“Fallimenti, quell’ufficiale serve”

“Fallimenti, quell’ufficiale serve”

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 24 aprile 2018 de La Regione

Il Dipartimento istituzioni rivede il taglio: nominerà il successore dell’avvocato Patrick Bianco
Gobbi: necessario non sguarnire il settore. Andreotti: crac in aumento, il concorso uscirà venerdì prossimo.

Fallimenti, l’Ufficiale del Sopraceneri è necessario. È la conclusione cui è giunta la direzione del Dipartimento istituzioni di fronte all’aumento del numero di dissesti societari in Ticino. Ottenuto nei giorni scorsi il nullaosta del Consiglio di Stato, si accinge così a pubblicare il bando di concorso per la nomina del successore dell’avvocato Patrick Bianco, dimessosi a fine gennaio per tornare alla libera professione. «Uscirà questo venerdì sul ‘Foglio ufficiale’ e sui giornali», indica dal Dipartimento Frida Andreotti, alla testa della Divisione giustizia. Il governo rivede quindi una delle misure del pacchetto di risparmi del 2016 per il risanamento delle finanze cantonali legata alla riorganizzazione del settore esecutivo e fallimentare: la riduzione da due Ufficiali (uno per il Sottoceneri e l’altro per il Sopra) a uno, un solo Ufficiale cantonale. Insomma, si fa marcia indietro. «Dati recenti sull’apertura di fallimenti ci hanno imposto una doverosa verifica – riconosce Andreotti –. Se nel 2015 ne sono stati aperti 835, l’anno seguente si è saliti a 1’045 e nel 2017 a 1’129. C’è una tendenza alla crescita piuttosto preoccupante. Cosa che si riflette pure sull’operatività degli uffici cantonali del settore fallimentare. Abbiamo pertanto ritenuto indispensabile rimpiazzare l’avvocato Bianco, designando, possibilmente in tempi brevi, il o la subentrante». Il nuovo Ufficiale del Sopraceneri sarà responsabile della sede di Locarno e di quella di Bellinzona, delle quali fanno parte anche gli uffici delle valli. Una partenza di peso quella di Bianco, dato che si occupava pure di allestire, per conto dei vari uffici fallimenti cantonali, le denunce all’attenzione della Procura in caso di crac in odor di reato. Ciò che facilitava non poco il lavoro degli inquirenti impegnati nella lotta agli illeciti finanziari. Una perdita “non indifferente per il Cantone”, aveva dichiarato, da noi intervistato sul fenomeno dei cosiddetti dissesti fraudolenti premeditati, il direttore della sezione ticinese della Società svizzera impresari costruttori Nicola Bagnovini a proposito delle dimissioni di Bianco (cfr. edizione del 20 gennaio). Timori sui contraccolpi della sua partenza sono stati espressi anche in seno alla sottocommissione parlamentare della Gestione che sta esaminando il messaggio governativo proprio sulla riorganizzazione del settore esecutivo e fallimentare. Il Dipartimento e dunque il governo preferiscono giocare d’anticipo: da qui la recente decisione di nominare un Ufficiale dei fallimenti del Sopraceneri. «Considerata la situazione, occorre procedere celermente – riprende la direttrice della Divisione giustizia –. È anche per questo che il concorso verrà pubblicato fra pochi giorni. I candidati dovranno essere in possesso di una licenza in diritto (il brevetto di avvocato costituirà titolo preferenziale), conoscere il diritto fallimentare ed essere in grado di condurre un team. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, verranno sottoposti a un assessment». Il nuovo Ufficiale dei fallimenti «guiderà gli uffici di Locarno e valli e quelli di Bellinzona e valli, garantendone anzitutto l’attività». Dopodiché, prosegue Andreotti, «con entrambi gli Ufficiali dei fallimenti (quello del Sottoceneri e quello del Sopraceneri), la Polizia giudiziaria, il Ministero pubblico e altri servizi si valuterà, con la direzione del Dipartimento, l’adozione di rimedi che come Divisione abbiamo individuato per contrastare in maniera efficace i fallimenti fraudolenti». Afferma il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi: «Sentendo nella sottocommissione parlamentare alcuni commenti e percependo comunque la necessità di non sguarnire il settore fallimentare, ho discusso in governo e in particolare con il collega Vitta (Christian Vitta, titolare del Dipartimento finanze ed economia, ndr) dell’opportunità di mantenere la figura dell’Ufficiale del Sopraceneri». Non ci sono sempre dei reati dietro ai fallimenti, ricorda Gobbi. Tuttavia, sottolinea il consigliere di Stato, «il fenomeno dei dissesti fraudolenti esiste e non va sottovalutato». Anche per favorire un sano sviluppo dell’economia.

Strutture carcerarie: meno assenze con la riorganizzazione

Strutture carcerarie: meno assenze con la riorganizzazione

Trend al ribasso in tutto il Dipartimento

Di recente il Consiglio di Stato, in risposta a una mozione sull’assenteismo negli uffici dell’Amministrazione cantonale, ha evidenziato che ci sono dei settori con livelli d’assenza superiori ad altri ma che non si può parlare di fenomeno radicato.
Mi piace però sottolineare che – mentre gli altri Dipartimenti sono stabili – il mio è l’unico Dipartimento che dimostra un trend al ribasso a partire dal 2012, poco dopo il mio arrivo alla direzione. Un dato che mi rallegra e che dimostra come, in particolare le riorganizzazioni, hanno contribuito a migliorare anche le condizioni di lavoro dei miei collaboratori, con conseguente beneficio in termini di efficienza dei vari uffici.
Non è un segreto che un clima favorevole incide positivamente sulle persone, rendendole più motivate sul posto di lavoro e meno soggette alle assenze.
La soddisfazione è ancora maggiore se penso che tra i servizi del mio Dipartimento ci sono delle realtà lavorative sensibili e difficili. Penso in particolare alle strutture carcerarie, un settore alquanto impegnativo per le mansioni assegnate e per il contesto in cui si opera. Nonostante ciò, le cifre dimostrano una regolare diminuzione delle assenze da tre anni, in parallelo alla profonda riorganizzazione da me voluta e condotta dal nuovo Direttore delle strutture carcerarie Stefano Laffranchini.

Un ambiente di lavoro più sereno
Quella degli agenti di custodia è indubbiamente una delle professioni più onerose perché ogni errore può avere delle gravi ripercussioni. Una priorità è stata di mettere tutti i collaboratori nelle condizioni ideali per svolgere la propria attività, creando un ambiente di lavoro più disteso, favorito da una maggiore vicinanza dei quadri al personale. Si è cercato di favorire la comunicazione tra le parti, ascoltando con attenzione i bisogni e dando più riscontro alle esigenze attraverso una pianificazione del personale decentralizzata. Una misura molto apprezzata è stata quella di dare a tutti la possibilità di contribuire in modo istituzionale al miglioramento del lavoro, coinvolgendo il personale in un rapporto sempre più bidirezionale. L’ambiente positivo all’interno delle strutture carcerarie è stato infine possibile anche grazie al continuo dialogo con i rappresentanti sindacali, diventati dei partner imprescindibili.

Dei nuovi stimoli professionali
Ci sono però altri aspetti che hanno permesso di agevolare e valorizzare i collaboratori. Sono state moltiplicate le possibilità di carriera all’interno delle strutture carcerarie, istituendo parallelamente un percorso di formazione pratico e teorico per gli aspiranti quadri. La riorganizzazione è pure servita per ampliare le possibilità di impiego del personale, tramite nuovi servizi quali il trasporto dei detenuti e soprattutto delle nuove specializzazioni come nel caso del gruppo d’intervento in caso di problemi e di quello per la ricerca di stupefacenti. Sono inoltre stati demandati nuovi compiti alla centrale operativa. I collaboratori possono oggi interpretare il loro ruolo in maniera più dinamica, cogliendo queste nuove opportunità, rispettivamente approfittando delle formazioni interne per individuare nuovi stimoli. La maggiore flessibilità è senza dubbio apprezzata e contribuisce a fidelizzare le persone poiché ognuno ha la possibilità di trovare la giusta collocazione professionale. D’altra parte, le accresciute esigenze in termini di sicurezza hanno implicato maggior lavoro per il personale, che ha comunque risposto con innegabile responsabilità e con un invidiabile attaccamento alla professione.

In questi anni mi sono impegnato a creare delle condizioni di lavoro interessanti all’interno del mio Dipartimento, adeguando il personale per distribuire meglio il carico di lavoro e fornendo più strumenti. Sono convinto che questa scelta abbia permesso di ridurre il tasso di assenteismo e nel contempo abbia contribuito a migliorare la soddisfazione professionale dei miei collaboratori rendendoli più efficaci nelle risposte alla popolazione.

Autostrada: sentinelle in prova per tre anni

Autostrada: sentinelle in prova per tre anni

Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 21 aprile 2018 del Corriere dei Ticino.

Il progetto «Via libera» è pronto per la partenza – In futuro si potrà intervenire celermente se il traffico va in tilt Cocchi: «Una prima nazionale» – Il 2017 della polizia tra controlli radar, prostitute e lotta agli abusi sui minori

Code, ingorghi e attese esasperanti. È la realtà quotidiana di molti automobilisti che percorrono le strade cantonali e l’A2. Arterie prossime al collasso di fronte alle quali il Dipartimento delle istituzioni in collaborazione con l’Ufficio federale delle strade (Ustra) è pronto a mettere in campo il progetto «Via libera». Una misura che mira a ridurre i rischi di paralisi sulle strade. Come? A partire dalle prossime settimane e per la durata di tre anni, due pattuglie della polizia cantonale saranno attive sul tratto autostradale tra Mendrisio e il dosso di Taverne (la mattina in direzione nord e la sera verso sud). Questo «al fine di garantire un’elevata prontezza di intervento e di risoluzione degli eventi nel minor tempo possibile, soprattutto nelle fasce orarie più critiche», ci spiega il comandante della polizia cantonale Matteo Cocchi. Un provvedimento che «è una prima a livello svizzero» ma che, riconosce Cocchi, «non sarà la soluzione al problema del traffico. “Via libera’’ rappresenta però un cerotto che permetterà di intervenire più celermente sul luogo dell’incidente». Ma non solo. Assieme alla fase test partirà anche una campagna di sensibilizzazione rivolta agli automobilisti «poiché ci siamo resi conto a più riprese che chi utilizza l’autostrada non sa come comportarsi in caso di emergenza, ad esempio creando un corridoio centrale per agevolare l’intervento dei mezzi di soccorso», aggiunge Cocchi. E sempre nell’ottica di migliorare la viabilità, un’altra misura sulla quale si sta riflettendo con l’USTRA concerne il divieto di sorpasso generalizzato per i mezzi pesanti lungo i tratti a due corsie, come già avviene in gran parte della Svizzera. «È una misura che potrebbe rivelarsi utile – evidenzia il comandante della polizia cantonale – ma una simile decisione non è di competenza della polizia cantonale. Da parte mia posso solo dire che non sarà comunque la panacea a tutti i mali».

Quel piede un po’ troppo pesante
E in attesa che il progetto pilota ingrani la marcia, ieri la polizia cantonale ha pubblicato il bilancio dell’attività 2017, contraddistinta anche dai controlli mobili della velocità. Dati alla mano, nel corso dell’anno sono stati 334 gli appostamenti effettuati dagli agenti, la maggior parte (233) all’interno delle zone abitate (vedi grafico). Verifiche queste in calo rispetto alle 419 registrate nel 2016 e più che dimezzate se confrontate con i 669 controlli del 2015. Una sorta di «operazione simpatia»?, abbiamo chiesto al nostro interlocutore. «Direi piuttosto che grazie ad una maggiore collaborazione con i corpi delle Comunali siamo riusciti a coordinare meglio i controlli che, se sono diminuiti di quantità, sono cresciuti di efficienza in termini di prevenzione». Un lavoro gomito a gomito che ha permesso di «evitare i doppioni». Per dirlo con le cifre, i controlli hanno interessato 271.876 veicoli, il 6,7% dei quali pizzicati a una velocità superiore al consentito, contro il 10% di media degli anni precedenti. Un eccessivo colpo di gas che, in 630 casi, si è tradotto in un ritiro della patente. Ma quanto ha influito la segnalazione dei radar mobili, introdotta su volontà del Parlamento? «Difficile da dire senza statistiche – continua Cocchi – sicuramente qualche effetto l’ha avuto. Ma in generale direi che a incidere è l’insieme delle misure messe in campo». Detto dei dispositivi mobili, i radar fissi hanno invece «controllato 13,5 milioni di veicoli – si evince dal rapporto – di cui lo 0,97% in infrazione». In questo caso sono state 2.389 le licenze revocate. E se i controlli per la velocità rallentano, a impennare sono invece i test sul tasso alcolico. In tal senso, «l’introduzione dell’etilometro probatorio ha permesso di pressoché raddoppiare il numero di conducenti controllati per abuso di alcool – rileva la polizia – dai 5.368 controlli del 2016 si è infatti saliti a quota 9.736 nel 2017». Di questi, 910 sono risultati fuorilegge.

Di bambini e orchi
Detto dei controlli sulle strade, c’è poi un altro settore che non manca di attirare l’attenzione nel rapporto della polizia. Quello degli abusi su minori. Se in generale le infrazioni contro l’integrità sessuale sono diminuite passando da 210 a 178, a conoscere un trend opposto sono state le indagini per maltrattamenti nei confronti dei minori, salite da 24 a 41 nel 2017. Cifre al rialzo anche per quanto concerne le inchieste per atti sessuali con fanciulli, passate da 46 a 54, come pure le segnalazioni per comportamenti sospetti nei confronti dei più piccoli. Se nel 2016 erano state 24, l’anno scorso le segnalazioni sono balzate a quota 41 mentre in generale, gli arresti legati a reati sessuali sono stati 28, dieci in più del 2016. «L’aumento della violenza, non solo in casa ma anche allo stadio o all’esterno delle discoteche, è un tema che preoccupa – conclude Cocchi – in generale però posso dire che le modifiche al Codice penale hanno permesso interventi più celeri alla polizia. Allo stesso tempo direi che grazie al lavoro di prevenzione, c’è una maggior predisposizione a denunciare questi casi».

Strade: con le auto crescono le multe

Strade: con le auto crescono le multe

Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 19 aprile 2018 de Il Quotidiano.
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10378697

 

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 20 aprile 2018 del Corriere del Ticino.

Nel 2017 i veicoli in circolazione sono aumentati ancora, superando le 328.000 unità. Incassati 6,1 milioni dalle contravvenzioni. La TI 72 venduta online al prezzo più caro.

Sul fronte della circolazione, in Ticino regna decisamente il segno «+». Anche nel 2017 il numero di veicoli immatricolati è infatti cresciuto, dando seguito alla pluriennale tendenza al rialzo. Nel dettaglio a fine anno si contavano 328.218 fra autoveicoli, motoveicoli, veicoli di lavoro, e altri. Una crescita, seppur leggera e pari allo 0,63%, sulla quale ha inciso in modo particolare l’incremento delle automobili passate da 226.713 a 227.908 unità. E se il parco veicoli cantonale ha guadagnato nuovi metri, con esso sono cresciute anche le molteplici attività svolte dalla Sezione della circolazione. A partire dagli incassi finanziari, che lo scorso anno hanno superato i 174 milioni di franchi, ossia il 7% in più rispetto al 2016. Tra le voci d’entrata che hanno portato il fatturato a crescere di 11,4 milioni spicca il nuovo aumento delle multe, nel 2017 salite a quota 6,1 milioni a fronte dei 5,2 dell’anno precedente. «L’incremento a questa voce d’entrata va però ricondotto all’aumento dei veicoli, ma anche dei conducenti in circolazione» tiene a precisare l’aggiunto e sostituto capo della Sezione della circolazione Aldo Barboni. Un contesto, questo, che ha avuto un importante impatto anche sull’Ufficio giuridico di Camorino, chiamato a emanare poco meno di 73.000 decisioni tra revoche, divieti e multe (+14,58%). «Parliamo però di provvedimenti non solo a carico degli automobilisti ticinesi, ma di tutti coloro che da oltre San Gottardo o da sud hanno transitato sulle nostre strade» ha notato Barboni. Per poi aggiungere: «Trattiamo tutti allo stesso modo».

Targhe da un milione
Il 2017, oltre che per il nuovo aumento di veicoli e multe, sarà però ricordato per diversi altri motivi. «Quello appena trascorso – ha evidenziato Barboni – non è stato un anno di sole cifre e delle oltre 575.000 pratiche trattate. Il 2017 ha fatto rima con rinnovamento e con trasformazioni a più livelli: da quello logistico a quello strutturale, passando ai servizi informatici a favore dell’utenza». Sì perché oltre alle novità di rilievo che hanno riguardato i collaudi eseguiti a Camorino, a maggio è stata introdotta l’asta delle targhe sulla pagina web della Sezione. Una modalità che ha riscosso un importante successo e che in 8 mesi di attività ha portato alla vendita di 125 placche all’asta e di 826 targhe a prezzo fisso. Il tutto per un introito complessivo superiore a 1 milione di franchi. Soldi, questi, destinati in parte alle campagne di prevenzione «Strade sicure» e «Acque sicure» promosse dal Dipartimento delle istituzioni. Da notare che sui potenziali rischi di irregolarità nell’ambito dell’asta online delle targhe – soprattutto connessi a eventuali compravendite da parte degli utenti – Barboni ha voluto rassicurare: «Le condizioni, come già avveniva per le aste tradizionali, restano molto restrittive. Ad esempio le targhe a 2 o 3 cifre non possono essere rivendute dal compratore al di fuori della cerchia dei familiari o, nel caso di veicoli intestati ad imprese, dei membri dei Consigli d’amministrazione».

Esami: incremento dei bocciati
Tornando ai dati del rendiconto, fra le varie cifre spicca quella relativa al tasso di riuscita per i 5.762 esami pratici della categoria B. Dopo il miglioramento del 2016 – con le bocciature scese al 39% – lo scorso anno gli aspiranti conducenti che non hanno superato il test su strada sono infatti stati più di 4 su 10. Per quanto riguarda invece gli esami teorici – 6.479 in totale – il tasso di non riuscita si è fermato al 18%. E sempre a proposito di conducenti: le licenze attive a fine 2017, come detto, sono aumentate di nuovo, sfiorando le 290.000 unità (+1,64%). Sul fronte degli allievi conducenti, le patenti rilasciate sono invece state 9.034, pari a un’incremento del 4,13% rispetto al 2016.

 

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 20 aprile 2018 de La Regione.

Sempre più multe in circolazione

Crescono le infrazioni. Barboni: ‘Anche chi è in transito fa numero’. Ecco le cifre 2017 della Sezione L’aggiunto capo: ‘L’affluenza rimane alta a Camorino. Potenziato il portale online, sportelli aperti anche sul mezzogiorno’.

Più traffico, più multe. Equazione semplice che trova riscontro nei numeri del rendiconto 2017 della Sezione della circolazione, pubblicato ieri. Le decisioni dell’Ufficio giuridico sono aumentate del 14,6% rispetto al 2016, superando abbondantemente le 72mila. La maggior parte sono multe (56’607, +14,4%), ma anche con revoche, divieti e ammonimenti non si scherza (13’598, +18,8%). «Questo però non deve spaventare i ticinesi, perché in questa cifra ci sono tutti gli utenti della strada, compreso chi è in transito». Chi incappa in un radar fa numero, fa notare Aldo Barboni, aggiunto capo della Sezione. «L’ulteriore incremento nel numero delle multe è soprattutto dovuto all’aumento dei veicoli in circolazione, così come dei conducenti». Le automobili targate ‘TI’ hanno raggiunto ormai le 228mila unità (+0,5% rispetto al 2016) e rappresentano la maggioranza dei veicoli immatricolati (328mila in totale). L’aumento del lavoro dell’Ufficio giuridico nel 2017 “conferma la tendenza osservata negli scorsi anni – si legge nel rendiconto –. Nuove norme comportano quale conseguenza diretta un aumento quantitativo delle pratiche, come pure una maggiore complessità nella gestione dei procedimenti amministrativi e penali”. «Quando si parla di nuove norme si fa riferimento a decisioni di revoca anche non per infrazione, ad esempio per lo stato di salute di un conducente anziano – aggiunge Barboni –. Oppure penso a quelle norme entrate in vigore nel 2014, come l’abbassamento del tasso alcolemico per i neopatentati. Questo porta chiaramente ad avere un incremento delle multe». E di conseguenza di incasso: oltre sei milioni di franchi. A cui si aggiungono i 25 milioni dalle tasse e i 142 milioni per le imposte, per il ragguardevole fatturato totale di 174 milioni di franchi.

Oltre 30mila franchi per la TI 72
Numeri che si riflettono anche nell’attività agli sportelli così come online. Il portale è infatti sempre più visitato, e utilizzato. «Bisogna insistere affinché il cittadino si abitui sempre di più ad approfittare dei mezzi informatici – rileva Barboni –. Sempre più pratiche possono essere svolte da casa, come il deposito delle targhe». Tutto ciò aiuta a smaltire le file a Camorino… Come siamo messi con i tempi di attesa? «L’affluenza rimane molto alta e stiamo lavorando per andare incontro all’utenza – replica il capo aggiunto –. Vi sono dei giorni però in cui raggiungiamo dei picchi agli sportelli, fino a 1’300 pratiche in un giorno». Per questo è tra l’altro stato introdotto un nuovo sistema dei ticket che regolano la coda. «Dal 1° giugno del 2017 sono poi entrate in funzione al Servizio immatricolazione le nuove postazioni di lavoro, collocate direttamente allo sportello. La nuova impostazione evita spostamenti e perdite di tempo ai funzionari, rendendo ancora più rapido il servizio all’utenza. Inoltre – annota ancora Barboni –, sempre da giugno è stata introdotta l’apertura degli sportelli continuata dalle 8 alle 16, senza pausa nella fascia di mezzogiorno. Ma è chiaro che ci vuole un po’ affinché la popolazione ci faccia l’abitudine e ne approfitti». Tra le novità va infine segnalata quella dell’asta online, realtà da circa un anno. Nel corso degli otto mesi di attività sono state vendute 125 targhe all’asta e 826 a prezzo fisso, per un totale complessivo di oltre un milione di franchi. La targa auto più apprezzata è stata la numero TI 72, venduta a 32mila franchi.

 

 

A slowUP Ticino anche la Polizia cantonale e «Strade Sicure»

A slowUP Ticino anche la Polizia cantonale e «Strade Sicure»

Anche quest’anno la Polizia cantonale e il progetto di prevenzione «Strade Sicure» parteciperanno alla manifestazione slowUP Ticino, che domenica prossima vivrà la sua 8. edizione. La partenza ufficiale dell’evento è prevista alle 10 in piazza Governo a Bellinzona, con il saluto delle autorità e il taglio del nastro.

Anche quest’anno slowUP Ticino si svolgerà su un percorso di 50 chilometri, chiuso al traffico motorizzato, che i partecipanti potranno percorrere gratuitamente in bicicletta, sui pattini, a piedi o con qualsiasi altro mezzo rigorosamente privo di motore. L’evento toccherà 9 Comuni del Sopraceneri: Bellinzona, S. Antonino, Cadenazzo, Cugnasco-Gerra, Gordola, Tenero-Contra, Minusio, Muralto e Locarno. Tra le novità previste dal programma dell’8 edizione figurano la chiusura al traffico della strada cantonale tra Gudo e Cugnasco – che si aggiungerà dunque alla rete di strade agricole e semi-agricole del Piano di Magadino – e la possibilità di entrare nel Centro sportivo nazionale della gioventù di Tenero. La presenza della Polizia cantonale e del progetto «Strade Sicure» è prevista nello stand informativo collocato proprio nei pressi della partenza ufficiale, sulla piazza Governo a
Bellinzona; sarà proposta un’attività ludica e di agilità con le biciclette, che permetterà ai bambini di migliorare la padronanza dei loro mezzi a due ruote. Personale esperto sarà inoltre a disposizione di grandi e piccini, per fornire consigli di prevenzione.
Ulteriori informazioni possono essere ottenute consultando il sito www.slowup.ch.

 

Attività in costante aumento alla Sezione della circolazione

Attività in costante aumento alla Sezione della circolazione

La Sezione della circolazione resta uno fra i servizi più sollecitati dell’Amministrazione cantonale. I dati del 2017 mostrano infatti che sono state più di 575’000 le pratiche evase, con una media di circa mille telefonate ricevute ogni giorno. Il fatturato totale si è attestato a poco più di 174 milioni di franchi.

Il rendiconto della Sezione della circolazione mostra un ulteriore consolidamento dell’attività, che si è tradotta in 575’095 pratiche gestite dai diversi settori durante lo scorso anno, per un introito finanziario complessivo di 174’379’920.22 franchi.

La situazione delle immatricolazioni ha confermato anche nel 2017 le tendenze pluriennali. Il parco veicoli del Cantone Ticino è ulteriormente aumentato, e a fine anno contava 328’218 fra autoveicoli, motoveicoli, veicoli di lavoro, agricoli, rimorchi e altro; un dato che segnala un aumento del 0.63% rispetto a quello di fine 2016 (326’162). A incidere particolarmente sono state le automobili, passate da 226’713 a 227’908 unità, mentre il settore della navigazione ha conosciuto un lieve calo da 7’029 a 6’964 natanti immatricolati.

Particolarmente significativi risultano anche i dati dell’Ufficio giuridico della Sezione della circolazione. Nel 2017 sono state emanate 72’916 decisioni, con una crescita del 14.58%. A motivare questo aumento, che si inserisce in una tendenza pluriennale, sono soprattutto le nuove norme, dai quali deriva anche una maggiore complessità nella gestione dei procedimenti amministrativi e penali.

Per quanto riguarda l’Ufficio tecnico, tra settembre e dicembre 2017, vi è stata la chiusura di tre piste per i collaudi. Questa misura si è resa necessaria per eseguire degli importanti lavori che hanno portato all’eliminazione delle fosse d’ispezione e alla posa di 8 nuovi elevatori per autoveicoli leggeri che sono operativi dal 1. agosto 2017. La chiusura temporanea, ha contribuito in buona parte alla diminuzione del 18.09% del numero dei collaudi che sono passati dai 64’943 del 2016 ai 53’197 del 2017. Per quanto riguarda infine il contatto con i cittadini, il 2017 è stato il quinto anno di attività del “Contact center”: le sollecitazioni si sono confermate altissime, con un totale di 212’310 chiamate telefoniche.

A livello di informatico, si è registrato un incremento di visite del 15.15% sulla pagina www.ti.ch/circolazione. Gli apprezzati  servizi online offerti dalla Sezione della circolazione – quali la modifica della data del collaudo; quella dell’indirizzo di domicilio;
l’appuntamento per l’esame pratico e il pagamento della e-fattura – sono stati ulteriormente potenziati. Infatti, da inizio maggio 2017, l’utente può partecipare alle aste online per aggiudicarsi i numeri di targa più interessanti oppure acquistarne altri a prezzo
fisso. Nel corso degli otto mesi di attività sono state vendute 125 targhe all’asta online e 826 targhe a prezzo fisso (auto e moto) per un introito complessivo di 792’550 franchi, mentre la vendita diretta ha fruttato 225’700 franchi per un totale complessivo di
1’018’250 franchi.

Inoltre a partire dal mese di novembre è possibile pagare online le multe ordinarie e le tasse di giudizio dei provvedimenti amministrativi (revoche, ammonimenti).

La semplificazione delle relazioni fra cittadino e Stato è un obiettivo strategico al quale il Dipartimento delle istituzioni ha dedicato particolare attenzione negli ultimi anni, e alcune delle principali innovazioni introdotte in questo ambito hanno interessato proprio la Sezione della circolazione con la sua offerta di servizi online.

Gerenze multiple e take away, i cambiamenti sono pronti

Gerenze multiple e take away, i cambiamenti sono pronti

Servizio all’interno dell’edizione di mercoledì 18 aprile 2018 de Il Quotidiano.
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10374188

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 19 aprile 2018 del Giornale del Popolo.

Tra le modifiche anche il permesso di assumere la gestione di più esercizi, attenuando l’obbligo di presenza del gerente, senza intaccarne la responsabilità.

Esercizi pubblici: si cambia. Il Governo ha licenziato un messaggio che tiene conto delle osservazioni degli attori attivi nel settore per far entrare in vigore la seconda fase della riforma della Lear (Legge cantonale sugli esercizi alberghieri). Un messaggio che agisce su diversi aspetti della legge oggi in vigore. È anzitutto utile ricordare che il primo pacchetto di misure era entrato in vigore nel giugno del 2017 e aveva portato a una serie di cambiamenti importanti per l’attività degli esercizi pubblici tra cui l’introduzione del permesso di posticipare alle 2 di notte (il venerdì, il sabato e nei giorni prefestivi) la chiusura dei locali.

A queste misure, e dopo aver posto in consultazione la normativa e aver verificato il gradimento del progetto, il Consiglio di Stato ha aggiunto altri cambiamenti e li propone al Gran Consiglio per una decisione finale. Sono quattro gli aspetti principali sui quali si è agito. In primis si assoggetta alla legge i take away così come le cucine itineranti (i food truck), ma solo qualora essi permettano il consumo sul posto. Se non fosse il caso il loro regime resta quello attuale. In secondo luogo si introduce il permesso di assumere la gestione di più esercizi pubblici, attenuando l’obbligo della presenza fisica del gerente senza comunque intaccarne la responsabilità. In terzo luogo si intende ammodernare i tipi di esercizi pubblici descritti dalla legge, attraverso una semplificazione delle categorie. Infine ci sarà un inasprimento delle sanzioni previste nell’ambito dell’abuso di alcol. Come ci spiega il consigliere di Stato Norman Gobbi: «In particolare abbiamo accolto alcune proposte emerse dalla consultazione in relazione alla gerenza multipla dei locali. I requisiti e la responsabilità del gerente non cambiano, tuttavia nel regolamento
fisseremo i paletti per concedere o meno le gerenze multiple». Lo stesso direttore del DI precisa, in relazione ai take away che
«rispetto a quanto chiedeva Gastroticino non è possibile, secondo noi, parificarli a un normale ristorante in tutto e per tutto.
Perché sotto la denominazione di take away rientra anche la grande distribuzione che vende prodotti pronti al consumo. Secondo
noi bisogna perciò mantenere una distinzione, in quanto questi modi di preparare alimenti si basano su un concetto differente
del ristorante. Ovviamente vi sarà un controllo rigido verso quei take away che non hanno il permesso di consumare sul posto.
E questo lo dovranno eseguire i Comuni». Per quanto riguarda la sanzione per la lotta alla vendita di alcol questo rimane fisso a mille franchi. Gobbi spiega che «la legge mette un paletto generale e sarà poi il regolamento di applicazione ad andare nel dettaglio». Infine si fa sapere che con queste modifiche di legge si evadono due atti parlamentari (di Marco Passalia e Nadia Ghisolfi PPD) e si conferma che l’entrata in vigore sarà decisa solo dopo la discussione e la decisione parlamentare. Infatti, alla fine del voto del plenum, toccherà ancora al Consiglio di Stato aggiornare il regolamento d’applicazione.

Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione – Al via la seconda fase dell’aggiornamento

Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione – Al via la seconda fase dell’aggiornamento

Nella seduta odierna il Governo ha approvato il messaggio che propone di concretizzare la seconda parte del progetto di revisione della Legge cantonale sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear) che tiene conto delle osservazioni formulate dagli enti coinvolti nella consultazione avviata lo scorso mese di febbraio. Una volta che il Parlamento avrà avvallato il messaggio, il Governo procederà a modificare anche il regolamento d’applicazione e fisserà in seguito la sua entrata in vigore.

L’entrata in vigore del primo pacchetto di modifiche normative, avvenuta il 15 giugno 2017, aveva portato a una serie di cambiamenti rilevanti per l’attività degli esercizi pubblici del Canton Ticino; come noto, era stato ad esempio introdotto il permesso di posticipare alle 2.00 la chiusura ogni venerdì, sabato e nei giorni prefestivi.
Ad alcuni mesi di distanza, dopo aver posto il nuovo disegno di legge in consultazione per verificare il livello di gradimento del progetto, il Consiglio di Stato ha adottato alcune correzioni e propone al Gran Consiglio le seguenti misure:

L’assoggettamento alla legge di «take away» e cucine itineranti («food truck») qualora intendano permettere il consumo sul
posto, in caso contrario il loro regime rimarrà invariato.

L’introduzione del permesso di assumere la gestione di più esercizi pubblici, attenuando l’obbligo di presenza fisica del   gerente,  senza intaccarne il ruolo di responsabilità.

Un ammodernamento dei tipi di esercizi pubblici descritti dalla legge attraverso una reimpostazione e semplificazione delle categorie.

L’inasprimento delle sanzioni previste nell’ambito della lotta all’abuso di alcool.

La modifica della legge voluta dal Consiglio di Stato consente di evadere due atti parlamentari pendenti sul tema, ovvero la mozione “Maggiore tutela dei clienti, collaboratori e gerenti nei locali pubblici” presentata da Marco Passalia il 3 novembre 2014 e l’iniziativa parlamentare del 21 giugno 2017 presentata nella forma generica da Nadia Ghisolfi e cofirmatari per la modifica della Lear al fine di introdurre un obbligo di separazione (non necessariamente fisica) in settori negli spazi all’aperto degli esercizi pubblici. L’entrata in vigore delle modifiche legislative sarà fissata unicamente dopo la decisione parlamentare, dopo la quale il Governo provvederà ad aggiornare anche il Regolamento d’applicazione relativo alla legge sulla ristorazione.

Violenza domestica, legge in cantiere

Violenza domestica, legge in cantiere

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 17 aprile 2018 de La Regione.

Il 30 per cento in più di interventi per violenza domestica rispetto al 2016. È uno dei dati salienti, e maggiormente preoccupanti, dell’attività svolta lo scorso anno dalla Polizia cantonale. «L’accresciuta sensibilità sul tema porta sempre più vittime a rivolgersi alle forze dell’ordine e sempre più vicini di casa a segnalare situazioni a rischio –, commenta dal Dipartimento istituzioni Luisella Demartini, alla guida dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa –. Ma l’aumento dei casi ha anche un’altra spiegazione, di natura economica: occupazioni lavorative precarie e bassi salari impediscono di programmare il futuro e questo è fonte di tensioni in alcuni contesti familiari, che possono sfociare in violenza fisica, ma pure psicologica e verbale». L’Ufficio dell’assistenza riabilitativa offre un primo tetto alle persone che la Polizia ha allontanato provvisoriamente dalle rispettive abitazioni, in quanto rappresentavano una minaccia per l’integrità fisica del o della convivente, e che non sanno dove alloggiare. Agli autori e alle autrici di violenza il servizio diretto da Demartini offre però anche una prima consulenza, cui può far seguito, con il loro consenso, un trattamento terapeutico. Il collocamento nel foyer non avviene automaticamente: ci vuole l’accordo della persona allontanata, che dalla polizia viene informata della possibilità di far capo all’Ufficio dell’assistenza riabilitativa. «In seguito alla modifica di legge, entrata in vigore il 1° febbraio, che ha attribuito all’ufficiale di polizia la competenza di vietare l’accesso per dieci giorni al domicilio, le forze dell’ordine ci comunicano le generalità di tutte persone allontanate – rileva Demartini –. Un nostro operatore sociale le contatta quindi telefonicamente, proponendo loro un incontro e un sostegno». Oggi facoltativo, il trattamento terapeutico dell’autore o dell’autrice di violenza potrebbe diventare obbligatorio. È uno degli aspetti che la Divisione giustizia (Dipartimento istituzioni) sta valutando con la Commissione cantonale in materia di violenza domestica nel mettere a punto l’annunciato disegno di legge sui maltrattamenti fra le mura di casa. «Conto di sottoporre il progetto di legge cantonale sulla violenza domestica al Consiglio di Stato prima della pausa estive per l’autorizzazione ad avviare la consultazione sul testo presso tutti gli interessati», indica la direttrice della Divisione Frida Andreotti. Il messaggio governativo? «Spero ad autunno».

Aggregazioni: più flessibilità e supporto per i comuni

Aggregazioni: più flessibilità e supporto per i comuni

Il successo del federalismo elvetico fonda su comuni forti, autonomi e responsabili, capaci di offrire servizi di qualità, all’altezza delle aspettative della popolazione. L’evoluzione della società rende necessarie nuove risposte dai comuni poiché ci sono dimensioni umane e sociali che si modificano nel tempo.

Per questo Governo e Parlamento vogliono ridare vigore al Comune ticinese con una serie di riforme, tra le quali il Piano cantonale delle aggregazioni. In settimana sono stati presentati i risultati della seconda fase di consultazione con comuni, partiti politici e associazioni interessate, chiamati a prendere posizione sulle modalità di attuazione del PCA e sugli incentivi proposti.  L’esito della consultazione è stato significativo con la partecipazione dell’84% degli enti locali in rappresentanza del 96% della popolazione.

La visione di un Ticino a 27 comuni
Il PCA propone 27 scenari di aggregazione che rappresentano la direzione verso la quale indirizzarsi rispetto alla realtà odierna. Un quadro di riferimento per il Cantone che potrà essere adattato nel tempo. Sono stati individuati quattro centri urbani forti e dei comprensori con un’adeguata dimensione demografica e capaci di rispondere ai bisogni dei cittadini.

Il Cantone non impone, la volontà deve partire dal basso
Nei prossimi anni agli enti locali sarà riconosciuta maggiore libertà. Il PCA non è una riforma che si impone ma punta molto sulla condivisione, dando spazio alle iniziative aggregative che vengono dal basso e che spesso si rivelano dei progetti solidi e basati su forte consenso. Ritengo che debbano essere i comuni stessi a dire se e come vogliono attuare il programma d’aggregazione. Ho sempre visto nel PCA una fonte di ispirazione per i comuni, ai quali però compete la realizzazione degli scenari. Tenuto conto dei risultati della consultazione, ho così deciso con i servizi del mio Dipartimento di togliere alcuni vincoli in modo da rendere più flessibili gli strumenti a disposizione. Non esiste più una data limite, ma le proposte possono essere valutate anche in tappe successive. Resta pure aperta la possibilità di aggregazioni tra comuni non contigui  e potranno essere esaminati i progetti promossi dalle collettività locale, a condizione che non incidano negativamente sulla sostenibilità di altri progetti.

L’aspetto finanziario: previsti aiuti importanti
L’impegno finanziario complessivo per il Cantone era inizialmente di 120 milioni di franchi: dedotti i contributi già stanziati restano ora 74 milioni.  La limitazione degli incentivi finanziari a sei anni è stata abbandonata così da eliminare la pressione temporale a quei progetti che necessitano di maggiore tempo per maturare il consenso e continuare a lavorare. La rinuncia alla chiave di riparto comporta che chi arriverà per primo con un progetto sarà favorito nel beneficiare dei contributi. Penso in particolare ai progetti aggregativi nelle zone più periferiche come nella mia valle, dove sono convinto che le aggregazioni siano fondamentali. Sempre in questa logica, non si intravvede l’opportunità di sospendere l’erogazione di contribuiti perequativi alle realtà deboli, malgrado non dimostrino l’interesse ad aggregarsi. Anche perché  chi è finanziariamente autonomo può essere restio ad aggregarsi e spinge a ridurre i suoi contributi ai comuni deboli che non si aggregano.

Nella redazione del PCA sono state tenute in considerazione le indicazioni emerse dalla consultazione e il progetto è stato adattato alle aspettative della maggioranza degli attori interpellati. Sono convinto che con questo approccio molto aperto e flessibile e il prezioso sostegno dei Servizi del mio Dipartimento, in particolare la Sezione degli Enti locali, il processo aggregativo proseguirà nella giusta direzione per dare al nostro Cantone comuni sempre più forti e pronti a raccogliere le sfide che ci attendono come Cantone Ticino. Il Consiglio di Stato presenterà il progetto definitivo dopo l’estate, che poi dovrà ricevere l’avvallo da parte del Gran Consiglio.