A slowUP Ticino anche la Polizia cantonale e «Strade Sicure»

A slowUP Ticino anche la Polizia cantonale e «Strade Sicure»

Anche quest’anno la Polizia cantonale e il progetto di prevenzione «Strade Sicure» parteciperanno alla manifestazione slowUP Ticino, che domenica prossima vivrà la sua 8. edizione. La partenza ufficiale dell’evento è prevista alle 10 in piazza Governo a Bellinzona, con il saluto delle autorità e il taglio del nastro.

Anche quest’anno slowUP Ticino si svolgerà su un percorso di 50 chilometri, chiuso al traffico motorizzato, che i partecipanti potranno percorrere gratuitamente in bicicletta, sui pattini, a piedi o con qualsiasi altro mezzo rigorosamente privo di motore. L’evento toccherà 9 Comuni del Sopraceneri: Bellinzona, S. Antonino, Cadenazzo, Cugnasco-Gerra, Gordola, Tenero-Contra, Minusio, Muralto e Locarno. Tra le novità previste dal programma dell’8 edizione figurano la chiusura al traffico della strada cantonale tra Gudo e Cugnasco – che si aggiungerà dunque alla rete di strade agricole e semi-agricole del Piano di Magadino – e la possibilità di entrare nel Centro sportivo nazionale della gioventù di Tenero. La presenza della Polizia cantonale e del progetto «Strade Sicure» è prevista nello stand informativo collocato proprio nei pressi della partenza ufficiale, sulla piazza Governo a
Bellinzona; sarà proposta un’attività ludica e di agilità con le biciclette, che permetterà ai bambini di migliorare la padronanza dei loro mezzi a due ruote. Personale esperto sarà inoltre a disposizione di grandi e piccini, per fornire consigli di prevenzione.
Ulteriori informazioni possono essere ottenute consultando il sito www.slowup.ch.

 

Attività in costante aumento alla Sezione della circolazione

Attività in costante aumento alla Sezione della circolazione

La Sezione della circolazione resta uno fra i servizi più sollecitati dell’Amministrazione cantonale. I dati del 2017 mostrano infatti che sono state più di 575’000 le pratiche evase, con una media di circa mille telefonate ricevute ogni giorno. Il fatturato totale si è attestato a poco più di 174 milioni di franchi.

Il rendiconto della Sezione della circolazione mostra un ulteriore consolidamento dell’attività, che si è tradotta in 575’095 pratiche gestite dai diversi settori durante lo scorso anno, per un introito finanziario complessivo di 174’379’920.22 franchi.

La situazione delle immatricolazioni ha confermato anche nel 2017 le tendenze pluriennali. Il parco veicoli del Cantone Ticino è ulteriormente aumentato, e a fine anno contava 328’218 fra autoveicoli, motoveicoli, veicoli di lavoro, agricoli, rimorchi e altro; un dato che segnala un aumento del 0.63% rispetto a quello di fine 2016 (326’162). A incidere particolarmente sono state le automobili, passate da 226’713 a 227’908 unità, mentre il settore della navigazione ha conosciuto un lieve calo da 7’029 a 6’964 natanti immatricolati.

Particolarmente significativi risultano anche i dati dell’Ufficio giuridico della Sezione della circolazione. Nel 2017 sono state emanate 72’916 decisioni, con una crescita del 14.58%. A motivare questo aumento, che si inserisce in una tendenza pluriennale, sono soprattutto le nuove norme, dai quali deriva anche una maggiore complessità nella gestione dei procedimenti amministrativi e penali.

Per quanto riguarda l’Ufficio tecnico, tra settembre e dicembre 2017, vi è stata la chiusura di tre piste per i collaudi. Questa misura si è resa necessaria per eseguire degli importanti lavori che hanno portato all’eliminazione delle fosse d’ispezione e alla posa di 8 nuovi elevatori per autoveicoli leggeri che sono operativi dal 1. agosto 2017. La chiusura temporanea, ha contribuito in buona parte alla diminuzione del 18.09% del numero dei collaudi che sono passati dai 64’943 del 2016 ai 53’197 del 2017. Per quanto riguarda infine il contatto con i cittadini, il 2017 è stato il quinto anno di attività del “Contact center”: le sollecitazioni si sono confermate altissime, con un totale di 212’310 chiamate telefoniche.

A livello di informatico, si è registrato un incremento di visite del 15.15% sulla pagina www.ti.ch/circolazione. Gli apprezzati  servizi online offerti dalla Sezione della circolazione – quali la modifica della data del collaudo; quella dell’indirizzo di domicilio;
l’appuntamento per l’esame pratico e il pagamento della e-fattura – sono stati ulteriormente potenziati. Infatti, da inizio maggio 2017, l’utente può partecipare alle aste online per aggiudicarsi i numeri di targa più interessanti oppure acquistarne altri a prezzo
fisso. Nel corso degli otto mesi di attività sono state vendute 125 targhe all’asta online e 826 targhe a prezzo fisso (auto e moto) per un introito complessivo di 792’550 franchi, mentre la vendita diretta ha fruttato 225’700 franchi per un totale complessivo di
1’018’250 franchi.

Inoltre a partire dal mese di novembre è possibile pagare online le multe ordinarie e le tasse di giudizio dei provvedimenti amministrativi (revoche, ammonimenti).

La semplificazione delle relazioni fra cittadino e Stato è un obiettivo strategico al quale il Dipartimento delle istituzioni ha dedicato particolare attenzione negli ultimi anni, e alcune delle principali innovazioni introdotte in questo ambito hanno interessato proprio la Sezione della circolazione con la sua offerta di servizi online.

Gerenze multiple e take away, i cambiamenti sono pronti

Gerenze multiple e take away, i cambiamenti sono pronti

Servizio all’interno dell’edizione di mercoledì 18 aprile 2018 de Il Quotidiano.
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10374188

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 19 aprile 2018 del Giornale del Popolo.

Tra le modifiche anche il permesso di assumere la gestione di più esercizi, attenuando l’obbligo di presenza del gerente, senza intaccarne la responsabilità.

Esercizi pubblici: si cambia. Il Governo ha licenziato un messaggio che tiene conto delle osservazioni degli attori attivi nel settore per far entrare in vigore la seconda fase della riforma della Lear (Legge cantonale sugli esercizi alberghieri). Un messaggio che agisce su diversi aspetti della legge oggi in vigore. È anzitutto utile ricordare che il primo pacchetto di misure era entrato in vigore nel giugno del 2017 e aveva portato a una serie di cambiamenti importanti per l’attività degli esercizi pubblici tra cui l’introduzione del permesso di posticipare alle 2 di notte (il venerdì, il sabato e nei giorni prefestivi) la chiusura dei locali.

A queste misure, e dopo aver posto in consultazione la normativa e aver verificato il gradimento del progetto, il Consiglio di Stato ha aggiunto altri cambiamenti e li propone al Gran Consiglio per una decisione finale. Sono quattro gli aspetti principali sui quali si è agito. In primis si assoggetta alla legge i take away così come le cucine itineranti (i food truck), ma solo qualora essi permettano il consumo sul posto. Se non fosse il caso il loro regime resta quello attuale. In secondo luogo si introduce il permesso di assumere la gestione di più esercizi pubblici, attenuando l’obbligo della presenza fisica del gerente senza comunque intaccarne la responsabilità. In terzo luogo si intende ammodernare i tipi di esercizi pubblici descritti dalla legge, attraverso una semplificazione delle categorie. Infine ci sarà un inasprimento delle sanzioni previste nell’ambito dell’abuso di alcol. Come ci spiega il consigliere di Stato Norman Gobbi: «In particolare abbiamo accolto alcune proposte emerse dalla consultazione in relazione alla gerenza multipla dei locali. I requisiti e la responsabilità del gerente non cambiano, tuttavia nel regolamento
fisseremo i paletti per concedere o meno le gerenze multiple». Lo stesso direttore del DI precisa, in relazione ai take away che
«rispetto a quanto chiedeva Gastroticino non è possibile, secondo noi, parificarli a un normale ristorante in tutto e per tutto.
Perché sotto la denominazione di take away rientra anche la grande distribuzione che vende prodotti pronti al consumo. Secondo
noi bisogna perciò mantenere una distinzione, in quanto questi modi di preparare alimenti si basano su un concetto differente
del ristorante. Ovviamente vi sarà un controllo rigido verso quei take away che non hanno il permesso di consumare sul posto.
E questo lo dovranno eseguire i Comuni». Per quanto riguarda la sanzione per la lotta alla vendita di alcol questo rimane fisso a mille franchi. Gobbi spiega che «la legge mette un paletto generale e sarà poi il regolamento di applicazione ad andare nel dettaglio». Infine si fa sapere che con queste modifiche di legge si evadono due atti parlamentari (di Marco Passalia e Nadia Ghisolfi PPD) e si conferma che l’entrata in vigore sarà decisa solo dopo la discussione e la decisione parlamentare. Infatti, alla fine del voto del plenum, toccherà ancora al Consiglio di Stato aggiornare il regolamento d’applicazione.

Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione – Al via la seconda fase dell’aggiornamento

Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione – Al via la seconda fase dell’aggiornamento

Nella seduta odierna il Governo ha approvato il messaggio che propone di concretizzare la seconda parte del progetto di revisione della Legge cantonale sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear) che tiene conto delle osservazioni formulate dagli enti coinvolti nella consultazione avviata lo scorso mese di febbraio. Una volta che il Parlamento avrà avvallato il messaggio, il Governo procederà a modificare anche il regolamento d’applicazione e fisserà in seguito la sua entrata in vigore.

L’entrata in vigore del primo pacchetto di modifiche normative, avvenuta il 15 giugno 2017, aveva portato a una serie di cambiamenti rilevanti per l’attività degli esercizi pubblici del Canton Ticino; come noto, era stato ad esempio introdotto il permesso di posticipare alle 2.00 la chiusura ogni venerdì, sabato e nei giorni prefestivi.
Ad alcuni mesi di distanza, dopo aver posto il nuovo disegno di legge in consultazione per verificare il livello di gradimento del progetto, il Consiglio di Stato ha adottato alcune correzioni e propone al Gran Consiglio le seguenti misure:

L’assoggettamento alla legge di «take away» e cucine itineranti («food truck») qualora intendano permettere il consumo sul
posto, in caso contrario il loro regime rimarrà invariato.

L’introduzione del permesso di assumere la gestione di più esercizi pubblici, attenuando l’obbligo di presenza fisica del   gerente,  senza intaccarne il ruolo di responsabilità.

Un ammodernamento dei tipi di esercizi pubblici descritti dalla legge attraverso una reimpostazione e semplificazione delle categorie.

L’inasprimento delle sanzioni previste nell’ambito della lotta all’abuso di alcool.

La modifica della legge voluta dal Consiglio di Stato consente di evadere due atti parlamentari pendenti sul tema, ovvero la mozione “Maggiore tutela dei clienti, collaboratori e gerenti nei locali pubblici” presentata da Marco Passalia il 3 novembre 2014 e l’iniziativa parlamentare del 21 giugno 2017 presentata nella forma generica da Nadia Ghisolfi e cofirmatari per la modifica della Lear al fine di introdurre un obbligo di separazione (non necessariamente fisica) in settori negli spazi all’aperto degli esercizi pubblici. L’entrata in vigore delle modifiche legislative sarà fissata unicamente dopo la decisione parlamentare, dopo la quale il Governo provvederà ad aggiornare anche il Regolamento d’applicazione relativo alla legge sulla ristorazione.

Violenza domestica, legge in cantiere

Violenza domestica, legge in cantiere

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 17 aprile 2018 de La Regione.

Il 30 per cento in più di interventi per violenza domestica rispetto al 2016. È uno dei dati salienti, e maggiormente preoccupanti, dell’attività svolta lo scorso anno dalla Polizia cantonale. «L’accresciuta sensibilità sul tema porta sempre più vittime a rivolgersi alle forze dell’ordine e sempre più vicini di casa a segnalare situazioni a rischio –, commenta dal Dipartimento istituzioni Luisella Demartini, alla guida dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa –. Ma l’aumento dei casi ha anche un’altra spiegazione, di natura economica: occupazioni lavorative precarie e bassi salari impediscono di programmare il futuro e questo è fonte di tensioni in alcuni contesti familiari, che possono sfociare in violenza fisica, ma pure psicologica e verbale». L’Ufficio dell’assistenza riabilitativa offre un primo tetto alle persone che la Polizia ha allontanato provvisoriamente dalle rispettive abitazioni, in quanto rappresentavano una minaccia per l’integrità fisica del o della convivente, e che non sanno dove alloggiare. Agli autori e alle autrici di violenza il servizio diretto da Demartini offre però anche una prima consulenza, cui può far seguito, con il loro consenso, un trattamento terapeutico. Il collocamento nel foyer non avviene automaticamente: ci vuole l’accordo della persona allontanata, che dalla polizia viene informata della possibilità di far capo all’Ufficio dell’assistenza riabilitativa. «In seguito alla modifica di legge, entrata in vigore il 1° febbraio, che ha attribuito all’ufficiale di polizia la competenza di vietare l’accesso per dieci giorni al domicilio, le forze dell’ordine ci comunicano le generalità di tutte persone allontanate – rileva Demartini –. Un nostro operatore sociale le contatta quindi telefonicamente, proponendo loro un incontro e un sostegno». Oggi facoltativo, il trattamento terapeutico dell’autore o dell’autrice di violenza potrebbe diventare obbligatorio. È uno degli aspetti che la Divisione giustizia (Dipartimento istituzioni) sta valutando con la Commissione cantonale in materia di violenza domestica nel mettere a punto l’annunciato disegno di legge sui maltrattamenti fra le mura di casa. «Conto di sottoporre il progetto di legge cantonale sulla violenza domestica al Consiglio di Stato prima della pausa estive per l’autorizzazione ad avviare la consultazione sul testo presso tutti gli interessati», indica la direttrice della Divisione Frida Andreotti. Il messaggio governativo? «Spero ad autunno».

Aggregazioni: più flessibilità e supporto per i comuni

Aggregazioni: più flessibilità e supporto per i comuni

Il successo del federalismo elvetico fonda su comuni forti, autonomi e responsabili, capaci di offrire servizi di qualità, all’altezza delle aspettative della popolazione. L’evoluzione della società rende necessarie nuove risposte dai comuni poiché ci sono dimensioni umane e sociali che si modificano nel tempo.

Per questo Governo e Parlamento vogliono ridare vigore al Comune ticinese con una serie di riforme, tra le quali il Piano cantonale delle aggregazioni. In settimana sono stati presentati i risultati della seconda fase di consultazione con comuni, partiti politici e associazioni interessate, chiamati a prendere posizione sulle modalità di attuazione del PCA e sugli incentivi proposti.  L’esito della consultazione è stato significativo con la partecipazione dell’84% degli enti locali in rappresentanza del 96% della popolazione.

La visione di un Ticino a 27 comuni
Il PCA propone 27 scenari di aggregazione che rappresentano la direzione verso la quale indirizzarsi rispetto alla realtà odierna. Un quadro di riferimento per il Cantone che potrà essere adattato nel tempo. Sono stati individuati quattro centri urbani forti e dei comprensori con un’adeguata dimensione demografica e capaci di rispondere ai bisogni dei cittadini.

Il Cantone non impone, la volontà deve partire dal basso
Nei prossimi anni agli enti locali sarà riconosciuta maggiore libertà. Il PCA non è una riforma che si impone ma punta molto sulla condivisione, dando spazio alle iniziative aggregative che vengono dal basso e che spesso si rivelano dei progetti solidi e basati su forte consenso. Ritengo che debbano essere i comuni stessi a dire se e come vogliono attuare il programma d’aggregazione. Ho sempre visto nel PCA una fonte di ispirazione per i comuni, ai quali però compete la realizzazione degli scenari. Tenuto conto dei risultati della consultazione, ho così deciso con i servizi del mio Dipartimento di togliere alcuni vincoli in modo da rendere più flessibili gli strumenti a disposizione. Non esiste più una data limite, ma le proposte possono essere valutate anche in tappe successive. Resta pure aperta la possibilità di aggregazioni tra comuni non contigui  e potranno essere esaminati i progetti promossi dalle collettività locale, a condizione che non incidano negativamente sulla sostenibilità di altri progetti.

L’aspetto finanziario: previsti aiuti importanti
L’impegno finanziario complessivo per il Cantone era inizialmente di 120 milioni di franchi: dedotti i contributi già stanziati restano ora 74 milioni.  La limitazione degli incentivi finanziari a sei anni è stata abbandonata così da eliminare la pressione temporale a quei progetti che necessitano di maggiore tempo per maturare il consenso e continuare a lavorare. La rinuncia alla chiave di riparto comporta che chi arriverà per primo con un progetto sarà favorito nel beneficiare dei contributi. Penso in particolare ai progetti aggregativi nelle zone più periferiche come nella mia valle, dove sono convinto che le aggregazioni siano fondamentali. Sempre in questa logica, non si intravvede l’opportunità di sospendere l’erogazione di contribuiti perequativi alle realtà deboli, malgrado non dimostrino l’interesse ad aggregarsi. Anche perché  chi è finanziariamente autonomo può essere restio ad aggregarsi e spinge a ridurre i suoi contributi ai comuni deboli che non si aggregano.

Nella redazione del PCA sono state tenute in considerazione le indicazioni emerse dalla consultazione e il progetto è stato adattato alle aspettative della maggioranza degli attori interpellati. Sono convinto che con questo approccio molto aperto e flessibile e il prezioso sostegno dei Servizi del mio Dipartimento, in particolare la Sezione degli Enti locali, il processo aggregativo proseguirà nella giusta direzione per dare al nostro Cantone comuni sempre più forti e pronti a raccogliere le sfide che ci attendono come Cantone Ticino. Il Consiglio di Stato presenterà il progetto definitivo dopo l’estate, che poi dovrà ricevere l’avvallo da parte del Gran Consiglio.

Successo per la cena di Gala dei Corpo Pompieri Melide

Successo per la cena di Gala dei Corpo Pompieri Melide

Articolo pubblicato sul portale Ticinonews.ch.

L’evento, al quale ha preso parte anche Norman Gobbi, ha segnato la chiusura dell’attività 2017

Erano circa un’ ottantina tra Autorità politiche, ospiti, pompieri, ex pompieri, colleghi Vigili del Fuoco di Como, il Comandante Dott Tumbiolo della polizia Locale di Campione d’Italia , Il Comandante della polizia intercomunale Ceresio Sud Reggazoni Marco il Comandante del Corpo Civici Pompieri Lugano Mauro Gianinazzi e famigliari, presenti alla cena del Corpo Pompieri Melide tenutasi venerdì 13 aprile 2018, che ha chiuso l’attività 2017 e ha proiettato i militi nel 2018.

Alla serata era presente il Consigliere di Stato On. Norman Gobbi direttore del Dipartimento delle istituzioni. Il Consigliere di Stato ha voluto portare i saluti delle Autorità Cantonali e il ringraziamento per quanto fanno i militi del Corpo Pompieri Melide durante l’anno 2017 e per quanto faranno nel 2018, collaborando con la polizia e la PCi enti che il suo Dipartimento dirige. Inoltre ha elogiato quanto fatto in questi 118 anni d’intesa attività garantendo la sicurezza nel comprensorio di competenza.

Durante la parte ufficiale ha preso anche la parola il Capo dicastero Pompieri On.Daniele Faustinelli del comune sede del Corpo Pompieri Melide, ringraziando tutti i militi presenti per la loro dedizione nello svolgere questa attività essenziale per la sicurezza della comunità, mettendo a disposizione molte ore del tempo libero per la continua e costante istruzione che permette loro di aumentare le proprie capacità e la propria sicurezza nel salvare persone, animali e beni, riconoscendo la grande professionalità e capacità del Corpo Pompieri Melide e del Comandante. Dando un incentivo di continuare su questa strada visto che anche per il 2017 durante l’intensa attività non si sono registrati infortuni, questo a dimostrare l’ottima preparazione dei militi e dell’istruzione sulla sicurezza personale impartita durante le esercitazioni mensili.

l Comandante I ten. Marzio Riva ha portato il saluto a tutti i presenti, ha voluto ringraziare di cuore tutti i militi del Corpo per l’attività svolta durante l’anno appena trascorso, sacrificando molto del loro tempo libero. Sempre più per far fronte alle chiamate di soccorso i militi devono seguire diverse giornate d’istruzione per garantire un servizio professionale a titolo volontario. Nel contempo ha esteso i ringraziamenti anche ai famigliari che sono sempre a fianco ai militi al loro rientro dopo ogni intervento dando quel supporto morale fondamentale per superare alcuni interventi particolari. Inoltre ha ringraziato il Comandante Mauro Gianinazzi del Corpo pompieri Lugano per la collaborazione avuta nel 2017, a sua volta il Comandante di Lugano ha portato il saluto da parte del suo Corpo e ha evidenziato l’ottimo lavoro svolto dai militi di Melide e dal suo Comandate, ricordando anche che Marzio Riva ricopre con impegno e abnegazione la funzione di Vice Presidente della Federazione Cantonale Ticinese dei Corpi pompieri, al termine del suo intervento ha rinnovato gli auspici di una sicura ottima collaborazione anche per l’anno 2018.

Marzio Riva ha voluto ricordare in modo significativo i 10 anni trascorsi dai festeggiamenti del 100° di Fondazione del Corpo pompieri Melide (2008- 2018). In particolar modo ha evidenziato i molteplici cambiamenti intercorsi in questi anni in ambito di organico di attività superando la soglia di 100 chiamate d’urgenza, ha ripercorso momenti felici della vita di questa grande famiglia come pure momenti tristi per la dipartita di colleghi e come pure dell’allora Comandante Rezzonico Ferruccio Comandante storico per il Corpo e del Capo dicastero Mario Mantese. Ha pure gettato uno sguardo sul futuro pieno di novità e nuove sfide che i pompieri di Melide saranno chiamati ad affrontare, il Comandante Marzio Riva è sicuro che queste nuove sfide miglioreranno ulteriormente il Coro pompieri Melide e saranno affrontate con spirito propositivo.

Al termine ha voluto ringraziare ed a evidenziare l’ottima collaborazione con la polizia locale di Campione d’’Italia, ricordando l’ultimo intervento del 8 aprile del corrente anno per un incendio di un autovettura a Campione. Dopo il rapporto di segnalazione da parte del Comando dei Pompieri di Melide per un probabile incendio doloso le forze di polizia Campionesi si non messi all’opera con un indagine celere che ha portato all’arresto del piromane in brevissimo tempo.

La serata è stata occasione per festeggiare alcuni importanti traguardi:

Appuntato Cometta Giorgio per i sui 30 anni di servizio dal 1988 al 2002 in qualità di Comandante del Corpo pompieri Arogno, in seguito nei ranghi del Coro pompieri Melide dopo l’unione dei di Corpi pompieri.
Il Caporale Lott Simone per i sui 20 anni di attività, dal 1998 sino al 2001 in seno al Corpo pompier Morcote poi dopo l’unificazione dei due Corpi in forza al Corpo pompieri Melide quale sostituto responsabile dell’istruzione.
Il Caporale Porretti Chrys per i 20 anni di servizio nel Corpo pompieri Melide, quale responsabile del gruppo i manutenzione.
Inoltre ha ringraziato i famigliari presenti in sala per la loro comprensione e vicinanza al Corpo soprattutto quando i loro cari sono impegnati nell’attività pompieristica a titolo volontario mettendo in secondo piano la famiglia.

Sulla strada, ‘rifletti’

Sulla strada, ‘rifletti’

Servizio all’interno dell’edizione di venerdì 13 aprile 2018 de Il Quotidiano.
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10357469

 

Articolo pubblicato nell’esibizione di sabato 14 aprile 2018 de La Regione.

Dipartimento delle istituzioni e associazioni d’accordo: la prevenzione è responsabilità di tutti

Nel 2017 l’82 per cento degli incidenti ha visto il coinvolgimento di almeno un’automobile. Dimostrazione del fatto che la prevenzione e la sensibilizzazione sulla sicurezza stradale sono fondamentali. Con la campagna ‘Rifletti’ – promossa dalla Commissione consultiva del Consiglio di Stato ‘Strade sicure’ e finanziata dal Fondo federale di sicurezza stradale – si è deciso di andare oltre. Innanzitutto, come notato con soddisfazione da Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni (Di), «sono coinvolti tutti gli attori in gioco». E infatti a sottoscrivere il messaggio della campagna – prestare più attenzione quando si è alla guida e, nel caso della mobilità lenta o quando si è piedi, farsi vedere e dedicare la medesima attenzione – oltre alle istituzioni ci sono anche l’Automobile club svizzero sezione Ticino (Acs), l’Associazione traffico ambiente (Ata) e l’Ufficio per la prevenzione degli infortuni (Upi). Con l’obiettivo, rileva Gobbi, di ridurre sì le vittime, ma anche tutte le conseguenze che può avere un incidente. «Quando fortunatamente non si parla di morti o feriti, ci sono comunque danni economici da tenere in linea di conto, che portano un impatto negativo sul vivere comune». Il tutto, continua il direttore del Di, «ricordando come in Ticino ci siano più incidenti rispetto alla media nazionale». Un motivo in più per capire cosa c’è dietro un incidente, quali siano davvero le cause. Spesso la risposta è semplice, seppur forse banale: la disattenzione. «Quando si guida, ad esempio, usare lo smartphone è come avere un’arma carica in mano – afferma Cristiano Canova, presidente della Commissione ‘Strade sicure’ e capo della Sezione della circolazione – ma nonostante questa consapevolezza molti insistono a usarlo, provocando pericoli per sé e per gli altri». In un contesto, quello delle strade ticinesi, dove «stress e traffico contribuiscono senza dubbio a rendere la situazione ancora più pericolosa». Come intervenire, quindi? «Non abbiamo bisogno di molto, dobbiamo solo prestare tutti più attenzione e usare più prudenza e saggezza. Sembrerà moralistico magari, ma è veramente tutto quello che serve». Accendere il cervello, insomma. Riflettere. Da qui, infatti, nota Fabienne Bonzanigo, capo progetto della campagna, si è partiti. «Abbiamo l’obiettivo di raggiungere il maggior numero di persone. Lo faremo partecipando a manifestazioni come il Tour de Suisse quando farà tappa a Bellinzona e proponendo eventi dove ci saranno anche momenti esperienziali da cui le persone potranno uscire, speriamo, arricchite». Persone che saranno sensibilizzate anche tramite spot televisivi e al cinema, come in radio, sulla carta stampata e su internet. «Saranno proposte anche attività ludico-didattiche nelle scuole – conclude Bonzanigo – perché i bambini saranno i conducenti di domani» e, riprende Gianmarco Balemi, direttore dell’Acs, perché «non hanno ancora una percezione completa del pericolo. La sensibilizzazione va sviluppata sempre, e questa proposta va nella giusta direzione». La responsabilità è di tutti, come afferma lo slogan della campagna. E lo ripete Bruno Storni, presidente dell’Ata, notando come «pedoni e ciclisti sono gli utenti della strada più esposti agli incidenti con gravi conseguenze, ed è per noi di grande importanza che automobilisti e motociclisti riflettano sui propri comportamenti, sul rispetto delle regole e degli altri utenti del traffico». Per Pascal Agostinetti, capo delegato presso l’Ufficio della prevenzione degli infortuni per la Svizzera meridionale, è positivo che «questa sia una campagna regionale, visto che sono state riscontrate differenze sul numero di incidenti che avvengono a Sud delle Alpi. In Ticino, infatti, c’è un rischio doppio di possibilità d’incidente rispetto al resto della Svizzera».

 

Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 14 aprile 2018 del Corriere del Ticino.

Troppi incidenti, serve un cambio di marcia

Quando si tratta di mettersi alla guida, il Ticino si smarca dal resto della Svizzera. Ma non c’è da esultare. Statistiche alla mano, alle nostre latitudini si registra infatti un tasso di incidenti stradali superiore del 20% alla media nazionale. Allo stesso tempo, il Ticino si classifica al terzo posto della classifica dei cantoni con il più alto tasso di motorizzazione: ovvero 638 automobili ogni mille abitanti. Per cercare di invertire il senso di marcia e riportare il nostro cantone al di sotto della media nazionale, il Dipartimento delle istituzioni ha quindi deciso di scendere in campo e – facendo fronte comune con le principali associazioni attive nel ramo – ha lanciato la campagna di sensibilizzazione «Rifletti». «L’obiettivo di questa azione è molteplice – ha esordito il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi – non solo vogliamo rendere più sicure le strade per i nostri utenti ma, allo stesso tempo, l’intenzione è quella di diminuire drasticamente il numero delle vittime». Vittime che, solo l’anno scorso, sono state 945. Pari a quasi tre feriti al giorno. «Sulle strade occorre imparare a convivere», ha continuato Gobbi che non ha mancato di lanciare una frecciatina: «Se in Ticino si registra un numero più elevanto di incidenti in confronto alla media svizzera è anche perché sulle nostre strade circola una maggior densità di auto». E non solo con targhe ticinesi. «Rispetto ad altri cantoni il Ticino presenta un numero maggiore di lavoratori frontalieri che, va da se, quando attraversano la dogana portano con loro anche un’altra modalità di guida – ha sottolineato il consigliere di Stato – questo fattore, associato ad una guida più latina e ad una diversa geografia del territorio che rende le nostre strade un po’ più tortuose di quelle dell’Altipiano, contribuisce a rendere la realtà ticinese più delicata». Da qui la volontà di dare avvio ad una campagna di sensibilizzazione ad hoc che si inserisce sì nella più ampia azione di prevenzione avviata a livello nazionale ma che, come spiegato dalla responsabile del progetto Fabienne Bonzanigo, è stata ripensata in salsa ticinese. «“Rifletti’’ è una campagna di supporto adattata alle esigenze del nostro territorio che riprende e rafforza il messaggio della campagna nazionale “Made visible’’. Ma se nel resto del Paese si punta più su un messaggio di attenzione a ciclisti e pedoni, da noi serviva un concetto diverso». Da qui «Rifletti», inteso sia come un invito a ragionare quando si è alla guida, sia come un’allusione agli abiti catarifrangenti. Un adattamento in chiave ticinese che ha fatto breccia nel Fondo federale di sicurezza stradale che ha deciso di stanziare 590 mila franchi per finanziare il progetto fino alla fine del 2019. Dalle giornate nelle scuole alle campagne sui media, passando poi dalle manifestazioni alle giornate cantonali, sono tanti i volti che assumerà la campagna. Un’iniziativa vista di buon occhio anche dall’Associazione traffico e ambiente, per la quale «troppo spesso, a pagare le conseguenze di una disattenzione alla guida sono pedoni e ciclisti», ha rimarcato il presidente Bruno Storni, che ha poi invitato gli utenti della strada «a prendere coscienza delle proprie responsabilità». «La verità è che si tende a sminuire la pericolosità dell’uso dello smartphone al volante», ha ribadito da parte sua Cristiano Canova, presidente della Commissione strade sicure che ha poi posto l’accento sui pericoli che corrono i bambini, vittime nel 2017 di 44 incidenti. «Occorre avere un occhio di riguardo per i più piccoli – gli ha fatto eco Gianmarco Balemi, direttore della sezione ticinese dell’Automobile Club Svizzero – che non solo vivono la strada in modo diverso ma che, alla fine, saranno gli automobilisti di domani». Infine, a sottolineare l’impellenza della campagna è stato Pascal Agostinetti, dell’Ufficio per la prevenzione degli infortuni, per il quale «le cifre sugli incidenti parlano chiaro: occorre mettere in campo tutte le forze possibili per ribaltare la situazione in Ticino ed incrementare così la sicurezza».

Il Dipartimento delle istituzioni incontra la Magistratura

Il Dipartimento delle istituzioni incontra la Magistratura

Servizio all’interno dell’edizione di venerdì 13 aprile 2018 de Il Quotidiano.
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10357310

 

Si è tenuto questo pomeriggio all’Università della Svizzera italiana di Lugano il consueto incontro semestrale tra il Dipartimento delle istituzioni e i Presidenti delle Magistrature permanenti del Cantone. Sul tavolo molteplici temi di attualità tra i quali il rendiconto di attività 2017 del Potere giudiziario. In quest’ottica, il Dipartimento delle istituzioni ha confermato che, anche a seguito delle risultanze del Rapporto annuale del Consiglio della Magistratura, nelle prossime settimane richiederà formalmente alle singole Autorità giudiziarie un’analisi relativa alla situazione attuale, corroborata da eventuali proposte di natura organizzativa.

All’incontro hanno preso parte il Consigliere di Stato Norman Gobbi accompagnato dalla Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, dal Segretario generale del Dipartimento delle istituzioni Luca Filippini, dal responsabile del Controllo cantonale delle finanze Giovanni Cavallero e da altri funzionari cantonali. Per quanto attiene al Potere giudiziario, oltre al Consiglio della Magistratura e ai Presidenti delle Magistrature permanenti, l’invito è stato esteso alla Commissione amministrativa del Tribunale di appello e alla Direzione del Ministero pubblico.

Sull’arco del pomeriggio sono state discusse numerose tematiche d’interesse comune. Particolare rilevanza ha assunto il rendiconto di attività 2017 della Magistratura, che ha evidenziato l’evoluzione preoccupante del carico di lavoro di alcuni Uffici giudiziari (Tribunale di appello – in particolare Prima e Seconda Camera civile, Camera civile dei reclami, Tribunale cantonale amministrativo e Tribunale penale cantonale –, Ministero pubblico, Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi, Pretura di Riviera e Pretura penale). Una tendenza che impone un’attenta riflessione sull’organizzazione e le risorse di questi Uffici giudiziari. In tal senso, il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha confermato che nelle prossime settimane il Dipartimento delle istituzioni formalizzerà all’attenzione delle singole Autorità giudiziarie la richiesta di un’analisi della situazione attuale delle stesse, unita ad eventuali proposte di natura organizzativa.

Durante l’incontro è stato dunque presentato alla Magistratura il progetto relativo all’elaborazione di indicatori volti a misurare l’attività dell’Amministrazione cantonale, auspicando una riflessione comune del Potere giudiziario sull’opportunità di disporre di indicatori tesi a valutare l’efficienza e l’efficacia dell’operato della Giustizia. Ciò anche alfine di mettere a disposizione della futura Commissione giustizia e diritti del Parlamento gli strumenti adeguati per esercitare il proprio ruolo di alta vigilanza.

La Direttrice della Divisione della giustizia ha quindi passato in rassegna l’attività assicurata dalla Divisione quale anello di congiunzione tra il Potere esecutivo e la Magistratura, indicando altresì i progetti legislativi e i dossier in elaborazione – compresi gli ambiti inerenti al progetto generale di riforma denominato “Giustizia 2018” –, così come i gruppi di lavoro in fase esecutiva o in costituzione che interessano le Autorità giudiziarie.

Un’altra tematica centrale è stata quella legata all’informatizzazione della Giustizia. Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha informato i presenti in merito al progetto denominato “Justitia 4.0”, che coinvolge diversi attori sul piano federale e intercantonale. Un’iniziativa di vasta portata inserita nel progetto generale di armonizzazione dell’informatica della giustizia penale (www.his-programm.ch), a cui il Canton Ticino ha aderito nell’aprile 2017, volto ad accrescere la digitalizzazione giudiziaria.

Dopo aver aggiornato le Autorità giudiziarie sui progetti logistici e su alcuni aspetti a livello finanziario, il pomeriggio si è concluso con l’intervento dell’Ufficiale della Polizia cantonale Orlando Gnosca, che ha presentato il Gruppo Cantonale delle Persone Minacciose e Pericolose.

L’incontro, che s’inserisce nella politica di rafforzamento del dialogo tra il Potere esecutivo e il Potere giudiziario promossa dal Dipartimento delle istituzioni, ha permesso un reciproco scambio su una serie di argomenti di interesse comune.
Un dialogo e uno scambio rinvigoriti che perseguono l’obiettivo di continuare a garantire il buon funzionamento della Giustizia – oggi confrontata con molteplici e importanti sfide – a beneficio infine della cittadinanza tutta.