tematica, frutto del dibattito propositivo e per certi versi sorprendente avvenuto in Parlamento. Un progetto importante che, tenendo conto dei risultati ottenuti sul terreno e delle peculiarità del nostro Cantone, permetterà di sviluppare una Polizia atta a garantire a tutti i cittadini un bene fondamentale qual è la sicurezza. Un progetto che poggia su un principio condiviso da tutto il Parlamento e che per questo motivo non meritava di essere compromesso da un voto ormai riferito a un oggetto che, nel suo “profondo”, era stato ormai superato dalla discussione avvenuta in aula.  

Questa è la democrazia, che ogni tanto porta a rivedere alcune posizioni alfine di trovare delle soluzioni condivise. La deputata Natalia Ferrara Micocci, con la quale ci siamo trovati di frequente su posizioni contrapposte, ha affermato che “l’intervento di Gobbi farà la storia”. Io la ringrazio ma vorrei precisare che non ho voluto fare la storia; ho semplicemente voluto cogliere i segnali positivi e costruttivi lanciati dal Parlamento, ritirando un messaggio con l’obiettivo di presentare un progetto completo e condiviso. Una Polizia ticinese che costruiremo assieme sulle importanti fondamenta gettate in questi anni, tesa a favorire il benessere e la tranquillità della cittadinanza; un obiettivo che deve sempre caratterizzare l’operato di noi rappresentanti del Popolo ticinese.

Norman Gobbi, Corriere del Ticino, 26.06.2015

Der Mann, der die Schweizer Grenze dichtmachen will

Da aargauerzeitung.ch l Am Wochenende forderte der Tessiner Staatsrat Norman Gobbi, die Grenze nach Italien müsse geschlossen werden. Wer ist dieser Mann?  Norman Gobbi ist eine imposante Figur. Und das weiss er selbst am besten. «Ich bin schnell gewachsen», schreibt er auf der Startseite seiner Website. «In die Höhe und in die Breite.» Schon in seiner Jugend habe er sich mehr für Gaumenfreuden als für Sport interessiert. Und so sei er halt rasch zum Schwergewicht geworden, auch wenn er geschwommen sei, geturnt habe, Ski gefahren sei, Eishockey und Volleyball gespielt habe.

Noch heute veröffentlicht Gobbi, mittlerweile 38-jährig, in seinem Blog regelmässig Kochrezepte. Er führe damit die Tradition seiner Grosseltern weiter, die ein Restaurant, einen Laden und eine Bäckerei geführt hätten, sagt er, der in Quinto in der Leventina geboren ist. Einem Dorf, das wenig mehr zu bieten hat als den HC Ambri-Piotta, den so häufig tragisch scheiternden Eishockeyverein. Der sich aber allen Widrigkeiten zum Trotz seit 30 Jahren ununterbrochen in der höchsten Liga hält – auch dank Gobbi, der dem Verein vier Jahre lang als Verwaltungsrat diente.

Auch als Politiker kennt Gobbi bisher kein Scheitern. Mit 14 Jahren tritt er der Lega dei Ticinesi bei, jener Partei, die noch weiter rechts politisiert als die SVP und die Stammtisch-Ängste im Südkanton für sich reklamiert hat. Mit 19 wird er in den Gemeinderat von Quinto gewählt, mit 22 ins Kantonsparlament, mit 32 in den Nationalrat.

Grenzgänger und Flüchtlinge

Doch bald verlässt Gobbi die nationale Ebene wieder. Er wird zu Hause gebraucht. Im April 2011 erobert er für die Lega einen zweiten Sitz im Staatsrat. In der Kantonsregierung führt er sich mit einem Paukenschlag ein: Dank seiner Stimme entscheidet die fünfköpfige Exekutive, die Hälfte der von italienischen Grenzgängern erhobenen Quellensteuer zu blockieren. Um so den Druck auf den Bundesrat zu erhöhen, endlich die Verhandlungen mit Italien um ein Doppelbesteuerungsabkommen zu intensivieren. Eine fast schon ungeheuerliche Provokation.

Von Bundesbern fühlt sich Gobbi stets zu wenig ernst genommen – eine Sorge, die er mit Politikern aller Tessiner Parteien teilt. So ist auch die Idee zu erklären, mit der er am vergangenen Wochenende für Schlagzeilen sorgte. «Wenn der Andrang der Asylsuchenden aus Italien anhält, müssen wir die Grenze vorübergehend schliessen», sagte er, der dieses Jahr Regierungspräsident ist, zur «NZZ am Sonntag». Lega-Kollege und Nationalrat Lorenzo Quadri assistierte in der «Schweiz am Sonntag»: «Ich wäre für einen Zaun.» Das Tessin sei mit der Aufnahme von immer mehr Flüchtlingen überfordert, begründen die beiden Politiker. Allein in der letzten Woche sind 540 Migranten von der Grenzwache im Tessin angehalten worden, 170 mehr als noch in der Vorwoche. Von Januar bis Mai registrierte das Grenzwachtkorps in Chiasso 3150 «rechtswidrige Aufenthalter» – das entspricht 45 Prozent aller an Schweizer Grenzen festgestellten Fälle.

Druck auf Bundesbern wächst

Auch Gobbi wird wissen, dass seine Forderung nach einer Grenzschliessung provoziert. Doch Provokation gehört zu seinen Rezepten. «Er ist zwar kein ungehobelter Rüpel, wie es sein Ziehvater und Lega-Gründer Giuliano Bignasca war», sagt ein Kenner der Tessiner Politik. «Aber halt beileibe auch kein Grand Seigneur.» Damit endlich auch Bundesbern der Tessiner Befindlichkeiten gewahr wird, lässt Gobbi nichts unversucht. Auf seine Einladung hin tagt die Sicherheitspolitische Kommission des Nationalrates gestern und heute im Südtessin. Und am Freitag wird Gobbi von seinen Kollegen der Konferenz der kantonalen Justiz- und Polizeidirektoren dringliche Massnahmen verlangen.

von Dennis Bühler, http://www.aargauerzeitung.ch/schweiz/artikel-129270143

«Lage ist äusserst angespannt»

«Lage ist äusserst angespannt»

Da Schweiz am Sonntag l Wie ist die aktuelle Lage an der Südgrenze? Norman Gobbi: Sie ist äusserst angespannt. Diese Woche trafen täglich 60 bis 70 Personen in Chiasso ein, am Wochenende waren es sogar fast 350. Das ist ein deutlicher Anstieg gegenüber dem vergangenen Monat, als wir täglich 40 Migranten zählten.

Was sind das für Flüchtlinge? Die allermeisten sind Eritreer. Das hat womöglich auch damit zu tun, dass es deutliche Hinweise gibt, dass die Migration aus Eritrea vom dortigen Regime begünstigt wird: Man schickt die Leute in die Schweiz und zwingt sie dann, Geld nach Eritrea zu überweisen. So kommt das Regime an Devisen.

Haben Sie dafür Belege? Es sind Indizien, Informationen aus Gesprächen, die wir haben. Beim Bund interessierte man sich dafür bisher wenig, aber es wäre wichtig, dass die Bundesanwaltschaft das jetzt untersucht. Uns fällt einfach auf, dass derzeit fast nur Eritreer kommen – und aus Syrien nur noch wenige Flüchtlinge. Der grösste Teil der Syrer bleibt in Flüchtlingslagern in der Region.

Mit wie vielen Migranten rechnen Sie dieses Jahr? Bis die Hälfte aller Asylbewerber erreicht die Schweiz über das Tessin. Rechnet man die bisherigen Ankunftszahlen in Chiasso hoch, könnten es dieses Jahr allein bei uns gegen 25 000 Personen werden.

Frankreich hat die Grenze zu Italien in Ventimiglia geschlossen, Österreich einen Asylstopp verhängt – was heisst das für die Schweizer Südgrenze? Wenn das Tessin zum einzigen offenen Tor in der Nähe von Mailand wird, ist klar, dass der Druck auf die Schweiz deutlich zunehmen wird. Das bedeutet nicht nur ein humanitäres, sondern auch ein finanzielles Problem. Wir erledigen die Arbeit für Italien und die EU, vor allem bei der Identifizierung der Migranten. Wie wichtig Chiasso als Grenzübergang inzwischen ist, beweist der Umstand, dass die deutsche Bundespolizei dort einen Verbindungsoffizier eingesetzt hat. Das Tessin ist im Asylbereich faktisch die Südgrenze Deutschlands.

Wie gründlich sind Ihre Kontrollen noch? Bisher wird unterschätzt, dass unter den Neuankömmlingen nicht nur Personen mit politischer und wirtschaftlicher Motivation sind, sondern auch solche, die ein Sicherheitsrisiko darstellen könnten. Die kantonalen Justizdirektoren werden deshalb beim Bund auf verstärkte Sicherheitskontrollen für diese Personen drängen, um zu prüfen, ob sie in Kriegsgebieten tätig waren. Dazu zählt auch Libyen, das inzwischen ein vom «Islamischen Staat» infiziertes Land ist.

Was erwarten Sie von Bern? Wir müssen ein Zeichen setzen und illegale Einwanderer an der Südgrenze stoppen und zurückweisen. Dafür brauchen wir vom Bund mehr Grenzwächter. Das haben wir nun gegenüber Bundesrätin Eveline Widmer-Schlumpf deutlich gemacht.

Pagina PDF: 2015-06-21-Norman-Gobbi

VON OTHMAR VON MATT UND ALAN CASSIDY

“Dovremo chiudere il confine”

“Dovremo chiudere il confine”

Da RSI.CH l “Norman Gobbi intervistato dalla Neue Zürcher Zeitung sull’afflusso di migranti dall’Italia.

“Se l’afflusso di migranti proseguirà a questo ritmo, dovremo chiudere provvisoriamente la frontiera. Solo così potremo esercitare una pressione sui paesi che non fanno il loro dovere”: è questa la posizione espressa sulle pagine della NZZ am Sonntag dal presidente del Governo ticinese, Norman Gobbi. Il riferimento è all’Italia, che da mesi rinuncia a registrare scrupolosamente i richiedenti, come previsto dall’accordo di Dublino, e alla Francia, che ha di fatto reso impermeabile il confine di Ventimiglia.
Stando alle informazioni del domenicale, il corpo delle guardie di confine ferma quotidianamente in Ticino 60-70 persone per soggiorno illegale, una settimana fa erano ancora 120-130. In maggioranza sono eritrei, somali e nigeriani. L’85% chiede asilo.

Dall’inizio dell’anno, come confermato da una portavoce, sono 1’900 le persone rispedite in Italia sulla base di un accordo del 1998. Di queste, 490 nella prima metà di giugno.

La risposta del PLR

Indirettamente al ministro ticinese, ma pure all’UDC che ha chiesto il presidio dei confini se necessario con l’esercito nel caso in cui la sua proposta di moratoria all’asilo venisse approvato, ha risposto il presidente del PLR Philipp Müller convinto che il concetto di diritto di rifugiato ancora applicato sia superato. Il consigliere nazionale argoviese sempre alla NZZ am Sonntag propone invece uno “smistamento” preventivo dei richiedenti l’asilo, meglio se in centri fuori dall’Europa.

http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Dovremo-chiudere-il-confine-5622709.html

Bis zu 120 Flüchtlinge pro Tag: Tessin droht, die Grenze dichtzumachen

Da aargauerzeitung.ch l Seit Frankreich seine Grenze zu Italien für Flüchtlinge geschlossen hat, nimmt die Zahl der Asylsuchenden in der Schweiz deutlich zu. Gegenwärtig hält das Grenzwachtkorps (GWK) im Tessin jeden Tag 60 bis 70 Flüchtlinge an. In der Woche zuvor waren es sogar 120 bis 130 Personen gewesen. Rund 85 Prozent von ihnen würden ein Asylgesuch stellen, berichtet die «NZZ am Sonntag».

Der Ansturm beschäftigt mittlerweile auch die Politik. «Die Zahl der Asylsuchenden und illegalen Migranten, die zurzeit aus Italien ins Tessin reisen, ist doppelt so hoch wie noch vor einem Jahr», sagt der Tessiner Regierungspräsident Norman Gobbi (Lega) der «NZZ am Sonntag». Gleichzeitig bläst er in gleiche Horn wie es die von ihm angeprangerten Beispiele Frankreich und Italien tun: «Wenn der Andrang der Asylsuchenden aus Italien anhält, müssen wir die Grenze vorübergehend schliessen. Nur so können wir Druck auf andere Staaten machen, die ihren Pflichten nicht nachkommen.»

Gobbi zielt mit seiner Kritik namentlich auf Italien und Frankreich. Italien verzichtet seit mehreren Monaten darauf, ankommende Asylsuchende lückenlos zu registrieren, wie das die Dublin-Verordnung vorschreibt. Und Frankreich hat seine Grenze zu Italien für Flüchtlinge vor ein paar Tagen faktisch geschlossen, obwohl das Schengen-Abkommen das verbietet. «Ich bin weder gegen das Schengen-Abkommen noch gegen die Dublin-Verordnung, solange diese funktionieren. Nur funktionieren sie zurzeit nicht», sagt Gobbi.

Rückführung funktionieren wieder besser

Das Schweizer Grenzwachtkorps (GWK) hat seit Anfang Jahr gemäss «NZZ am Sonntag» rund 1900 sogenannte illegale Migranten nach Italien zurückgeführt – allein in den ersten beiden Juniwochen 490. Als illegal gelten Flüchtlinge, wenn sie ohne gültige oder ganz ohne Papiere in die Schweiz einreisen und hier kein Asylgesuch stellen. Die mehr oder weniger formlose Rückführung dieser Personen nach Italien ist aufgrund eines Staatsvertrags möglich, den die Schweiz und Italien 1998 abgeschlossen haben.

Allerdings kam es in den letzten Tagen zu Problemen bei den Ausschaffungen aus dem Tessin, weil die italienischen Behörden nicht vorbereitet waren. Deshalb suchte der Tessiner Regierungspräsident Norman Gobbi das Gespräch mit den italienischen Kollegen. Mittlerweile würden die Rückführungen wieder besser funktionieren, sagt Gobbi.

Gemäss Statistik des Grenzwachtkorps stammen die meisten der Flüchtlinge, die zurzeit aus Italien ins Tessin reisen, aus Eritrea, Somalia,Nigeria und Gambia. Eritreer und Somalier erhalten in der Schweiz gewöhnlich Asyl oder werden vorläufig aufgenommen, die Gesuche von nigerianischen und gambischen Gesuchstellern dagegen werden abgelehnt. Auffallend ist, dass zurzeit verhältnismässig wenige Syrer im Tessin um Asyl ersuchen.

[foto (C) KEYSTONE]

http://www.aargauerzeitung.ch/schweiz/bis-zu-120-fluechtlinge-pro-tag-tessin-droht-die-grenze-dichtzumachen-129262223

L’idée de fermer la frontière est envisagée au Tessin

Da TDG.CH l Le président du gouvernement tessinois réfléchit à une fermeture temporaire. Berne se veut rassurante. «Si l’afflux de demandeurs d’asile venant d’Italie se poursuit, nous devrons fermer la frontière à titre provisoire», affirme le président du Conseil d’Etat tessinois, Norman Gobbi. Selon le léghiste, qui s’exprime dans la NZZ am Sonntag, c’est la seule manière de faire pression sur d’autres Etats «qui ne remplissent pas leurs devoirs». La critique vise en premier lieu l’Italie, à qui l’on reproche de ne pas enregistrer les migrants arrivant sur son territoire, comme le prévoit l’accord de Dublin.

Le Tessin fait face à un afflux inédit de migrants. Le canton, selon Norman Gobbi, reste la seule porte pour sortir d’Italie. La France, notamment, bloque les entrées à Vintimille. En Suisse, des structures d’accueil provisoires ont été ouvertes; d’autres sont à l’étude. La présence des gardes-frontière a aussi été augmentée au Tessin, avec des renforts d’autres régions.

A Berne, le Secrétariat d’Eta t aux mi grations (SEM) souligne que les critères pour réintroduire temporairement des contrôles aux frontières ne sont pas remplis. D’après les Accords de Schengen, cette décision ne peut être prise qu’en cas de «menace sérieuse» de l’ordre public ou de la sécurité intérieure. Le SEM ajoute que, jusqu’à présent, toutes les personnes qui se sont présentées dans un centre ont pu être accueillies.

Un écho auprès de l’UDC

L’appel de Norman Gobbi trouve un écho auprès de l’UDC. «Nous avons déjà demandé un contrôle systématique aux frontières, commente le conseiller national Hans Fehr (ZH). Si cela est nécessaire, des militaires devront apporter leur soutien. Et la frontière peut être fermée aux migrants durant une période.» Les Accords de Schengen? «La France les a déjà mis hors service. Et les contrôles systématiques sont possibles en cas d’urgence.»

La conseillère nationale Cesla Amarelle (PS/VD), en rev anche, s ouligne que ces migrants demandent une protection. A ses yeux, un blocage des frontières n’est pas seulement illégal: «Cela entraîne des rassemblements de personnes et des déséquilibres sociaux potentiellement dangereux.» Pour elle, la solution passe par une relocalisation des réfugiés, aussi bien en Suisse qu’en Europe. Pour mémoire, plusieurs chefs d’Etat européens s’opposent à la clé de répartition proposée. «Nous pourrions déjà le faire avec les Etats volontaires», conclut-elle.

«Je comprends le problème de mon collègue tessinois, commente pour sa part le conseiller d’Etat genevois Pierre Maudet (PLR). Mais l’étanchéité de la frontière est une vue de l’esprit. Une fermeture ne ferait qu’accentuer le pouvoir des passeurs clandestins. Augmenter le nombre de gardes-frontière ne va pas non plus diminuer l’afflux de migrants.» Il voit la solution dans un règlement global de la question. (TDG)

Par Caroline Zuercher Mis à jour le 21.06.2015
http://www.tdg.ch/front/redaktionempfiehltL-idee-de-fermer-la-frontiere-est-envisagee-au-Tessin/story/25397935

Casellario giudiziale: Norman Gobbi non molla di un centimetro!

Casellario giudiziale: Norman Gobbi non molla di un centimetro!

Dal Mattino della domenica l La misura promossa da SuperNorman a tutela della sicurezza dei Ticinesi non si ferma. Nell’incontro con il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, Norman Gobbi ha potuto evidenziare ancora una volta le ragioni per le quali, ad inizio aprile, ha introdotto la misura concernente la richiesta dell’estratto del casellario giudiziale e del certificato dei carichi pendenti per il rinnovo oppure il rilascio dei permessi B (dimora) e G (frontalieri). Ragioni che sono legate alla sicurezza e all’ordine pubblico del nostro Cantone, messi a repentaglio dai diversi casi emersi negli ultimi mesi e culminati con la rapina di Novazzano di fine marzo, dove, tra gli autori, vi erano alcuni stranieri beneficiari di un permesso B. Una misura più che necessaria e volta a salvaguardare la sicurezza – e anche il rispetto! – di tutti i Ticinesi.

Una misura straordinaria
Norman Gobbi ha ribadito che questo provvedimento è di natura straordinaria e si giustifica per i fatti concreti avvenuti negli ultimi mesi. Un provvedimento volto a scalfire il mantra del “a sa pò mia”, che troppo spesso abbiamo sentito nel nostro Cantone. In questo contesto, occorre chiarire una volta per tutte come il provvedimento promosso dal nostro Ministro non violi l’Accordo di Schengen, come vorrebbero far credere alcuni parlamentari della vicina Fallitalia, che si riferisce al passaggio fisico delle persone alle frontiere. Un Accordo, peraltro, come dimostra l’agghiacciante gestione dei migranti da parte dell’Europa, ultimamente non molto di moda tra i Paesi fondatori dell’Unione (u€lla!). Il provvedimento relativo all’estratto del casellario giudiziale e del certificato dei carichi pendenti non c’entra nemmeno un fico secco con il blocco dei ristorni, come invece vorrebbe far credere La Regione, animata dai soliti moralismi radikal-chic-europeisti da sbadigli. Il blocco dei ristorni è una decisione politica basata su argomenti economici, mentre la misura introdotta da Norman Gobbi persegue l’obiettivo di salvaguardare la sicurezza del nostro Cantone e di tutti i Ticinesi.

Chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere!
Come detto e ripetuto più volte, chi presenterà i certificati richiesti e sarà in regola non avrà nulla da temere. Un atto di rispetto quindi non solo verso i Ticinesi, ma anche verso tutti i cittadini onesti provenienti da altri Paesi che vogliono dimorare o lavorare in Svizzera. Un atto che, a Paesi invertiti, non desterebbe così tanto scalpore, come dimostra il fatto che alle ditte ticinesi coinvolte nei lavori per EXPO è stato chiesto il certificato anti-mafia ai titolari delle aziende e ai rispettivi coniugi/conviventi. In quel caso infatti, la richiesta fatta non ci sembra sia divenuta un “affare di Stato”! Norman Gobbi non mollare e vai avanti per la tua strada, con l’obiettivo di rispondere concretamente ai bisogni del Ticino e dei Ticinesi!

MDD

Le Tessin veut fermer la frontière

Le Tessin veut fermer la frontière

Da 20min.ch l Pour faire face à la hausse du nombre de demandeurs d’asile, le chef du gouvernement tessinois dit vouloir boucler temporairement la frontière. Norman Gobbi ne veut pas que le Tessin devienne «la seule porte ouverte à proximité de Milan». (photo: Keystone/Carlo Reguzzi)

Le nombre de demandeurs d’asile entrant au Tessin a clairement augmenté ces derniers jours. Le chef du gouvernement tessinois Norman Gobbi réfléchit à une fermeture temporaire de la frontière. De son côté, le Secrétariat d’Etat aux migrations (SEM) se veut rassurant. «Si l’afflux de réfugiés depuis l’Italie continue, nous devons fermer temporairement la frontière», déclare Norman Gobbi dans la NZZ am Sonntag. «C’est la seule façon pour la Suisse de faire pression sur les pays qui ne respectent pas leurs obligations».

«Nous accomplissons le travail pour l’Italie et l’Union européenne, notamment avec l’identification des migrants», dit le chef du gouvernement tessinois dans un entretien au journal Schweiz am Sonntag. Il estime que dans le domaine de l’asile, le Tessin est de fait «la frontière sud de l’Allemagne». Norman Gobbi demande davantage de gardes-frontière à la Confédération. «Nous devons donner un signal en arrêtant les clandestins à la frontière sud pour les renvoyer».

Réintroduction des contrôles

Pour le Secrétariat d’Etat aux migrations, les critères d’une réintroduction temporaire des contrôles à la frontière ne sont pas remplis. Dans une prise de position envoyée dimanche à l’ats, le SEM rappelle que d’après les accords de Schengen, cette décision ne peut être prise qu’en cas de «menace grave» pour l’ordre public ou la sécurité intérieure. Or, «ces conditions ne sont pas remplies».

Cependant, de concert avec le SEM, le Corps des gardes-frontières (Cgfr) a pris les mesures nécessaires «pour maintenir la situation à la frontière sud sous contrôle». La présence des gardes a été renforcée, des collaborateurs d’autres régions de Suisse ayant été transférés au Tessin. De plus, le Secrétariat d’Etat aux migrations et les cantons ont augmenté les capacités d’accueil. Trois abris de la protection civile ont été temporairement mis en service au Tessin et deux en Suisse alémanique, à Bâle et Kreuzlingen (TG). D’autres ouvertures sont actuellement à l’étude. «Jusqu’à présent, toutes les personnes qui se sont présentées dans un centre d’accueil à leur arrivée ont pu être accueillies, y compris en fin de semaine», assure dimanche Gaby Szöllösy, responsable de la communication au SEM.

(ats)

http://www.20min.ch/ro/news/suisse/story/Le-Tessin-veut-fermer-la-frontiere-29188444

“Troppi migranti”

“Troppi migranti”

Norman Gobbi chiede di interrogarsi sulla possibilità di vietare l’accesso ai richiedenti l’asilo. “Dobbiamo porci delle domande di fondo e chiederci se in futuro saremo ancora in grado di gestire un flusso così importante di migranti o se non sarà il caso di rimandarli sui loro passi, affinché aprano una procedura per la richiesta d’asilo in Italia da dove arrivano”. Si esprime così il ministro ticinese Norman Gobbi ai microfoni della RSI, sollecitato sul tema della pressione al confine sud.

“La Svizzera sta svolgendo il lavoro che toccherebbe a Roma. È l’Italia che avrebbe dovuto procedere con l’accertamento dell’identità e degli aspetti di sicurezza e sanità legati a queste persone, evitando che vadano in giro senza un documento di identità”, ha aggiunto il capo del Dipartimento delle istituzioni.

In merito all’apertura provvisoria di nuovi centri di accoglienza in Ticino, il consigliere di Stato afferma: “Alcuni comuni hanno già espresso reticenze e questo andrà tenuto in considerazione”.

http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Troppi-migranti-5585875.html