“Vedo un Parlamento incapace di rispondere ai bisogni dei ticinesi”

“Vedo un Parlamento incapace di rispondere ai bisogni dei ticinesi”

A margine dell’incontro con la stampa per il passaggio di testimone alla presidenza del Consiglio di Stato, abbiamo incontrato Norman Gobbi per parlare dei suoi obiettivi e di come vede la situazione attuale a livello politico e non.
Norman Gobbi è diventato per la terza volta presidente del Consiglio di Stato, succedendo a Christian Vitta. L’obiettivo del direttore del Dipartimento delle istituzioni è di comunicare di più e meglio, ma anche di incontrare i sindaci di tutti i cento comuni ticinesi. Mentre per quanto riguarda il Parlamento, “siamo a un punto morto”, commenta a Ticinonews.

Comunicare di più e meglio
“Magari”, ci dice parlando dell’obiettivo principale, “in passato si è comunicato di più, magari anche troppo. Ma tra il troppo e il troppo poco c’è una via di mezzo: una comunicazione regolare dove il Governo risponde ai bisogni dei cittadini, ed è anche pronto ad ascoltare i ticinesi e le aziende”. Per il consigliere di Stato, infatti, “sono loro a svolgere il ruolo di sentinella sullo stato di salute del Cantone”. L’intenzione di Gobbi è “di portare anche una certa serenità, ma senza negare i problemi quotidiani dei cittadini”.

“Un Parlamento che non sa dare risposte ai cittadini”
Per quanto riguarda il Parlamento, secondo Gobbi “è molto frazionato da un punto di vista dei gruppi, ma anche non in grado di trovare un punto di intesa sui singoli problemi”. Questa incapacità, “in situazioni in cui ci sono sul tavolo più proposte per rispondere ai problemi dei ticinesi, come ad esempio l’aumento dei premi di cassa malati, è un danno e non permette di trovare in tempi rapidi le risposte necessarie ai bisogni dei cittadini”. E proprio per quanto riguarda l’incremento dei premi, “sta proprio al Parlamento guardarsi negli occhi e cercare di parlarsi, trovando una soluzione condivisa il più possibile”. Ma in questo caso, vien da chiedersi, il Governo non poteva proporre dei controprogetti? “Il Consiglio di Stato ha cercato di avere una linea molto prudente, perché la preoccupazione principale è di carattere finanziario: aumentano le spese, rischiano di diminuire le entrate. Ma se il Parlamento e i ticinesi ci danno un chiaro mandato, chiedendoci di ridurre le entrate dal punto di vista fiscale, il Governo dovrà fare i propri compiti e trovare una soluzione”.

“L’obiettivo non è aumentare le imposte”
Il contenimento della spesa è sempre un tema al centro dell’attualità, ma le finanze cantonali sono davvero così disastrate? E il debito, visti i paesi che continuano a indebitarsi, è realmente un male? “Il debito fondamentalmente è un male, perché pone sulle spalle delle future generazioni il peso di quello che oggi si spende. Ci sono una costituzione cantonale e una legge ticinese che impongono di non oltrepassare certi limiti di debito”. L’obiettivo, aggiunge, “non è di aumentare le imposte, ma semmai di ridurre determinate uscite a favore di una maggior rispondenza ai bisogni impellenti dei cittadini”.

https://www.ticinonews.ch/ticino/gobbi-vedo-un-parlamento-incapace-di-rispondere-ai-bisogni-dei-ticinesi-410755

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Un anno nel solco della comunicazione
Norman Gobbi ha assunto le redini dell’Esecutivo cantonale subentrando a Christian Vitta: ‘Lavoriamo per tenere il cantone vivo e dinamico’

È nel solco della comunicazione e della concordanza che è iniziato l’anno di presidenza del Consiglio di Stato di Norman Gobbi. Il direttore del Dipartimento istituzioni succede a Christian Vitta, assumendo così per la terza volta la carica di presidente del governo. Alla vicepresidenza c’è ora Claudio Zali. Il programma di attività istituzionali che caratterizzerà l’anno alla guida dell’Esecutivo cantonale è stato presentato ieri ai media dallo stesso Gobbi.

Comunicazione, dicevamo. Ebbene sì, perché nel corso di quest’anno il neopresidente del governo ha intenzione di «entrare in contatto con la popolazione in maniera accresciuta rispetto a quanto fatto nel recente passato». E questo nell’ottica «di avere sì appuntamenti formali, ma anche momenti di contatto con i cittadini». Per facilitare questa comunicazione è stato attivato un canale ufficiale delle autorità cantonali su WhatsApp e Threema. Il servizio, illustra Gobbi, «sarà sfruttato per diffondere informazioni di interesse pubblico legate alle attività dello Stato, seguendo l’esempio di numerosi altri Cantoni e Città svizzere». L’intenzione è dunque di «comunicare anche le attività ordinarie del governo, non solo quelle straordinarie come fatto finora». Un aspetto, questo, «su cui siamo stati carenti». Una comunicazione più puntuale e trasparente, dice Gobbi, «anche a tutela del sistema democratico. Sistema fondato sulla separazione dei poteri che pure in Ticino ha visto situazioni problematiche, il che preoccupa». Il riferimento è alle numerose vicende che hanno coinvolto di recente il mondo della giustizia ticinese, dal ‘caos Tpc’ al ‘caos nomine’.

Incontri con la popolazione
Per quanto concerne invece la concordanza, l’esempio lampante della strada che intende seguire Gobbi è il luogo scelto per la fotografia ufficiale, scattata sul Monte Ceneri sulla ‘Piazza Ticino’. «Una scelta non casuale – rivendica Gobbi –, visto che la montagna culturalmente più alta del Ticino è proprio il Monte Ceneri». Un’immagine che ritrae i ‘ministri’ in abiti non formali, per evidenziare, afferma Gobbi, che «come governo poniamo al centro delle nostre azioni, che sia in giacca e cravatta o nella vita di tutti i giorni, il Canton Ticino e i ticinesi». E rimarca: «Al di là delle critiche che vengono formulate da destra o sinistra, da sopra o da sotto, credo che questo governo sia un governo impegnato che sta lavorando, e non solo per far quadrare i conti con il Preventivo 2026, ma soprattutto per tenere il cantone vivo e dinamico». Insomma, per Gobbi, il Consiglio di Stato e il Ticino «non sono fermi».
Il neopresidente non nega però alcune criticità: «Il nostro è un territorio stretto da un confine di Stato a sud e da una barriera geografica e linguistica a nord, il che ci fragilizza maggiormente rispetto ad altre zone del nostro Paese». Ciononostante, sottolinea, «il Ticino rimane un cantone attrattivo per diverse persone che ci scelgono come luogo di dimora. Un segnale positivo che ci permette di accogliere nuovi contribuenti, anche importanti».

Rapporto Cantone-Comuni, governo-parlamento e governo-governo
A essere privilegiato durante quest’anno di presidenza anche l’asse del rapporto Cantone-Comuni. Tra gli appuntamenti più importanti citati dal presidente del governo, l’incontro con tutti i cento sindaci del cantone che si terrà a Locarno in occasione dei festeggiamenti dei cento anni della Convenzione della pace siglata proprio nel comune sul Lago Maggiore. «L’obiettivo – ironizza Gobbi fino a un certo punto – è di portare la pace tra i due livelli istituzionali. Benché la guerra non ci sia, ci sono diverse discussioni. È fondamentale quindi migliorare il rapporto affinché ai cittadini vengano garantiti servizi di qualità». E sulla riforma ‘Ticino 2020’, il progetto che ridefinisce le responsabilità di Comuni e Cantone in svariati ambiti, Gobbi sostiene: «Stiamo lavorando in sotto-obiettivi, come per esempio rivedere la perequazione». Rapporto Cantone-Comuni, ma anche Consiglio di Stato-Gran Consiglio. «Quando il governo era diviso – rievoca Gobbi – il parlamento era più coeso. Ora che il governo è più coeso il parlamento non riesce a trovare punti di incontro». E osserva: «Con i capigruppo e l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio, il Consiglio di Stato tiene regolarmente degli incontri. Tuttavia – non nasconde – facciamo fatica a parlarci e a intenderci». Come uscirne? «Ci vuole buona volontà. Il governo ce l’ha messa organizzando e promuovendo questi incontri. È però necessario l’impegno di tutti».
E in seno al Consiglio di Stato? «Sono disposto a fare tutto con tutti in governo, anche se non saremo mai d’accordo su tutto. È quindi cruciale lavorare insieme», rileva Gobbi e prosegue: «Amministrare amministriamo bene, anche durante le situazioni straordinarie, come la pandemia o i flussi migratori del 2015-2016». Ma c’è un ma: «D’altro canto oggi è più difficile avere delle prospettive perché molte delle competenze che un tempo erano strettamente cantonali ora sono federali. Siamo meno politici?», si chiede Gobbi. «Fortunatamente – si risponde – facciamo ancora politica, ma dobbiamo gestire diverse situazioni in cui siamo influenzati da Berna. Questo ci ruba energie: ci sentiamo limitati nella nostra azione politica, ma – rimprovera – non per nostra scelta». Numerosi, poi, i cantieri aperti. Sull’iniziativa ‘Stop all’aumento dei dipendenti cantonali’, sostenuta da una nutrita schiera di esponenti di Udc e Lega, ma anche di Plr e Centro, nonché dai vertici di Camera di commercio e Aiti e le sezioni giovanili di Plr, Lega e Udc, Gobbi nota: «Già oggi in alcuni ambiti l’Amministrazione cantonale fa fatica a reclutare funzionari. Un domani, quando i lavoratori sul mercato saranno ancora meno per ragioni demografiche, probabilmente la diminuzione dei dipendenti pubblici sarà un processo quasi naturale».

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 17 aprile 2025

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«Cambiare narrazione ed essere più positivi»
Cambio di presidenza per il Consiglio di Stato
Norman Gobbi, pur non nascondendo i problemi, intende portare più «voglia di vincere» nell’Esecutivo e sul Gran Consiglio: «Sì, fatichiamo a parlarci»

«Qual è la montagna più alta del Ticino?». In questa domanda trabocchetto – posta ai giornalisti da Norman Gobbi durante un incontro informale con la stampa – è in qualche modo contenuto il senso dell’anno di presidenza del Governo che il «ministro» leghista ha assunto ieri mattina. Un geografo con un minimo di dimestichezza del nostro territorio, infatti, avrebbe risposto senza esitare con i 3.402 metri dell’Adula, la cui cima è situata al confine con i Grigioni. Oppure – volendo fare gli «integralisti» – avrebbe risposto con i poco più di tremila metri del Pizzo Campo Tencia, la vetta più alta interamente in territorio ticinese. Un politico come Gobbi, invece, ha risposto evocando il ben più «modesto» Monte Ceneri. Sì, perché – mettendo da parte la geografia – tutti ben sanno che, socialmente e culturalmente, quel confine tra Sotto e Sopraceneri è ben più difficile da sormontare rispetto a qualsiasi altra vetta ticinese. E non è un caso, appunto, che la fotografia ufficiale del Consiglio di Stato quest’anno sia stata scattata nella Piazza Ticino, sul Monte Ceneri, in un luogo che lo stesso Gobbi ha scelto per il suo valore simbolico, quale «punto di convergenza di un cantone che spesso è diviso, segnato dai campanilismi».
Un messaggio di unità, dunque. Ma non solo. Gobbi ha infatti insistito più volte sulla necessità di «cambiare narrazione »: «A volte gli svizzero tedeschi conoscono il Ticino meglio di noi; e noi spesso non ci rendiamo conto di quanto di buono c’è e si sta facendo nel nostro cantone». Per questo motivo, appunto, la «nuova narrazione» di cui parlava il «ministro» dovrà essere incentrata su maggiore «positività, ottimismo e voglia di vincere: senza nascondere i problemi, ma alzando la testa per cercare di risolverli». Narrazione che, per la cronaca, sbarcherà ora anche sui canali WhatsApp e Threema (quest’ultima applicazione è quella utilizzata pure dall’Esercito, poiché i suoi server si trovano in Svizzera).

Dialogare con i Comuni
Il Governo, va da sé, intende poi portare anche fuori da Palazzo questa visione. E in questo senso è già prevista una serie di sedute extra muros e di eventi pubblici sul territorio che «puntano a rinsaldare il legame fra la popolazione ticinese e le sue istituzioni». L’obiettivo, ha spiegato in tal senso Gobbi, è anche quello di comunicare di più con la popolazione, anche attraverso i media. Con momenti formali, ma anche più informali.
E il dialogo, ha inoltre tenuto a sottolineare il neopresidente del Governo, sarà rilanciato anche con i Comuni. Diverse visite nei quattro angoli del cantone (da Bedretto a Pedrinate, da Brissago a Lumino) sono già previste nel corso dell’anno. Ma soprattutto, per ricordare i cent’anni della Conferenza di Pace di Locarno (avvenuta sul finire del 1925), in riva al Maggiore sarà organizzato un incontro tra il Consiglio di Stato e i 100 sindaci ticinesi. «Con l’obiettivo di riportare un po’ di pace nelle relazioni tra i due livelli istituzionali, anche se in realtà una guerra non c’è mai stata», ha detto Gobbi con una punta di ironia.

Coesione e frammentazione
E il dialogo, poi, andrà in qualche modo ripreso anche con il Parlamento. I rapporti tra Esecutivo e Legislativo, infatti, ormai da qualche tempo sono ai minimi. Rispondendo alle domande su questo fronte, Gobbi ha rilevato che «in passato il Governo era diviso e c’era un Parlamento più coeso». Mentre oggi, al contrario, «il Governo è coeso e il Gran Consiglio fatica a trovare soluzioni condivise». E in tal senso ha ammesso che sì, nonostante gli incontri regolari, «fatichiamo a parlarci». Come uscirne? «Ci vuole buona volontà, il Governo ce l’ha messa, ma serve l’impegno di tutti». Anche perché, ha rilevato, se si vogliono trovare intese «ognuno deve concedere qualcosa».

Lavorare con tutti
E a chi rimprovera all’Esecutivo un atteggiamento da buon «amministratore» del quotidiano ma che, rispetto a Governi di 20 o 30 anni fa, ha perso la sua funzione di organo prettamente politico, che cosa risponde il presidente dell’Esecutivo? «Quando ho sentito l’ex consigliere di Stato Pietro Martinelli dire (la settimana scorsa alla trasmissione La domenica del Corriere, ndr) che all’inizio nel 1995 non era pronto a dare del “tu” a Marina Masoni ci sono rimasto male. Perché, al di là di tutto, è il popolo che ha scelto chi siede al tuo fianco in Governo. E, quindi, io nella mia mentalità sono disposto a fare tutto con tutti, basta che ci sia l’impegno. Poi non andremo d’accordo su tutto, ma almeno abbiamo lavorato assieme. Perché, in un sistema come il nostro, si deve lavorare assieme. E anche se ognuno ha la propria sensibilità si cerca sempre di trovare la quadra». Come dire: la collegialità non è per forza di cose un male. Ma non solo. «Aggiungo che amministriamo bene, sì, ma amministriamo bene anche nelle situazioni straordinarie, come durante la COVID, oppure gli afflussi migratori del 2015/16, trovando anche soluzioni creative che non hanno pesato troppo sullo Stato». Detto ciò, ha chiosato Gobbi, va anche detto «che oggi è più difficile avere prospettive, perché la Confederazione e il Parlamento federale avocano a sé sempre più competenze che una volta appartenevano ai Cantoni». È un Governo meno politico e che si sente limitato nella sua azione? «Boh… Facciamo ancora politica, fortunatamente. Ma dobbiamo anche gestire una situazione in cui siamo influenzati da più direzioni: da scelte federali, come il piano di risparmio della Confederazione, che poi noi non possiamo ribaltare sui Comuni. E il Cantone è lì nel mezzo a gestire nuovi oneri. E ciò, devo ammetterlo, ci ruba molte energie. Limitati nella nostra azione politica? Sì, ma non per nostra scelta».

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 17 aprile 2025 del Corriere del Ticino

Cambio di Presidenza del Consiglio di Stato

Cambio di Presidenza del Consiglio di Stato

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha proceduto oggi al tradizionale cambio di Presidenza. Durante il terzo anno della Legislatura 2023-2027 la carica spetterà al Consigliere di Stato Norman Gobbi, che succede a Christian Vitta. Per l’occasione è stata presentata una nuova modalità di comunicazione istituzionale: a partire da oggi, è infatti attivo un canale ufficiale delle autorità cantonali sui servizi di messaggistica WhatsApp e Threema.

Nel corso della seduta odierna, il Consiglio di Stato ha proceduto al tradizionale cambio di Presidenza. Per il terzo anno della Legislatura 2023-2027 la carica spetterà al Consigliere di Stato Norman Gobbi, che succede a Christian Vitta e assume così per la terza volta la carica di Presidente del Governo. La carica di vicepresidente è invece stata assunta da Claudio Zali. La fotografia ufficiale per l’anno 2025-2026 è stata scattata sul Monte Ceneri – sulla «Piazza Ticino», un luogo simbolico del nostro territorio, alla congiunzione fra Sopra- e Sottoceneri –, come segnale della volontà del Governo di promuovere una politica all’insegna dell’unità di intenti.  

Durante un incontro informale con i media, il Presidente del Governo Norman Gobbi ha presentato il programma di attività istituzionali che contraddistinguerà il suo anno alla guida del Governo. È in particolare prevista una serie di sedute extra muros e di eventi pubblici sul territorio, che puntano a rinsaldare il legame fra la popolazione ticinese e le sue istituzioni. «L’obiettivo sarà di condividere una visione positiva del Ticino», ha affermato Norman Gobbi: «Il nostro è un territorio che rimane dinamico, innovativo e connesso al mondo – e che, inoltre, non perde le proprie radici e la propria unicità nel contesto confederale».  

In concomitanza con il cambio della Presidenza del Governo, è stata inoltre presentata una nuova modalità di comunicazione istituzionale. A partire da oggi, è attivo un canale ufficiale delle autorità cantonali sui servizi di messaggistica WhatsApp e Threema, denominato «Repubblica e Cantone Ticino». Il servizio sarà sfruttato per diffondere informazioni di interesse pubblico legate alle attività dello Stato, seguendo l’esempio di numerosi altri Cantoni e Città della Svizzera.  

Ricordiamo, infine, che i festeggiamenti pubblici in onore del Presidente 2025-2026 del Consiglio di Stato avranno luogo stasera, a partire dalle 18.30, alla Gottardo Arena di Ambrì.

Consuntivo 2024

Consuntivo 2024

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato il messaggio riguardante il Consuntivo 2024 che chiude con un disavanzo d’esercizio di -71.8 milioni di franchi; l’autofinanziamento si attesta a 166.4 milioni di franchi. Il debito pubblico si situa a circa 2.6 miliardi di franchi. Gli investimenti netti ammontano a 302.3 milioni di franchi. Il capitale proprio è negativo ed è pari a -215.9 milioni di franchi. Il consuntivo 2024 chiude con un disavanzo d’esercizio di -71.8 milioni di franchi ed evidenzia uno scostamento di 59 milioni di franchi rispetto al preventivo, che indicava un disavanzo d’esercizio di 130.8 milioni.

Lo scostamento, non sufficiente a riportare in positivo il risultato come invece avvenuto in altri Cantoni, è dovuto soprattutto ai ricavi correnti che, rispetto al preventivo, hanno visto un incremento di 72.6 milioni dei ricavi da trasferimento e una crescita di 49.9 milioni dei ricavi fiscali. La crescita dei ricavi da trasferimento, e di riflesso delle spese di trasferimento, è influenzata dalla gestione dei profughi ucraini, che solo dal 2025 è stata considerata a preventivo. L’incremento dei ricavi fiscali è invece da ascrivere principalmente alle sopravvenienze sul fronte delle persone fisiche (+32.8 milioni), alle imposte delle persone giuridiche (+30.5 milioni nel loro complesso), all’imposta alla fonte (+11.8 milioni), alle imposte delle persone fisiche (+5.2 milioni) e alle imposte di circolazione e navigazione (+4.2 milioni).
Sul fronte delle spese correnti (senza i contributi da riversare e gli addebiti interni), si riscontra un aumento complessivo di 69.3 milioni di franchi a seguito principalmente dell’incremento delle spese di trasferimento (+46.2 milioni) e della spesa per il personale (+14 milioni). Come già indicato per i ricavi da trasferimento, sulla crescita delle spese di trasferimento incide la gestione dei rifugiati ucraini, non considerata a preventivo ma compensata quasi integralmente da contributi della Confederazione. L’incremento della spesa per il personale riguarda principalmente il personale docente (+13.6 milioni). L’aumento concerne le scuole medie (+6.6 milioni) a seguito di una crescita del numero di sezioni e delle allieve e degli allievi che necessitano di un accompagnamento individualizzato (casi difficili e sostegno pedagogico), il settore della pedagogia speciale (+4.7 milioni) e la formazione professionale (+3.5), mentre cala di 2 milioni di franchi la spesa nell’ambito delle scuole medie superiori quale conseguenza di una diminuzione delle sezioni rispetto a quanto previsto. La spesa per il personale amministrativo registra invece una riduzione di 1.3 milioni di franchi rispetto al preventivo 2024.
La situazione finanziaria del Cantone rimane difficile e fragile e contraddistinta anche da un capitale proprio negativo che deve essere assorbito. È pertanto indispensabile prevedere nel futuro ulteriori misure di rientro finanziario in quanto il disequilibrio attuale non è sostenibile.
Le discussioni attorno al preventivo 2025 e quelle che sono proseguite nei primi mesi di quest’anno hanno mostrato che, pur nella consapevolezza di dover agire per ritrovare finanze in equilibrio capaci di liberare spazi di manovra per rispondere ai bisogni di cittadini e aziende, il raggiungimento di un consenso è oltremodo difficile.
Sarà quindi importante ritrovare un convincimento comune per procedere con un necessario riequilibrio dei conti, condizione indispensabile per ritrovare dei margini di manovra finanziari. Se per il 2024 i vincoli costituzionali del freno ai disavanzi sono rispettati, ogni anno gli stessi diventano sempre più restrittivi a seguito delle perdite riportate e renderanno nei prossimi anni molto più impegnativi gli sforzi per rispettare questi vincoli.  

 

I tre poteri dello Stato in coro «Un’occasione per ripartire»

I tre poteri dello Stato in coro «Un’occasione per ripartire»

Alla cerimonia di giuramento dei tre giudici supplenti sono intervenuti Esecutivo, Legislativo e Giudiziario per segnare una svolta rispetto alle polemiche degli ultimi mesi – Damiano Stefani (CdM): «La Magistratura è forte e continuerà a esserlo»

Un momento simbolico, certo, ma molto rilevante dal punto di vista istituzionale considerato il complesso momento che sta attraversando la magistratura ticinese. Non capita spesso – a dire il vero mai – che i media vengano invitati alle cerimonie di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione da parte dei nuovi membri del terzo potere dello Stato. A questo giro, il Consiglio di Stato ha però voluto fare le cose in grande. E questo anche perché i giudici supplenti straordinari che hanno prestato giuramento ieri – Monica Sartori-Lombardi e Paolo Bordoli al Tribunale penale cantonale, Krizia Kono-Genini all’Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi – lo hanno fatto in un contesto eccezionale: la destituzione di due giudici ordinari del Tribunale penale cantonale avvenuta lo scorso dicembre. La cerimonia avvenuta a Palazzo delle Orsoline, dunque, negli auspici del Governo è stata voluta anche per segnare un momento di svolta rispetto alle polemiche che hanno segnato questi ultimi mesi e anni.

Dal Governo al Parlamento
«La cerimonia di oggi, come dimostra il numero di partecipanti e la presenza in aula dei rappresentanti dei tre poteri dello Stato e dei media voluta dal Governo, non costituisce un evento ordinario, bensì denota l’importanza di questo momento per le nostre istituzioni, per la Giustizia del Canton Ticino e infine per la collettività, che nella Giustizia deve riporre fiducia», ha affermato nel suo discorso il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi. La parola «fiducia », effettivamente, è stata il Leitmotiv di tutti i discorsi ufficiali. Ancora Gobbi: «Il messaggio che il Consiglio di Stato tiene oggi a rimarcare è quello che le nostre istituzioni, la Giustizia ticinese, vanno e guardano avanti, nel segno della fiducia, potendo contare su valide competenze». Un messaggio, dunque, di «resilienza», a dimostrazione «che le istituzioni devono venire sempre prima delle persone che le rappresentano ». Gobbi, nel parlare delle nomine straordinarie, ha infine voluto evidenziare l’importanza dello «spirito costruttivo che ha contraddistinto il dialogo tra i tre poteri dello Stato» nella buona riuscita dell’operazione, auspicando che la collaborazione possa «fungere da base per le prossime discussioni in materia di Giustizia».
Dopo l’Esecutivo, è stato il turno del Legislativo, rappresentato dal presidente del Gran Consiglio, Michele Guerra. «È con profondo senso di responsabilità che ci troviamo qui oggi per un momento di alta rilevanza istituzionale: la dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi, da parte di tre magistrati, chiamati temporaneamente a ricoprire ruoli chiave nel nostro sistema giudiziario », ha esordito Guerra. «Lo facciamo – ha aggiunto –, in una congiuntura unica negli ultimi vent’anni: un periodo di crisi che ha messo alla prova le nostre istituzioni e la fiducia che i cittadini ripongono nella giustizia». Ecco perché, «mai come oggi necessitiamo di solide fondamenta per garantire una ripartenza credibile e autorevole alla nostra Giustizia». Anche per Guerra, dunque, in questo contesto emerge con forza «un valore imprescindibile »: «La fiducia dei cittadini nelle istituzioni», poiché «il magistrato non è soltanto un interprete e applicatore delle leggi, ma un custode della fiducia pubblica». E in questo senso, l’altra parola chiave, secondo Guerra, è «autorevolezza»: poiché in «un momento in cui il nostro Cantone si confronta con sfide delicate, l’autorevolezza è più che mai determinante per preservare la fiducia ». E quindi «l’impegno di chi assume un incarico giudiziario oggi non è solo un atto di servizio, ma un gesto di responsabilità verso la collettività: un contributo concreto, alla stabilità e alla credibilità dello Stato di diritto».

Etica, ma non di facciata
È quindi stato il turno del potere giudiziario, per l’occasione rappresentato dal presidente del Consiglio della Magistratura, Damiano Stefani. Anch’esso ha voluto lanciare un messaggio di resilienza. «Ho deciso di accettare l’invito poiché, in un momento in cui si parla molto di Magistratura, giustamente la Magistratura ha deciso di non esprimersi (ndr. sulle recenti polemiche) poiché le procedure sono ancora pendenti ». E quindi «ho trovato giusto dare un segnale che esistiamo ancora e riusciamo a essere compatti. Quello che è avvenuto è stato drammatico per tutti, soprattutto per chi lavora nelle istituzioni. È stato un momento veramente difficile per chi lavora nella Magistratura ». Ma, nonostante tutto ciò, «e anche se la tempesta non è ancora finita, la barca è riuscita a stare a galla». Stefani ha poi voluto parlare di etica e della richiesta, fatta dalla politica, di introdurre un codice etico per la Magistratura. E lo ha fatto per sottolineare che «tutti i magistrati sanno benissimo quali sono i principi di base da rispettare » e «quanto accaduto in un Tribunale composto da cinque giudici non deve rovinare l’immagine di tutta la Giustizia, che è composta da altri 116 giudici». Ad ogni modo, ha aggiunto, «riteniamo sia opportuno in questo momento creare questo codice etico». Ma, ha evidenziato, non deve essere un codice «alibi», di facciata. E, «anche se di fatto il codice etico è già applicato, lo faremo per dare un segnale». Non a caso, Stefani in chiusura ha voluto lanciare un messaggio importante: «Facciamo in modo di rimarginare il danno d’immagine per la Magistratura, subito non solo per propria colpa, ma per una situazione che è sfuggita di mano a tutti. Questa è un’occasione per ripartire: i presupposti ci sono; la Magistratura è forte e continuerà a esserlo».

Da straordinari a ordinari? Anche per il posto di Ermani
I neo-nominati giudici supplenti straordinari Monica Sartori-Lombardi e Paolo Bordoli, come hanno confermato ieri al termine della cerimonia, oltre a essersi messi a disposizione temporaneamente quali «supplenti straordinari» al TPC hanno pure concorso per il posto di giudice ordinario al Tribunale penale cantonale, ossia per il posto dell’ex giudice Mauro Ermani, dimessosi a gennaio. Le loro candidature (il concorso si è chiuso proprio un paio di giorni fa) sono quindi ora al vaglio della Commissione di esperti indipendenti, che effettuerà una prima «scrematura». La nomina spetterà poi ovviamente al Gran Consiglio.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 13 febbraio 2025 del Corriere del Ticino

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Bordoli e Sartori-Lombardi candidati per il dopo Ermani
Tribunale penale: Bordoli e Sartori-Lombardi si sono candidati per il dopo Ermani. Gpc: dichiara fedeltà alle leggi anche Kono-Genini

I due giudici supplenti straordinari designati dal governo (ieri la cerimonia per la dichiarazione di fedeltà alle leggi) aspirano alla carica di magistrati ordinari del Tribunale penale cantonale.

Giudici straordinari, ma anche aspiranti giudici ordinari. Paolo Bordoli e Monica Sartori-Lombardi si sono candidati alla successione di Mauro Ermani al Tribunale penale cantonale (Tpc), dopo le sue dimissioni dalla magistratura. La conferma arriva dai diretti interessati, avvicinati dalla ‘Regione’ al termine della cerimonia, svoltasi ieri a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, che li ha visti dichiarare fedeltà alla Costituzione e alle leggi in seguito alla loro designazione da parte del Consiglio di Stato quali rinforzi provvisori al Tpc: rimpiazzeranno i per ora destituiti Siro Quadri e Francesca Verda Chiocchetti. Per quanto tempo? Impossibile fare previsioni, molto dipenderà dalla durata e soprattutto dall’esito delle procedure ricorsuali avviate da Quadri e Verda Chiocchetti contro la decisione con cui il Consiglio della magistratura li ha licenziati in tronco in relazione al cosiddetto caos Tpc. Fatto sta che la squadra dei togati del Tribunale penale è tornata quasi al completo, a beneficio della sua operatività. Bordoli, sinora giudice dei provvedimenti coercitivi, e Sartori-Lombardi, sinora avvocata e giudice a latere al Tpc nelle corti con tre magistrati, affiancheranno in veste di giudici supplenti straordinari il vicepresidente Marco Villa e Amos Pagnamenta.

Per legge il Tribunale penale cantonale si compone di cinque magistrati. Adesso ci sono due giudici ordinari (Villa e Pagnamenta) e altrettanti giudici supplenti straordinari. Il quinto togato sarà il o la subentrante di Ermani, alla testa del Tpc prima di lasciare il Palazzo di giustizia. Trattandosi di un giudice ordinario, la nomina spetterà al Gran Consiglio. Lui di area Ps, lei in quota Plr, Bordoli e SartoriLombardi si sono dunque annunciati anche per il dopo Ermani. Il concorso è scaduto lunedì. Al momento non è dato sapere se vi siano altre candidature. «Da vent’anni lavoro nella magistratura penale, dapprima come segretario giudiziario, poi come procuratore pubblico e successivamente quale giudice dei provvedimenti coercitivi: ho voluto cogliere anche questa nuova opportunità», afferma Bordoli. «Il penale è un settore del diritto che mi ha sempre appassionata, tant’è che da quasi cinque anni sono giudice a latere al Tribunale penale e in questa funzione ho sempre apprezzato competenze e impegno dei suoi magistrati», sostiene Sartori-Lombardi. Le loro candidature, come quelle di eventuali altri aspiranti giudici ordinari, verranno prossimamente vagliate dalla Commissione di esperti per il preavviso sull’idoneità a ricoprire la carica. Dopodiché la parola passerà alla commissione parlamentare ‘Giustizia e diritti’, che formulerà all’indirizzo del plenum del Gran Consiglio la proposta di elezione. Per sapere chi prenderà il posto di Ermani bisognerà pertanto attendere qualche mese.

Clausole e possibili scenari
Bordoli e Sartori-Lombardi: uno dei due, insomma, potrebbe diventare giudice ordinario. Nel bando di concorso pubblicato il 22 gennaio sul ‘Foglio ufficiale’ era stata inserita dalla ‘Giustizia e diritti’ la clausola secondo la quale “l’aver eventualmente ricoperto la carica di giudice supplente straordinario presso il Tribunale penale cantonale non costituirà per il candidato titolo preferenziale o pregiudizievole”. Si vedrà. Tuttavia se uno dei due candidati oggi noti dovesse essere eletto e i ricorsi di Quadri e Verda Chiocchetti contro la loro destituzione decretata dal Consiglio della magistratura dovessero essere ancora pendenti, potrebbe rendersi nuovamente necessaria (il condizionale è d’obbligo) la designazione governativa di un giudice supplente straordinario per il Tpc. Musica del futuro. Intanto è stato formalizzato un passo a favore dell’operatività della magistratura. Anzi, due passi. Perché oltre a Sartori-Lombardi e Bordoli, ha dichiarato fedeltà a Costituzione e leggi Krizia Kono-Genini (avvocata e sinora segretaria giudiziaria in Procura), anche lei in veste di giudice supplente straordinaria. Sostituisce Bordoli all’Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi. Ufficio del quale Kono-Genini, area Plr, è stata peraltro già giudice straordinaria: tra il gennaio e il settembre del 2022.

Gobbi: dialogo costruttivo fra i tre poteri
La cerimonia al Palazzo delle Orsoline è anche il risultato «del dialogo costruttivo fra i tre poteri dello Stato e dello sforzo congiunto, in ossequio alle rispettive competenze, nel far fronte a una situazione straordinaria che richiedeva misure straordinarie», sottolinea il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, ringraziando inoltre Bordoli, Sartori-Lombardi e Kono-Genini per la disponibilità data a svolgere la funzione di magistrati supplenti straordinari. «In un contesto – osserva a sua volta il presidente del Gran Consiglio, il leghista Michele Guerra – in cui l’eccezionalità diventa temporaneamente la norma, è essenziale riflettere sul ruolo e la missione della giustizia nella società. Accanto alla legalità esiste un altro valore imprescindibile e che oggi emerge con forza: la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Il magistrato non è solo un interprete e un applicatore delle leggi, è anche un custode della fiducia pubblica». Interviene pure il presidente del Consiglio della magistratura, il giudice d’Appello Damiano Stefani.
Accenna al ‘caos Tpc’: «Quello che è avvenuto è stato drammatico per tutti, specie per chi opera nella giustizia. La barca è riuscita a stare a galla grazie alla collaborazione dei tre poteri dello Stato. Le acque si sono un po’ calmate, la tempesta però non è finita». Sono pendenti infatti i ricorsi dei due giudici per il momento destituiti. Poi si esprime sui tre neo giudici supplenti straordinari: «Hanno avuto coraggio». Infine si sofferma sul codice etico in magistratura, la cui introduzione è auspicata dal parlamento: «Lo allestiremo, con il coinvolgimento di tutti i magistrati. Anche se i principi etici sono già ancorati a varie leggi vigenti».

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 13 febbraio 2025 de La Regione

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I due giudici supplenti dichiarano fedeltà

https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:2588778

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I Giudici straordinari hanno giurato. “Una boccata d’ossigeno”
Una boccata d’ossigeno dopo un periodo drammatico. Così le autorità hanno descritto la nomina di due giudici straordinari al Tribunale penale. In attesa di una decisione sulla destituzione di Quadri e Verda-Chiocchetti, oggi Monica Sartori Lombardi e Paolo Bordoli hanno dichiarato fedeltà alla Costituzione e alle leggi. Entrambi hanno anche concorso per il posto di giudice ordinario.
Oggi a Bellinzona, nell’Aula del Gran Consiglio, si è tenuta la cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle Leggi da parte dei Giudici supplenti straordinari designati dal Consiglio di Stato al Tribunale penale cantonale e all’Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi. Un momento importante per le Istituzioni e la Giustizia del Canton Ticino, il cui buon funzionamento è stato al centro della proficua collaborazione intervenuta tra i Tre Poteri dello Stato dinnanzi a tale situazione straordinaria. A seguito della dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle Leggi avvenuta oggi a Bellinzona, l’avv. Monica Sartori-Lombardi e l’avv. Paolo Bordoli assumeranno la funzione di Giudici supplenti straordinari al Tribunale penale cantonale, mentre l’avv. Krizia Kono-Genini assumerà la funzione di Giudice supplente straordinario all’Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi, in sostituzione dell’avv. Paolo Bordoli. A prendere parola c’è stato dapprima il consigliere di Stato e direttore del DI Norman Gobbi, che ha subito voluto sottolineare come  “la cerimonia di oggi non costituisce un evento ordinario. Si è infatti resa necessaria a fronte dei noti accadimenti che hanno toccato il TPC”. Un periodo, quello citato da Gobbi, definito “drammatico per tutti” dal presidente del Consiglio della Magistratura Damiano Stefani, il quale ha sottolineato che ad aver sofferto maggiormente è però stata la stessa Magistratura.

Gobbi: “L’importante è andare avanti per il bene della giustizia”
E dopo questo periodo drammatico evocato da Stefani, che ha visto, nell’ordine, la destituzione di Siro Quadri e Francesca Verda Chiocchetti e le dimissioni di Mauro Ermani dal Tribunale penale cantonale, la prima a dichiarare fedeltà alla Costituzione e alle leggi è stata Monica Sartori-Lombardi. Avvocata, d’area PLR, è stata nominata giudice supplente al TPC insieme a Paolo Bordoli, d’area socialista e già procuratore pubblico, sostituito a sua volta quale giudice dei provvedimenti coercitivi da Krizia Kono-Genini. Una cerimonia introdotta dalle autorità che segna un nuovo capitolo, ha sottolineato il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi, che dell’ultimo anno ha commentato dicendo che si è trattato di una questione “limitata a poche persone interne al TPC, che ha tuttavia avuto un impatto molto più ampio sull’opinione pubblica. Ma oggi l’importante è poter dire che stiamo andando avanti per il bene della giustizia ticinese”.
Guerra: “Nomine temporanee per un’esigenza immediata”
A prendere poi parola dopo il giuramento ci ha pensato il presidente del Gran Consiglio Michele Guerra. “Sono nomine temporanee che rispondono a un’esigenza immediata, senza in alcun modo modificare le prerogative del Parlamento. Spetta infatti a quest’ultimo la facoltà di eleggere i magistrati”. Temporanee, sì ha ricordato Guerra, parlando di “atto di responsabilità”. E che, dopo non poche discussioni politiche, non ha precluso ai due nuovi giudici del TPC di concorrere anche per il posto lasciato vacante da Ermani, il cui concorso scadeva l’altro ieri.Kono-Genini:“Mi ha spinto il rispetto che ho per le istituzioni e la giustizia”
Ma cosa ha spinto Kono-Genini a farsi avanti per ricoprire un ruolo decisamente poco ambito? “Mi hanno spinto il rispetto per le istituzioni e per la giustizia, così come la passione che nutro per il ruolo di giudice”. C’è quindi una possibilità di vederla correre per la nomina di giudice ordinario? “Certo. Perché è stata una scelta meditata e ponderata, ma ora che sono in viaggio vorrei arrivare fino in fondo”. Ma questo sarà affare del Gran Consiglio nei prossimi mesi. Nel frattempo, conta che il TPC tornerà a disporre di quattro giudici operativi su cinque. “Queste nomine sono una boccata d’ossigeno per il Tribunale”, conferma Stefani. “Questo perché l’assenza di tre giudici su cinque non è da poco. Ora i due supplenti permetteranno di riprendere una velocità di marcia adeguata alla struttura e preparare la successione nel caso dovessero venir confermate le decisioni attuali, rispettivamente il rientro dei due giudici nel caso le decisioni della Magistratura venissero ribaltate”. Decisioni, le due destituzioni proclamate in seguito alla denuncia del collega Ermani, su cui chiaramente Stefani non si esprime. Lo fa invece sulla possibilità di adottare un codice etico, discussa anche a livello politico. “In questo momento storico potrebbe essere una buona soluzione codificarli, ma secondo noi è un’idea che deve arrivare dal basso. Quindi deve essere condivisa da tutti i magistrati, che saranno poi chiamati ad applicarla. Indipendentemente da quello che deciderà il Gran Consiglio noi lo faremo, ma dobbiamo aspettare che si calmino le acque”, ha concluso Stefani.

https://www.ticinonews.ch/ticino/i-giudici-straordinari-hanno-giurato-una-boccata-dossigeno-407710

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“Se avessimo iniziato a farci la guerra sarebbe finita peggio”
Alla cerimonia per i giudici supplenti straordinari, il presidente del CdM Damiano Stefani ha detto che “la barca è stata a galla grazie all’unità tra magistratura, esecutivo e legislativo”

Mercoledì si è tenuta a Bellinzona la cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle Leggi da parte dei giudici supplenti straordinari, designati dal Consiglio di Stato. La folta presenza nella sala del Gran Consiglio dei rappresentanti del potere giudiziario è sembrata tesa a lanciare ai cittadini il messaggio di una magistratura forte.
L’avvocata Monica Sartori-Lombardi e l’avvocato Paolo Bordoli hanno così assunto la funzione di giudici supplenti straordinari al Tribunale penale cantonale, mentre l’avvocata Krizia Kono-Genini assumerà la funzione di giudice supplente straordinario all’Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi, in sostituzione dello stesso Bordoli.
Le designazioni si sono rese necessarie per riempire i vuoti al Tribunale penale cantonale (TPC), dopo la destituzione di due giudici decisa dal Consiglio della magistratura (CdM) e la successiva decisione della Commissione di ricorso sulla magistratura, che ha respinto le relative domande di effetto sospensivo chiesto dai destituiti. Tutto è però ancora sotto ricorso.
Con i due nuovi giudici supplenti, il TPC conta di ripartire nel segno dell’efficienza e della fiducia, ha detto in aula il direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi: “Nel segno della fiducia potendo contare su valide e comprovate competenze che in questo caso provengono dalla Giustizia stessa. Le Istituzioni vengono e devono venire sempre prima delle persone che le rappresentano”. Da parte sua, il presidente del Gran Consiglio Michele Guerra ha ricordato come “mai come oggi necessitiamo di solide fondamenta per garantire una ripartenza credibile e autorevole”.
Dal pulpito del Legislativo oggi ha parlato anche la magistratura, che a differenza della politica, spesso percorre la via del silenzio. “Quello che è avvenuto – ha detto il presidente del Consiglio della magistratura Damiano Stefani – è stato drammatico per tutti. La tempesta non è ancora finita, le acque si sono leggermente calmate e la barca è riuscita a stare a galla grazie all’unità tra la magistratura, l’esecutivo e il legislativo. Se avessimo cominciato a farci la guerra tra di noi sarebbe finita ancora peggio”.
Quanto ai due nuovi giudici supplenti straordinari, Bordoli non ha rilasciato dichiarazioni ma conferma, come la collega Sartori Lombardi, il suo interesse a tramutare la supplenza in un incarico definitivo. Insomma, entrambi hanno partecipato al concorso per la sostituzione del presidente dimissionario del TPC Mauro Ermani. Ma per questo i tempi non sono ancora maturi.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/%E2%80%9CSe-avessimo-iniziato-a-farci-la-guerra-sarebbe-finita-peggio%E2%80%9D–2588334.html

Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle Leggi dei Giudici supplenti straordinari

Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle Leggi dei Giudici supplenti straordinari

Comunicato stampa

Oggi a Bellinzona, nell’Aula del Gran Consiglio, si è tenuta la cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle Leggi da parte dei Giudici supplenti straordinari designati dal Consiglio di Stato al Tribunale penale cantonale e all’Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi. Un momento importante per le Istituzioni e la Giustizia del Canton Ticino, il cui buon funzionamento è stato al centro della proficua collaborazione intervenuta tra i Tre Poteri dello Stato dinnanzi a tale situazione straordinaria.

A seguito della dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle Leggi avvenuta oggi a Bellinzona, l’avv. Monica Sartori-Lombardi e l’avv. Paolo Bordoli assumeranno la funzione di Giudici supplenti straordinari al Tribunale penale cantonale, mentre l’avv. Krizia Kono-Genini assumerà la funzione di Giudice supplente straordinario all’Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi, in sostituzione dell’avv. Paolo Bordoli.
Le designazioni decise del Consiglio di Stato ai sensi dell’art. 24 della Legge sull’organizzazione giudiziaria si è resa necessaria a fronte dei noti accadimenti che hanno toccato il Tribunale penale cantonale, con la destituzione di due Giudici decisa dal Consiglio della magistratura e la successiva decisione della Commissione di ricorso sulla magistratura che ha respinto le relative domande di effetto sospensivo.
Alla cerimonia tenuta dal Vicepresidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, il Governo ha voluto la presenza dei rappresentanti dei Tre Poteri dello Stato e dei media, a significare l’importanza di questo momento: per le Istituzioni e la Giustizia del Canton Ticino nonché per la collettività, che nella Giustizia deve riporre fiducia. Un momento istituzionale fondato su uno spirito costruttivo che ha contraddistinto il dialogo intervenuto tra i Tre Poteri dello Stato, dinnanzi a una situazione del tutto straordinaria che ha richiesto giocoforza delle misure straordinarie in favore del buon funzionamento della Giustizia.  

Il Consiglio di Stato designa due Giudici supplenti straordinari presso il Tribunale penale cantonale

Il Consiglio di Stato designa due Giudici supplenti straordinari presso il Tribunale penale cantonale

Comunicato stampa

Nel corso della seduta odierna, il Consiglio di Stato ha designato due Giudici supplenti straordinari presso il Tribunale penale cantonale ai sensi dell’art. 24 della Legge sull’organizzazione giudiziaria. L’intervento del Governo – avvenuto in accordo con il Tribunale di appello – si è reso necessario a fronte delle decisioni di destituzione da parte del Consiglio della magistratura di due Giudici presso il Tribunale penale cantonale, nell’ottica di garantire il buon funzionamento dell’Autorità giudiziaria. Una decisione presa in tempi rapidi grazie alla proficua collaborazione intervenuta tra Governo, Magistratura e Commissione giustizia e diritti.

Il Consiglio di Stato ha designato oggi l’avv. Monica Sartori-Lombardi, Giudice supplente del Tribunale di appello presso il Tribunale penale cantonale, e l’avv. Paolo Bordoli, Giudice presso l’Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi, quali Giudici supplenti straordinari ai sensi dell’art. 24 della Legge sull’organizzazione giudiziaria presso il Tribunale penale cantonale. I neo designati Giudici supplenti straordinari entreranno in funzione presso il Tribunale penale cantonale nel corso del mese di febbraio a seguito della Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi. La durata della supplenza verrà definita in base all’evoluzione della procedura di ricorso riguardante le decisioni di destituzione dei due Giudici del Tribunale penale cantonale.

L’intervento del Governo si è reso necessario a fronte delle decisioni di destituzione da parte del Consiglio della magistratura di due Giudici presso il Tribunale penale cantonale e delle successive decisioni della Commissione di ricorso sulla magistratura, che hanno respinto le relative domande di effetto sospensivo. Sin dalle decisioni di destituzione, il Dipartimento delle istituzioni con la Divisione della giustizia, d’intesa con il Tribunale di appello, si sono prontamente attivati per individuare candidati idonei a ricoprire a corto termine in maniera efficace la funzione di magistrato supplente. Tali valutazioni hanno portato a identificare l’avv. Monica Sartori-Lombardi, professionista attiva nel settore privato e già operante presso il Tribunale penale cantonale quale Giudice supplente, nonché l’avv. Paolo Bordoli, Giudice dell’Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi e in precedenza già Procuratore pubblico, per assumere tale funzione. La designazione dell’avv. Paolo Bordoli comporterà la relativa supplenza presso l’Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi, già in fase di formalizzazione.

La designazione dei due Giudici supplenti straordinari presso il Tribunale penale cantonale è stata concertata con il Tribunale di appello e la Commissione giustizia e diritti del Gran Consiglio, una collaborazione fondata anche sul comune obiettivo di rinsaldare la fiducia della cittadinanza nella Giustizia. Una Giustizia in Ticino rappresentata da oltre un centinaio di magistrati che, unitamente ai loro collaboratori giuridici, tecnici e amministrativi, opera quotidianamente con grande impegno e dedizione, in favore della collettività tutta.

Il Consiglio di Stato tiene sin d’ora a esprimere un ringraziamento all’avv. Monica Sartori-Lombardi e all’avv. Paolo Bordoli per la disponibilità a ricoprire la funzione di Giudice supplente straordinario al Tribunale penale cantonale, ringraziando parimenti il Presidente del Tribunale di appello, il Vicepresidente del Tribunale penale cantonale e la Presidente dell’Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi dell’ampia disponibilità.

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi una seduta ordinaria – la quarta del 2024 e la 72. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

In apertura, i partecipanti alla seduta hanno approvato un aggiornamento della Lettera d’intenti che regola l’attività della Piattaforma di dialogo. Come di consueto, sono state discusse alcune richieste dei Comuni all’indirizzo del Consiglio di Stato e dell’Amministrazione cantonale.
A margine della catastrofe che ha colpito la Vallemaggia, il Dipartimento del territorio ha risposto a una sollecitazione sul tema del prelievo di contributi di miglioria, nell’ambito della realizzazione di opere di premunizione contro i pericoli naturali. Saranno ora approfondite alcune possibili soluzioni per consentire ai Comuni di consolidare le basi di finanziamento degli investimenti necessari in questo ambito.
Il Dipartimento delle istituzioni ha presentato una serie di iniziative avviate nel settore della raccolta di dati relativi al controllo degli abitanti, allo scopo di ottimizzare l’aggiornamento e l’invio dei dati alla banca dati cantonale MovPop. È stato anticipato che nel 2025 verrà organizzata una formazione per funzionari comunali.
Il Dipartimento della sanità e della socialità ha poi presentato i risultati della consultazione sulla riorganizzazione del soccorso agli animali, progetto che prevede una serie di modifiche alle Leggi cantonali che regolano la materia. È stato precisato che la revisione normativa sarà formalizzata prossimamente in un messaggio del Consiglio di Stato, e comprenderà la creazione di un ente per gli interventi d’urgenza e un nuovo fondo per finanziare le procedure di collocamento presso le SPA e l’acquisto di attrezzature.
Sono poi stati discussi i risultati di un sondaggio, svolto fra i Municipi, sul nuovo articolo di legge che obbliga gli assicurati morosi a rispondere alla convocazione del proprio Comune e sul ripristino della lista dei sospesi dalla copertura assicurativa («blacklist»). La sintesi delle risposte raccolte sarà ora trasmessa alla competente Commissione del Gran Consiglio, che sta trattando il tema. Nel corso del 2025 sarà inoltre promossa un’analisi qualitativa che permetta di inquadrare più precisamente il problema.
La Piattaforma è stata in seguito informata in merito al nuovo Piano di azione che punta a promuovere la creazione di reti integrate regionali, nel settore delle case per anziani oggi presenti in Ticino. È stato concordato che sul documento sarà ora aperta una fase di consultazione.
Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport ha informato sull’entrata in vigore, anche per gli istituti comunali, di una versione delle «Direttive sui comportamenti inadeguati in ambito scolastico» già introdotte per gli istituti cantonali. I rappresentanti dei Comuni sono poi stati informati sul tema delle Unità scolastiche differenziate, anche in riferimento alla ripartizione dei costi relativa agli allievi iscritti a una sede che non si trova nel loro Comune di domicilio.
In conclusione, il Dipartimento delle istituzioni ha informato in merito al progetto congiunto «Polizia ticinese», segnalando che entro il mese di febbraio 2025 il gruppo di lavoro terminerà i propri lavori, e proporrà di avviare la fase di consultazione già nel corso della primavera.
Sono stati anticipati anche i prossimi passi relativi al progetto che intende concretizzare la possibilità di organizzare, in caso di necessità, uno Stato maggiore di crisi a livello locale. È stata comunicata la necessità di designare una persona di riferimento nei Comuni, che sia raggiungibile lungo tutto l’arco dell’anno.
La prossima seduta della Piattaforma è prevista per mercoledì 12 marzo 2025.

Andamento delle finanze cantonali – Aggiornamento intermedio del preventivo 2024 al 30 settembre 2024

Andamento delle finanze cantonali – Aggiornamento intermedio del preventivo 2024 al 30 settembre 2024

Comunicato stampa

In base al rendiconto intermedio a fine settembre 2024, il Consiglio di Stato ha preso conoscenza dell’andamento delle finanze cantonali. L’aggiornamento delle principali voci di spesa e ricavi determina un disavanzo stimato di -104.2 milioni di franchi, sostanzialmente allineato al precedente preconsuntivo (-104.4 milioni).

L’aggiornamento dell’andamento delle finanze cantonali a fine settembre 2024 è in linea con il risultato del precedente preconsuntivo riferito ai primi sei mesi dell’anno. Rispetto al preventivo 2024, l’aggiornamento del disavanzo d’esercizio evidenzia da un lato maggiori spese per 68.4 milioni di franchi e dall’altro maggiori ricavi per complessivi 95 milioni di franchi. Per i dettagli concernenti i principali scostamenti rimandiamo al rapporto allegato che riporta il confronto dei dati con il preventivo.

Per quanto attiene alle spese l’aumento previsto è determinato in particolare, per quanto concerne i contributi, dalla spesa non preventivata di 40.7 milioni di franchi relativa ai contributi per persone con statuto S (profughi ucraini; compensati da contributi federali), da maggiori contributi nel settore dell’asilo per 13.9 milioni di franchi a seguito dell’aumento di rifugiati e da un incremento di 4 milioni di franchi delle prestazioni complementari AVS/AI. Si segnala poi un incremento ad oggi quantificabile in 10 milioni di franchi della spesa del personale conseguente alla crescita della spesa per il personale docente (+2.5% rispetto alla cifra a preventivo) e di 6.7 milioni dei riversamenti a titoli di computo globale d’imposta e di 6.6 milioni delle spese per interessi. Diminuiscono d’altro canto di 10 milioni di franchi i contributi per la partecipazione al premio assicurazione malattia (15 milioni in meno per la partecipazione al premio assicurazione malattia per beneficiari PC AVS/AI, ai quali si contrappongono  5 milioni in più per la Ripam ordinaria) e di 4.5 milioni di franchi ciascuno sia i contributi comunali, a seguito della mancata proroga della riduzione del coefficiente d’imposta cantonale, sia i contributi per l’accordo universitario intercantonale.

Sul fronte dei ricavi si evidenzia, considerate le ultime previsioni congiunturali del mese di ottobre e l’avanzamento delle tassazioni emesse, un miglioramento dei gettiti fiscali per 51.5 milioni di franchi (10.5 milioni in più rispetto al precedente preconsuntivo), maggiori entrate dalle imposte alla fonte (+5 milioni), della quota IFD sull’anno corrente (+3 milioni) e dall’imposta sugli utili immobiliari (+2 milioni).

Crescono poi, a seguito delle spese non preventivate indicate in precedenza, di 38.6 milioni di franchi i contributi della Confederazione per il settore dell’asilo (46.8 milioni considerando solo i contributi per persone con statuto S). Si segnala infine un incremento di 4.8 milioni di franchi delle devoluzioni allo Stato, di 2.7 milioni di franchi delle imposte sulle automobili, di 2.4 milioni di franchi della ripresa dai Comuni sul contributo di livellamento, di 2 milioni delle tasse degli uffici di esecuzione e fallimento, di 1.4 milioni i recuperi di stipendi e di 1.2 milioni di franchi della partecipazione sulla tassa sul traffico pesante. Diminuiscono d’altro canto di 10 milioni di franchi le imposte di successione e donazione e di 7.5 milioni di franchi le tasse d’iscrizione al registro fondiario. Si riducono poi di complessivi 4.9 milioni i contributi federali per spese d’esercizio nei settori delle strade nazionali e della formazione professionale, di 2.6 milioni di franchi i contributi comunali alle imprese di trasporto e di 2 milioni quelli per l’assistenza.

I dati presentati con questo preconsuntivo sono da considerare con cautela, non solo perché provvisori, ma anche in relazione alle incertezze e alla volatilità del momento. Gli stessi mostrano che il risultato prospettato per il 2024, salvo importanti eventi favorevoli, sarà negativo.

“Costruiamo ponti, non barriere tra il Cantone e i Comuni”

“Costruiamo ponti, non barriere tra il Cantone e i Comuni”

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi rilancia il dialogo

In questi giorni si è parlato molto di rapporti tra Cantone e Comuni, sia a seguito dell’assemblea dell’associazione dei comuni ticinesi (ACT) che ha criticato il ribaltamento di oneri del Cantone sulle spalle dei Comuni, sia dopo la presentazione del preventivo della Città di Bellinzona in cifre rosse e che si lamenta per le stesse cose evidenziate dall’ACT. Sui rapporti difficili tra Cantone e Comuni il Consigliere di Stato Norman Gobbi si era già espresso settimana scorsa proprio sul Mattino della domenica, anticipando alcuni concetti, che vale la pena approfondire. “Stiamo vivendo un momento di crisi tra Cantone e Comuni, è sotto gli occhi di tutti. Ciò avviene a maggior ragione oggi, con la necessità di operare risparmi sia da parte della Confederazione, sia da parte del Cantone e i Comuni rischiano di subire le peggiori conseguenze. Teniamo conto che i 2/3 circa delle spese comunali sono vincolate da decisioni imposte dal livello cantonale o dal livello federale per il tramite del livello cantonale. Detto questo, come responsabile del Dipartimento che si occupa e preoccupa dei Comuni ritengo che siamo giunti a un punto di svolta. Spesso quando i rapporti tra due persone sono al minimo storico si trova il coraggio di guardarsi negli occhi e per un bene superiore si trovano i compromessi o le convergenze per continuare assieme. È ciò che dobbiamo fare. Qui il bene superiore sono le cittadine e i cittadini ticinesi, così come le nostre aziende. Devono essere i loro interessi al centro della nostra azione. Cittadini e aziende che devono affrontare grandi difficoltà. Non possiamo quindi permetterci di “litigare”, di ignorare le loro più che legittime aspettative”, afferma il Consigliere di Stato, Norman Gobbi.

Sì, ma che cosa si può fare? “Non ci sono ricette preconfezionate o soluzioni semplici. Di questo ne siamo tutti ben coscienti. Vi è un punto di partenza positivo evidenziato dai Comuni: la disponibilità di trovare soluzioni assieme. Occorrerà quindi da parte dei Comuni presentarsi in modo compatto su determinati temi, affinché la loro forza contrattuale sia maggiore e non vi siano contasti al loro interno. Da parte del Cantone ci dovrà essere la volontà di collaborare realmente per soluzioni condivise. In questo senso, come avevo già scritto la scorsa settimana sul Mattino della domenica, sono pronto a impegnarmi per trovare soluzioni concrete. Sarà questa una delle priorità che fisserò per il mio prossimo anno da presidente del Consiglio di Stato, a partire quindi dall’aprile del 2025. Anche se già da oggi occorre lavorare nella costruzione di ponti e non di barriere tra Cantone e Comuni”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 10 novembre 2024 de Il Mattino della domenica

Matteo Cocchi nominato Presidente della Conferenza dei comandanti e delle comandanti delle polizie cantonali svizzere

Matteo Cocchi nominato Presidente della Conferenza dei comandanti e delle comandanti delle polizie cantonali svizzere

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha preso atto con soddisfazione della nomina del Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi alla Presidenza della Conferenza dei comandanti e delle comandanti delle polizie cantonali svizzere (CCPCS). Cocchi succede a Mark Burkhard, Comandante della Polizia cantonale di Basilea Campagna, e diventa il secondo ticinese a ricoprire questo prestigioso incarico.

Il Consiglio di Stato ha preso atto con soddisfazione della nomina del Comandante della Polizia cantonale ticinese Matteo Cocchi quale Presidente della Conferenza dei comandanti e delle comandanti delle polizie cantonali svizzere (CCPCS). Ricordiamo che questa conferenza promuove la collaborazione, lo sviluppo e lo scambio di esperienze tra i Corpi di polizia della Confederazione. La nomina è avvenuta durante l’assemblea annuale del 25 ottobre svoltasi a Emmetten in Canton Nidvaldo. Cocchi subentra per i prossimi tre anni al Comandante della Polizia cantonale di Basilea Campagna, Mark Burkhard.  

Si tratta del secondo ticinese a ricoprire questa carica di rilievo a livello nazionale: prima di lui il Comandante Giorgio Lepri, che ha presieduto la CCPCS dal 1966 al 1969. Dal 1947 a oggi, Lepri è stato il solo rappresentante ticinese a capo dell’importante Conferenza.  

In servizio come Comandante della Polizia cantonale dal 1º ottobre 2011, Matteo Cocchi è Vicepresidente della CCPCS dal 2014 e, in seno al comitato, è responsabile per l’ambito polizia di sicurezza. Dal 2013 al 2024 ha, inoltre, rappresentato la Confederazione nella rete europea ATLAS, che riunisce i reparti speciali di polizia degli Stati membri dell’Unione Europea e dei Paesi associati, oltre che dirigere in qualità di Direttore i corsi dedicati agli agenti dei gruppi speciali sotto l’egida dell’Istituto svizzero di polizia (ISP).  

A mente del Governo questa nomina rappresenta un riconoscimento significativo per il lavoro svolto dal Comandante e dalla Polizia cantonale ticinese, che negli anni hanno guadagnato un ruolo centrale nei diversi gremi di polizia a livello nazionale. La presidenza della CCPCS offrirà a Matteo Cocchi l’opportunità di rafforzare ulteriormente la cooperazione tra i Corpi di polizia svizzeri e di consolidare i risultati raggiunti negli ultimi anni dal Ticino nel settore della sicurezza pubblica.