Presentati i dettagli del progetto «Via libera»

Presentati i dettagli del progetto «Via libera»

Il progetto «Via libera», che intende ridurre i tempi di intervento delle forze dell’ordine in caso di incidenti e panne sulla rete autostradale, è stato presentato stamattina dal Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e dal Vicedirettore dell’Ufficio federale delle strade Guido Biaggio. Il dispositivo, attivo dall’altro ieri (1. maggio 2018) in modalità ridotta allo scopo di affinare il coordinamento iniziale tra la Polizia cantonale e la Centrale del traffico di Emmen, rappresenta una prima assoluta a livello nazionale.

Dal 2011 al 2017 l’autostrada A2 è stata teatro di una media di circa 150 incidenti all’anno sulla tratta a sud di Rivera: un dato significativo, specialmente in ragione del fatto che una collisione nelle ore di punta provoca spesso il collasso della mobilità in ampie zone del Cantone. Nei giorni scorsi Cantone e Confederazione hanno così compiuto un primo passo siglando un accordo – della durata di tre anni – per inizializzare il progetto denominato «Via libera». L’obiettivo ricercato è quello di ridurre i tempi di intervento degli enti di primo soccorso, in caso di incidente e di panne sulla rete autostradale ticinese, soprattutto sulla tratta a sud del tunnel del Monte Ceneri. Concretamente, da ieri pattuglie “dedicate” della Polizia cantonale saranno attive ogni giorno negli orari critici al mattino in direzione nord e la sera in direzione sud.

«Si tratta di un contributo per rendere più sopportabili i problemi del traffico nel nostro Cantone, ma che non li risolverà globalmente», ha affermato Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, ricordando il ruolo cruciale della collaborazione con l’Ufficio federale delle strade (USTRA). Il vicedirettore dell’USTRA Guido Biaggio ha poi presentato un ritratto del sistema viario del nostro Cantone, mettendone in evidenza le peculiarità e segnalando che il progetto «Via libera» potrebbe poi essere esteso anche ad altre parti della rete delle strade nazionali. Il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha infine sottolineato “l’importanza di armonizzare diverse misure che vanno dal comportamento dell’utente alla rapidità di intervento dei vari attori al fronte in caso di necessità”.

È stato infine ricordato che il progetto «Via libera» da solo non potrà fare la differenza. Per intervenire con prontezza nei momenti critici, occorrerà una combinazione fra diverse azioni: fra queste figurano l’aggiornamento delle convenzioni per il soccorso stradale – in vigore dal 1. maggio – e le campagne di prevenzione e sensibilizzazione avviate dal Dipartimento delle istituzioni, promosse dal Progetto “Strade sicure”, passando nuovamente anche da operazioni di sensibilizzazione verso gli utenti della strada.

Aggregazione Verzasca: Serate pubbliche con Gobbi e Vitta

Aggregazione Verzasca: Serate pubbliche con Gobbi e Vitta

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 30 aprile 2018 del Corriere del Ticino

Interverranno anche i consiglieri di Stato Christian Vitta e Norman Gobbi ai due incontri informativi organizzati dalla Commissione di studio per l’aggregazione dei Comuni della Verzasca in vista della votazione consultiva del prossimo 10 giugno. Il direttore delle Finanze e dell’economia parteciperà all’appuntamento previsto mercoledì 2 maggio, alle 20, al Centro scolastico di Brione Verzasca. Mentre il direttore del Dipartimento delle istituzioni prenderà parte alla serata di mercoledì 9 maggio, con inizio alle 20, al Centro scolastico di Riazzino. A entrambi gli incontri – organizzati per dare l’opportunità agli abitanti dei Comuni coinvolti (Brione Verzasca, Corippo, Frasco, Sonogno, Vogorno e le frazioni in valle di Cugnasco-Gerra e Lavertezzo) di ricevere tutte le informazioni che concernono il progetto di aggregazione sul quale dovranno pronunciarsi in votazione popolare a giugno – prenderà la parola anche il capo della Sezione degli enti locali, Marzio Della Santa (nella foto).

Innovazione e flessibilità al servizio del cittadino

Innovazione e flessibilità al servizio del cittadino

Vogliamo offrire procedure più semplici e sicure

L’evoluzione della società degli ultimi anni ha richiesto all’Amministrazione cantonale un cambiamento radicale del suo modo di proporsi. L’approccio conservatore e poco incline alle novità ha dovuto cedere il passo ad uno più dinamico nel fornire i servizi.
Oggigiorno è richiesta molta più flessibilità in ambito lavorativo per trovare per tempo le opportune soluzioni alle nuove aspettative.
Per questo motivo, invito regolarmente i miei funzionari dirigenti a rimettere in discussione i processi lavorativi, ad adeguare gli strumenti a disposizione e a ridefinire le priorità all’interno dei vari uffici. La capacità di innovare a livello progettuale e realizzativo è indispensabile per un Dipartimento che desidero in costante progresso e sempre più attento ai bisogni della popolazione.
Per me la flessibilità ha quale obiettivo il facilitare la vita ai cittadini. Si tratta di ridurre al minimo la burocrazia e favorire l’esercizio dei diritti di ognuno.
Negli ultimi anni nel Dipartimento sono state adottate numerose misure a questo scopo, dando la priorità alle situazioni più urgenti che coinvolgono un numero importante di persone. L’obiettivo è di trovare delle soluzioni realizzabili in tempi brevi con modalità semplici.
Di seguito indico degli esempi di misure che sono state introdotte di recente nell’ambito di approfondite riorganizzazioni interne.

L’estensione degli orari d’apertura
E’ stato deciso di proporre delle aperture prolungate degli uffici (di principio sul mezzogiorno) per quei servizi che richiedono un passaggio obbligatorio allo sportello. Si tratta in particolare di alcuni uffici della Sezione della circolazione (servizio immatricolazioni) e della Sezione della popolazione (documenti d’identità).

L’evoluzione dei centralini telefonici
L’introduzione dei contact center (“ufficio di consulenza telefonica”) consente di migliorare la gestione delle chiamate in entrata, con un unico punto di contatto, dove ottenere tutte le informazioni necessarie. L’esperienza è molto positiva e soprattutto apprezzata. Sono ora ben tre quelli realizzati: alla Sezione della circolazione, alla Sezione della popolazione e uno al centro di competenze dei precetti esecutivi.

L’accessibilità continuata ai servizi
I servizi online consentono di alleggerire la pressione sugli uffici e di ridurre le code agli sportelli. La possibilità di scelta è comunque sempre assicurata, in ragione delle abitudini e delle competenze informatiche dei singoli. L’utente è facilitato perché può gestire il tempo in modo autonomo senza attenersi agli orari degli uffici dell’Amministrazione cantonale. Le procedure guidate sono molto apprezzate perché semplificano la raccolta dei documenti e accelerano l’evasione della pratica. Anche in questo caso, la priorità è stata data alla Sezione della circolazione (appuntamenti, collaudi, pagamenti multe, asta targhe) e alla Sezione della popolazione (richiesta permessi).

Il progetto pilota “Via libera”
Nei prossimi giorni verrà presentato il progetto pilota “Via libera” che consentirà di accelerare la riapertura dei tratti autostradali dopo incidenti o problemi di altra natura. La presenza di pattuglie della polizia sulle tratte più sollecitate favorirà un rapido intervento. Il traffico dovrebbe così scorrere in modo più fluido e regolare, favorendo la mobilità sul nostro territorio.

Il regolare monitoraggio mi permette di dire che gli obiettivi fissati per questi interventi sono stati raggiunti dopo un iniziale periodo di adattamento al cambiamento. Con i miei servizi cercherò quindi di estendere simili misure nel modo più ampio possibile. Ci sono ancora margini di miglioramento in alcuni settori da sempre oberati di lavoro, come alla Circolazione e alla Migrazione, e stiamo cercando ulteriori misure organizzative e lavorative così da poter ridurre i tempi di attesa agli sportelli e nelle procedure. Insomma, il lavoro e la sua revisione volta a migliorare le prestazioni non si ferma mai!

Auf diesen Moment habe ich ein Jahr lang gewartet

Auf diesen Moment habe ich ein Jahr lang gewartet

Articolo pubblicato sul portale web www.blick.ch

Tessiner Regierungsrat Gobbi frohlockt über Knast-Strafe für Gotthard-Raser

Die Verfolgung des deutschen Strassen-Rowdys Christian R. (43) machte der Direktor des kantonalen Justizdepartments zur Chefsache – mit Erfolg.

Norman Gobbi (41) liest die gute Nachricht im BLICK: Christian R. (43) muss doch hinter Gitter! «Endlich», sagt der Tessiner Regierungsrat und fügt zufrieden an: «Auf diesen Moment habe ich ein Jahr lang gewartet!» Dass nun ein deutsches Gericht dafür sorgt, dass ein Schweizer Urteil umgesetzt wird, ist für den Lega-Politiker eine grosse Genugtuung. Denn, dass der Gotthard-Raser offenbar nun doch in den Knast wandert, verdankt er der Hartnäckigkeit des Tessiner Justiz-Direktors.

Der Gotthard-Raser wähnte sich in Sicherheit
Gobbi war der Motor – aus gutem Grund. Christian R. war im Juli 2014 mit halsbrecherischer Geschwindigkeit über Schweizer Autobahnen unterwegs, hatte sogar den Gotthard-Tunnel im Zickzack mit 200 km/h durchquert. Dann schnappte ihn die Tessiner Polizei, nahm ihm den hochgetunten BMW Z4 (482 PS) weg.

Ein Richter in Lugano verurteilte den Deutschen im Februar 2017 zu 30 Monaten Haft, davon zwölf zu verbüssen. Doch der Gotthard-Raser sass zu diesem Zeitpunkt wieder daheim und verspottete die Schweizer aus vermeintlich sicherer Entfernung.

In zweiter Instanz doch zu Haft verurteilt
Was Christian R. nicht ahnte: Justiz-Direktor Norman Gobbi macht den Raser zur Chefsache. Er spannt das Bundesamt für Justiz ein, fordert von den deutschen Behörden, dass Christian R. die Haftstrafe, die ihm im Tessin aufgebrummt wurden, nun in Deutschland absitzen muss. In erster Instanz lehnte das ein Landesgericht in Stuttgart ab. In zweiter Instanz gab es grünes Licht: Zwölf Monate soll Christian R. in Stuttgart verbüssen, bestimmt das Oberlandesgericht. Jetzt lässt der Staatsanwalt den Gotthard-Raser antanzen.

«Richtig so! Er war ja nicht einfach nur geblitzt worden, er hatte durch sein Verhalten das Leben anderer gefährdet», sagt Norman Gobbi zum BLICK. «Überholen im Tunnel, das ist nicht zu tolerieren.» Ausserdem sei Christian R. geradezu unverschämt mit der Justiz umgegangen. Das Urteil jetzt zeige, dass auch im Ausland die Gesetze zu respektieren seien. «Der Einsatz hat sich gelohnt», sagt Norman Gobbi zufrieden. Der Tessiner hat nicht nur dafür gesorgt, dass der Gotthard-Raser in Haft kommt. Christian R. hat auch Einreise- und Fahrverbot in der Schweiz.

 

 

Addetto stampa: dopo Snider ecco Mariconda

Addetto stampa: dopo Snider ecco Mariconda

Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 28 aprile 2018 del Corriere del Ticino

Tempo di cambiamenti nel settore della comunicazione del Ministero pubblico e della polizia cantonale. A partire dal 1. maggio, e dopo un breve periodo di introduzione, Giovanni Mariconda diventerà ufficialmente il nuovo portavoce della Procura cantonale, in sostituzione di Saverio Snider, che passerà al beneficio della pensione. Ricordiamo che Mariconda, nominato dal Consiglio di Stato lo scorso dicembre, è stato capo edizione e caporedattore delle cronache regionali, della cronaca nera e giudiziaria del Corriere del Ticino. Ora «opererà in seno al Servizio comunicazione media e prevenzione della polizia cantonale e curerà in modo specifico i contatti tra i media e il Ministero pubblico», precisa una nota della polizia.

Sempre in un comunicato rivolto in particolar modo ai media si è per contro congedato Snider, al termine di una carriera che lo ha visto attivo al Ministero pubblico a partire dal 2011. «Colgo l’occasione – ha sottolineato Snider – per esprimere a tutti voi un grazie sincero per la comprensione e la gentilezza che avete sempre dimostrato nei miei confronti. Con la certezza che ciò avverrà anche nei riguardi del mio successore Giovanni Mariconda, vi auguro ogni bene».

Fallimenti: uscito ieri, il concorso per il subentrante di Bianco, scade l’11 maggio

Fallimenti: uscito ieri, il concorso per il subentrante di Bianco, scade l’11 maggio

Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 28 aprile 2018 de La Regione

Garzoli: decisione del governo altamente opportuna. Noseda: positivo il mantenimento di figure e strutture che facilitano il passaggio di informazioni.

Scadrà a breve, venerdì 11 maggio, il concorso per la nomina dell’Ufficiale dei fallimenti del Sopraceneri. L’uscita ieri del relativo bando sul ‘Foglio ufficiale’ e sul sito del Cantone www.ti.ch/concorsi fa seguito, come abbiamo riferito nell’edizione di martedì, alla decisione del Dipartimento istituzioni, avallata di recente dal Consiglio di Stato, di sostituire Patrick Bianco, tornato tre mesi fa all’avvocatura. Il governo rinuncia così a quanto aveva indicato nella manovra 2016 per il risanamento delle finanze statali: rinuncia cioè alla riduzione da due ufficiali (uno del Sottoceneri e uno del Sopra) a uno, a un solo ufficiale (cantonale).

«Quello fatto dal Consiglio di Stato è un passo altamente opportuno. Ed è stato compiuto grazie al lavoro svolto dalla Commissione parlamentare della gestione, che con le audizioni da lei condotte ha permesso di evidenziare all’attenzione del Dipartimento istituzioni una situazione preoccupante in Ticino legata ai fallimenti e in particolare a quelli ‘pilotati’ – osserva il deputato liberale radicale Giacomo Garzoli, relatore in seno alla Gestione sul messaggio governativo inerente alla riorganizzazione del settore cantonale che si occupa di esecuzioni e fallimenti –. Nel corso dei nostri approfondimenti verificheremo se la prospettata riforma complessiva del settore sia in grado di rispondere in modo efficace a determinate esigenze, tenendo conto degli obiettivi di risparmio del Cantone in generale. Intanto prendo atto con grande soddisfazione della pubblicazione del concorso per la nomina dell’Ufficiale del Sopraceneri». Informando della pubblicazione del concorso, il Dipartimento diretto da Norman Gobbi ricorda che il nuovo Ufficiale dei fallimenti dirigerà “le sedi di Bellinzona e Valli e di Locarno e Valli”. E spiega che si cerca una persona con licenza o master in diritto conseguiti in un’università svizzera e con “esperienza in ambito di legislazione esecutiva e fallimentare”. Il brevetto di avvocato costituirà “titolo preferenziale”. Un “aspetto rilevante” sono le capacità “di conduzione” dei collaboratori e quelle “di leadership”, oltre “alle competenze organizzative e di coordinamento, orientate al risultato, essenziali vista l’importanza del ruolo”. Da ricordare che Bianco si occupava anche di allestire, per conto dei vari uffici fallimenti, le denunce al Ministero pubblico relative a dissesti in odor di illecito, agevolando il lavoro degli inquirenti.

Soddisfatto del passo compiuto dal Consiglio di Stato anche il procuratore generale John Noseda: «È senz’altro positivo il mantenimento di strutture e figure che facilitino il passaggio delle informazioni e il coordinamento degli interventi delle autorità nel caso di fallimenti che potrebbero avere risvolti di carattere penale». Ed è pertanto «importante che gli ufficiali di esecuzione e fallimenti abbiano le necessarie competenze anche per poter trattare questi casi». Sul fronte dei crac «siamo confrontati, come magistrati, con numerosi casi di società ‘usa e getta’, società che vengono aperte ma che in realtà sono vuote, prive di mezzi: iniziano l’attività, creano debiti e vengono chiuse con il trasferimento di tutti gli attivi a nuove società». Vi è poi «tutta una serie di società nell’ambito delle quali vengono commesse vere e proprie malversazioni in diversi settori. È allora fondamentale che tali casi quando sono accertati in sede fallimentare ci vengano tempestivamente notificati. E devo dire che in questi anni c’è stata un’ottima collaborazione che ha fra l’altro portato a un aumento delle segnalazioni e quindi delle aperture di procedimenti penali».

Pubblicato il concorso per l’Ufficiale dei fallimenti del Sopraceneri

Pubblicato il concorso per l’Ufficiale dei fallimenti del Sopraceneri

Il Dipartimento delle istituzioni informa che nella giornata odierna è stato pubblicato il bando di concorso pubblico per l’assunzione del nuovo Ufficiale dei fallimenti del Sopraceneri, che avrà il compito di dirigere le sedi di Bellinzona e Locarno assicurandone la conduzione e la gestione.

Il nuovo responsabile dell’Ufficio dei fallimenti del Sopraceneri, subordinato alla Divisione della giustizia e che ingloba le sedi di Bellinzona e Valli e di Locarno e Valli, dovrà occuparsi della conduzione, del coordinamento, della pianificazione e del controllo dell’attività dell’Ufficio. In particolare, dovrà garantire la corretta e tempestiva esecuzione dei compiti nell’ambito della legislazione sull’esecuzione e sui fallimenti, partecipando altresì a gruppi di lavoro interni ed esterni all’Amministrazione cantonale e contribuendo alla formazione continua nel settore di sua competenza.
A livello di requisiti, per la posizione posta a concorso si ricerca una persona con formazione accademica in diritto rilasciata da un’università svizzera (brevetto di avvocato quale titolo preferenziale), che abbia esperienza in ambito di legislazione esecutiva e fallimentare. Un aspetto rilevante è legato alla conduzione del personale e alle capacità di leadership, oltre alle competenze organizzative, di coordinamento e orientate al risultato, essenziali vista l’importanza del ruolo di Ufficiale dei fallimenti del Sopraceneri.

Il Tribunale Federale boccia il Ticino a 15 comuni

Il Tribunale Federale boccia il Ticino a 15 comuni

Servizio all’interno dell’edizione di martedì 24 aprile 2018 de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10397027
 

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 25 aprile 2018 del Corriere del Ticino

Territorio: Losanna boccia il Ticino a 15 Comuni

I giudici del Tribunale federale hanno dichiarato irricevibile l’iniziativa popolare lanciata nel 2013 dalla VPOD Norman Gobbi: «La sentenza dà slancio al piano cantonale delle aggregazioni, è una conferma giudiziaria»

Sull’iniziativa popolare «Rafforzare i Comuni – Per un Ticino moderno, democratico e ben organizzato» è calato definitivamente il sipario. Lanciata nel 2013 dalla VPOD, l’iniziativa chiedeva di riorganizzare il nostro cantone creando al posto degli allora 137 Comuni, quindici entità forti ripartite sul territorio. Il testo, approdato nel febbraio del 2017 sui banchi del Gran Consiglio, era però stato respinto con 48 voti favorevoli, 25 contrari e 3 astensioni poiché ritenuto irricevibile. «Dire che il popolo non può esprimersi mi sembra molto grave – aveva dichiarato in aula il primo firmatario Raoul Ghisletta (PS) – la questione finirà davanti al Tribunale federale». Partito il ricorso, ieri per i promotori dell’iniziativa è però arrivata la doccia fredda. Nella sentenza datata 17 aprile, i giudici dell’Alta Corte respingono il ricorso, rilevando che «l’iniziativa viola il diritto superiore». In particolare, il Tribunale federale ricorda come la Carta europea – ratificata dalla Svizzera nel 2005 – prevede che «per ogni modifica dei limiti territoriali le collettività interessate dovranno essere preliminarmente consultate». E qui sta il problema. Sì perché come si legge nella sentenza, «il voto espresso dalla popolazione di tutti i Comuni nell’ambito della votazione sull’iniziativa in esame non può essere qualificato quale consultazione ai sensi della Carta, poiché coinciderebbe con la decisione sulla loro dissoluzione senza prevedere, volutamente, una loro consultazione preventiva». In altre parole, in caso di votazione il popolo ticinese sarebbe stato chiamato a deliberare sul futuro del proprio Comune e del resto del Ticino, senza che le diverse località si siano espresse tramite una votazione consultiva. «Nell’ipotesi di un’accettazione del testo i Comuni attuali scomparirebbero, senza essere preliminarmente consultati», rileva il Tribunale federale. Da qui l’incompatibilità con il diritto superiore.

Si continua sulla rotta tracciata
Ad accogliere la sentenza con soddisfazione è il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi che rileva come «questa decisione conferma la posizione espressa dal Governo di voler evitare una votazione generale sul Piano cantonale delle aggregazioni. Il fatto che il Tribunale federale abbia confermato la nostra posizione dà quindi nuovo slancio al progetto». Un progetto questo corretto dopo la fase di consultazione e che, in sintesi, mantiene sì la visione di un Ticino a 27 Comuni, ma concede maggiore libertà agli enti locali e alle iniziative aggregative. «L’approccio presentato nelle scorse settimane è confermato dalla decisione del Tribunale federale – continua il direttore delle Istituzioni – oltre alla scelta politica di promuovere i processi aggregativi dal basso, con questa sentenza abbiamo dunque una conferma giudiziaria». Ma non solo. La sentenza emessa dai giudici di Losanna ribadisce altresì le tesi espresse nel giugno del 2016, quando l’Alta Corte aveva respinto il ricorso di Giorgio Ghiringhelli. Allora, il Tribunale federale aveva decretato irricevibile l’iniziativa lanciata dal Ghiro e denominata «Avanti con le nuove città di Locarno e Bellinzona» che prevedeva la creazione di due grandi poli nati dall’aggregazione rispettivamente di 18 e di 17 comuni. «La decisione prudente del Tribunale federale, già espressa con la sentenza sull’iniziativa Ghiringhelli, conferma che la scelta strategica fatta dal Consiglio di Stato è corretta – conclude Gobbi – qui non si tratta di aver paura del giudizio dei cittadini: il voto popolare dev’esserci ma su progetti puntuali, non su un piano cantonale che, chiaramente, non può dare risposte a tutto. Significherebbe forzare la mano».

Di cavilli e chiamata alle urne
Sul fronte opposto, la sentenza del Tribunale federale suscita invece una certa amarezza tra i promotori dell’iniziativa. «Non possiamo che prendere atto della sentenza ma va detto che, su questi temi, il Tribunale federale sembra aver deciso una linea da mantenere tout court», commenta Ghisletta. Per poi aggiungere: «Mi spiace solo che, a furia di cavilli giuridici, per la popolazione non ci sia mai la possibilità di votare sulle aggregazioni. Ed è un peccato perché un voto sulla nostra iniziativa avrebbe potuto velocizzare i processi in corso, magari dando slancio a un controprogetto». Esclusa la possibilità di una chiamata alle urne, il primo firmatario rileva infine come «in un’ottica futura bisognerà capire come accompagnare questi processi aggregativi in una prospettiva di equità e di qualità dei servizi in tutte le zone. Per non parlare della solidarietà fiscale».

Sentenza del Tribunale federale sull’iniziativa popolare costituzionale elaborata che concerne i comuni

Sentenza del Tribunale federale sull’iniziativa popolare costituzionale elaborata che concerne i comuni

Il Dipartimento delle istituzioni ha preso atto con soddisfazione della sentenza del Tribunale federale ricevuta in data odierna, che conferma l’irricevibilità dell’iniziativa “Rafforzare i Comuni. Per un Ticino moderno, democratico e organizzato”, con cui si proponeva di strutturare il Cantone in 15 Comuni. Il Tribunale federale ha in effetti respinto il ricorso contro il Decreto del Gran Consiglio del 14 febbraio 2017 di dichiarare irricevibile questa iniziativa popolare costituzionale.

La sentenza del Tribunale federale conferma tesi giuridiche e conclusioni già espresse nella sentenza del giugno 2016 sull’iniziativa costituzionale “Avanti con le nuove Città di Locarno e Bellinzona”.
La decisione convalida in particolare la tesi del Gran Consiglio, che aveva considerato irricevibile l’iniziativa poiché contraria al diritto superiore, non permettendo una preventiva sufficiente consultazione delle collettività locali prima di procedere ad un’aggregazione. In ambito aggregativo – anche alla luce di questa sentenza che pone la parola fine ad una procedura finora ancora aperta – il Dipartimento proseguirà nelle linee tracciate in vista dell’allestimento definitivo del Piano cantonale delle aggregazioni (PCA), presentate lo scorso 11 aprile 2018.
Contrariamente all’impostazione dell’iniziativa, il prospettato PCA promuove progetti di riorganizzazione promossi dalla comunità locali nel solco degli indirizzi da esso tracciati.