La campagna «Rifletti» ospite al Tour de Suisse

La campagna «Rifletti» ospite al Tour de Suisse

Sabato 16 e domenica 17 giugno la campagna di sensibilizzazione «Rifletti» sarà presente, con la sua postazione informativa, nel villaggio del Tour de Suisse allestito a Bellinzona, nei pressi della sede di BancaStato.
La sicurezza sulle nostre strade sarà così promossa con informazioni utili, giochi a premi e la distribuzione di numerosi gadget.

La campagna «Rifletti» – promossa dal Dipartimento delle istituzioni, con la Commissione consultiva «Strade sicure» –  ha l’obiettivo di sensibilizzare tutti gli utenti delle strade ticinesi sull’importanza di essere vigili nel traffico e di rendersi ben visibili. Il motto scelto per la campagna unisce, in un’unica parola, l’invito ad assumere un comportamento responsabile, riflessivo, e quello a indossare materiali in grado di riflettere la luce. Come sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi, patrocinatore dell’iniziativa, «un comportamento responsabile di tutti gli utenti della strada riduce i rischi alla guida, di qualsiasi mezzo, e a piedi».
Con questa campagna, premiata e interamente finanziata dal Fondo federale di sicurezza stradale, il Dipartimento delle istituzioni intende arricchire ulteriormente le attività che mirano a ridurre il numero di incidenti sulle nostre strade.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi alla guida della Comunità di lavoro

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi alla guida della Comunità di lavoro

Comunicato stampa della Comunità di lavoro Regio Insubrica

Il Consigliere di Stato del Canton Ticino Norman Gobbi ha assunto oggi la carica di Presidente della Regio Insubrica, durante l’assemblea generale tenutasi a Mezzana. La riunione ha permesso di presentare un documento su strategia e obiettivi della Comunità di lavoro, che si è inoltre dotata di un rinnovato sito internet e di un nuovo logo.

Si è svolta oggi a Mezzana l’Assemblea generale della Regio Insubrica, la Comunità di lavoro – nata per promuovere la cooperazione nell’area italo-svizzera dei laghi prealpini – che riunisce il Canton Ticino, le Regioni Piemonte e Lombardia, le Province del VCO, di Novara, di Como, di Lecco e di Varese. La seduta ha sancito il passaggio della Presidenza dalla Regione Piemonte al Canton Ticino.

Il Presidente uscente Aldo Reschigna – Vicepresidente della Regione Piemonte – ha anzitutto ricordato l’importanza delle attività di dialogo e confronto transfrontaliero rese possibili dalla Regio Insubrica. La relazione si è concentrata sullo stato dell’esperienza avviata nel 1995, esprimendo in particolare l’auspicio che il coinvolgimento delle istituzioni e delle comunità locali venga posto sempre più al centro dell’attività della Regio, per favorirne il riconoscimento anche da parte della società civile. A questo proposito, è stata salutata con favore la continua crescita della qualità dei progetti presentati nell’ambito del programma di cooperazione Interreg.

Norman Gobbi, Consigliere di Stato del Cantone Ticino, che ha assunto la carica di Presidente della Comunità di lavoro per l’anno entrante, ha in seguito presentato un documento che ne delinea strategia e obiettivi per il prossimo futuro. È stato evidenziato che, dopo la riorganizzazione avvenuta nel 2016, la Regio Insubrica è oggi pienamente in grado di svolgere il proprio ruolo di espressione del territorio – complementare a quello dei Governi – stimolando lo sviluppo di una progettualità condivisa e la risoluzione dei problemi transfrontalieri.

L’Assessore della Regione Lombardia con delega ai rapporti con la Confederazione elvetica Massimo Sertori – nuovo membro dell’Ufficio Presidenziale – ha poi proposto alcune riflessioni in merito all’opportunità di sfruttare la Comunità di lavoro quale canale preferenziale per contribuire a risolvere – adottando una logica di prossimità – i potenziali conflitti che possono emergere nell’ambito delle relazioni italo-svizzere, e quale organo di contatto con il nuovo Governo nazionale italiano. È stato inoltre suggerito di potenziare la comunicazione verso i territori, per contribuire ad aumentare l’autorevolezza della Regio Insubrica.

Le numerose attività svolte nel 2017 dalla Regio Insubrica sono state poi ripercorse dal Segretario della Comunità di lavoro, Francesco Quattrini. In generale, nel corso del 2017 la Comunità di lavoro ha rafforzato il proprio ruolo nell’ambito delle relazioni italo-svizzere; ciò è emerso ad esempio con la riunione del luglio dello scorso anno, nella quale i Presidenti della Regione Lombardia e del Consiglio di Stato ticinese hanno potuto chiarire alcune questioni cruciali legate alla mobilità ferroviaria transfrontaliera. Sono stati inoltre ricordati l’importante accordo fra Lombardia e Ticino per ottimizzare la gestione dei materiali inerti – con un’accresciuta collaborazione in materia di monitoraggio – e la cooperazione su temi ambientali e di sicurezza, ad esempio con il gruppo di lavoro Protezione civile per la gestione dei casi di dissesto idrogeologico. È stato infine menzionato anche il recente accordo istituzionale fra Ticino e Piemonte.

In conclusione, i membri della Comunità di lavoro hanno approvato i conti preventivo 2018 e consuntivo 2017. In coda ai lavori sono inoltre stati presentati il rinnovato sito internet e il nuovo logo della Regio.

Aquarius, la polemica rimbalza in Ticino

Aquarius, la polemica rimbalza in Ticino

Da www.ticinonews.ch

Manuele Bertoli aveva attaccato Matteo Salvini, Gobbi lo difende: “E stata una decisione corretta”

“Uno spettacolo deprimente”: Manuele Bertoli non ha usato mezzi termini. In un duro post pubblicato ieri su Facebook il Consigliere di Stato socialista ha condannato fermamente la decisione del nuovo ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini di negare l’approdo alla nave di soccorso Aquarius con a bordo 630 migranti in fuga dalla Libia e che la Spagna, alla fine, ha deciso di accogliere (vedi articolo suggerito). “Sono proprio i Paesi governati dagli amici del neoministro degli italiano” scrive Bertoli “a girarsi dall’altra parte. C’è bruttura e c’è solidarietà. C’è chi va verso lo sfacelo civile e chi verso il rispetto di valori universali”.

Di avviso diametralmente opposto il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, secondo cui la mossa di Salvini è stata un importante segnale politico nei confronti dell’UE: “E stata una decisione corretta, l’Italia è lasciata sola ad assolvere questo compito”, ha dichiarato ai microfoni di TeleTicino. Sulle dichiarazioni di Bertoli, Gobbi ha replicato così: “Potrei dire che anche chi c’era prima ha fatto politica sui migranti tenendo la porta aperta ai richiedenti economici e non solo a chi era in fuga dalla guerra. È un problema che vediamo anche da noi”.

Intanto continua il viaggio verso Valencia in Spagna della Aquarius, affiancata dalla nave Dattilo della guardia costiera italiana e dalla nave Orione della marina militare, su cui sono state trasbordate 400 persone soccorse in mare. Nel pomeriggio l’imbarcazione dell’Ong Sos Mediterranée, con a bordo personale di Medici senza frontiere, e le due navi militari italiane hanno superato la zona di Porto Empedocle, nell’Agrigentino e costeggiando la zona sud della Sicilia si dirigono insieme verso la Spagna.

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi a Bellinzona la seconda seduta ordinaria del 2018 – la 47. dalla sua costituzione – alla presenza del Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri e dal nuovo capo della Sezione enti locali Marzio Della Santa, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

Per quanto riguarda la ridefinizione dei rapporti fra Cantone e Comuni, sono state presentate due iniziative di carattere conoscitivo che prenderanno avvio a partire dall’autunno, a margine del progetto di riforma «Ticino 2020». Si tratterà di un sondaggio demoscopico rivolto alla popolazione ticinese – per comprenderne il punto di vista sulle aggregazioni e, più generale, sul ruolo istituzionale del Comune – e di una serie di interviste mirate a municipali e Presidenti di Consigli comunali e Assemblee.

Il Dipartimento del territorio ha in seguito fornito alcuni aggiornamenti in merito alla nuova Legge cantonale sulla gestione delle acque, destinata a riunire tutte le disposizioni che oggi regolano la materia, secondo il concetto di «integrazione» adottato dalle autorità federali. È stato anticipato che il messaggio al Gran Consiglio dovrebbe essere presentato entro la fine del 2018, e che non sono previste competenze aggiuntive per i Comuni. In merito al Piano cantonale di gestione dei rifiuti per il periodo 2018/2022, la versione definitiva del documento dovrebbe invece essere adottata dal Consiglio di Stato entro la fine dell’estate; è stato confermato che i Comuni saranno coinvolti nella discussione sull’ipotesi di una Legge cantonale sui rifiuti, fin dalla fase di definizione degli obiettivi e dei contenuti. Per quanto riguarda infine la nuova Legge cantonale sulla protezione antincendio, ai Comuni è stata proposta la costituzione di un Gruppo di lavoro paritetico, per svolgere gli ultimi approfondimenti ritenuti necessari; è stato concordato che nelle prossime settimane gli enti locali indicheranno i propri rappresentanti.

In conclusione, il Dipartimento delle istituzioni ha aggiornato i rappresentanti dei Comuni sulla riorganizzazione del settore dei registri; dopo l’approvazione del progetto da parte del Parlamento, la nuova struttura dovrebbe entrare in funzione al più tardi il 1. gennaio 2019. In merito alla protezione del minore e dell’adulto, è stato invece anticipato che il Consiglio di Stato costituirà un Gruppo di progetto, incaricato di approfondire la soluzione che prevede la «cantonalizzazione amministrativa» del settore.

In conclusione, i presenti hanno rivolto i loro auguri al nuovo coordinatore della Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni, il nuovo capo della Sezione enti locali Marzio Della Santa. La prossima riunione è prevista per mercoledì 12 settembre 2018.

Il Consiglio di Stato alle Isole di Brissago

Il Consiglio di Stato alle Isole di Brissago

La riunione settimanale del Consiglio di Stato si è svolta oggi sulle Isole di Brissago. Su proposta del Presidente Claudio Zali, il Governo ha voluto così cogliere l’occasione per omaggiare un luogo di assoluto valore naturalistico e turistico, che merita un adeguato rilancio.

L’iniziativa del Presidente del Governo Claudio Zali – che ha inoltre trasferito sulle Isole di Brissago, per tutta la settimana, la Direzione del Dipartimento del territorio – è stata ideata allo scopo di sensibilizzare il mondo politico, le associazioni di categoria e la popolazione ticinese sull’unicità di un luogo che rappresenta un fiore all’occhiello del Ticino a livello internazionale.

Il Governo ha accolto con piacere la proposta, nell’intento di dare visibilità tanto al Parco Botanico – che ospita oltre duemila specie di piante, provenienti dalle principali zone del Pianeta a clima mediterraneo e subtropicale umido – quanto agli edifici pregevoli e carichi di storia che arricchiscono il patrimonio delle Isole.

 

Andrea Pagani e Claudio Luraschi dichiarano fedeltà

Andrea Pagani e Claudio Luraschi dichiarano fedeltà

Da www.cdt.ch

Si è tenuta questa mattina la cerimonia di giuramento del futuro procuratore generale e del neoprocuratore pubblico

«Sono certa che grazie alle loro competenze ed esperienze professionali, oltre che di vita, sapranno onorare pienamente le alte cariche istituzionali alle quali sono stati eletti». Con queste parole la presidente del Gran Consiglio Pelin Kandemir Bordoli ha preceduto le dichiarazioni di fedeltà alla Costituzione e alle leggi del futuro procuratore generale Andrea Pagani e del neoprocuratore pubblico Claudio Luraschi, che assumeranno le rispettive cariche dal 1. luglio. Nella sala del Parlamento, oltre al presidente del Governo Claudio Zali, al direttore delle Istituzioni Norman Gobbi e ad alcuni deputati, questa mattina erano presenti familiari e colleghi degli eletti. Tra loro anche il procuratore generale uscente John Noseda, in procinto di passare al beneficio della pensione e a cui è stato riservato un sentito applauso.

Verzasca: questo è un ‘sì’ senza appello

Verzasca: questo è un ‘sì’ senza appello

Servizio all’interno dell’edizione di domenica 10 giugno 2018 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10568060

 

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 11 giugno 2018 de La Regione

Con l’84,77% di voti favorevoli la popolazione della Valle Verzasca (oltre a quella di tutti i suoi singoli Comuni) ha espresso il suo definitivo assenso all’aggregazione di valle. Lo ha fatto nel modo più netto dopo il repentino “stop” al progetto del 2013, decretato dal Tribunale federale malgrado il “sì” di tutti i Comuni e della frazione di Gerra Piano, e l’unico “no” di Lavertezzo Piano (Lavertezzo che aveva poi ricorso a Losanna contro la disgregazione coatta del suo territorio, costringendo il Cantone a cambiare la legge). In questa tornata invece di sorprese non ce ne saranno: l’aggregazione – unica soluzione alla deriva di una valle periferica, debole e debilitata dallo spopolamento e dalla scarisità di risorse – è stata plebiscitata alle urne dappertutto: a Brione Verzasca dall’89% dei votanti, a Frasco ea Sonogno dal 92%, a Vogorno dal 78%, a Cugnasco-Gerra dall’85%, a Lavertezzo dall’81% e a Corippo, Comune più piccolo non solo della Verzasca e del Ticino, ma dell’intera Svizzera, da un clamoroso 100% dei votanti (7 su 7). Per quanto riguarda gli uffici elettorali delle frazioni al Piano dei due Comuni “sdoppiati”, è curioso segnalare che a Cugnasco-Gerra la percentuale di voto favorevole alla disgregazione è stata dell’85%, superando quella della frazione di valle (79%). Quanto a Lavertezzo Piano, la popolazione ha accettato di separarsi dai concittadini di valle in misura dell’80% (e ancora più netto – con l’89% – è stato il “sì” degli abitanti della frazione vallerana). Stando a quanto comunicato dal Dipartimento delle Istituzioni, l’entrata in funzione del nuovo Comune avverrà con le “comunali” del 2020, dopo che l’aggregazione sarà stata votata e approvata anche dal Gran Consiglio. Il Comune di Verzasca conterà meno di 900 abitanti, avrà un Municipio di 5 elementi e un Consiglio comunale di 20. La sede amministrativa e l’Ufficio tecnico saranno a Vogorno (che è il centro più popoloso della valle) ma sportelli per la cittadinanza saranno aperti in tutte le future singole frazioni.

‘Valorizzata la politica aggregativa’
Nel frattempo il Dipartimento ha espresso la sua soddisfazione per l’esito del voto, salutandolo “molto positivamente”: sancisce la nascita del nuovo Comune dopo che una sentenza del Tribunale federale del 2015 aveva annullato il decreto legislativo che istituiva la nuova entità comunale approvata nel 2013. Il risultato – “raggiunto anche grazie agli sforzi profusi dal Dipartimento delle istituzioni attraverso il dialogo con le comunità e i Municipi più reticenti in passato” – “valorizza la politica aggregativa definita dal Consiglio di Stato nel Piano cantonale delle aggregazioni che predilige i progetti promossi in prima battuta dagli enti locali con il sostegno del Cantone”. Prossimamente, dunque, “il Consiglio di Stato licenzierà il messaggio che consolida il risultato e lo presenterà al Gran Consiglio, che dovrà esprimere la decisione in materia, per poter garantire l’entrata in funzione del nuovo Comune in occasione delle elezioni comunali previste nel 2020”.

 

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 11 giugno 2018 del Corriere del Ticino

 

Aggregazioni Verzasca, riuscito il matrimonio a sette
Plebiscito per l’unione tra Brione, Corippo, Frasco, Sonogno, Vogorno e i territori in valle di Cugnasco-Gerra e Lavertezzo

È stato un fidanzamento lungo e travagliato, ma alla fine l’unione tra Brione Verzasca, Corippo, Frasco, Sonogno, Vogorno e i territori in valle di Cugnasco-Gerra e Lavertezzo ha ottenuto il benestare necessario alla sua concretizzazione. Gli abitanti delle sette località hanno espresso ieri in votazione consultiva (con una partecipazione pari al 42,03%) la loro piena approvazione alla fusione – con 1202 (84,77%) sì, contro 216 (15,23%) no – e, quindi, all’istituzione del Comune unico di Verzasca. Ecco, dunque, che dopo avere ricevuto a fine gennaio la benedizione del Governo, il progetto di aggregazione (affinato dal profilo finanziario rispetto a quello proposto e approvato nel 2013 da tutti i Comuni interessati, tranne che da Lavertezzo) ha ottenuto il benestare della popolazione della valle. Preso atto con soddisfazione del risultato della votazione consultiva, il Dipartimento delle istituzioni (DI) fa sapere tramite una nota che «prossimamente il Consiglio di Stato licenzierà il messaggio che consolida il risultato della votazione e lo presenterà al Gran Consiglio». Presumibilmente la concretizzazione del matrimonio tra le sette località della valle Verzasca dovrebbe avvenire con le prossime elezioni comunali, ovvero nella primavera del 2020.

Il progetto, lo ricordiamo, era già stato sottoposto a votazione nell’aprile del 2013, ottenendo circa il 70% dei favori, ma trovando anche l’opposizione di Lavertezzo (contrario alla separazione del proprio territorio), che la spuntò poi di fronte al Tribunale federale in virtù del fatto che nella Legge cantonale sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni mancasse una base legale che permettesse lo smembramento coatto di parti di territorio da un paese. Legge in seguito modificata, permettendo così di riattivare il processo congelato in Verzasca. Il risultato scaturito dalla votazione di ieri «valorizza la politica aggregativa definita dal Consiglio di Stato nel Piano cantonale delle aggregazioni che predilige i progetti promossi in prima battuta dagli enti locali con il sostegno del Cantone», sottolinea il DI. «Siamo molto contenti per il risultato raggiunto, inizialmente eravamo un poco preoccupati dato che il dibattito che ha preceduto la votazione non è mai entrato veramente nel vivo», commenta il presidente della Commissione di studio per l’aggregazione Fabio Badasci, spiegando che «una volta ottenuta l’approvazione del Gran Consiglio si procederà con l’allestimento di quanto necessario all’istituzione del Comune». Il paese di Verzasca conterà 855 abitanti e avrà una superficie di 291 chilometri quadrati. Sarà amministrato da 5 membri di Municipio e 20 consiglieri comunali. La sede amministrativa sarà ubicata a Vogorno, mantenendo comunque attivi gli attuali sportelli. Sul fronte dei finanziamenti, lo ricordiamo, il Governo si impegna a presentare al Parlamento una cospicua richiesta di credito: 11 milioni di franchi quale risanamento finanziario, comprensivo degli indennizzi a Lavertezzo e Cugnasco-Gerra per i territori in valle; 2,4 milioni quale contributo (massimo) per il centro scolastico di Brione; 2 milioni (massimo) a sostegno di investimenti di sviluppo socioeconomico e territoriale di valenza regionale. Tutto questo permetterà al nuovo Comune di partire con una situazione finanziaria «risanata e stabilizzata, che consentirà una gestione equilibrata e sostenibile». In particolare un moltiplicatore del 95%, una gestione corrente in attivo di circa 140.000 franchi; un autofinanziamento di circa 600.000 franchi; la costituzione di un capitale proprio iniziale di circa 1 milione; e un debito pubblico pro capite di circa 2.000 franchi. Cugnasco-Gerra, come accennato, riceverà mezzo milione per la perdita dei suoi territori di valle. Mentre Lavertezzo (che ieri ha approvato l’unione con 269 voti favorevoli contro 61 contrari) incasserà complessivamente 3,9 milioni, i quali consentiranno di ritoccare al ribasso il moltiplicatore: 1,3 come indennizzo per le aree vallerane e 2,6 milioni come contributo di risanamento.

Votazione consultiva in Verzasca – il Bilancio del Dipartimento

Votazione consultiva in Verzasca – il Bilancio del Dipartimento

Il Dipartimento delle istituzioni prende atto con soddisfazione del risultato della votazione consultiva odierna sull’aggregazione fra i Comuni di Brione Verzasca, Corippo, Frasco, Sonogno, Vogorno e i territori vallerani di Cugnasco-Gerra e Lavertezzo.

Il Dipartimento delle istituzioni saluta molto positivamente il voto odierno che sancisce la nascita del nuovo Comune dopo che una sentenza del Tribunale federale del 2015 aveva annullato il decreto legislativo che istituiva la nuova entità comunale approvata nel 2013. Tale risultato – raggiunto anche grazie agli sforzi profusi dal Dipartimento delle istituzioni attraverso il dialogo con le comunità e i municipi più reticenti in passato – valorizza la politica aggregativa definita dal Consiglio di Stato nel Piano cantonale delle aggregazioni che predilige i progetti promossi in prima battuta dagli enti locali con il sostegno del Cantone.

Il Comune di “Verzasca” – così sarà denominata la nuova realtà comunale – avrà una superficie di 291 chilometri quadrati, ricoprirà l’8% del territorio e conterà 855 abitanti. La sede amministrativa e l’ufficio tecnico saranno situati a Vogorno, e gli sportelli per la cittadinanza saranno aperti in tutti gli attuali Comuni. Il Municipio sarà composto da 5 membri e il Consiglio comunale da 20.

Prossimamente il Consiglio di Stato licenzierà il messaggio che consolida il risultato odierno e lo presenterà al Gran Consiglio che dovrà esprimere la decisione in materia, per poter garantire l’entrata in funzione del nuovo Comune in occasione delle elezioni comunali previste nel 2020.

Norme a favore di ristorazione e turismo

Norme a favore di ristorazione e turismo

Vicini alle necessità di esercenti e turisti

Nelle ultime settimane alcune città ticinesi hanno ospitato dei “food truck festival” e, con la vicinanza della stagione estiva e dei mondiali di calcio, le piazze saranno presto animate dalla presenza delle tifoserie e da un’ampia offerta gastronomica proposta da “take away” e cucine itineranti. Per questo motivo torno volentieri a parlare della revisione della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear).
Dopo aver ampiamente consultato gli addetti ai lavori, il Consiglio di Stato che ha preso atto con soddisfazione che le principali modifiche sono state condivise e ha approvato il messaggio, trasmettendolo al Gran Consiglio. Il messaggio governativo propone di concretizzare la seconda fase del progetto di revisione. Ricordo come il primo pacchetto di modifiche ha permesso di posticipare alle ore 02.00 la chiusura degli esercizi pubblici nel fine settimana e nei giorni prefestivi, accogliendo la richiesta degli esercenti convinti che l’estensione oraria avrebbe favorito un migliore servizio alla clientela e un ritorno economico aggiuntivo. Sono convinto che le proposte elencate in seguito aiuteranno a snellire l’attuale legislazione. Questo adeguamento consentirà di stare al passo con i tempi e di ovviare all’eccessiva rigidità delle norme vigenti.

La possibilità di scelta di “take away” e “food truck”
Il numero maggiore di spunti ha riguardato l’estensione dell’applicazione della legge a “take away” e “food truck”. Evidenzio che l’assoggettamento alla Lear è vincolante unicamente per quelle realtà che desiderano offrire il consumo dei cibi sul posto. Nel caso contrario, la situazione resterà invariata e i punti di ristoro potranno continuare a lavorare puntando sull’asporto come in precedenza. L’obiettivo di questa modifica è di rispondere ai cambiamenti nei stili di consumo e di vita in atto da tempo nella popolazione residente e nei turisti che frequentano il nostro Cantone.

Interventi più incisivi contro l’abuso di alcool
La sensibilizzazione contro il consumo eccessivo di bevande alcoliche prosegue. Le nuove norme consentiranno di intervenire in modo più mirato e incisivo nei confronti di coloro che non rispettano le regole. I miei servizi prestano particolare attenzione a questo tema, che coinvolge una parte di popolazione molto più ampia di quello che ipotizziamo. La misura vuole tutelare i nostri giovani, i quali però devono stare pure alle regole: se presentano documenti falsi in modo da procacciarsi bibite alcoliche, ad essere sanzionati saranno loro!

Possibilità di gestire più esercizi pubblici
Con l’introduzione del permesso di assumere la gestione di più esercizi pubblici, restando però invariate le responsabilità, si vuole rispondere alle richieste di alcune società che gestiscono più locali pubblici. E’ inoltre previsto un ammodernamento dei tipi di esercizi pubblici descritti dalla legge attraverso una semplificazione delle categorie; in questo modo si rende la legge più chiara e comprensibile.

Per un Cantone turistico e che della gastronomia fa uno dei suoi assi di promozione, le modifiche proposte dal mio Dipartimento rispondono ai bisogni di esercenti, clienti locali e turisti. Vogliamo che il Ticino abbia quella vivacità e quella dinamicità che sempre ci hanno fatto apprezzare, e che devono tornare ad essere un cavallo di battaglia della nostra offerta turistica e di ristorazione. L’accresciuta concorrenza impone reattività e flessibilità. Il Governo ha quindi risposto presente!

 

Fiduciari in assemblea

Fiduciari in assemblea

Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 7 giugno 2018 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10559156

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 8 giugno 2018 de La Regione

All’assemblea ordinaria della Ftaf, la presidente Cristina Maderni ha ribadito la necessità di cooperare con le autorità di vigilanza

Le professioni fiduciarie (commercialista, finanziario e immobiliare) continuano ad attrarre. A fine 2017 erano 1497 le persone iscritti allo speciale albo cantonale. «Il massimo mai rilevato», ha affermato Cristina Maderni all’assemblea ordinaria della Ftaf (Federazione ticinese delle associazioni dei fiduciarie) tenutasi ieri presso Villa Negroni di Vezia, sede, tra gli altri, dell’istituto di formazione delle professioni fiduciarie. All’assemblea hanno partecipato Norman Gobbi, consigliere di Stato e responsabile del Dipartimento delle istituzioni e Josef Renggli, ambasciatore della Divisione degli affari europei del Dipartimento federale degli esteri. Al centro dell’intervento di Cristina Maderni c’è stata la prevista riforma del quadro regolatorio del settore finanziario.
Le due leggi a riguardo – quella sui servizi finanziari (Lsf) e quella sugli istituti finanziari (LiFin) – sono state approvate recentemente dalle Camere federali. Le relative ordinanze attuative sono attese nel corso dei prossimi mesi, mentre l’entrata in vigore avverrà presumibilmente all’inizio del 2020. Le novità avranno un impatto importante per quanto riguarda tutti quei professionisti che operano nel settore finanziario allargato, in particolare per i cosiddetti gestori patrimoniali esterni, ma non solo. Con la Legge sui servizi finanziari verranno disciplinate le condizioni per la fornitura di servizi finanziari e l’offerta di strumenti finanziari (norme di comportamento per la vendita e obbligo di pubblicare un prospetto informativo). Inoltre, le norme in materia di vigilanza per gestori patrimoniali, gestori di patrimoni collettivi, direzione dei fondi d’investimento e società d’intermediazione mobiliare, prima regolamentate in diverse leggi, vengono ora accorpate nella LiFin.

Lotta all’abusivismo
Un tema che sta a cuore alla Ftaf è quello del contrasto dell’abusivismo professionale. Al consigliere di Stato Norman Gobbi è stato ribadita la necessita di aumentare la cooperazione con l’autorità cantonale di vigilanza, «la cui attività è cresciuta a livello ispettivo e di interventi, allo scopo di fronteggiare fenomeni di abusivismo», ha affermato Cristina Maderni la quale auspica dal canto suo «una maggiore chiarezza nelle regole, un alleggerimento della burocrazia, un miglioramento delle condizioni quadro e interventi fiscali più incisivi, sia a beneficio delle aziende che delle persone fisiche, al fine di accrescere l’attrattività del nostro Cantone, ancora perdente nei confronti intercantonali». Inoltre la federazione ha in programma un rafforzamento ulteriore della sua attività di formazione e di comunicazione, e sta predisponendo, sul buon riscontro della passata edizione, il Forum apposito che avrà luogo il prossimo 4 ottobre.

La presenza dell’ambasciatore Renggli è stata l’occasione per analizzare lo stato delle relazioni fra la Svizzera e l’Unione europea, con particolare riguardo a temi che interessano da vicino i fiduciari, a iniziare dall’accesso ai mercati, la prevedibilità del quadro giuridico per le imprese e in generale i rapporti giurisdizionali fra l’Ue e la Svizzera. Proprio l’adozione delle due leggi (Lsf e LiFin), infatti, dovrebbe facilitare la tanto auspicata armonizzazione alle norme europee delle disposizioni svizzere. Solo il futuro potrà dirci se questa legislazione sarà ritenuta equivalente dall’Ue e se l’accesso ai mercati sarà facilitato.

 

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 8 giugno 2018 del Corriere del Ticino

Fiduciari «Stop alla burocratizzazione»

Nell’assemblea a Lugano sottolineate le crescenti esigenze in materia di compliance Il settore risente dei mancati accordi con l’UE, soprattutto a livello di accesso ai mercati

Rapporti fra Svizzera e Unione europea ed evoluzione delle normative cantonali al centro dell’Assemblea generale ordinaria della Federazione ticinese delle associazioni di fiduciari (FTAF), svoltasi ieri al Centro di studi bancari di Vezia.

«Non c’è al momento sostegno per un accordo sui servizi finanziari», ha affermato l’ambasciatore Josef Renggli, della Direzione affari europei del Dipartimento degli affari esteri a Berna, riferendosi al tema scottante dell’accesso ai mercati. Ha richiamato la mancanza di accordo manifestata dai diversi attori, grandi banche, istituti privati, assicurazioni e gestori indipendenti e, seppur la via bilaterale è teoricamente aperta con l’Italia, ben difficilmente può essere percorsa proprio per l’intreccio fra aspetti bilaterali e comunitari, tanto più in attesa della conclusione di Brexit. Renggli ha stigmatizzato il rifiuto di Bruxelles al riconoscimento dell’equivalenza della nostra Borsa, concesso invece a piazze come Hong Kong o Sydney, e si è soffermato sulla necessità di accordi quadro sugli aspetti giuridici e procedurali, sul tema controverso della ripresa nel nostro ordinamento del diritto comunitario, dei giudici stranieri e su quello altrettanto aperto degli aiuti statali, inviso a Bruxelles anche per il timore che il Regno Unito, dopo l’uscita dall’Unione, possa attivarsi nel dumping fiscale e diventare troppo concorrenziale. Fra le «linee rosse», cioè i punti chiave da preservare nei negoziati, l’ambasciatore ha ricordato la questione degli aiuti sociali, che Bruxelles vorrebbe trasferire dal Paese di residenza dell’interessato a quello in cui lavora. La via bilaterale rimane preferenziale, ha affermato l’ospite, ma pesa su tutto la necessità di trovare un accordo istituzionale senza il quale molti dossier sono destinati a rimanere bloccati.

Lo stato delle relazioni svizzero-comunitarie influenza anche le decisioni cantonali, ha affermato Norman Gobbi, consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle istituzioni, che ha sottolineato la «resilienza» dei fiduciari anche alla luce delle difficoltà che la categoria ha incontrato in questi anni. Riferendosi anch’egli alle relazioni bilaterali ha dichiarato come «non solo l’Italia non faciliti l’applicazione della road-map, ma offra ai residenti non domiciliati un regime fiscale privilegiato simile a quello che veniva imputato alla Svizzera, sollevando qualche dubbio sul suo operare». Sul fronte della sicurezza Gobbi ha ricordato i 14 arresti compiuti per reati finanziari compiuti però da operatori privi di autorizzazione. Da qui, ha affermato, il crescente impegno anche da parte dell’Autorità di vigilanza della categoria, che ha analizzato, nel 2017, 238 incarti che hanno condotto a 18 decreti d’accusa. Con le nuove leggi sugli intermediari in dirittura finale a Berna, i fiduciari finanziari avranno una nuova regolamentazione sotto l’egida della Finma e gli investitori godranno di una maggiore protezione, ma «non si avrà l’abrogazione della legge cantonale, solo una sua revisione, concordata anche con la FTAF», ha detto Gobbi, che ha poi ricordato le nuove procedure per l’esame dei permessi di lavoro e di residenza e la standardizzazione delle procedura in materia di acquisti immobiliari da parte di stranieri, per evitare prezzi dopati e fenomeni di riciclaggio anche in questo ambito. A tale scopo giunge anche il progetto Merlini per le verifiche preventive delle società iscritte al Registro di commercio.

Queste riforme normative incontrano il favore delle diverse associazioni rappresentate dalla FTAF, ha affermato la presidente Cristina Maderni nella sua relazione, ricordando gli sforzi volti ad adeguarsi ai nuovi adempimenti in momenti segnati anche da difficoltà per la piazza finanziaria e per lo scenario congiunturale in generale. «Eppure la categoria ha saputo reagire, ottenendo risultati tangibili, testimoniati fra l’altro dal numero delle persone iscritte all’Albo e dalle nuove autorizzazioni, salite a 1.497 unità al 31 dicembre 2017, il massimo mai rilevato e con una crescita di 280 unità nel corso degli ultimi dieci anni». Il trend positivo interessa tutti e tre i settori rappresentati dalla FTAF: commercialisti, immobiliaristi e fiduciari finanziari.

Le richieste che la Maderni ha formulato ai politici concernono una «inversione di tendenza nel processo di burocratizzazione crescente», una maggior chiarezza delle regole e più incisive misure fiscali, dopo la riforma cantonale «frutto di compromessi e quindi timida», così da posizionare il Ticino su posizioni più concorrenziali sia per le aziende che per le persone fisiche, incluse quelle facoltose.